Lettera di Quaresima del vescovo Brugnaro

Mercoledì, 17 Febbraio 2010 01:00 | Letto 950 volte   Clicca per ascolare il testo Lettera di Quaresima del vescovo Brugnaro             Quaresima 2010    Carissimi,    Con mercoledì 17 febbraio inizia il tempo di Quaresima; è chiamato tempo ‘salutare e propizio. Vorrebbe significare che dobbiamo dedicarci a considerare il nostro stato di salute spirituale e morale, ad esaminare se questi quaranta giorni che ci portano alla Pasqua, avvenimento unico e fondamentale della vita della Chiesa, possono diventare opportunità di revisione, di rinnovamento e dimpegno più serio e coerente nelle nostre relazioni con Dio, con gli altri, soprattutto i più vicini, con noi stessi e con il creato. Sono giorni utili per ricalibrare la nostra vita e per ordinare la nostra esistenza nei diversi suoi livelli. Anche i modi del comunicare tra noi hanno bisogno di venir rettificati. Questo tempo di riflessione ci aiuta a discernere le priorità per rispondere alle sollecitazioni che ci vengono da Dio e dalla storia di ciascuno di noi e delle nostre comunità. Nel cammino quaresimale di questanno a chi possiamo chiedere di farci compagnìa, anzi di attirarci con il suo esempio e di darci forza con la sua intercessione? In questi giorni di trepida e gioiosa attesa del pronunciamento del Santo Padre Benedetto XVI circa la canonizzazione, supplichiamo la nostra beata Camilla Battista da Varano di guidarci e di portarci per mano alla Pasqua 2010. La Beata visse grandi esperienze nel tempo di quaresima, divenne familiare della meditazione sulla passione del Signore e del Suo infinito amore per noi. Possiamo riscontrarlo facilmente nei suoi scritti, particolarmente  ne I dolori mentali di Gesù nella sua passione e ne La vita spirituale o Autobiografia. Ricordo, ad esempio, con quanta tenerezza e vivacità racconta a frate Domenico da Leonessa leffetto che ebbe su di lei, bambina tra gli otto e dieci anni, la predica del venerdì santo. Lei era rimasta indifferente al fatto che Gesù non volle rispondere ad Erode: “peggio per Lui (pensò tra sé); perché non ha risposto? Pare che egli stesso vuol morire!”. Ma concludendo la predica, frate Domenico volle toccare il cuore delluditorio e mettergli davanti il mistero di amore della Passione. “Pregasti il popolo – narra la Beata – di ricordarsi almeno il venerdì della Sua passione e a versare per essa una lacrimuccia sola sola. Affermasti con molta convinzione che sarebbe stata più accetta a Dio e più utile allanima quella sola lacrima, di tutte le altre opere buone che si potessero fare. Come questa santa parola fu uscita dalla tua bocca per virtù dello Spirito Santo, così per questa stessa virtù si impresse profondamente nel mio tenero cuore di bambina che mai più ne uscì o la scordai. Fattami più grandicella, ricordando la tua santa parola, feci voto a Dio di versar ogni venerdì almeno una lacrima per amore della Passione di Cristo. E da qui ha avuto inizio tutta la mia vita spirituale…”. Mediante lascolto della parola di Dio lo Spirito fece percepire a Camilla che al mondo esiste una sola tristezza: non essere vicini al Signore Gesù. La semplicità e la povertà della regola di vita di San Francesco e di Santa Chiara, la fede alimentata dalla Parola di Dio, lumiltà praticata sempre, la sua intima partecipazione alla sofferenza e allamore di Cristo, hanno reso Camilla totalmente libera e dedita alla sua vocazione. Lei è ancora oggi per noi un invito a coltivare linteriore povertà e la credente dipendenza del Vangelo, che ci permette di crescere nella fiducia di Dio. Il Papa, nel Suo messaggio per questa Quaresima, ci propone alcune semplici e mirate riflessioni sul tema della giustizia, partendo dallaffermazione paolina: “la giustizia di Dio si è manifestata per mezzo della fede in Cristo”(Rm 3,21-22). Evidenziando dalla necessità della giustizia distributiva, del dovere cioè di “dare a ciascuno il suo”, Benedetto XVI costata che essa non rende allessere umano tutto il “suo” che gli è dovuto: “come e più del pane, luomo ha infatti bisogno di Dio”. E riprende santAgostino: se “la giustizia è la virtù che distribuisce a ciascuno il suo…non è giustizia delluomo quella