Prende il via anche a Fabriano l’operazione di screening di massa per contrastare la diffusione del Covid-19. Nei giorni tra l’11 e il 13 gennaio, dalle ore 8.30 alle 13.30 e dalle 14.30 alle 18.30, al PalaGuerrieri, i cittadini che lo vorranno (lo screening è volontario) potranno sottoporsi gratuitamente al tampone rapido. Un'operazione raccomandata dalle istituzioni per contrastare il diffondersi dell’epidemia.

Saranno interessati tutti i residenti e i non residenti che soggiornano, per motivi di lavoro o di studio, nei comuni di Fabriano, Sassoferrato, Cerreto d'Esi, Genga, Serra San Quirico, Mergo. I minorenni dovranno essere accompagnati. Non potranno fare il tampone le persone con sintomi che indichino un’infezione da Covid-19; persone attualmente in malattia, in stato di isolamento per test positivo negli ultimi tre mesi o attualmente in quarantena o in isolamento fiduciario, persone che hanno già prenotato l’esecuzione di un tampone molecolare, quelle che eseguono regolarmente il test per motivi professionali, i minori sotto i 6 anni e i soggetti ricoverati nelle strutture sanitarie e socio-sanitarie, comprese le case di riposo pubbliche e private. È consigliato prenotarsi per evitare inutili attese o assembramenti. Sarà possibile farlo a partire dal 7 gennaio attraverso la piattaforma informatica il cui collegamento sarà disponibile in tutti i siti istituzionali dei Comuni coinvolti. Chi non ha accesso a internet, potrà scegliere la prenotazione telefonica, chiamando il numero 0732 709112 dal 7 gennaio al 13 gennaio dalle 9.00 alle 12.00 e dalle 15.00 alle 18.00. Ogni persona, il giorno del test, dovrà portare con sé il tesserino del codice fiscale (tessera sanitaria) e un documento d'identità. È consigliabile arrivare all'appuntamento con il modulo di richiesta del test dell'Asur già compilato. Il modulo è disponibile nel sito istituzionale del comune fabrianese.

Red.
Tutto pronto per l’inaugurazione della tensostruttura donata ai Servizi Territoriali del Distretto Sanitario di Fabriano dalla FABER, azienda locale, per un’iniziativa del direttore generale Riccardo Remedi. Garantirà spazi e strutture adeguate per la realizzazione di iniziative nell’ambito di percorsi di prevenzione, diagnosi e cura, e per l’espletamento di funzioni specifiche, quali ad esempio campagne collettive di vaccinazioni di massa legate al Covid. Soddisfatto il sindaco Gabriele Santarelli: “Un’iniziativa che ci fa molto piacere poter annunciare e che chiaramente abbiamo agevolato e sposato tutti i modi possibili. Fabriano ha messo a disposizione un'area di proprietà comunale per poter installare questa struttura e siamo felici che questa iniziativa arrivi da una delle ditte con le quali in questi anni abbiamo collaborato molto attivamente. Un elemento in più che si aggiunge per contrastare questa pandemia. Come Comune abbiamo messo a disposizione, ormai da tempo, all'ASL diverse strutture: sia il palazzetto sia la sede della Protezione Civile per eseguire i tamponi. È chiaro che avere una struttura in più sicuramente fa molto comodo e dona anche prestigio al territorio”.

Red.
Continuano le polemiche a Fabriano sulle cause della positività al Coronavirus del primo cittadino Gabriele Santarelli. Il sindaco aveva comunicato, tramite i suoi account social lo scorso 26 dicembre, la sua positività al Coronavirus. La minoranza targata Fratelli d’Italia lo ha accusato di aver partecipato a una grigliata infrangendo le regole anti-contagio, invocandone le dimissioni. Santarelli si è difeso, affermando come il pranzo in questione si sia svolto nel rispetto delle regole, in un periodo in cui le riunioni erano permesse e sostiene come ci sia un fondo di opportunismo politico sulle accuse che la minoranza gli rivolge. Una scelta forse inopportuna, afferma, ma non di certo illegale. Per questi motivi Santarelli annuncia un probabile ricorso alle vie legali.

