PIEDINO elezioni regionali nostro
Domani pomeriggio l'ingresso ufficiale dell'arcivescovo Francesco Massara nella diocesi di Fabriano-Matelica.
Una giornata che segnerà l'inizio di un cammino unitario con la diocesi di Camerino-San Severino e accrescerà l'impegno che l'arcivescovo ha sempre profuso per la montagna.

"La montagna deve camminare insieme - dice Massara - e non divisa come a volte succede nella realtà quotidiana.
Solo unita potrà trovare la forza di affrontare problematiche serie come la ricostruzione, il lavoro, la sanità. Da domani comincerà un cammino insieme partito già sabato scorso con un incontro unitario degli uffici delle pastorali a cui seguiranno altri confronti con il clero".

Se, infatti, la questione dello spopolamento accomuna le due diocesi, sono le cause che portano all'abbandono di questi territori che sono diverse: per Fabriano e Matelica il problema è economico e, proprio per questo, l'arcivesco Massara ha dimostrato di essere fermo nella sua posizione a difesa dei lavoratori.
Oltre agli incontri a cui ha partecipato per la ex Jp, ha voluto dare un segnale concreto di vicinanza rinunciando alla festa per il suo ingresso in diocesi: "Credo - spiega - che dobbiamo dare segnali importanti di vicinanza a chi ha più bisogno di noi, quindi ho deciso di rinunciare a qualsiasi momento di festa laica e al banchetto di domani, per destinare la somma alla Caritas per le famiglie bisognose".

Per Camerino e San Severino, invece, la questione riguarda il sisma e la ricostruzione, con l'aggiunta della perdita dei servizi come quelli sanitari, da giorni al centro del dibattito pubblico: "I servizi - denuncia Massara - devono rimanere aperti e devono essere incrementati perchè la momtagna non può esserne privata". Proprio nel corso di una inaugurazione all'ospedale di Camerino Massara aveva detto che non serviva avere una Ferrari se mancavano i piloti, ma il problema della carenza di personale al nosocomio della città ducale non sembra essere svanito e per questo oggi rincara la dose: "in questo ospedale non solo mancano i piloti, ma anche i meccanici. Abbiamo tanta tecnologia, anche donata durante il Covid, ma se gli operatori se ne vanno è un ospedale che resta vuoto, dove non si potranno prestare le attenzioni al malato.
Non è ammissibile - dice - e per questo le istituzioni devono dare una risposta seria. La montagna ha già subito molti danni col sisma, a Camerino abbiamo anche una università e dei cittadini a cui bisogna dare risposte. Le istituzioni in questo momento sono latenti - denuncia - , dovrebbero davvero porsi seriamente questo problema e dare risposte concrete. Non possiamo aspettare inaugurazioni e parate, senza avere nulla nel concreto. Concentrare i servizi solo in alcune zone non risolve il problema sanitario: la dignità della persona passa anche da un servizio serio a chi è malato e alle loro famiglie".

GS







Sono passati tre decenni dalla storica visita di San Giovanni Paolo II alle fabbriche di Fabriano e Matelica. “Si resta sgomenti nel riscontrare la drammatica lungimiranza della sua profetica analisi sociale ed economica: “V’è un obbligo morale di provvedere ad una sana politica di investimenti nella qualità dei prodotti e nel rinnovamento tecnologico, ma v’è anche un concomitante obbligo morale di rispetto…”, disse Karol Wojtyla. Rispetto per chi e per cosa? Innanzitutto per la dignità dei lavoratori e per la tutela dell’ambiente. Poi rispetto per il contenuto etico dell’occupazione che non può mai essere sostituito dai pur necessari sussidi temporanei o interventi di sostegno che rischiano di risolversi in un boomerang per la dignità della persona. “Chi è disoccupato o sottoccupato, finisce ai margini della società, diventa vittima dell’esclusione sociale. Il lavoro è portare il pane a casa con dignità”, ha ribadito Papa Francesco, incontrando le maestranze dell’acciaierie in crisi”. Con queste parole il vescovo della diocesi di Fabriano-Matelica, nonché Arcivescovo della diocesi Camerino-San Severino, mons. Francesco Massara, chiede maggiori attenzioni per tutte le crisi industriali che da anni sono, purtroppo, il pane quotidiano del comprensorio fabrianese e non solo. Ultima in ordine di tempo, l’apertura della procedura di mobilità per 583 lavoratori alla Indelfab, ex JP Industries.

