Le muffe nelle Sae, potenzialmente pericolose per la salute. L’opinione dell’esperto

22 Mar 2019
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Sarebbero pericolose per la salute le muffe che si riproducono all’interno delle Sae. A dirlo è il dottore di ricerca Valentino Palpacelli in un documento in cui spiega le caratteristiche del tipo di muffa che sta interessando moltissime casette dei terremotati.

“Le Aspergillus Flavsu e le Aspergillus niger - scrive - sono le muffe evidenziate all’interno delle abitazioni danneggiate da umidità ubicate nelle zone del sisma 2016. Sono specie di funghi che si riscontrano facilmente nell’ambiente. È stato stimato che circa il 40 per cento di Aspergillus flavus producono aflatossine, Sostanze non propriamente innocue. Per quanto riguarda Aspergillus Niger, questo fungo ha la capacità di produrre due micotossine potenzialmente cancerogene. Varie ricerche - aggiunge - hanno dimostrato che  persone che hanno vissuto per tempi piu o meno lunghi in ambienti contaminati da muffe hanno contratto poi varie malattie”. Nel documento di Palpacelli si riportano anche i risultati di alcune ricerche presentate ad un convegno internazionale sulle muffe e le micotossine e infine suggerisce di prendere provvedimenti togliendo la causa del prolificare della muffa e purificare l’aria. 

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Furgone contro moto, interviene l'eliambulanza

22 Mar 2019
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Uno scontro tremendo quello verificatosi nel territorio di Trodica di Morrovalle, in località Sarrocciano nei pressi del distributore di metano. Per cause in corso di accertamento al vaglio dei carabinieri un motociclista si è scontrato con un furgone che viaggiava in senso opposto. Ad avere la peggio il centauro che è stato traportato in eliambulanza all'ospedale regionale di Torrette. Sul posto, oltre ai sanitari del 118, i carabinieri per ricostruire la dinamica dell'accaduto.

Fanelli: "Chi non decide non amministra. Bisogna uscire dalle perimetrazioni"

22 Mar 2019
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Chi non decide non amministra, personalmente avrei tolto le perimetrazioni già da tempo.

Siamo al solito scaricabarile, o meglio non il solito, perché stavolta la responsabilità di decidere sulle perimetrazioni viene scaricata direttamente sui miei concittadini.

L’ultima surreale proposta del Sindaco uscente Pasqui è infatti quella di indire una sorta di referendum per decidere Perimetrazioni SI o Perimetrazioni NO nel centro storico. In questo modo così non si assume alcuna responsabilità.

La cosa più triste è che ciò denota che questa amministrazione, a distanza di due anni e mezzo, non ha ancora un’idea di cosa fare della città di Camerino. In sostanza non c’è nessuna idea progettuale.

Se ci fosse, oggi si avrebbe ben chiaro le aree da perimetrare e quelle dove invece i lavori possono essere fatti partire subito.

Ora, dopo che per due anni è stato tenuto tutto nascosto nei cassetti, dopo il rifiuto a fornire i documenti sulle perimetrazioni ai comitati cittadini, dopo che per scelta non si è mai discusso in consiglio comunale di perimetrazioni; improvvisamente, viene in mente di trascinare i cittadini in questo referendum o consultazione, che avrebbe il solo scopo di sgravare l’amministrazione da ogni responsabilità.

Cittadini, fino ad oggi mai considerati nelle scelte, tenuti all’oscuro di tutto ora dovrebbero decidere su un argomento estremamente tecnico, per valutare il quale si dovrebbero conoscere diverse ordinanze commissariali nonché le relazioni di quest’ultime con le norme sull’edilizia, dove si intrecciano i livelli di danno (L1, L2 etc.) con l’adeguamento sismico piuttosto che il miglioramento sismico ed i relativi finanziamenti.

Io reputo questa proposta l’ennesima presa in giro per i già vessati cittadini di Camerino che attendono da mesi e mesi di avere notizie certe sui progetti per la città e sull’annoso problema delle messe in sicurezza, che ormai appare chiaro, non saranno mai completate.

