Dopo la ' Tre Giorni ', l'auspicio del Vescovo.

Giovedì, 25 Settembre 2008 02:00 | Letto 831 volte   Clicca per ascolare il testo Dopo la ' Tre Giorni ', l'auspicio del Vescovo. Carissimi Sacerdoti, Fratelli e Sorelle, vi scrivo da Roma, per lincontro di riflessione per i nuovi vescovi: Pellegrinaggio alla tomba di san Pietro, organizzato dalla Congregazione dei Vescovi, Vi partecipo, brevemente, alcune risonanze suscitate in me dal Convegno diocesano svoltosi a Lanciano nei giorni 11, 12 e 13 scorsi. Ringrazio il Signore per il clima di reciproca accoglienza che ho costatato. Vi è passata tanta gente; numerosa e costante la presenza dei preti di tutte le età; in vari momenti si sono visti laici impegnati e responsabili di associazioni e movimenti; abbastanza incuriositi anche i giovani. Ritengo di aver vissuto una buona e culturalmente competente esperienza di ascolto della Parola di Dio; abbiamo fatto tra noi, nella semplicità, una lectio divina; ci siamo ascoltati gli uni gli altri sulla gioia e la fatica di essere evangelizzatori credibili, oggi, nelle nostre terre. Forse, abbiamo messo in atto un piccolo modello di quello che dovremo fare nelle nostre parrocchie, durante la preparazione ai sacramenti, in vista della messa domenicale, per la formazione dei ragazzi e dei giovani, nellanimazione dei gruppi, nel contatto con i lontani. Un momento dintensa e fraterna condivisione è stata la celebrazione, la sera del 12, della Messa di ammissione dei candidati al sacerdozio, al diaconato permanente e ai ministeri ordinati; circondati anche dai loro parenti, amici e compagni, nella suggestiva cornice del castello e del parco, abbiamo presentato al Pastore delle nostre anime il sì di questi fratelli che chiedono alla Chiesa di far discernimento sulla loro volontà di servire Cristo. Nel Convegno ho potuto raccogliere tanti suggerimenti ed indicazioni che mi saranno utili per sviluppare, tra breve, un programma che ci sarà di orientamento, nei prossimi anni, per la vita ecclesiale dellarcidiocesi e per la nostra missione evangelizzatrice. Come annunciai nella mia conclusione, questo sarà lanno dellascolto della Parola di Dio. Invito parroci e sacerdoti, catechisti e genitori, operatori pastorali e responsabili di associazioni e di movimenti, anche le comunità religiose femminili e maschili, soprattutto quelle che curano fedeli, a portare lattenzione comune sulla Parola di Dio e ad aiutare a mettersi in ascolto di essa. Ce lo chiedono il Papa, con il prossimo Sinodo che ha per tema La Parola di Dio nella vita e nella missione della Chiesa, e i Vescovi italiani con il documento Comunicare il Vangelo in un mondo che cambia. Chiedo a tutti, particolarmente ai giovani, di dedicarsi alla lettura di qualche pagina della Sacra Scrittura. Per questo raccomando a praticanti e a non credenti ad avere in casa il Vangelo o la Bibbia: in essi si parla di noi, veniamo incoraggiati ad amare la nostra vita, alimentano la fiducia nel futuro! Se qualcuno ne è privo o ha difficoltà nel procurarseli…me li chieda. I sacerdoti ed io cimpegneremo a prepararci allascolto della Parola di Dio curando lomelia domenicale perché nelle celebrazioni delle Messe la fede biblica sia alimentata e rinfrancata da un ascolto di parole che sgorgano da cuori che sono stati toccati dalla Parola di vita. Il Santo Padre, Benedetto XVI ha ricevuto, oggi a Castelgandolfo, i vescovi nominati questanno. Nellincontro particolare, mi ricordò, con affetto paterno, che è prossimo lanniversario della consacrazione e mi domandò con vivo interesse notizie riguardanti lesperienza di questo primo anno di ministero tra Voi. Mi parlò del “bel San Venanzio martire e della grande cattedrale di Camerino”. Volle sapere se “San Severino aveva la cattedrale dedicata a SantAgostino e quanto distassero le due città”. Chiese informazioni “sullantica Università: quante e quali Facoltà?... e quanti studenti”. Suggellò lincontro donandomi una nuova croce pettorale e raccomandandomi di portare a tutti la Sua benedizione. Carissimi, le parole che il Papa ha detto sul compito del vescovo mi hanno riempito di conforto e di consolazione. Ve le propongo perché vengono a suggellare autorevolmente quanto dobbiamo ricavare dal Convegno. “Tra i mezzi che aiutano il Vescovo a progredire nella vita spirituale si pone innanzitutto la Parola di Dio, che deve avere una sua indiscussa centralità nella vita e nella missione del Vescovo. LEsortazione apostolica “Pastores gregis” ricorda che “prima di essere trasmettitore della Parola, il Vescovo, insieme con i suoi sacerdoti e come ogni fedele,…deve essere ascoltatore della Parola” ed aggiunge che “non cè primato della santità senza ascolto della Parola di Dio che della santità è guida e nutrimento”(n. 15). Vi esorto, pertanto, cari Vescovi, ad affidarvi ogni giorno alla Parola di Dio per essere maestri della fede ed autentici educatori dei vostri fedeli; non come coloro che mercanteggiano tale Parola, ma come coloro che con sincerità e mossi da Dio e sotto il suo sguardo parlano di Lui (cfr. 2Cor 2,17). Per far fronte alla grande sfida del secolarismo proprio della società contemporanea è necessario che il Vescovo ogni giorno mediti nella preghiera la Parola, così da poter essere banditore efficace nellannunciarla, dottore autentico nellillustrarla e difenderla, maestro illuminato e sapiente nel trasmetterla. Nellimminenza dellinizio dei lavori della prossima Assemblea Generale del Sinodo dei Vescovi vi affido alla potenza della Parola del Signore, affinché siate fedeli alle promesse che avete manifestato davanti a Dio e alla Chiesa nel giorno della vostra consacrazione episcopale, perseveranti nelladempiere il ministero affidatovi, fedeli nel custodire puro e integro il deposito della fede, radicati nella comunione ecclesiale insieme a tutto lOrdine episcopale”(“LOsservatore romano, p.8, 22-23 sett. 2008). Ci siano di sprone queste parole del Papa nel renderci sicuri e solidali, fugando ogni resistenza personale o di consuetudine, e ci entusiasmino nel darci la luce che ci mette “decisamente” in cammino su questa strada. San Paolo, lapostolo che ci dice che “la fede nasce dallascolto”, ci renda attenti discepoli della Parola che ci fa vivere. Contento daver reincontrato il Papa quasi nel giorno anniversario della consacrazione, alla quale moltissimi di Voi parteciparono, invoco su tutti e sui nostri progetti la Benedizione di Dio. Nel Signore Risorto, con affetto il Vostro arcivescovo +Francesco Giovanni. Roma, 22 settembre 2008
Carissimi Sacerdoti, Fratelli e Sorelle, vi scrivo da Roma, per l'incontro di riflessione per i nuovi vescovi: Pellegrinaggio alla tomba di san Pietro, organizzato dalla Congregazione dei Vescovi, Vi partecipo, brevemente, alcune risonanze suscitate in me dal Convegno diocesano svoltosi a Lanciano nei giorni 11, 12 e 13 scorsi.

