"Impariamo a dire grazie". L'arcivescovo Massara inizia la sua missione nella diocesi di Camerino - San Severino

21 Ott 2018
1422 volte

E’ arrivato con qualche minuto di anticipo rispetto al programma ufficiale davanti alla basilica di San Venanzio, dove erano state poste le reliquie del patrono di Camerino con le confraternite della città a fare da corona, mons. Francesco Massara che, accolto dal suo predecessore Francesco Giovanni Brugnaro, ha dato avvio con la preghiera davanti all’urna alla cerimonia di inizio del suo ministero episcopale nella diocesi camerte – settempedana. Quindi, scortato dai vigili del fuoco, l’arcivescovo ha visitato la basilica di San Venanzio, fermandosi “emozionato più che nel giorno della mia ordinazione – ha confessato mons. Massara – davanti alla statua argentea di san Venanzio, per poi proseguire verso la sede Contram, nel quartiere Le Mosse, dove si è svolto il momento ufficiale dei saluti con le autorità, presenti, oltre ai sindaci delle due città principali dell’arcidiocesi, Camerino e San Severino Marche, l’assessore regionale Angelo Sciapichetti, il prefetto di Macerata Iolanda Rolli, il rettore dell’università di Camerino Claudio Pettinari, i primi cittadini del territorio della diocesi.

sindaci

 

“Benvenuto don Franco – le parole di saluto del sindaco di Camerino Pasqui – Accogliere, un verbo meraviglioso che raccoglie diversi significati, ma che per noi oggi è difficile pronunciare. Perchè se è vero che l’accoglienza rientra nella nostra tradizione, nella nostra storia e nel nostro animo, è altrettanto vero che oggi, per questioni evidenti che sono sotto gli occhi di tutti, accoglienti non possiamo esserlo, almeno materialmente, visto lo stato dei nostri luoghi. L’animo, però, non tiene conto dei luoghi materiali e, quindi, il sentimento è quello della gioia per il suo arrivo tra noi e dell’apertura assoluta”.

“Carissimo don Franco – con tono confidenziale si è rivolta al nuovo arcivescovo il sindaco di San Severino Marche Rosa Piermattei – mi permetto di rivolgermi a lei in modo così informale perchè lei stesso si è rivolto a noi con semplicità, con un approccio umile ed empatico che ci ha sorpreso e ci ha aperto il cuore. Mi rivolgo a lei con profondo spirito di accoglienza e animo pieno di speranza nella certezza che saprà raccogliere al meglio il prestigioso testimone dell’opera del suo predecessore monsignor Francesco Giovanni Brugnaro. La nostra terra ha profonde radici cristiane, testimoniate da tantissimi segni della fede popolare, una fede semplice e radicata nel cuore della nostra gente. Gente laboriosa e schiva, gente determinata e profondamente innamorata di questi luoghi che anche lei, ne siamo certi, imparerà presto ad apprezzare”.

Non sono mancati, pur nell’ufficialità, “simpatici” fuori programma, come quando mons. Massara si è alzato per raccogliere fogli caduti a terra o per sistemare il microfono per permettere a tutti di ascoltare le parole che venivano pronunciate. Poi anche uno strappo al programma quando l’arcivescovo Massara ha preso la parola per rivolgere il suo primo saluto ai presenti. “Muovendo con emozione e trepidazione i primi passi in questa vostra terra ricca di arte, di storia e di fede – il saluto dell’arcivescovo Francesco – sento vivo nel mio cuore il bisogno di manifestare la mia più piena disponibilità a collaborare con voi per il bene comune dell’intero popolo a noi affidato”. Quindi il trasferimento processionale, con in testa gli arcivescovi Francesco Giovanni e Francesco all’auditorium Benedetto XIII, per l’occasione divenuto chiesa cattedrale, dove si è svolta la solenne concelebrazione, con la presenza del cardinale Edoardo Menichelli, di 12 vescovi e di circa 80 sacerdoti, di inizio del ministero episcopale di mons. Massara con il commovente momento della consegna, da parte di mons. Brugnaro, del pastorale al suo successore, ora ufficialmente arcivescovo e guida della diocesi di Camerino – San Severino Marche.

massara brugnaro

auditorium

Vocazione manifatturiera come modello da recuperare per il rilancio dell'Appennino

