Da Nord a Sud, in un unico video di auguri da tutta Italia per un 2019 di veri cambiamenti. L’idea è stata di Francesca Forconi, di San Severino, che subito dopo le scosse del 2016 si è rimboccata le maniche e, grazie ad un tam tam anche sui social network, ha fatto arrivare alle popolazioni terremotate tantissime donazioni di ogni genere. Dai suoi appelli si è creata una fittissima rete di solidarietà che ha coinvolto l’Italia da Nord a Sud, isole comprese.

Quest’anno, in pochissime ore, questa rete si è unita nel video di auguri per il nuovo anno: tutti insieme, terremotati, associazioni benefiche e liberi volontari. Fra i messaggi, anche quello di nonna Peppina.

“Si sono costruiti rapporti meravigliosi - dice - che hanno legato persone da nord a sud, isole comprese. Quando dico che nel mio cuore c'è un pezzetto di ogni parte d'Italia non lo dico così tanto per dire, ma perché è la realtà. Mi scuso con tanti amici rimasti fuori da questa piccola idea - aggiunge - ma questa mia follia è nata due giorni fa in tarda mattinata e con poco, tramite passaparola, si è ingigantita”.

Per vedere il video, basta seguire il link sottostante.

https://www.facebook.com/100000669079497/posts/2204067149625566/

G.G.

Il sindaco Gianluca Pasqui chiama a raccolta i sindaci per una manifestazione a Roma. Numerose le adesioni già pervenute: “Devo fare una doverosa premessa per tutti coloro che pensano cose diverse dalla verità. Questa non è l’iniziativa di Pasqui ma la volontà di un sindaco che, dopo due anni, ha appurato le difficoltà oggettive di andare a ricostruire laddove di ricostruzione ancora assolutamente non se ne parla. Serve mettere insieme in maniera concreta e programmatica tutti i sindaci e andare al governo accompagnati dai propri cittadini per presentare i punti focali indispensabili per la ricostruzione. Quindi - sottolinea - leggere che il sindaco Pasqui è stato lasciato solo significa dare un titolo quanto mai sbagliato e anche lontano dalla verità”. Gli unici a rischiare di rimanere soli, secondo Pasqui, se i sindaci non si muoveranno, saranno i terremotati, i territori, le istituzioni locai e quindi più in generale un popolo intero che negli anni farà sempre più difficoltà rimanere nelle zone montane.

“Il sindaco Pasqui - torna a dire - si è solo messo a lavorare, perché titolato dall’Anci, mandando una lettera con grandissima umiltà ai 138 colleghi del cratere sottolineando alcune situazioni che non funzionano. Non vogliamo fare la marcia su Roma, perché non si gioca con il popolo terremotato, con chi sta male e soffre. Si fanno azioni popolari e istituzionali per risolvere problemi reali”. Evidentemente Pasqui si sta rivolgendo a quei sindaci, come Giuseppe Pezzanesi di Tolentino, che hanno declinato l’invito del sindaco di Camerino non vedendo l’iniziativa di buon occhio. “Chi gioca con la situazione delle persone - incalza ancora - evidentemente non si è ancora reso conto, dopo due anni, di quanta gente soffre, non ha più casa o lavoro, di quanti figli non sono nelle loro scuole, degli anziani che non sono in luoghi idonei ad ospitarli. Ad oggi siamo 67 sindaci che hanno aderito e 51 devono ancora dare risposta e in 19 hanno già comunicato che non aderiranno. Chi pensa che le cose vanno bene, fa bene a rimanere a casa”. Pasqui racconta di non aver inviato l’invito alle Unioni Montane ma ad esempio, quella del Potenza Esino e Musone di San Severino ha fatto sapere che parteciperà all’iniziativa di Pasqui così come quella della Marca di Camerino. Anche diverse associazioni di categoria hanno anticipato la volontà di esserci e anche molti tecnici.

“Da terremotato provo vergogna, rabbia, per come siamo stati trattati, visto che sia io che i miei concittadini abbiamo già dovuto affrontare il dramma, le sofferenze di questa emergenza del terremoto, un evento che mi creda ti sconvolge la vita”. È Manuel Casoni, giovane cittadino di Muccia, avvocato 31enne. Ieri mattina ha scritto una lettera aperta, pubblicata sulla sua pagina Facebook, indirizzata al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte. 

