Stessa spiaggia, stessa manovra, solite caste

Mercoledì, 20 Luglio 2011 02:00 | Letto 2430 volte   Clicca per ascolare il testo Stessa spiaggia, stessa manovra, solite caste Da alcuni anni ho la fortuna di andare in ferie nel mese di luglio e neanche a farlo apposta ogni anno sotto l'ombrellone trovi gli stessi titoloni sui principali quotidiani nazionali: ''stangata di mezza estate '' - la manovra di Arlecchino – ancora salva la casta – aumento del costo della benzina – mercati in crisi. Borse, bruciati miliardi di euro e cosi via. Ma io dico, lo fate apposta! Attendete che la gente si conceda qualche giorno di riposo e la costringete a leggere il solito bollettino di negatività. Ogni anno è la stessa storia, da 10 anni ogni estate siamo di fronte ad una manovra economica che, guarda caso, deve attappare i buchi della mala politica, della mala sanità e di tutte le male che volete. Il presidente del Coordinamento delle Associazioni per la comunicazione, Domenico Delle Foglie, ha dichiarato: “Preoccupa la scarsa credibilità dei giornalisti italiani. Metà della popolazione considera i giornalisti poco affidabili e addirittura il 67,2% li percepisce come poco indipendenti e ancor di più (67,8%) molto o abbastanza spregiudicati (il dato emerge dal Rapporto Censis-Ucsi).'' Questo crollo generale di credibilità dovrebbe interrogarci tutti, professionisti e non.. Complici, a nostro parere, di una cattiva percezione del bipolarismo politico che ha accentuato una sorta di bipolarismo informativo e ha evidenziato un arretramento etico a scapito dellinformazione libera, autonoma e indipendente. E' chiaro allora che siamo difronte a un mondo dellinformazione sempre più dominata dagli interessi economici e politici; quindi poco credibile. Non a caso sono state toccate le caste e rinviate le liberalizzazioni degli ordini degli avvocati, dei notai, dei medici, farmacisti e dei giornalisti. Allora di seguito riportiamo ciò che ha detto giovedì 7 luglio, a Roma ( sul sito www.radioc1inblu.it è possibile riascoltare l'intervento integrale ), il ministro dell'economia Giulio Tremonti, senza tagli o manomissioni studiate ad arte dalla casta dei giornalisti. '' Il professore '' al Palalottomatica, davanti a ventimila agricoltori, aveva anticipato quello che alcune ore dopo avrebbe detto e cercato di fare in termini di tagli e riduzione del debito pubblico. In un passaggio ha anche affermato: ''noi occidentali viviamo al di sopra delle nostre possibilità e non abbiamo ancora capito che la crisi mondiale e la globalizzazione hanno cambiato il mondo. Prima c'era il G 7, si parlava un'unica lingua l'Inglese e la moneta unica era il dollaro. Oggi, nel G 20, si parlano molte lingue e le monete sono molte. Quindi non possiamo più permetterci di indebitarci e l'obiettivo è il pareggio di bilancio. Le cose fatte. – Le nuove imprese, fatte da giovani o da persone espulse dal mondo del lavoro, per 5 anni pagano solo il 5% di imposta.. Mi sembra questa una cosa buona per i giovani o per quelli che hanno perso il lavoro e credo sia il regime più conveniente d'Europa. C'è un credito d'imposta per chi assume nel mezzogiorno d'Italia, per le industrie che investono nell'università, c'è un'azione costante di messa in rete delle imprese. La lezione che ci viene dalla globalizzazione è che la competizione è tra giganti, tra grandi industrie. Una delle ragioni per cui la Germania è andata bene è che ha trattato da gigante con giganti. Il 95% del prodotto italiano è fatto da piccole imprese. Non si possono costringere le imprese a fondersi; quindi lo strumento che sta funzionando è quello della rete. Ogni impresa conserva la propria individualità, ma la rete consente alle imprese di andare tutte insieme, con una sola voce sia verso le banche, sia verso le pubbliche amministrazioni, sia verso il mercato estero. Credo sia una via importante per la crescita. In questo senso, ad esempio, c'è per le imprese turistiche la possibilità di diventare distretto, che altro non è se non la versione territoriale delle reti. E nel distretto turistico l'unica autorità amministrativa è il prefetto della repubblica italiana. Ed è il modello delle zone a burocrazia zero. Le cose che non vanno – Vi siete mai chiesti perchè in Italia le opere pubbliche si fanno nel doppio del tempo e col doppio del costo rispetto agli altri paesi? Perchè l'Italia è l'unico paese in cui non c'erano limiti alle cosiddette riserve e alle cosiddette opere compensative. Base d'appalto 100, vince un'impresa con 30, ma essendo un'impresa che ha più avvocati che ingegneri comincia a mettere le riserve e l'opera si fa con il doppio del costo e del tempo . Nessuno aveva mai pensato a mettere un limite alle riserve. Se vinci e l'andamento della costruzione non va bene è un rischio che prendi tu impresa e non un costo che giri alla collettività. Opere compensative: se un'opera si sviluppa in un territorio tutti i governi locali chiedono opere compensative. Così il cumulo complessivo delle opere compensative porta ad un aumento dei costi e soprattutto ad un ritardo dei tempi. Sembra una cosa piccola, ma aver previsto limiti alle riserve e alle opere compensative credo che il provvedimento vada nella giusta direzione. La Finanza pubblica.