Post Santarelli covid


Ai microfoni di Radio C1 inBlu, il primo cittadino fabrianese ha replicato: “In questi giorni, su questa vicenda, ne abbiamo lette veramente di ogni, ma non capisco quale sarebbe la normativa che è stata violata nell'organizzazione di questo pranzo: in piedi, tra alcuni dipendenti dell'Ufficio Comunale che anche normalmente si organizzano per consumare i pasti insieme all'interno delle sale messe a disposizione del Comune, visto che bar e ristoranti sono chiusi. Sull’opportunità ne possiamo parlare: sono stato il primo a dire che probabilmente sarebbe stato più opportuno non organizzare e comunque da parte mia non partecipare, ma ricordo a tutti che il 22 dicembre, la data incriminata, si era in zona gialla, senza particolari restrizioni. È stato sempre specificato che non ci sono stati assembramenti, perché tutto si è svolto all'aperto in uno spazio molto ampio. La cosa curiosa è come si sia fatto subito questo collegamento tra la mia positività e quella riscontrata in altri dipendenti comunali: sto parlando di 6 persone su un totale di 170 dipendenti, chi parla di focolaio forse non si rende bene conto di quello che dice. A parte l’inopportunità della mia presenza nessuno ha ancora spiegato quale sarebbe stata la parte del Dpcm che è stata violata”.

La chiusura di Santarelli sul sospetto che la vicenda abbia assunto connotati politici: “Evidentemente qualcuno sta affilando le armi perché vede l'obiettivo delle prossime elezioni molto vicino. Se ci fosse qualcosa da imputarmi per cui è prevista anche la possibilità di una denuncia che lo facciano e poi ci divertiamo. Da parte nostra comunico che stiamo preparando una denuncia esposto nei confronti di diverse persone, adesso vedremo se anche nei confronti di questo comunicato che associa la mia positività a quella di altri. Sulla stampa sono uscite le notizie infondate e false. Da parte nostra ci sarà modo di difendersi nelle sedi opportune chiarendo una volta per tutte quello che è effettivamente accaduto”.

Red.
Polemiche a Fabriano: la positività al Coronavirus del primo cittadino Gabriele Santarelli, che lui stesso aveva comunicato tramite i suoi account social lo scorso 26 dicembre, ha sollevato un vespaio. La minoranza targata Fratelli d’Italia, in una nota firmata da Ennio Mezzopera e Giancarlo Pellacchia, accusa il sindaco di aver partecipato a una grigliata, infrangendo le regole anti contagio. FdI ne invoca le dimissioni ad avvenuta guarigione.

Nella nota si legge: “Quella che era una chiacchiera che girava da giorni ha trovato conferma. Restiamo sconcertati nell’apprendere che il primo cittadino, Gabriele Santarelli, abbia contravvenuto così alle regole imposte dal “proprio” governo infischiandosene dei rischi derivanti da assembramenti come quello descritto.

Ma la cosa che secondo noi è più rilevante di tutte è il fatto che abbia spudoratamente mentito a tutta la cittadinanza da lui rappresentata, se è grave aver partecipato ad una manifestazione vietata, è gravissimo aver sostenuto di non sapere come fosse stato possibile per lui aver contratto il virus, dal momento che era stato “super attento” e non capendo come possa essere entrato in contatto con un positivo. Certo, una grigliata con circa 30 persone. Avremmo tutti difficoltà a capire come potessimo aver preso un virus! Il virus del Covid-19, come ben si sa, rifugge tali manifestazioni essendo allergico alla salsiccia grigliata che funge a mo’ di zampirone!

Ora, vista la situazione, riteniamo sia il caso di ritornare seri ed auguriamo sinceramente a tutte le persone coinvolte in questa sciagurata vicenda una pronta guarigione.

Una volta che il Sindaco sarà nuovamente negativo, ci aspettiamo un evento “positivo” per la città intera: le sue dimissioni”.

