Udc, tutti uniti sul nome di Antonio Pettinari ?

Mercoledì, 30 Marzo 2011 02:00 | Letto 5116 volte   Clicca per ascolare il testo Udc, tutti uniti sul nome di Antonio Pettinari ? La situazione politica in provincia, al momento in cui stiamo scrivendo, è ancora tutta da definire. Da destra e da sinistra ci dicono di attendere, “tutto è ancora da definire, siamo in disaccordo, non cè chiarezza sui programmi”. Quello che registriamo e ascoltiamo sono una lunga serie di dichiarazioni più o meno scontente, ad eccezione di coloro che hanno idee chiare e progetti definiti,vedi la Lam di Luigi Gentilucci o la lista capeggiata da Enzo Marangoni, ex Lega Nord. La situazione più critica si registra allinterno dellUdc e qualche incertezza anche nel partito democratico. Molte le riunioni negli ultimi giorni per gli esponenti provinciali dellUdc. Si registrano diverse posizioni. 23 rappresentanti ( su un totale di 57 comuni ) della provincia hanno espresso i loro dubbi, soprattutto sul fatto di non essere stati coinvolti prima nella scelta del nome e dei programmi. Dal canto suo Pettinari avrebbe chiesto lunità per affrontare una campagna elettorale particolarmente delicata. Ci saranno altre riunioni nel fine settimana, lunedì 4 aprile si dovrebbero conoscere i nomi e le linee definitive. Nei giorni scorsi alcune voci davano per definitivi i passaggi di alcuni esponenti dellUdc alla lista ‘ moderati di centro con Capponi. Nomi di rilievo, ma dopo una lunga trattativa, sembra, e il condizionale è dobbligo, che nessuno uscirà dal partito scegliendo la strada dell opposizione interna. Nel partito democratico la scelta di Pettinari è la conseguenza del laboratorio Marche che alle regionali ha dato ottimi risultati con un 13% di scarto rispetto alle altre liste della destra. Il segretario provinciale Roberto Broccolo è convinto che la coalizione sarà ampia e bisognerà mettere subito da parte personalismi e pregiudizi, evitando pericolosissimi veti incrociati. Il progetto, voluto un anno fa dal segretario regionale del partito democratico Ucchielli e dal segretario regionale dellUdc Pettinari, non sarà solo un laboratorio, ma qualcosa che va oltre e un metodo nuovo di fare politica. Ora- continua Broccolo- speriamo che il Sel si aggreghi al nostro progetto politico”. Sull accordo Udc – Pd con l'Italia dei valori e altre liste interviene anche il sindaco uscente di San Severino Marche Cesare Martini giudicandolo in maniera positiva e dichiarando: ‘ è per me quasi un ritorno a casa, ho sempre creduto in questa posizione di centro, la mia è una cultura democristiana”. A sinistra la coalizione, però, sembra far quadrato intorno al nome di Francesco Acquaroli, massima espressione della Sinistra Ecologia e libertà. Lintesa programmatica cè e il partito dei comunisti italiani, la federazione della sinistra con i socialisti di Costamagna e una lista civica di Civitanova vicina ai verdi potrebbero unirsi e raccogliere anche i delusi del Pd, in particolare larea vicina a Marino ( 5-6 % di voti ). Questa operazione porterebbe la coalizione ad una percentuale molto alta al primo turno, dimostrando così che laccordo fatto a Roma o nella famosa cena anconetana fra Udc e Partito democratico non piace allelettore di sinistra. Di conseguenza al secondo turno - sono sempre ipotesi - gli elettori della lista di Francesco Acquaroli rimarrebbero a casa spianando