Camerino, un incontro di fede e di affetto

Lunedì, 25 Ottobre 2010 02:00 | Letto 2206 volte   Clicca per ascolare il testo Camerino, un incontro di fede e di affetto Un incontro di fede e di affetto quello che ha richiamato centinaia di persone nel duomo di Camerino davanti all'urna di santa Camilla Battista da Varano. Ad una settimana dalla proclamazione in piazza s. Pietro, la città di Camerino e l'intera arcidiocesi hanno voluto esprimere il riconoscimento a Dio a al papa per la canonizzazione. Il territorio era rappresentato dai sindaci, dai presidenti delle comunità montane, dalle più alte autorità. La solenne messa pontificale, concelebrata da tre vescovi (Francesco Giovanni Brugnaro, Giancarlo Vecerrica e Domenico Marinozzi), da decine di sacerdoti e religiosi, è stata presieduta dal neo cardinale eletto Angelo Amato, prefetto della pontificia congregazione per le cause dei santi, il quale ha ringraziato per la calda accoglienza ricevuta a Camerino e ha tratteggiato la figura di Camilla Battista, una donna vissuta 5 secoli fa, ma tuttora attuale per il vigore della sua esperienza di fede. Il vescovo della diocesi camerte-settempedana Francesco Giovanni Brugnaro, all'inizio della messa, ha salutato il neo cardinale Amato e tutte le persone presenti. In conclusione ha letto una bella e ispirata preghiera alla nuova santa, seguita con grande attenzione dalla folla dei fedeli. Nella cattedrale camerte inondata di luce erano le confraternite in divisa della città, le monache clarisse di Camerino e San Severino Marche, giovani frati minori francescani, la "schola cantorum" del duomo diretta dal M° Silvio Catalini (all'organo il M° Lanfranco Ferroni), i cavalieri dell'ordine di Malta di Macerata. Un gesto significativo è stato quello dell'offerta dell'olio a santa Camilla Battista: alimenterà una particolare lampada, che d'ora in poi arderà davanti al corpo della santa. La prima accensione è toccata al sindaco di Camerino Dario Conti. Il prossimo anno sarà la volta di San Severino, poi via via tutti gli altri comuni della diocesi. Il gesto sarà ripetuto il 2 giugno, ricorrenza già fissata nel calendario per santa Camilla Battista da Varano. La domenica di festa si è chiusa con l'allegria degli scout in piazza e un rinfresco per tutti servito da Roberto Todini nei sotterranei e nelle sale del palazzo arcivescovile. di seguito il discorso del Vescovo Brugnaro in Cattedrale.   Cattedrale 24 ottobre 2010 ore 17.00   Eminentissimo e Carissimo Signor Cardinale Nominato                         ANGELO AMATO S.D.B.  Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi   Eccellentissimo e Caro Vescovo di Fabriano-Matelica Mons. Giancarlo Vecerrica già Amministratore Apostolico, che concludesti il processo canonico arcidiocesano per la canonizzazione e Carissimo Mons. Domenico Crescentino Marinozzi O.F.M.Cap., originario di San Severino Marche, Vicario Apostolico Emerito si Soddo-Osanna in Etiopia,    Carissimi Sacerdoti, distinte Autorità civili, politiche e militari, Sorelle Povere del Monastero di Santa Chiara, Religiosi e Religiose, Fedeli tutti qui convenuti per ringraziare il Signore per il dono ricevuto della Canonizzazione della Santa Battista Camilla (Varano) da CAMERINO. Nella Sua Persona Eminentissimo e Caro Prefetto noi desideriamo dimostrare la riconoscenza al Santo Padre BENEDETTO XVI che domenica scorsa, con la Sua Apostolica Autorità, ha iscritto nellalbum dei Santi della Chiesa Universale una cristiana figlia di questa Chiesa di Camerino-San Severino Marche e monaca dellOrdine di Santa Chiara. Egli ci ha incoraggiato ad attingere dalla solida tradizione della Chiesa il patrimonio di vita autentica che culmina nella santità.  La nostra Chiesa è ricca di storia francescana. Non solo a Renacavata di Camerino è nato lOrdine dei Frati Cappuccini, ma questa stessa Cattedrale conserva nellaltare della navata di sinistra le spoglie del Beato Giovanni da Parma (morto nel 1289) sesto successore di S. Francesco dAssisi. Mentre sotto laltare della navata di sinistra riposa Pietro da Mogliano (morto nel 1490) il direttore spirituale della Santa, beatificato da Clemente tredicesimo e confermato da Pio VI. Santa Battista e il Beato Pietro da Mogliano debbono la conversione allascolto della predicazione del Beato Domenico da Leonessa. Tanto fervore francescano è arrivato fino a noi attraverso la presenza e lattività di tutte le Famiglie francescane, soprattutto dei due monasteri delle Clarisse di Santa Chiara in Camerino e San Severino Marche. Le Sorelle Povere del Monastero Camerte hanno affrontato con impegno indefesso la gioiosa fatica di questi anni, ma si trovano oggi a condividere festosamente con tutte le componenti della Chiesa e della società questa gloria del loro Ordine e delle Marche.  In Santa Battista Camilla viviamo sintetizzata non solo la passata storia di un antico casato, la nobile vicenda di questa antica Diocesi che nei secoli seppe generare in questa regione numerose altre Chiese diocesane e donò il pontefice Clemente X che fu papa dal 1670 al 1676 , la fecondità del carisma dei Santi Francesco e Chiara, ma ci viene proposta lattualità del dono della fede cristiana che è capace di dare senso generoso e nuovo alla vita di ogni uomo e donna.   Noi chiediamo a questa Santa Donna di crescere nellunità e nella formazione ecclesiale, di diventare per gli uomini del mondo doggi, soprattutto per i giovani e le famiglie, costruttori di una speranza affidabile, di farci carico di essere luce e sale del mondo là dove il senso dellesistenza e il dono della vita producono per molti contemporanei cultura di morte, divisioni, disperazione e povertà sempre nuove.   Per questo, anche lumile gesto dincominciare da oggi a far ardere accanto a Santa Battista Camilla da Camerino un lume, alimentato dallolio delle nostre terre e offerto dai Comuni delle Vicarie dellArcidiocesi, significa preghiera per ottenere la concordia delle intenzioni e impegno da parte di tutti ad operare per il bene comune.  Grazie, Eminentissimo Prefetto per essere tra noi e dica al Santo Padre la nostra fedeltà al Suo Magistero e la nostra volontà di vivere “da buoni cristiani e onesti cittadini”, come insegna il Suo amato Padre Don Bosco, e indegnamente anche mio, e al quale sispirano per tradizione i nostri oratori e il nostro impegno educativo.                           +Francesco Giovanni, arcivescovo

