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Ai nastri di partenza Miss Italia 2019. Porto Recanati, Folignano, Fermo, Macerata, le città delle Marche che vivranno con particolare emozione l’evento che, come da tradizione, decreterà la più bella del Paese. I riflettori stanno per accendersi di nuovo e, domani sera, cittadini, amici e parenti saranno pronti a fare il tifo tra un'uscita e l'altra della kermesse. Importante sarà il televoto che decreterà il verdetto finale e dunque non dovranno mancare i segni di un forte sotegno alle giovani in gara, ognuna con un suo carattere e una sua particolare propensione, restando incollati alla tv fino al verdetto finale.
Fra le 80 finaliste dell’80.ma edizione del concorso di bellezza per antonomasia, la regione Marche sarà rappresentata da quattro ragazze: Giulia Ciarlantini,18 anni di Porto Recanati è Miss Marche 2019 e nel concorso ha assegnato il numero 12; Simona Viola, 19 anni di Folignano ( AP) ex ginnasta, è Miss Cinema Marche; Gaia Foglini, 18 anni di Fermo, ballerina diplomata all’accademia statale di Vienna, è Miss Sorriso Marche; Maria Gabrielli, 24 anni di Macerata, mamma di un bambino di 8 anni, è Miss Miluna Marche. A prescindere da quale sarà il verdetto finale, nell’aura magica di un appuntamento speciale, ognuna di loro porterà a casa il ricordo di un’esperienza indimenticabile e dalle tante sfaccettature.
cc
Fra le 80 finaliste dell’80.ma edizione del concorso di bellezza per antonomasia, la regione Marche sarà rappresentata da quattro ragazze: Giulia Ciarlantini,18 anni di Porto Recanati è Miss Marche 2019 e nel concorso ha assegnato il numero 12; Simona Viola, 19 anni di Folignano ( AP) ex ginnasta, è Miss Cinema Marche; Gaia Foglini, 18 anni di Fermo, ballerina diplomata all’accademia statale di Vienna, è Miss Sorriso Marche; Maria Gabrielli, 24 anni di Macerata, mamma di un bambino di 8 anni, è Miss Miluna Marche. A prescindere da quale sarà il verdetto finale, nell’aura magica di un appuntamento speciale, ognuna di loro porterà a casa il ricordo di un’esperienza indimenticabile e dalle tante sfaccettature.
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Terremotati e Quadrilatero, "Il Centro Italia non è stato dimenticato dal nuovo governo"
05 Set 2019
Il nuovo contratto di governo fra il Movimento 5 Stelle e il Partito Democratico è pronto. Ormai il prossimo step sarà la fiducia. Al punto 6 figura un argomento assai importante per il Centro Italia e per la provincia di Macerata: il terremoto. "I terremotati non sono mai stati dimenticati - afferma il senatore marchigiano Giorgio Fede, dei 5 Stelle - nemmeno nel primo contratto. Mi fa piacere ricordare che il Presidente Conte ha già incontrato in una specifica audizione chi i danni del sisma li vive sulla propria pelle. Questa è stata quindi una prima testimonianza della sensibilità verso l'argomento, a dimostrazione che non si tratta solo di un punto programmatico ma di qualcosa di più. E' stato assimilato alle audizioni che si sono svolte con tutte le forze politiche per formare il governo. Poi, ancor più gradito è stato il poter verificare che proprio al punto 6 del programma si parla di accelerare la ricostruzione". Un altro argomento cardine per le Marche è quello che riguarda la viabilità. Il progetto della Quadrilatero deve essere portato a conclusione con gli ultimi interventi, fra i quali la bretella San Severino-Tolentino recentemente finanziata per intero e la Pedemontana che collegherà Fabriano, Matelica fino a Muccia. "Anche questa è la prova di quanto sia alta l'attenzione - prosegue - sicuramente anche indotta dall'attività di noi parlamentari del Movimento 5 Stelle. Già Conte e l'allora ministro Toninelli ne avevano sottolienato l'importanza quando vennero nel territorio ad effettuare un sopralluogo e poi in aula, quando vennero a riferire sull'argomento. L'attenzione e la volontà di far partire queste opere sono alte, seppur fra tante polemiche e problematiche generate e questa non può che essere una notizia positiva per noi marchigiani. Sappiamo bene - aggiunge - quanto le Marche paghino un deficit di infrastrutture e quindi ripartiamo da quelle già in corso di esecuzione per dare risposte concrete sia alla popolazione sia a chi ci ha definito il partito del 'no'. Questa è un'azione del governo Conte e del Movimento 5 Stelle per ridare vita a un territorio".