Ringrazio il Signore per il clima di reciproca accoglienza che ho costatato. Vi è passata tanta gente; numerosa e costante la presenza dei preti di tutte le età; in vari momenti si sono visti laici impegnati e responsabili di associazioni e movimenti; abbastanza incuriositi anche i giovani. Ritengo di aver vissuto una buona e culturalmente competente esperienza di ascolto della Parola di Dio; abbiamo fatto tra noi, nella semplicità, una lectio divina; ci siamo ascoltati gli uni gli altri sulla gioia e la fatica di essere evangelizzatori credibili, oggi, nelle nostre terre. Forse, abbiamo messo in atto un piccolo modello di quello che dovremo fare nelle nostre parrocchie, durante la preparazione ai sacramenti, in vista della messa domenicale, per la formazione dei ragazzi e dei giovani, nell'animazione dei gruppi, nel contatto con i lontani.

Un momento d'intensa e fraterna condivisione è stata la celebrazione, la sera del 12, della Messa di ammissione dei candidati al sacerdozio, al diaconato permanente e ai ministeri ordinati; circondati anche dai loro parenti, amici e compagni, nella suggestiva cornice del castello e del parco, abbiamo presentato al Pastore delle nostre anime il sì di questi fratelli che chiedono alla Chiesa di far discernimento sulla loro volontà di servire Cristo.

Nel Convegno ho potuto raccogliere tanti suggerimenti ed indicazioni che mi saranno utili per sviluppare, tra breve, un programma che ci sarà di orientamento, nei prossimi anni, per la vita ecclesiale dell'arcidiocesi e per la nostra missione evangelizzatrice.

