Radioc1inBlu

L’Unione Montana Potenza Esino Musone viene in aiuto alle famiglie con anziani non autosufficienti.

L’ente comunitario ha, infatti, pubblicato un avviso pubblico per la concessione di assegni di cura per i nuclei residenti nei comuni di Castelraimondo, Esanatoglia, Fiuminata, Gagliole, Matelica, Pioraco, San Severino Marche e Sefro.

Ne sono destinatari coloro i quali permangono nel proprio contesto di vita e di relazioni attraverso interventi di supporto assistenziale gestiti direttamente dalle loro famiglie o con l’aiuto di assistenti familiari privati e in possesso di regolare contratto di lavoro, iscritti nell’apposito elenco regionale. Sono ammesse al bando anche persone facenti parte di ordini religiosi e sacerdoti, mentre sono escluse dall’assegno di cura le persone non autosufficienti che vivono in strutture sociali e socio-sanitarie.

Tra i requisiti di accesso l’aver compiuto i 65 anni di età, la certificazione di invalidità pari al 100%, il riconoscimento dell’indennità di accompagnamento, l’essere residenti in uno dei Comuni dell’Ambito Territoriale Sociale XVII di San Severino Marche.

"Un aspetto, quello del sociale, che non vogliamo assolutamente tralasciare - le parole del presidente dell'ente Matteo Cicconi - Si tratta solo di un piccolo aiuto, ma che riteniamo importante per le persone e le famiglia che, soprattutto in questo periodo, si trovano in situazione di difficoltà".
f.u.

 

Le esigenze della salute dei cittadini coniugate con la sopravvivenza delle imprese.

Il Dpcm emanato dal Governo per il contenimento del Covid 19 soddisfa la CNA (Confederazione Nazionale dell'Artigianato e della Piccola e Media Impresa), come sottolinea il direttore dell'associazione territoriale di Macerata Luciano Ramadori.

"La nostra associazione - afferma - si è battuta per questo obiettivo preoccupata per la sopravvivenza delle piccole imprese, dei laboratori artigiani, dei negozi, dell'attività diffusa che rappresentiamo. Abbiamo lavorato intensamente, fin dai mesi del lokdown, affinchè le nostre imprese si adeguassero ai protocolli che abbiamo concordato. Quindi venire in una nostra piccola impresa che offre servizi non rappresenta un rischio, perchè sono adottati protocolli rigidi che vengono rispettati e che noi aiutiamo a rispettare. E' chiaro che una chiusura generalizzata o per settore avrebbe causato la chiusura di migliaia di piccoli laboratori. E questo non ce lo possiamo permettere".

f.u.
Aumentano i casi di contagio anche nelle Marche e si torna a parlare del Covid Hospital di Civitanova Marche, con l’assessore alla sanità Filippo Saltamartini che ha segnalato come “in caso di riapertura ci sarebbe carenza di personale medico che se fosse inviato nella struttura finirebbe per sguarnire tutti gli altri presidi”.

Un’affermazione che non è piaciuta al consigliere del Movimento 5 Stelle Simona Lupini, che prontamente ha replicato.

"Un fatto scandaloso che il Movimento 5 Stelle da mesi ha già denunciato, ma evidentemente in tutto questo tempo nulla è stato fatto, sottoponendo la popolazione marchigiana a eventuali rischi nel caso di probabile aumento di ricoveri per Covid. Tutto ciò è inaccettabile ed è necessario un intervento immediato. Inoltre invitiamo il neo Presidente Acquaroli a portare rapidamente tutta la materia Covid in Consiglio Regionale dove potremo discutere di un piano complessivo degli interventi da attuare".

Critica la Lupini anche sulla struttura costruita a Civitanova Marche “per la quale – aggiunge - abbiamo da sempre evidenziato le notevoli criticità, sia per la scelta di realizzarlo nel mezzo di un'area commerciale, sia per le modalità che non hanno assolutamente puntato a una corretta programmazione di risorse economiche e organizzazione del personale medico. Il Governatore Acquaroliieri nella relazione programmatica ha affermato che è necessario un clima di collaborazione tra le varie forze politiche, sono d'accordo e adesso vedremo se veramente si vuole instaurare il giusto confronto in un momento così gravoso per la nostra comunità”.

f.u.

