Radioc1inBlu
Amico Casini,
chi Le scrive è un democristiano, doroteo, ora UDC, non troppo vecchio, non troppo nostalgico, affatto sclerotico ed impermeabile all'“ars dicendi” con la quale Voi politici ci vorreste incantare.
Insomma, non sono un pupo ed ho sempre esecrato i Pupari!
Lei parla in questi giorni di “laboratorio nazionale” per allearsi con la sinistra in Puglia, di “intesa politica sui programmi” per allearsi con il PD in Piemonte, ed ancora di programmi per allearsi con il PD nelle Marche.
Questi discorsi inorridiscono la mia dignità e la mia coscienza.
Nelle Marche Lei, così facendo, potrebbe permettere un'alleanza anche con Di Pietro, forcaiolo, piccolo mercenario che avrebbe voluto cancellare i Democratici Cristiani Dorotei dalla scena politica, che li fece arrestare, infangandoli, mettendoli alla berlina e annientatandoli politicamente.
Colui che ha causato la “bava” alla bocca del Segretario Nazionale Onorevole Forlani, colui che ha contribuito al dolore dell'onesto soldato Citarristi, colui che ha dato dignità ai veri Generali dell'esercito democristiano Scalfaro e De Mita.
Mai prenderei un caffè con questa figura nè con i suoi amici, quelli riconoscibili e quelli occulti.
Con Di Pietro potrei,se fosse consentito, confrontarmi solo a duello; ma con arbitri imparziali.
Amico Casini,
sarebbe imbarazzante che qualche simpatizzante del PD incontrandomi per strada, ad una cena, in una pizzeria possa accennare ad un possibile “passo politico” da farsi insieme.
Spero non succeda e qualora accadesse, mi auguro che nessuno ascolti perché mi vergognerei!
Alcuni di questi provengono da un passato diverso, hanno fatto un cammino diverso, abbiamo avuto da sempre un differente sentire: alcuni sono comunisti e tali rimarranno, come io sono Democristiano Doroteo e tale rimarrò.
Non posso cambiare la carta d'identità della mia coscienza o mutarne la residenza,
Altri ex DC sono oggi gli amici del PD, trasformisti e falsi del passato, pronti a sfregarsi le mani con il sorriso sarcastico, pronti a denigrare ed irridere il nostro credo con un “modus opernadi” di basso profilo: sono i figli di Scalfaro e De Mita degnamente rappresentati da Rosaria Bindi e “Franceschiello”.
Amico Casini,
parafrasando Scalfaro nel discorso del 3 novembre 1993, seppur con enorme sacrificio, faccio mio lo stentoreo proclama d'indignazione: “io non ci stò!”
Credo e auspico che molti amici soldati avranno gli attributi congelati e non marceranno verso un progetto che pochi conoscono, nessuno condivide perché è incomprensibile sia per la ragioni anzidette, sia per la nostra recente storia politica.
Altri, un'esigua minoranza di “lecchini” che Le fanno professione di fede, solo per ricevere o mantenere le poltrone, avranno gli attributi caldi ma infilzeranno Lei ed il Partito sul fiume Don.
In positivo, in qualità di umile “soldato”, Le propongo di restituire il Partito al dibattito, agli iscritti, ai simpatizzanti affinchè le decisioni non vengano imposte, come si suol dire da ....Roma, ma vengano discusse e deliberate dal territorio.
Questa innovazione potrebbe essere salutare anche per non esporre alla “berlina” quelli che ci hanno messo la faccia e le proprie risorse alleandosi nelle ultime elezioni, naturalmente, con il centrodestra.
Amico Casini,
tolga la scritta “Casini” dal simbolo.
Quelli che hanno il mio pensiero non sono abituati al Partito “ad personam” come succede nel caso del Cavaliere o del “losco Figuro di Montenero di Bisaccia”.
Facciamo conoscere il pensiero politico dell'UDC, le proposte dell'UDC.