g.g.
g.g.
L'acquazzone che lunedì pomeriggio si è abbattuto sulla provincia e sul capoluogo a creato non pochi problemi. Oltre alla caserma del comando provinciale dei Carabinieri e ai numerosi rami caduti in strada, ne ha risentito anche l'Itas Matteo Ricci di Macerata. A farlo sapere è proprio il presidente della provincia Antonio Pettinari attraverso la sua pagina Facebook dopo aver effettuato un sopralluogo per rendersi conto della situazione. "La fortissima pioggia di lunedì - scrive - è filtrata dal tetto e ha provocato danni sul controsoffitto e sulle pareti rivestite di cartongesso dell'auditorium. Stiamo già intervenendo per la sistemazione dell'aula, un lavoro stimato di 50mila euro, con l'obiettivo di terminare entro l'inizio dell'anno scolastico".
La forte pioggia di due giorni fa ha provocato dei danni pure alla caserma dei Carabinieri di Macerata, in centro storico, anch’essa di proprietà della Provincia. In questo caso si sono riscontrati fenomeni di allagamento nel piano del Comando provinciale. "Anche su questo edificio sono previsti immediati interventi per ridurre il rischio del ripetersi del fenomeno, in attesa - conclue - di un lavoro più radicale e consistente sullo stabile".
g.g.
La forte pioggia di due giorni fa ha provocato dei danni pure alla caserma dei Carabinieri di Macerata, in centro storico, anch’essa di proprietà della Provincia. In questo caso si sono riscontrati fenomeni di allagamento nel piano del Comando provinciale. "Anche su questo edificio sono previsti immediati interventi per ridurre il rischio del ripetersi del fenomeno, in attesa - conclue - di un lavoro più radicale e consistente sullo stabile".
g.g.
Identificato dai Carabinieri forestali il soggetto che ha sparato, alcune settimane, contro un gatto. Il fatto era accaduto a San Severino, località Serripola. L'animaletto era stato soccorso da un ambulatorio di veterinari della città che, oltre ad averlo operato per tentare di salvargli la zampa, aveva anche provveduto a preparare la documentazione necessaria per sporgere denuncia alle forze dell'ordine. E ieri è stato lo stesso ambulatorio a comunicare sulla sua pagina social che dopo le dovute indagini, i forestali avrebbero identificato il soggetto responsabile della violenza che ora dovrà rispondere di maltrattamento di animale, reato punibile secondo il codice penale.
g.g.
(In foto, la lastra effettuata sul gattino)
g.g.