Io la mia idea la dico chiara, senza avere paura. Bisogna uscire dalle perimetrazioni, ora e cominciare subito i lavori. Dopo aver atteso inutilmente due anni e mezzo non si può più parlare di condivisione delle scelte e di coinvolgimento della popolazione, andava fatto prima casomai, ora si deve solo agire; la città rischia di morire perché sta morendo la speranza.

Bisogna uscire dalle perimetrazioni e riservare quest’ultimo strumento solo alle piccole zone che devono essere stravolte urbanisticamente. Per individuare queste zone basta un’idea progettuale che purtroppo l’amministrazione ad oggi ancora non ha.

A proposito il piano Cucinella che fine ha fatto? Né è stata pubblicata solo una parte, ed il resto?

Stesso discorso vale anche per le frazioni: ne vanno perimetrate solo alcune e solo le aree strettamente necessarie e oggetto di sconvolgimenti a livello urbanistico.

Il Comune di Camerino, al contrario, ha chiesto la perimetrazione di ben 25 frazioni, per fortuna molte già stralciate dall’USR. Contrariamente a quanto pensavano i nostri amministratori infatti non si possono prendere finanziamenti tout court dalle perimetrazioni per i condotti fognari, per cui perimetrare le frazioni non fa che ingessare i lavori ed allungare notevolmente i tempi di intervento.

Marco Fanelli

Il Palasport di Sarnano intitolato ad Ermenegildo Piergentili

22 Mar 2019
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Sarà intitolato ad Ermenegildo Pieregentili, colui che 30 anni fa ebbe la lungimiranza di realizzare la struttura, il restaurato Palazzetto dello sport di Sarnano. Ad annunciarlo il sindaco della città termale Franco Ceregioli unitamente alla notizia dell'inizio dei lavori di manutenzione straordinaria e riqualificazione. Un intervento da 275mila euro (in parte finanziati con fondi ottenuti con bando regionale) grazie al quale il palasport sarà rinnovato anche allo scopo di renderlo maggiormente funzionale. Tra gli interventi previsti, anche la posa del parquet sul campo di gioco insostituzione dell'attuale fondo in cemento, così da permettere, oltre ad una migliore fruibilità, anche la possibilità di ospitare la preparazione di squadre di basket e volley di alto livello.

Giovani della Lega Macerata in assemblea a Morro di Camerino

22 Mar 2019
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A Morro di Camerino I giovani della Lega della provincia di Macerata si incontrano per la prima volta in assemblea pubblica. L’evento, che avrà luogo nella serata di questo venerdì 22 marzo, vedrà tra gli altri la presenza, oltre che del Responsabile Lega Giovani Macerata, Corrado Remigi, anche dell’onorevole Andrea Crippa, Coordinatore federale Lega Giovani, del senatore Giuliano Pazzaglini, degli onorevoli Riccaro Augusto Marchetti, Tullio Patassini, Giorgia Latini.

Rogo in un’azienda di rifiuti

22 Mar 2019
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Fiamme ieri sera alla Smorlesi, un’azienda di rifiuti di Casette Verdini, Pollenza. Le fiamme sono divampate intorno alle 19:15. Sul posto sono immediatamente intervenuti i vigili del fuoco che sono riusciti subito a spegnere il rogo. È intervenuto anche il 118 per soccorrere possibili intossicati ma per fortuna non ci sono state persone coinvolte. Le fiamme pare si siano sprigionate da alcune balle di cartone ma non si sarebbero propagate all’interno dell’impianoto. 

Sul posto anche i Carabinieri per i rilievi del caso.

Inseguito da un cinghiale in centro città

22 Mar 2019
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Uomo inseguito da un cinghiale. Tanta paura ma riesce a scappare. È successo a Fabriano un paio di sere fa, un uomo si trovava in via Del Molino, in centro, vicino all’ospedale. Un cinghiale femmina che stava vicino ad un cespuglio ha inseguito l’uomo che stava tornando a casa a piedi. Vicino c’erano anche tre cuccioli. Mamma cinnghiale ha iniziato a muoversi verso il residente che ha iniziato a correre con un bastone e urlando per attirare l’attenzione degli abitanti della zona. Poi il cinghiale ha smesso di seguirlo. Probabilmente voleva solo difendere i suoi cuccioli. Non è la prima volta che ungulati si avvicinano alle abitazioni di Fabriano, gli avvistamenti sono numerosi in diverse zone della citt sia centrali che periferiche. 