Red.
"La Consigliera Lupini dovrebbe sapere bene quali sono i protocolli della Residenza Protetta Santa Caterina di Fabriano, visto che è stata assessora ai servizi sociali a Fabriano fino alla sua elezione in Regione".
Non si è fatta attendere la risposta all'interrogazione presentata ieri in Consiglio Regionale dalla consigliera Simona Lupini in merito al focolaio Covid nella residenza protetta di Fabriano. Fratelli d'Italia di Fabriano ha fatto sapere con una nota come non sia compresa la richiesta di chiarezza fatta all'assessorato regionale alla sanità.
Nella nota si legge: "Rimaniamo alquanto perplessi nel leggere le dichiarazioni rilasciate dalla consigliera regionale Lupini in merito alla Residenza Protetta Santa Caterina di Fabriano. Compendendo il dolore di chi ha perso i suoi cari, comunque fatichiamo a capire questa richiesta di 'chiarezza' da parte di chi è stata la referente diretta della Struttura Protetta di Santa Caterina, in quanto Assessora ai Servizi Sociali fino alla sua elezione in consiglio regionale. Per la consigliera regionale Lupini dovrebbe già essere tutto chiaro in quanto dovrebbe conoscere a menadito i protocolli adottati in tale Struttura. I mancati ricoveri vengono decisi da medici che si consultano in tal senso. Siamo invece perfettamente d’accordo sul fatto che andranno sanate eventuali lacune presenti nei protocolli sinora adottati, cosa che purtroppo, fino adesso, da parte di chi ha governato e in alcuni casi ancora governa, non è stata fatta e siamo perfettamente d’accordo nell’asserire che questa seconda ondata era più che prevedibile, ma che nulla è stato fatto, sia a livello locale che, soprattutto, nazionale".

red.
La Residenza Protetta Santa Caterina di Fabriano è, da diversi giorni, un focolaio Covid-19. Oltre 50 gli anziani positivi al virus, nella struttura si sono verificati anche alcuni decessi. Per i casi più gravi, i medici dell’USCA chiamati a intervenire avevano chiesto l’immediato ricovero, poi non avvenuto. Sono seguite denunce dai familiari degli utenti deceduti.

A questo proposito la Consigliera Regionale Simona Lupini, Vice Presidente della Commissione Sanità e Politiche Sociali ha presentato un’interrogazione nell’odierno Consiglio Regionale: “La risposta dell’Assessore non è stata soddisfacente in merito ai motivi che hanno portato al mancato ricovero degli anziani in condizioni più gravi, così come richiesto dagli stessi medici dell’USCA. Tutta la vicenda, invece, merita la massima trasparenza: non è possibile che si sia arrivati a questa situazione, anche considerando che la seconda ondata era ampiamente prevista. Auspicando ovviamente che le condizioni delle decine di anziani positivi ancora ospiti della Residenza Protetta vadano verso un progressivo miglioramento, chiedo quindi che il Presidente Acquaroli faccia chiarezza sull’accaduto, anche per smentire le ipotesi che danno la mancanza di posti nelle strutture ospedaliere Covid come causa del mancato ricovero. Inoltre è necessario che vengano emanate delle linee guida per la gestione di focolai nelle strutture residenziali, con un protocollo chiaro e puntuale, anche per disporre l’eventuale immediata presa in carico degli utenti, affinché non si ripetano più le gravi situazioni come quella accaduta a Fabriano.

Red.
“Negli ultimi giorni, nell’area del Comune di Fabriano, stiamo assistendo a un aumento esponenziale di contagi, con gravi situazioni come i focolai presenti nella RSA Santa Caterina e nella Comunità La Buona Novella e un forte aumento di rischi all’interno dell’ospedale di Fabriano. Tutto ciò, peraltro, espone a situazioni di pericolo non solo la cittadinanza ma anche il personale socio-sanitario che opera nelle strutture. Chiediamo, quindi, un urgente intervento del Presidente della Regione Marche, Acquaroli, e l’immediata attivazione di un tavolo d’emergenza tra autorità regionali, ASUR e Sindaco. Questo si rende necessario in quanto, allo stato, manca totalmente un momento di confronto e le decisioni fin qui intraprese non vengono mai concertate. Auspichiamo quindi un totale cambio di atteggiamento anche rispetto alla passata amministrazione”. Questo è quanto affermano e chiedono in una nota stampa Simona Lupini, Consigliera della Regione Marche e componente del Gruppo Movimento 5 Stelle e Gabriele Santarelli, Sindaco di Fabriano.