la vittoria al centro destra di Capponi. Anche i Verdi hanno fatto sentire la loro voce con Gianluca Carrabs, il quale ha affermato: ‘ nessun appoggio scontato al candidato Pettinari”. Mai come in questo momento i temi dell'ecologia sono alla ribalta dell'opinione pubblica facendo emergere in modo chiaro ed inequivocabile alcuni punti fermi: i cittadini sono fortemente schierati per il no al nucleare e contro la privatizzazione dell'acqua. Nelle Marche tutto l'impulso della politica del centrosinistra si esaurisce nel solo calcolo aritmetico per mettere insieme una coalizione elettorale che possa sconfiggere il centrodestra a Macerata, senza tener conto delle convergenze programmatiche di ogni forza che compone l'alleanza. Alcuni temi fondamentali rimangono irrisolti, partendo dall'attuazione del Piano Energetico Ambientale Regionale (PEAR) al silenzio assordante sul nucleare, sottolineando che proprio qualche giorno fa il leader nazionale dell'Udc, stessa forza che esprime il candidato presidente a Macerata, si è detto favorevole a questa fonte di approvvigionamento energetico che contraddice lo sviluppo delle energie rinnovabili e del risparmio energetico, battaglie storiche del 'sole che ride'; per non parlare poi della gestione dei servizi pubblici locali e la gestione dei rifiuti. Pertanto i Verdi, fino a quando non sarà sciolto il nodo programmatico, si riterranno liberi di stringere alleanze ove si verificheranno convergenze tematiche”. Oltre alla Lam di Genti lucci, in campo è sceso anche Enzo Marangoni che, scaricato in regione dalla Lega, ha scelto di correre come candidato presidente alla provincia di Macerata. Varie le ragioni per lex leghista tra cui, soprattutto, ridare dignità alla provincia che è, di fatto, la cenerentola a livello Marche rispetto alle altre. “La regione Marche vuole chiudere tutti gli ospedali della provincia di Macerata per lasciarne uno solo, probabilmente a Civitanova, impoverendo così il territorio maceratese, soprattutto le zone dell'entroterra. Impedire il progressivo ridimensionamento in atto dell' università di Camerino che costituisce una risorsa culturale ed economica per tutto il territorio camerte e non solo”. Un programma basato sulla valorizzazione del territorio e sui problemi concreti, quali, ad esempio, la difesa del suolo e il rispetto dell'assetto del territorio, messo di recente in crisi dall'esondazione dei fiumi dovuta alla mancanza di manutenzione, ma anche dai permessi a costruire in aree di golena. Sui suoi ex compagni di squadra Marangoni afferma: ‘la Lega Nord era nata come movimento politico contro gli sprechi, ma è diventata un partito sprecone e mangereccio, peggio degli altri. Tanto è vero che è l'unico partito che difende le province, per garantirsi poltrone al Nord, anche se costano ai contribuenti oltre 2 miliardi di euro l'anno. Le liste civiche che mi appoggiano non hanno caratterizzazione ideologica di alcun tipo poichè noi crediamo che al 99% delle persone non importi nulla delle ideologie. Per la gente contano solo i problemi concreti: lavoro, scuola, sanità, viabilità…”. Sembra di tornare indietro nel tempo, quando nella Democrazia Cristiana cerano diverse correnti. Passano gli anni e cambiano i nomi, ma il ritornello è sempre quello… A meno che questo sia il frutto della ‘ democrazia ‘ e il diritto di avere comunque una posizione su cui confrontarsi.

