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Paolo Vichi, un ciclista "eccezionale"

Lunedì, 13 Giugno 2016 10:55 | Letto 3941 volte   Clicca per ascolare il testo Paolo Vichi, un ciclista "eccezionale" Un incontro casuale a Caldarola per conoscere, grazie a Roberto Mancini, un personaggio eccezionale: Paolo Vichi. Membro dellassociazione “Lesi non Arresi” Paolo Vichi, che un incidente ha costretto alla disabilità, non ha mai abbandonato la sua passione per la bicicletta. “Continuo a girare in bici, anche se questa è a tre ruote – racconta con ironia Paolo - perché amo il grasso sulla catena. Sono disabile da quattro anni, ma l’amore per l’aria in faccia e il gusto di andare in bici ancora non mi è passato. Ora, però, lo faccio con la forza della braccia e quando sono da queste parti non posso non venire a trovare il mio amico fraterno Roberto Mancini. Con me – continua Vichi – cè sempre ad accompagnarmi Alberto Evangelista, un mio carissimo amico di Belforte, che non mi lascia mai. Insieme facciamo imprese epiche. Alberto, con la sua mountain bike, mi segue come un angelo custode, è più visibile di me, costretto a camminare disteso, e garantisce la massima sicurezza alle nostre uscite”.   Paolo Vichi insieme a Roberto Mancini  

Un incontro casuale a Caldarola per conoscere, grazie a Roberto Mancini, un personaggio eccezionale: Paolo Vichi. Membro dell'associazione “Lesi non Arresi” Paolo Vichi, che un incidente ha costretto alla disabilità, non ha mai abbandonato la sua passione per la bicicletta. “Continuo a girare in bici, anche se questa è a tre ruote – racconta con ironia Paolo - perché amo il grasso sulla catena. Sono disabile da quattro anni, ma l’amore per l’aria in faccia e il gusto di andare in bici ancora non mi è passato. Ora, però, lo faccio con la forza della braccia e quando sono da queste parti non posso non venire a trovare il mio amico fraterno Roberto Mancini. Con me – continua Vichi – c'è sempre ad accompagnarmi Alberto Evangelista, un mio carissimo amico di Belforte, che non mi lascia mai. Insieme facciamo imprese epiche. Alberto, con la sua mountain bike, mi segue come un angelo custode, è più visibile di me, costretto a camminare disteso, e garantisce la massima sicurezza alle nostre uscite”.

 

Paolo Vichi insieme a Roberto Mancini

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