Tutti o quasi ai nastri di partenza. La cosiddetta fase 2 dell’emergenza Covid 19 subisce un’accelerazione e dal prossimo lunedì 18 maggio anche bar e ristoranti potranno riaprire al pubblico, sia pure nel rispetto dei protocolli. Ma proprio su questi regna, almeno al momento, troppa confusione, come sottolinea Fabio Domizi del ristorante “Da Pippo e Gabriella” a S. Angelo in Pontano. “Sembra quasi una lotta – dichiara – visto che in questi giorni stanno arrivando protocolli e norme, spesso tra loro divergenti, in cui è difficile districarsi. Quello che chiediamo è una maggiore chiarezza di informazioni”. Regole a parte il timore è forte tra gli operatori del settore. “Quello che maggiormente temiamo – è ancora Domizi a parlare – è che almeno nei primi periodi la gente non venga nei ristoranti per paura dei luoghi affollati, anche se tali non saranno. A fronte di spese fisse, che continueremo ad avere, non ci saranno purtroppo introiti adeguati”.

domizi
Fabio Domizi

Una scelta diversa è quella del ristorante “Villa Ninetta” a Caldarola. “Pensiamo in questi primi tempi di riaprire soltanto nel fine settimana – così Dino Casoni – seguendo l’evolversi della situazione come afflusso di clienti. Fortunatamente la nostra struttura è ampia e, anche se con il distanziamento dovremo ridurre il numero dei coperti, saremo in grado di riaprire. Penso, però, a tanti miei colleghi che con una capienza minore non riusciranno probabilmente a riaprire”.

serena ceriscioli
Serena Ceriscioli

Perplessità comuni sull’impatto che questa lunga chiusura produrrà sulla clientela anche da parte dei titolari di bar, come sottolinea Serena Cerescioli del Pop Cafè di Camerino. “Ci atterremo ai protocolli stabiliti – dichiara – anche se siamo consapevoli delle limitazioni che ciò comporta. Speriamo nel buon senso delle persone che dovranno abituarsi ad un nuovo modo di frequentare il bar. Il mio augurio è quello che torni la voglia di stare insieme, con tutte le precauzioni del caso, e che presto si possa tornare ad una parvenza di normalità”.

Yuri Pesaresi
Massimiliano Moretti e Yuri Pesaresi

A riaprire i battenti sarà anche il bar – pasticceria “Cappelletti” di Tolentino. “Finalmente ci stiamo organizzando per la riapertura – dichiara Yuri Pesaresi – anche se molto è ancora campato in aria. Nel frattempo, comunque, abbiamo istallato barriere protettive sul bancone del bar in modo che i clienti possano consumare in sicurezza, abbiamo distanziato i tavoli all’interno del locale e sicuramente sfrutteremo a dovere anche lo spazio esterno al locale. Naturalmente ci doteremo anche dei disinfettanti e di ogni altra accortezza che la normativa prevederà, anche se saremo costretti a lavorare in modo ridotto e questo provocherà criticità di carattere economico”. Sensazioni contrastanti e inevitabili preoccupazioni, unite alla forte volontà di ripartire quelle che dominano nei nostri interlocutori e che ben riassumono quanto stanno provando gli appartenenti ad una delle categorie maggiormente colpite dall’emergenza Coronavirus.

f.u.