Presentata a Tolentino "Tratti del crea-tere"

21 Mar 2019
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L'emozione di rivedere i teatri storici del territorio danneggiati dal sisma ospitare ancora un attore.

È quella che trasmette la docu-fiction "Tratti del crea-tere" presentata questo pomeriggio al Politeama di Tolentino.

Un video presentato da Teatro Valmisa con l'Unione Montana dei Monti Azzurri dove i giovani attori Mirco Abbruzzetti, Iacopo Cicconofri e Rebecca Liberati fanno rivivere i palcoscenici coperti dalla polvere delle macerie, in attesa di essere riaperti e restituiti alla città.

Un viaggio tra i teatri di Caldarola, Sarnano, San Ginesio, Sant'Angelo e Monte San Martino con le testimonianze degli operatori culturali dei Monti Azzurri che si alternano ai monologhi di tre attori che si aggirano come fantasmi sui palcoscenici vuoti e polverosi dei teatri inagibili, ma pur sempre carica di quella emozione che solo chi fa, vede e ama il teatro sa cogliere.

Con le loro parole disegnano quei tratti di resilienza e ingegno che caratterizzano l'essere umano davanti alle difficoltà. 

L'argomento sarà approfondito con le interviste nella edizione della prossima settimana de L'Appennino Camerte.

GS

Campagna di ascolto della Cisl. L’ennesimo grido dei sindaci “Servono cambiamenti”

21 Mar 2019
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Serve un cambiamento decisivo, qualcosa che possa rappresentare la svolta per quei comuni paralizzati da ormai due anni e mezzo di nulla cosmico che ha prodotto l’impianto normativo post-sisma 2016.

È divenuta ormai una litania eppure i sindaci sono costretti ancora a ripeterla: “Serve un cambiamento, serve un cambio di marcia”.

Alcuni primi cittadini si sono confrontati oggi pomeriggio a Caldarola nel corso dell’incontro organizzato dalla Cisl dopo la campagna di ascolto delle comunità nei luoghi del sisma. Campagna dalla quale sono emersi dati impietosi sulla rassegnazione e la sfiducia dei cittadini del cratere.

“Per il futuro - ha esordito Mauro Falcucci, sindaco di Castelsantangelo sul Nera - servono certezze, cioè delle norme. E soprattutto serve tutta una serie di agevolazioni altrimenti sulle nostre montagne sarà inutile ricostruire. Ad oggi le aree interne sono state completamente dimenticate e la politica deve scegliere una volta per tutte se vuole far vivere le montagne oppure no. Se sì, servono delle norme ad hoc e allora varrà la pena aspettare”.

Per il padrone di casa, Luca Maria Giuseppetti, “serve che qualcuno dimostri che l’aria è cambiata. Stiamo andando avanti senza una legge speciale e noi sindaci ci stiamo finendo il fegato perché noi possiamo fare ben poco. Quel che è certo è che non si possono curare tutti i mali con la stessa medicina”.

Più forte lo sfogo di Gianluca Pasqui, di Camerino che da tempo porta avanti l’idea di trovare soluzioni specifiche per i comuni il cui tessuto socio-economico sia stato distrutto dal sisma: “Sono tre anni che non facciamo che parlare ed è praticamente l’unica cosa che possiamo fare. Con l’impianto normativo che abbiamo - ha detto - i tempi della ricostruzione non saranno celeri. A monte le cose non funzionano pertanto o avviene un cambiamento importante oppure - ha ironizzato rivolto al commissario Farabollini - mi dovrete insegnare come potrò avere una ricostruzione fattiva”.

