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Insegnava ed esercitava l'attività di ingegnere da oltre 35 anni, senza aver conseguito la laurea in ingegneria civile, sulla base di un copia autenticata falsa da cui risultava dottore con votazione 110/110 all'Università Politecnica delle Marche;  dopo il terremoto che ha sconvolto il Centro Italia nel 2016 aveva anche  firmato atti per l'agibilità sismica di fabbricati, progetti e collaudi statici nei Comuni di Vallo di Nera, Macerata, Cerreto d'Esi e Ascoli Piceno. Lo hanno scoperto i carabinieri di Camerano, coordinati dalla Procura di Ancona, dopo indagini e acquisizioni di documenti nelle scuole dove l'uomo - 68 anni, originario di Poggio San Vicino e attualmente in pensione - aveva insegnato  a Jesi ,all'agrario di Fabriano e presso le università a cui era stato iscritto (Univpm e Unicam), senza ottenere alcun diploma di laurea. Al 68enne, la cui situazione è stata segnalata all'Ordine degli ingegneri di Macerata e alla Corte dei Conti, è stato recapitato l'avviso di chiusura delle indagini per l'accusa di esercizio abusivo di professione.

Fonte Ansa

L’asilo nido a Lucia Romaldi, la piazza del nuovo centro commerciale a Dario Conti. Sono le proposte della giunta comunale di Camerino che, con una delibera in via di pubblicazione, ha reso noto di aver avviato le procedure di legge per intitolare i due luoghi cittadini ai compianti Lucia Romaldi e Dario Conti.
Una decisione che arriva dopo il parere preventivo favorevole della Prefettura e quello della Commissione Toponomastica cittadina, che si è espressa favorevolmente per l’intitolazione a Lucia Romaldi e sfavorevolmente per l’intitolazione all’ex sindaco Conti (tra le motivazioni il fatto che non sono ancora trascorsi dieci anni dalla sua scomparsa). Considerato, tuttavia, che il parere della commissione non è da ritenersi vincolante, la giunta ha deciso di procede all’avvio di tutte le procedure di legge .
Lucia Romaldi, lo ricordiamo, è deceduta il 26 febbraio del 2010, dopo una vita spesa tra i bambini e nell’associazionismo cittadino. Per questo, la scelta è ricaduta sull’Asilo Nido di Via Battista Varano. Una donna, si legge nella delibera, che “si dedicò alla prima infanzia nella sua veste di maestra e che ha fatto dei valori di solidarietà, dell’aiuto al prossimo e al più debole il baluardo della propria esistenza, che ha ricoperto per molti anni il ruolo di Presidente del Comitato di Gestione del Nido che le si vuole dedicare generando, con le sue brillanti intuizioni, il prezioso servizio per la città, facendolo divenire esempio di innovativo metodo di insegnamento”. Motivazioni queste, con cui la giunta ha richiesto le autorizzazioni previste dalla legge alla Prefettura di Macerata che ha già espresso un parere preventivo favorevole.

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Per quanto riguarda l’ex sindaco Dario Conti, invece, il luogo individuato dall’amministrazione comunale è quello della piazza del nuovo centro commerciale in via di realizzazione. Un luogo che, come noto, costituirà, di fatto, anche il nuovo punto di aggregazione cittadina visto che il centro storico è dichiarato zona rossa sin dai giorni immediatamente successivi al sisma. E che, se vi saranno le dovute realizzazioni, porterà quindi il nome del compianto ex sindaco di Camerino. “Uomo delle istituzioni – come si legge nella delibera - che ha sempre combattuto per la città di Camerino ed il territorio montano, strenuo difensore della popolazione locale, uomo e sindaco battagliero, tenace protagonista della storia politica provinciale”.

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                                             FOTO SOPRA: LA NUOVA PIAZZA IN VIA DI REALIZZAZIONE


“Abbiamo bisogno – ha affermato il sindaco Gianluca Pasqui – di aggrapparci al ricordo, anche ancora fresco, di quelle persone che hanno lottato per Camerino, che l’hanno resa all’avanguardia o che ne hanno promosso il territorio e il suo sviluppo. Per questo dopo il Belvedere Maria Grazia Capulli,anch’essa deceduta meno di dieci anni fa, abbiamo pensato ai nomi di Lucia Romaldi e Dario Conti”.