A Camerino, operai al lavoro da qualche giorno per la cura e la manutenzione del verde pubblico. E’ iniziata, infatti, l’attività di taglio erba e su tutta la città sono in azione gli operai per la manutenzione e la cura dei parchi, degli spazi verdi, aiuole nonché giardini, aree gioco, spartitraffico e altre piccole aree.
Occorre tener presente che le condizioni climatiche potrebbero influenzare il decorso dei lavori, cambiando il quadro delle priorità e delle urgenze, dal momento che la pioggia impedisce di procedere con le attività.
“Vista l’emergenza che stiamo affrontando – spiega l’assessore ai lavori pubblici Marco Fanelli – si erano fermati anche una serie di lavori programmati di manutenzione della città. Fino a qualche giorno fa, d’altronde, eravamo tutti chiusi in casa, nel rispetto di una normativa, a causa di un’emergenza sanitaria mondiale che ha costretto tante attività a uno stop. Seppure da casa abbiamo continuato sempre a lavorare, le attività di manutenzione e di cura del verde, tolte quelle relative alla sicurezza stradale, sono state per tutto il tempo del lockdown giustamente sospese. Anche perché abbiamo ritenuto che l’incolumità e la salute degli operai comunali valesse quanto quella del resto del personale comunale, che per lo più ha lavorato in smartworking, o altri lavoratori. Chi ha continuato a lavorare in questo periodo, rischiando anche la propria salute lo ha fatto perché era indispensabile per andare avanti. Le aziende e gli enti pubblici – continua Fanelli - quindi anche i Comuni, stanno riprendendo le attività, dopo le aperture previste con la Fase2, con enorme sforzo cercando di aggiornare le procedure di sicurezza, adeguandole alle norme sul Covid 19. Con tanto di polizze assicurative da sistemare. L'erba, piano piano sarà tagliata in tutte le zone della città, per cui rivedremo i viali ordinati come altri luoghi. Ammetto che in questo periodo il mio pensiero è andato anche a questi aspetti riguardanti la città, ma c’erano indubbiamente altre priorità. Amo la mia città e ci tengo che sia tenuta con cura; alcune situazioni come quella che stiamo vivendo, inducono però a riflessioni diverse e in questi casi anche il pensiero dell’erba alta, è andato giustamente in secondo piano”. Dal 23 aprile gli operatori comunali hanno provveduto allo sfalcio dell’erba: in Via A D'accorso, Via Le Mosse, V.le Giacomo Leopardi, Viale Seneca, V.le Emilio Betti, Via Dante Alighieri, Vallicelle- SP Varanese, Parco di Montagnano, aree verdi di Montagnano, Giardini Rocca Borgesca, parco area giochi Vallicelle, Scarpata V.le G.Leopardi monumento dei caduti. Dal 4 maggio la cooperativa si è occupata dell’area del centro commerciale Sottocorte village e dell’area Sae Cortine est.
c.c.


L’Università di Camerino si conferma in prima linea nella collaborazione a progetti riguardanti l’ emergenza Covid 19.
Un nuovo segnale viene dallo Spin-off Synbiotec s.r l che lo scorso 30 aprile ha deciso di donare 5500 capsule di integratori a base di probiotici SYNBIO 3.0 al Covid Hospital di Camerino. Un gesto di solidarietà nei confronti del personale sanitario e dei pazienti che combattono la loro lotta contro il Covid-19.

Nella foto, Stefano Sfascia, Carla Orpianesi, Ermanno Pieroni e Maria Cristina Verdenelli 
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La dottoressa Maria Cristina Verdenelli e la professoressa Carla Orpianesi, rispettivamente presidente e vicepresidente di Synbiotec, hanno provveduto personalmente a consegnare i prodotti nelle mani del Dott. Stefano Sfascia, alla presenza del sindaco Sandro Sborgia. 
Presente alla donazione Ermanno Pieroni, in rappresentanza dell'Università di Camerino e quale componente del Consiglio di Amministrazione e delegato dell'ateneo. L'iniziativa è stata elogiata dal rettore Claudio Pettinari,impossibilitato a partecipare in quanto impegnato in altro evento accademico.  