che sottrae luomo al vero Dio”(De civitate Dei, XIX,21). Noi sappiamo che lingiustizia che vien “da fuori” per essere eliminata affinché regni la giustizia, “è sufficiente rimuovere le cause esteriori che ne impediscono lattuazione”. Ma lingiustizia, frutto del male, non ha radici esclusivamente esterne; ha origine nel cuore umano, dove si trovano i germi di una misteriosa connivenza col male”. Per entrare nella giustizia integrale dove “dentro e fuori” sono in armonia, è necessario uscire dallillusione dellautosufficienza e dallo stato di chiusura che genera lingiustizia. “Occorre un ‘esodo più profondo di quello che Dio – come sentiremo in Quaresima – fece fare a Mosè”. La sola forza della Legge è impotente a “liberare il cuore”. Da dove trarre speranza per praticare la giustizia gradita a Dio e che realizza la vita degli uomini? Il Santo Padre richiama limpegno di conversione a Cristo: “credere al Vangelo significa uscire dallillusione dellautosufficienza per scoprire e accettare la propria indigenza, degli altri e di Dio, esigenza del suo perdono e della sua amicizia”. La parola di Dio del tempo quaresimale ci farà capire “come la fede sia tuttaltro che un fatto naturale, comodo, ovvio: occorre umiltà per accettare di avere bisogno che un Altro mi liberi del “mio”, per darmi gratuitamente il “suo”. I sacramenti della Penitenza e dellEucaristia, tipici della grande tradizione della Quaresima, abilitano noi cristiani a operare per formare società giuste, “dove tutti ricevono il necessario per vivere secondo la propria dignità di uomini e dove la giustizia è vivificata dallamore”. Ci illuminino queste parole nel renderci maggiormente e quotidianamente attenti nelloperare, in unità di coscienza, per la giustizia e nel vivere la conversione del cuore. Un giorno assai importante, alla fine della Quaresima, è il Giovedì Santo. Ricorderemo al mattino in Cattedrale, nella Messa della consacrazione degli Olii sacri, listituzione del Sacerdozio e, di pomeriggio in tutte la nostre chiese, nella ‘Cena del Signore listituzione dellEucaristia. In questo tempo ‘forte, invito tutti a mettere anche al centro della nostra affettuosa attenzione i nostri Sacerdoti. Noi siamo portatori di una dignità che non viene dagli uomini, ma che è puro dono di grazia, frutto di chiamata e che nessuno può rivendicare come diritto. Preghiamo ogni giorno lo Spirito perché mantenga nella Sua santità la vocazione ricevuta e che aiuti ad ‘adempiere fedelmente il ministero. La fedeltà sacerdotale, carissimi, è frutto dellincontro stupefacente e creativo tra la libertà fedele di Dio e la libertà creata e ferita delluomo, il quale, mediante la potenza dello Spirito del Signore Risorto, diviene capace sacramentalmente di “guidare tutti ad unintegra condotta e pienezza di vita cristiana”. Nella grandezza del dono del presbiterato fedeli laici e sacerdoti vivono una ‘comunione di dignità. Il dono del Padre fa dei “figli-sacerdoti”, ‘gli amati mandati a testimoniare il Suo amore in Gesù Cristo: “Tu sei il Figlio mio, lamato”(Lc 3,22). Prendiamoci cura dei nostri sacerdoti, della loro salute e della loro età; aiutiamoli nellessere fedeli al Vangelo e alla dottrina della Chiesa condividendo da laici la loro missione. Sosteniamoli nellesercizio della carità pastorale e condividiamone gli aggiornamenti, magari anche richiedendoli. Sgraviamoli di compiti che rubano tempo prezioso per altro. La preghiera per i sacerdoti e la benevolenza di tutti verso loro alimentino la speranza di ottenere dal Buon Pastore tante vocazioni.    Conclusione Sia questa Quaresima tempo di conversione del cuore, “occasione favorevole per ritrovare identità”: “Ritornate a me con tutto il cuore”, ci raccomanda allinizio il profeta Gioele. Lopera nascosta di cambiamento di vita, di penitenza, di preghiera, di pratica della giustizia e di esercizio di carità, è in se stessa annuncio, offerta di unalternativa, promessa di un futuro di vita nuova.    La Vergine Santissima, che troveremo ai piedi della Croce il venerdì santo, confermi i nostri propositi e ci ottenga dal Signore Risorto la gioia e la pace di Pasqua.          Vi benedice con affetto il Vostro  arcivescovo  +Francesco Giovanni.