Doveva scaturire dalla riunione della scorsa settimana la data di consegna degli appartamenti sostitutivi delle SAE in contrada Rancia, invece la ditta si è riservata un’altra settimana di tempo per rispondere alle richieste del Comune.

Ad annunciarlo è il primo cittadino, Giuseppe Pezzanesi che dice: “Il secondo incontro è previsto per giovedì 22 ottobre. La ditta ci ha chiesto una settimana di tempo dopo la riunione che si è svolta il 14 ottobre scorso, per rispondere ai quesiti che abbiamo posto. Avranno una riunione con i vertici aziendali e solo dopo quella sapranno dirci se potranno essere in grado di rispettare i tempi previsti. Certamente - aggiunge il sindaco - dopo le loro risposte noi potremo dichiararci soddisfatti o insoddisfatti, ma arrivati a questo punto non sarebbe conveniente comunque cambiare ditta.

Questa sta pocedendo in maniera spedita e fare un cambiamento ora significherebbe allungare i tempi di almeno un anno. Ovviamente questo non potrà avvenire. Dopo l’incontro in programma per questo giovedì sapremo però dare una data definitiva di consegna e mettere finalmente il punto su questa situazione”.

Una scelta, quella del primo cittadino, condannata dalle minoranze e che ha spaccato la cittadinanza, ma per la quale lui stesso e la sua maggioranza ne sono convinti in vista dell’arricchimento del patrimonio immobiliare cittadino che questi appartamenti porteranno, ma anche “consapevoli che seppur in ritardo - ha più volte dichiarato - saremo in grado di dare una vera casa ai terremotati, diversamente dalle SAE”.

GS
Il nuovo DPCM ha suscitato, nei giorni scorsi, grande trambusto tra le amministrazioni locali: stando alle bozze, ai sindaci sembrava essere stata deputata la competenza di inasprire le misure di sicurezza varate dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, fino ad arrivare a concedere loro la possibilità di prendere provvedimenti che potessero disporre la chiusura di strade e piazze delle città. L’Associazione Nazionale Comuni Italiani (ANCI) aveva parlato di “scaricabarile” da parte del governo, vista la forte responsabilità che avrebbe gravato sulle spalle degli amministratori, e di un provvedimento che sembrava decentrare eccessivamente la responsabilità del controllo della diffusione del contagio da Coronavirus. Il Viminale ha poi specificato come le decisioni in merito non spettino ai sindaci: l’articolo 1 del DPCM è stato “smussato”, come ha comunicato il Ministro degli Affari Regionali Francesco Boccia e la palla è stata passata ai prefetti e ai comitati per l’ordine e la sicurezza pubblica.

Ne ha parlato, ai microfoni di Radio C1 inBlu, anche il sindaco di Camerino Sandro Sborgia: “In situazioni di potenziale pericolo per la cittadinanza, con assembramenti o episodi che possano favorire la diffusione del contagio, il comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica avrà la possibilità di inasprire le misure fino ad arrivare alla chiusura di piazze e strade. Sono argomenti che saranno trattati in seno al comitato, che avrà quindi il compito di adeguare le misure alle specifiche situazioni che avvengono in quei momenti e in quei luoghi. È chiaro che per i sindaci sarebbe stata una grande responsabilità, ma non avremmo parlato solo di prendere una decisione grave, ma di avere poi la forza di renderla efficace e di farla rispettare: non è detto che i comuni abbiano a disposizione gli strumenti per farlo. Se non li hanno il provvedimento diventa fine a sé stesso. Il problema sull’osservanza della misura sarà garantito in questo modo non soltanto dalle forze del comune, ma anche da quelle della provincia”.

Red.
L’arresto di un cittadino della Guinea e l’obbligo di firma per due cittadini italiani e un bosniaco è il risultato di un’operazione congiunta di carabinieri e polizia per fermare la rete dello spaccio di droga tra Macerata e Tolentino.

L'attività di indagine è iniziata nel giorno di Pasqua quando a Tolentino Polizia e Carabinieri sono intervenuti per fermare due giovani in una strada del centro cittadino operando anche alcune perquisizioni.