Secondo Massara, “la necessità non è solo quella di approntare “una tantum” misure emergenziali, bensì prioritariamente quella di intervenire strutturalmente per mettere fine alla tragica insicurezza che mina alle basi la convivenza civile e la progettualità familiare. Non fatico a mettermi nei panni di un operaio che dopo decenni di competente e responsabile impegno lavorativo trova chiusi i cancelli della sua azienda. Frustrazione, senso di impotenza e alienazione albergano nell’animo di chi vede minacciato il suo status e la propria vocazione lavorativa. Evangelicamente a repentaglio non è solo il corpo ma anche lo spirito. Non manca solo il pane ma anche la consapevolezza di una presenza nel mondo”.

Il contenuto valoriale dell’occupazione “attiene direttamente a quella dignità umana che la dottrina sociale mette a fondamento della vita comunitaria. Gesù impara nella bottega del falegname San Giuseppe la sacralità del lavoro. Nel vostro pastore troverete sempre un compagno di strada e la mia porta è sempre spalancata. Il vostro dolore è il mio dolore e, come sono impegnato a fare per altre emergenze sociali, sono pronto ad essere portatore a qualunque livello di legittime e sacrosante richieste di dialogo”.

L’accorato appello a tutte le istituzioni e a ciascuna responsabilità pubblica e privata “è quello di non abbandonare in una logorante incertezza le tante famiglie che aspettano una sistemazione definitiva ai loro problemi. Ogni concreta mediazione, utile a sbloccare lo stallo, deve essere tentata. Sono vicino ai lavoratori della JP e sollecito paternamente e con fervida partecipazione chiunque abbia titolo ad esercitare una responsabilità a dare una risposta stabile ai lavoratori che da anni sopportano una condizione di precarietà e impossibilità a progettare il futuro. Fabriano si rialza se i suoi figli tornano ad esercitare l’operosa identità che ha scritto gloriose pagine di storia”.

Il Pastore della chiesa fabrianese assicura vicinanza e impegno. “Nessuna strada che sarà possibile intraprendere, mi resterà estranea. Non si pensi di confinare nel silenzio l’insopportabile ingiustizia del povero. San Vincenzo de Paoli ci insegna che la giustizia è la prima forma di carità e il Servo di Dio don Oreste Benzi ripeteva sempre: “Non si dia per carità ciò che spetta per giustizia”.

m.s.
Non si spegne la gioia accesa sabato pomeriggio ad Ussita dalla bontà di Papa francesco, grazie al dono del Centro di Comunità che porta il suo nome.
Dopo la grande emozione del taglio del nastro, infatti, che ha visto anche la lettura, da parte dell'arcivescovo Francesco Massara, di una lettera inviata dal Santo Padre per l'occasione, il Centro di Comunità sarà il protagonista di un collegamento su Rai Uno durante la trasmissione "C'è tempo per" condotta da Anna Falchi e Beppe Convertini.
Inviato speciale il marchigiano Paolo notari che ai microfoni di mario Staffolani per Radio C1...inBlu ha detto: "Domattina alle 10 sarò inviato ad Ussita, sotto casa mia - commenta - . Io spesso provo a segnalare degli eventi che accadono nella mia regione Marche e spesso riesco a portare qualche fatto alla ribalta nazionale.

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Domani, Beppe Convertini e Anna Falchi si collegheranno con me ad Ussita perchè il tema della puntata sarà 'I buoni e i cattivi' e noi parleremo del più buono del mondo: Papa Francesco.
Proprio lui, infatti, ha donato questo Centro di comunità che porta proprio il suo nome. Il Santo Padre ha dedicato una sua lettera agli abitanti di Ussita ed il vescovo Massara, a cui sono legato per amicizia e stima, mi ha segnalato questa bella notizia di cui ci è sembrato giusto parlare".
Notari intervisterà proprio l'arcivescovo insieme ad alcuni abitanti del centro colpito dal sisma.