- Il pareggio di bilancio è un obiettivo non solo politico, ma etico. E se lo si vuole veramente perseguire bisogna cominciare dai costi della politica. A questo punto si hanno davanti due strade: la strada della rivoluzione o la strada della legge. Se si vuol seguire la strada della legge bisogna fare una legge che sia conforme alla legge, cioè alla costituzione. Dunque ci sono cose che possono avere immediata esecuzione e altre che non la possono avere. Nel decreto legge c'è il più grande cambiamento del costo della politica e degli apparati amministrativi mai fatto in Italia. Non ci sarà nessun politico o amministratore che prenderà un euro in più di quanto avviene nel resto dell'Europa. A questo punto sorge il problema: fare tutto e subito o seguire la strada più giusta , quella di aspettare i rinnovi? Prendiamo un dirigente dello stato il cui compenso sia più alto rispetto al resto dell'Europa. Non è possibile dirgli che il suo contratto, di colpo, viene violato per legge perchè un eventuale ricorso al Tar bloccherebbe tutto. La scelta seguita è quella che man mano che scadono i contratti, che si configurano i rinnovi tutti saranno livellati alla media europea. Anche perchè la scelta del tutto e subito porta inevitabilmente al niente per sempre. L' ultimo punto. - La nostra costituzione, che rispetto come legge fondamentale, è costruita contro i governi e a favore del parlamento perchè si teme che i governi siano antidemocratici, mentre nel parlamento si vede il luogo della democrazia. La possibilità che per decreto si tagli da subito il parlamento è fuori dalla costituzione e nessuno avrebbe mai firmato un decreto del governo contro il parlamento. Abbiamo scelto l'unica via possibile e ugualmente realistica. Sarà il parlamento che da subito calcola i possibili risparmi, li rende pubblici e va in un fondo pubblico destinato all'8 o al 5 per mille. Questo credo sia il modo riformista e morale per ridurre i costi degli apparati amministrativi e politici dalle più alte cariche dello stato ai consiglieri comunali. C'è un cinico adagio, attribuito ad un'onorevole personalità europea, che dice: “sappiamo cosa fare, ma non sappiamo come farci rieleggere''. Credo sia importante la prima parte di quella preposizione, mentre la seconda non dipende da quanto si è furbi, ma da quanto si è seri. Noi siamo un paese che ha un deficit del 4,5%; un po' come se una famiglia nella quale entra 100 spende 104, 5, andando in banca a chiedere il prestito del mancante. Ovviamente ciò può andar bene il primo anno, ma in seguito alla famiglia verrà chiesto di operare una seria programmazione delle spese proporzionate alle entrate. Questo è il dato fondamentale. Il pareggio di bilancio significa allineare le entrate con le uscite e smettere di illudersi che il mondo sia come prima. Non bisogna dimenticare che abbiamo il terzo debito pubblico del mondo, ma non abbiamo la terza economia del mondo e che la crisi non è finita e questo è un dato che deve preoccupare tutti. Il popolo italiano è saggio e intelligente e la gente non vuole furbate o scorciatoie. L'Europa ci chiede il pareggio di bilancio, ma anche se non ci fosse l'Europa non dobbiamo continuare ad indebitarci, ma dobbiamo mettere a posto i conti, seguendo un percorso obbligato. Se servi il tuo paese fai le cose che credi siano giuste poi gli elettori, alla fine, valuteranno e giudicheranno. Giulio Tremonti chiude il suo intervento con una immagine di campagna: '' ci sono le cicale e ci sono le formiche. Le cicale stanno in alto a cantare e le formiche stanno per terra a lavorare'' Noi aggiungiamo: '' visto che il conto lo pagheremo sempre noi, pensate positivo e buone vacanze''. Mario Staffolani  

Da alcuni anni ho la fortuna di andare in ferie nel mese di luglio e neanche a farlo apposta ogni anno sotto l'ombrellone trovi gli stessi titoloni sui principali quotidiani nazionali: ''stangata di mezza estate '' - la manovra di Arlecchino – ancora salva la casta – aumento del costo della benzina – mercati in crisi. Borse, bruciati miliardi di euro e cosi via.
