Tenta la “truffa dello specchietto”, i carabinieri lo rintracciano grazie alle telecamere di sorveglianza e lo denunciano. I fatti risalgono allo scorso 30 luglio, nel parcheggio dell’ospedale Bartolomeo Eustachio di San Severino Marche.

Una donna, alla guida della sua automobile, ha sentito un rumore provenire dalla parte destra dell’auto mentre stava lasciando il parcheggio. Dopo essersi accertata di non aver colpito altre macchine parcheggiate, ha proseguito dirigendosi verso casa. A quel punto è entrato in scena il giovane. Dopo averla seguita per qualche centinaio di metri lampeggiandole, è riuscito a farla fermare e a mettere in atto il tentativo di truffa. Le ha mostrato lo specchietto rotto, cercando di convincerla che a causare il danno fosse stata lei. Ne è nata una trattativa, al termine della quale l’uomo ha chiesto alla donna 270 euro in contanti. Una cifra che la signora non aveva con sé: per questo lo ha invitato a seguirla a casa, ormai convinta di doverlo risarcire. Una volta in marcia, però, il giovane ha cambiato direzione facendo perdere le proprie tracce.

I carabinieri, grazie alle telecamere di sorveglianza del Comune di San Severino Marche e alla collaborazione della polizia locale, hanno ricostruito i movimenti delle due auto. In questo modo hanno notato come l’uomo aveva scelto la vittima e l’aveva seguita ben prima di esperire il tentativo di truffa. Il ragazzo, residente in provincia di Siracusa, non è nuovo a questi episodi: era infatti noto alle forze dell’ordine siracusane per reati simili. Grazie alla collaborazione anche con i carabinieri di Siracusa è stato possibile denunciarlo.

Diverso il metodo, ma una truffa è stata sgominata anche a Loro Piceno. I carabinieri hanno denunciato un uomo che, nel tentativo di vendere la sua auto a un prezzo maggiorato, ha cercato di falsificare la documentazione tecnica del veicolo. Un tentativo grossolano di modificare la scadenza dell’impianto a metano ha ingannato l’acquirente, che ha acquistato l’auto per mille euro. L’uomo, residente in un comune vicino, dovrà rispondere all’Autorità Giudiziaria dei reati di falso materiale commesso da privato e di truffa.
A caccia di biglietti per il concerto di Vasco Rossi sui social, truffato per 460 euro. È la disavventura di un giovane che il 15 giugno scorso aveva denunciato un raggiro subito nel tentativo di acquistare biglietti per il concerto del rocker allo stadio del Conero di Ancona. Il responsabile, un uomo originario di Napoli, è stato denunciato per truffa.

Il tutto esaurito ha spinto il ragazzo a cercare i biglietti attraverso un gruppo Facebook. Una ricerca che sembrava essere andata a buon fine. Il giovane, chattando su Messenger, ha trovato un accordo con una donna, S. P. le sue iniziali, e ha pattuito il pagamento di 170 euro tramite bonifico. Operazione ripetuta anche per acquistare altri quattro biglietti, stavolta da un uomo, A. M., per ulteriori 290 euro. Dopo qualche giorno dal pagamento e con il concerto ormai all’orizzonte, il ragazzo ha cominciato a reclamare l’invio dei tagliandi non ancora ricevuti. La donna lo ha bloccato, impedendogli così di continuare a contattarlo.

A questo punto, avendo capito di essere stato truffato, il giovane ha cercato di ripetere l’acquisto con un altro contatto Facebook. La stessa donna ha offerto anche in questo caso la possibilità di comprare i biglietti con le stesse modalità, fornendo lo stesso iban e lo stesso nominativo dell’uomo, A. M.. Proprio quest’ultimo, una volta contattato telefonicamente per reclamare i biglietti già pagati, ha reagito con minacce e insulti nei confronti della vittima.

