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Camerino saluta la corsa rosa. La sesta tappa del Giro 104 attraversa infatti oggi l’alto anconetano e maceratese. I 160 chilometri di tappone appenninico saranno la prima occasione per vedere gli uomini di classifica darsi battaglia e tentare di lasciare un primo segno serio sulla classifica generale.

Non sarà della partita Mikel Landa: il basco del team Bahrain Victorious è caduto ieri a pochi chilometri dall’arrivo di Cattolica, insieme al leader della classifica degli scalatori Joe Dombrowski e a Pavel Sivakov della Ineos. Addio alla corsa rosa per lo spagnolo e per il russo, ma gli altri ci saranno tutti.

Egan Bernal e Remco Evenepoel, i due ragazzi terribili, Giulio Ciccone e Vincenzo Nibali, gli italiani della Trek Segafredo, Alexander Vlasov e Hugh Carthy, e, perché no, anche la maglia rosa Alessandro De Marchi (in foto), che proverà a difendere il simbolo del primato. Si parte dalle Grotte di Frasassi, scoperte proprio 50 anni fa, per poi scendere verso sud, ma sempre salendo: 3400 metri di dislivello più tardi si arriverà ad Ascoli Piceno. Nel mezzo la Forca di Gualdo e la Forca di Presta. Il passaggio nella città ducale è previsto per circa le 13.30, dopo che il plotone avrà attraversato Fabriano, Matelica e Castelraimondo.

Oggi qualcuno scoprirà le sue carte, staremo a vedere.


l.c.
Premio speciale del pubblico al concorso "Seencity.. Let's play Marche" per il cortometraggio dal titolo "Broken Memories", realizzato dai camerinesi Lorenzo Poeta e Andrea Capradossi con la partecipazione in veste di attore di un altro giovane camerte, Nicolas Carradori. 
I giovani di Camerino hanno ripercorso il dramma delle "memorie distrutte" della loro città natale con l'intenzione di smuovere le coscienze sulla difficile realtà che Camerino si trova a vivere nella sua dimensione profondamente modificata dal sisma del 2016 ,ma lanciando nel contempo un segnale positivo per il futuro.
Oltre 1500 i voti che hanno raggiunto il loro prodotto dopo la pubblicazione sulla piattaforma digitale e che hanno portato a questo entusiasmante risultato. La premiazione del contest è avvenuta nella serata di ieri, giovedì 6 maggio a Porto Recanati. Il concorso è stato promosso da Marche Film Commission, Fondazione Marche Cultura e Comune di Porto Recanati, in collaborazione con Tipicità.
"Abbiamo provato una grandissima emozione - commenta Lorenzo Poeta, regista del corto su Camerino-. Siamo stati molto contenti e avremmo voluto ringraziare una ad una le  1506 persone che hanno apprezzato il nostro lavoro e ci hanno sostenuto. Questo entusiasmo delle persone nei nostri confronti ci ha trasmesso una grande carica- continua il ventenne Lorenzo Poeta-. Approfitto qui per ringraziare tutti, da chi ci ha permesso di entrare in 'zona rossa' e filmare le scene nel centro storico di Camerino, a chi ha espresso il suo consenso per il nostro prodotto permettendoci di vincere il premio. È davvero gratificante che più di 1500 persone abbiano apprezzato e condiviso sui social il nostro messaggio.  Quello che abbiamo voluto dire è che vorremmo tornare ad una situazione di normalità. Ci rendiamo conto che è molto complicato ma come giovani, abbiamo volontà di restare e guardare al futuro con positività".
C. C.

*approfondimento nel prossimo numero di Appennino Camerte
Dopo Vittorio Brumotti, un altro testimonial d'eccezione per Sarnano. Il volto della nuova campagna di promozione turistica sarnanese è infatti Cesare Bocci, attore tra i più apprezzati nel mondo della fiction italiana e originario dell'entroterra maceratese, a cui da sempre è molto legato. Il primo spot, realizzato dai filmmaker marchigiani di Lunastorta Produzioni, uscirà a metà giugno e sarà dedicato soltanto alla campagna online, sui social e sul sito www.sarnanoturismo.it .