In quell'occasione era stato denunciato un giovane poco più che ventenne, disoccupato e con precedenti di polizia, trovato in possesso di una pistola scacciacani cui era stato tolto il tappo rosso con un colpo a salve già in canna.

Ad aprile, invece, sempre a Tolentino i carabinieri del nucleo operativo avevano denunciato a piede libero un altro giovane poco più che ventenne, originario della Bosnia-Erzegovina che, durante un controllo, era stato trovato in possesso di alcune dosi di hashish.

Le indagini congiunte hanno portato alla scoperta della fonte di approvvigionamento della droga, un cittadino della Guinea, 24enne, residente a Macerata, personaggio molto noto alle Forze dell'Ordine.

La Procura della Repubblica di Macerata ha, così, ottenuto dal giudice per le indagini preliminari un'ordinanza di custodia cautelare in carcere per il cittadino della Guinea e di imposizione dell’obbligo di firma nei confronti degli altri correi. La notte tra sabato e domenica scorsa Polizia e Carabinieri hanno individuato i 4 giovani e hanno notificato loro le misure. Anche in quell'occasione non sono mancate le sorprese: il guineiano, infatti, è stato trovato in possesso di poco meno di 800 grammi di marijuana, un bilancino di precisionee materiale per il confezionamento oltre a 1150 euro provento dell'illecita attività di spaccio eseguita in breve tempo nel fine settimana. I 2 giovani italiani sono stati trovati in possesso di altre modiche quantità di hashish.

f.u.







Una nuova serie di ordinanze con deroghe importanti per quanto riguarda la ricostruzione pubblica nell’ottica della speditezza.
Questa la rassicurazione ricevuta dall’amministrazione comunale di Camerino nel corso di un incontro con il Commissario Straordinario Giovanni Legnini, cui hanno partecipato il sindaco Sandro Sborgia insieme alla Giunta e al gruppo di lavoro per la ricostruzione dopo la conferenza permanente e l'approvazione del progetto della nuova scuola Betti. "Abbiamo mostrato la bozza redatta del piano e Legnini stesso ha fatto i complimenti al lavoro svolto dal gruppo per la ricostruzione - spiega Luca Marassi, consigliere delegato alla ricostruzione - anche in relazione alle buone tempistiche con cui si è riusciti a redigerlo, all'approvazione di tutti gli aggregati, alla costituzione di quasi tutti i consorzi e al fatto che i primi di novembre si concluderà l'appalto per l'assegnazione dei piani attuativi delle perimetrazioni. Sono tutti passaggi che richiedono un grande e incessante lavoro, ma che siamo riusciti a fare  nonostante le problematiche causate dal Covid che di certo non semplificano il tutto. Ringrazio in particolare coloro che si stanno spendendo anche oltre l'orario di lavoro, in Comune, per riuscire a raggiungere passo dopo passo gli obiettivi. Nel corso dell'incontro - conclude Marassi - il commissario Legnini ci ha dato delle indicazioni e, alla luce del lavoro svolto, ha confermato la volontà di voler approvare una nuova serie di ordinanze con importanti deroghe per l'attuazione dei PSR e la ricostruzione pubblica. Quanto detto lascerebbe intendere davvero a un grande passo avanti per sbloccare diversi vincoli a cui, al momento dobbiamo sottostare".
Presentata ufficialmente la cerimonia di inaugurazione del nuovo Centro di raccolta Intercomunale realizzato nella zona industriale di Passo Sant’Angelo in Pontano e riservato al conferimento dei rifiuti da parte dei cittadini residenti nei Comuni di Gualdo, Penna San Giovanni, Monte San Martino e Sant’Angelo in Pontano.

All’incontro hanno partecipato, oltre al Direttore generale di Cosmarisrl Giuseppe Giampaoli, Vanda Broglia Sindaco di Sant’Angelo in Pontano, Giovanni Zavaglini Sindaco di Gualdo, Matteo Pompei Sindaco di Monte San Martino e Ruggero CutiniCalisti Consigliere di Penna San Giovanni.