Il laboratorio scientifico Synbiotec, impegnato in ricerca e innovazione di integratori alimentari di alta qualità, è specializzato nella produzione di probiotici, riconosciuti dal mondo scientifico come principio che rafforza il sistema immunitario attraverso l'equilibrio del microbiota intestinale, apportando benessere a tutto l'organismo.
La scelta dell'ospedale camerte è stata dettata dal fatto che Synbiotec è Spin-off di UNICAM e opera nel Comune di Camerino in Località Torre del Parco.
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"Abbiamo voluto dimostrare la nostra vicinanza al territorio - dichiara la presidente di Synbiotec s.r.l Maria Cristina Verdenelli- Ci è sembrato importante far vedere il nostro impegno e testimoniare il nostro aiuto, sicuramente minima cosa rispetto a quello che sta facendo tutto il personale sanitario dell'ospedale; sappiamo che i nostri probiotici possono essere d'aiuto anche nelle fasi secondarie del virus e soprattutto nelle problematiche intestinali che il Covid può comportare. Lo spirito della nostra donazione è  dunque quello di cercare di essere vicini ai pazienti e nel contempo anche a medici e infermieri;il prodotto è infatti d'aiuto nel riequilibrare il probiota intestinale, fondamentale anche per il buon funzionamento del sistema immunitario. Realizzare prodotti che possano essere utili per il benessere delle persone, è la nostra mission aziendale- conclude la dottoressa Verdenelli- quindi, con questo gesto abbiamo voluto esprimere attenzione e prossimità".  
Studiati e realizzati direttamente nei laboratori dell'azienda, i prodotti Synbiotec sono a chilometro zero; la loro garanzia deriva dal fatto che di base hanno una grande ricerca scientifica. Sono  distrìibuiti da farmacie, parafarmacie ed erboristerie. 
C.C.
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Mentre i Covid Hospital si preparano a tornare alle attività ordinarie, è scontro in consiglio regionale tra minoranza e maggioranza.
In particolare la risposta ai consiglieri della Lega in merito all'ospedale di Camerino arriva dall'assessore regionale, Angelo Sciapichetti, che in una nota replica ai rappresentanti del Carroccio: "Nell’emergenza Coronavirus la Lega e suoi rappresentanti, non avendo avuto modo, per dirla in termini calcistici di “toccare palla”, si affannano ogni giorno a fare comunicati stampa tesi a valorizzare il loro contributo in realtà inesistente o ininfluente se non per fini propagandistici ed elettorali".
Scende quindi nel particolare della mozione che chiede alla Giunta di ripristinare i servizi a Camerino e potenziare il nosocomio: "Nei giorni scorsi - precisa Sciapichetti - , la Lega si è affrettata a far sapere “urbi et orbi” che l’ospedale di Camerino verrà presto restituito alle sue importanti funzioni di presidio sanitario del territorio dell’Alto Maceratese. Peccato - commenta sarcastico Sciapichetti - che fosse già previsto al momento della conversione del locale nosocomio in ospedale Covid nella delibera di Giunta del 9 marzo scorso dove c’è scritto testualmente: al termine della fase straordinaria, l’assetto strutturale del servizio sanitario regionale sarà ripristinato come era precedentemente; eventuali tecnologie (e qui c’è il potenziamento) acquisite durante il periodo emergenziale, rimarranno patrimonio delle strutture che se ne avvalgono. Dunque, la mozione tanto sbandierata dai leghisti arriva quasi due mesi dopo e a nulla serve se non a fare propaganda elettorale".

