Si deve dire la verità al malato?!?

Venerdì, 11 Aprile 2008 02:00 | Letto 6441 volte   Clicca per ascolare il testo Si deve dire la verità al malato?!? “Si deve dire la verità al malato?” - E' questo il titolo del seminario che si è svolto all'ospedale di Camerino, con medici e personale infermieristico ed a cui ha partecipato anche l'Arcivescovo di Camerino, Francesco Giovanni Brugnaro. Circa due ore di dibattito interattivo, che ha toccato temi certamente sensibili e che, alla fine, sembra aver offerto un'unica conclusione: “La dignità del malato dev'essere al centro di ogni scelta”. In sostanza, dunque, sia nella decisione di informare perfettamente il malato del proprio destino, anche quando è nefasto, sia nel caso contrario, la scelta dovrebbe essere determinata da un rapporto di natura umana tra medico e paziente. A spiegare il significato di tale conclusione è stato il primario della Chirurgia dell'Ospedale di Camerino, Gianbattista Catalini (nella foto insieme a mons. Bugnaro): “Oggi – ha dichiarato – il medico è costretto a turni di lavoro che sovente fanno passare in secondo piano il rapporto con il paziente. Ma la dignità del malato, soprattutto in realtà numericamente piccole come la nostra, non può essere solo un parametro”. Ed è proprio di dignità e sensibilizzazione alla base della scelta da compiere che ha parlato anche l'arcivescovo di Camerino, Francesco Giovanni Brugnaro. “Nel corso del dibattito – ha spiegato – abbiamo evidenziato insieme gli aspetti di una domanda di non certo facile soluzione, come quella se dire o meno la verità al malato soprattutto quando la verità è dura da accettare. Probabilmente è una domanda che non trova risposta senza un rapporto umano reale tra medico e paziente, perchè non si può prescindere dalla personalità che si ha davanti. L'appello che ho lanciato è quello di sensibilizzare anche ciò che sta intorno al malato, come la famiglia. Un malato che sente una piccola comunità stretta intorno non rimane solo”. Il prossimo appuntamento, ora, è fissato per il mese di maggio, quando insieme al dottor Marco Chiarello, primario del reparto di rianimazione e terapia intensiva si affronterà il tema dell'accanimento terapeutico.

“Si deve dire la verità al malato?” - E' questo il titolo del seminario che si è svolto all'ospedale di Camerino, con medici e personale infermieristico ed a cui ha partecipato anche l'Arcivescovo di Camerino, Francesco Giovanni Brugnaro. Circa due ore di dibattito interattivo, che ha toccato temi certamente sensibili e che, alla fine, sembra aver offerto un'unica conclusione: “La dignità del malato dev'essere al centro di ogni scelta”. In sostanza, dunque, sia nella decisione di informare perfettamente il malato del proprio destino, anche quando è nefasto, sia nel caso contrario, la scelta dovrebbe essere determinata da un rapporto di natura umana tra medico e paziente. A spiegare il significato di tale conclusione è stato il primario della Chirurgia dell'Ospedale di Camerino, Gianbattista Catalini (nella foto insieme a mons. Bugnaro): “Oggi – ha dichiarato – il medico è costretto a turni di lavoro che sovente fanno passare in secondo piano il rapporto con il paziente. Ma la dignità del malato, soprattutto in realtà numericamente piccole come la nostra, non può essere solo un parametro”.

Ed è proprio di dignità e sensibilizzazione alla base della scelta da compiere che ha parlato anche l'arcivescovo di Camerino, Francesco Giovanni Brugnaro. “Nel corso del dibattito – ha spiegato – abbiamo evidenziato insieme gli aspetti di una domanda di non certo facile soluzione, come quella se dire o meno la verità al malato soprattutto quando la verità è dura da accettare. Probabilmente è una domanda che non trova risposta senza un rapporto umano reale tra medico e paziente, perchè non si può prescindere dalla personalità che si ha davanti. L'appello che ho lanciato è quello di sensibilizzare anche ciò che sta intorno al malato, come la famiglia. Un malato che sente una piccola comunità stretta intorno non rimane solo”.

Il prossimo appuntamento, ora, è fissato per il mese di maggio, quando insieme al dottor Marco Chiarello, primario del reparto di rianimazione e terapia intensiva si affronterà il tema dell'accanimento terapeutico.

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