Giuseppe Pezzanesi, primo cittadino di Tolentino, ha sottolineato da parte sua l’importanza di non suddividere il cratere ma di restare uniti, ponendo poi due quesiti importanti ai fini della ricostruzione: “Ci sono i soldi? È una domanda lecita che di dobbiamo porre. Poi ci sono altri due problemi, uno normativo e uno delegativo. Il governo ci ha messo ben 7 mesi per permettermi di realizzare le case in contrada La Rancia con lo stesso procedimento delle Sae. È incredibile. La politica deve cambiare le norme che non vanno”.

Diverso il caso di Rosa Piermattei, sindaco di San Severino, comune colpito dal terremoto fortemente, ma non nel centro storico. Le scosse hanno colpito per lo più le zone esterne: “la modalità con cui siamo stati colpiti dal sisma ci ha permesso di andare avanti e continuare a vivere. Vorremmo andare veloci nella ricostruzione leggera e mi chiedo però come mai on venano presentati i progetti. Serve scandire i tempi e snellire anche i procedimenti per la ricostruzione pesante”.

A chiudere sono stati i sindaci Roberto Paoloni e Silvia Pinzi, rispettivamente di Belforte e Serrapetrona.

“Tutto l’impianto normativo - ha detto il primo - ha esautorato i nostri poteri. Così non funziona più. Per la paura delle infiltrazioni mafiose c’è stata una mancanza di fiducia vera e propria. Qualora si decidesse ora di lasciare più potere ai sindaci abbiamo bisogno di risorse e norme e soprattuto che ci si fidi di noi, dei cittadini, dei sindacati e di chi si impegna per il territorio”.

Gaia Gennaretti

Terremotati rassegnati. Farabollini: "Stiamo lavorando per cambiare le cose"

21 Mar 2019
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Un incontro non senza polemiche, soprattutto dopo l’intervento del commissario Farabollini, quello che si è svolto oggi pomeriggio a Caldarola, organizzato dalla Cisl per presentare i risultati della campagna di ascolto dei cittadini terremotati. 

Tremila quelli a cui è stato sottoposto un questionario da cui sono emersi dati non certo positivi ma un sentimento di sfiducia e incertezza.

A parlarne Sauro Rossi, segretario generale Cisl, Rocco Gravina di Cisl Tolentino, Marco Ferracuti segretario regionale del sindacato, Cesare Spuri, direttore dell’ufficio speciale ricostruzione e Valerio Valeriani, coordinatore ambiti sociali 16,17 e 18.

Insieme a loro, hanno espresso il loro punto di vista alcuni sindaci: Giuseppe Pezzanesi di Tolentino, Luca Maria Giuseppetti di Caldarola, Gianluca Pasqui di Camerino, Rosa Piermattei di San Severino, Mauro Falcucci di Castelsantangelo sul Nera, Roberto Paoloni di Belforte e Silvia Pinzi di Serrapetrona.

Presenti fra gli altri anche il commissario straordinario Piero Farabollini e l’assessore regionale Angelo Sciapichetti.

“Dobbiamo partire dall’ascolto del territorio - ha affermato Rossi - per valutare gli interventi, dare sostegno alle necessità dei cittadini ma soprattutto per condividere con loro un’idea di futuro. Altrimenti non è possibile ricostruire le comunità. Questa campagna di ascolto ci ha permesso di raccogliere tanti elementi che utilizzeremo nel confronto con le amministrazioni, Regione e Commissario per dare una prospettiva concreta al rilancio di questi territori”.

Nessuna novità rispetto a quanto è già noto da tempo. Nel questionario le persone hanno espresso il bisogno di partecipazione e coinvolgimento, ma anche di socialità. “I tempi della ricostruzione - ha spiegato Gravina - sono senz’altro la preoccupazione e l’incertezza più grande. Servono centri di aggregazione e servizi assistenziali e socio-sanitari”.

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La sfiducia è il sentimento che accomuna i cittadini del cratere e su questo punto si è soffermato Ferracuti: “La fiducia non si evoca ma si costruisce con atti concreti, quotidiani, che vanno nella direzione delle persone. Servono spazi di partecipazione dove i cittadini possano esprimere la loro opinione e fare richieste. La discussione sul rilancio deve prevedere dei tavoli territoriali di partecipazione dove almeno le parti sociali possano individuare insieme progetti di sviluppo. Gli abitanti devono essere protagonisti del futuro di queste terre”.