GS
Un Fondo Locale di solidarietà per venire in aiuto alle necessità di artigiani e commercianti di Camerino, le cui prospettive attuali e future sono messe a dura prova . E' l'idea lanciata dal dirigente dell'Istituto Comprensivo Betti di Camerino Maurizio Cavallaro e che in breve, ha ricevuto il plauso e l'adesione di tanti cittadini. "Si tratterebbe di un fondo dove chi vuole, tra i camerinesi, mette da € 10 in su, cui possono accedere artigiani e commercianti di Camerino, in caso di necessità. Così non dovremmo passare da banche o aguzzini vari, ma con una sorta di mutuo aiuto, ci si aiuterebbe tra di noi, con un patto tra gentiluomini, Per me ci dovrebbero essere solo tre persone a gestire i soldi, con rendicontazioni pubbliche, in modo che se magari un artigiano o commerciante o popolo delle partite IVA, un mese si trova scoperto per una bolletta  o per un pagamento, può chiedere i soldi al fondo e poi restituirli con comodo quando può ... e se può". Poche semplici parole, per rendere partecipe la frequentata  platea di facebook e ricevere un immediato riscontro di numerose adesioni e condivisioni.   
"Ho fatto i conti della serva- scrive Cavallaro-e, considerati i circa 1500 camerti dipendenti pubblici, con soli 10 euro a mese, si avrebbero a disposizione 150.000 euro l'anno da utilizzare solo per gli amici commercianti che sicuramente sino a fine anno non avranno gli introiti consueti. Così penso potrebbero essere evitate chiusure e difficoltà. Lo penso perché, conoscendo tutte le famiglie con i figli, se entrano in difficoltà queste famiglie, la nostra comunità rischia veramente grosso. Forse non abbiamo presente che l'Italia intera sta rischiando il crack. Almeno aiutiamoci tra noi". Un abbozzo d'idea che dovrà trovare perfezionamento ma che secondo il dirigente camerte, potrebbe servire ad evitare tanti passaggi burocratici, fidarsi degli amici con i quali si è cresciuti e mettere a disposizione quel poco che si ha in favore della propria comunità.
"In questa maniera- dice Maurizio Cavallaro- si velocizzerebbero le azioni per fronteggiare eventuali necessità o emergenze improvvise. Un'idea da meglio elaborare e ragionare ma che, considerata l'alta percentuale di dipendenti pubblici della città ducale, riuscirebbe a rappresentare un bel bilanciamento condiviso. Credo che a prescindere dalle fasi due o tre, la ripartenza vera si sposta verso i mesi di settembre e ottobre prossimi e lì sarà davvero dura per tutti. L'idea è quella della Banca di solidarietà o del Microcredito indiano, finalizzato appunto a far fronte a situazioni d'emergenza; una sorta di 'prestito d'onore' che viene dato anche sulla fiducia senza bisogno di tanta burocrazia. Un piccolo prestito che nell'immediatezza può evitare alle persone di incorrere in tante sanzioni come invece accade con i classici mutui. Già le persone che hanno commentato favorevolmente la mia proposta, potrebbero rappresentare una base discreta- conclude Cavallaro-. Ho intenzione di sentire anche il sindaco di Camerino, l'arcivescovo Massara e il Rettore di Unicam per vedere insieme se sarà possibile perfezionare questa proposta. Tante delle partite IVA sono persone con le quali sono cresciuto e ho pensato che la vita talvolta offre opportunità diverse. Questo è il momento di entrare in campo come comunità che, quando serve, si aiuta".
C.C.
L'annuncio che tanti cattolici attendevano è finalmente arrivato. Da lunedì 18 maggio sarà nuovamente possibile la celebrazione della messa con la presenza dei fedeli. E' stato, infatti, sottoscritto, il Protocollo, frutto di sinergia tra la Presidenza del Consiglio, la Conferenza Episcopale Italiana e il Comtitato Tecnico - Scientifico, che disciplina le misure sanitarie per permettere lo svolgimento delle celebrazioni con la presenza dei fedeli. Sarà, il prossimo 18 maggio, un giorno particolare per la città di Camerino e per l'intero territorio della diocesi, visto che la "riapertura" delle chiese coincide con la festa di San Venanzio.

"Questa è la cosa più bella - commenta mons. Mariano Blanchi, vicario generale della diocesi di Camerino - San Severino Marche - perchè pensavamo che la ripaertura avvenisse successivamente. Così il giorno della festa del patrono tutta la comunità diocesana sarà unita intorno a San Venanzio per celebrare anche questo evento che ci permetterà di ritornare a celebrare l'Eucaristia, che come dice il Concilio "costruisce la Chiesa", insieme alla nostra gente". Un lunghissimo periodo di "digiuno" che termina e che permetterà ai fedeli di tornare a pregare in comunità, sia pure con il rispetto rigoroso delle misure prescritte. "Speriamo - conclude don Mariano - che le persone non si siano ormai abituati alla messa in streaming che, pur utile in questo periodo di quarantena, non può assolutamente sostituire la partecipazione diretta. Celebrare l'Eucaristia, fare la Comunione, pregare e celbrare insieme il sacrificio del Signore Gesù non può essere sostituito da nulla".  

