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Si contano già i danni del maltempo che ieri pomeriggio si è abbattuto su tutta la provincia e che proseguirà anche in giornata.
I vigili del fuoco  sono intervenuti dal primo pomeriggio di ieri  per numerosi interventi di frane, allagamenti, alberi caduti, soccorso ad automobilisti, dovuti al maltempo.

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Il loro intervento nei Comuni di Potenza Picena, Montelupone, Morrovalle e Corridonia. Fortunatamente non si registrano feriti.  Numerose le squadre dei vigili del fuoco che sono state impegnate per fronteggiare le richieste di intervento.
Chiusa la strada provinciale 40 dell’Asola nel Comune di Montelupone. 
La Provincia di Macerata ha mobilitato immediatamente il personale e i mezzi, ma dalla collina continuava, ieri pomeriggio, il colamento che rendeva non sicura la strada, nel tratto interessato di circa 200-300 metri.  
Per questo motivo la strada è stata chiusa e le operazioni di messa in sicurezza riprenderanno da questa mattina.


GS
Divrsi i danni causati dal maltempo che questo pomeriggio si è abbattuto in tutta la Regione, soprattutto lungo la fascia costiera della provincia anconetana.
Attualmente sono stati effettuati circa 40 interventi per alberi caduti e allagamenti. In particolare ad Ancona un'auto è rimasta bloccata nel sottopasso di Vallemiano, gli occupanti all'arrivo della squadra dei vigili del fuoco erano già fuori.

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Per recuperare la vettura è stato necessario l'intervento del Nucleo Sommozzatori. A  Marzocca un pino è caduto su due auto, ma fortunatamente non sono state coinvolte persone. La squadra sul posto ha lavorato per tagliare l'albero e liberare le vetture.

GS
L'ondata di maltempo che ha interessato la provincia da giovedì scorso ha caratterizzato anche questo pomeriggio, soprattutto nell'entroterra dove forti piogge e raffiche di vento hanno costretto gli abitanti dei paesi interessati a rimanere a casa.
Non solo pioggia ma anche grandine, come quella che si è abbattuta a Cessapalombo, imbiancando la zona Sae.

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Danni anche sulle strade: lungo la SR 502 che conduce da Camporotondo a Caldarola una pianta è caduta sulla carreggiata a causa del vento.
A Caldarola, invece, pare che nel centro storico siano cadute alcune tegole.
A Tolentino una pianta è caduta a terra, invadendo la strada che collega il centro urbano con contrada Parruccia.

I Vigili del Fuoco intervenuti sul luogo, insieme agli operatori del servizio manutenzioni del Comune, hanno ordinato la chiusura della stessa strada fino a domani mattina (lunedì 26 agosto), quando una ditta specializzata, incaricata dal Comune, provvederà a rimuovere l’albero e a fare i lavori necessari per eliminare eventuali pericoli e per ripristinare le condizioni di sicurezza per il traffico veicolare e pedonale.

Sembra così terminare una estate che aveva già tardato ad arrivare e pare non permetta di terminare le vacanze nemmeno a chi ha scelto l'ultimo periodo di agosto per rilassarsi dagli impegni di lavoro.
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GS
Le lievi piogge che nel pomeriggio e nella serata di ieri si sono alternate in provincia, sono diventate veri e propri temporali nella notte.

Lampi, tuoni e copiose piogge hanno tenuto svegli i paesi dall’entroterra alla costa, causando in alcuni casi la mancanza di corrente.

Stando ai primi dati, nel maceratese non sarebbero stati registrati danni di grave entità. I vigili del fuoco di Macerata sono intervenuti solo per una cantina allagata ma non in maniera grave.

Piogge che hanno causato l’abbassamento delle temperature e che proseguono anche nella giornata odierna in gran parte della provincia.

GS
Prosegue il maltempo e proseguono i danni.
Questo pomeriggio i vigili del fuoco di Camerino sono intervenuti per un albero caduto in mezzo alla strada a Sentino.
Stessi problemi che durano da giorni, da quando martedì pomeriggio pioggia e vento hanno interessato la provincia.
Con la violenta pioggia di oggi, i vigili del fuoco hanno effettuato altri interventi per allagamenti e alberi abbattuti, oltre a quello che ha impedito il passaggio a Sentino.



Dopo due giorni di maltempo, con piogge e raffiche di vento che hanno causato danni in tutta la provincia, secondo le previsioni di Redo Fusari, dell'Osservatorio Geofisico di Macerata, ci attenderanno altri giorni di tempo variabile.

