L'’abbondante nevicata che ha colpito i monti Sibillini ha reso estremamente difficili i collegamenti. A fare le spese del più grosso disagio, soprattutto la popolazione più anziana. Da sempre in prima linea nel prestare soccorso ai cittadini, l'Arma ha risposto impiegando uomini e mezzi per venire in aiuto ad automobilisti in difficolta’ e garantire la sicurezza. I carabinieri hanno battuto casa per casa e in modo capillare tutte le frazioni più isolate del territorio montano, per ascoltare i bisogni di ogni singola persona e far percepire loro la presenza dello Stato. l
L’episodio più significativo l’hanno vissuto  in particolare i militari della stazione carabinieri di Visso , i quali si sono recati nella frazione montana di Fematre a consegnare il pane ad un ottantenne che era solo in casa.
Lo sguardo commosso e sorpreso dell'anziano ed il suo successivo grazie, sono state riconosciute dai militari come le migliori ricompense possibili.  

E’ la pioggia che sta facendo scattare l’allerta in queste ore nel vastissimo territorio del Comune di San Severino Marche, uno dei più grandi per estensione dell’intera regione.

A causa delle precipitazioni intense si registrano frane sulle strade per le frazioni di Orpiana e Serrone Valle. In mattinata ostruito, dalla caduta di un albero sulla sede stradale, il collegamento con la frazione di Gaglianvecchio.
Per raggiungere l’abitato ci si è dovuti servire di una strada bianca.
Diverse le chiamate all’ufficio manutenzioni del comune che sta intervenendo con operai e mezzi ma anche con l’ausilio di alcune imprese private.

Fango e acqua su diverse strade, in particolare sulla provinciale 127 per Tolentino, all’altezza dell’abitato di Colotto, e sulla statale 361 “Septempedana”, tra Santa Maria della Pieve e Taccoli.

Verrà infine ripristinato molto probabilmente in giornata il guasto all’acquedotto comunale che nella giornata di domenica ha tenuto impegnati tecnici e operai della municipalizzata Assem Spa. A causa delle forti piogge si sono verificati dei movimenti importanti di terreno che hanno danneggiato un tubo all’interno di un pozzetto nei pressi del palazzetto dello sport di viale Mazzini. L’improvvisa perdita d’acqua ha fatto registrare un calo di pressione nella zona alta del rione Uvaiolo. L’Assem ha poi provveduto ad isolare il guasto e a ripristinare temporaneamente la situazione senza disagi particolari per le utenze.

Intanto il fiume Potenza resta osservato speciale. La Protezione Civile, grazie all’opera dei volontari del gruppo comunale settempedano, sta monitorando la situazione anche se per il momento il livello delle acque è sotto quello di guardia.























Ancora danni da maltempo nell’entroterra maceratese. Così come a metà settembre e nei primi giorni di ottobre, le forti piogge hanno causato disagi a Matelica, dove un porzione delle mura del centro storico cittadino è crollata nella giornata di ieri. A cedere è la porzione del muro di cinta tra il torrione di San Francesco e la porta di Campamante. Nel crollo, fortunatamente, non sono rimaste coinvolte persone e il danno ha riguardato la sola struttura.

Immediato l’intervento dell’ufficio tecnico comunale, che ha provveduto a transennare l’area e a verificare lo stato della porzione crollata. Il crollo ha riguardato una decina di metri della cinta muraria, nelle prossimità di un cantiere edilizio. Le macerie sono finite su un’area verde adiacente alla carreggiata della strada 256 Muccese. Il comune di Matelica fa sapere che nei prossimi giorni seguiranno ulteriori verifiche e i primi interventi di messa in sicurezza. Per quanto riguarda le cause, l’ipotesi più accreditata è legata appunto al maltempo. La pioggia ha appesantito il terreno e ha causato danni proprio in una porzione già attenzionata dal comune matelicese. In programma nei prossimi mesi è infatti un intervento di ristrutturazione della cinta muraria cittadina grazie ai fondi del Pnrr per la rigenerazione urbana. Le opere previste includono proprio il tratto crollato, oltre ad una porzione nella zona del semaforo sito sulla strada 256. Lavori che a questo punto saranno diversi rispetto al piano originale: le pietre che hanno ceduto dovranno ora «essere recuperate e le mura riallestite – spiega il sindaco Massimo Baldini –, in modo da restituire alla città una cinta muraria fedele a quella precedente il crollo. Il cantiere sovrastante l’area che ha ceduto ha avuto sicuramente un’influenza, visto che il peso che le mura hanno dovuto sopportare era maggiore del solito. Fortunatamente non ci sono state conseguenze per la popolazione».

l.c.
Anche la provincia di Macerata nel cratere dell’alluvione. Il Consiglio dei Ministri ha esteso lo stato di emergenza per il maltempo che ha colpito le Marche anche alle zone maceratesi investite dalle forti piogge cadute dallo scorso 15 settembre.

