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Notizie religiose nelle Marche
Un impegno costante nei confronti della ricostruzione e della rinascita dei territori della sua diocesi e non solo quello dell'arcivescovo Francesco Massara.
Dopo la riunione alla Cei dei vescovi del cratere per affrontare gli effetti della nuova ordinanza sui beni culturali e l’incontro a Palazzo Chigi con il premier Giuseppe Conte sui problemi della popolazione e delle attività produttive colpite dal terremoto, Massara ha lanciato il suo grido di allarme ai cronisti de La stampa ai quali ha dichiarato: “Malgrado le promesse mancate, si rinasce se si lavora insieme. Nella nostra diocesi il sogno più grande e maggiormente diffuso tra la popolazione è quello di poter ritornare nelle proprie case”.

Al centro dell'intervista la riapertura della basilica di San Venanzio, a Camerino, in programma il prossimo 15 dicembre, un evento importante, come ha sottolineato l'arcivescovo al quotidiano nazionale: “Rivive San Venanzio, basilica-simbolo del cratere - si legge nell'intervista - . È certamente un primo segnale di rinascita di un territorio martoriato dal terremoto. A giugno papa Francesco col caschetto di sicurezza tra i terremotati di Camerino si è raccolto in preghiera nella cattedrale inagibile. E ci ha ricordato che un rischio mortale e cioè che dopo il primo coinvolgimento emotivo e mediatico, le promesse vadano a finire nel dimenticatoio. San Venanzio torna a risplendere di nuova luce, dopo i lavori di ricostruzione. È un avvenimento molto importante per la nostra comunità e non solo per i credenti. È un importante segno di rinascita per tutto il territorio".
Un modello anche dal punto di vista dei lavori post sisma, afferma Massara: “Era stata fatta dalla macchina pubblica della ricostruzione una previsione di spesa di 4 milioni di euro, mentre San Venanzio è stata ristrutturata con due milioni e duecentomila euro di investimento. Un modello per il resto del cratere - ha dichiarato a La Stampa - . Non sprechiamo denaro, abbiamo concluso i lavori nei tempi stimati e oltre a riaprire al culto un importante edificio di culto si offre alla popolazione un’opera di socializzazione in un territorio nel quale, dopo il sisma, mancano completamente i punti di aggregazione e di incontro. Ringrazio chi ha offerto la ristrutturazione, il parroco, le maestranze e i volontari che hanno collaborato a partire dalle piccole cose spicciole, come garantire le pulizie quotidiane nel cantiere”.

Infine l'importanza della comunicazione. Un valore su cui l'arcivescovo della arcidiocesi di Camerino - San Severino Marche non ha voluto mai spegnere i riflettori: "La ricostruzione non è un’illusione o un sogno da rincorrere e realizzare con il contributo di tutti, dalle istituzioni ai singoli cittadini. Così il sogno è divenuto realtà per il futuro dei nostri giovani. La comunicazione è fondamentale perché non muoia il nostro territorio".

GS

QUI IL LINK DELL'INTERA INTERVISTA A LA STAMPA: https://www.lastampa.it/vatican-insider-it/2019/11/28/news/post-terremoto-monsignor-massara-se-non-riparte-il-territorio-le-chiese-sono-musei-vuoti-1.38027376







Pubblicato in Diocesi
Giovedì, 21 Novembre 2019 20:04

San Venanzio, il 15 dicembre la riapertura

C’è fermento a Camerino per la riapertura della basilica di San Venanzio dopo i danni causati dal sisma. 
Il 15 dicembre, alle 17, si apriranno nuovamente, alla comunità, le porte di uno dei luoghi più amati dai camerti. La santa messa, dopo la riapertura, sarà presieduta dal Nunzio Apostolico Monsignor Emil Paul Tscherrig.
L'arcivescovo, Francesco Massara, invita tutti ad essere presenti, vista l'importanza per la comunità di Camerino e non solo. Si tratta, infatti, di un importante segno di rinascita per tutto il territorio.
La basilica è la più grande chiesa di tutta la diocesi e una delle più grandi di tutto il cratere. 

don marco e ing

Insieme al parroco don Marco Gentilucci e all’ingegnere che ha seguito i lavori, Piergiuseppe Moretti, siamo entrati in anteprima all’interno della basilica per conoscere gli interventi fatti fino ad oggi grazie alla solidarietà di un privato che ha finanziato i lavori.
Ancora una volta, come accaduto per diverse scuole del cratere, ad emergere sono i tempi brevi di un’opera resa possibile grazie alle donazioni, rispetto a quelli troppo lunghi per le strutture finanziate dalla ricostruzione pubblica. 