Un incontro di fede e di affetto quello che ha richiamato centinaia di persone nel duomo di Camerino davanti all'urna di santa Camilla Battista da Varano. Ad una settimana dalla proclamazione in piazza s. Pietro, la città di Camerino e l'intera arcidiocesi hanno voluto esprimere il riconoscimento a Dio a al papa per la canonizzazione. Il territorio era rappresentato dai sindaci, dai presidenti delle comunità montane, dalle più alte autorità.
La solenne messa pontificale, concelebrata da tre vescovi (Francesco Giovanni Brugnaro, Giancarlo Vecerrica e Domenico Marinozzi), da decine di sacerdoti e religiosi, è stata presieduta dal neo cardinale eletto Angelo Amato, prefetto della pontificia congregazione per le cause dei santi, il quale ha ringraziato per la calda accoglienza ricevuta a Camerino e ha tratteggiato la figura di Camilla Battista, una donna vissuta 5 secoli fa, ma tuttora attuale per il vigore della sua esperienza di fede.
Il vescovo della diocesi camerte-settempedana Francesco Giovanni Brugnaro, all'inizio della messa, ha salutato il neo cardinale Amato e tutte le persone presenti. In conclusione ha letto una bella e ispirata preghiera alla nuova santa, seguita con grande attenzione dalla folla dei fedeli.
Nella cattedrale camerte inondata di luce erano le confraternite in divisa della città, le monache clarisse di Camerino e San Severino Marche, giovani frati minori francescani, la "schola cantorum" del duomo diretta dal M° Silvio Catalini (all'organo il M° Lanfranco Ferroni), i cavalieri dell'ordine di Malta di Macerata.
Un gesto significativo è stato quello dell'offerta dell'olio a santa Camilla Battista: alimenterà una particolare lampada, che d'ora in poi arderà davanti al corpo della santa. La prima accensione è toccata al sindaco di Camerino Dario Conti. Il prossimo anno sarà la volta di San Severino, poi via via tutti gli altri comuni della diocesi. Il gesto sarà ripetuto il 2 giugno, ricorrenza già fissata nel calendario per santa Camilla Battista da Varano.
La domenica di festa si è chiusa con l'allegria degli scout in piazza e un rinfresco per tutti servito da Roberto Todini nei sotterranei e nelle sale del palazzo arcivescovile.

di seguito il discorso del Vescovo Brugnaro in Cattedrale.