21 Ott 2018
430 volte

Due giornate di approfondimento, dedicate all’analisi del passato per interrogare sul rilancio e sullo sviluppo dell’Appennino centrale. Diviso in tre sessioni, il convegno interdisciplinare organizzato dall’università di Camerino, ha in particolare inteso focalizzare l’attenzione sulle manifatture di eccellenza che hanno reso ricco e vitale un territorio, oggi in profonda crisi, ma desideroso di rinascere. Scopo principale del focus, quello di approfondirne la conoscenza e nel contempo, promuovere iniziative concrete di rilancio. Dal convegno, che ha riconfermato la volontà di eleggere Camerino a sede di una riflessione interregionale, come snodo strategico, contributi di indagine del passato sono venuti, oltre che dai distretti marchigiani, dal versante umbro, laziale e abruzzese. Ne è venuta fuori l’immagine di una realtà dell’ Appennino centrale per nulla immobile, periferica, statica e povera, bensì dinamica, ricca e popolata. Un’ immagine del tutto diversa da quella di oggi e che alla fine, potrebbe portare a pensare che sia il posto sbagliato dove vivere, perché i terremoti lo rendono complicato o  per l’assenza di opportunità,  altrove presenti. Memoria storica per analizzare le possibilità di recupero di quello che ha funzionato nei secoli dal XIII al XX e che potrebbe essere recuperato; si è potuta ad esempio riscoprire la peculiarità dell’abitato di Pioraco, piccolo paese industrializzato disseminato di antiche gualchiere che la geo-archeologia, potrebbe aiutare a conoscere meglio. Il convegno ha anche offerto l’occasione per effettuare la visita guidata del Museo della Carta e Filigrana di Pioraco e dell’archivio di Stato di Camerino, dove la prof. Emanuela Di Stefano, ha rinvenuto il “Quinternus” del 1264, il più antico documento in carta bambagina delle Marche e uno dei più antichi dell’Europa occidentale.

Prima sessione cstorica convegno

“ Obiettivo della prima giornata storica- afferma la prof.ssa Di Stefano- è stato proprio quello di riflettere sul passato purtroppo dimenticato, ma che appartiene a questa nostra montagna e a tutto l’Appennino. La storia ci dice che, sotto il profilo delle attività economiche e delle Manifatture, anche Camerino ha avuto un passato importante. In questi luoghi esisteva una vera e propria propensione e vocazione alle Manifatture e alla mercatura, ed è quello che ha reso ricco il territorio di risorse, di materiale e di capitali e che- sottolinea- sono poi risultati investiti nel patrimonio artistico di cui la nostra montagna è dotata più di altre zone delle Marche. Abbiamo voluto riflettere su questo grande passato e, insieme agli studiosi, invitare anche il mondo politico, per comprendere insieme come questo territorio abbia avuto un passato così vitale. Oggi il tema centrale è quello della ricostruzione ma dobbiamo porci la domanda del cosa vogliamo ricostruire: il passato più recente in cui c'erano ormai segni del declino o, vogliamo tornare invece a quello che può essere definito un modello di sviluppo plurisecolare, fatto della compenetrazione tra manifatture, risorse ambientali (perché l'energia idrica era fondamentale) e di quel che proveniva anche dal bosco o dall'allevamento. A mio avviso- aggiunge - non ci può essere valorizzazione senza conoscenza; non ci può essere ricostruzione corretta ed efficace, senza conoscere l’identità di un territorio. Il nostro è un passato millenario; parliamo di un secolo intero in cui si può ascrivere che questo è il luogo della prima industrializzazione marchigiana. Una industrializzazione che, sia pure in forma sempre più esigua, si è mantenuta fino all’ 800 inoltrato. Fino a quell’epoca, dobbiamo ricordare che Camerino aveva ancora la produzione dei tessuti di seta e l’inversione è stata recentissima. Non possiamo dimenticarlo e, auspicare che una nuova inversione possa avvenire”. “ Appennino, ritorno al futuro, il tema della terza sessione che, attraverso i contributi dell’esperienza di successo degli imprenditori del territorio Nando Ottavi della Simonelli Group, Sandro Parcaroli, del gruppo Med Store e di Federico Maccari, dell’azienda Entroterra S.P.A titolare del Marchio La Pasta di Camerino, ha approfondito il ruolo della manifattura quale investimento strategico nazionale ed europeo. Imprese del territorio che hanno retto benissimo il contraccolpo della crisi e del terremoto, addirittura accrescendo il loro ruolo e la loro presenza sui mercati nazionali e internazionali.  Il discorso si è portato infine sulle progettualità e sulle possibilità di sviluppo e rilancio, grazie anche agli interventi del presidente di ISTAO Pietro Marcolini e del Segretario generale di Symbola Fabio Renzi. “ Proprio la giornata conclusiva- osserva Daniele Salvi ,Capo Gabinetto della Presidenza del Consiglio Regionale- ci ha consegnato la fiducia di un lavoro che sta andando avanti e che riguarda l’irrobustimento del sistema produttivo delle aree interne che è fatto di tante cose; c’è cultura, turismo, ambiente, agricoltura di qualità, artigianato artistico tipico tradizionale, produzioni manifatturiere e, se vogliamo irrobustire questa economia- continua Salvi- una leva importante diventa quella della manifattura sostenibile e culturale; una manifattura innovativa che non inquina, che sposa i contenuti delle tipicità ambientali del nostro territorio e che punta sull'innovazione tecnologica perché è quella che può dare occupazione di qualità, maggiore solidità, ricchezza e solidità produttiva per il territorio. Proprio gli imprenditori che stanno lavorando in questa direzione ce ne hanno dato la prova; hanno reagito in maniera eccezionale alla crisi; altre sfide possono nascere dal “Patto per la ricostruzione e lo sviluppo” su cui sta lavorando la Regione Marche ma, anche da un impegno nazionale a cui l’ente regionale chiamerà il governo, chiedendo che vi sia un intervento qualificato pubblico- privato a che grandi centri di studi nazionali possano fare di queste zone, un’ area di eccellenza di alta formazione, di ricerca e di innovazione, a supporto anche di un modo nuovo di fare impresa”.