Ma io dico, lo fate apposta! Attendete che la gente si conceda qualche giorno di riposo e la costringete a leggere il solito bollettino di negatività. Ogni anno è la stessa storia, da 10 anni ogni estate siamo di fronte ad una manovra economica che, guarda caso, deve attappare i buchi della mala politica, della mala sanità e di tutte le male che volete.
Il presidente del Coordinamento delle Associazioni per la comunicazione, Domenico Delle Foglie, ha dichiarato: “Preoccupa la scarsa credibilità dei giornalisti italiani. Metà della popolazione considera i giornalisti poco affidabili e addirittura il 67,2% li percepisce come poco indipendenti e ancor di più (67,8%) molto o abbastanza spregiudicati (il dato emerge dal Rapporto Censis-Ucsi).'' Questo crollo generale di credibilità dovrebbe interrogarci tutti, professionisti e non.. Complici, a nostro parere, di una cattiva percezione del bipolarismo politico che ha accentuato una sorta di bipolarismo informativo e ha evidenziato un arretramento etico a scapito dell'informazione libera, autonoma e indipendente.
E' chiaro allora che siamo difronte a un mondo dell'informazione sempre più dominata dagli interessi economici e politici; quindi poco credibile. Non a caso sono state toccate le caste e rinviate le liberalizzazioni degli ordini degli avvocati, dei notai, dei medici, farmacisti e dei giornalisti.
Allora di seguito riportiamo ciò che ha detto giovedì 7 luglio, a Roma ( sul sito www.radioc1inblu.it è possibile riascoltare l'intervento integrale ), il ministro dell'economia Giulio Tremonti, senza tagli o manomissioni studiate ad arte dalla casta dei giornalisti.
'' Il professore '' al Palalottomatica, davanti a ventimila agricoltori, aveva anticipato quello che alcune ore dopo avrebbe detto e cercato di fare in termini di tagli e riduzione del debito pubblico. In un passaggio ha anche affermato: ''noi occidentali viviamo al di sopra delle nostre possibilità e non abbiamo ancora capito che la crisi mondiale e la globalizzazione hanno cambiato il mondo. Prima c'era il G 7, si parlava un'unica lingua l'Inglese e la moneta unica era il dollaro. Oggi, nel G 20, si parlano molte lingue e le monete sono molte. Quindi non possiamo più permetterci di indebitarci e l'obiettivo è il pareggio di bilancio.
Le cose fatte. – Le nuove imprese, fatte da giovani o da persone espulse dal mondo del lavoro, per 5 anni pagano solo il 5% di imposta.. Mi sembra questa una cosa buona per i giovani o per quelli che hanno perso il lavoro e credo sia il regime più conveniente d'Europa. C'è un credito d'imposta per chi assume nel mezzogiorno d'Italia, per le industrie che investono nell'università, c'è un'azione costante di messa in rete delle imprese. La lezione che ci viene dalla globalizzazione è che la competizione è tra giganti, tra grandi industrie. Una delle ragioni per cui la Germania è andata bene è che ha trattato da gigante con giganti. Il 95% del prodotto italiano è fatto da piccole imprese. Non si possono costringere le imprese a fondersi; quindi lo strumento che sta funzionando è quello della rete. Ogni impresa conserva la propria individualità, ma la rete consente alle imprese di andare tutte insieme, con una sola voce sia verso le banche, sia verso le pubbliche amministrazioni, sia verso il mercato estero. Credo sia una via importante per la crescita. In questo senso, ad esempio, c'è per le imprese turistiche la possibilità di diventare distretto, che altro non è se non la versione territoriale delle reti. E nel distretto turistico l'unica autorità amministrativa è il prefetto della repubblica italiana. Ed è il modello delle zone a burocrazia zero.