A Cesare Spuri il compito di fare il punto sull’andamento della ricostruzione privata fra tempi lunghi e iter burocratici al limite della sostenibilità: “I tempi non sono quelli dell’immediatezza perché in tutte le procedure della ricostruzione la trasparenza e la sicurezza sono parole d’ordine che vengono coniugate con tante attenzioni. Cosa si può fare? Si deve trovare quell’equilibrio tra le esigenze di legalità e l’umana necessità di ritornare a casa. Spero che questa operazioni a breve arrivi a un capolinea e si trovi una strada da prendere. Nelle Marche - aggiunge - a dispetto del 45 per cento di personale in meno che abbiamo rispetto a quello che ci doveva essere assegnato, abbiamo circa 4mila pratiche depositate all’Usr. Ne sono state decretate circa 2mila, le altre sono in lavorazione di cui un 60 per cento è fermo nei Comuni per il via libera (sanatorie, condoni, piani particolareggiati, e altro). La macchina lavora, una struttura che in un anno e mezzo eroga 300milioni di euro di contributi non si può dire che non lavori. Poi bisogna raffrontarlo con tutto ciò che c’è da fare senza mai dimenticare però - sottolinea - che la filiera non è solo riferita alla parte pubblica, ma inizia prima: da chi deve cercare i tecnici e dai tecnici che devono fare i progetti e io ho la sensazione che sia chi deve iniziare e sia chi deve realizzare siano già in grave affanno perché a noi arrivano circa 50 progetti a settimana che sono più o meno quelli che decretiamo. Non siamo affogati dai progetti, arrivano in numero abbastanza limitato il che significa che un po’ tutto il percorso è sotto sforzo”.

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Il Commissario Farabollini ha ammesso che quanto è stato fatto fin ora può non essere stato percepito ma ha parlato di segnali positivi nel coinvolgimento dei territori, nella questione delle anticipazioni ai professioni e non solo: “Per la ricostruzione leggera c’è la volontà dei comuni di essere i reali artefici. Noi ci stiamo attivando per poter dare forze, competenze, e organizzazione per procedere in questa direzione. Analogamente si ragionerà per i danni pesanti. Ovviamente sono azioni che richiedono coordinamento e compartecipazione di tutti. Noi metteremo a disposizione competenze, risorse e forze. Questo permetterà una velocizzazione. Si sta lavorando per l’anticipazione delle prestazioni professionali del 50 per cento e stiamo ragionando sulle modalità con cui erogarle. Inoltre stiamo lavorando per trovare il giusto coinvolgimento di tutte le parti per quanto riguarda il durc di congruità”.

Gaia Gennaretti

Da 8 diversi Paesi, gli studenti Erasmus accolti al "Welcome Day Unicam"

21 Mar 2019
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All’Università di Camerino si è tenuto il tradizionale “Welcome Day “ per gli studenti stranieri arrivati in città grazie al programma Erasmus Plus. Provenienti da Brasile, Iran, Albania, Kazakistan, Francia, Lituania, Romania, Danimarca, gli studenti Erasmus che hanno scelto di vivere questa esperienza di studio ad Unicam per trascorrere il secondo semestre accademico 2018/2019. A dare loro il benvenuto,   il Delegato per la mobilità internazionale prof. Renato De Leone che ha accolto gli studenti nell’aula della Scuola di Giurisprudenza. I giovani hanno poi ricevuto una panoramica delle attività di mobilità internazionale Erasmus in Ateneo, sugli altri servizi a disposizione degli studenti stranieri e sul programma di attività sociali, culturali organizzate in collaborazione con le associazioni studentesche Esn, senza dimenticare il variegato ventaglio delle attività sportive offerte dagli impianti del CUS Camerino in località Le Calvie. Entusiasmo e viva partecipazione al “Welcome day”, concluso da un cocktail benaugurante, in quello che è il primo approccio con un ateneo che aspira ad aumentare sempre più la sua dimensione internazionale.