Carla Campetella

22 nuclei camerinesi, tornano sotto un tetto. Messaggio di speranza dal nuovo arcivescovo

20 Ott 2018
1169 volte

A Camerino, sono state consegnate questa mattina le ultime casette. Quattordici a Cortine ampliamento e otto  nella frazione di Arcofiato, consentiranno ad altrettanti nuclei familiari di tornare ad una dimensione di vita più intima e serena. L'arrivo inaspettato dell'arcivescovo Francesco Massara nell'area Sae Le Cortine, ha impresso un significato ancora più bello alla piccola cerimonia del rientro a casa. Onorati e sorpresi nel ricevere una visita così gradita in un momento tanto importante per la comunità. lo stesso vicesindaco Roberto Lucarelli e il personale comunale. " Non era prevista la mia presenza - ha detto l'arcivescovo Massara- ma sono venuto davvero con grande gioia e piacere per salutare i miei primi parrocchiani. Ho voluto trasmettere loro il mio messaggio di speranza evangelica, affinché possano davvero andare avanti e che il Signore li aiuti a ritrovare il senso della famiglia, anche attraverso una piccola casa".  Alla vigilia della grande festa del suo ufficiale insediamento, l'arcivescovo ha voluto sottolineare lo spirito con cui affronta questa nuova esperienza: " Il camminare insieme è importante perchè ci aiutiamo l'un l'altro; nel confronto e nella collaborazione si costruisce sempre qualcosa di buono. Sarò il vescovo della strada; come ho sempredetto sin dal primo momento della mia nomina, continuerò a fare il parroco anche da vescovo, con la gente e tra la gente".

Consegna Sae Capitano

"Un passaggio significativo quello della consegna delle ultime SAE- ha detto il vicesindaco Roberto Lucarelli -La felicità è doppia perchè, oltre a questa tappa importante per la comunità, abbiamo avuto il piacere di accogliere l'arrivo a sorpresa del nuovo arcivescovo della diocesi di Camerino - San Severino Marche a. Un blitz inaspettato nei confronti del quale, non possiamo che esprimere profonda gratitudine e felicità. Con Cortine ampliamento e poi con l'area della frazione di Arcofiato,  segnale forte di un''amministrazione che tiene a preservare dall'abbandono tutte le sue zone - ha aggiunto-  chiudiamo un primo capitolo di emergenza che garantisce un tetto ai nostri cittadini, primo passo verso la chiusura di quel percorso di attività di gestione del tragico evento che ha colpito la città  e che ci vede impegnati quotidianamente".         