Il giovane si è quindi rivolto ai carabinieri della Compagnia di Tolentino per sporgere denuncia. Le indagini dei militari, eseguite tramite accertamenti sui social, tabulati telefonici e verifiche dei conti bancari, hanno portato ad un soggetto originario di Napoli, gravato da precedenti simili. Il responsabile è stato denunciato all’Autorità Giudiziaria e dovrà rispondere dei reati di truffa e delle minacce rivolte alla vittima.
Si appropriavano di generalità altrui, accedevano a un finanziamento per orologi di lusso o auto che poi rivendevano per monetizzare. Erano in dieci, marchigiani da diverse parti della Regione. Quando alcune delle vittime truffate, almeno sei, hanno denunciato degli strani addebiti nei propri conti correnti, la Polizia si è attivata.

In mattinata è partita la maxi operazione anti-truffa che ha coinvolto le Squadre Mobili di Ancona, Macerata e Pesaro insieme al Commissariato di Fano. Grazie all’attività investigativa dei quattro uffici marchigiani, con il coordinamento della Procura di Macerata, la banda è stata sgominata. Otto le perquisizioni, con diversa documentazione recuperata dagli inquirenti, oltre a cellulari e computer. Saranno analizzati per arricchire il quadro probatorio.

l.c.
Falsi netturbini tentano la truffa a Tolentino, Cosmari rimarca il protocollo di smaltimento rifiuti per i positivi al Coronavirus. Una signora di Tolentino, nella mattinata di oggi, ha ricevuto una telefonata da una persona sconosciuta, con numero privato che si è qualificata come un operatore del Cosmari.

Ai microfoni di Radio C1 inBlu, il direttore generale Giuseppe Giampaoli ha sottolineato come il protocollo di smaltimento dei rifiuti impone l’assenza di contatto e che gli operatori non chiederanno di entrare nelle abitazioni, né per la consegna dei kit, né per il recupero dei rifiuti: “Tutti i dipendenti di Cosmari indossano divise facilmente riconoscibili e ogni volta si qualificano agli utenti in base alle proprie mansioni. Oltre a questo noi veniamo avvisati dalle autorità competenti e a nostra volta, pochi minuti prima di passare per la raccolta, avvisiamo i cittadini di portare fuori i rifiuti, già differenziati grazie al kit che lasciamo fuori dalle abitazioni, per poi raccoglierli evitando il contatto. Nessuno – chiude Giampaoli –, per ovvie ragioni di sicurezza, cercherà mai di entrare nelle abitazioni. I ‘furbetti’ in questo caso sono facilmente riconoscibili”.

Red.
Truffe assicurative, denunciato un 59enne residente in provincia.
Si è conclusa così una operazione portata avanti dagli agenti della Polizia Locale di Macerata in collaborazione con gli uffici della Procura della Repubblica di Macerata.

Tutto è cominciato durante il lockdown quando, durante un controllo di routine, è stato contestato a un automobilista di non avere un’assicurazione valida. Alla risposta dell’uomo di aver pagato la quietanza, e anzi di aver sottoscritto con lo stesso ufficio anche l’assicurazione dell’auto della moglie e quella sulla casa, la Polizia locale di Macerata ha avviato le indagini, scoprendo che, in seguito ai pagamenti, non erano mai stati consegnati i relativi documenti, ma l’automobilista in mano aveva soltanto i preventivi.

Approfondendo le indagini è stato scoperto che erano state raggirate altre nove persone.

Per il titolare dell'agenzia assicurativa, con precedenti dello stesso tipo, il giudice per le indagini preliminari sta valutando se sussistano i presupposti per il rinvio a giudizio.