L’agenzia PAI di San Benedetto del patron Mimmo del Moro ha scelto L’azienda CONTRAM  spa di Camerino per accompagnare le miss finaliste delle regioni Marche e Abruzzo alle pre-finali di Jesolo. L'azienda ha messo a disposizione un bus aereografato che riporta sulle fiancate le immagini del territorio dell’alto maceratese che proprio nella gionrata di oggi trasferirà le 18 finaliste dalle Marche a Jesolo.

Sicuramente una bella opportunità per promuovere un meraviglioso territorio in una vetrina importante come la ribalta nazionale del concorso di Miss Italia.

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Dal 4 al 6 settembre l’Università di Camerino ospita il sesto convegno nazionale di AIGeo, l’Associazione Italiana di Geografia Fisica e Geomorfologia, attualmente presieduta dal prof. Gilberto Pambianchi docente della sezione di Geologia della Scuola di Scienze e Tecnologie di Unicam. Titolo del convegno è “Vivere sulle faglie. Storia dell’Uomo e del Paesaggio”

“ L’idea- spiega il prof. Pambianchi- nasce dall’ Associazione Italiana di geografia fisica e geomorfologia che organizza sistematicamente dei convegni. Ho scelto la sede di Camerino perché, allo scadere del mio mandato di presidenza, volevo onorare l’ateneo e la città di Camerino. Il convegno è ispirato ad un articolo del marzo 2017 di Paolo Rumiz, scrittore e giornalista de La repubblica, il quale ha raccontato l’esperienza della traversata a piedi che ha fatto di persona da Amatrice a Camerino. L’articolo si sofferma, non tanto sulle macerie, ma sulle bellezze e sulla popolazione del Centro Italia. Con questo forum – sottolinea il docente- vogliamo rimarcare i punti di forza di questo territorio, le sue peculiarità, le eccellenze, la bellezza del paesaggio e la forza della gente su cui basare una possibile rinascita. D’altro canto il convegno vuole anche rimarcare che il problema dei terremoti, non sono solo le faglie, meritando un'attenzione fondamentale  anche tutte le ripercussioni del sisma sull’ambiente geologico.

Pambianchinella foto il Prof. Gilberto Pambianchi

"Ci sono stati numerosi movimenti franosi, tanti effetti di superficie, spaccature-continua Pambianchi -: tutto questo bisogna monitorarlo e il nostro territorio deve diventare un laboratorio scientifico, di esempio per l'Italia e a livello internazionale. Il sisma ha creato delle frane e altre ne sono in agguato e ha creato un notevole depauperamento della risorsa idrica; abbiamo degli acquedotti che hanno più che dimezzato le loro portate che, da 500 litri al secondo sono arrivate a 200 litri al secondo. Del problema dell'acqua nessuno ne parla e noi vogliamo evidenziarlo con questo convegno perché, per non trovarci male nel prossimo futuro, dobbiamo pensare alla risorsa idrica. Su questo, con tutta probabilità anche la geologia italiana ha mandato dei messaggi parziali; il problema del terremoto non è soltanto la ricerca del colpevole  e cioè, delle faglie che lo hanno generato. Le faglie ci sono e le conosciamo, quello che invece è passato in second' ordine e che addirittura non viene preso in considerazione, è il monitoraggio del territorio sia per quel che riguarda le frane che si potrebbero innescare in questi anni successivi, ma anche il problema dell'acqua Il terremoto è stato fortissimo, ha sconvolto la circolazione profonda, alcune sorgenti si sono prosciugate.  E' giunto il momento di prendere in considerazione questo problema”.

Il convegno, che si terrà martedì 4 settembre presso il Polo di Geologia a partire dalle ore 14:30, si aprirà con i saluti e le relazioni introduttive del Rettore Unicam Claudio Pettinari, del Sindaco di Camerino Gianluca Pasqui e del Presidente AIGeo Gilberto Pambianchi. Seguiranno poi le relazioni di Paolo Rumiz, che racconterà il suo viaggio a piedi da Amatrice a Camerino; di Salvatore Monteleone dell’Università di Palermo, che illustrerà gli aspetti geologici e geomorfologici a 50 anni dal terremoto del Belice; di Enrico Miccadei dell’Università G. d’Annunzio di Chieti e Pescara che illustrerà la Faglia del Monte Serrone (Appennino abruzzese).Il pomeriggio si chiuderà con una tavola rotonda alla quale prenderanno parte docenti, esperti, tecnici, amministratori. Saranno oltre 70 i partecipanti alla tre giorni, provenienti da tutte le università italiane. Nella giornata di mercoledì 5 settembre è in programma l’escursione alla Valle del Chienti, Castelsantangelo sul Nera, Castelluccio, Norcia, Visso e Camerino. Giovedì 6 settembre si terrà infine l’Assemblea AIgeo, nel corso della quale si svolgeranno le votazioni per il rinnovo del Consiglio Direttivo del triennio 2019-2021.