 

Carla Campetella

Consegna SAE Lucarelli vescovo

 Nella foto sotto, consegne ad Arcofiato

Arcofiato 1

Visita a sorpresa dell'arcivescovo Massara. " La porta del mio ufficio sarà sempre aperta "

20 Ott 2018
1054 volte
Una presenza importante per la consegna delle ultime casette, nelle aree delle Soluzioni Abitative d'Emergenza di Camerino.
Una bellissima sorpresa anche per lo stesso vicesindaco Lucarelli che si accingeva a consegnare le chiavi alle famiglie. Il nuovo arcivescovo Francesco Massara ha voluto andare a trovare i suoi primi parrocchiani, offrendo da subito il forte segno che vuole imprimere al suo ruolo di pastore della comunità.
Commossi gli stessi camerinesi, nel sentire parole così dirette e sentite, capaci di illuminare con la speranza, il peso di un duro percorso.
 
vescovo massara casette con don Roberto
 
Più tardi l' arcivescovo si è recato a portare un saluto agli imprenditori  riuniti per discutere di possibilità di sviluppo per le terre ferite, nell'occasione di un  convegno organizzato dall'università 
Ha invitato tutti a lavorare insieme, per ridare speranza al territorio, per ridare lavoro, che è l'unica cosa che da dignità all'uomo.
Ha  sottolineato che la diocesi è pronta a collaborare con enti e istituzioni, ha invitato tutti al suo insediamento e ha detto che la porta del suo ufficio sarà sempre aperta.
 
lucarelli consegna le chiavi
 
.
 
Carla Campetella

A San Severino operazione dei Carabinieri

20 Ott 2018
1288 volte

Operazione congiunta, ieri sera in piazza del Popolo, dei Carabinieri delle Compagnie di Tolentino e Camerino. Un vero e proprio controllo a tappeto che ha dapprima visto i militari occupati in due differenti posti di blocco, uno nei pressi della rotonda dell'ospedale e uno in località Taccoli. Un centinaio le auto fermate per circa 200 persone controllate. A due persone è stata ritirata la patente per guida in stato di ebrezza. Durante la serata i Carabinieri hanno poi beccato un giovane di 23 anni, di San Severino, in possesso di un grammo di cocaina che è stato deferito alla Prefettura di Macerata. I Carabinieri hanno poi provveduto al controllo di numerosi giovani che si trovavano in due dei cinque bar della piazza Del Popolo. Lo scopo in questo caso era verificare la presenza di pregiudicati all'interno dei locali ma l'esito è stato negativo. Simili attività sono state svolte, fra giovedì e ieri, in diversi Comuni della provincia di Macerata.

g.g.


(Servizio aggiornato alle 19:15)

Faggeta di Canfaito: sta per tornare lo spettacolo della natura

19 Ott 2018
940 volte

Luci e ombre, foschia e meravigliosi colori. Si sta preparando a dare il meglio di sé l’affascinante faggeta di Canfaito. Qui, a farla da padrone è la natura coi suoi faggi secolari che in questo periodo dell’anno si vestono di tante tonalità, dal giallo al rosso, dall’arancione e al marrone. Una tavolozza unica alle pendici del Monte San Vicino e vicini a un’altra gioiello unico, il borgo di Elcito, ultima frazione di San Severino (a 35 chilometri dal centro).

Questo luogo incantato si trova a mille metri di altitudine, all’interno della Riserva Naturale Regionale Monte San Vicino e Monte Canfaito. Da ogni angolo delle Marche (ma di recente non è raro incontrare turisti stranieri) provengono per fotografe, specie in autunno, gli alberi monumentali e il bosco. 

canfaito

Canfaito (dal latino “campum faitum”, campo di faggi), è la più grande concentrazioni di antichi faggi delle Marche, e vanta il più grande faggio della regione inserito fra i 300 alberi monumentali d’Italia, nell’omonima pubblicazione del Corpo Forestale. Non lontani da lui, due esemplari di poco più “giovani”. Si trovano lungo il “viale dei giganti”: due hanno oltrepassato i 500 anni, uno ne ha circa 400 e tutti gli altri non meno di 200. 

Per arrivare in questa oasi è possibile passare sia da Matelica che da San Severino e nel giro di pochissimi giorni il foliage raggiungerà l'apice massimo. 

g.g.