 “Muccia - scrive - così come i tantissimi comuni limitrofi, è stata devastata dalle violenti scosse che in una fredda sera di fine ottobre hanno cambiato la vita di tutti noi abitanti dell'Alto Maceratese. Anche Muccia è stata letteralmente abbandonata a sé stessa, considerando che qua abbiamo ancora zone rosse e macerie nelle vie. Come se non bastasse, da ultimo, si è verificata anche la triste e vergognosa vicenda dell'ammaloramento delle S.A.E”. Oltre che ai gravi problemi progettuali e strutturali, Casoni accenna anche ai costi esorbitanti per costruirle e ai recenti episodi dei pavimenti ammuffiti: “Dopo neanche un anno dalla loro consegna avvenuta tra il dicembre 2017 ed il febbraio 2018, le stesse casette presentano pavimenti rovinati, marci, con tanto di materiali di legno utilizzati zuppi di acqua, con l'ulteriore presenza di muffa e funghi. 

Tale situazione - dice - che definisco indecente purtroppo è in continua evoluzione, considerato che le S.A.E. danneggiate aumentano di giorno in giorno, a seguito dei controlli che in queste ore stanno avvenendo. Da terremotato provo vergogna, rabbia, per come siamo stati trattati. Ho ancora addosso i brividi, la paura provati nello scappare da casa, al buio, durante la violentissima scossa delle 21.18, mentre vicino sentivo cadere pezzi di muro, e respiravo la polvere dei calcinacci!”.

Non bastava aver subíto quel dramma, non basta vivere nell’incertezza e con la consapevolezza che ci vorranno anni perché la sua casa, come quella di tanti altri, possa essere ricostruita. “Anche io rischio di dover uscire dalla S.A.E. - torna a dire - che proprio il Presidente Luca Ceriscioli e il suo Assessore Angelo Sciapichetti, alla presenza della Protezione Civile Nazionale hanno consegnato a me e alla mia famiglia, con tanto di sorrisi e strette di mano (cosa che da me non hanno avuto e mai avranno). Con la presente lettera, volevo esprimere la delusione che sto provando, nonché la rabbia per come sono stati trattati i miei concittadini. Siamo delle persone e come tali meritiamo rispetto! Colgo l'occasione per invitarLa a Muccia a portare il sostegno di questo Governo alla gente, invito esteso anche ai Vice Presidenti onorevole Matteo Salvini e onorevole Luigi Di Maio, nonché a tutti gli esponenti del suo Governo. Sicuramente non risponderà a questa mia lettera - conclude - ma almeno sarà stato un tentativo per cercare di non far spegnere i riflettori su questa problematica, e su questi bellissimi borghi come Muccia. Vogliamo far rinascere queste zone”.

G.G.

Sfuma il sogno del villaggio di Natale. Ussita voleva provare a ripartire, a riportare gente nel paese con una pista di pattinaggio sul ghiaccio e un villaggio di Natale da allestire nella piazza dei Cavalieri, con mercatini, allestimenti e illuminazione a tema. Un progetto della Proloco Ussita 7.1 che però per quest’anno dovrà rinunciare. La ragione? Non è stato raggiunto il budget necessario.

“Comunichiamo con rammarico - scrivono sulla loro pagina Facebook - che dobbiamo rinunciare al nostro progetto del villaggio di Natale con la pista sul ghiaccio poiché non abbiamo raggiunto il budget necessario. Ringraziamo comunque i privati che si sono interessati credendo nel nostro progetto e facendo delle donazioni. Ringraziamo anche l’architetto che ci ha aiutato gratuitamente con il progetto. Purtroppo chi avrebbe potuto aiutarci con maggior contributo economico e morale non lo ha fatto perché non credeva nel nostro progetto”. 

Dunque il Natale di Ussita sarà dedicato ai bambini con l’arrivo di Babbo Natale e della Befana che porteranno i regali. 