Piantiamola con la “condivisone dei programmi prima”, nessuno ci crede più, tutti sanno che è solo ed esclusivamente per le “poltrone”e Lei lo sa bene: è una politica che gli italiani non gradiscono affatto, anzi la detestano!
Noi abbiamo sempre avuto la cultura di considerare “l'uomo sempre al centro delle questioni”, e Lei vuole condividere un programma con chi da sempre professa una cultura opposta.
In questo momento di repulsione dalla politica, proviamo a “smuovere” le coscienze della gente,
proponiamoci al panorama degli elettori attraverso incontri, dibattiti,seminari, corsi di preparazione organizzati dai giovani del Partito ed indirizzati ai loro coetanei. Dobbiamo dare un futuro alle nuove generazioni così come ci è stato dato dai nostri genitori naturali e politici.
Potremo essere attrattivi senza svendere il nostro “credo” ma promovendolo per ottenere un ritorno significativo.
La Lega Nord ha consensi di cattolici e comunisti, perché è tra la gente e con la gente e gli impegni che assume con gli elettori li mantiene con determinazione e li concretizza e la base partecipa.anche alla scelta dei candidati. Noi questo antico metodo democratico, l'ho abbiamo perduto e anche Lei impone i nomi, non lo nasconda!
Amico Casini,
sicuramente l'UDC anche da questa “scellerata strategia” manterrà la percentuale di consensi, forse li potrebbe anche incrementare di poco, ma sappia, e sono sicuro che Lei già lo sa, avrà nuovi elettori che sceglieranno la casacca UDC ma avranno il DNA di coloro che oggi sono con il PD e prima o poi si approprieranno anche del Partito.
I Suoi fedeli e coerenti elettori che per 16 anni hanno militato nello schieramento di centro destra torneranno “nel limbo” ma saranno sicuramente fieri ed orgogliosi, come il sottoscritto, di non aver cambiato gli “amici” di viaggio!!!
Amico Casini,
da ultimo, vorrei non dimenticasse che con Tangentopoli ci avevano spazzati via, eravamo morti, annullati,svergognati e non avevamo un becco di un quattrino.
Il Cavaliere ci ha messo in mano la bandiera del CCD restituendoci dignità e la rappresentanza ai moderati.
Si ricorda quanti eravamo a Piazza San Giovanni ? E con quali emozioni siamo andati a Piazza San Givanni?
Senza quel momento avremmo aggiunto al tricolore falce, martello e la “faccia” di Scalfaro.
So bene che questa mia lettera aperta probabilmente non la leggerà mai, comunque auspico che qualche Suo “adepto” La possa informare, speriamo in maniera corretta.
Cordiali saluti,
Ottavio Paoletti.
– Confermate le origini leggendarie del nome Sefro, che la tradizione storica locale, fa risalire alla tradizione dell'estrazione del ferro, all'epoca dei Fenici. Nei giorni scorsi, durante un'uscita speleologica a Monte Primo di Sefro, sono stati trovati entro una grotta rinvenimenti di importanza archeologica, non noti in fonti bibliografiche e nella tradizione orale locale. Si tratta di una cavità per l'estrazione del ferro, di cui sono visibili in più punti le vene naturali, ribattezzata dagli scopritori la "grotta della miniera", di cui si era persa ogni memoria e traccia. Un anno fa, Giulio Cotechini, speleologo dell'Alvap di Pioraco (gruppo speleologico Alta valle del Potenza), stava compiendo un sopralluogo nella zona di monte Primo, insieme al geologo Sandro Galdenzi, per un volume sulle grotte nel territorio di Sefro, curato insieme a Eugenio Pistolesi. Tra la vegetazione, ha scoperto una fenditura nella roccia, con l'aria che si comportava in modo anomalo. Proprio seguendo il percorso dell'aria all'interno della montagna, dopo un anno di duro lavoro, si è avuta la certezza che quella cavità nella roccia, nascondeva