 

(Foto di oggi, 19 ottobre, senza post produzione)

Canfaito 2

Canfaito 3

Canfaito 4

Canfaito 5

Canfaito 6

Canfaito 7

Canfaito 8

Canfaito 9

Canfaito 10

 

 

Biblioteca del seminario, l'ultimo regalo dell'arcivescovo Brugnaro

19 Ott 2018
799 volte

Terminati i lavori dei locali destinati ad ospitare la biblioteca del Seminario Arcivescovile, con annesso l’archivio diocesano, dopo che il terremoto aveva danneggiato i vecchi locali. Una delle opere volute dall’arcivescovo Francesco Giovanni, che ha invitato alla breve cerimonia di inaugurazione anche i dirigenti scolastici “perchè – le parole dell’arcivescovo – ritengo importante insegnare ai nostri ragazzi quello che il passato ci ha donato e che, per noi, costituisce un presente meraviglioso e degno di essere tramandato. Presidi e professori dovrebbero essere dei grandi mediatori di cultura, aiutando i giovani a comprendere dove nasce e come si costruisce la storia”. Una data importante, dunque, che segna il recupero e la messa in sicurezza di un grande patrimonio culturale, come ha tenuto a sottolinerare il professor Luca Barbini, archivista della diocesi, che ha poi ringraziato mons. Brugnaro per “essersi in ogni modo adoperato per la cultura, reperendo fondi e stimolando ciascuno di noi affinchè i lavori, iniziati poco più di un mese fa, fossero conclusi nel minor tempo possibile. Una biblioteca che contiene molte opere preziose e circa 60 archivi parrocchiali recuperati doppo il terremoto”. “Un segno di ripresa della cultura nella nostra città di Camerino – così il professor Pierluigi Falaschi – Una biblioteca pregevolissima, che ha raccolto i libri di studiosi insigni e che non doveva essere perduta”.

IMG 4079

l'archivista Luca Barbini e l'arcivescovo Brugnaro

 

IMG 4082

l'arcivescovo Francesco Giovanni, il dott. Falaschi e il preside Maurizio Cavallaro

 

IMG 4045

l'arcivescovo Brugnaro e il tenente colonnello del nucleo tutela patrimonio artistico Grasso

IMG 4074

 don Cherubino Ferretti con l'Arcivescovo

IMG 4037

 

IMG 4071

IMG 4060

IMG 4065

"RiminiChiamaCamerino". A due anni dal sisma, camminata solidale per ricostruire la "Casa della Musica"

19 Ott 2018
577 volte

Sta per mettersi in moto  l'iniziativa di solidarietà “RiminiChiama Camerino”, prevista sulla costa romagnola il prossimo  sabato 27 ottobre. Nel secondo anniversario del sisma che ha colpito l'Italia Centrale, a Rimini  si terrà una camminata di solidarietà e raccolta fondi a favore della Ricostruzione della “Casa della musica di Camerino”. Tutto è potuto iniziare grazie ai parrocchiani di Sant'Andrea dell'Ausa che, conosciuta la realtà camerte,  hanno deciso di prendersi a cuore le difficoltà della città, costruendo nei mesi una vera rete di solidarietà che riunisce Istituzioni e Associazionismo del riminese. 

A Rimini si è recata questa mattina l’assessore ai servizi sociali Antonella Nalli. Ad accoglierla nella Residenza comunale c'era  il Vicesindaco Gloria Lisi, insieme ad una delegazione degli organizzatori dell’iniziativa di solidarietà e gli amici della Parrocchia del Crocifisso. 

"Ancora una volta- ha dichiarato l'assessore Nalli- abbiamo testimonianza del grande cuore degli italiani, tanto più che l'incontro con la comunità di Rimini è avvenuto casualmente. Nell'ambito della giornata del "Plen Air" tenutasi a Camerino il 30 settembre 2017 - spiega- un gruppo di camperisti presenti alla manifestazione,  ha potuto toccare con mano la realtà che purtroppo ci troviamo a vivere quotidianamente. Già in quell'occasione avevano compreso quanto la nostra città sia stata abbandonata dalle istituzioni; è stato proprio in seguito a quell'incontro che si è potuta instaurare una bella amicizia. La proloco di Rimini si è davvero adoperata per starci vicino, tanto che, a seguito di vari incontri intercorsii anche con il presidente dell'associazione camerte Adesso Musica, hanno deciso di portare un aiuto concreto e tangibile, sposando il progetto della ricostruzione della "Casa della Musica". Nulla da dire di più- conclude Antonella Nalli - se non che questo gesto parte dal loro e arriva diretto al nostro cuore. Non possiamo che leggerlo come un bellissimo e grande segnale di speranza" Partenza dunque dalla Piazza Tre Martiri di Rimini  alle ore 16 di sabato 27 ottobre per "RiminiChiamaCamerino", camminata solidale organizzata con la collaborazione tecnica de “la Pedivella”e le cui offerte libere per l'iscrizione, verranno interamente devolute per la ricostruzione della "Casa della musica". La consegna del ricavato avverrà direttamente nelle mani del presidente dell'associazione " Adesso Musica" Gilberto Spurio 

