(intervista esclusiva ad Aldo Di Giacomo, segretario regionale del Sappe e la risposta del vice sindaco Pasqui)
Mentre Camerino sta vivendo momenti di apprensione per il suo tribunale, con tentativi disperati per evitarne la soppressione, un'altra tegola sta per abbattersi fragorosa sulla città ducale. Il nuovo carcere non si farà. Il grido di allarme viene lanciato da Aldo Di Giacomo, segretario regionale del Sappe, il sindacato autonomo di polizia penitenziaria. "Abbiamo avuto una riunione ad Ancona per l'ampliamento del carcere del Barcaglione – esordisce Di Giacomo – A margine di detta riunione il vice capo dipartimento, dott. Pagano, che rappresenta una delle massime cariche dell'amministrazione penitenziaria, ha esplicitamente parlato di un ripensamento circa la costruzione di un nuovo carcere a Camerino. Ciò semplicemente per un fatto di posizione, preferendo e consigliando quelle zone che hanno un più alto indice di criminalità". La notizia sta prendendo sempre maggiore consistenza, nonostante alcuni politici marchigiani sostengano il contrario, asserendo di aver ricevuto rassicurazioni in merito. Di Giacomo, al riguardo, si mostra scettico, manifestando forti perplessità per tale soluzione. "La costruzione di un carcere nuovo, in grado di ospitare oltre 400 detenuti – continua - dotato delle più moderne tecnologie sarebbe un vero fiore all'occhiello per la regione Marche e risolverebbe anche il problema sentito, soprattutto dai detenuti, del sovraffollamento. Impedire ciò mi sembra assolutamente assurdo". Sulla vicenda, dunque, si prospettano giorni densi anche di iniziative. Il Sappe delle Marche, infatti, sta organizzando per il 2 ottobre prossimo una manifestazione davanti al palazzo della regione Marche per chiedere l'aiuto del mondo della politica "che – si domanda provocatoriamente Di Giacomo – sembra disinteressarsi totalmente del danno economico che la mancata costruzione di una nuova struttura penitenziaria determinerebbe nel territorio di Camerino". Ulteriori iniziative sono in cantiere, quali una conferenza stampa a palazzo Bongiovanni, sede del comune camerte, e un'altra presso la sede del Senato con la prevista partecipazione di tutti i parlamentari eletti nelle Marche. Un momento difficile per l'amministrazione comunale camerte che vede sciogliersi come neve al sole quello che è stato un cavallo di battaglia della campagna elettorale? "L'unica nostra promessa – risponde il vice sindaco Gianluca Pasqui – è stata quella dell'impegno a lavorare in maniera forte e con grande credo per la realizzazione del nuovo carcere. Siamo riusciti ad arrivare ad un livello procedurale tale che mai aveva toccato Camerino, addirittura con l'approvazione del progetto. Manca soltanto la pubblicazione del bando per la gara, che è pronta nelle sue formalità. Per quanto riguarda la dichiarazione di Di Giacomo, con cui ho anche parlato a lungo, non sono più di tanto allarmato. Sono consapevole delle grandi difficoltà esistenti per portare il carcere a Camerino, ma sono anche confortato dalle rassicurazioni fatte anche al senatore Piscitelli da funzionari dell'amministrazione. In proposito non esistono ancora dichiarazioni ufficiali, anche se mi sono premunito di ottenere un colloquio con il vice capo dipartimento Pagano. Continuerò sicuramente a lavorare per il carcere che, voglio ancora ricordarlo, non è un qualcosa che appartiene al sindaco, a Pasqui o all'amministrazione, ma alla città di Camerin o e al suo comprensorio. Per questo mi auspico e sollecito l'interesse, la partecipazione e l'incoraggiamento da parte di tutti".