GS

papa vescovo


Sarà inaugurato sabato 25 luglio alle ore 18:00 il nuovo Centro di Comunità di Ussita, donato da Papa Francesco, a cui sarà intitolata la nuova struttura.
Ricorderanno tutti l’emozione dell’arcivescovo Francesco Massara nell’annunciare, il 16 giugno 2019, giorno della visita di Papa Francesco a Camerino, la volontà del Santo Padre di donare questa struttura ad uno dei paesi del Maceratese più colpiti dal sisma, ed oggi quella promessa è divenuta realtà.
Un gesto che rappresenta sicuramente un segnale di speranza per una popolazione duramente provata e che, all’interno della comunità,svolgerà la doppia funzione di luogo d’incontro e di celebrazioni liturgiche.
Realizzata in località Fiuminata, vicino al parco Ruggeri, la struttura che porta il segno di Papa Francesco è stata resa possibile grazie ai cospicui contributi dell’arcidiocesi di Bologna, attraverso i proventi della ditta FAAC Spa, della Fondazione Saint-Gobain Initiatives ed Evolvere Spa Società Benefit.

Il progetto di quella che sarà una “casa di comunità” è stata affidata all'ing. Ernesto Minnucci e all'Arch. Daniele Piccirillo della Minnucci Associati srl, mentre la direzione dei lavori è stata seguita dall'ing. Carlo Morosi, al contempo responsabile della sicurezza. La realizzazione del manufatto di circa 120 metri quadrati è stata eseguita dalla ditta M.I.C. srl del Gruppo Gravina.
Papa Francesco aveva certamente intuito l’importanza di un Centro di Comunità come strumento per superare insieme le difficoltà di chi ha perso tutto; e se la ricostruzione della comunità sembrava già una priorità l’anno scorso, oggi dopo il Covid è diventata fondamentale e la consegna di questo dono ad Ussita avviene proprio nel momento in cui, probabilmente, se ne sente maggiormente il bisogno.

“La ricostruzione materiale non può prescindere dalla ricostruzione dei cuori delle persone – sottolinea Monsignor Francesco Massara nel ringraziare per il nobile gesto Sua Santità e tutti i benefattori che hanno contribuito alla sua realizzazione - . Credo che l’inaugurazione di questo spazio rappresenti un’occasione di gioia e di rinascita per l’intera popolazione. E’ un atto di generosità che accende una luce su un tessuto sociale profondamente ferito, con l’obiettivo di rinsaldare le relazioni umane e consolidare lo spirito di comunità. Una struttura che diventa strumento per favorire il ritrovarsi delle persone, affinché dall’incontro possano nascere momenti di serenità, di gioia, di preghiera”.



Una brutta pagina scritta dal governo di questo Paese e dalla Commissione Bilancio della Camera”. Così il sindaco di Camerino Sandro Sborgia nell’esprimere la sua profonda indignazione, condivisa da altri colleghi e cittadini delle zone del cratere dopo l'estromissione dal Dl Rilancio del pacchetto sisma contenente emendamenti utili a sbloccare la ricostruzione nell’Italia centrale “Quello che è successo nei giorni scorsi alla  Commissione Bilancio è qualcosa d’inaccettabile :si trattava di votare  l’inserimento di misure assolutamente essenziali, fondamentali per l'avvio della Ricostruzione, misure tra l’ altro concordate e condivise con il Commissario straordinario alla ricostruzione Giovanni Legnini, misure che andavano e vanno essenzialmente nella direzione di una ricostruzione veloce, di una ricostruzione seria e  questa volta possibile.  E’ stata scritta una brutta pagina nella storia di questo Paese- continua Sborgia-quello che è avvenuto purtroppo dimostra che non c’è l’interesse a ricostruire nel zone colpite dal terremoto del 2016;  dobbiamo innanzitutto capire come sia stato possibile che quel provvedimento non sia stato discusso e vogliamo capire in primis chi sono i responsabili. Adesso invitiamo e auspichiamo che in primis il Presidente del consiglio, Governo e ministri competenti, riparino  immediatamente a questo  pasticcio.  Debbono  immediatamente provvedere a rimettere al centro dell'attenzione quelle misure che sono fondamentali per la ripartenza di questi territori con la ricostruzione. Sono passati ormai 4 anni ed è necessario che sia avviata, altrimenti ci debbono dire che ricostruire non è nell'interesse del Governo e del Paese e allora  da quel momento in  poi prenderemo atto di questa di questa volontà.  Ma se la ricostruzione, così come è stato sempre detto in ogni circostanza, è nell'interesse di questo Governo e nell’ interesse di tutte le forze Parlamentari, è bene che gli emendamenti siano tradotti in provvedimenti di legge aventi forza esecutiva.  Detto questo – aggiunge il primo cittadino di Camerino- inaccettabili sono anche le polemiche strumentali. Utilizzare questo pasticcio per strumentalizzare la vicenda a fini  politici sulla pelle dei terremotati, credo che sia un atto di sciacallaggio e non può che  qualificare tutti coloro che  utilizzano questa brutta pagina per fare campagna elettorale: ne abbiamo visti tanti in giro e molti all’ opera verificandone la loro inadeguatezza e la loro inconcludenza,  quindi- ribatte Sborgia-  speculare adesso su questo guaio credo che sia un puro atto di sciacallaggio. Per tornare invece alla vicenda che ci interessa, è bene che il Presidente del Consiglio, avendo più volte dichiarato di essere estremamente determinato a condurre in porto la ricostruzione, intervenga immediatamente per ottenere che quel pacchetto di misure, volute e condivise dai sindaci e  concordate con la volontà del Commissario Legnini,  trovi la strada affinché possa essere attuato”. Quanto alla possibilità del forte atto di protesta della  riconsegna delle fasce tricolori al Premier  il sindaco Sborgia dice che è tra le varie opzioni che  testimoniano la determinazione dei sindaci a non mollare la presa “ ma è certo che percorreremo comunque ogni strada possibile per sensibilizzare il Governo a tornare sui propri passi, a cambiare rotta e a far sì che le popolazioni colpite dal terremoto tornino  al centro dell'attenzione del Governo. Così come è stata dimostrata attenzione  alla necessità che siano prese e attuate misure per i vari settori dell’ economia, proprio in funzione della ripartenza dell’ economia del nostro Paese- conclude Sborgia-  le zone terremotate debbono essere messe al centro dell'agenda di governo e al centro dei provvedimenti necessari perché  con la ricostruzione avviata ne gioverebbe l'economia Nazionale, ne gioverebbero i terremotati.  Non può pertanto assolutamente prescindersi dalla necessità che quel pacchetto di misure presentate, una volta per tutte, trovino la strada per essere approvate”.