f.u.
C'è il parere favorevole di compatibilità e congruità per la realizzazione della nuova sede della casa di riposo Casa Amica, un passaggio fondamentale che spalanca la strada alla costruzione della struttura nell'area di Vallicelle e, nella quale saranno disponibili 35 posti letto.
Nei prossimi quindici giorni sarà consegnato il progetto e dopo la sua approvazione si potrà dare il via alla procedura dell'affidamento dei lavori.
"Un tassello importantissimo per tutti noi, anzi fondamentale - commenta il sindaco Sandro Sborgia - Abbiamo lavorato dal primo momento per cercare di recuperare questo progetto che era bloccato dal 2017 per una serie di questioni che risultavano irrisolte e che rischiavano di far saltare la realizzazione della nuova struttura della Fondazione Casa Amica donata dalla Croce rossa per i nostri anziani. Si tratta di un progetto da oltre 2milioni di euro che siamo stati sul punto di perdere.
Appena insediati, con la nuova amministrazione comunale, abbiamo avuto un incontro con i vertici nazionali e locali della Croce rossa italiana che hanno curato la sottoscrizione del progetto e ci hanno evidenziato una serie di problematiche che erano state lasciate in sospeso e alle quali abbiamo subito posto riparo per non perdere questa importante donazione con la quale si realizzerà la struttura che va a beneficio, non solo della popolazione più anziana, ma di tutta la città. Oggi, col parere positivo, abbiamo ottenuto la risposta che tanto aspettavamo ed è il passo fondamentale che ci permetterà di realizzare la nuova casa di riposo. Colgo l'occasione - conclude il sindaco Sandro Sborgia - per fare i complimenti anche a tutto il direttivo della Fondazione Casa Amica, a partire dal presidente Sante Elisei e all'intera equipe dei suoi preziosi collaboratori, per come stanno gestendo la situazione di emergenza causata dal Covid19. Un plauso che è doveroso da parte di tutta la città".