Particolarmente soddisfatto della collaborazione con Bocci il sindaco, Luca Piergentili, che sottolinea l'importanza che il turismo riveste per la città di Sarnano: "Cesare è un attore tra i più affermati in Italia ed è davvero legato a questo territorio, basti pensare a quando ha raccontato che i Piani di Ragnolo sono il suo posto preferito. Non potevamo non averlo come testimonial, visto il rapporto che ci lega da diverso tempo. Il nostro accordo prevede diversi spot nel tempo, il primo sarà online sui nostri canali social a breve, ma contiamo di poter proseguire la collaborazione anche nei prossimi anni".

Sulla scelta di appoggiarsi a un testimonial per la promozione del territorio, Piergentili ha proseguito: "Crediamo che un volto noto possa dare quel quid in più che va proposto proprio in momenti come questi, quando c'è il desiderio nelle persone di tornare a uscire e a visitare nuovi luoghi e quando ci accorgiamo che c'è un certo interesse per le nostre zone. Pensiamo che un testionial possa rappresentare quel qualcosa in più, capace di generare ancor più attrattività. Siamo consapevoli di avere un territorio bellissimo e delle strutture idonee: queste strategie ci stanno dando dei buoni riscontri, come acccaduto lo scorso anno con Brumotti. Dalle prenotazioni speriamo che possa andare bene anche questa stagione che sta arrivando".

l.c.
Con il mese di maggio si apre per Camerino il  periodo delle feste dedicate al Santo patrono Venanzio Martire. Tante le iniziative ormai tradizionalmente legate a questa ricorrenza e, prima fra tutti, la rievocazione storica della Corsa alla Spada e Palio che quest'anno taglia il traguardo dell'edizione numero 40. Le misure restrittive della pandemia non hanno permesso lo scorso anno il regolare svolgimento delle manifestazioni medievali ridotte a piccoli simbolici omaggi. Con la limitatezza della situazione attuale che non può dirsi ancora ottimale, ci si appresta comunque a festeggiare anche quest'anno.
"Stiamo cercando di organizzare un calendario che ci permetta di festeggiare al meglio appunto questo importante anniversario del quarantesimo- dichiara la presidente dell'associazione Stefania Scuri- Di sicuro riusciamo a donare alla popolazione di Camerino un'Offerta dei Ceri più ampia rispetto a quella dello scorso anno e quindi, siccome le normative hanno aumentato il numero dei partecipanti in chiesa alle funzioni religiose, questa volta sarà maggiore .anche il numero dei figuranti che potrà assistere alla cerimonia in basilica, rispetto a quello del 2020.  La novità di questa edizione- continua Stefania Scuri- è che abbiamo  progettato un prodotto molto ambizioso per quanto riguarda la Corsa alla spada. È un qualcosa che finora la nostra manifestazione non aveva mai realizzato. 
Si tratta di un 'cortometraggio' sul ritorno della Signoria dei da Varano a Camerino grazie alla figura di Elisabetta Malatesta. È stato girato la scorsa settimana e in questo cortometraggio potremmo ammirare  ancora una volta gli abiti della Corsa alla spada e i vari personaggi che sono interpretati da alcuni attori esterni alla nostra città, venuti da altre regioni, proprio con l'intento di poter veicolare il nome di Camerino e il nome della Corsa alla spada, anche attraverso le loro conoscenze nel settore dello spettacolo e del teatro. 
Molte scene - spiega la presidente- sono state girate per quello che era possibile all'interno di alcuni spazi della città che non posso svelare; ne riconosceremo comunque alcuni molto importanti che hanno segnato anche la storia dei vari eventi legati alla città di Camerino, altre ne sono state relizzate poi nei dintorni della città con l'intento di promuovere la corsa alla spada e di promuovere tutto un territorio.  All'interno della settimana  che va dal 17 al 23 maggio sarà appunto possibile vedere questo cortometraggio e faremo proprio una prima visione del corto che poi rimarrà come prodotto digitale di divulgazione della storia di Camerino di proprietà della Corsa alla Spada,  così come tutte le fotografie del backstage e di scena. Un prodotto nuovo che fino ad oggi non era mai stato realizzato. Tutto questo è stato organizzato perché le norme restrittive hanno un po' anche modificato quella che è la stessa possibilità di rievocare- spiega Scuri- per cui ci siamo inventati questa  così come altre modalità in streaming, nelle quali verranno curati degli approfondimenti importanti sul ruolo di Camerino nel commercio dell'epoca del tardo Quattrocento. Una delle produzioni e dei commerci della città aveva al centro lo zafferano e ne parleremo  così come stiamo organizzando anche un omaggio a coloro che furono i fondatori della Corsa alla spada. Per quel che concerne proprio la gara del 23 maggio, se il colore giallo ci assisterà fino a quel giorno, ci sarà la possibilità di poter seguire la corsa degli atleti che stiamo tenacemente portando avanti come progetto.
Ci rendiamo conto che i tempi sono stretti, ma chiaramente in questa situazione lavoriamo un po' in emergenza.  Come è facile immaginare le Taverne quest'anno non avremo la possibilità di aprirle; si è ragionato insieme ai tre capi terziere di Sossanta, Mezzo e Muralto, ma è chiaro che le norme anti-covid e la situazione sanitaria non permettono purtroppo la possibilità di aprire questi tre luoghi a noi tanto cari. Tuttavia, il fatto di parlare di un prodotto come quello delllo zafferano farà sì che, all'interno delle cucine di alcuni ristoranti che si sono resi disponibili,  potrà essere ospitato un rappresentante di ognuna delle taverne che realizzerà un piatto medievale e magari creare un evento di assaggio con l'ambientazione della taverna". I tre terzieri  si stanno anche organizzando per abbellire le vie della città. "Io mi sento solo di ringraziare coloro che insieme a me in questi due anni hanno condiviso questa situazione difficile. È vero che non ci siamo mai fermati lo stesso e ci siamo sempre incontrati utilizzando chiaramente tutti i sistemi ormai diventati usuali delle call. E se quest'anno riusciremo ad organizzare i due eventi dell'Offerta dei Ceri e della Corsa e ad organizzare qualche approfondimento culturale nei giorni che ci separano dal 17 al 23 maggio- conclude Stefania Scuri-  potrà sembrare poco ma questo poco ha richiesto davvero tantissimo lavoro, impegno e dedizione; in questa situazione organizzare una rievocazione storica è più che difficile"