“Siamo stupefatti dall’atteggiamento del Ministro per l’Ambiente. Facciamo appello al Governo perché siano coerenti e non impugnino la nostra legge. Ci batteremo in ogni sede”. 

La pensano così l’assessore regionale all’Ambiente Angelo Sciapichetti e il consigliere regionale Sandro Bisonni che stamattina hanno incontrato la stampa al Cosmari di Tolentino. L’occasione è valsa per ribadire la volontà di difendere e valorizzare la politica regionale nella gestione dei rifiuti, che rifiuta qualsiasi ipotesi di nuovi inceneritori nelle territorio. È stata scelta proprio la sede del Cosmari perché li era ubicato l’ex impianto di combustione ormai in disuso.

“Oggi siamo simbolicamente qui - ha detto Sciapichetti - dove da tempo un inceneritore ha smesso felicemente di fumare, per dire a gran voce che non vogliamo inceneritori nelle Marche. Il Ministero dell’Ambiente intende proporre in consiglio dei ministri l’impugnativa della legge 22 del 2018 approvata all’unanimità dal consiglio regionale lo scorso giugno, che esclude la combustione dei rifiuti ad eccezione del biometano”. Secondo il Ministero la legge evidenzierebbe profili di incostituzionalità ma l’assessore ha fatto sapere che la Regione non ha nessuna intenzione di modificarla perché “quella legge si inserisce in un percorso chiaro, che portiamo avanti da anni. Abbiamo infatti da tempo impugnato al Tar Lazio il decreto del 2016 che prevedeva la realizzazione di un inceneritore nelle Marche. I nostri atti di programmazione - ha sottolineato - non prevedono termovalorizzatori perché nocivi e perché non ne abbiamo bisogno. Con i numeri presenti nelle Marche, qualsiasi impianto non sarebbe economico. La nostra Regione con il 65,56% di raccolta differenziata è tra le più virtuose in Italia. Vogliamo aumentare la differenziate, promuoviamo il riuso dei prodotti tramite appositi centri del riuso tra i primi nel Paese. Abbiamo inoltre approvato norme per la tariffazione puntuale in modo che meno se ne producono meno tasse si pagano”.

Per questo è stato ribadito un no deciso a qualsiasi ipotesi di nuovi inceneritori nelle Marche ed è stata rivendicata la prerogativa nella gestione dei rifiuti nel territorio marchigiano. 

“Sarebbe singolare - ha concluso Sciapichetti - che un governo composto da forze che si dicono contrarie agli inceneritori e a favore delle autonomie locali e dell’autodeterminazione, impugnasse la nostra legge”.

Da parte sua, il consigliere Bisonni, primo firmatario della legge regionale, ha sottolineato nuovamente la posizione della Regione in materia di rifiuti sostenendo che “bruciarli è una pratica inquinante oltre che assurda sotto molteplici punti di vista. Le Marche hanno voltato pagina, si sono candidate ad essere la terra delle armonie e della sostenibilità ambientale. La costituzione non obbliga il governo ad impugnare una legge regionale così come sottolineato anche dai costituzionalisti di riferimento del Movimento 5 Stelle. Dire pertanto che la nostra legge è incostituzionale perché la materia ambientale è di competenza dello Stato, da un lato non tiene conto della giurisprudenza della corte costituzionale - conclude - che sin dal 2002 afferma la possibilità da parte delle regioni di migliorare gli standard di tutela, dall’altro rivela l’ipocrisia del governo”.

g.g.

 

Chiusa dopo due anni la vertenza sindacale sul licenziamento collettivo.  Tutelati 47 dipendenti su 71, per ciascuno verranno riconosciute 15 mensilità. Nel frattempo, il 90% ha già trovato un nuovo lavoro, gli altri hanno maturato i requisiti pensionistici o sono vicini al loro raggiungimento.

Ai lavoratori inoltre, resta la possibilità di agire qualora incorrano in malattie professionali riconducibili all’attività cementiera.

A lavorare per raggiungere l’accordo i sindacati di Fillea Cgil e Filca Cisl col supporto degli avvocati Pettinari e Pantaleoni.