GS

"Gentile cliente, ti viene inviato un rimborso dall'ente Istituto nazionale previdenza sociale. Importo: 600 euro. Il nostro sistema di gestione delle fatture rileva che hai diritto di ricevere questo pagamento. Per accettare pagamenti rapidi online, fai click sul link seguente e salva le informazioni sul rimborso. Per motivi di sicurezza e protezione si ricorda che questo documento web è temporaneamente valido fino al 15/05/2020". Un messaggio e-mail che di questi tempi avrebbe potuto trarre in inganno chiunque viste le difficoltà economiche che in molti stanno vivendo a causa dell'emergenza sanitaria. Però, nessuno si faccia ingannare. Si tratta solo di un subdolo tentativo di frode, il cosiddetto phishing. La mail è arrivata anche ad utenti della nostra zona e per questo abbiamo ritenuto di informare tutti nostri lettori.
L'obiettivo degli hacker, che sanno bene quali sono le conseguenze di due mesi di lockdown, è quello di rubare il numero della carta di credito dell'utente e il numero di sicurezza che si trova sul retro. Sembra, nel corpo della mail, provenire effettivamente dall'Inps, ci sono loghi e ogni altro dettaglio che potrebbe trarre in inganno ma in verità, come ricorda anche l'Inps, "le informazioni sulle prestazioni sono consultabili esclusivamente accedendo direttamente dal portale www.inps.it. Inoltre INPS, per motivi di sicurezza, non invia in nessun caso mail contenenti link cliccabili”.
Pertanto il comportamento da tenere è quello di ignorare ed eliminare qualsiasi email di questo tipo. 

g.g.

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Grazie all’intuito di un commerciante al quale si erano rivolti gli specialisti della 'truffa dell'asfalto', per sei uomini, uno di origine irlandese e cinque di origini polacche, è scattata la denuncia per tentata truffa in concorso. Un fenomeno particolarmente diffuso nel nord Italia. Un commerciante di Matelica è stato contattato da un uomo di origine anglosassone il quale, esprimendosi in italiano stentato, gli prospettava la possibilità di asfaltare il piazzale antistante la sua ditta asserendo di avere la necessità di smaltire una rimanenza di bitume derivante da un analogo lavoro effettuato in un altro cantiere. L’imprenditore, però, fiutando che potesse trattarsi di un inganno, ha contattato i Carabinieri, il cui rapido intervento ha permesso di individuare e bloccare un furgone Ford Transit con targa irlandese con a bordo 6 stranieri, un 42enne irlandese e sei polacchi di età compresa tra i 28 ed i 36 anni, tutti in Italia senza fissa dimora. All’arrivo dei militari l’uomo che aveva parlato con l’imprenditore è riuscito a dileguarsi a bordo di una Renault Clio di colore nero con targa francese. Per tutto il “team” di operai pronto ad effettuare i lavori è scattata la denuncia per tentata truffa aggravata ed il foglio di via obbligatorio per il Comune di Matelica, mentre sono in corso ulteriori accertamenti per individuare il complice che è riuscito a fuggire.

 

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Un cittadino extracomunitario di 43 anni residente a Caldarola è stato denunciato dai carabinieri per truffa aggravata. La sorella dell’uomo, di appena 51 anni, era gravemente malata e per questo l’INPS le aveva riconosciuto oltre alla pensione di invalidità, anche l’assegno di accompagnamento. Poichè la donna viveva con il fratello, ha acceso un conto corrente cointestato, cosicché quest’ultimo aveva pieno titolo a prelevare la pensione una volta accreditata. Rientrata nel paese di origine nell'aprile dello scorso anno la donna è deceduta. L’uomo, approfittando del fatto che le autorità del paese di origine non hanno comunicato l’evento al comune di Caldarola, per dieci mesi ha continuato a prelevare le somme accreditate dall’INPS sul conto corrente, fino a quando i carabinieri hanno scoperto la truffa. Così oltre a denunciare l’uomo alla Procura della Repubblica, hanno immediatamente fatto sospendere l’erogazione della pensione da parte dell’INPS. L’ammontare complessivo intascato dall’uomo si aggira sui 9000 euro.

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