c.c..
Nuove demolizioni a Camerino. Ultimate le operazioni di abbattimento del palazzo di via Dante Alighieri che per diversi giorni di aprile hanno costretto alla chiusura della strada su cui si affacciava e del quale resta visibile solo l'area di sedime, ci si appresta a demolire ora in via Seneca il palazzo in cui hanno sempre abitato le famiglie dei Carabinieri. Ruspe e mezzi meccanici sono già sul posto per dare inizio all'abbattimento dell'edificio gravemente danneggiato dal sisma. Un altro spaccato di vita e di ricordi che lascerà spazio al nuovo e al futuro della città. Per rendere possibili le operazioni fino al 7 maggio il tratto di via Seneca compreso tra l'intersezione con via Baudana Vaccolini e via Passamonti resterà chiuso. 

c.c.

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Resta alta l’attenzione sulle sorti della struttura ospedaliera della città ducale che ha motivato la stessa  mobilitazione social e la costituzione del gruppo "Salviamo l’ospedale di Camerino", nato diversi mesi fa e subito arrivato a migliaia di iscritti. È infatti trascorso più di un mese dalla mancata risposta della sanità regionale, a porre rimedio alla più volte denunciata carenza di personale medico nella struttura, di riferimento sanitario per l'intero entroterra montano.
“La situazione è congelata se non addirittura peggiorata - spiega il fondatore del gruppo Angiolo Napolioni -. La regione Marche ha infatti attivato la mobilità di medici solamente per gli ospedali di Civitanova e di Macerata, escludendo a priori Camerino. Non si vedono dunque all’orizzonte fatti nuovi che ci facciano ben sperare circa il futuro dell’ospedale camerte, anche perché, consapevoli  di essere in presenza in quel periodo di un aumento dei casi di Covid 19, noi siamo stati sensibili nei confronti della regione Marche e non abbiamo spinto sull'acceleratore; adesso che i numeri stanno però certamente calando e che le vaccinazioni stanno procedendo in maniera abbastanza spedita, auspichiamo, e, questo non è solo un auspicio– precisa Napolioni- in quanto sarà anche una volontà operativa, che la regione riaffronti e si faccia carico delle proprie responsabilità in ordine a quelle che sono state delle dichiarazioni rilasciate un mese e mezzo fa circa. Che seguano fatti dunque rispetto a ciò che è stato pubblicamente detto e cioè di riportare l'ospedale di Camerino a come era prima del covid, anche perchè, è tutto fermo. Non ci nascondiamo dietro ad un dito: i politici regionali dicono una cosa - sottolinea-  mentre i funzionari della Regione ne dicono una diversa.
Che si mettano d'accordo in quanto la direttrice del comparto Asur della Regione dichiara che verrà tutto ripristinato come prima ma i fatti ci dimostrano invece tutto il contrario. E noi non siamo onestamente e sinceramente più disposti a tollerare questa situazione, anche perché sta ripartendo la ricostruzione e iniziano a vedersi all’opera i cantieri, l’università auspica che si ritorni sempre più in presenza con le lezioni; nel contempo si parla di rilancio e di sviluppo per questo territorio ma nei fatti e soprattutto per quanto concerne l’ospedale di Camerino, questa volontà non la si dimostra concretamente. La realtà è che si fa di tutto per ignorare il problema della sanità e dell'assistenza sanitaria nella fascia Montana e nel territorio colpito dal terremoto e questa è davvero una cosa paradossale. Non vorrei che dietro vi fossero delle piccole vendette personali. Qui bisogna che ognuno si assuma le proprie responsabilità e operi nell'interesse esclusivo dei propri rappresentati e dei propri amministrati, cosa che