C.C.
Riprende la possibilità di accedere al Rifugio del Cane di Collealtino per l'adozione degli animali. Previo appuntamento, lo prevede per canili e gattili di tutto il territorio regionale, il decreto n. 146 del presidente Luca Ceriscioli.
“Siamo felici che le nostre sollecitazioni abbiano trovato immediata e positiva risposta da parte del Governatore delle Marche che ringraziamo - dichiara la responsabile Giovanna Pettinelli-. Il decreto consente la ripresa delle adozioni nella nostra struttura; basterà che le persone interessate ci contattino telefonicamente fissando un appuntamento. Questa procedura ci consentirà di organizzare gli ingressi in modo da scaglionarli in orari differenti, così da garantire ogni volta la presenza di una sola persona, rispetto del distanziamento sociale e delle disposizioni normative riferite al contenimento della diffusione del virus. Gli interessati alle adozioni – spiega Giovanna Pettinelli- entreranno in una zona appositamente predisposta per la visione dei cani. Uno alla volta, gli amici a quattro zampe precedentemente individuati, saranno accompagnati in quell’area per fare la conoscenza con il futuro adottante. Ovviamente, il tutto avverrà nella massima sicurezza, con l’utilizzo di mascherine e guanti nonché mantenendo le distanze di sicurezza e provvedendo alle attività di sanificazione”.
cagnolino cucciolo
Trovare una famiglia e migliorare le condizioni di vita dei tanti ospiti della struttura, è l’obiettivo della organizzazione che nel 2019 ha raggiunto il traguardo dei 30 anni di attività. Il Lockdown causato dal Coronavirus ha comportato la sospensione di ogni attività: adozioni, volontariato, raccolte fondi e tante iniziative pronte a decollare che sono saltate. Solo gli operatori a turno, hanno continuato a recarsi al rifugio per garantire il minimo di accudimento ai cani ospitati che attualmente sono circa 200.
“Motivo di un numero così elevato – spiega la responsabile- è che durante il periodo del lockdown ci sono stati nuovi ingressi ma per nessuno dei cani si è potuta aprire la possibilità di trovare una nuova casa. Convivono nella nostra piccola fattoria, dove sono presenti anche 3 pecore, una capretta, un pony e due oche; questo periodo del fermo delle adozioni, per noi fondamentali, è stato abbastanza difficile anche per via del blocco delle attività dei volontari. Si è lavorato con un numero ristretto di operatori che si sono presi cura solo del loro accudimento, mentre hanno subito una forte limitazione le passeggiate dei cani”.
Con la visita online del sito del Rifugio del cane di Colle Altino LNDF, costantemente aggiornato con le foto degli ospiti della struttura, o attraverso l'apposita pagina facebook, le persone interessate alle adozioni, possono già individuare il cagnolino più adatto alla propria situazione; contattando poi  i numeri 320- 1994807 o 339- 4534544, dopo un breve colloquio con gli operatori, sarà possibile fissare l’appuntamento. L’augurio è che al più presto si possa regalare una vita nuova a questi simpatici amici, desiderosi d’affetto.
C.C.
Cani rifugio Colle Altino
A Camerino, lunga coda di auto a seguito della riapertura del Centro di Raccolta comunale di rifuti in località Scalette. Con tuttta probabilità i cittadini hanno approfittato della lunga quarantena per mettere mano alle cosiddette 'pulizie grosse' e sbarazzarsi di tanti oggetti in disuso, magari accantonati chissà da quanto nei garage o nelle cantine. Nelle settimane di permanenza forzata nelle abitazioni, le famiglie hanno colto l'occasione per riordinare e dare una sistemata agli angoli di casa che attendevano da anni che i proprietari avessero tempo per dedicarvi qualche attenzione. Un atteggiamento certamente virtuoso ma che, messo in pratica in massa da parecchie famiglie, ha provocato un bell'assembramento di auto. Stupore e sorpresa negli automobilisti di passaggio lunga la Strada provinciale Varanese di fronte a questo fatto inusuale, in realtà determinato dall'attesa composta del proprio turno prima di poter accedere in sicurezza e conferire i propri rifiuti. Avvenuta in concomitanza con l'allentamento delle misure di contenimento della fase due dell'emergenza Covid-19, la riapertura al pubblico negli orari consueti del Centro di Raccolta comunale è condizionata al rigoroso rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di un metro, e all'obbligo dell'utilizzo delle mascherine.
C.C.


Iniziati a Camerino, nell'area di Protezione civile n.2 di Vallicelle, i lavori propedeutici alla costruzione della nuova sede comunale provvisoria. Da questa mattina mezzi meccanici  ed operai delle ditte sono in azione nella zona dove  già da tempo erano stati smantellati i container che avevano ospitato dapprima le famiglie di Camerino sfollate dalle loro case e, successivamente gli studenti universitari. 
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" Riprendono tutte le operazioni e le attività che la pandemia ci ha costretti ad interrompere - afferma il sindaco Sandro Sborgia-. Ripartiti da oggi  i lavori nel mattatotio comunale nonchè  le messe in sicurezza e, in contemporanea anche i lavori relativi alla costruzione della nuova sede provvisoria del comune a Vallicelle. In quest'ultimo caso- continua Sborgia-  le ditte hanno avviato le prove di sondaggio che sono state richieste dalla Soprintendenza per la valutazione della fattibilità dell'opera.  Abbiamo dunque cominciato a muovere di nuovo i primi passi verso quel cammino che avevamo già iniziato e che purtroppo qualche mese fa, per forza di cose, abbiamo dovuto interrompere. Con tutte le misure di sicurezza e con la massima responsabilità- conclude il sindaco- dobbiamo necessariamente andare avanti e recuperare il tempo che si è perso e che non è solo quello dei due mesi dovuti al Covid ma che ci riporta a quella terribile data del 2016, lontana, ma i cui segni ancora portiamo evidenti". 
C.C.
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