un'antichissima miniera in ferro. All'interno sono stati trovati cuniculi che portano tracce evidenti di piccone, muri costruiti a secco con pietre calcaree ad incastro, tra le fessure della montagna. Sono state trovate anche due lanterne di terracotta in frammenti, ed in più punti le pareti sono annerite dal fumo, consumate dal passaggio dei minatori. Per segnalare l'importante ritrovamento, comunicato a Mario Pierozzi sindaco di Sefro, è stata inviata una lettera alla Soprintendenza per i beni storici ed artistici delle Marche, sollecitando un intervento che permetta di datare il sito. La scoperta, è frutto della collaborazione di molte persone e Cotechini ci tiene a ricordarli tutti a partire da Isaac un ragazzo afghano ospite della comunità per minori di Pioraco, ai "colleghi" dell'Alvap Daniele Tempestini, Roberto Correnti, Federica Cotechini, tre amici del gruppo speleologico Piceno di Ascoli Rosario Selvaggio, Claudio Campanelli e Salvatore Mari, Roberta Temperilli, Matteo Santini, Marcello Faggioni, Maurizio Svampa, Mara Loreti (ricercatrice), Marta Castellucci (archeologa). L'Alvap, gruppo speleologico Alta Valle del Potenza è presieduto da Piergiorgio Falcioni e fondato negli anni 70, affiliato al Cai di Camerino ed alla Federazione Speleologica Marchigiana, è attivo sul fronte del censimento del patrimonio ipogeo locale e svolge anche attività di spelosub, collaborando con gli altri gruppi speleologici della regione.
GENTILE SIGNOR CAMBRIANI,
ti confesso che mi sono preso qualche giorno di tempo per rispondere al tuo articolo pubblicato nel sito di Radio C1, nel quale ci sono alcuni “accadimenti periodici” nei confronti della mia persona, evidentemente riferibili ad un mio scritto pubblicato nell'Appennino Camerte del 26.12.2009, ma che non hanno alcun legame logico con esso, tale mancanza forse è dovuta ad una lettura frettolosa dell'articolo citato ovvero nel non essere stato in grado di recepirne il gravame.
Perché questo ritardo? Sinceramente per qualche dubbio. Onestamente ammetto che rileggendo con calma e con spirito valutativo le tue “considerazioni-risposte”, dapprima mi sono convinto che questo articolo fosse stato posto in essere per ingraziarti e referenziarti ancor di più, con assoluto servilismo, presso ”i tuoi referenti”, personaggi questi che a vario titolo risultano coinvolti nella delicata questione ”Accordo di programma” che tante preoccupazioni sta portando nella realtà quotidiana dei Cittadini e di tutto il territorio. Successivamente, analizzando con serenità la questione, ho dedotto che lo scritto è esclusivamente “farina del tuo sacco” in quanto, in questo “strampalato” ( per non dire peggio) articolo, hai posto in essere atti di bassa e superata teatralità, non consoni alla gravità dell'argomento trattato, pertanto la superficialità che hai adottato nei confronti dei problemi seri posti sul tavolo, credo che non sia piaciuta per nulla e per di più non piace per nulla anche ai fautori dell'accordo. Con il tuo scritto hai dimostrato di aver perso “la bussola”, ottenendo chiaramente così un effetto contrario, ed hai dimostrato inequivocabilmente segni di debolezza e non di forza verso coloro che sentendosi “precursori dei giusti tempi” vogliono a tutti costi sembrare “persone serie e preparate” al di sopra delle parti, ma in realtà negli accadimenti fanno “fatica a sembrare tali”. Non è più tempo di ripetere formali giaculatorie e buoni propositi in un senso e poi consentire e perfino adoperarsi contro la Città ed il suo territorio, e pertanto di queste tue chiacchiere (così tu le chiami) sono io che non ne ho assoluto bisogno e con me credo tanti altri.