Con questa inaugurazione – ha detto il Sindaco di S. Angelo in Pontano Broglia – apriamo e rendiamo fruibile questo nuovo centro di raccolta, un’opera realizzata in stretta sinergia tra quattro Comuni che sono stati duramente colpiti dal sisma e ora dal covid. Con questa isola ecologica si concretizza un progetto che ha visto collaborare quattro amministrazioni comunali e altrettanti uffici tecnici. Finalmente abbiamo un impianto di qualità, che risponde alle esigenze delle nostre Comunità e che sarà anche arricchito e completato da un Centro del Riuso. E’ dotato di tutte le ultime tecnologie come ad esempio il riciclo delle acque reflue con un impianto interno dedicato".

Il nuovo centro di raccolta sarà aperto agli utenti due giorni alla settimana, il mercoledì dalle ore 16.30 alle ore 19.00 e il sabato dalle ore 9.00 alle ore 12.30. E’ questa una prima sperimentazione e gli orari potranno variare in base alle richieste dei cittadini.

cosmari santangelo pontano presentazione centro raccolta


Giovanni Zavaglini Sindaco di Gualdo ha rivolto un plauso al Comune di Sant’Angelo per aver concluso i lavori in tempi brevi, malgrado le ben note difficoltà e ha sottolineato la collaborazione tra i Comuni che consente di avere un servizio importante per i cittadini e che finalmente supera la precarietà dovuta sopportare finora. Zavaglini ha anche rivolto un ringraziamento al Cosmari e al Direttore Giampaoliper la collaborazione e per l’attenzione riservata a tutti i Comuni. Dobbiamo proseguire su questa strada – ha detto – per realizzare altri progetti che riguardano anche altri settori, oltre quello ambientale, perché facendo rete si possono creare sinergie utili al territorio.

Matteo Pompei Sindaco di Monte San Martino ha ringraziato i colleghi Sindaci e il Cosmari. "Tutti insieme – ha affermato – lavorando e collaborando con identità di vedute possiamo fare e realizzare importanti progetti come questo del centro di raccolta che consente a noi tutti di perseguire una reale e concreta sostenibilità ambientale".

Infine il Direttore generale del Cosmari Giuseppe Giampaoli ha ricordato che il centro è stato fortemente voluto dai Sindaci che hanno lavorato insieme nell’interesse di tutti i cittadini.

"La nuova opera, funzionale e all’avanguardia, dotata anche di impianto di videosorveglianza, è stata in quota parte finanziata dalla Regione Marche, con una spesa totale di circa 480 mila euro a cui si affiancherà anche un Centro del Riuso che sarà particolarmente importante in una ottica di riutilizzo degli oggetti e quindi di diminuzione della produzione dei rifiuti. Il centro sarà gestito dal Cosmari e le spese di funzionamento sono ripartite tra i quattro comuni, come già deciso, in base al numero dei cittadini residenti. Si ricorda che potranno accedere i residenti dei quattro comuni. Gli utenti saranno controllati perevitare usi impropri. Si sta anche lavorando per favorire lo smaltimento di tutti quegli oggetti provenienti dagli edifici che dovranno essere abbattuti o che comunque dovranno essere ristrutturati a seguito del sisma. Con questa realizzazione di questo centro di raccolta – ha concluso Giampaoli - tutto il territorio provinciale di riferimento del Cosmari è coperto con impianti a norma e funzional".

f.u.