"Siamo in estate - premette Fusari - , quindi bisogna attendersi che i peggioramenti meteorologici non mantengano per lungo tempo la caratteristica acquisita.
L'estate è caratterizzata da variabilità con prevalenza di giornate calde.
Ora, dopo il lungo periodo bello del mese di giugno dove le temperature sono salite oltre la norma, c'è stata questa improvvisa variazione. Una variazione che si ha quando l'atmosfera si riscalda e si carica fortemente di energia, tanto che anche le temperature dell'acqua del mare sono salite oltre la norma.
L'acqua, sottoforma di vapore, sale nell'atmosfera e ce ne siamo accorti dal caldo umido dei giorni precedenti. Con queste condizioni, appena arriva l'aria fresca da settentrione, si creano contrasti che danno luogo ai rovesci temporaleschi che ci hanno pensalizzato nei giorni passati.
Questo è il risultato di quello che possiamo chiamare surriscaldamento climatico.

Abbiamo avuto anche forte vento, dovuto anch'esso a questi contrasti. Ha toccato i 117 km/h, raffiche forti che creano particolari danni alla vegetazione". 
Poi le previsioni per i prossimi giorni: "Dopo i due giorni di maltempo - spiega - fino a domani ci sarà una piccola tregua, poi sabato ci potrà essere ancora qualche fenomeno temporalesco. Da domenica, con qualche residuo di sabato, il tempo migliorerà e lunedì sarà ancora bel tempo.
Successivamente, una nuova parentesi di tempo incerto che dovrebbe mantenersi fino alla fine della settimana. Poi dovrebbe esserci un miglioramento.

Le previsioni - precisa Fusari - hanno una loro probabilità che, più si allontana dalla data e più si abbassa come valore.
Ci dobbiamo aspettare variabilità per la parte centrale del mese di luglio. La cosa che dovrebbe mantenersi con buona probabilità è che il forte caldo, nella nostra regione, non ci sarà per diversi giorni. Sarà un caldo accettabile e non un caldo torrido come negli ultimi giorni di giugno".

GS
Alberi abbattuti, capannoni distrutti, serre scoperchiate, danni ingenti alla colture di mais e girasole, all'ortofrutta. L’uragano che ieri pomeriggio si è abbattuto all’improvviso sulle Marche ha attraversato la regione da nord a sud lasciando dietro di sé una scia di devastazione nelle campagne. Soprattutto sulla costa, ma danni ingenti sono stati registrati anche nelle aree collinari. Più contenuti i disagi nell’area montana.

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A lanciare l'allarme è la Coldiretti: "Dall’inizio dell’anno - scrive in una nota - , in Italia, sono stati registrati oltre 2 eventi meteorologici straordinari e distruttivi al giorno tra grandinate, trombe d’aria, nubifragi e tempeste di neve. Fenomeni in aumento del 12% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno secondo una rielaborazione di Coldiretti Marche su dati Eswd. L’evento di ieri arriva al termine di un giugno dal caldo record che ha registrato temperature di due gradi superiore rispetto alla media degli ultimi 20 anni, a sua volta anticipato dal maggio freddo e piovoso. Una situazione disastrosa soprattutto nelle province di Ancona e Macerata".

“Siamo in piena fase emergenziale – denuncia Maria Letizia Gardoni, presidente di Coldiretti Marche - poiché nelle campagne della nostra regione lo scenario è apocalittico. I danni riscontrati sono ingenti e hanno colpito in maniera trasversale tutte le province e ogni tipologia di realtà produttiva, dai frutteti agli oliveti, dalle aziende zootecniche a quelle a seminativi, senza risparmiare le strutture di vivai ed agriturismi. La nostra agricoltura sta vivendo delle ore di indicibile difficoltà con la compromissione non solo del raccolto di stagione ma di tutte le attività future. È necessario che venga richiesto lo stato di calamità e che ogni organo di competenza si adoperi affinché nessuno degli imprenditori e dei cittadini colpiti rimanga solo”.

L’area più colpita è quella del Conero dove tra Osimo, Numana, Castelfidardo e Camerano si sono registrati danni ingenti alle colture da orto come meloni e pomodori (già in ritardo per via del freddo di maggio) ma anche alberi abbattuti. In zona Coppo, a Sirolo, sono rimasti a terra olivi secolari e querce. A Filottrano la furia del vento ha scoperchiato diverse serre. In Vallesina danni negli orti, ad albicocchi e peschi. A Monte San Vito la caduta di alberi ha danneggiate le coperture di serre. Nel Maceratese, tra Recanati e Porto Recanati, interi campi di mais e girasole sono rimasti allettati dopo il passaggio della burrasca che ha anche distrutto un capannone agricolo.