Questo preambolo era assolutamente necessario per il livore e la cattiveria (fine a se stessa) che hai inserito nell'articolo.
Ora Egregio Signor Cambriani,
rispondo alle 18 “deliranti” righe che mi riguardano e che, meno male, hai avuto la gentilezza di farle precedere dal mio nome e cognome, cosa questa che mi consente di risponderti con assoluta adeguatezza. A questo punto mettiti “le cinture di sicurezza”, rilassati e prendi atto di quanto sotto:
- Le allocazioni prepositive di inizio periodo e cioè : “al collega di sport” e “all'amico Nando” sono adoperate in modo inappropriato e non corrispondono al vero in quanto “collega di sport”, assolutamente no, perchè il sottoscritto ha sempre concepito la Società Sportiva, dove ha operato, una struttura con scarso apparato e con marcate caratteristiche d'opinione, dove pertanto il Dirigente è stato visto sempre come una figura aggregante, un individuo concreto dal quale aveva inizio la volontà collettiva che poi si trasformava in azione per il bene comune, senza tornaconti personali; certamente questi valori non sono assolutamente riscontrabili in te, che per di più della “figura del Dirigente” ne hai sempre fatto una sinergica attività e fors'anche una vera professione, molto lontano dal mondo del volontariato. Per quanto concerne “all'amico Nando” questa è veramente una vera e propria “inesattezza”, in quanto tu sai bene che Io e Te non abbiamo mai condiviso alcunché sia di sportivo che di personale, non ci siamo mai frequentati e pertanto che amico tuo sono?
Per onestà intellettuale, ti dico, e questo credo che lo hai sempre recepito “a pelle” che forse ci siamo solo “sopportati a vicenda” e cercato “solamente” di far convivere le attività sportive a noi riferibili, cosa questa purtroppo non facile con te, in quanto hai sempre avuto l'atteggiamento del “Prepotente Padrone” dello sport a Camerino. Ad onor del vero io debbo ringraziare il già Presidente del C.U.S. Camerino “Dott. Giuseppe La ricini” che con la sua signorilità, competenza ed amore disinteressato verso lo sport, ha permesso di far “vivere e sopravvivere” il calcio a Camerino, frenando non di rado il tuo istinto “Prepotenziale e Padronale”, che tanto nocumento ha creato a chi ha cercato di fare attività sportiva “sfortunatamente” accanto a te.
Imbarazzanti per te, e sospettose per me le tue affermazioni: “penso che saranno 13 o 14 anni che non entri dentro l'Università……. E sono altri che adesso te la raccontano…….. e per di più ti ricordo criticare il Rettore Giannella per la gestione degli impianti sportivi……..”.
Mi hai fatto fare un grande sforzo di memoria per ricordare l'oggetto della riunione ed il perché della relativa critica, ed adesso rinfresco la tua Egregio Signore, nel far subito presente che è nel mio DNA dare sempre per primo il rispetto a tutti, ma poi dopo inderogabilmente lo pretendo da chiunque , e questo è noto a tutti quelli che mi conoscono, infatti io sono abituato a dire quello che penso e a fare quello che dico.
La riunione fu fatta a seguito del diniego di utilizzo (seppure in convenzione) DELLO Stadio L.Luzi per una partita amichevole con l'Ascoli Calcio, tutto ciò perché secondo la tua interpretazione lo Stadio veniva messo a disposizione solo per gare ufficiali, anche se questa partita rappresentava una bella occasione di svago per tutti e portava una bella immagine a tutta la Città, ma la tua “proverbiale tigna” spudoratamente fece saltare tutto; questo fatto creò notevole disappunto tra gli sportivi, a tal punto che qualche giorno dopo uno sportivo ti apostrofò così “Se non ci fai giocare le partite di calcio, in quel campo piantaci l'insalata,……..insalataro”.