Carla Campetella

Incidente in superstrada a Tolentino

18 Ott 2018
4608 volte

Incidente pochi minuti fa in superstrada a Tolentino, all'altezza dell'uscita per la zona industriale. Ad essere coinvolte due auto, una C3 grigia e una Dacia Duster marrone. Per cause da chiarire, le due auto sono entrate in collisione e ad avere la peggio è stata la Dacia che si è capovolta.

Sul posto sono già intervenuti il 118 e i Vigili del Fuoco per la messa in sicurezza, e la Polizia stradale. 

 

(Servizio in aggiornamento) 

 

g.g. 

incidente tole

incidente tole 2

incidente tole 3

Al Vaccaj i corsi per diventare performer di musical

18 Ott 2018
336 volte

Spenti i riflettori sul musical, gli spazi del Teatro Vaccaj di Tolentino tornano immediatamente ad essere protagonisti con l’avvio del corso di formazione professionale gratuito per Performer di Musical Theatre, per formare formare nuovi talenti nel campo del teatro musicale nella dimensione unica di Tolentino.
Accreditata come ente di formazione alla Regione Marche, Compagnia della Rancia dà così il via a questo corso ad occupazione garantita, in risposta al bando emanato dall’Ente Regionale alla formazione di figure professionali nel settore dello spettacolo dal vivo denominato SIPARIO BIS-BIS, che vede Rancia in partenariato con alcune tra le più importanti istituzioni formative ed Enti di produzione presenti sul territorio marchigiano; il corso prevede 600 ore complessive, destinatari sono 15 allievi e 3 uditori marchigiani o domiciliati nella Regione Marche,  provenienti dal Veneto alla Sicilia passando per la Campania e l’Emilia Romagna, che approfondiranno con un taglio altamente professionalizzante e la possibilità di esperienze dirette in palcoscenico, recitazione, canto e danza, con 110 ore dedicate alle tecniche specifiche del teatro musicale. Il corso, inoltre, si svolgerà per le lezioni di danza anche al Politeama.

GS

Matelica: il punto della gestione post sisma del sindaco Delpriori

18 Ott 2018
149 volte

“La macchina della ricostruzione sta partendo ma va a rilento a causa della burocrazia farraginosa”. Sono 709 le ordinanze di inagibilità emesse a Matelica. Di queste, 65 hanno già un progetto presentate. Tuttavia, i numeri delle pratiche approvate o ancor peggio, gli interventi di riparazione conclusi, sono impietosi.

Intanto, la prima scadenza che il sindaco di Matelica ricorda è quella del 31 dicembre: “Ci sono ancora 148 edifici con danni lievi per i quali i proprietari non hanno ancora fatto richiesta di accesso ai contributi per la ricostruzione. I cittadini hanno tempo fino al 31 dicembre per presentare la domanda, corredata dal progetto di ristrutturazione, in Comune che, a sua volta, dopo aver controllato la veridicità delle autocertificazioni, trasmetterà le pratiche all’Ufficio speciale per la ricostruzione della Regione a cui spetta l’approvazione”.

Poi Delpriori ne approfitta per fare il punto della situazione dopo il terremoto del 2016 che, seppur in maniera meno grave delle città epicentrali, è stata colpita: “I soldi ci sono - dice riferendosi ai progetti per danni lievi - ma il tempo stringe e sarebbe davvero un peccato lasciarsi sfuggire questa chance di tornare nei propri alloggi, riaprire negozi o uffici attualmente inagibili. La macchina della ricostruzione privata è partita da tempo, anche se non posso nascondere che sta andando a rilento. Lo smaltimento delle pratiche è frenato da un quadro normativo farraginoso e da un eccesso di burocrazia. Mi auguro almeno che i sei impiegati assegnati a tempo determinato all’ufficio sisma del Comune, indispensabili per seguire un argomento così complesso, vengano confermati altrimenti si rischia lo stallo”. A Matelica sono stati effettuati 1692 sopralluoghi, in seguito ai quali sono state emesse 709 ordinanze di inagibilità. Ad oggi percepiscono il Cas 532 famglie.