Le cose che non vanno – Vi siete mai chiesti perchè in Italia le opere pubbliche si fanno nel doppio del tempo e col doppio del costo rispetto agli altri paesi? Perchè l'Italia è l'unico paese in cui non c'erano limiti alle cosiddette riserve e alle cosiddette opere compensative. Base d'appalto 100, vince un'impresa con 30, ma essendo un'impresa che ha più avvocati che ingegneri comincia a mettere le riserve e l'opera si fa con il doppio del costo e del tempo . Nessuno aveva mai pensato a mettere un limite alle riserve. Se vinci e l'andamento della costruzione non va bene è un rischio che prendi tu impresa e non un costo che giri alla collettività. Opere compensative: se un'opera si sviluppa in un territorio tutti i governi locali chiedono opere compensative. Così il cumulo complessivo delle opere compensative porta ad un aumento dei costi e soprattutto ad un ritardo dei tempi. Sembra una cosa piccola, ma aver previsto limiti alle riserve e alle opere compensative credo che il provvedimento vada nella giusta direzione.
La Finanza pubblica.- Il pareggio di bilancio è un obiettivo non solo politico, ma etico. E se lo si vuole veramente perseguire bisogna cominciare dai costi della politica. A questo punto si hanno davanti due strade: la strada della rivoluzione o la strada della legge. Se si vuol seguire la strada della legge bisogna fare una legge che sia conforme alla legge, cioè alla costituzione. Dunque ci sono cose che possono avere immediata esecuzione e altre che non la possono avere. Nel decreto legge c'è il più grande cambiamento del costo della politica e degli apparati amministrativi mai fatto in Italia. Non ci sarà nessun politico o amministratore che prenderà un euro in più di quanto avviene nel resto dell'Europa. A questo punto sorge il problema: fare tutto e subito o seguire la strada più giusta , quella di aspettare i rinnovi? Prendiamo un dirigente dello stato il cui compenso sia più alto rispetto al resto dell'Europa. Non è possibile dirgli che il suo contratto, di colpo, viene violato per legge perchè un eventuale ricorso al Tar bloccherebbe tutto. La scelta seguita è quella che man mano che scadono i contratti, che si configurano i rinnovi tutti saranno livellati alla media europea. Anche perchè la scelta del tutto e subito porta inevitabilmente al niente per sempre.
L' ultimo punto. - La nostra costituzione, che rispetto come legge fondamentale, è costruita contro i governi e a favore del parlamento perchè si teme che i governi siano antidemocratici, mentre nel parlamento si vede il luogo della democrazia. La possibilità che per decreto si tagli da subito il parlamento è fuori dalla costituzione e nessuno avrebbe mai firmato un decreto del governo contro il parlamento. Abbiamo scelto l'unica via possibile e ugualmente realistica. Sarà il parlamento che da subito calcola i possibili risparmi, li rende pubblici e va in un fondo pubblico destinato all'8 o al 5 per mille. Questo credo sia il modo riformista e morale per ridurre i costi degli apparati amministrativi e politici dalle più alte cariche dello stato ai consiglieri comunali.
C'è un cinico adagio, attribuito ad un'onorevole personalità europea, che dice: “sappiamo cosa fare, ma non sappiamo come farci rieleggere''. Credo sia importante la prima parte di quella preposizione, mentre la seconda non dipende da quanto si è furbi, ma da quanto si è seri.
Noi siamo un paese che ha un deficit del 4,5%; un po' come se una famiglia nella quale entra 100 spende 104, 5, andando in banca a chiedere il prestito del mancante. Ovviamente ciò può andar bene il primo anno, ma in seguito alla famiglia verrà chiesto di operare una seria programmazione delle spese proporzionate alle entrate. Questo è il dato fondamentale. Il pareggio di bilancio significa allineare le entrate con le uscite e smettere di illudersi che il mondo sia come prima. Non bisogna dimenticare che abbiamo il terzo debito pubblico del mondo, ma non abbiamo la terza economia del mondo e che la crisi non è finita e questo è un dato che deve preoccupare tutti.
Il popolo italiano è saggio e intelligente e la gente non vuole furbate o scorciatoie. L'Europa ci chiede il pareggio di bilancio, ma anche se non ci fosse l'Europa non dobbiamo continuare ad indebitarci, ma dobbiamo mettere a posto i conti, seguendo un percorso obbligato.
Se servi il tuo paese fai le cose che credi siano giuste poi gli elettori, alla fine, valuteranno e giudicheranno.
Giulio Tremonti chiude il suo intervento con una immagine di campagna: '' ci sono le cicale e ci sono le formiche. Le cicale stanno in alto a cantare e le formiche stanno per terra a lavorare''
Noi aggiungiamo: '' visto che il conto lo pagheremo sempre noi, pensate positivo e buone vacanze''.


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