Dopo quel giorno, per dispetto, ci hai reso problematico l'uso della convenzione esistente e fummo costretti a chiedere un incontro con il Rettore, in quella riunione si risolsero parecchie situazioni anomali, in quanto furono esposte in quantità industriale le tue angherie, forse fu una coincidenza, ma dopo poco tempo arrivò una comunicazione che ci avvisava che era stato istituita una figura munita di delega per sovrintendere il tutto, si trattò di una specie di commissariamento, ecco perché te la ricordi così bene dopo tanti anni…… vedo che ancora sei scottato.
Menti spudoratamente, sapendo di mentire, quando affermi che “adesso l'Università te la raccontano gli altri” perchè tu sai che io lavoro in ambito scolastico, anche se con una “umile”qualifica di Assistente Tecnico di laboratorio di chimica e fisica presso le sedi liceali e questo mio lavoro, tramite l'orientamento scolastico, conferenze, incontri di didattica mi portano costantemente a contatto con il mondo universitario; ecco perché non sono informato di riflesso come tu, ancora una volta, erroneamente affermi.
Per quanto concerne la seconda parte del “delirio” e cioè:
tutti gli italiani sono allenatori di calcio;
tutti i camerinesi sono manager dell'Università;
se però ognuno facesse bene il loro lavoro………Camerino..:
grande dirigente di calcio anche nazionale e a Tolentino;
che deve portare grandi eventi a Camerino;
faccio l'auspicio che chi lavora negli Istituti Superiori………; Non ho nessunissima difficoltà a ribadire per quanto sopra………. E PERTANTO RECEPISCI, PER QUANTO PUOI, QUANTO SOTTOESPOSTO:
Gli Allenatori bravi purtroppo non esistono, esistono solo quelli che fanno meno danni;
Se sei convinto che tutti i Camerinesi sono Manager della Unicam, questa è una tua fissa e te la puoi gestire come vuoi, ma se per caso per una volta avessi ragione perché non valuti quanto sotto, in merito allo spazio che si lascia a loro, allorquando qualche manager, lautamente stipendiato pur non bisognoso di stipendio intero, decide di avvalersi del part-time, concesso benevolmente dai soliti Onnipotenti che privilegiano più aspettative personali che non bisogni collettivi o funzionalità amministrativa.
che io sia uno sportivo stimato a livello nazionale e persona onesta e per bene, non lo dico io, lo dice il mio percorso di vita sportivo; che sia un grosso competente ed esperto nel ramo sportivo, lo testimonia il fatto che abbia ricevuto elogi pubblici e relative massime benemerenze sia locali che nazionali;
risponde al vero, e me ne vanto di essere stato dirigente del Tolentino, dove peraltro ho ricoperto per svariati anni anche la carica di Vice Presidente:
è verissimo che io abbia agevolato e contribuito a portare grandi eventi sportivi, sia a Tolentino (finale scudetto Serie D) e a Macerata la manifestazione “TOP 11” con due nazionali Azzurre, tutto questo è stato possibile perché in questi Centri ho trovato persone molto disponibili, in poche parole molto, ma molto diverse da te. Ad onor del vero, Egregio Signore, avevo voglia di far qualcosa a Camerino, ma l'ultima diatriba (molto antipatica) che ho seguito attraverso la stampa locale (Appennino Camerte), qualche tempo fa, sull'utilizzo degli impianti Sportivi siti in località le CALVIE tra il Signor Bottacchiari Giorgio (operatore turistico a CAMERINO) e l'attuale PRESIDENTE DEL CUS mi ha fatto veramente desistere e mi riferisco alla venuta in ritiro per una settimana, durante lo scorso Campionato, della squadra del PERUGIA CALCIO, ALLA QUALE è STATO NEGATO L'UTILIZZO DEL FAMIGERATO Stadio L. Luzi, premesso che era stato il sottoscritto ad indirizzare questa Società a Camerino, e la stessa ha dovuto allenarsi nei centri vicini e credo che non ritornerà mai più; però “mai dire mai”, perchè qualcuno ricoprendo ormai importanti incarichi potrà trovare argomenti consoni per ricondurre “qualcuno sulla retta via”. Chi vivrà vedrà!!!.