Sulla stessa linea il commento risentito dell’Arcivescovo Francesco Massara che è a capo della diocesi più devastata di tutta l’ area del cratere. “ Che la Commissione Bilancio alla Camera e il Governo non abbiano preso in considerazione  il pacchetto sisma, significa estromettere e far rischiare il blocco della partenza della ricostruzione alla quale il Commissario Legnini sta dedicando il massimo impegno e la massima promozione  in tutte le zone del cratere.- afferma Mons. Massara-. Non è possibile che su 55 miliardi non si sia pensato, o non si sia voluto, dare un’ attenzione alle zone del sisma. Questo è inaccettabile.  La ricostruzione così non partirà mai.  A questo punto pretendiamo un incontro con il Presidente Conte e con chi rappresenta la Presidenza del Consiglio- ribadisce il vescovo-;  abbiamo tutto il diritto noi terremotati di sapere perché siamo tenuti fuori da questi provvedimenti così importanti che riguardano un territorio così esteso che copre tutta l’Italia centrale.  Abbiamo il diritto di poter rinascere dal primo terremoto del 2016 e da questo secondo terremoto che è il terremoto economico; noi non siamo cittadini di serie B- rimarca Massara-.  Siamo uguali a tutti gli italiani, per cui il presidente Conte deve ascoltare i sindaci, deve ascoltare le istituzioni, le associazioni tutte , deve ascoltare questo territorio che non può morire, perché fa parte dell'Italia. L'Italia è una, non è fatta a macchia di leopardo. Voglio che tutti sappiano che  il vescovo sarà sempre vicino a tutti i terremotati e seguirà con  grande attenzione questa situazione; i terremotati hanno diritto ad avere la loro la loro casa e a loro sarò sempre vicino e tutti i sindaci avranno il sostegno del vescovo nella battaglia per la rinascita di questo territorio. Queste terre martoriate non possono assolutamente morire, per cui chiedo la massima attenzione da parte del Governo verso la nostra gente -continua Mons. Massara-. Sono 4 anni che le persone attendono la ricostruzione e non si possono far morire le speranze delle comunità. Chiedo il massimo impegno da parte di tutti, ma soprattutto da parte del Governo e dei nostri rappresentanti in Parlamento. Non possiamo permettere che questo territorio muoia- ribadisce- Chiedo la massima attenzione a tutti i nostri rappresentanti al Governo e allo stesso Governo, perché la ricostruzione deve partire. E aggiungo che il Commissario Legnini  va sostenuto in tutte le proposte che in questo momento sta facendo in sede governativa; a lui dobbiamo il nostro grazie perché sta dando il massimo di attenzione e di amore verso questo territorio”.
Intanto il sindaco di Camerino ha fatto sapere che sono stati già sentiti alcuni importanti rappresentanti del Governo con i quali si è aperta una interlocuzione, affinchè il pacchetto di misure sia portato in aula e si provveda alla sua approvazione.
 c.c.





