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Avanti tutta coi lavori sulla strada provinciale 101 Potentina. Costo totale, 200mila euro. Gli interventi consistono in opere di asfaltatura effettuati dalla ditta Ciabocco Srl di San Ginesio, e stanno riguardando diversi tratti, in particolare all'interno del centro abitato di Porto Potenza. 

La nuova pavimentazione è stata finanziata grazie alle risorse messe a disposizione dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, per la sicurezza delle strade.Per questo intervento, la Provincia utilizzerà anche le economie derivanti dal ribasso dasta per realizzare ulteriori interventi di asfaltatura sulla stessa provinciale.

Lo scorso anno, sulla Potentina, era stato eseguito un intervento di rifacimento della pavimentazione nei pressi del centro abitato di Montelupone.

Si tratta di unarteria importante per la nostra provincia - afferma il Presidente Antonio Pettinari - che collega un vasto territorio che da Macerata va verso la costa, attraversando i centri abitati di Montelupone e Potenza Picena. Lobiettivo è procedere con fasi programmate di diversi interventi di manutenzione straordinaria sulle stradeprovinciali, utilizzando le limitate risorse economiche dellente nei tratti più ammalorati.




Spostamento tra Regioni, la regione firma un accordo con l'Abruzzo. Il iberno hai fatti stabilito che lo spostamento sia limitato solo a quello fra province di regioni confinanti. Il via libera sarà a partire da domani, 23 maggio. L'obiettivo è consentire la visita ai congiunti residenti in province confinanti di diversa regione. Ora quindi saranno consentiti soostamenti tra la provincia di Ascoli e quella di Teramo e viceversa. Sia la Regione Marche sia la Regione Abruzzo hanno dichiarato la propria disponibilità a procedere analogamente anche con i presidenti delle altre Regioni confinanti. “Con questo provvedimento diamo una risposta alle tante persone che in questi mesi non sono riusciti a incontrare i propri congiunti, pur vivendo a pochi chilometri di distanza, a causa dei confini geografici. Un primo passo verso un ritorno alla normalità, seppure con le dovute e necessarie precauzioni da rispettare, a cui richiamo ancora una volta ogni cittadino”, ha dichiarato il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio. 

“Proseguiamo gradualmente con le riaperture, non solo delle attività, ma anche degli spazi per i cittadini – ha detto il presidente Luca Ceriscioli – e la visita ai congiunti di province confinanti di altre regioni, dopo mesi di chiusura, può essere considerata come un motivo di necessità, anche considerando il fatto che le persone appartenenti a province di confinanti di regioni diverse sono distanti a volte solo pochi chilometri, o addirittura poche centinaia di metri le une dalle altre”.
G.G.