non sta succedendo. Chiaro dunque che la nostra attenzione oggi è ancora più alta di prima e - conclude Napolioni- con il diminuire dell'emergenza, torneremo sicuramente ad insistere, a premere il piede sull’acceleratore e, se non verremo ascoltati quanto prima dagli organismi regionali, abbiamo l’intenzione di lanciare una sottoscrizione concreta appoggiandoci presso gli uffici delle anagrafi dei comuni che aderiranno alla nostra iniziativa e, chiunque vorrà potrà sottoscrivere questa petizione a sostegno del ripristino anticovid del nostro ospedale che, ribadisco, non è l'ospedale di Camerino, ma è avamposto sanitario emergenziale a servizio del territorio di tutta la montagna e della fascia pedemontana. Quindi, detto con la lingua di strada, non ci prendessero per i fondelli”.

c.c.
Prende forma il recupero della zona delle Ex Casermette  come centro per il controllo dei Beni Culturali.“Una notizia bellissima per la nostra città e per tutta l'area interna. Così il sindaco Sandro Sborgia appreso dell'inserimento di Camerino nel Recovery plan.
"Da anni si parlava di rimettere in funzione l'utilizzo del complesso delle ex Casermette ma, in tal senso, non erano mai seguiti atti concreti. È una bella soddisfazione sapere che quel piano al quale già subito dopo il nostro insediamento abbiamo iniziato a lavorare portandolo avanti verso il Ministero dei Beni Culturali, trova oggi collocazione all'interno di quelli che verranno finanziati con il Recovery plan". 
Con Roma, Alessandria, Caserta e Piacenza, la città ducale è stata inserita nella sezione Cultura del capitolo Sicurezza sismica: Recovery Art Conservation Project che, grazie alla disponibilità di uno stanziamento governativo per un totale di 800 milioni di euro, prevede la creazione di 5 depositi temporanei per la protezione dei beni culturali mobili, in caso di calamità naturali.
"Il nostro- spiega Sborgia-  è pertanto uno dei 5 progetti di riutilizzo di ex strutture che in precedenza avevano altre utilità; parliamo infatti di ex centrali nucleari e di caserme dismesse. Non volevamo che quell’area, trascurata da lungo tempo, fosse abbandonata; è davvero un grosso risultato la prospettiva concreta che quegli spazi vedranno la creazione di uno dei cinque depositi per le opere d'arte da preservare e conservare in caso di calamità naturali o eventi avversi - continua il sindaco di Camerino-. Avremo a livello regionale una struttura che sarà deputata alla collocazione e conservazione dei beni culturali e credo che di questo dobbiamo essere tutti contenti: il bello dell'operazione non è nella sola rifunzionalizzazione di un complesso oggi abbandonato, ma nei vantaggi che anche dal punto di vista economico, sociale e del lavoro ne deriveranno per la nostra area interna. E intorno a quella struttura potranno anche essere creati ulteriori progetti. Per ora sappiamo che il progetto pensato e realizzato per l’area delle ex Casermette insieme alla Curia e dall’Università di Camerino, è inserito nel Recovery plan: attendiamo quindi che il Ministero formalizzi e disponga ufficialmente l’avvio di tutte le procedure e poi avremo la possibilità di capire quali tempi occorreranno affinché il progetto vada avanti. Personalmente - conclude Sborgia- confido che si possa avviare il tutto in tempi molto brevi". 

c.c.
“Il 2021, nonostante le difficoltà dei nostri territori legate al sisma ed alla pandemia rappresenta l’anno dei ritorni”. Commenta così, la direttrice dei musei civici e diocesani di Camerino, Barbara Mastrocola, il ritorno di un’opera d’arte che presto sarà di nuovo custodita nel deposito dell’Arcidiocesi.