Un compleanno particolare per l'arcivescovo di Camerino - San Severino Marche, da pochi giorni eletto anche vescovo di Fabriano- Matelica, Francesco Massara. La ricorrenza del suo 55° compleanno, infatti, è coincisa con l'inaugurazione all'ospedale di Camerino della nuova Tac di ultima generazione, strumento che pone il nosocomio camerte all'avanguardia e che segna il ritorno al completo servizio del territorio. "Credo che non ci sia modo migliore per festeggiare il mio compleanno - ha dichiarato mons. Massara - Questa nuova Tac sarà una ricchezza non solo per Camerino, ma per tutto il territorio regionale e anche nazionale. Un ringraziamento particolare va alla fondazione Bocelli per la grande attenzione riservata a questo territorio. Un gesto di positività  che aiuta tutti a crescere nel bene".
L'arcivescovo ha poi festeggiato la ricorrenza con un brindisi insieme ad alcuni sacerdoti e ai collaboratori degli uffici della Curia. 

f.u.

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La matita perpetua "Leonardo da Vinci" regalata all'arcivescovo
Due giornate dedicate all'entroterra Maceratese e alle zone più colpite quelle in programma per domani e domenica con il Commissario Straordinario alla Ricostruzione, Giovanni Legnini.
Una visita che comincerà a mezzogiorno da Castelsantangelo sul Nera, con l'incontro del sindaco Mauro Falcucci e dei cittadini: "Sarà una giornata operativa - dice il primo cittadino - . Credo sia l'ultimo incontro partecipato con i cittadini per la stesura del documento direttore che servirà a proseguire sui piani attuativi. Faremo il punto della situazione per cercare di rimuovere gli ostacoli che sono il personale e le correzioni normative per la pubblica ricostruzione.
Si tratta di questioni che riguardano tutta la zona colpita, non solo noi: non dobbiamo viaggiare con esigenze dei singoli Comuni, come se fossero isole, ma dobbiamo immaginare un intero arcipelago".
Da Castelsantangelo il Commissario proseguirà per Visso con l'incontro del sindaco Gian Luigi Spiganti Maurizi. La visita del centro storico e l'incontro con l'arcivescovo Francesco Massara, con il presidente del Parco dei Sibillini, Andrea Spaterna e il consiglio dell'ufficio tecnico comunale.
Legnini sarà poi disponibile per i Comitati e le associazioni dei cittadini. Un pomeriggio che si concluderà a Valfornace con il sindaco Massimo Citracca.
Domenica, invece, l'appuntamento è alle 9.30 a Muccia con il primo cittadino, Mario Baroni, e successivamente a Pieve Torina: "Senza dubbio - commenta il sindaco Alessandro Gentilucci sulla nuova struttura commissariale - la nuova organizzazione si è prodigata nel tentativo di migliorare le cose. Abbiamo alle spalle quattro anni di inerzia e dobbiamo lavorare ancora tanto per permettere ai cittadini di ricostruire. Oggetto delle mie richieste - precisa - saranno le criticità dettate dagli aggregati, dai sottoservizi, dalle strutture pubbliche non ancora finanziate per poter consentire a tutti i cittadini di avere le agibilità delle abitazioni.
Problematiche condivise - dice Gentilucci - : mi sono interfacciato con i sindaci dei comuni vicini e delle altre zone terremotate su questo. Credo che in linea di massima sia stata raggiunta una sintesi, quindi sono le richieste che vanno in funzione dell'accelerazione della ricostruzione, garantendo anche il percorso dei nostri tecnici che non possiamo lasciare soli in una problematica importantisima". 
I due giorni dedicati all'entroterra si concluderanno, poi, a Fiastra con il sindaco Sauro Scaficchia.