Accolta dunque la richiesta inoltrata alla Protezione civile nazionale dal presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli, commissario per l’alluvione, lo scorso 20 settembre. L’estensione riguarda i comuni ricadenti nella parte settentrionale della provincia di Macerata, limitrofi alla provincia di Ancona interessata dall’alluvione. Sono stati inoltre stanziati ulteriori 1,1 milioni di euro del Fondo per le emergenze nazionali, per far fronte ai primi interventi di soccorso e assistenza alla popolazione e al ripristino della funzionalità dei servizi pubblici e delle infrastrutture.

«Ringrazio il presidente Draghi – ha commentato Acquaroli – per la tempestività dimostrata nell’adeguamento dello stato di emergenza che consente di accelerare gli interventi urgenti anche nei comuni maceratesi che hanno subito danni rilevanti. Le strutture guidate dal vicecommissario Babini e i Comuni sono al lavoro in queste ore per la ricognizione di tutti gli interventi di somma urgenza e di prima assistenza alla popolazione, per la stima del fabbisogno dei danni».
Uomini e mezzi del comune di San Severino al lavoro sulle strade dopo l’ondata di maltempo dello scorso 15 settembre. L’amministrazione comunale ha dato il via libera al piano di intervento per le opere di somma urgenza. Si tratta di lavori di messa in sicurezza della viabilità pubblica su tutto il territorio comunale, dove ad essere particolarmente colpite sono state le strade secondarie e vicinali. La conta dei danni è ancora parziale, ma tra gli interventi stimati sono previsti interventi di rifacimento delle cunette, dei piani viari e degli stessi manti stradali.

Un piano che dà seguito ai primi lavori di messa in sicurezza effettuati nelle prime ore dopo le forti piogge di due settimane fa. Gli operai del comune, i volontari della protezione civile e i vigili del fuoco erano stati impegnati nella pulizia dell’alveo del Potenza nell’area del ponte di Sant’Antonio, oltre allo sgombero delle strade dalle colate di fango e dalle frane e ai lavori di ripristino dei pozzetti e delle cunette stradali. Tra gli interventi che si erano resi necessari durante l’emergenza, inoltre, la rimozione di rami e alberi crollati sulle strade e su alcune aree pubbliche, la sistemazione di apposita segnaletica per indicare i numerosi pericoli.

Lunghissimo il bollettino dei danni su diverse strade, come fa sapere l’amministrazione, con la situazione in costante monitoraggio: «La conta dei danni al momento non è ancora finita perché, procedendo con i vari interventi, saranno meglio rilevati e quantificati i lavori che si dovranno ancora fare per ripristinare le condizioni di sicurezza delle strade – spiegano -. Tra le opere da effettuare il ricarico delle fondazioni e dei piani rotabili, il ripristino delle cunette, la disostruzione di pozzetti e tombini, il rifacimento dei piani viabili e, dove necessari, dei manti stradali stessi».
Doveva essere il primo giorno di scuola, dopo le vacanze natalizie, segnato dalle assenze per Covid, invece ci ha pensato la neve a concedere 24 ore di tempo in più a studenti, alunni e famiglie che questa mattina erano preoccupati per un ritorno sui banchi nel segno dei contagi in aumento.

Da ieri pomeriggio, infatti, la coltre bianca ha ricoperto l’intera provincia, dalla costa alle zone montane, e molti Comuni hanno deciso di rinviare l’inizio delle lezioni a domani.

Nonostante il maltempo fosse stato annunciato, infatti, nella prima domenica dopo l’epifania non sono mancati i disagi sulle strade.