Il dipinto olio su tela, raffigurante “Diana e Atteone” e attribuito alla scuola veneta del XVI secolo era stato trafugato nella notte del 1 dicembre 1981 dal Castello di Lanciano di Castelraimondo della Fondazione Ma.So.Gi.Ba. di Camerino. L’allora direttore della Fondazione, Don Mario Cardona, lo riconobbe il 3 febbraio di dodici anni fa alla Stazione carabinieri di Camerino.

Dopo un’istanza di dissequestro, l’opera è tornata in un deposito dell’Arcidiocesi, con la Fondazione che se ne è assunta la custodia. “Finalmente, dopo tanti anni, ritorna la tela che raffigura Diana e Atteone – spiega Barbara Mastrocola - . Fondamentale è stato l’impegno del Comando dei Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale. Un dipinto attribuito alla scuola veneta che presto sarà depositato in uno spazio reso fruibile intorno alla metà di maggio: tutti potranno tornare a vederlo. È una tela che appartiene al Castello di Lanciano che attualmente è inagibile. La tela fu rubata il 1 dicembre del 1981 e questo è il secondo ritorno di opere trafugate negli anni ottanta: ricordiamo anche il quadro di Giulia da Varano, tornato a Camerino nel 2019 dopo un furto alla pinacoteca civica circa 40 anni fa. In questi anni così difficili possiamo almeno rallegrarci per il ritorno delle opere d’arte”.

Lorenzo Cervigni
Il sogno si avvera per Roberto Frifri. Nel centro storico di Camerino, Noè Wine and food, torna a casa. Una giornata piena di emozioni per il ristoratore camerte che proprio questa mattina ha ufficialmente riaperto la porta della sua attività in Largo Boccati, traversa del corso Vittorio Emanuele II. Già da ieri la musica è tornata ad inondare il silenzio di una città che, specie la domenica, ha iniziato a mostrare timidi segni di vitalità. Un brindisi tra il titolare del ristorante, Roberto Frifrì, la proprietaria del locale, Rosella Gaeta ed il sindaco Sandro Sborgia, presente per incoraggiare il ritorno al lavoro di Roberto in quel locale che pur non avendo riportato alcun danno fino a qualche mese fa era ancora intrappolato in un cuore cittadino diventato in pochi minuti zona rossa. Quattro anni e mezzo di sacrifici, spostamenti e traslochi, ma così come è avvenuto per l’intera categoria della novantina di colleghi, lo sconforto non è mai riuscito a prevalere sulla voglia di andare avanti sempre e comunque. Lui stesso non ha perso mai il sorriso e anche se questa riapertura è condizionata dal peso delle misure pandemiche, per garantire un servizio di ristorazione alle maestranze che già stanno operando per la ricostruzione in centro, E per dare il segnale dell'operatività Roberto Frifrì ha deciso di rimettersi ai fornelli un po’ prima rispetto alla data inizialmente prospettata.
La riapertura al pubblico per consumare pasti esclusivamente dai tavoli all'aperto, avverrà infatti dal 26 aprile. 
Un locale di contenute dimensioni che dunque sarà per ora principalmente riservato ai pasti degli operai della ricostruzione ma che fungerà anche da bar, riportando nel cuore di Camerino, un’attività assente dal 2016. L’abbraccio corale e simbolico che ha contraddistinto questo nuovo inizio è la spinta più forte per credere nel domani.