  1. Come annunciai nella mia conclusione, questo sarà l'anno dell'ascolto della Parola di Dio. Invito parroci e sacerdoti, catechisti e genitori, operatori pastorali e responsabili di associazioni e di movimenti, anche le comunità religiose femminili e maschili, soprattutto quelle che curano fedeli, a portare l'attenzione comune sulla Parola di Dio e ad aiutare a mettersi in ascolto di essa. Ce lo chiedono il Papa, con il prossimo Sinodo che ha per tema La Parola di Dio nella vita e nella missione della Chiesa, e i Vescovi italiani con il documento Comunicare il Vangelo in un mondo che cambia.
  2. Chiedo a tutti, particolarmente ai giovani, di dedicarsi alla lettura di qualche pagina della Sacra Scrittura. Per questo raccomando a praticanti e a non credenti ad avere in casa il Vangelo o la Bibbia: in essi si parla di noi, veniamo incoraggiati ad amare la nostra vita, alimentano la fiducia nel futuro! Se qualcuno ne è privo o ha difficoltà nel procurarseli…me li chieda.

    I sacerdoti ed io c'impegneremo a prepararci all'ascolto della Parola di Dio curando l'omelia domenicale perché nelle celebrazioni delle Messe la fede biblica sia alimentata e rinfrancata da un ascolto di parole che sgorgano da cuori che sono stati toccati dalla Parola di vita.

Il Santo Padre, Benedetto XVI ha ricevuto, oggi a Castelgandolfo, i vescovi nominati quest'anno. Nell'incontro particolare, mi ricordò, con affetto paterno, che è prossimo l'anniversario della consacrazione e mi domandò con vivo interesse notizie riguardanti l'esperienza di questo primo anno di ministero tra Voi. Mi parlò del “bel San Venanzio martire e della grande cattedrale di Camerino”. Volle sapere se “San Severino aveva la cattedrale dedicata a Sant'Agostino e quanto distassero le due città”. Chiese informazioni “sull'antica Università: quante e quali Facoltà?... e quanti studenti”. Suggellò l'incontro donandomi una nuova croce pettorale e raccomandandomi di portare a tutti la Sua benedizione.

Carissimi, le parole che il Papa ha detto sul compito del vescovo mi hanno riempito di conforto e di consolazione. Ve le propongo perché vengono a suggellare autorevolmente quanto dobbiamo ricavare dal Convegno.

“Tra i mezzi che aiutano il Vescovo a progredire nella vita spirituale si pone innanzitutto la Parola di Dio, che deve avere una sua indiscussa centralità nella vita e nella missione del Vescovo. L'Esortazione apostolica “Pastores gregis” ricorda che “prima di essere trasmettitore della Parola, il Vescovo, insieme con i suoi sacerdoti e come ogni fedele,…deve essere ascoltatore della Parola” ed aggiunge che “non c'è primato della santità senza ascolto della Parola di Dio che della santità è guida e nutrimento”(n. 15). Vi esorto, pertanto, cari Vescovi, ad affidarvi ogni giorno alla Parola di Dio per essere maestri della fede ed autentici educatori dei vostri fedeli; non come coloro che mercanteggiano tale Parola, ma come coloro che con sincerità e mossi da Dio e sotto il suo sguardo parlano di Lui (cfr. 2Cor 2,17). Per far fronte alla grande sfida del secolarismo proprio della società contemporanea è necessario che il Vescovo ogni giorno mediti nella preghiera la Parola, così da poter essere banditore efficace nell'annunciarla, dottore autentico nell'illustrarla e difenderla, maestro illuminato e sapiente nel trasmetterla. Nell'imminenza dell'inizio dei lavori della prossima Assemblea Generale del Sinodo dei Vescovi vi affido alla potenza della Parola del Signore, affinché siate fedeli alle promesse che avete manifestato davanti a Dio e alla Chiesa nel giorno della vostra consacrazione episcopale, perseveranti nell'adempiere il ministero affidatovi, fedeli nel custodire puro e integro il deposito della fede, radicati nella comunione ecclesiale insieme a tutto l'Ordine episcopale”(“L'Osservatore romano, p.8, 22-23 sett. 2008).

Ci siano di sprone queste parole del Papa nel renderci sicuri e solidali, fugando ogni resistenza personale o di consuetudine, e ci entusiasmino nel darci la luce che ci mette “decisamente” in cammino su questa strada.

San Paolo, l'apostolo che ci dice che “la fede nasce dall'ascolto”, ci renda attenti discepoli della Parola che ci fa vivere.

Contento d'aver reincontrato il Papa quasi nel giorno anniversario della consacrazione, alla quale moltissimi di Voi parteciparono, invoco su tutti e sui nostri progetti la Benedizione di Dio.

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