I vigili del fuoco sono intervenuti dal primo pomeriggio di ieri per le copiose nevicate che hanno investito la regione. Alle 20 di ieri sera erano stati effettuati circa 70 interventi di cui:17 nella provincia di Ancona, 20 in quella di Pesaro, 15 in quella di Macerata e 20 tra le province di Ascoli Piceno e Fermo. Gli interventi sono stati eseguiti in maggior parte per recuperare degli autoveicoli che non riuscivano a partire. La squadra di Cagli in particolare, ha effettuato un intervento per soccorrere una famiglia in un rifugio nel Comune di Piobbico che, a causa dell’intensa nevicata, non riusciva più a far ritorno a casa.

Tra i Comuni della provincia a non optare per la chiusura delle scuole quelli di Macerata e Sarnano, al contrario di chi, invece, ha rilanciato, come il sindaco di Tolentino Giuseppe Pezzanesi che ha deciso non solo di chiudere gli istituti per la neve, ma di sospendere anche le lezioni in presenza fino al 15 gennaio per via del Covid.

Sempre lui, insieme ai colleghi di Mogliano e Petriolo, aveva preso la stessa decisione anche per le lezioni del 7 e 8 gennaio scorsi.

“Dal momento che ieri è stato effettuato lo screening riservato agli studenti, agli insegnanti e al personale scolastico - si legge nella nota del Comune -, da cui sono emersi 56 casi di positività che si aggiungono ai 390 già presenti nel nostro Comune, dopo aver sentito i dirigenti scolastici ho ritenuto necessaria la chiusura di tutte le scuole per il 10 gennaio per neve, e adottare sia la sospensione delle attività didattiche in presenza delle scuole di ogni ordine e grado sia la chiusura degli asili nido, da martedì 11 a sabato 15 gennaio”.

GS
Questa mattina sopralluogo del sindaco Matteo Cicconi, del geometra Pediconi dell'ufficio tecnico comunale e del coordinatore della protezione civile Fornarini sulla situazione idrogeologica nel territorio.
Le copiose precipitazioni tuttora in corso hanno spinto gli amministratori a fare il sopralluogo. "Finora - commenta il sindaco - , a parte qualche disagio, la situazione è sotto controllo. I volontari della protezione civile continueranno anche nelle prossime ore a monitorare il territorio. Di recente è stato fatto l'intervento di pulizia e messa in sicurezza dell'alveo fluviale da parte del genio civile con particolare riferimento al tratto del Potenza lungo Costa Eletta. L'ingegnere Marzialetti aveva programmato sin dal 2018 questi interventi ed in situazioni come queste si possono verificare i risultati. Soprattutto ora, alla luce di eventi meteorologici sempre più imprevedibili e straordinari diventano importanti la prevenzione e gli investimenti sulla tutela del territorio".
Tra i danni causati dal maltempo che ieri sera si è abbattuto in provincia anche una quercia secolare abbattuta all'ingresso della biglietteria dello stadio universitario Livio Luzi di Camerino.
Le forti raffiche di vento unite alla pioggia hanno sradicato la pianta caduta sulla strada dove spesso si trovano parcheggiate le auto dei genitori che accompagnano i figli agli allenamenti.
Ma quello di Camerino non è di certo l'unico danno causato dal maltempo: nel tardo pomeriggio di ieri i vigili del fuoco hanno ricevuto decine di chiamate per interventi simili di rami e alberi caduti sulle strade, intervenendo da Macerata a Tolentino, San Severino, Civitanova e Corridonia.

GS

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Hanno proseguito fino a stamattina le operazioni dei vigili del fuoco che da domenica pomeriggio sono stati impegnati in oltre 300 interventi a causa del maltempo.
Non solo i givili del fuoco di tutta la provincia di Ancona, ma anche quelli di Macerata ed Ascoli Piceno hanno aiutato nel far fronte ai danni causati da grandine e vento che hanno colpito l'Anconetano.

Sono stati rimossi alberi e rami sulle sedi stradali, in cortili e parchi, sono stati messi in sicurezza vetrate, comignoli, antenne, grondaie, tende, tettoie e insegne pericolanti e incombenti su aree pubbliche.

I vigili del fuoco dorici, diretti dal Comandante Mariano Tusa, hanno potenziato il dispositivo di soccorso con ulteriori squadre operative ed il supporto di mezzi speciali delle altre province proprio per rispondere con la massima tempestività e gradualità alle richieste di intervento.

GS

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