GS

Tregua nelle nevicate, temperature in aumento e disagi relativamente contenuti nell’’entroterra delle Marche, dove alle schiarite si è alternata anche la nebbia. Scuole regolarmente aperte nella maggior parte dei comuni come a Camerino dove le strade in ingresso e in uscita alla città sono percorribili senza difficoltà. Piccoli interventi sono stati eseguiti dai Vigili del fuoco di Camerino per liberare dal peso della neve i rami di alcuni alberi che avrebbero potuto rappresentare pericolo per l’incolumità pubblica. Fiocchi nel fabrianese e mezzi spargisale in azione dalle prime ore del mattino per assicurare la circolazione sulle strade. Poco consistenti e per lo più miste a pioggia le precipitazioni nevose che questa notte hanno interessato in particolare i versanti costieri e dell’anconetano. Più all’interno invece i vigili del fuoco hanno dovuto prestare soccorso ad una famiglia rimasta isolata in una frazione di Sassoferrato. Scenario imbiancato per tutta la fascia collinare e appenninica dove non sono stati segnalati problemi alla viabilità. L’ aumento delle temperature ha impedita la formazione di ghiaccio, limitando i disagi. Resta l’allerta gialla per allarme valanghe sui Monti Sibillini fino alla mezzanotte di oggi. A detta dei meteorologi però il miglioramento sarà solo temporaneo; a partire da domani, l’ondata di maltempo dovrebbe proseguire in tutta la regione portando pioggia e neve anche a quote basse intorno ai 300-200 metri. In agguato sarebbero anche i “giorni della merla”, che la tradizione popolare considera i più freddi dell’anno.

C.C.

Con assoluta puntualità, caratteristica di questo scorcio di estate soggetto a repentini cambiamenti meteo, violenti temporali sono tornati a colpire l'entroterra maceratese. In particolare il maltempo ha interessato la zona di Tolentino e Belforte del Chienti, dove la pioggia è caduta abbondante con sensibile abbassamento della temperatura, tuoni e fulmini a raffica, che fortunatamente non hanno creato particolari problemi. A Matelica una violenta grandinata ha costretto mister Variale, tecnico delle formazione Juniores, ad interrompere l'allenamento dei suoi ragazzi, visto che la grandine, con chicci grandi come noci, ha addirittura imbiancato il terreno del comunale, colpendo anche quanti vi si trovavano costretti a trovare rifugio negli spogliatoi. Molte le segnalazioni giunte ai Vigili del Fuoco, soprattutto per danni a centraline e per allarmi saltati. Lentamente la situazione è poi tornata alla normalità.

 

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il viale di accesso a Matelica

 

Si è aperta una settimana, quella iniziata oggi, all'insegna del tempo instabile con abbassamento delle temperature, precipitazioni piovose e nevose in montagna ma anche a bassa quota, che ci accompagnerà almeno fino a domenica.

Abbiamo chiesto a Redo Fusari, dell'osservatorio geofisico sperimentale di Macerata che tempo dobbiamo aspettarci nei prossimi giorni.

Martedì 20 e mercoledì 21 avremo precipitazioni piovose e nevose anche a quote collinari. Sicuramente nella zona delle alte colline, Camerino, San Ginesio, ci saranno delle nevicate. La neve potrebbe scendere anche giovedì mattina. Il pomeriggio di giovedì e venerdì ci sarà una attenenuazione di questi fenomeni con ampie schiarite, ma già dal fine settimana tornerà la pioggia, mentre la neve potrebbe cadere intorno ai 1000 metri. Mercoledì 21 dovrebbe entrare, da un punto di vista astronomico, la primaverà: stiamo, invece, assistendo ad un prolungamento dell'inverno, anche se non possiamo parlare di un inverno vero e proprio, specie nel mese di gennaio, quando l'inverno ha assunto le sembianze della primavera”.

Come possiamo spiegare questo colpo di coda dell'inverno?

Le correnti che provengono da NordEst continuano ad investire l'Europa. Sono masse d'aria che si originano sulla Russia siberiana e che si spostano verso l'Europa e sul Mediterraneo, dove si è formata una bassa pressione. Quando queste correnti molto fredde arrivano da noi incontrano una atmosfera più mite e con temperature più elevate. Il contrasto provoca nuvolosità e precipitazioni che, se vengono accoppiate a quelle provenienti dalla Siberia, possono dar luogo anche a nevicate, attese in settimana anche sul versante adriatico, più esposto a queste correnti provenienti da NordEst. Avremo una settimana di tempo instabile, con nevicate e piogge, che si verificheranno nella prima parte di questa settimana, mentre nella seconda parte ci saranno spesso schiarite anche sul versante Adriatico, ma le temperature rimarranno molto basse, fino ad arrivare anche sotto zero per tutto il giorno, con possibilità di formazione di gelo. L'ultima settimana di marzo sarà caratterizzata, da quello che i modelli prevedono, da piogge e tempo incerto. Ma questo per me non è un dramma perché le piogge sono necessarie per la stagione estiva”.

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