(In foto, la lastra effettuata sul gattino)
Quattro ordinanze del Commissario stoppate dalla Corte dei Conti. Di Girolamo: "La sagra del ridicolo"
04 Set 2019
Son quattro le ordinanze, prima pubblicate e poi messe in standby, che la Corte dei Conti ha bloccato. La loro validità è stata sospesa e al momento trova applicazione la normativa previgente. In particolare si tratta dell'ordinanza 80, 84, 85 e 86. Insomma, oltre alle mancanze che gli imputano i professionisti, il commissario Farabollini pare non godere di fortuna: "Queste ordinanze - commenta Roberto Di Girolamo, del sindacato Inarsind - andrebbero viste e concordate con la Corte dei Conti prima di essere pubblicate. Le quattro ordinanze sono importante specialmente la 80, cosiddetta 'omnibus' perché conteneva 14 ordinanze precedenti e fra le altre cose, cercava di trovare una soluzione alle varianti che sono fondamentali nei progetti di restauro". Le altre ordinanze era quella che riguardava il Piano per i beni culturali ecclesiastici che prevedeva, in sostanza, il trattamento delle curie alla stessa stregua dei privati nella ricostruzione delle chiese; l'85 era quella che eliminava le gare d'appalto nei contratti privati: "Prima bisognava fare una gara con tre ditte e poi affidar i lavori". La 86 normava il dissesto idrogeologico e spiegava come bisognasse agire in casi di edifici situati in zone soggette a dissesti. "Non so perché la Corte dei Conti ha richiesto chiarimenti - torna a dire Di Girolamo - ma così sembra come se tornassimo al 1 gennaio 2019. Saranno situazioni sicuramente provvisorie ma ci creerà comunque qualche piccolo problema non solo a noi professionisti ma anche agli uffici ricostruzione. Questi ultimi non potranno approvare, ad esempio, delle varianti che sono state presentate ai sensi dell'ordinanza 80 che per il momento è sospesa. Quindi si accumulano ritardi su ritardi ma comunque la scadenza del 31 dicembre 2019 rimane, cioè 70mila progetti che dovrebbero essere presentati entro la fine dell'anno. E come si fa? E’ impossibile. Servono visione, pianficazione e programmazione - cpnclude - proseguire con interventi spot non risolverà le cose".
g.g.
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A Camerino, revocata l'ordinanza d'inagibilità per tre edifici. Ritorno a casa per le famiglie di una palazzina di via Aristide Conti, di un edificio di via Farnese e di un'immobile della località Sfercia. Nei giorni scorsi, il sindaco Sandro Sborgia ha infatti firmato le prime revoche delle ordinanze che vietavano l’utilizzo delle abitazioni, consentendo così a diverse famiglie che avevano dovuto allontanarsi, di tornare ad abitare le proprie case.
Altra buona notizia è che via Bongiovanni ( fino alla caserma dei Carabinieri) sarà riaperta, essendo state terminate le necessarie messe in sicurezza su alcuni edifici della via che richiedevano tale operazione. La zona rossa dunque viene ad essere ridotta ulteriormente. Iniziati intanto anche i lavori di messa in sicurezza che riguardano altri tre palazzi in via Lili; i lavori sono stati appaltati a una ditta aquilana per un importo di 125mila euro con un ribasso del 25 per cento.
“Il desiderio e la volontà - ha detto il sindaco Sandro Sborgia- sono quelli di procedere e andare spediti in questo percorso, naturalmente sempre nel rispetto di tutte le azioni”
Altra buona notizia è che via Bongiovanni ( fino alla caserma dei Carabinieri) sarà riaperta, essendo state terminate le necessarie messe in sicurezza su alcuni edifici della via che richiedevano tale operazione. La zona rossa dunque viene ad essere ridotta ulteriormente. Iniziati intanto anche i lavori di messa in sicurezza che riguardano altri tre palazzi in via Lili; i lavori sono stati appaltati a una ditta aquilana per un importo di 125mila euro con un ribasso del 25 per cento.
“Il desiderio e la volontà - ha detto il sindaco Sandro Sborgia- sono quelli di procedere e andare spediti in questo percorso, naturalmente sempre nel rispetto di tutte le azioni”
cc da comunicato
Risvolti anche sulla prossima tornata elettorale delle elezioni regionali nelle Marche, dall'accordo raggiunto tra Partito Demcratico e M5S per la formaziione del nuovo governo? Ci vede possibili mosse per non far vincere il centrodestra il capogruppo regionale di Fratelli d'Italia Elena Leonardi la quale sostiene che l'accordo potrebbe passare per la modifica alla legge elettorale regionale e portare alla possibile introduzione del doppio turno o innalzamento della soglia del premio di maggioranza.