“ L’internazionalizzazione- ha dichiarato il rettore Claudio Pettinari- è una delle cose a cui io tengo di più e sulle quali mi sono impegnato per tanto tempo. Per un ateneo come il nostro, credo che questo sia un’ aspetto di fondamentale importanza perché ci permette di tenere contatti con realtà europee e non, partecipando con loro a progetti di formazione e ricerca significativi. Grazie al progetto Erasmus abbiamo già accolto e continuiamo a dare il benvenuto ad un bel numero di studenti europei, senza contare che attraverso programmi finanziati autonomamente,  un altro numero consistente di studenti internazionali stanno vivendo  un’esperienza particolare in Unicam. Queste relazioni che si intrecciano con i nostri studenti italiani, mostrano come lo studio, la formazione, lo sport, la ricerca, la cultura e le attività extracurriculari, siano un veicolo importante per l’integrazione dei popoli”.

C.C.

 

Ospedale. Pasqui in Regione: "Rassicurazioni importanti che dovranno essere seguite da fatti"

21 Mar 2019
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Si è svolto questa mattina nella sede della Regione Marche a Palazzo Raffaello l'incontro sulla situazione dell'ospedale di Camerino. Il presidente Luca Ceriscioli e l'assessore Angelo Sciapichetti, insieme ai dirigenti Asur Marini, Storti, Gigliucci e Maccioni, hanno ricevuto il sindaco di Camerino, Gianluca Pasqui, e il presidente dell'Unione montana, Alessandro Gentilucci.

“Abbiamo ottenuto importanti rassicurazioni – ha affermato il primo cittadino camerte – sul futuro del nostro ospedale e, soprattutto, sul potenziamento del personale in seno ai reparti. Tutto ciò sarà comunque ribadito dallo stesso presidente nel corso della visita alla struttura sanitaria camerte, prevista per il prossimo 29 marzo. Non si terrà, quindi, l'incontro in Comune del 26, ma ci si è accordati per il giorno 29 direttamente all'ospedale dove visiteremo reparto per reparto per un ulteriore confronto con gli addetti ai lavori. Se da un lato la riunione di questa mattina ha fornito importanti rassicurazioni, dall'altro non posso comunque ritenermi pienamente soddisfatto poiché insistono dei problemi oggettivi relativi al nostro ospedale che dovranno essere risolti con tempi rapidi e certi”. La soddisfazione del sindaco riguarda le parole del presidente Luca Ceriscioli che ha affermato: “L'ospedale di Camerino non è minimamente in discussione, sia per il presente, sia per il futuro. Nel nostro piano sanitario è chiaramente indicato che l'ospedale di Camerino è una DEA di primo livello e resterà una DEA di primo livello anche per i prossimi anni. Nessuno ha intenzione di chiudere o ridimensionare un presidio di montagna che è strategico e fondamentale per tutto il territorio”. Rassicurazioni importanti, quindi, che però, dovranno essere seguite dai fatti. La Regione si sta adoperando in questo senso, come ha affermato il direttore generale Marini: “Siamo ben consapevoli dei problemi relativi alla carenza di personale e già da tempo ci siamo dati da fare per risolverli, ma la questione è più complessa di come viene rappresentata La Regione Marche ha già esperito tutte le graduatorie in essere, sia per il tempo determinato che per quello indeterminato, e non ci sono medici disposti, per varie ragioni, a prendere servizio a Camerino. Non a caso la Regione ha già provveduto alla pubblicazione di nuovi bandi per la copertura dei posti rimasti scoperti, a tempo indeterminato, attraverso specifici concorsi. Le date esatte e tempi più certi saranno resi noti nel corso dell'incontro concordato con il sindaco per il prossimo 29 marzo presso l'ospedale di Camerino”.