GS
Domani, mercoledì 27 maggio alle ore 17, nella Chiesa del Seminario di Camerino il presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli e Mons. Francesco Massara, Arcivescovo di Camerino – San Severino Marche, firmeranno l’Accordo tra la Regione Marche e l’Arcidiocesi per la realizzazione del “Nuovo museo diocesano presso il Palazzo vescovile di San Severino Marche”. Sarà presente anche l’assessore regionale Angelo Sciapichetti. Nel corso della conferenza stampa verranno illustrati  i contenuti dell’intesa. 
Il complesso architettonico di oltre 2000 metri quadrati disposti su cinque livelli, oggetto di risanamento conservativo e miglioramento sismico dopo il terremoto del 1997, non ha infatti subito danni significativi dal sisma del 2016 e si presenta come sede ideale per allestire spazi funzionali nel rispetto dei criteri tecnico scientifici e degli standard museali.
C.C.
L’emergenza Covid non ferma il “Meeting nazionale giornalisti cattolici e non”. La settima edizione dell’evento, infatti, si terrà sabato 23 maggio in modalità streaming e avrà una sessione particolare dedicata alle emergenze terremoto e Coronavirus, con la partecipazione di mons. Stefano Russo, segretario generale della Cei, di Paolo Ruffini, prefetto del Dicastero per la comunicazione del Vaticano, del cardinale Giuseppe Petrocchi della Diocesi di L'Aquila, dei vescovi Francesco Beschi (Bergamo), Francesco Massara (Camerino – San Severino), Domenico Pompili (Rieti).

Tavola

Una sessione che approfondirà il modo in cui la Chiesa è vicina al suo popolo e, quindi, come i pastori rispondono alle diverse crisi, ieri il terremoto, oggi il Coronavirus”.

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Un meeting che non si ferma neppure in tempi di emergenze. “Ogni anno il meeting si svolge dal vivo e si sviluppa su 3 giornate – conclude Simone Incicco – Quest’anno, pur con i restringimenti previsti per il Coronavirus, abbiamo deciso di non perdere la ricchezza del meeting e affronteremo le varie tematiche in modalità streaming sulle pagine facebbok e youtoube di Padre Pio tv e sul sito giornalisti oggi.it”. A fare gli onori di casa, virtualmente, saranno: il Vescovo della Diocesi di San Benedetto, Ripatransone e Montalto, mons. Carlo Bresciani e il Vescovo della Diocesi di Ascoli Piceno, monsignor Giovanni D’Ercole.

F.U.

CANALI PER VEDERE LA DIRETTA:

YouTube: https://www.youtube.com/watch?v=gCegAFlqh8o&feature=youtu.be&fbclid=IwAR1KM1OvOAg5jlFntAyQ4jRRLrVAcCjs5EWinZOHTCQs1L6hEFpD6Ozxm7U

YouTube: Padre Pio TV: www.youtube.com/user/padrepiotv

Web: www.giornalistioggi.it











Lo slancio alla ripartenza di tutto il Paese e il segnale di vero inizio della ricostruzione, arriva dalla visita del Commissario alla ricostruzione Giovanni Legnini per la prima volta a Camerino."Una finestra sulla ricostruzione" la battuta finale, suggerita dalla visione del suggestivo panorama che, dal portico del palazzo arcivescovile, si apre sulla vallata e sui monti.

