Un nuovo libro per i settempedani lontani

Lunedì, 11 Gennaio 2010 01:00 | Letto 1975 volte   Clicca per ascolare il testo Un nuovo libro per i settempedani lontani Anche questanno, come avviene ormai da ventisette anni, il Comune di San Severino Marche è tornato ad inviare ai settempedani lontani un nuovo libro – ricerca dello storico locale Raoul Paciaroni che tratta, in genere, di argomenti attinenti il patrimonio culturale, artistico e folkloristico della Città e del territorio. Le attenzioni dello studioso si sono soffermate questa volta su “Lo stendardo sanseverinate della Madonna del Soccorso”, opera del pittore Bernardino di Mariotto che è custodita presso la Pinacoteca Civica e che è stata eseguita nel 1509 e di cui ricorrono, dunque, esattamente cinquecento anni dalla realizzazione. Il testo (88 pagine stampato dalla tipografia Bellabarba di San Severino Marche) rappresenta una vera e propria strenna per gli oltre settecentocinquanta settempedani che, per motivi di lavoro, di studio o di famiglia, hanno dovuto abbandonare la loro città dorigine per recarsi in altri Paesi dItalia o allestero. “Il breve saggio – scrive nella presentazione il sindaco, Cesare Martini – oltre a fornire puntuali notizie circa la realizzazione dellopera darte, offre un contributo fondamentale per la ricostruzione della vita della nostra Città. E una finestra spalancata sul passato. Attraverso i carteggi che hanno accompagnato il percorso del dipinto fino ad oggi, scopriamo le vicende di una famiglia e la vivacità culturale della comunità in cui essa era inserita. Usando un metodo investigativo, che prende cioè in considerazione prove reali, documenti scritti, analizzati e confrontati, dai testamenti alle ricevute di pagamento, senza lasciare nulla al caso od alla supposizione, il lettore vede districarsi, attraverso la lettura di unimmagine, la matassa della storia che ha portato San Severino Marche ad avere un patrimonio artistico così pregevole”. “Copie del testo – sottolinea lassessore comunale alla Cultura, Alessandra Aronne - sono disponibili presso lufficio Cultura del Comune per i settempedani che ne faranno richiesta”.     Nella foto: la copertina del volumetto  

Anche quest'anno, come avviene ormai da ventisette anni, il Comune di San Severino Marche è tornato ad inviare ai settempedani lontani un nuovo libro – ricerca dello storico locale Raoul Paciaroni che tratta, in genere, di argomenti attinenti il patrimonio culturale, artistico e folkloristico della Città e del territorio. Le attenzioni dello studioso si sono soffermate questa volta su “Lo stendardo sanseverinate della Madonna del Soccorso”, opera del pittore Bernardino di Mariotto che è custodita presso la Pinacoteca Civica e che è stata eseguita nel 1509 e di cui ricorrono, dunque, esattamente cinquecento anni dalla realizzazione. Il testo (88 pagine stampato dalla tipografia Bellabarba di San Severino Marche) rappresenta una vera e propria strenna per gli oltre settecentocinquanta settempedani che, per motivi di lavoro, di studio o di famiglia, hanno dovuto abbandonare la loro città d'origine per recarsi in altri Paesi d'Italia o all'estero.
“Il breve saggio – scrive nella presentazione il sindaco, Cesare Martini – oltre a fornire puntuali notizie circa la realizzazione dell'opera d'arte, offre un contributo fondamentale per la ricostruzione della vita della nostra Città. E' una finestra spalancata sul passato. Attraverso i carteggi che hanno accompagnato il percorso del dipinto fino ad oggi, scopriamo le vicende di una famiglia e la vivacità culturale della comunità in cui essa era inserita. Usando un metodo investigativo, che prende cioè in considerazione prove reali, documenti scritti, analizzati e confrontati, dai testamenti alle ricevute di pagamento, senza lasciare nulla al caso od alla supposizione, il lettore vede districarsi, attraverso la lettura di un'immagine, la matassa della storia che ha portato San Severino Marche ad avere un patrimonio artistico così pregevole”.
“Copie del testo – sottolinea l'assessore comunale alla Cultura, Alessandra Aronne - sono disponibili presso l'ufficio Cultura del Comune per i settempedani che ne faranno richiesta”.

 

 

Nella foto: la copertina del volumetto
 

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