“Un piccolo successo per i lavoratori - dice il sindacalista Massimo De Luca - raggiunto lo scorso luglio. Adesso manca da chiudere una parte del periodo di cassa integrazione e se ci fosse qualcuno, nel tempo, che risconterà malattie professionali, potrà riservarsi di agire. Abbiamo lavorato tantissimo, con dedizione, i tanti viaggi a Roma al Ministero del Lavoro hanno portato a questo risultato. Si tratta solo di un primo risultato importantissimo ma a nostro parere, per quel sito produttivo, c’è ancora tanto da fare”.

D’altra parte però, rimane preoccupazione per il destino dell’impianto di Gagliole che oggi versa in stato di abbandono. I sindacati richiedono alla Regione una conferenza dei servizi per capire lo stato dell’arte in termini ambientali e produttivi: “Chiediamo un’immediata convocazione con tutte le istituzioni coinvolte e le parti sociali - annuncia Jacopo Lasca - per discutere di una possibile nuova destinazione. È stata una vertenza importante e impegnativa che ha dato giustizia ad un licenziamento collettivo di un sito produttivo importante per le comunità delle città limitrofe. Ora non possiamo più rinviare l’inizio di una discussione sulla riqualificazione dell’area, anche alla luce del Patto per la Ricostruzione e lo Sviluppo”. Per la Regione Marche, a tal proposito, sono previsti finanziamenti per 9 miliardi di euro tra risorse stanziate dal governo e quant’altro. 

A concludere la serie di interventi, l’ex dipendente Sauro Bravi secondo cui l’ottenimento di 20mila euro lordi per ciascun dipendente è un passo estremamente importante: “La proprietà inizialmente offriva solo 3mila euro dunque possiamo ritenerlo un accordo soddisfacente che non ci ridà indietro il posto di lavoro per cui abbiamo tanto lottato ma sicuramente questo indennizzo dà un po’ di sollievo economico alle famiglie”.

g.g.

Il sindaco di San Severino, Rosa Piermattei, ha ricevuto dall’impresa che ha eseguito i lavori le chiavi della nuova scuola provvisoria di via Lorenzo D’Alessandro, nel rione Di Contro. E' stata realizzata grazie a un cofinanziamento del Miur e del Comune, cui si sono aggiunte anche molte donazioni giunte spontaneamente da tanti privati. L’edificio, per dimensioni il primo di tutta l’area del “cratere” costruito in adempimento a quanto previsto dalle Ordinanze del Capo del Dipartimento di Protezione Civile per far fronte alla emergenza sisma, sarà ufficialmente inaugurato giovedì 13 settembre alle ore 12:30. Inizialmente la data del taglio fissata era quella del 12 ma per motivi istituzionali è stata infatti posticipata di un giorno. 

“La nuova scuola, composta da 14 classi, un’aula multimediale, spazi per segreteria e professori, un refettorio e alcuni locali di servizio - spiega il sindaco - risolverà la carenza di aule venutasi a creare a causa delle scosse di terremoto. Essa vuole essere un simbolo di reazione attiva alla situazione di calamità che si è verificata anche nel territorio del nostro Comune. Siamo molto contenti che anche questo importantissimo cantiere sia stato portato a termine. Mancano solo i collaudi e alcune piccole rifiniture e poi potremo inaugurare la nuova struttura rispettando la promessa di apertura per il nuovo anno scolastico”. 

Le opere sono state eseguite dall’associazione temporanea di imprese Mastrosimone Costruzioni Srl, con sede a Montalto Uffugo, e Algieri Pasquale, con sede a Rose, in provincia di Cosenza, per un importo che sfiora la cifra di 1 milione e 200mila euro.
g.g.

Colti in flagranza di reato due senegalesi che vendevano sostanze stupefacenti a minorenni. Questo è il risultato dell'operazione condotta ieri pomeriggio dai Carabinieri della Compagnia di Tolentino, guidati dal tenente Antonio Masciarelli. In seguito all'osservazione e al pedinamento nelle aree più a rischio della città, hanno colto sul fatto due senegalesi, M.I di 19 anni e D.A. di 23 anni.

I militari infatti hanno individuato, nel corso di giorni di appostamenti, i punti strategici da cui osservare l’area del parco “Isola d’Istria”, luogo di ritrovo frequentato soprattutto nelle ore pomeridiane da studenti nella gran parte dei casi di circa 18 anni, ed oggetto nelle ultime settimane di frequenti segnalazioni inerenti possibili episodi di devianza giovanile. E’ qui che è avvenuto lo “scambio” tra un gruppo di sei ragazzi tolentinati tra i 13 ed i 17 anni e due maggiorenni senegalesi, che in cambio di 25 Euro hanno venduto ad uno dei minori due dosi di hashish per un peso complessivo di 2 grammi. L’intervento dei Carabinieri è stato immediato, e per i due spacciatori, entrambi domiciliati a Tolentino, sono scattate le manette così come la perquisizione nelle rispettive abitazioni. Al loro interno sono stati rinvenuti ulteriori 150 grammi della stessa sostanza ceduta poco prima, nonché materiale vario per il confezionamento, un bilancino di precisione e denaro contante in banconote da piccolo taglio non riconducibile ad attività lavorativa svolta dai due.