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Uno splendido sole ad incorniciare l’avvio della fase Due dell’emergenza e la ripartenza dei cantieri del cratere, dalla città che ha la zona rossa più estesa: simbolico e illuminante il fatto che il 4 maggio 2020, il Commissario Legnini abbia voluto essere nella città ducale. Ad accoglierlo il sindaco Sandro Sborgia,con gli assessori Stefano Sfascia e Marco Fanelli, il consigliere delegato alla ricostruzione Luca Marassi, presenti il prefetto di Macerata Iolanda Rolli, il Rettore di Unicam Claudio Pettinari e il prorettore vicario Graziano Leoni, l’arcivescovo Francesco Massara, il Direttore dell'USR Cesare Spuri. Dapprima l'incontro in rettorato poi in piazza Cavour. Un tono informale per un incontro che imprime coraggio alla ripartenza dei lavori e al movimento economico di tutto il settore edile.
Ancora più significativo che ciò avvenga all’indomani del varo delle 4 ordinanze, volute fortemente dal Commissario per imprimere un cambio di passo decisivo a tutto il percorso. Nel corso della visita nel centro storico di Camerino, il Commissario ha potuto toccare con mano i segni della devastazione prodotta dal sisma e verificare lo stato dell’arte delle messe in sicurezza, da oggi pronte a ricominciare il loro percorso per aprire sempre più varchi e luce nuova alle vie, attivando di pari passo l’ulteriore corso del ripristino delle case danneggiate.
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"Non viviamo un tempo normale- ha detto il Commissario Giovanni Legnini -. Va da sè che la lentezza di prima e la successiva sospensione indotta dal Coronavirus, abbia segnato il ritmo con il quale si procede nella ricostruzione. Mi auguro che questo effetto sia il più limitato possibile- ha aggiunto-. Sono venuto oggi a Camerino su invito del sindaco Sborgia e incontrando tutte le autorità presenti, con le quali abbiamo fatto un punto su tutte le attività che afferiscono alla ricostruzione, proprio per dare impulso a tutto il percorso. Mi auguro che tutti i cantieri che erano in atto già prima della sospensione possano riprendere nel più breve tempo possibile. Una delle 4 Ordinanze emanate sabato, contiene anche una misura di incentivo finanziario proprio per le imprese che vogliono riprendere i lavori e per fare in modo che  si possa poi lavorare in sicurezza. Inoltre bisogna occuparsi, e lo stiamo facendo, della fase di attuazione di quella ordinanza e di quella forte semplificazione della ricostruzione privata che abbiamo voluto disporre con l'ordinanza n.100 la cui attuazione va organizzata soprattutto con i comuni e con le professioni tecniche. Ci sono poi i Piani straordinari di ricostruzione e, da oggi, primo giorno lavorativo successivo all'emanazione delle ordinanze, i centri più colpiti possono partire con i programmi di riscostruzione; lo deve fare la Regione e lo debbono fare i comuni con un apporto dell'USR che deve essere di primaria importanza; tra qualche settimana i progetti potranno essere autocertificati e, nella stretta misura necessaria, si potrà andare in deroga alle disposizioni urbanistiche . Si apre un ventaglio di soluzioni, alcune delle quali da molto tempo attese, che dunque possono consentire una partenza importante della ricostruzione. Questo è il nostro intento". Legnini non ha mancato di sottolineare l'importanza per tutto il territorio e per l'intera regione di una istituzione come l'Università di Camerino, annunciando che farà tutto il possibile per sostenere in concreto i progetti dell'ateneo. 

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A proposito dell'elenco dei comuni “maggiormente colpiti” dal sisma del 2016 nei quali la ricostruzione può avvenire attraverso i Piani Straordinari di Ricostruzione, dunque con una serie di deroghe alla normativa urbanistica, il Commissario ha ribadito che è doveroso "rifuggire da due tentazioni che non debbono verificarsi: in primo luogo il considerare la doppia classificazione come un preludio ad un "doppio cratere"che assolutamente non c'è: ci sono comuni o porzioni di comuni, maggiormente colpiti e con un percorso più complicato, ai quali il legislatore dà la possibilità di adottare Piani Straordinari in deroga allo strumento urbanistico. Altra tentazione da rifuggire è di considerare che i comuni contenuti in quell'elenco, e, lo dico qui a Camerino che a pieno titolo vi è inserito, possano avere qualcosa in più: i diritti dei cittadini, delle istituzioni, delle imprese locali dei comuni del cratere, sono diritti eguali per tutti, senza alcuna differenziazione. In più, per quei comuni dell'elenco, c'è una sola cosa: poter ricostruire con una qualche deroga che è necessaria, in quanto ripristinare i centri storici è molto complicato. Questa era la richiesta dei territori e questa è la volontà del legislatore che io sto attuando nel modo più ampio possibile". 

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Accompagnato dall’addetto stampa Mario Sensini, il Commissario Legnini ha potuto prendere visione della realtà delle cose, raccogliendo dalle voci delle principali istituzioni locali, esigenze e necessità dell’intero entroterra colpito dal sisma del 2016, Alla visione della zona rossa che, scortata anche dagli ingegneri comunale Orioli e della curia diocesana Morosi, si è concentrata sul Palazzo Ducale sede di Unicam e che dal cortile del Palazzo Arcivescovile si è poi spostata nella cattedrale, ha fatto seguito la visita del cantiere del mattatoio comunale i cui lavori avviati da qualche mese, l’emergenza sanitaria ha costretto al fermo. Il recupero della struttura danneggiata dal sisma è fondamentale per riprendere la macellazione delle carni che per oltre tre anni ha costretto gli allevatori locali a dirottare quest’operazione in altri centri logisticamente distanti.