 

Cattedrale 24 ottobre 2010 ore 17.00

 

Eminentissimo e Carissimo Signor Cardinale Nominato

 

                      ANGELO AMATO S.D.B.

 Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi

 

Eccellentissimo e Caro Vescovo di Fabriano-Matelica Mons. Giancarlo Vecerrica già Amministratore Apostolico, che concludesti il processo canonico arcidiocesano per la canonizzazione e Carissimo Mons. Domenico Crescentino Marinozzi O.F.M.Cap., originario di San Severino Marche, Vicario Apostolico Emerito si Soddo-Osanna in Etiopia,

   Carissimi Sacerdoti, distinte Autorità civili, politiche e militari, Sorelle Povere del Monastero di Santa Chiara, Religiosi e Religiose, Fedeli tutti qui convenuti per ringraziare il Signore per il dono ricevuto della Canonizzazione della Santa Battista Camilla (Varano) da CAMERINO.

Nella Sua Persona Eminentissimo e Caro Prefetto noi desideriamo dimostrare la riconoscenza al Santo Padre BENEDETTO XVI che domenica scorsa, con la Sua Apostolica Autorità, ha iscritto nell'album dei Santi della Chiesa Universale una cristiana figlia di questa Chiesa di Camerino-San Severino Marche e monaca dell'Ordine di Santa Chiara. Egli ci ha incoraggiato ad attingere dalla solida tradizione della Chiesa il patrimonio di vita autentica che culmina nella santità.

 La nostra Chiesa è ricca di storia francescana. Non solo a Renacavata di Camerino è nato l'Ordine dei Frati Cappuccini, ma questa stessa Cattedrale conserva nell'altare della navata di sinistra le spoglie del Beato Giovanni da Parma (morto nel 1289) sesto successore di S. Francesco d'Assisi. Mentre sotto l'altare della navata di sinistra riposa Pietro da Mogliano (morto nel 1490) il direttore spirituale della Santa, beatificato da Clemente tredicesimo e confermato da Pio VI. Santa Battista e il Beato Pietro da Mogliano debbono la conversione all'ascolto della predicazione del Beato Domenico da Leonessa. Tanto fervore francescano è arrivato fino a noi attraverso la presenza e l'attività di tutte le Famiglie francescane, soprattutto dei due monasteri delle Clarisse di Santa Chiara in Camerino e San Severino Marche. Le Sorelle Povere

del Monastero Camerte hanno affrontato con impegno indefesso la gioiosa fatica di questi anni, ma si trovano oggi a condividere festosamente con tutte le componenti della Chiesa e della società questa gloria del loro Ordine e delle Marche.

 In Santa Battista Camilla viviamo sintetizzata non solo la passata storia di un antico casato, la nobile vicenda di questa antica Diocesi che nei secoli seppe generare in questa regione numerose altre Chiese diocesane e donò il pontefice Clemente X che fu papa dal 1670 al 1676 , la fecondità del carisma dei Santi Francesco e Chiara, ma ci viene proposta l'attualità del dono della fede cristiana che è capace di dare senso generoso e nuovo alla vita di ogni uomo e donna.

  Noi chiediamo a questa Santa Donna di crescere nell'unità e nella formazione ecclesiale, di diventare per gli uomini del mondo d'oggi, soprattutto per i giovani e le famiglie, costruttori di una speranza affidabile, di farci carico di essere luce e sale del mondo là dove il senso dell'esistenza e il dono della vita producono per molti contemporanei cultura di morte, divisioni, disperazione e povertà sempre nuove.

  Per questo, anche l'umile gesto d'incominciare da oggi a far ardere accanto a Santa Battista Camilla da Camerino un lume, alimentato dall'olio delle nostre terre e offerto dai Comuni delle Vicarie dell'Arcidiocesi, significa preghiera per ottenere la concordia delle intenzioni e impegno da parte di tutti ad operare per il bene comune.

 Grazie, Eminentissimo Prefetto per essere tra noi e dica al Santo Padre la nostra fedeltà al Suo Magistero e la nostra volontà di vivere “da buoni cristiani e onesti cittadini”, come insegna il Suo amato Padre Don Bosco, e indegnamente anche mio, e al quale s'ispirano per tradizione i nostri oratori e il nostro impegno educativo.                           +Francesco Giovanni, arcivescovo

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