Simboli del fascismo, si scatena la polemica

Sabato, 31 Luglio 2010 02:00 | Letto 2337 volte   Clicca per ascolare il testo Simboli del fascismo, si scatena la polemica Riceviamo e pubblichiamo   Siamo venuti a conoscenza, oltre che tramite alcuni cittadini del luogo, anche attraverso la stampa, che ha dato ampio spazio allepisodio, di quanto sta accadendo a Visso a proposito della messa in vendita di oggetti di chiara ispirazione e provenienza fascista e nazista. Sappiamo perfettamente che, nella maggior parte dei casi, il commercio di questi oggetti non prefigura di per se un comportamento contrario alle leggi vigenti, ma altrettanto bene sappiamo che si tratta di operazione di pessimo gusto, sulla quale chi concede le autorizzazioni dovrebbe riflettere attentamente prima di procedere. Ciò che comunque non è ammissibile, ed è su questo che vogliamo incentrare il nostro intervento, è che in una piazza intitolata ai Martiri vissani della Resistenza ed in particolare a Pietro Capuzi, trucidato dai nazifascisti nel 1944, vengano esposti per essere venduti, non solo immagini e simboli di quei regimi totalitari, ma perfino quelli che erano “i ferri del mestiere” (manganelli, pugnali, coltelli, ecc.) di coloro che, lo torturarono ed uccisero. La nostra Associazione, impegnata più che mai nella difesa dei principi che ispirarono coloro che scelsero di combattere i nazifascisti; gli stessi principi che sono alla base della nostra Costituzione repubblicana, di fronte a quella che ritiene una vera e propria provocazione: - esprime con forza tutta la propria riprovazione per quanto accaduto a Visso, - sollecita le autorità competenti a vigilare a che la provocazione messa in atto nei confronti di tutti gli antifascisti non abbia conseguenze, - invita il Comune di Visso a far si che questo genere di commercio avvenga lontano dai luoghi simbolo della Resistenza, - invita i cittadini di Visso a non cadere nella provocazione ed a manifestare il proprio sostegno a coloro che si stanno adoperando per far cessare lindegno spettacolo al quale hanno dovuto assistere nei giorni scorsi. Il Presidente Comm. Mario Mosciatti  

Riceviamo e pubblichiamo

 

Siamo venuti a conoscenza, oltre che tramite alcuni cittadini del luogo, anche attraverso la stampa, che ha dato ampio spazio all'episodio, di quanto sta accadendo a Visso a proposito della messa in vendita di oggetti di chiara ispirazione e provenienza fascista e nazista. Sappiamo perfettamente che, nella maggior parte dei casi, il commercio di questi oggetti non prefigura di per se un comportamento contrario alle leggi vigenti, ma altrettanto bene sappiamo che si tratta di operazione di pessimo gusto, sulla quale chi concede le autorizzazioni dovrebbe riflettere attentamente prima di procedere. Ciò che comunque non è ammissibile, ed è su questo che vogliamo incentrare il nostro intervento, è che in una piazza intitolata ai Martiri vissani della Resistenza ed in particolare a Pietro Capuzi, trucidato dai nazifascisti nel 1944, vengano esposti per essere venduti, non solo immagini e simboli di quei regimi totalitari, ma perfino quelli che erano “i ferri del mestiere” (manganelli, pugnali, coltelli, ecc.) di coloro che, lo torturarono ed uccisero. La nostra Associazione, impegnata più che mai nella difesa dei principi che ispirarono coloro che scelsero di combattere i nazifascisti; gli stessi principi che sono alla base della nostra Costituzione repubblicana, di fronte a quella che ritiene una vera e propria provocazione:
- esprime con forza tutta la propria riprovazione per quanto accaduto a Visso,
- sollecita le autorità competenti a vigilare a che la provocazione messa in atto nei confronti di tutti gli antifascisti non abbia conseguenze,
- invita il Comune di Visso a far si che questo genere di commercio avvenga lontano dai luoghi simbolo della Resistenza,
- invita i cittadini di Visso a non cadere nella provocazione ed a manifestare il proprio sostegno a coloro che si stanno adoperando per far cessare l'indegno spettacolo al quale hanno dovuto assistere nei giorni scorsi.

Il Presidente
Comm. Mario Mosciatti
 

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