 

 

 

 

 

 

Quaresima 2010 
 

Carissimi,

       Con mercoledì 17 febbraio inizia il tempo di Quaresima; è chiamato tempo ‘salutare e propizio'. Vorrebbe significare che dobbiamo dedicarci a considerare il nostro stato di salute spirituale e morale, ad esaminare se questi quaranta giorni che ci portano alla Pasqua, avvenimento unico e fondamentale della vita della Chiesa, possono diventare opportunità di revisione, di rinnovamento e d'impegno più serio e coerente nelle nostre relazioni con Dio, con gli altri, soprattutto i più vicini, con noi stessi e con il creato. Sono giorni utili per ricalibrare la nostra vita e per ordinare la nostra esistenza nei diversi suoi livelli. Anche i modi del comunicare tra noi hanno bisogno di venir rettificati. Questo tempo di riflessione ci aiuta a discernere le priorità per rispondere alle sollecitazioni che ci vengono da Dio e dalla storia di ciascuno di noi e delle nostre comunità.

    1. Nel cammino quaresimale di quest'anno a chi possiamo chiedere di farci compagnìa, anzi di attirarci con il suo esempio e di darci forza con la sua intercessione? In questi giorni di trepida e gioiosa attesa del pronunciamento del Santo Padre Benedetto XVI circa la canonizzazione, supplichiamo la nostra beata Camilla Battista da Varano di guidarci e di portarci per mano alla Pasqua 2010. La Beata visse grandi esperienze nel tempo di quaresima, divenne familiare della meditazione sulla passione del Signore e del Suo infinito amore per noi. Possiamo riscontrarlo facilmente nei suoi scritti, particolarmente  ne I dolori mentali di Gesù nella sua passione e ne La vita spirituale o Autobiografia. Ricordo, ad esempio, con quanta tenerezza e vivacità racconta a frate Domenico da Leonessa l'effetto che ebbe su di lei, bambina tra gli otto e dieci anni, la predica del venerdì santo. Lei era rimasta indifferente al fatto che Gesù non volle rispondere ad Erode: “peggio per Lui (pensò tra sé); perché non ha risposto? Pare che egli stesso vuol morire!”. Ma concludendo la predica, frate Domenico volle toccare il cuore dell'uditorio e mettergli davanti il mistero di amore della Passione. “Pregasti il popolo – narra la Beata – di ricordarsi almeno il venerdì della Sua passione e a versare per essa una lacrimuccia sola sola. Affermasti con molta convinzione che sarebbe stata più accetta a Dio e più utile all'anima quella sola lacrima, di tutte le altre opere buone che si potessero fare. Come questa santa parola fu uscita dalla tua bocca per virtù dello Spirito Santo, così per questa stessa virtù si impresse profondamente nel mio tenero cuore di bambina che mai più ne uscì o la scordai. Fattami più grandicella, ricordando la tua santa parola, feci voto a Dio di versar ogni venerdì almeno una lacrima per amore della Passione di Cristo. E da qui ha avuto inizio tutta la mia vita spirituale…”. Mediante l'ascolto della parola di Dio lo Spirito fece percepire a Camilla che al mondo esiste una sola tristezza: non essere vicini al Signore Gesù. La semplicità e la povertà della regola di vita di San Francesco e di Santa Chiara, la fede alimentata dalla Parola di Dio, l'umiltà praticata sempre, la sua intima partecipazione alla sofferenza e all'amore di Cristo, hanno reso Camilla totalmente libera e dedita alla sua vocazione. Lei è ancora oggi per noi un invito a coltivare l'interiore povertà e la credente dipendenza del Vangelo, che ci permette di crescere nella fiducia di Dio.
    2. Il Papa, nel Suo messaggio per questa Quaresima, ci propone alcune semplici e mirate riflessioni sul tema della giustizia, partendo dall'affermazione paolina: “la giustizia di Dio si è manifestata per mezzo della fede in Cristo”(Rm 3,21-22). Evidenziando dalla necessità della giustizia distributiva, del dovere cioè di “dare a ciascuno il suo”, Benedetto XVI costata che essa non rende all'essere umano tutto il “suo” che gli è dovuto: “come e più del pane, l'uomo ha infatti bisogno di Dio”. E riprende sant'Agostino: se “la giustizia è la virtù che distribuisce a ciascuno il suo…non è giustizia dell'uomo quella che sottrae l'uomo al vero Dio”(De civitate Dei, XIX,21). Noi sappiamo che l'ingiustizia che vien “da fuori” per