Sono 65 i progetti di recupero trasmessi all’Ufficio per la ricostruzione della Regione, di cui 6 per attività produttive, 50 per danni lievi e 9 per danni gravi. Di questi 16 hanno ottenuto l’approvazione, mentre per tre di loro si è concluso l’iter con la dichiarazione di fine lavori. I restanti sono ancora in fase d’istruttoria. “E’ necessario che tutti gli attori della ricostruzione – conclude Delpriori – si impegnino per modificare una normativa complicata che sta mettendo un freno agli interventi di recupero. Bisogna accelerare, Matelica è ripartita, ma cittadini hanno bisogno di certezze per andare avanti”.

g.g.

SAS Award Unicam a Carlo Doglioni e Salvatore Settis. Young Investigator a tre dottorande

18 Ott 2018
201 volte

Per il loro contributo all'avanzamento della scienza e della società, la School of Advanced Studies dell'Università di Camerino, ha conferito i premi SAS Distinguished Award 2017a Carlo Doglioni, presidente dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia e a Salvatore Settisaccademico dei Lincei. Aperta dai saluti del prorettore vicario di Unicam prof. Graziano Leoni e dall'intervento del direttore della SAS prof. Roberto Ciccocioppo, la  cerimonia  si è conclusa con il conferimento dei SAS Young Investigator Award alle tre dottorande Unicam, Laura Bordoni, Silvia Galano, Maria Elena Giusepponi.

dottorandi

 Grande interesse per la dettagliata relazione del prof. Carlo Doglioni, ordinario all'Università La Sapienza di Roma e attuale presidente dell'INGV. Geologo strutturale, il prof. Doglioni si occupa di geodinamica e in particolare delle asimmetrie globali, dei meccanismi che ne sono causa e dell'origine della sismicità. Filo conduttore del suo discorso la tematica dei gradienti, motore della terra. " La definizione di gradienti, abbraccia vari aspetti- ha detto il presidente INGV- ; possiamo spiegarli come una forma di energia  che funziona  in ambiente geologico, come  in qualsiasi altra disciplina, fino ad  arrivare agli ambiti socio economici;  conoscerli e in qualche modo riuscire a governarli, è un po' la chiave per un mondo migliore". Da presidente dell'Ingv, istituto che attraverso le Reti di osservazione distribuite su tutto il territorio nazionale ne sorveglia la sismicità ,(oltre a sorvegliare l'attività dei vulcani attivi e dei maremoti nell’area mediterranea), Doglioni non ha mancato di evidenziare l'importanza della tecnologia, di cui si avvale lo stesso INGV  e che ha contribuito nel tempo a migliorare la conoscenza dei fenomeni . " Scienza e tecnologia debbono viaggiare insieme-  ha affermato-; ogni avanzamento scientifico passa per idee e dimostrazione  tramite esperimenti, che in qualche modo confermino eventuali teorie , ma  la scienza di base è comunque necessaria per poter arrivare a delle Scienze Applicate che poi traducono in tecnologia che si riverbera poi di nuovo, nella scienza".  