'Innamorati' del paese che hanno conosciuto dopo il sisma del 2016, due volontari della Protezione Civile hanno scelto San Ginesio per celebrare il loro matrimonio.
Il 10 ottobre, in una splendida giornata autunnale, si sono uniti in matrimonio, col rito civile, Lorella Guadagni e Renzo Guaita, indossando la divisa della Protezione Civile, nella cornice dell’Auditorium di Sant’Agostino che, dopo la messa in sicurezza per i danni del terremoto, è adibito a sede provvisoria della sezione antica della Pinacoteca Civica. La particolare cerimonia si è svolta nel segno della solidarietà e della gratitudine. Lorella e Renzo, persone generose,  di San Giorgio Bigarello (Mantova),  sono parte attiva del Club Virgiliano Protezione Civile di Mantova e sono venuti a San Ginesio, la prima volta, a fine settembre 2016, dopo la grande scossa del terremoto del 24 agosto, su invito e segnalazione di Luigi Marcone vice comandante della Polizia Locale di Mantova in servizio di vigilanza a San Ginesio, portando una discreta quantità di generi alimentari, di lunga conservazione, che furono depositati nelle sede municipale in attesa di essere consegnati agli aventi bisogno. In seguito alla grave situazione di zona rossa procurata dal terremoto il 30 ottobre 2016, il paese fu evacuato e i cittadini ospitati tutti all’Ostello. Il pranzo, ai tanti sfollati, fu servito con i generi alimentari donati dalla Protezione Civile di Mantova. Da allora Lorella e Renzo, insieme agli altri componenti della Protezione Civile di Mantova, tutte persone splendide che meritano gratitudine, hanno continuato i loro viaggi a San Ginesio e mai a mani vuote, consolidando e arricchendo la reciproca amicizia trasformatasi poi in amore per San Ginesio, i suoi cittadini, le sue istituzioni.

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Un’affezione particolare Lorella e Renzo, gli amici di Mantova, Luigi Marcone vice comandante Polizia Locale di Mantova l’hanno mantenuta, nel tempo, per la sua accoglienza e gratuita disponibilità, verso la dr.ssa Marisa Fagiani, allora vigilessa, oggi Comandante Ispettore Capo della Polizia Municipale di San Ginesio. Lorella e Renzo,  innamorati di San Ginesio, lo hanno scelto come  luogo del loro matrimonio e che fosse Marisa Fagiani l’ufficiale di stato civile a sposarli. Il loro desiderio si è avverato. Sono stati presenti alla cerimonia i parenti, gli amici e il sindaco di San Ginesio Giuliano Ciabocco, gli amici di Mantova. Al termine della cerimonia il sindaco ha salutato e ringraziato gli sposi e gli amici della Protezione Civile di Mantova per la solidarietà e l’aiuto offerti ai cittadini di San Ginesio e Marisa, felice e commossa, ha rivolto a Lorella e Renzo, come gioioso augurio, le parole della benedizione che gli Apache dedicano agli sposi: "Adesso non sentirete la pioggia,/poiché sarete riparo l’uno per l’altra./Adesso non sentirete più freddo,/poiché vi riscalderete l’un l’altra./Adesso non ci sarà più solitudine,/poiché sarete compagni l’un per l’altra./Adesso siete due persone,/ma c’è una sola vita davanti a voi./Che la bellezza vi circondi nel viaggio davanti e attraverso gli anni,/che la felicità diventi il vostro compagno fino al posto dove il fiume incontra il sole./E che i vostri giorni insieme siano buoni e lunghi su questa terra”. 


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A Paolo Renna, assessore alla sicurezza e al decoro urbano della città di Macerata, sta piacendo il comportamento dei cittadini durante la vita notturna. Soprattutto quella del giovedì, che richiama nelle strade della città molti studenti universitari.

La movida, che preoccupa il Governo e che è al centro delle misure restrittive varate dalla Presidenza del Consiglio, sembra sotto controllo a Renna, che si dice soddisfatto ai microfoni di Radio C1 inBlu: ”A Macerata siamo molto rispettosi delle regole che riguardano il distanziamento sociale, questo a dimostrazione che spesso il buon senso deve sapere precedere la norma”.

“In città io stesso ho potuto constatare, giovedì sera, come la stragrande maggioranza delle persone sia allineata alle restrizioni e indossi regolarmente la mascherina – prosegue l’assessore –. Questo è sintomo di come siamo capaci di sensibilizzare la comunità su un punto di fondamentale importanza come questo. Il mio ringraziamento e quello dell’amministrazione deve andare alla Polizia Locale che sta facendo un ottimo lavoro di controllo e prevenzione”.

Sulle restrizioni Renna continua: “Penso che il momento economico sia molto difficile. La strada deve continuare a essere questa: grande vigilanza, grande attenzione, ma buon senso per non fiaccare le attività economiche che stanno già soffrendo molto. Continuiamo a utilizzare mascherine e a rispettare la distanza, e ne usciremo con meno danni possibili”.

Red.
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