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Lungo il momento di confronto con le istituzioni locali che ha avuto luogo nella sede del rettorato dell'Università di Camerino, nella prima parte della mattinata. 
Legnini ha sottolineato di essere consapevole che la funzione del Commissario straordinario, così come prefigurata dal legislatore, è una funzione d'impulso e di grande coordinamento, dopodichè, gli attori della ricostruzione sono molteplici: "Sono tutti quelli che la legge ha voluto prevedere e, se tutti gli attori faranno il loro dovere, vedremo molto presto dei risultati. Se invece c'è chi tira in una direzione e chi in un'altra, allora sarà più difficle che ciò avvenga. Ma io, sono assolutamente convinto che esercitando quella funzione d'impulso che io voglio esercitare e sto già esercitando, si possano ottenere dei risultati". 
Molto positive le impressioni di Mons Francesco Massara, che ha definito eccellente l'incontro con il Commissario Legnini 
"Una persona pratica, che ha dimosttrato di amare i nostri territori e le situazioni di tutti i terremotati. Credo che davvero potrà esserci una svolta nella ricostruzione- ha detto l'arcivescovo-. Nel colloquio che abbiamo avuto con lui, ha spaziato dalla ricostruzione pubblica a quella privata, dimostrando grande lungimiranza e volontà di guardare in alto e credo davvero che se ognuno di noi contribuirà secondo i propri ruoli, si potranno dare al territorio delle risposte rapidee concrete, pur sapendo che vi sono alcuni tempi che necessiteranno di essere un po' più dilatati, questa volta  tuttavia sembra che sia giunto il momento buono per cominciare. Nel Commissario Legnini- ha concluso- ho trovato una persona splendida all'ascolto e al confronto, con una grande voglia di dare risposte concrete e di rappresentare al Governo le esigenze dei nostri territori. Davvero potremmo definire questa giornata 'una finestra sulla ricostruzione': è quello che oggi abbiamo ricevuto dentro ognuno di noi dal Commissario, nel segno di una perfetta collaborazione tra tutte le istituzioni che, insieme a lui, oggi possono aprire una finestra nuova sulla ricostruzione".

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Molto soddisfatto anche il sindaco Sandro Sborgia: "Il bilancio lo cominceremo a tracciare quando inizieremo a  vedere i cantieri in attività, le gru installate e le maestranze che arrivano e si mettono al lavoro ma- ha sottolineato- non posso che definire estremamente positivo l'incontro con il Commissario. E' a perfetta conoscenza della situazione che viviamo e il terreno normativo che regola la ricostruzione; ne sono testimonianza le ordinanze che ha emanato che danno la misura della ricerca della linearità e dello snellimento, necessari a dare un cambio di passo rispetto a quello che è stato finora. L'introduzione dei Piani Straordinari è per la nostra città di fondamentale importanza- ha aggiunto- dunque lo adotteremo e faremo in modo che possa essere uno strumento vitale per la ricostruzione della nostra città che non è quella di un piccolo borgo ma del centro più grande che è stato danneggiato dal sisma 2016: le complessità sono rilevanti e occorre quindi che lo strumento sia assolutamente calibrato alle nostre necessità. Il commento di oggi è più che positivo e la visita del Commissario Legnini nella giornata odierna sta a significare la vicinanza e la volontà dello stesso governo di far sì che questo cantiere parta il prima possibile e che la nostra città torni a vivere al più presto".
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Emozionante e piena di quella visione che forse nell'ultimo periodo stentava a vedersi, nei commenti di Claudio Pettinari rettore di Unicam, la visita del rappresentante del Governo: " Presi dal Covid e da situazioni contingenti ci è sembrato quasi di essere finiti in un vortice. Il confronto di oggi è invece la dimostrazione che in maniera coesa tra ammnistrazione comunale, diocesi, università e intero territorio, dobbiamo procedere in avanti cercando di dare impulso a quelle progettualità che, come abbiamo sentito dalle stesse parole del Commissario, faranno il bene non solo delle nostre zone ma dell'Italia tutta. Oggi si è parlato di prospettive per ili futuro, di iniziative da portare avanti, di accordo di programma tra i tre rappresentanti le istituzioni più importanti del nostro territorio, affinchè riparta la ricostruzione e la fruibilità di quella parte della città che si dirama dalla piazza e di cui tutti abbiamo bisogno per riconquistare la nostra felicità, per riacquistare quella voglia di fare e quella capacità di essere Italia che avevamo prima. Dalla concretezza del Commissario, dal suo sguardo attento rivolto alle persone e ai loro diritti, ci auguriamo davvero che possa vedersi al più presto, quella rinascita tanto desiderata".    
 
Carla Campetella

FOCUS NOTIZIE
INTERVISTA INTEGRALE AL COMMISSARIO LEGNINI

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