Per quanto riguarda l'auspicio di chi opera negli Istituti Superiori, ti confesso che passare da “menefreghista” su questioni di numeri di utenza scolastica, non mi infastidisce per nulla visto da dove arriva “il chiacchiericcio” e da chi si permette in maniera arrogante di fare inviti e dispensare inviti a chicchessia e specialmente a Professori, Presidenti, Avvocati, Notai e Sindaco e per ultimo ad un “peones come me, ultimo tra gli ultimi” e pertanto con educazione formale e dovuta, ti faccio presente :
a) da come hai interpretato il mio scritto (dove io non ho assolutamente esposto considerazioni o giudizi sull'Accordo di programma, ho solamente parlato di imbarazzi procedurali e formali e di relative figuracce pubbliche per scarsa informativa pretesa o scarsamente ricevuta, e facendo altresì presente di non condividere la linea informativa adottata dal Settimanale Appennino Camerte, tutto qui, facilissimo da comprendere) ho serie riserve che ti manca solo un esame e qualche abilitazione, per arrivare alla pari con tutti dei personaggi sopraccitati; convinto tu……..convinti tutti!!!!!!!!!
b) ti avviso formalmente, anche se con un tono sportivo, forse così comprenderai meglio, che giocare una partita del genere con certi competitori non mi appassiona più di tanto, ma se sarò costretto scenderò in campo, anche senza allenamento, l'arbitro però lo porterò io e sarà un Giudice ed il campo neutro sarà un Tribunale.
P.S: Ti vorrei dare anche io qualche consiglio sulla tua attività lavorativa, ma non so chiaramente cosa svolgi, e dato che sei preoccupato per il calo demografico della popolazione studentesca negli Istituti Superiori, ti consiglio di cominciare a darti da fare sin da subito, anche perché dalla fotografia “di spalla” al tuo scritto, è evidente che è già iniziato “l'ultimo percorso ingiallito d'autunno”.
Nando Ferretti
L'ultima controreplica di Roberto Cambriani:
Hanno creato panico fra la popolazione, ma nessun danno alle persone né crolli di edifici le quattro scosse di terremoto - la più forte di magnitudo 4.0 sulla scala Richter, alle 9:25 - registrate fra le 9:07 e le 9:48 nelle Marche, con epicentro fra le province di Macerata e Fermo. La zona è interessata da uno sciame sismico cominciato ad ottobre, poi dall' 8 gennaio, con otto scosse, la più forte delle quali, prima di stamani, registrata domenica 10 gennaio, con magnitudo 3.9. L'epicentro del sisma è stato localizzato fra quattro comuni: Loro Piceno e Sant'Angelo in Pontano (Macerata) e Falerone e Montappone (Fermo). Ma l'onda sismica è stata amplissima, con vetri e pavimenti che hanno tremato dal nord al sud della regione, e decine di chiamate ai vigili del fuoco e ai centralini di polizia e carabinieri, da Macerata ad Ancona, da Ascoli Piceno a San Benedetto del Tronto. "Si è trattato di scosse abbastanza profonde - ha dichiarato ai nostri microfoni il geologo Emanuele Tondi - sullanota faglia geologica chiamata Fiastrone - Fiastrella; la stessa interessata nel 1951 - l'evento si verificò il 14 gennaio - e che nel 1799 provocò molti danni. La nostra è una zona sismica - prosegue Tondi che esclude collegamenti con il terremoto che ha colpito L'Aquila - nessuno può prevedere quando un terremoto si verificherà; l'importante è che le strutture cardine dei nostri comuni, vale a dire scuole, teatri, centri di aggregazione, siano in gradodi far fronte ad eventuali emergenze e situazioni di criticità".