I due pusher, su disposizione dell’Autorità giudiziaria di Macerata, sono finiti agli arresti domiciliari in attesa di convalida della misura. I sei minori sono stati accompagnati presso gli uffici della Caserma di Tolentino, all’interno della quale sono stati sentiti in merito a quanto accaduto in presenza dei rispettivi genitori, opportunamente convocati e ad i quali i ragazzi sono stati poi riaffidati al termine delle operazioni. Dopo aver ammesso che lo stupefacente acquistato sarebbe stato fumato in gruppo, nei confronti dei sei, i militari, alla presenza dei genitori, hanno svolto un’azione moralizzatrice volta a far comprendere i rischi di natura penale e soprattutto fisica a cui vengono esposte le loro giovani vite con l’assunzione di tali sostanze. Rimane altissima l’attenzione dei Carabinieri, ed importanti risultano in tale settore i protocolli d’intesa stipulati tra l’Arma e il Ministero della Pubblica Istruzione, finalizzati a prevenire quanto più possibile, a partire dalle scuole, un fenomeno che purtroppo sempre più frequentemente vede coinvolti minori di un’età che va via via abbassandosi. 
g.g.

Dall’Expo di Milano a Belforte del Chienti.

E’ arrivata questa mattina nel capoluogo del paese la colossale scultura creata da Dante Ferretti per l’Expo di Milano nel 2015 e in tour per la prima volta in assoluto nella regione Marche.

Si chiama Enolo e sotto il suo sguardo benevolo inizierà domani l’appuntamento della rassegna artistica MI_MarcheIperespressioniste a Belforte del Chienti. Si tratta di un flusso continuo di performance a partire dalle 21 in piazza Vittorio Emanuele II.
Inizia Rodolfo Craia con un spettacolo teatrale che è omaggio a illustri interpreti del genio artistico marchigiano: da Giacomo Leopardi a Dante Ferretti passando per Osvaldo Licini e Ivo Pannaggi.
A seguire la performance artistica del maestro Silvio Craia, dal titolo “In blu”, un omaggio al paesaggio dell’entroterra. Alle 23 il djset di world music ideato da Discodella.
Gli eventi sono site specific, cioè appositamente studiati per l’ambiente nel quale si svolgeranno e che verrà così coinvolto nella performance.

Giulia Sancricca

Il Comune di San Severino, dopo i tristi fatti di Genova, ha avviato un’operazione di controllo e censimento dei ponti presenti sul proprio territorio, uno dei più vasti di tutta la regione Marche con i suoi 195chilometri quadrati. 

Le verifiche sono state effettuate dai tecnici dell’ufficio Manutenzioni e da quelli dell’ufficio Sisma.

Non sono emerse particolari criticità – sottolinea il sindaco, Rosa Piermattei – ma il monitoraggio continua. La sicurezza e la manutenzione dei ponti, così come quella delle strade, è necessaria e ci stiamo già adoperando per attuare una puntuale opera di prevenzione. Laddove ci sarà bisogno saremo prontiaintervenire o far intervenire gli enti preposti perché alcune strutture sono di competenza di Provincia, ente che sta svolgendo anch’esso controlli, ed Anas”.

L’elenco dei ponti censiti, e la loro condizione, è stato già spedito al ministero delle Infrastrutture. La verifica ha già riguardato il ponte lungo la strada comunale delle Camere, quella vicinale che conduce alle grotte di Sant’Eustachio, ponte Sant’Antonio che si trova a uno degli ingressi della città, il ponte sulla strada comunale San Pacifico, quello lungo il viale del Cappuccini, sulla comunale via San Paolo, in via del Vallato, in via Settempeda e in viale Varsavia. Controllata anche la situazione del ponte dell’Intagliata, di quello di via Aristide Merloni, dei collegamenti con le frazioni di Parolito e Carpignano, quello di Fondiola, il tombato sulla comunale per Colmone, il ponte di viale Santa Margherita a Cesolo, quello di via del Mulino e quello in località Fontecupa fra Stigliano e l’abitato di San Severino. 
g.g.

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