A motivare le parole della rappresentante del partito di Giorgia Meloni, sono state le esternazioni dei maggiori vertici grillini regionali la cui volontà appare orientata verso un inciucio col PD anche nella Regione Marche
" E' stupefacente – dice la Leonardi – come le giravolte in politica possano realizzarsi senza imbarazzo pur di impedire che a vincere sia il centrodestra. I 5 stelle regionali difatti – prosegue – in questi anni hanno attaccato continuamente il Pd ed il presidente Ceriscioli, anche con continue mozioni di sfiducia a lui o ai suoi assessori ed ora tutta quella sfiducia improvvisamente scompare lasciando il posto a dichiarazioni "di amorosi intenti". Sintomatiche, a detta della Leonardi, le parole del capogruppo Gianni Maggi che, "dopo anni di attacco al Pd, vedendo che il centro destra potrebbe governare le Marche, sta "per inciuciarci" per cambiare la legge elettorale regionale al fine di amministrare la nostra Regione assieme allo stesso Pd da sempre contestato".
Secondo Elena Leonardi, due i possibili inganni che potrebbero essere attuati sulla pelle dei marchigiani e cioè, "l'introduzione del cosiddetto "Doppio Turno", che oltre a raddoppiare i costi per i cittadini perchè si andrebbe a votare due volte (alla faccia dei risparmi della politica che i pentastellati sbandierano), consentirebbe ai 5 Stelle di appoggiare, nel ballottaggio tra centrodestra e centrosinistra, proprio il Pd, mettendo in minoranza il centrodestra che anche nelle Marche ormai è maggioritario nella volontà dei nostri corregionali, Oppure - prosegue l'esponente di Fratelli d'Italia- più probabile è che si voglia alzare la soglia del premio di maggioranza così che nessuno possa raggiungerla e, non avendo nessuno il numero sufficiente di consiglieri, poi i 5 Stelle ed il Pd possano replicare nell'Aula del Consiglio Regionale quello che sta accadendo in queste ore al Governo e votare un presidente di regione diverso da quello che i marchigiani avrebbero voluto.
Le aperture del Movimento 5 Stelle, accolte con un certo entusiasmo sia dal segretario del Pd Gostoli che dal sindaco di Pesaro Ricci, oltre che dallo stesso Ceriscioli, degne degli accordi da Prima Repubblica, ci parlano della paura del PD di perdere la guida delle Marche. Per loro diventa indispensabile cercare un alleato per mantenere il potere ed evitare che finalmente la Regione abbia un governo diverso.
Mi chiedo – conclude Leonardi – chi sconfesserà se stesso? Il Pd rinnegherà tutto ciò che ha fatto in questi anni o i 5 Stelle sosterranno le politiche sino ad oggi contestate?
cc da comunicato stampa
A motivare le parole della rappresentante del partito di Giorgia Meloni, sono state le esternazioni dei maggiori vertici grillini regionali la cui volontà appare orientata verso un inciucio col PD anche nella Regione Marche
" E' stupefacente – dice la Leonardi – come le giravolte in politica possano realizzarsi senza imbarazzo pur di impedire che a vincere sia il centrodestra. I 5 stelle regionali difatti – prosegue – in questi anni hanno attaccato continuamente il Pd ed il presidente Ceriscioli, anche con continue mozioni di sfiducia a lui o ai suoi assessori ed ora tutta quella sfiducia improvvisamente scompare lasciando il posto a dichiarazioni "di amorosi intenti". Sintomatiche, a detta della Leonardi, le parole del capogruppo Gianni Maggi che, "dopo anni di attacco al Pd, vedendo che il centro destra potrebbe governare le Marche, sta "per inciuciarci" per cambiare la legge elettorale regionale al fine di amministrare la nostra Regione assieme allo stesso Pd da sempre contestato".