Nela foto  sotto il prof. Carlo Doglioni

Doglioni INGV

Dedicato all'energia culturale e alle conseguenze delle asimmetrie culturali,  l'intervento del prof. Salvatore Settis, storico dell'arte, già responsabile della ricerca al Getty Museum con lauree honoris Causa in Giurisprudenza ed Architettura e membro dell'Accademia dei Lincei.  Evidenziando  l'importanza di aver raggiunto la conclusione del loro percorso,  così si è rivolto ai dottorandi: " E' giusto che il vostro pensiero si rivolga al futuro; è bene che tuttavia sappiate che tutti i successi o i fallimenti a cui andrete incontro nel vostro futuro individuale,  dipendono non soltanto da ciascuno di voi, ma da come si muove la società nel suo insieme. Ed è proprio per le asimmetrie che si sono create tra il nostro Paese e altri Paesi che ne è derivata negli ultimi anni, l'emorragia intellettuale di 34 mila persone che sono emigrate dall'Italia. Non sarebbe successo niente di male se fossero rientrati da noi altri 34 mila provenienti dal resto del mondo, ma purtoppo non è stato così. Quale che sia la vostra abilità di negoziare con la società o con la comunità - ha continuato Settis- , la cosa più importante è domandare a voi stessi in che cosa potete contribuire, non soltanto per il vostro mestiere( geologo- biologo- archeologo)  ma in generale, a favore del progresso sociale. Tema vero è dunque il rapporto tra scienza, cultura e cittadinanza". Quindi, l' incoraggiamento ad avere una concezione larga della cultura che non riguardi esclusivamente la disciplina per cui si è stati  formati, ma la società nel suo insieme " Una cultura che guardi lontano perché, se non abbiamo una cultura della cittadinanza, della dignità umana e della giustizia sociale- ha sottolineato- le nostre culture tecniche varranno troppo poco". Altro spunto su cui riflettere, quello riferito al ruolo marginale della cultura nella Comunità Europea, considerata non essenziale e relegata ad aspetto secondario, rispetto all'Economia alla Finanza e ai Mercati "Se vogliamo un'Europa più giusta e anche un'economia migliore, credo che questa gerarchia andrebbe semplicemente capovolta.  Nella società di oggi - ha aggiunto- non viene più promossa la creatività: è uno dei motivi per cui il nostro Paese sta creando un'emorragia dei suoi talenti migliori"  Utilizzando infine una citazione di Aristotele riferita alla parola eudaimonìa, Settis  ha augurato ai dottorandi una piena realizzazione nella vita e che, attraverso il loro contributo, possa alimentarsi la speranza che il Paese diventi migliore. " Per Aristotele e per la filosofia morale antica- ha detto- eudaimonìa  è l'equilibrio tra il desiderio e le potenzialità,  l'essere coscienti che le proprie potenzialità potrebbero realizzarsi nella società in cui viviamo; se ciascuno di noi fosse convinto di questo, la società nel suo insieme sarebbe migliore. Noi saremo più felici, più creativi e, anche la nostra economia ne trarrebbe vantaggi".  

 Carla Campetella

 

SAS AWARD 2017: un momento della relazione del prof. Salvatore Settis

Salvatore Settis

Sae marce, indaga la guardia di finanza

18 Ott 2018
924 volte

Indagine sulle Sae marce. A disporre le verifiche preliminari il procuratore Giovanni Giorgio che ha affidato l’incarico alla Guardia di Finanza di Camerino e Macerata. La prima cosa da fare è capire se ci siano gli estremi del reato di frode per pubblica fornitura.

E mentre i militari stanno già effettuando i dovuti sopralluoghi, ritornano in mente le polemiche e i problemi susseguitisi col consorzio Arcale e alcune ditte esecutrici delle Sae, specie quelle costruite in montagna.

Senza considerare le irregolarità commesse, con operai al limite dello sfruttamento nel migliore dei casi, quando non completamente in nero, senza dispositivi di sicurezza e anche minacciati in alcuni casi, tre sindaci della montagna fecero scalpore per le posizioni prese. Giuliano Pazzaglini di Visso, Franco Ceregioli di Sarnano e Mauro Falcucci di Castelsantangelo si rifiutarono di consegnare le casette, lo scorso Natale, perché in condizioni pietose, sporche e con le rifiniture non certo degne di una abitazione che così vuol chiamarsi. E proprio le ditte che hanno realizzato le Sae a Visso che ora presentano muffa e soffitti marci, erano le stesse finite nel mirino dei sindacati di Cgil di Macerata. 

Ecco l’articolo in cui raccontavamo le irregolarità nei cantieri: http://www.appenninocamerte.info/notizie-cronaca/item/6347-cantieri-sae-e-non-solo-cgil-tante-irregolarita-questo-e-troppo

Insomma l’ultima beffa per i terremotati della montagna, ritrovatisi senza casa dopo l’agosto e l’ottobre 2016, ora è che almeno 50 famiglie su 228 hanno dovuto o stanno per lasciare la loro Sae inutilizzabili per permettere alle ditte di rifare i tetti. E chissà che non sia finita qui.

G.G.

Radioc1inblu

Radio FM e Internet
P.za Cavour, 8
62032 Camerino (Macerata)

Tel. 0737.633.180 / 335.536.7709

radioc1inblu@gmail.com

L'Appennino Camerte

Settimanale d'informazione
Piazza Cavour, 12
62032 Camerino (MC)

Tel. 0737.632.365 / Fax 0737.616.301

appenninocamerte@gmail.com

Scopri come abbonarti

Questo sito utilizza i cookie

Puoi accettare e proseguire la navigazione o per maggiori informazioni Per saperne di piu'

Approvo
Clicca per ascolare il testo