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Il lavori a Palazzo Valentini possono procedere.
A deciderlo è stata la Soprintendenza, chiamata in causa dal sindaco di San Severino, Rosa Piermattei, dopo che lunedì scorso, a seguito di un cedimento strutturale al basamento di una grossa gru in corso di montaggio tra il marciapiede pedonale e la piattaforma di piazza Del Popolo, sono venute alla luce porzioni di grotte ipogee non accessibili dall’esterno da tempo non più utilizzate, e destinate probabilmente a ghiacciaie, che hanno fatto bloccare ogni tipo di attività.

Il funzionario di zona della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio delle Marche ha effettuato ieri mattina un sopralluogo nel cantiere di palazzo Valentini interessato da opere di recupero post terremoto.

Al sopralluogo hanno preso parte anche il sindaco di San Severino Marche, Rosa Piermattei, l’assessore comunale all’Urbanistica e ai Lavori Pubblici, Sara Bianchi, il direttore dei lavori, ingegnere Luca Sabattini, e il responsabile dell’ufficio Urbanistica del Comune.

La verifica della Soprintendenza, richiesta dal Comune, ha confermato l’irrilevanza, da un punto di vista storico e architettonico, della cavità. L’impresa esecutrice dei lavori è stata, quindi, autorizzata a chiudere lo scavo.

Il sindaco, dopo il rinvenimento, oltre a coinvolgere la Soprintendenza, aveva anche chiesto, d’intesa con la direzione dei  lavori, il supporto tecnico di un’impresa specializzata per mappare con un georadar il lato della piazza Del Popolo sul quale, nei prossimi mesi, saranno avviati anche altri cantieri della ricostruzione.

GS
Vuole fare chiarezza ed evitare danni il sindaco di San Severino, Rosa Piermattei, in merito al cedimento del terreno in piazza del Popolo.
È stata, infatti, coinvolta anche la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio delle Marche nelle verifiche da mettere in atto dopo gli ulteriori accertamenti eseguiti nell’area del cantiere per le opere di recupero, a seguito del sisma, di palazzo Valentini dove, nella tarda serata di lunedì scorso, si è verificato un cedimento strutturale del basamento di una grossa gru.

"Vogliamo evitare qualsiasi discussione o dubbio, come già emerso sui social - dice il sindaco - , su quanto è stato detto in merito alla voragine, perchè non è altro che un cedimento strutturale e non stiamo rovinando nulla.
Vogliamo che la Soprintendenza intervenga in modo che possa dire cosa è accaduto e cosa dobbiamo fare. Vogliamo essere certi che non stiamo facendo nulla che rovini quanto c'è nel sottosuolo".  

Il Comune, dopo aver avviato uno scavo di accertamento, ha riportato in luce un manufatto privo di accesso dagli edifici confinanti, "probabilmente - si legge in una nota del Comune - crollato su se stesso già molti anni fa a causa delle infiltrazioni d’acqua e dell’umidità del sottosuolo.
Dopo aver messo in sicurezza tutta l’area i lavori sono stati al momento sospesi in attesa dei riscontri della Soprintendenza".

GS

La decisione del Ministro per i Beni e le Attività culturali Dario Franceschini di assegnare ad Ascoli Piceno la nuova sede della Soprintendenza Archeologica Bella Arti e Paesaggio per le Marche su manda su tutte le furie il presidente della provincia di Macerata Antonio Pettinari. "Un'autentica beffa per il nostro territorio - la definisce Pettinari - che ha tutte le caratteristiche per avere questa ulteriore possibilità di un collegamento diretto con l'ufficio periferico del Ministero dei Beni Culturali, quale appunto è la Soprintendenza. Un territorio che si trova alle prese con il problema della ricostruzione e che vede inseriti nel cratere ben 44 comuni su un totale di 83. Tutto questo sembra sia sfuggito al ministro". E' un fiume in piena il presidente Pettinari, che lancia i suoi strali anche contro i rappresenti politici maceratesi. "Non solo sono sconcertato - conclude - ma sento anche il disappunto e la rabbia per un territorio che ancora una volta è stato beffato. Cosa faranno ora i presunti rappresentanti del nostro territorio? Non è possibile che ancora una volta abbia avuto la meglio il fenomeno della raccomandazione politica".
Una questione che sicuramente terrà banco ancora a lungo e che sarà approfondita sulle pagine de L'Appennino camerte in edicola il prossimo 23 gennaio.

f.u.

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