Secondo Elena Leonardi, due i possibili inganni che potrebbero essere attuati sulla pelle dei marchigiani e cioè, "l'introduzione del cosiddetto "Doppio Turno", che oltre a raddoppiare i costi per i cittadini perchè si andrebbe a votare due volte (alla faccia dei risparmi della politica che i pentastellati sbandierano), consentirebbe ai 5 Stelle di appoggiare, nel ballottaggio tra centrodestra e centrosinistra, proprio il Pd, mettendo in minoranza il centrodestra che anche nelle Marche ormai è maggioritario nella volontà dei nostri corregionali, Oppure - prosegue l'esponente di Fratelli d'Italia- più probabile è che si voglia alzare la soglia del premio di maggioranza così che nessuno possa raggiungerla e, non avendo nessuno il numero sufficiente di consiglieri, poi i 5 Stelle ed il Pd possano replicare nell'Aula del Consiglio Regionale quello che sta accadendo in queste ore al Governo e votare un presidente di regione diverso da quello che i marchigiani avrebbero voluto.
Le aperture del Movimento 5 Stelle, accolte con un certo entusiasmo sia dal segretario del Pd Gostoli che dal sindaco di Pesaro Ricci, oltre che dallo stesso Ceriscioli, degne degli accordi da Prima Repubblica, ci parlano della paura del PD di perdere la guida delle Marche. Per loro diventa indispensabile cercare un alleato per mantenere il potere ed evitare che finalmente la Regione abbia un governo diverso.
Mi chiedo – conclude Leonardi – chi sconfesserà se stesso? Il Pd rinnegherà tutto ciò che ha fatto in questi anni o i 5 Stelle sosterranno le politiche sino ad oggi contestate?
cc da comunicato stampa
Commozione a Tolentino per la scomparsa all'età di 75 anni di Carlo Ferranti, uomo conosciuto e attivo in città sia nella politica che nello sport. A lungo dirigente dell'Unione Sportiva Tolentino, Carlo Ferranti, che ha ricoperto importanti incarichi all'interno del Partito Socialista Italiano, è stato anche consigliere comunale e in diverse legislature ha ricoperto la carica di assessore. Carlo Ferranti lascia la moglie Bruna e il figlio Massimo, che dal padre ha ereditato la passione per il calcio prima quale giocatore e in seguito come allenatore. Messaggi di cordoglio sono giunti alla famiglia dal sindaco Giuseppe Pezzanesi, a nome dell’amministrazione comunale e della città, che ha sottolineato l’impegno politico e personale di una persona che ha vissuto da protagonista la vita politica e amministrativa di Tolentino, e dal mondo dello sport.
Incidente a Montagnano di Camerino intorno alle 15.
Due auto si sono scontrate per cause ancora in corso di accertamento da parte della polizia stradale di Camerino.
Sul posto i sanitari del 118 per soccorrere i tre feriti lievi. Si tratta di una madre, con la figlia e la nonna. Una di loro è stata trasportata all'ospedale di Camerino, mentre le altre due all'ospedale di San Severino.
GS
Due auto si sono scontrate per cause ancora in corso di accertamento da parte della polizia stradale di Camerino.
Sul posto i sanitari del 118 per soccorrere i tre feriti lievi. Si tratta di una madre, con la figlia e la nonna. Una di loro è stata trasportata all'ospedale di Camerino, mentre le altre due all'ospedale di San Severino.
GS
Le nuove direzioni e prospettive della chimica organometallica, hanno rappresentato il focus centrale della dodicesima edizione della Scuola internazionale di Chimica organometallica che si avvia a conclusione all'Università di Camerino.
Proprio nell’occasione della giornata di apertura, alla quale ha voluto portare il suo saluto anche l'ammnistrazione comunale di Camerino rappresentata dal consigliere Riccardo Pennesi, il responsabile della Scuola prof. Claudio Pettinari, rettore dell’università di Camerino, ha voluto ripercorrerne la storia insieme ai primi passi dell’iniziativa.