essere eliminata affinché regni la giustizia, “è sufficiente rimuovere le cause esteriori che ne impediscono l'attuazione”. Ma l'ingiustizia, frutto del male, non ha radici esclusivamente esterne; ha origine nel cuore umano, dove si trovano i germi di una misteriosa connivenza col male”. Per entrare nella giustizia integrale dove “dentro e fuori” sono in armonia, è necessario uscire dall'illusione dell'autosufficienza e dallo stato di chiusura che genera l'ingiustizia. “Occorre un ‘esodo' più profondo di quello che Dio – come sentiremo in Quaresima – fece fare a Mosè”. La sola forza della Legge è impotente a “liberare il cuore”. Da dove trarre speranza per praticare la giustizia gradita a Dio e che realizza la vita degli uomini? Il Santo Padre richiama l'impegno di conversione a Cristo: “credere al Vangelo significa uscire dall'illusione dell'autosufficienza per scoprire e accettare la propria indigenza, degli altri e di Dio, esigenza del suo perdono e della sua amicizia”. La parola di Dio del tempo quaresimale ci farà capire “come la fede sia tutt'altro che un fatto naturale, comodo, ovvio: occorre umiltà per accettare di avere bisogno che un Altro mi liberi del “mio”, per darmi gratuitamente il “suo”. I sacramenti della Penitenza e dell'Eucaristia, tipici della grande tradizione della Quaresima, abilitano noi cristiani a operare per formare società giuste, “dove tutti ricevono il necessario per vivere secondo la propria dignità di uomini e dove la giustizia è vivificata dall'amore”. Ci illuminino queste parole nel renderci maggiormente e quotidianamente attenti nell'operare, in unità di coscienza, per la giustizia e nel vivere la conversione del cuore.
    3. Un giorno assai importante, alla fine della Quaresima, è il Giovedì Santo. Ricorderemo al mattino in Cattedrale, nella Messa della consacrazione degli Olii sacri, l'istituzione del Sacerdozio e, di pomeriggio in tutte la nostre chiese, nella ‘Cena del Signore' l'istituzione dell'Eucaristia. In questo tempo ‘forte', invito tutti a mettere anche al centro della nostra affettuosa attenzione i nostri Sacerdoti. Noi siamo portatori di una dignità che non viene dagli uomini, ma che è puro dono di grazia, frutto di chiamata e che nessuno può rivendicare come diritto. Preghiamo ogni giorno lo Spirito perché mantenga nella Sua santità la vocazione ricevuta e che aiuti ad ‘adempiere fedelmente il ministero'. La fedeltà sacerdotale, carissimi, è frutto dell'incontro stupefacente e creativo tra la libertà fedele di Dio e la libertà creata e ferita dell'uomo, il quale, mediante la potenza dello Spirito del Signore Risorto, diviene capace sacramentalmente di “guidare tutti ad un'integra condotta e pienezza di vita cristiana”. Nella grandezza del dono del presbiterato fedeli laici e sacerdoti vivono una ‘comunione di dignità'. Il dono del Padre fa dei “figli-sacerdoti”, ‘gli amati' mandati a testimoniare il Suo amore in Gesù Cristo: “Tu sei il Figlio mio, l'amato”(Lc 3,22). Prendiamoci cura dei nostri sacerdoti, della loro salute e della loro età; aiutiamoli nell'essere fedeli al Vangelo e alla dottrina della Chiesa condividendo da laici la loro missione. Sosteniamoli nell'esercizio della carità pastorale e condividiamone gli aggiornamenti, magari anche richiedendoli. Sgraviamoli di compiti che rubano tempo prezioso per altro. La preghiera per i sacerdoti e la benevolenza di tutti verso loro alimentino la speranza di ottenere dal Buon Pastore tante vocazioni.

   Conclusione Sia questa Quaresima tempo di conversione del cuore, “occasione favorevole per ritrovare identità”: “Ritornate a me con tutto il cuore”, ci raccomanda all'inizio il profeta Gioele. L'opera nascosta di cambiamento di vita, di penitenza, di preghiera, di pratica della giustizia e di esercizio di carità, è in se stessa annuncio, offerta di un'alternativa, promessa di un futuro di vita nuova.

   La Vergine Santissima, che troveremo ai piedi della Croce il venerdì santo, confermi i nostri propositi e ci ottenga dal Signore Risorto la gioia e la pace di Pasqua.     

    Vi benedice con affetto il Vostro  arcivescovo 

+Francesco Giovanni.

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