“Chiunque abbia già fatto una donazione - concludono - può contattarci in privato per richiedere la restituzione della somma donata o, darle una diversa destinazione. Non ci arrendiamo e l’anno prossimo proveremo di nuovo a realizzare il nostro sogno per la nostra Ussita sul ghiaccio”.

g.g.

“Il mio rapporto col tempo? È cambiato tantissimo e sono molto cresciuto a livello personale. Affronto la vita in maniera diversa. Certo, ho un’azienda e quindi non posso fare il santone in montagna. Tengo i rapporti con gli uffici e la burocrazia e questo mi tiene attaccato alla realtà ma quando riesco a occuparmi degli animali è tutta un’altra visione. Prima di trasferirmi qua ho fatto un viaggio in India e sicuramente ora la mia vita è più in linea con la visione del tempo legata all’apprezzamento dell’ambiente, delle giornate”.

Vi risponderà così il giovane allevatore Marco Scolastici,  laziale di nascita ma Vissano di origini se gli chiedete come è ora il suo rapporto con il tempo. Oggi vive a Macereto dove alleva asini e pecore e produce il cosiddetto cacio sopravvissano. Prima di arrivarci, l’esperienza universitaria alla facoltà di economia a Roma. Dopo un anno però aveva già capito che la vita fra il raccordo, la metro, gli uffici e il caos non facevano per lui. E così la decisione di tornare alle origini, dove erano nati e cresciuti i suoi nonni e dove ora aveva un ramo dell’azienda di famiglia. È arrivato a Macereto nella primavera del 2016 e il terremoto non ha tardato a dargli il benvenuto. Ma la volontà di rimanere è stata più forte, Scolastici si è procurato una yurta mongola ed è rimasto. 

Per voi lo abbiamo intervistato. Lo troverete da domani in edicola sul nostro settimanale L’Appennino Camerte.

Gaia Gennaretti

Il Coordinamento dei comitati del centro Italia incontrano il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Vito Crimi. È successo ieri mattina, presenti i rappresentanti dei comitati di Amatrice, Accumoli, Castelluccio, Montemonaco, Tolentino e Pieve Torina, nonché dello studio legale Alterego (ideatore vademecum legale per i terremotati Oissa).

Oltre ad aver spiegato quali siano le condizioni dei comuni colpiti dal terremoto di due anni fa, sul tavolo sono stati portati alcuni argomenti ritenuti fondamentali e rimasti ancora inascoltati. Primo fra tutti, quello riguardante la divisione del cratere in base ai danni subiti, “senza far mancare - sottolinea il coordinamento - assistenza a nessun paese terremotato”. Su questo argomento il neo commissario Piero Farabollini si sarebbe già espresso dicendosi contrario; il recupero dei posti di lavoro perduti, con una zona franca urbana da estendere per almeno 5 anni (incluse Sas, Srl e Snc), sgravi fiscali ad aziende che assumono terremotati e incentivando il turismo; necessario anche accelerare la lavorazione delle pratiche per la ricostruzione, “verificando la congruità dei progetti basandosi dalle certificazioni ed asseverazioni dei professionisti che saranno comunque responsabili, riducendo così in maniera esponenziale i tempi di evasione delle pratiche. Nel ‘97 fu questo il metodo e non ci risultano indagati o arrestati”.

Vito Crimi

Segnalata poi la necessità che il Governo intervenga affinché: il Cas venga erogato con puntualità e le rendicontazioni vengano effettuate nel mese successivo; venga supportato il rientro immediato dei proprietari delle seconde case, “vero motore dei nostri paesi. A queste persone dovrebbe essere permessa la realizzazione di edifici temporanei per poter tornare e contribuire alla ripartenza degli esercizi commerciali ed alla rinascita dei paesi”.

In ultimo, l’effettuazione di un test del reddito di cittadinanza, inserendo il reddito di cratere sulla base di criteri oggettivi. 