“ E’ un fare memoria di quello che siamo stati soprattutto di come si è potuti arrivare a tutto questo. In realtà – dichiara il prof. Pettinari- partendo dalle persone, perché è sempre dalle persone che dobbiamo partire e, nello specifico, da quello che all’epoca era il mio professore Flavio Bonati; per la prima volta in Italia, si decise di organizzare dapprima un congresso di chimica organometallica, disciplina quasi sconosciuta ai più e soprattutto nel territorio marchigiano. L’ateneo di Camerino, decise poi di organizzare qui una Scuola permanente e molto la dice sul fatto di essere arrivati alla dodicesima edizione. Sono dunque trascorsi ben 22 anni, tutti vissuti a fianco di tantissimi docenti da tutto il mondo, professori che sono stati qui da noi e che con noi continuano a mantenere legami e che ci hanno fatto crescere. Ho dunque inteso citare proprio questo – continua il rettore-, come la crescita del nostro gruppo sia passata attraverso questa Scuola e la possibilità di rapportarsi, di fare network e di fare rete. Un legame forte che ci ha data la possibilità di costruire progetti di ricerca all'avanguardia e soprattutto ha consentito a tanti giovani di crescere. Sono 1400 le persone che nell’arco delle dodici edizioni, si sono viste alternarsi da questa Scuola; presentando il loro lavoro, hanno condiviso le loro ricerche, ne hanno parlato a grandi ed importanti scienziati, hanno vissuto questo territorio. Un percorso stimolante che dunque- sottolinea il prof. Pettinari- ha scandito un po' ventidue anni della nostra vita universitaria. Li ricordiamo per tante cose che sono avvenute, spesso durante la Scuola ma anche prima e dopo la sua nascita e, ogni anno e ogni edizione, hanno lasciato il segno”.
Inevitabile che in un tempo così lungo di continue ricerche tante cose siano cambiate. Il futuro corre veloce anche per questo settore per certi versi molto affascinante anche per chi è totalmente digiuno della materia e di progressi e traguardi un tempo impensabili ne sono stati raggiunti moltissimi.
“ Basti pensare che per le relazioni nei convegni - spiega il rettore e prof. di Chimica Claudio Pettinari- quelli che una volta si chiamavano lucidi oggi sono soppiantati da tecnologie assolutamente innovative che ti consentono di entrare in una molecola proiettata in realtà virtuale o aumentata tanto che con la molecola si può giocare, si può capire perfettamente la sua reattività, la sua capacità di produrre magari effetti interessanti sul corpo umano. Questi argomenti sono stati trattati anche nel corso delle quattro giornate della Scuola Internazionale di Chimica Organometallica, accentrando attenzione anche sui diversi aspetti dell'utilizzo della organometallica in ambito biomedico così come sulla possibilità che queste sostanze siano utilizzate come antitumorali, come biomateriali, come materiali antibatterici o antimicrobici ,oppure, per dispositivi. Indubbiamente c'è stata una grande evoluzione. Sentiamo sempre di più parlare di un pianeta sostenibile, di una terra sostenibile. Sui media di ogni genere è sempre più frequente l’utilizzo dell’ accoppiata di parole Plastic free ma, bisogna anche capire che per immaginare un futuro Plastic free, dobbiamo comunque trovare dei materiali alternativi, in grado di sostituire la plastica e capire se poi questo sarà sempre possibile e, soprattutto, se potranno essere raggiunte le stesse funzioni. Ecco, la chimica organometallica può aiutarci in questo. Con il termine plastica vengono poi assemblate e demonizzate anche sostanze e materiali che invece saranno sicuramente imprescindibili però, la chimica organometallica può senz’altro servire a produrre materiali diversi in maniera Eco e in maniera bio, soprattutto anche riciclando e recuperando, perché la popolazione del pianeta è comunque crescente. Pensiamo banalmente all’incredibile aumento di dispositivi telefonici di cui non potremo sicuramente fare a meno e, all’interno dei quali, sono contenute tante parti leggere fatte di materiali polimerici e plastici ”.
cc
Proprio nell’occasione della giornata di apertura, alla quale ha voluto portare il suo saluto anche l'ammnistrazione comunale di Camerino rappresentata dal consigliere Riccardo Pennesi, il responsabile della Scuola prof. Claudio Pettinari, rettore dell’università di Camerino, ha voluto ripercorrerne la storia insieme ai primi passi dell’iniziativa.