“Nella RSA Santa Caterina e nella Comunità La Buona Novella siamo arrivati a un alto numero di contagiati e il personale è spaventato, abbiamo quindi proposto e richiesto misure straordinarie che possano prevedere l’utilizzo anche di personale esterno, ovviamente fornito di adeguati sistemi di protezione individuale. Attendiamo quindi una pronta risposta da Presidente Acquaroli e ASUR. Anche riguardo l’ospedale di Fabriano, raccogliendo le segnalazioni di pazienti e personale medico, esprimiamo sconcerto per la totale mancanza di programmazione riguardo questa seconda fase della pandemia, che, peraltro, era prevista da mesi. La scelta, infatti, di eliminare la cosiddetta “zona grigia” dove venivano temporaneamente ospitati i pazienti risultati positivi, sta causando il grave rischio di commistione tra pazienti ed è necessario quindi che vengano attivati immediatamente rigidi percorsi separati, come più volte proposto e sollecitato dagli stessi operatori, in quanto le condizioni attuali non sono più sostenibili. Noi continueremo a pressare e, comunque, a fornire concrete proposte per affrontare al meglio questa fase così delicata” concludono la Consigliera Lupini e il Sindaco Santarelli.

Red.
In un Oratorio della Carità al completo è stata presentata venerdì 9 ottobre la pergamena rinvenuta, ad opera di Barbara Zenobi, dell'archivio storico comunale. Presenti il sindaco Gabriele Santarelli e Francesca Mannucci, responsabile dell'archivio.

Il documento, redatto il 15 aprile 1348 e controfirmato da 18 alti prelati, di notevoli dimensioni (58x80), elenca una serie di indulgenze e le modalità per il loro ottenimento ed era destinato ad essere esposto nell'altare di Santa Marta all'interno della chiesa fabrianese di San Francesco alle Logge.

pergamena san francesco fabriano avignone 1348

Per secoli rimasto "nascosto" in una cassetta  dell' ex archivio del Brefotrofio - Spedale del Buon Gesù, proveniva da Avignone, allora sede della curia papale. Lo studio paleografico ed iconografico è stato curato da Don Ugo Paoli, responsabile della biblioteca del Monastero di San Silvestro Abate.

Particolarmente interessante l'esposizione che ha permesso ai presenti di entrare nelle terminologie e negli usi e consuetudini propri della religiosità medioevale. La pergamena, la sua trascrizione e traduzione sono riportate anche nel volume "San Francesco d'Assisi a Fabriano: origini e presenze francescane a Fabriano dal XIII secolo ad oggi", curato da Rita Corradi ed Aldo Pesetti, con appendici di Giampaolo Ballelli e Federico Uncini e presentato in concomitanza. Edito da Edizioni Nisroch in collaborazione con Fabriano Storica e disponibile nelle librerie di Fabriano e per l'acquisto on line.

Sono inoltre intervenuti Fr.Ferdinando Campana dei Frati Minori dell'Eremo di Valdisasso, e Fr. Fabio Furiasse dei Frati Minori Cappuccini delle Marche che hanno curato le prefazioni al testo.

f.u.

presentazione del libro nella foto gli autori coloro che hanno collaborato e gli organizzatori del festival
Una intera comunità vicina ai lavoratori della ex Jp di Fabriano, oggi Indelfab, per i quali la proprietà ha annunciato che entro metà dicembre licenzierà in massa i suoi lavoratori, se non interverranno nuove positive notizie.

Dopo l'intervento dell'arcivescovo Massara, ora anche una nota da parte della Consulta delle Aggregazioni laicali della diocesi di Fabriano-Matelica che esordisce con le parole di Papa francesco: “….per uscire migliori da questa crisi, dobbiamo farlo insieme….Dobbiamo farlo insieme, tutti quanti, nella solidarietà” .

"Come Consulta del laicato cattolico - scrivono - ci sentiamo fortemente solidali con i lavoratori della Indelfab di Fabriano (ex JP Industries) in estrema difficoltà.

Vogliamo chiedere a tutti coloro che possono cambiare questa situazione di trovare una soluzione duratura a questa crisi, facendo leva sulla responsabilità politica e sociale e sull’etica d’impresa.

Tra le cause della crisi - aggiungono - vi sarebbero l’irrigidimento del sistema bancario nell’erogazione dei fondi, la contrazione del mercato degli elettrodomestici e il congelamento degli ordini, causa pandemia da Coronavirus.

Da parte delle istituzioni ci si aspetta allora di esplorare tutti i percorsi possibili e praticabili, rispettosi dei diritti del lavoro e della dignità umana, che sono scritti nel cuore dell’uomo ma anche nella nostra Carta Costituzionale.