Neanche l’emergenza coronavirus è servita a fermare la gang di teppisti, che ha devastato i locali cucina del centro di comunità di Vallicelle. Una scena da voltastomaco quella che si sono trovati di fronte i componenti del Comitato festeggiamenti del rione di Sant’Anna che gestiscono il centro ricreativo: bottiglie rotte, scempio di suppellettili, alimenti impastati ovunque insieme a liquidie alcoolici, farina e caffè. Un gesto riprovevole che non può non essere catalogato se non come indice di grande inciviltà. Un’azione inqualificabile che, considerato il modus operandi quasi sbeffeggiatorio, richiama ad altri vandalismi che sempre nella zona, avevano interessato a gennaio l’area di protezione civile di Vallicelle. Qui, gli ignoti devastatori, avevano preso di mira  i bagni pubblici e i container, tentando addirittura di appiccare un incendio.
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Per compiere le loro malefatte,  forzando la porta posteriore della cucina, stavolta i teppisti hanno puntato ad un luogo che la comunità ha sempre utilizzato per fare festa e trascorrere insieme momenti di serena socialità. Si pensa che i fatti siano potuti avvenire nella notte del 1 maggio, in quanto proprio il mattino seguente ci si è accorti che era saltata l’energia elettrica; entrati nei locali per verificare il guasto, alcuni componenti del comitato si sono accorti di quello che era successo.
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La parrocchia di Santa Maria in via ha provveduto a denunciare il fatto ai Carabinieri che hanno acquisito elementi per svolgere indagini. Forse nel tentativo di attaccare un fornello, è saltata la luce e, rimasti al buio i balordi hanno desistito, lasciando come biglietto da visita locali imbrattati, pacchi di pasta spaccati e gettati sul pavimento, bottiglie bevute e vetri rotti. Tutto quello che hanno trovato, hanno rovesciato a terra impastandolo ovunque, con l’unico disegno di arrecare danno. Giorni di lavoro ci sono voluti per risistemare il locale che, dato il periodo particolarmente caldo sul fronte dell’emergenza sanitaria, i componenti del Comitato, incaricando una ditta specializzata. hanno sottoposto a sanificazione  Unanimemente stigmatizzata la serie di azioni insensate e incresciose, percepite come un forte sgarbo morale, perpetrato nei confronti di un luogo di gioioso ritrovo, adiacente ad una chiesa.
C.C.
Botta e risposta a Sarnano tra maggioranza e opposizione. Alle dichiarazioni del sindaco secondo cui “la minoranza ha sì fatto proposte, ma si è dimenticata di comunicarcele”, il capogruppo Giacomino Piergentili risponde che “probabilmente il sindaco è particolarmente distratto”. “Come ho avuto modo di scrivere sui social – dichiara Piergentili – ho offerto la mia collaborazione in questo drammatico periodo di emergenza Coronavirus. Addirittura ebbi modo di scambiare alcune idee con il sindaco, dal quale fui anche ringraziato. Il tutto nello spirito di collaborazione che deve essere proprio di un’opposizione responsabile. Il nostro gruppo aveva deciso di supportare in ogni azione la maggioranza, anche in quelle su cui personalmente non ero d’accordo. Una collaborazione istituzionale offerta sicuramente non allo scopo di ottenere una poltrona in Giunta perché ho sempre dichiarato che, nel caso, avrei fatto un passo indietro per lasciare spazio a più giovani. Non sarebbe neppure stata una novità per Sarnano visto che nel 1990 un nostro sindaco ebbe il coraggio di aprire una collaborazione istituzionale con le opposizione addirittura formando una lista insieme a quelli che erano i suoi avversari politici. Un’azione lungimirante che segnò per quel periodo una florida rinascita del nostro paese”. Giacomino Piergentili assicura che tutto questo è stato oggetto dei messaggi intercorsi tra lui e il primo cittadino “che – continua – dopo un po’ declinò l’offerta adducendo la contrarietà del proprio gruppo. Un’occasione persa che vede ancora una volta prevalere la cosiddetta bassa politica. Come gruppo di minoranza stiamo lavorando su un altro grande progetto per Sarnano, che ufficializzeremo tra qualche giorno e che dimostra la nostra grande attenzione verso la città e il territorio”.
Fase 2 Covid. Contrammobilità fa un altro passo avanti verso la normalità. Da lunedì 25 maggio ritorna attiva la linea bus di collegamento tra Camerino, Fiastra, Visso e Bolognola. Era stata sospesa, insieme a molti altri collegamenti, a causa della pandemia e su direttiva Regionale, al fine di ridurre le possibilità di contagio.
Già dallo scorso 11 maggio Contrammobilità ha iniziato a riattivare alcune corse, necessarie soprattutto ai lavoratori pendolari.
Esprime grande soddisfazione il sindaco di Fiastra, Sauro Scaficchia , che con il ripristino di questo servizio, si augura un ritorno alla tanto desiderata normalità .
Soddisfatto anche il Dirigente Contram Spa Alessandro Campanelli, determinato ad offrire agli utenti sempre maggiori collegamenti e possibilità di spostamento.
La linea riattivata ha validità non scolastica e prevede corse quotidiane dal lunedì al sabato da e per Camerino, Visso, Fiastra e Bolognola.
Tutti gli orari al numero verde: 800 037 737 e entro qualche giorno anche sulla ricerca orari on line: 
www.contrammobilita.it e google.it/maps.
C.C.
Sul recente episodio dell'uccisione di un esemplare di aquila reale avvenuta nel Parco Nazionale dei Monti Sibillini interviene anche Legambiente Marche, definisce l'atto oltre che un reato anche causa di un danno inestimabile al patrimonio naturale e alla biodiversità del Parco Nazionale e dell’Appennino umbro marchigiano. “Non è la prima volta che purtroppo qualche bracconiere volutamente uccida a fucilate un’aquila reale, uno degli animali simbolo delle nostre montagne e importante per la funzionalità degli ecosistemi dell’Appennino – è il commento di Legambiente – Un delitto, la cui notizia arriva a ridosso della Giornata mondiale della biodiversità, e che oltre a costituire un reato ai sensi della normativa nazionale e comunitaria, causa un danno inestimabile alla società civile, al patrimonio naturale e alla biodiversità e che vanifica il lavoro di moltissime persone dedicate alla conservazione della specie”.

aquila vola

In attesa delle informazioni che arriveranno dagli approfondimenti diagnostici in corso presso l'Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell'Umbria e delle Marche - termina la nota - non possiamo che condannare questi atti vili e gratuiti che evidenziano esclusivamente disprezzo nei confronti della straordinaria bellezza della natura. Occorre migliorare il controllo del territorio, anche coinvolgendo la vigilanza ambientale delle associazioni – conclude Legambiente – e avviare azioni di contrasto del bracconaggio con il supporto del Corpo dei Carabinieri Forestali”.

f.u.