“ E’ un fare memoria di quello che siamo stati soprattutto di come si è potuti arrivare a tutto questo. In realtà – dichiara il prof. Pettinari- partendo dalle persone, perché è sempre dalle persone che dobbiamo partire e, nello specifico, da quello che all’epoca era il mio professore Flavio Bonati; per la prima volta in Italia, si decise di organizzare dapprima un congresso di chimica organometallica, disciplina quasi sconosciuta ai più e soprattutto nel territorio marchigiano. L’ateneo di Camerino, decise poi di organizzare qui una Scuola permanente e molto la dice sul fatto di essere arrivati alla dodicesima edizione. Sono dunque trascorsi ben 22 anni, tutti vissuti a fianco di tantissimi docenti da tutto il mondo, professori che sono stati qui da noi e che con noi continuano a mantenere legami e che ci hanno fatto crescere. Ho dunque inteso citare proprio questo – continua il rettore-, come la crescita del nostro gruppo sia passata attraverso questa Scuola e la possibilità di rapportarsi, di fare network e di fare rete. Un legame forte che ci ha data la possibilità di costruire progetti di ricerca all'avanguardia e soprattutto ha consentito a tanti giovani di crescere. Sono 1400 le persone che nell’arco delle dodici edizioni, si sono viste alternarsi da questa Scuola; presentando il loro lavoro, hanno condiviso le loro ricerche, ne hanno parlato a grandi ed importanti scienziati, hanno vissuto questo territorio. Un percorso stimolante che dunque- sottolinea il prof. Pettinari- ha scandito un po' ventidue anni della nostra vita universitaria. Li ricordiamo per tante cose che sono avvenute, spesso durante la Scuola ma anche prima e dopo la sua nascita e, ogni anno e ogni edizione, hanno lasciato il segno”.
Inevitabile che in un tempo così lungo di continue ricerche tante cose siano cambiate. Il futuro corre veloce anche per questo settore per certi versi molto affascinante anche per chi è totalmente digiuno della materia e di progressi e traguardi un tempo impensabili ne sono stati raggiunti moltissimi.
“ Basti pensare che per le relazioni nei convegni - spiega il rettore e prof. di Chimica Claudio Pettinari- quelli che una volta si chiamavano lucidi oggi sono soppiantati da tecnologie assolutamente innovative che ti consentono di entrare in una molecola proiettata in realtà virtuale o aumentata tanto che con la molecola si può giocare, si può capire perfettamente la sua reattività, la sua capacità di produrre magari effetti interessanti sul corpo umano. Questi argomenti sono stati trattati anche nel corso delle quattro giornate della Scuola Internazionale di Chimica Organometallica, accentrando attenzione anche sui diversi aspetti dell'utilizzo della organometallica in ambito biomedico così come sulla possibilità che queste sostanze siano utilizzate come antitumorali, come biomateriali, come materiali antibatterici o antimicrobici ,oppure, per dispositivi. Indubbiamente c'è stata una grande evoluzione. Sentiamo sempre di più parlare di un pianeta sostenibile, di una terra sostenibile. Sui media di ogni genere è sempre più frequente l’utilizzo dell’ accoppiata di parole Plastic free ma, bisogna anche capire che per immaginare un futuro Plastic free, dobbiamo comunque trovare dei materiali alternativi, in grado di sostituire la plastica e capire se poi questo sarà sempre possibile e, soprattutto, se potranno essere raggiunte le stesse funzioni. Ecco, la chimica organometallica può aiutarci in questo. Con il termine plastica vengono poi assemblate e demonizzate anche sostanze e materiali che invece saranno sicuramente imprescindibili però, la chimica organometallica può senz’altro servire a produrre materiali diversi in maniera Eco e in maniera bio, soprattutto anche riciclando e recuperando, perché la popolazione del pianeta è comunque crescente. Pensiamo banalmente all’incredibile aumento di dispositivi telefonici di cui non potremo sicuramente fare a meno e, all’interno dei quali, sono contenute tante parti leggere fatte di materiali polimerici e plastici ”.
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