Il lavoro è un diritto e un dovere riconosciuto dalla nostra Costituzione. 

Si tratta dunque di rispettare la dignità dei lavoratori e di tener conto del contenuto etico dell’occupazione, che non può mai essere sostituito da sussidi temporanei i quali, sebbene necessari, non favoriscono il pieno sviluppo della persona umana.

Gli imprenditori devono poter continuare ad essere aiutati dallo Stato e dall’Europa, quei soggetti economici innovativi che per loro natura assumono dei rischi. Essi, attraverso le loro capacità, come lo spirito di iniziativa ed il coraggio, possono far sì che l’impresa incida in maniera significativa sullo sviluppo economico e sociale di un determinato territorio.

L’impresa non è soltanto un capitale in grado di produrre un profitto, dei macchinari che danno lavoro a delle persone o un servizio di beni ai consumatori, è soprattutto una comunità di persone".

L'appello della Consulta, dunque, è a tutti gli 'uomini di buona volontà': "E’ auspicabile - concludono - che, in questo nostro territorio, coloro che hanno risorse e capacità imprenditoriali e sono dotati di spirito di solidarietà e buona volontà collaborino insieme per improntare nuove attività lavorative, che siano in grado di far risorgere un distretto industriale ed una città che sarebbero altrimenti destinati ad una lenta ma continua decrescita infelice".

GS

 


Un impegno in prima linea quello dell'arcivescovo Francesco Massara per la vicenda della ex Jp Industries, adesso Indelfab, di Fabriano.
Se, infatti, dalla sua nomina nella diocesi di Camerino-San Severino si è occupato quotidianamente del terremoto e della ricostruzione, prendendo ferme posizioni nei confronti delle istituzioni, dopo aver assunto anche la guida della diocesi di Fabriano-Matelica si è impegnato per il terremoto economico che interessa quel vasto territorio.

Tre gli incontri a cui Massara ha partecipato nella giornata di ieri: prima con 50 dipendenti, poi con le rappresentanze sindacali di Fim, Fiom e Uilm, infine con il Tavolo sociale a cui hanno partecipato i cinque sindaci di Serra San Quirico, Cerreto D'Esi, Fabriano, Sassoferrato e Genga, la responsabile del centro per l'impiego e diverse associazioni di categoria.
La questione è appunto quella dell’avviata procedura di messa in mobilità per i 584 dipendenti dell’azienda.

"È emerso un grande disagio da parte degli operai - dice l'arcivescovo Massara - che vedono sfumare il loro lavoro e la loro dignità. C'è stato un momento di solidarietà, di ascolto e anche di proposte da portare ad un tavolo nazionale del Governo affinchè si possa risolvere in modo definitivo questa situazione.
La richiesta principale riguarda la salvaguardia del lavoro perchè senza lavoro non c'è dignità e la cassa integrazione è solo un palliativo che non risolve i problemi delle famiglie.

È stato un momento di ascolto fraterno - aggiunge - dove gli operai hanno espresso le loro paure a cui i sindacati cercano di far fronte per questa situazione che si protrae da 12 anni.
La zona del territorio di Fabriano ha un terremoto economico che si potrae da alcuni anni e a cui va data attenzione perchè altrimenti porta al disastro di tante siutazioni familiari. Basti pensare che il centro di ascolto ha ascolta in 8 mesi circa 1240 persone".

Un problema, quello dell'intero territorio, emerso anche dall'incontro con il tavolo sociale: "Abbiamo fatto una riflessione sulla situazione del territorio e sono state fatte proposte di incontrarsi periodicamente, non solo per una analisi dei problemi, ma per fare proposte concrete sia per i disagi sociali che per nuove prospettive di lavoro che superano la produzione di un monoprodotto su cui si è concentrata l’area industriale del fabrianese. È necessaria una diversificazione delle attività produttive - conclude - che possano dare una boccata di ossigeno anche con la valorizzazione del grande patrimonio artistico, culturale e ambientale".

GS




È emerso che la zona Montana ha bisogno di una grande attenzione per le infrastrutture il rilancio industriale le scuole e tutti i servizi che rischiano di scomparire per eventuale lo spopolamento dell’intero territorio montano 

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