CC

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Non sono passate inosservate le affermazioni fatte  ai microfoni di Radio C1 inBlu dall'assessore alla sanità regionale Filippo Saltamartini che ha parlato di strumentalizzazione politica in ordine alla presa di posizione del sindaco Sandro Sborgia sulla mancata destinazione di medici all'ospedale di Camerino diversamente disposta per i nosocomi di Macerata e Civitanova.   
"Dichiarazioni a dir poco imbarazzanti- le definisce il primo cittadino di Camerino Sandro Sborgia- sia per il loro vuoto contenuto e sia perché provengono da chi rappresenta e gestisce la sanità di una regione come l'assessore Saltamartini, il quale non risponde nel merito, ma cerca di buttarla in politica.  Non so se si sia ancora reso conto della grande responsabilità che gli è stata affidata nonchè della delicatezza del servizio che lui dirige, o meglio che cerca di dirigere. Io credo- ribatte Sborgia-  che non abbia ancora la percezione di quale sia il suo ruolo; innanzitutto l'assessore non risponde nel merito su un tema come quello della sanità che non ha colore politico: non è di destra, nè di sinistra o di centro  perché  la sanità è di tutti e la guerra che noi stiamo portando avanti, se guerra la vogliamo chiamare così come la vogliono buttare sempre in rissa, è una battaglia di civiltà àffinché il diritto alle cure sia garantito anche a chi vive in quelli che sono i territori più disagiati e soprattutto a coloro che vivono emergenze  sulle emergenze- continua il sindaco-.  Questo forse Saltamartini non lo ha ancora capito o probabilmente stenta a capirlo;  le popolazioni  dell'entroterra sono da sempre le più svantaggiate ed è per questo che le istituzioni debbono essere ancora  più vicine a queste persone. Quindi,  non posso che meravigliarmi quando un assessore alla sanità che è colui che dirige la politica sanitaria di un'intera regione arriva a fare delle affermazioni a dir poco disarmanti.
Con tutta probabilità l'assessore alla sanità ha qualche problema di autorevolezza in quanto, se le dichiarazioni che fa poi vengono smentite dagli atti amministrativi che la dirigenza sanitaria pone in essere, evidentemente in 8 mesi di gestione, mi pare che sia ancora in alto mare e che non possa avere alcuna credibilità.  Credo invece che se lui  volesse cominciare un percorso, possiamo anche suggerirgli quali provvedimenti immediatamente prendere.  Si potrebbe partire ad esempio proprio dal piano pandemico che è un atto di giunta regionale e che, se vogliono, possono cambiare in 5 minuti.
L'affermazione che poi trovo veramente assurda- sottolinea Sborgia-, è quella secondo cui i medici non vogliono venire a Camerino e che dimostra quanto l'assessore sia lontano dal mondo sanitario.  Sarebbe il caso forse, che ripensasse al ruolo che lui ricopre perchè probabilmente si sta scoprendo la sua assoluta inadeguatezza. 
Il fatto poi che dopo 8 mesi la sanità regionale continui ad essere  ancora gestita dagli stessi dirigenti dell'amministrazione di centro-sinistra che c'era prima, la dice lunga su quale sia l'autorevolezza di questi quattro scappati di casa.
Lascio pertanto ogni commento ai cittadini. Per quanto riguarda noi, sappiamo invece che nessuna delle azioni che metteranno in campo passerà inosservata e resteremo  vigili come siamo stati i vigili fino adesso nel prendere posizione ogni volta che cercheranno di far del male all'ospedale e ai cittadini dell'intero entroterra  perché . rimarca il primo cittadino- l'ospedale non è solo della città di Camerino.  Ecco perché invito i cittadini a prendere consapevolezza, a prendere coscienza e l'invito non riguarda  solo i cittadini camerti e del circondario, ma anche quelli di San Severino, Tolentino, Macerata e quelli stessi di Civitanova, proprio perchè la sanità deve essere di tutti e tutti debbono vigilare a che, quel diritto che la nostra Carta Costituzionale sancisce di avere le stesse cure che vengono offerte ad altri cittadini, sia garantito a tutti alla stessa maniera.  Ecco perché invito anche i cittadini della costa a interessarti di questa situazione, perché la sanità non ha colore e non ha distinzione territoriale; il tentativo di dividere i comuni o le rappresentanze, veramente lascia il tempo che trova e nemmeno va considerato.  Questa è una battaglia di civiltà che noi porteremo avanti con tutte le nostre forze, chiaramente nel rispetto della legge e delle norme, ma sappiano che le norme ci sono e, le  faremo valere- conclude Sborgia- . C'è ancora un giudice a Berlino, come qualcuno sa, e quindi non esiteremo a rivolgerci anche a lui, se sarà necessario".

c.c.

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