CLICCA QUI PER IL VIDEO ESCLUSIVO GIRATO ALL'INTERNO DELLA BASILICA

“Siamo nella fase ultima dei lavori – dice il parroco don Marco Gentilucci - . Hanno smontato la messa in sicurezza esterna che era stata fatta per riaprire la strada ed è stato consolidato il campanile. La facciata della basilica è stata sistemata ed è stata messa l’illuminazione esterna. Si sta rispettando la tabella di marcia. Siamo soddisfatti”.

I lavori della basilica sono stati avviati a fine febbraio, poi a marzo sono iniziati i lavori: prima quelli interni con la sistemazione dei danni e il ripristino dell’aula celebrativa, successivamente quelli all’esterno dove c’è stato il lavoro più importante.

A spiegare la tecnica è l’ingegnere Piergiuseppe Moretti: “E’ stato fatto il rinforzo delle muratore portanti all’interno, con delle reti di carbonio, poi la ricostituzione di tutti gli intonaci con quello che era il disegno originario”.

Tanta la gratitudine del parroco nei confronti di chi ha permesso di eseguire i lavori alla basilica: “La riapertura è totalmente a carico della Fondazione Arvedi Buschini di Cremona – spiega Gentilucci -  quindi è segno del gran cuore che abbiamo toccato nei mesi del sisma. E’ un’opera incredibile per questa città, un punto di ripartenza per tutti. Un faro. Sono stati curati alcuni aspetti che prima non potevamo toccare perché non ce n’erano le possibilità. Abbiamo davvero molto bisogno di riprenderci un pezzo di vita normale”.

Giulia Sancricca






Pubblicato in Diocesi
Lunedì, 18 Novembre 2019 14:36

Il vescovo Massara incontra il Premier Conte

Doppio incontro quello dell’arcivescovo di Camerino – San Severino Marche, Francesco Massara,che oggi a Roma ha partecipato alla riunione dei vescovi del cratere alla Cei per le problematiche del terremoto e in particolare per l’ordinanza 84 del 2019, secondo piano dei beni culturali.
Nel pomeriggio, a Palazzo Chigi, l'incontro riservato con il Premier Conte, in cui Massara si farà portavoce dei problemi della gente e delle attività produttive. 

G.S.

- servizio in aggiornamento -
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L'arcidiocesi di Camerino - San Severino e la comunità settempedana dicono addio a don Sauro Venanzoni. Se n'è andato questa notte all'età di 79 anni. Nell'estate del 2018 aveva avuto un bruttissimo incidente: la sua auto si era schiantata contro il muro del santuario della Madonna dei Lumi, a San Severino. Era stati subito soccorso dal 118 ed elitrasportato a Torrette di Ancona per aver riportato diversi traumi, la frattura ad un braccio e seri problemi ad una gamba. Nonostante fosse riuscito a cavarsela in quell'occasione, l'episodio ha minato la sua salute e dopo un periodo di malattia, questa notte il sacerdote conosciutissimo e molto amato in città è venuto a mancare. Don Sauro è stato per molti anni docente di materie letterarie nei Licei di Camerino e Tolentino, fino a poco tempo fa è stato rettore dell'Uteam, l'Università della Terza Età dell'Alto Maceratese e si è sempre speso con generosità nel ministero sacerdotale dedicandosi alla formazione dei giovani e alla cura pastorale della comunità cristiana di San Severino Marche. Dopo qualche esperienza giovanile come parroco nelle zone rurali di San Severino, è sempre stato coadiutore nelle Parrocchie di San Giuseppe e nella Concattedrale di Sant'Agostino.
Contrariamente alla sua altezza fuori dal comune che non gli consentiva di passare inosservato, il suo temperamento schivo e riservato lo portava a non emergere, ma piuttosto a ritirarsi nella preghiera e nel nascondimento. Era molto amato per la profonda sensibilità culturale e per la fine ironia.
Negli ultimi mesi, l’infermità lo ha costretto al ricovero alla lungodegenza dell’ospedale di San Severino.
Questa sera, alle 19, una veglia di preghiera all'obitorio.
Le esequie, presiedute dall’arcivescovo, avranno luogo domani, sabato 16 novembre alle 11 nella chiesa del santuario Madonna dei Lumi a San Severino Marche.

g.g.
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