“Il sottosegretario - racconta il coordinamento in una nota - ha subito chiarito che le proposte provenienti dai territori sono quelle che considerano maggiormente la quotidianità, e che pertanto vanno tenute in massima considerazione. Ci ha posto mole domande, come ad esempio cosa non funzioni secondo noi, oppure dove si blocchino le lavorazioni e noi abbiamo espresso il nostro parere. Crimi - aggiungono - ci ha poi chiesto il prospetto della divisione del cratere in base ai danni subiti e gli emendamenti presentati in occasione della nostra audizione al Senato”.

Il coordinamento aveva anche posto delle domande a Luigi Di Maio e Matteo Salvini in periodo pre-elettorale le cui risposte lascerebbero ben sperare “ma devono rapidamente trovare conferma nei fatti. Ci aspettiamo che il contratto con i terremotati sia rispettato dai rappresentanti del Governo, sottosegretario e commissario in testa. L’incontro - concludono - è stato molto costruttivo e la prima impressione appare molto buona. Siamo “montanari” e se le parole non saranno seguite dai fatti, ci comporteremo di conseguenza”.

comitati

g.g.

Al via a Camerino la messa in sicurezza dei campanili della cattedrale Santa Maria Assunta. L’opera è commissionata dal Comune e i lavori diretti dall’ingegnere Carlo Morosi. L’intervento consiste nel puntellamento dei due campanili ed è volto alla riapertura al pubblico di piazza Cavour.

g.g.

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A Camerino si è svolta la prima riunione ufficiale per la costituzione del "Tavolo permanente della Ricostruzione". Nei giorni scorsi, – dice il Sindaco Pasqui -il prorettore di Unicam, Andrea Spaterna, e il nuovo arcivescovo, Francesco Massara, hanno accolto la mia richiesta  di dare vita ad un tavolo che indirizzasse tutte le decisioni relative alla Ricostruzione. Insieme abbiamo poi deciso di chiedere la partecipazione anche dell'Ufficio Speciale per la Ricostruzione della Regione Marche, e della Soprintendenza, così da rappresentare tutti i soggetti coinvolti nel percorso di ricostruzione. L'iniziativa é stata particolarmente gradita anche al nuovo commissario, prof. Farabollini, che ha voluto prendere parte alla riunione  in cui è stata formalizzata ai soggetti citati la richiesta.

L'obiettivo é quello di "provare a saltare passaggi" attraverso la condivisione. Chiaramente non si tratta di scavalcare le normative e la legge, ma sono convinto che le decisioni già concordate al Tavolo della Ricostruzione, essendo già note a tutti i soggetti, potranno seguire percorsi più snelli o comunque con meno intoppi di natura burocratica.

 

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Stato di emergenza fino al 31 dicembre 2019 e proroga della struttura commissariale fino al 2020. Queste sono le novità inserite nella bozza della nuova Legge di Bilancio che il Consiglio dei Ministri dovrà approvare domani. Lo stato di emergenza, che scadrebbe a fine anno, sarà prorogato a tutto il prossimo anno. La struttura commissariale invece sarà attiva ancora per due anni (salvo ovviamente ulteriori proroghe).

Domenica sarà un giorno di festa, a San Severino. Il primo motivo lo abbiamo già annunciato, cioè la prima visita in città dell’arcivescovo di Camerino-San Severino, Francesco Massara. Sua eccellenza presiederà la messa a San Lorenzo alle 18. Il secondo motivo è invece riferito al terremoto e al secondo anniversario. Sono tanti, troppi, i danni anche qui causati dalle scosse del 26 e 30 ottobr. E proprio domenica una famiglia rimasta senza un tetto tornerà ad averne uno: alle 17 è infatti in programma la consegna dell’alloggio di via Porta romana, che verrà consegnato ad una famiglia dopo i lavori di riparazione e miglioramento sismico. Alla cerimonia parteciperà anche monsignor Massara, insieme al sindaco Rosa Piermattei, ai rappresentanti dell’amministrazione comunale e ad altre autorità politiche, civili e militari.

Questo immobile è stato uno dei primi interventi all’interno del cratere sismico finanziati con l’ordinanza 27 del commissario straordinario ovvero quella riferita alla riparazione del patrimonio edilizio pubblico con destinazione abitativa.

Le opere sono state eseguite dall’impresa Doma Srl di Sant’Antangelo in Vado.

G.G.

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