Interdittiva antimafia per la ditta Piccolo. Sospesi i cantieri di Tolentino e Valfornace

21 Mar 2019
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Ombre nei cantieri della Ricostruzione post sisma. Sospesi i lavori dei cantieri della Basilica di San Nicola di Tolentino e quelli di un'opera pubblica nel comune di Valfornace. La Prefettura di Caserta ha emesso un' interdittiva antimafia nei confronti della ditta Eni s.r.l che, avendo effettuato il maggior ribasso, era risultata aggiudicataria. Secondo quanto riferito da Cgil, manca la certificazione antimafia dell'azienda ( che evidentemente non ha niente a che vedere con Eni S,P.A), attiva nei due cantieri grazie ad una semplice autocertificazione. Già negli ultimi mesi  Cgil Macerata  aveva denunciato anomalie, segnalando più volte la presenza di un quadro preoccupante, oggi purtroppo confermato. 

"E' dal novembre 2017 che stiamo denunciando gravi irregolarità nei cantieri delle Sae e in quelli  della ricostruzione - afferma Daniel Taddei, segretario generale della CGIl MacerataL' interdittiva della Prefettura di Caserta è l'ennesima conferma che il sistema non funziona. Già in precedenza un'altra ditta che faceva capo a Salvatore Piccolo aveva  lavorato nei cantieri delle Sae  e- continua Taddei-  anche in quel caso gli operai avevano denunciato che a dirigere i lavori in realtà non era Salvatore Piccolo, titolare dell'impresa, ma il fratello Raffaele,attualmente imputato per turbativa d'asta, appalti pilotati, corruzione e turbativa d'asta nell'inchiesta Nazionale denominata "The Queen istruita dalla Dda di Napoli. Il problema è che per gli appalti di Tolentino e Valfornace, le Amministrazioni comunali hanno proceduto correttamente e con una procedura ordinaria. La ditta in questione Eni s.r.l, dal dicembre 2017  aveva richiesto l'iscrizione alla 'White List' della Prefettura di Caserta e, solo ultimamente la stessa prefettura ha emesso l'interdittiva antimafia. Va anche detto - aggiunge Taddei - che un mese fa portammo a fare delle deposizioni 4 lavoratori che avevano lavorato sia su Tolentino che su Val Fornace con un'altra ditta, in regola con le certificazioni antimafia; gli operai affermavano che non era Salvatore Piccolo il vero gestore, bensì il fratello Raffaele, attualmente imputato in processo". Le indagini da parte della Procura di Macerata sono anche riferite ad un'altra ditta che ha lavorato nei cantieri delle SAE con tre persone sospettate  "La fase delle indagini preliminari per quanto riguarda quest''inchiesta è stata chiusa;  attualmente invece resta ancora aperta  l'inchiesta che riguarda una ditta che ha operato nei vari subappalti di Arcale e i cui i reati contestati sono intermediazione di manodopera, minacce, appropriazione indebita e, soprattutto il reato più grave, è quello di riciclaggio".

Secondo Cgil, con la bozza del Decreto sisma,i timori di infiltrazioni oltretutto potrebbero anche aumentare per il possibile allentamento dei controlli che potrebbe rendere più facile aggirare le normative antimafia. 

"La preoccupazione vera e propria riguarda proprio la ricostruzione - sottolinea Taddei-  perché da una parte non è ancora iniziata a regime e, dall'altra, se si pensa di farla partire allargando ancora di più le maglie e dando la possibilità a ditte irregolari di infiltrarsi nei subappalti o negli appalti stessi, il danno sarà gigantesco perché qui non parliamo di 'casette' che comunque gli sfollati hanno diritto ad averle a regola d'arte; qui  parliamo di ricostruzione vera e propria e di abitazioni che dovranno avere agibilità per poter sostenere una scossa, pari di magnitudo a quella che le ha  lesionate nell'ordine di un 6.5.  Si pensi- conclude Taddei-  che quella  parte che stiamo affrontando adesso, è una piccola goccia nel grande oceano del più grande cantiere d''Europa che sarà quello della Ricostruzione.  Il quadro normativo non può derogare ai controlli, non può aumentare la possibilità di fare appalti o procedure direttamente negoziate, perché questo non fa ache aumentare il rischio di corruzione e di logiche clientelari". 

C.C.

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