“Che tutti siano uno”: fu l'ultima volontà di Gesù prima dell'arresto, la sera della cena. Ancora oggi quella preoccupazione è viva più che mai tra frange di diverse religioni, tra le stesse confessioni cristiane: cattolici, ortodossi, chiese luterane, anglicani, la contestazione del vescovo Lefèbre. Nella basilica del santo sepolcro, a Gerusalemme, il luogo più sacro della cristianità, i monaci ancora si azzuffano, per contendersi qualche centimetro delle cappelle e dei diversi spazi. Eppure da oltre 100 anni, dal 1908, si prega in tutto il mondo per l'unità delle diverse chiese. Molti sono i risultati raggiunti, ma la strada è ancora lunga. Basti pensare al desiderio inascoltato di papa Giovanni Paolo II, che non riuscì mai a mettere piede a Mosca e incontrare il patriarca.
Dal 18 al 25 gennaio tutti i cristiani del mondo, anche quest'anno, tornano a pregare per la loro unità, “in modo da formare”, come si legge in un documento sottoscritto dal vescovo cattolico Vincenzo Paglia e dal patriarca ortodosso Gennadios Zervos, “un solo bastone nella mano di Dio”.A Camerino le celebrazioni si svolgono ogni pomeriggio alle ore 18,30 nella chiesa cattedrale. Intervengono di volta in volta le parrocchie cittadine, i cappuccini di Renacavata, alcuni movimenti ecclesiali. Da rilevare che in città, oltre alle presenze dei lavoratori stranieri, vi sono quelle degli studenti universitari, alcuni dei quali sono ortodossi e fedeli dell'islam.
Di seguito il programma dettagliato delle celebrazioni in programma nella cattedrale di Camerino:
