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Si rinnova anche quest'anno l'appuntamento con “Miss Befana” il simpatico concorso di “non bellezza” che assegna ad una giuria, composta rigorosamente di bambini, l'arduo compito di scegliere tra befane accorse da ogni parte del mondo quale rappresenta al meglio le caratteristiche di Befana. La vincitrice che verrà decretata al termine del pomeriggio, appena prima della discesa della collega befana dalla torre civica, sarà premiata con un gioiello e con un buono sconto offerto dagli sponsor coinvolti nell'iniziativa. Lo spettacolo, ideato e allestito dalla Pro loco di Villa Potenza con il patrocinio del Comune di Macerata, avrà inizio mercoledì 6 gennaio alle ore 17,00 in Piazza della Libertà a Macerata e si propone di dare continuità alla tradizione della befana e di trasmetterla aipiù piccoli che ne saranno conquistati. Indiscussi protagonisti saranno i bambini che, oltre a far parte della giuria e divertirsi in piazza, saliranno sul palco e si esibiranno in momenti di ballo, musica e poesia. Sono previsti nel corso del pomeriggio anche dei momenti dedicati alla moda e sfileranno sul palco baby modelli che indosseranno abiti della Clayeux. La Mapell invece offrirà dei flash moda dedicati ai più grandi. L'elezione di Miss Befana 2010 sarà ripresa dalle telecamere di Planet Moda e sarà trasmessa giovedì 14 gennaio alle ore 13,15 e venerdì 15 gennaio alle ore 22,00. Presentano Marco Moscatelli e Alessandra Pierini.
Insomma l'evento, unico in Italia, promette anche quest'anno di far molto parlare di sé e ancora una volta a vincere non sarà la bellezza ma la simpatia, l'estro e la bontà di cuore.
Il Comune di Fabriano, in segno di solidarietà con le famiglie ed i giovani terremotati dell'Abruzzo, ha deciso di realizzare un intervento in favore delle scuole di ogni ordine e grado presenti nei comuni danneggiati dagli eventi sismici che hanno colpito l'Abruzzo il giorno 6 aprile 2009.
L'Amministrazione comunale, ben consapevole dei disagi conseguenti gli eventi sismici per averli vissuti 12 anni fa, intende ospitare gratuitamente presso i musei civici cittadini tutte le scolaresche provenienti dalle scuole che hanno sede presso uno dei seguenti comuni:
- Provincia dell'Aquila: Acciano, Barete, Barisciano, Castel del Monte, Campotosto, Capestrano, Caporciano, Carapelle, Calvisio, Castel di Ieri, Castelvecchio Calvisio, Castelvecchio Subequeo, Cocullo, Collarmele, Fagnano Alto, Fossa, Gagliano Aterno, Goriano Sicoli, L'Aquila, Lucoli, Navelli, Ocre, Ofena, Ovindoli, Pizzoli, Poggio Picenze, Prata D'Ansidonia, Rocca di Cambio, Rocca di Mezzo, San Demetrio ne'Vestini, San Pio delle Camere, Sant'Eusanio Forconese, Santo Stefano di Sessanio, Scoppito, Tione degli Abruzzi, Tornimparte, Villa Sant'Angelo e Villa Santa Lucia degli Abruzzi.
- Provincia di Teramo: Arsita, Castelli, Montorio al Vomano, Pitracamela e Tossicia.
- Provincia di Pescara: Brittoli, Bussi sul Tirino, Civitella Casanova, Cugnoli, Montebello
di Bertona, Popoli e Torre de' Passeri.
Fino al 28 febbraio 2010 tutte le scuole dei comuni abruzzesi sopra indicati, che ne faranno richiesta, saranno ammesse gratuitamente a visitare il Museo della Carta e della Filigrana e la Pinacoteca Civica “Bruno Molajoli” di Fabriano durante i normali orari di apertura delle strutture museali.
Analogo trattamento verrà riservato dalla UISP di Fabriano, soggetto gestore del Museo dei Mestieri in Bicicletta.
A ciascuna scolaresca, a simboleggiare il gemellaggio ideale con gli ospiti abruzzesi, sarà consegnata al termine della visita una filigrana in chiaroscuro raffigurante la Cattedrale fabrianese di San Venanzio, simbolo della ricostruzione post-sismica fabrianese, ed auspicio per gli amici abruzzesi del più rapido rientro nelle case e nelle sedi scolastiche danneggiate.
In una delle ultime sedute della Giunta provinciale su proposta dell'Assessore alla Difesa del Suolo Simone Livi (La Destra) è stato approvato un progetto riguardante degli interventi sul fiume Potenza.
Il progetto preliminare riguarda alcune opere di manutenzione idraulica in un tratto che si estende nel Comune di Montelupone tra il ponte Becerica sino a monte del ponte San Firmano, per un importo complessivo pari ad euro 274.500,00.
Tale intervento, che ricade in un area classificata con rischio R4 dal Piano di Assetto Idrogeologico regionale, prevede il ripristino della preesistente sezione di deflusso del corso d'acqua per l'intero tratto in esame mediante scavi e decespugliamenti al fine di agevolare il normale deflusso stesso e la formazione di pennelli trasversali in massi ciclopici e putrelle d'acciaio a difesa della sponda fluviale e della strada adiacente.
Nella stessa seduta è stato approvato il progetto esecutivo inerente la messa in sicurezza di una frana attiva in località Marchesi nel Comune di Gualdo per un importo pari ad euro 125.246,81.
Si tratta del completamento delle opere di drenaggio già eseguite in loco ed i lavori consistono nell'esecuzione di altri due tratti di drenaggio che si andranno a collegare con quello principale già realizzato.
Sono previste in tale progetto anche delle somme a disposizione da utilizzare per ulteriori consolidamenti ed eventualmente sulla viabilità adiacente alla frana.
L'Assessore Simone Livi si dice soddisfatto dei progetti approvati e degli investimenti che questa Amministrazione sta mettendo in campo in un settore davvero delicato e strategico per l'incolumità dei cittadini e per un sempre maggiore rispetto ambientale.
Livi fa presente che gli interventi sugli alvei fluviali sono indispensabili onde evitare esondazioni che possono causare enormi danni come purtroppo stiamo vedendo in questi giorni in alcune Regioni del nord Italia.
Fondamentale sotto questo punto di vista è attuare una attenta prevenzione con progetti mirati di manutenzione straordinaria.
“Con l'approvazione del bilancio regionale del 2010, decolla il “Progetto Appennino: la Montagna come occasione di sviluppo e occupazione”, un atto che sintetizza quindici anni d'impegno e di lavoro per la crescita delle aree montane e per la tutela ambientale di questo territorio”. Lo affermano, in una nota congiunta, le Centrali cooperative delle Marche, Agci, Confcooperative, Legacoop, Unci, i sindacati Cgil, Cisl, Uil e il Consorzio Marche Verdi, che associa 27 cooperative forestali e occupa 300 addetti. “Siamo molto soddisfatti – commentano i soggetti che hanno voluto questo progetto, su cui hanno iniziato a lavorare quasi due anni fa sul modello di quanto realizzato in Trentino – dell'approvazione di quest'atto d'indirizzo, per il quale ora la Giunta regionale dovrà decidere il tipo di investimento, e dell'impegno che Gian Mario Spacca, presidente della Regione Marche, fra gli Enti che nel 1996 hanno sottoscritto la “Carta di Fonte Avellana”, il documento strategico per lo sviluppo sostenibile della montagna, si era assunto con noi l'anno scorso, in un incontro nell'eremo camaldolese. Un impegno che ha voluto mantenere proprio con l'obiettivo di valorizzare e di sviluppare gli interventi per la montagna e le forme organizzate di lavoro forestale”. Il “Progetto Appennino”, presentato come emendamento alla Finanziaria regionale dell'assessore regionale al Lavoro, Fabio Badiali, avrà anche lo scopo di stabilizzare i lavoratori già attivi nel settore e di creare nuova occupazione attraverso la valorizzazione delle potenzialità turistiche ed ecologico-ambientali delle Marche, all'interno di una politica attiva dell'ambiente. Il progetto, inoltre, costituisce un programma di interventi nell'Appennino marchigiano con il coinvolgimento delle Comunità Montane, dei Comuni, dei Centri per l'impiego e la formazione e delle cooperative forestali e potrà intervenire sulle aree montane che, nelle Marche, ammontano a 256 mila ettari, con il 76% di territorio in abbandono. Un programma che avrà come scopo quello di dare continuità, nel tempo e nel territorio, alle attività di manutenzione, recupero, salvaguardia, miglioramento, valorizzazione e messa in sicurezza del patrimonio forestale e naturale e, più in generale, dell'ambiente e del territorio attraverso un'occupazione stabile delle maestranze che già lavorano nel settore per garantire anche il presidio del territorio stesso e la residenza nelle aree rurali e montane. L'altra priorità del “Progetto Appennino” sarà quella di far fronte all'emergenza occupazionale provocata dalla crisi economica e dalla fragilità dei sistemi economico-sociali montani individuando interventi organici, in linea con gli indirizzi programmatici della Regione Marche e del Piano forestale regionale. Gli interventi del progetto dovranno essere in grado di offrire garanzie lavorative agli iscritti nelle liste di mobilità da reimpiegare, nel campo della difesa del suolo, della sistemazione idraulico-forestale, del verde pubblico, della gestione del demanio forestale e della selvicoltura.
di Mariaelisa Carlini.
“Un presepe straordinario, della gente straordinaria e un'umanità bellissima. Questa è la cosa che conta.” – “Oggi, in questo momento, contano le comunità, è un grande segno di una comunità forte”.
Questo il commento del Ministro per la Pubblica Amministrazione e l'Innovazione, Renato Brunetta, al termine della visita al presepe vivente di Pievefavera.
Il Ministro, insieme alla sua fidanzata Titti, è giunto a Belforte del Chienti nella tarda mattinata dove ad attenderlo vi erano Mario Ottaviani e Veralilia Lorenzetti, parenti di lei e ideatori del presepe vivente, il sindaco Dino Catalini e parte della giunta locale.
Si sono poi recati a Vestignano, pittoresca frazione del comune di Caldarola, accolti dal vice-sindaco Rita Staffolani, dove hanno pranzato al ristorante “Il picciolo di rame”. Hanno poi visitato il piccolo borgo, in particolare la Chiesa dei Santi Martino e Giorgio e il museo di arte povera “Luigi Fagianella”.
Nel pomeriggio, il Ministro ha potuto ammirare il tradizionale presepe vivente di Pievefavera che ha trovato particolarmente affascinante e ben realizzato. Al termine della visita vi è stato anche un incontro con il sindaco di Caldarola, Mauro Capenti , ed il parroco Don Vincenzo Finocchio.
Una giornata sicuramente particolare per gli abitanti della zona e i visitatori del presepe con i quali il Ministro si è dimostrato aperto e disponibile.
Inizio d'anno in musica, al cinema teatro Manzoni strapieno di pubblico, con il XVII Gran concerto di Capodanno dell'orchestra di fiati “Ugo Bottacchiari”, diretto dal maestro Luciano Feliciani, che ha ricevuto il pieno di applausi. Ad aprire la manifestazione sono stati i giovanissimi talenti della Junior Band Giuseppe Gariboldi, che raccoglie gli studenti dei corsi di orientamento musicale di tipo bandistico, dai 10 ai 18 anni, provenienti da Castelraimondo e dai paesi limitrofi. Un esperimento voluto dai loro maestri che si sta dimostrando di ottima riuscita, visto il livello mostrato durante l'esibizione, in cui hanno proposto la “Serenata notturna” di Mozart ed il tema musicale de “La vita è bella” di Niccolò Piovani. Sul palco sono poi saliti i musicisti della banda, pronti a guidare il pubblico all'interno di un suggestivo percorso musicale che ha avuto come protagoniste, le più belle musiche contemporanee scritte per le bande musicali, un repertorio che è difficile ascoltare di solito nelle esibizioni locali. E' stato lo stesso maestro Feliciani ad introdurre con un'efficace presentazione la scaletta di brani scelta per lo spettacolo, tutte composizioni specifiche per le bande musicali, scelte per esaltare “tutti i colori musicali” del corpo bandistico, impiegando tutti i componenti nell'interpretazione musicale, mentre nelle trascrizioni di altri brani musicali, anche famosi, ciò non avviene. Il ritmo sostenuto della Mgb March di Franco Cesarini ha aperto il concerto, seguita dalla festosità e ampiezza delle atmosfere di “A Joyful fanfare” dello stesso musicista, ben adatta al clima festoso di inizio anno. Ritmi più cupi e incalzanti per la suite musicale del belga Andrè Waignein “The vengenance”, scandita nei vari passaggi del racconto musicale di un'atroce vendetta. Sono poi seguiti tre brani descrittivi, godibilissimi, che hanno facilmente catturato l'attenzione degli spettatori. Il primo è una composizione dello stesso maestro Feliciani, un omaggio alle Marche, la “Suite marchigiana” scritta su commissione delle Bande del Canton Ticino ed utilizzata come brano obbligatorio in un concorso musicale. La partitura musicale è basata sulle musiche folkloriche marchigiane, ed in particolare sulla Pasquella, sia quella tradizionale dell'entroterra, sia quella tipica della costa maceratese. Gli altri due brani eseguiti sono stati “The emperor” di Thierry Deleruyelle e “Abracadabra” di Frank Ticheli. Gran finale con le allegre atmosfere della musica balcanica grazie alle “Three klezmer miniatures” di Philip Sarke.
Ha riscosso un grande successo di pubblico, tanto che si sta già pensando di proporne una replica nel corso dell'anno, lo spettacolo “A Christmas Carol”, promosso dall'assessorato alle Politiche Giovanili del Comune di San Severino Marche in collaborazione con l'oratorio interparrocchiale “Don Orione” ed andato in scena presso l‘ex cinema Italia. Noto anche come Cantico di Natale, o Ballata di Natale, lo spettacolo è stato tratto, ed arrangiato in versione di musical, da una delle opere più famose e popolari di Charles Dickens. Protagonisti della serata sono stati i bambini ed i ragazzi dello stesso oratorio “Don Orione”, che vengono seguiti da don Aldo Romagnoli.
L'iniziativa è nata, ed è stata proposta al pubblico settempedano, in occasione del primo anno di attività dell'oratorio. Un anno piuttosto intenso che ha visto avvicinarsi a quella che ormai è un'istituzione tantissimi tra bambini e ragazzi. Molti di loro, quasi una trentina d‘età compresa tra i 6 ed i 16 anni, sono stati gli attori che hanno preso parte allo spettacolo presentato magistralmente dal giornalista Mauro Grespini. Fra il numeroso pubblico presente in sala per la “prima” di “A Christmas Carol” anche gli assessori comunali Gianpiero Pelagalli, Alessandra Aronne e Cadia Carloni, lo stesso don Aldo Romagnoli ed il capogruppo e consigliere comunale Fernando Taborro.
Nelle foto: alcuni momenti dello spettacolo
Ultimo appuntamento letterario per il SARNANO WINTER FESTIVAL domenica 3 gennaio. Il ciclo iniziato il 13 dicembre scorso con Pino Scaccia e Giorgio Pegoli si chiude con un altro grande personaggio del giornalismo italiano: Giampiero Mughini. A partire dalle 18, al teatro Della Vittoria in piazza Alta a Sarnano, l'eclettico opinionista televisivo parlerà di un argomento al centro del dibattito culturale negli ultimi mesi in Provincia di Macerata: il Futurismo. Il tema dell'intervento di Mughini, infatti, è “Il Futurismo nelle sue molteplici espressioni tuttora attuali”. Ad accompagnare Mughini sul palcoscenico del teatro sarnanese sarà il professor Evio Hermas Ercoli. Mughini fa parte del gruppo dei dodici che fondarono "Il Manifesto", ma abbandona il giornale a quattro giorni dall'uscita del primo numero, in polemica con Lucio Magri che gli rimproverava un articolo non del tutto allineato. Già direttore negli anni Sessanta della rivista "Giovane critica", Mughini ricopre lo stesso incarico anche per Lotta continua, sia pure per un periodo brevissimo che tuttavia gli "frutta" qualcosa come ventisei querele e tre condanne. Mughini diviene quindi collaboratore di Paese Sera e più avanti dell'Europeo. Negli anni Ottanta Mughini matura la sua separazione da quegli ambienti della sinistra che avevano segnato quasi vent'anni della sua militanza politica. Lo fa in modo clamoroso, schietto, con il pamphlet Compagni addio, 140 pagine che gli attirano contro gli strali dei suoi ex compagni di lotta. Divenuto personaggio televisivo assai richiesto per la sua verve polemica e la sua sterminata cultura, negli anni Novanta Mughini intensifica la propria produzione letteraria. Attualmente è firma di lusso del Foglio di Giuliano Ferrara, nonché inviato speciale di Panorama e ospite fisso ed imprescindibile della trasmissione sportiva Controcampo su Italia1. Al termine dell'intervento di Mughini, la serata proseguirà secondo il consolidato copione del SARNANO WINTER FESTIVAL. Alle 19.30, infatti, è previsto l'aperitivo al Loggiato di via Roma e, dopo la cena all'Hotel Terme, si chiuderà al Gran Cafè italia con una serata musicale jazz con "Cristiana Mei e la sua band".
“I primi sei mesi di attività della nuova Amministrazione provinciale ci ha visti impegnati nel perseguire obiettivi in grado di garantire lo sviluppo alla nostra comunità, salvaguardando e migliorando la qualità della vita, coniugando proficuamente i valori della tradizione con l'innovazione”. Così il presidente Franco Capponi, parlando anche a nome dell'intera Giunta provinciale, si è presentato davanti ai giornalisti per la sua prima conferenza stampa di fine anno. Un appuntamento tradizionale durante il quale le Amministrazioni locali presentano un consuntivo dell'attività svolta nell'anno e presentano i programma per i dodici mesi successivi.
“Abbiamo affrontato in modo deciso e con la rapidità che molto spesso i provvedimenti richiedono – ha detto ancora Capponi - problematiche di estrema attualità, in grado di incidere in modo sostanziale per il benessere sociale e il futuro delle nuove generazioni”.
Il presidente della Provincia ha fatto un esplicito riferimento all'accordo di programma per le Università, approvato a fine novembre e sottoscritto al Ministero dell'Istruzione lo scorso 18 dicembre, finalizzato in particolare a garantire un futuro di qualità alla formazione universitaria sul territorio, oltre che a salvaguardare secoli di storia degli Atenei di Camerino e Macerata.
“Un' altra azione intrapresa con decisione e che sta rapidamente per giungere ad un punto di conclusione – ha proseguito Capponi – riguarda la problematica dei rifiuti. Da un lato l'accordo di programma stipulato in piena estate con la confinante Provincia di Fermo per garantire l'immediato, dall'altro l'accordo in via di conclusione con i Comuni per l'individuazione dei siti di abbancamento, secondo una programmazione di diversi anni, e con sistemi di qualità in grado di salvaguardare l'ambiente e la salubrità delle nostre zone”.
Sul piano ambientale la Provincia di Macerata è intervenuta di recente anche con un programma di indicazioni operative su procedure e competenze per la realizzazione di impianti di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili.
La conferenza stampa si è svolta propria a poche ora dalla notizia che quella Macerata è tra le otto province italiane vincitrici del premio internazionale “Un bosco per Kyoto 2009”. Il riconoscimento, che verrà consegnato il 12 gennaio in una cerimonia in Campidoglio a Roma, premia i territori che si sono distinti in azioni concrete in tema di risparmio energetico, sfruttamento di fonti rinnovabili, nonché – e su questo in particolare la provincia di Macerata – per aver raggiunto ottimi risultati nella raccolta differenziata dei rifiuti.
“Questi primi sei mesi si chiudono con un bilancio estremamente positivo che supera le nostre stesse aspettative”, ha detto durante la conferenza stampa il presidente Capponi.
Il 2009 per l'Avis di Fabriano sta per concludersi con un record non solo su scala regionale, ma spalmato nel resto della nostra Penisola: tra sangue intero, plasmaferesi e piastrinoaferesi sono state raggiunte le 5100 donazioni.
Il dato statistico davvero esaltante per la sezione di volontari dell'offerta dei propri tessuti biologici lo abbiamo “strappato” al presidente Pietro Romagnoli che voleva mantenerlo in serbo nel resoconto del nuovo anno.
Senza dubbio un risultato esaltante se si paragona la popolazione della città della carta rispetto al numero di donatori e donazioni in proporzione a quello di città capoluogo di regione del resto d'Italia.
“Sì, in questi giorni l'Avis Comunale” ci conferma la notizia Romagnoli “Festeggia un traguardo ambizioso, le 5100 unità di sangue raccolto, il regalo più bello che abbiamo trovato sotto l'albero. Devo mandare- sottolinea - un grazie di cuore a tutti gli avisini, anche in nome dell'intero Direttivo (nella foto), che ci hanno permesso di raggiungere questo esito entusiasmante in quanto dietro i numeri c'è soltanto il cuore dei donatori, compresi i 165 nuovi – tiene ad evidenziare - in gran parte giovani, grazie ai quali abbiamo toccato la vetta di ben 2170 soci raggiungendo un rapporto donazioni-donatori del 2,32 (quello nazionale di 1,90) e di popolazione-donatori pari al 13,34”.
Rapporti che si commentano da soli. “Gli obiettivi prefissati” commenta il presidente di questa eccellenza cittadina “sono stati confermati, anzi hanno superato ogni nostra previsione, a partire da quanti sono entrati a far parte di questa famiglia, che hanno ben compreso il nostro lavoro di sensibilizzazione alla donazione, di diffusione dei valori di solidarietà e fratellanza ed aiuto del prossimo. Successo – rimarca Romagnoli – dovuto all'impegno quotidiano dell'intero Direttivo che ha garantito un'affluenza costante al Centro Trasfusionale ben coordinato dal dottor Mario Scotto, che ci supporta con grande efficienza e funzionalità, permettendo così di rispondere a pieno alle esigenze del “Profili” e far fronte alle richieste del Regionale di Torrette, con due sale operatorie che svolgono l'attività grazie al sangue che arriva da Fabriano. Nella vita - chiosa il presidente di questo Gruppo - ci sono tante cose preziose, indubbiamente, la più prodigiosa è la salute che con il dono del sangue cerchiamo in qualche modo di garantire, alleviando tante sofferenze. Nonostante i progressi della medicina, l'uomo resta e resterà ancora per molto tempo l'unica fonte di sangue per aiutare i suoi simili nei problemi in cui la scienza mostra ancora i suoi limiti, per cui siamo e saremo ancora per molto tempo legati al filo rosso della sacca di sangue”.
Romagnoli, quale messaggio si sente di lanciare in virtù di queste sue considerazioni? “Affinché la sottile linea rossa di Solidarietà non si interrompa invitiamo tutti quei cittadini idonei, compresi tra i 18 e i 60 anni, ad iscriversi alla nostra Associazione che nel 2010 festeggerà il Sessantacinquesimo compleanno. Voglio concludere, dicendo che la gratificazione della nostra attività ci consolida ancora una volta quale Associazione di volontariato più attiva della regione e forse anche di più, vanto ed orgoglio di tutta la nostra città, ed un esempio per tante altre perché attraverso il nostro territorio ha dimostrato e dimostra un elevato grado di socialità e un importante segno di altruism