Altre due scosse sono state registrate alle 12.26 e alle 12.40 con la stessa magnitudo 2.7 e una profondità di 22 e 19 chilometri.Poi alle 14.35 la terra ha tremato ancora, questa volta in maniera più forte. La scossa ha, infatti, avuto una magnitudo pari a 4.1 della scala Richter.
La Sala operativa provinciale di protezione civile ha ricevuto in serata una segnalazione di lievi danni, per ora non preoccupanti e che comunque necessitano di ulteriori accertamenti, da parte del Comune di Ripe San Ginesio. Riguardano quattro edifici pubblici e di culto: la scuola materna e asilo nido in località Passo Ripe, la scuola elementare in viale Rimembranza, la chiesa di San Silvestro nella frazione Faveto e la chiesa parrocchiale San Michele in piazza Vittorio Emanuele. In tutti questi edifici i tecnici hanno riscontrato la presenza di alcune lievi lesioni alle strutture sia portanti che non portanti. A titolo precauzionale e in attesa degli ulteriori accertamenti da parte dei tecnici della protezione civile regionale, il sindaco Paolo Teodori ha emanato un'ordinanza di chiusura temporanea degli edifici in questione.
Ascolta l'audio allegato
Anche quest'anno, come avviene ormai da ventisette anni, il Comune di San Severino Marche è tornato ad inviare ai settempedani lontani un nuovo libro – ricerca dello storico locale Raoul Paciaroni che tratta, in genere, di argomenti attinenti il patrimonio culturale, artistico e folkloristico della Città e del territorio. Le attenzioni dello studioso si sono soffermate questa volta su “Lo stendardo sanseverinate della Madonna del Soccorso”, opera del pittore Bernardino di Mariotto che è custodita presso la Pinacoteca Civica e che è stata eseguita nel 1509 e di cui ricorrono, dunque, esattamente cinquecento anni dalla realizzazione. Il testo (88 pagine stampato dalla tipografia Bellabarba di San Severino Marche) rappresenta una vera e propria strenna per gli oltre settecentocinquanta settempedani che, per motivi di lavoro, di studio o di famiglia, hanno dovuto abbandonare la loro città d'origine per recarsi in altri Paesi d'Italia o all'estero.
“Il breve saggio – scrive nella presentazione il sindaco, Cesare Martini – oltre a fornire puntuali notizie circa la realizzazione dell'opera d'arte, offre un contributo fondamentale per la ricostruzione della vita della nostra Città. E' una finestra spalancata sul passato. Attraverso i carteggi che hanno accompagnato il percorso del dipinto fino ad oggi, scopriamo le vicende di una famiglia e la vivacità culturale della comunità in cui essa era inserita. Usando un metodo investigativo, che prende cioè in considerazione prove reali, documenti scritti, analizzati e confrontati, dai testamenti alle ricevute di pagamento, senza lasciare nulla al caso od alla supposizione, il lettore vede districarsi, attraverso la lettura di un'immagine, la matassa della storia che ha portato San Severino Marche ad avere un patrimonio artistico così pregevole”.
“Copie del testo – sottolinea l'assessore comunale alla Cultura, Alessandra Aronne - sono disponibili presso l'ufficio Cultura del Comune per i settempedani che ne faranno richiesta”.
Nella foto: la copertina del volumetto
Il presidente della Provincia, Franco Capponi, ha chiesto la proclamazione dello “stato di emergenza “per l'eccezionale mareggiata che nel fine settimana ha provocato gravi danni lungo la costa, interessando i territori di Porto Recanati, Potenza Picena (la frazione Porto) e Civitanova Marche.
La richiesta è stata inoltrata, come prevede la legge, al presidente della Regione affinché se ne faccia interprete nei confronti della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Della richiesta sono stati informati il Prefetto di Macerata ed i Sindaci dei tre Comuni interessati.