Atti vandalici all'interno dell'area verde Le Gagge di Camerino, nei pressi di via Ennio Passamonti. Ignoti si sono divertiti a sradicare dalla base una panchina e un cestino dei rifiuti  completando il quadro della malefatta prendendosela anche con tre dispositivi d'illuminazione dell'area.
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Non è dato sapere quando i fatti si siano verificati, visto che  si tratta di un'area pubblica poco frequentata e, complice della sciocca bravata e del gesto inqualificabile, deve essere stata la circostanza che le poche case vicine a quei vialettii, sono per lo più tutte disabitate dall'epoca del sisma 2016 e dunque si è potuto agire senza essere notati. 
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All'ingresso e all'uscita del terreno scosceso e boscoso nelle vicinanze della Rocca Borgesca, c'è ancora traccia dello sbarramento che era stato posto per interidirne la frequentazione all'inizio del blocco imposto dall'emergenza sanitaria, il che spingerebbe ad ipotizzare che il danneggiamento sia stato compiuto  dopo l'allentamento delle misure restrittive e la riapertura al pubblico di parchi e aree a verde. La zona è sprovvista di telecamere di videosorveglianza che permettano di poter risalire o individuare le responsabilità del gesto. 
Fatto sta che l'azione vigliacca da chiunque compiuta lascia senza parole; non può che essere condannata e additata come un segnale della mancanza di educazione civica al rispetto sia verso il prossimo che verso i beni pubblici.
C.C.
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Dove non arriva la grandine ci pensano i cinghiali. Nelle campagne marchigiane la situazione relativa ai danni da ungulati è sempre più drammatica e oltre ai danni del maltempo, che ha letteralmente distrutto intere coltivazioni di frutta, ortaggi, vigneti e cereali nella notte tra 20 e 21 maggio, si aggiungono le ininterrotte incursioni degli animali selvatici a terminare di rovinare i raccolti. Scorrerie indisturbate, nonostante la Regione Marche avesse già acceso i megafoni nei giorni scorsi per annunciare l’ok alla ripresa immediata delle attività di contenimento. Trappole e abbattimenti che, durante il lockdown, si erano fermati e ad oggi, pur essendoci tutti i presupposti, non sono affatto ripresi. Lo denuncia Coldiretti Marche che, attraverso i suoi uffici di zona, sta raccogliendo le forti lamentele degli imprenditori agricoli, sempre più esasperati da uno stato di cose che si aggrava di giorno in giorno. Nessuna area dell’entroterra è immune e la fauna selvatica indisturbata amplia il suo raggio d’azione in modo esponenziale. Nell’Anconetano branchi numerosi e fuori controllo a Fabriano, Sassoferrato, Serra San Quirico ma anche a Moie e Cupramontana. In provincia di Macerata non va meglio a San Severino, San Ginesio e Sarnano.

danni in un campo di orzo


Una devastazione senza fine che si abbatte su campi di girasole (attaccati anche dai piccioni), cece, piselli, mais e lenticchie, tanto che alcune colture non vengono neanche più riprese perché sistematicamente distrutte. Senza parlare dei rischi per l’incolumità degli agricoltori e per gli stessi cittadini che, con la ripresa degli spostamenti e il ritorno del traffico veicolare, corrono il pericolo di finire nella lista di quanti hanno avuto incidenti stradali: circa 150 in un anno secondo il Piano faunistico venatorio regionale. “Il tutto avviene nell’immobilismo degli enti preposti – denuncia Coldiretti Marche – e non se ne capisce più la motivazione, visto che la riapertura dell’attività di selezione è stata data dal presidente Ceriscioli con l’avvio della Fase 2”. Parliamo del 4 maggio. Quando già da tempo, comunque, le aziende agricole impegnate a produrre cibo e garantire i rifornimenti alimentari al Paese in chiusura forzata, lamentavano il senso di abbandono da parte delle Istituzioni. Agricoltori esausti e pronti a farsi sentire contro l’indifferenza e l’assenza di iniziative con una prossima grande manifestazione, se le cose non si sbloccheranno subito. Cittadini e agricoltori iniziano ad essere stanchi delle promesse non mantenute.

f.u.

danni



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