In mattinata la Giunta provinciale, a cui il presidente Capponi aveva rappresentato l'opportunità di avanzare la richiesta dello stato di emergenza, aveva esaminato la situazione sia sulla base delle segnalazioni pervenute (in particolare dal Comune di Porto Recanati), sia sulla base dell'informativa presentata dai tecnici del Genio civile.
Le avverse condizioni meteorologiche dei giorni scorsi e la forte mareggiata hanno provocato ingenti danni a strutture ed infrastrutture pubbliche (in alcuni tratti la strada litoranea lambisce il mare) ed alla zona demaniale marittima, con rilevanti danni anche alle proprietà private. Dai sopralluoghi effettuati dai tecnici della Provincia è stata constatata la presenza diffusa di danni ad opere della mareggiata e del maltempo che è stato a lungo accompagnato da forti raffiche di vento.
Il presidente Capponi, nell'annunciare che la richiesta sarà a breve integrata da una relazione complessiva inerente i danni causati dalle intense precipitazioni e dalle mareggiate, ha anche chiesto al presidente della Regione di tenere in considerazione i suddetti danni nella eventuale destinazione allo scopo di risorse regionali.
''L'operazione Hoffman ha superato gli obiettivi di promozione delle Marche ed è diventata un'operazione di promozione della lingua e della cultura italiana nel mondo”. Così il presidente della Regione Gian Mario Spacca oggi ad Ancona alla conferenza per la presentazione della versione definitiva dello spot “Marche: le scoprirai all'Infinito” (nella versione da 120” e 30”) alla quale hanno partecipato anche il regista Giampiero Solari e il responsabile di Europroduciones Stefano Torrisi.
“Quando abbiamo pensato a questa complessa operazione - ha proseguito Spacca - volevamo trasmettere un'immagine unitaria delle Marche nel mondo. Volevamo suscitare suggestioni e curiosità nei confronti della nostra terra sia per i mercati turistici, ma anche per dare più valore aggiunto al lavoro dei marchigiani: ai vini, ai prodotti tipici, ai prodotti del manifatturiero, come le scarpe per esempio. Le reazioni sono andate al di là delle nostre stesse aspettative e ne siamo più che soddisfatti. La maggior parte dei commenti è straordinariamente positiva e per certi versi inusitata. Perfino l'Accademia della Crusca è scesa in campo per esprimere il suo apprezzamento nei confronti dello spot attraverso il presidente onorario Andrea Rigoni, per non parlare di tanti intellettuali di prestigio come Umberto Piersanti, Davide Rondoni, Giorgio De Rienzo. Sono convinto che questa operazione abbia tutte le potenzialità per diventare una pietra miliare nel mondo della comunicazione. Oltre a tutti i quotidiani e televisioni nazionali, di Hoffman e delle Marche hanno parlato anche quotidiani e riviste internazionali: dal New York Times al Daily Mail, da Variety alla Reuters al Sidney Morning Herald. A queste prestigiose testate si aggiungono giornali riviste di settore, siti internet specializzati di ogni parte del mondo: inglesi, spagnoli, danesi, messicani, tedeschi, austriaci, addirittura thailandesi e indiani.
Oggi – ha concluso Spacca – presentiamo la versione definitiva dello spot che ha tenuto conto dei suggerimenti e delle osservazioni arrivate dai marchigiani dopo la condivisione delle bozze di lavoro in rete. Abbiamo infatti fatto in modo che anche questa, come tante altre iniziative della Regione, avesse la massima condivisione da parte della nostra comunità”.
Lo spot andrà in onda dal 24 gennaio al 13 febbraio sulle reti Rai, sui principali network nazionali e su Sky con oltre mille passaggi prevalentemente in prime time. Tre i formati previsti: da 7, 15 e 30 secondi (in tre versioni), oltre a uno di 120 secondi pensato per i cinema. Gli spot, realizzati dalla Europroduzioni, società italiana di un importante gruppo multimediale spagnolo, saranno presentati ufficialmente alla stampa nazionale alla Triennale di Milano il 20 gennaio.