La situazione politica in provincia, al momento in cui stiamo scrivendo, è ancora tutta da definire. Da destra e da sinistra ci dicono di attendere, “tutto è ancora da definire, siamo in disaccordo, non c'è chiarezza sui programmi”. Quello che registriamo e ascoltiamo sono una lunga serie di dichiarazioni più o meno scontente, ad eccezione di coloro che hanno idee chiare e progetti definiti,vedi la Lam di Luigi Gentilucci o la lista capeggiata da Enzo Marangoni, ex Lega Nord. La situazione più critica si registra all'interno dell'Udc e qualche incertezza anche nel partito democratico. Molte le riunioni negli ultimi giorni per gli esponenti provinciali dell'Udc. Si registrano diverse posizioni. 23 rappresentanti ( su un totale di 57 comuni ) della provincia hanno espresso i loro dubbi, soprattutto sul fatto di non essere stati coinvolti prima nella scelta del nome e dei programmi. Dal canto suo Pettinari avrebbe chiesto l'unità per affrontare una campagna elettorale particolarmente delicata. Ci saranno altre riunioni nel fine settimana, lunedì 4 aprile si dovrebbero conoscere i nomi e le linee definitive. Nei giorni scorsi alcune voci davano per definitivi i passaggi di alcuni esponenti dell'Udc alla lista ‘' moderati di centro'' con Capponi. Nomi di rilievo, ma dopo una lunga trattativa, sembra, e il condizionale è d'obbligo, che nessuno uscirà dal partito scegliendo la strada dell' opposizione interna. Nel partito democratico la scelta di Pettinari è la conseguenza del laboratorio Marche che alle regionali ha dato ottimi risultati con un 13% di scarto rispetto alle altre liste della destra. Il segretario provinciale Roberto Broccolo è convinto che la coalizione sarà ampia e bisognerà mettere subito da parte personalismi e pregiudizi, evitando pericolosissimi veti incrociati. Il progetto, voluto un anno fa dal segretario regionale del partito democratico Ucchielli e dal segretario regionale dell'Udc Pettinari, non sarà solo un laboratorio, ma qualcosa che va oltre e un metodo nuovo di fare politica. Ora- continua Broccolo- speriamo che il Sel si aggreghi al nostro progetto politico”. Sull' accordo Udc – Pd con l'Italia dei valori e altre liste interviene anche il sindaco uscente di San Severino Marche Cesare Martini giudicandolo in maniera positiva e dichiarando: ‘' è per me quasi un ritorno a casa, ho sempre creduto in questa posizione di centro, la mia è una cultura democristiana”. A sinistra la coalizione, però, sembra far quadrato intorno al nome di Francesco Acquaroli, massima espressione della Sinistra Ecologia e libertà. L'intesa programmatica c'è e il partito dei comunisti italiani, la federazione della sinistra con i socialisti di Costamagna e una lista civica di Civitanova vicina ai verdi potrebbero unirsi e raccogliere anche i delusi del Pd, in particolare l'area vicina a Marino ( 5-6 % di voti ). Questa operazione porterebbe la coalizione ad una percentuale molto alta al primo turno, dimostrando così che l'accordo fatto a Roma o nella famosa cena anconetana fra Udc e Partito democratico non piace all'elettore di sinistra. Di conseguenza al secondo turno - sono sempre ipotesi - gli elettori della lista di Francesco Acquaroli rimarrebbero a casa spianando la vittoria al centro destra di Capponi. Anche i Verdi hanno fatto sentire la loro voce con Gianluca Carrabs, il quale ha affermato: ‘' nessun appoggio scontato al candidato Pettinari”. Mai come in questo momento i temi dell'ecologia sono alla ribalta dell'opinione pubblica facendo emergere in modo chiaro ed inequivocabile alcuni punti fermi: i cittadini sono fortemente schierati per il no al nucleare e contro la privatizzazione dell'acqua. Nelle Marche tutto l'impulso della politica del centrosinistra si esaurisce nel solo calcolo aritmetico per mettere insieme una coalizione elettorale che possa sconfiggere il centrodestra a Macerata, senza tener conto delle convergenze programmatiche di ogni forza che compone l'alleanza. Alcuni temi fondamentali rimangono irrisolti, partendo dall'attuazione del Piano Energetico Ambientale Regionale (PEAR) al silenzio assordante sul nucleare, sottolineando che proprio qualche giorno fa il leader nazionale dell'Udc, stessa forza che esprime il candidato presidente a Macerata, si è detto favorevole a questa fonte di approvvigionamento energetico che contraddice lo sviluppo delle energie rinnovabili e del risparmio energetico, battaglie storiche del 'sole che ride'; per non parlare poi della gestione dei servizi pubblici locali e la gestione dei rifiuti. Pertanto i Verdi, fino a quando non sarà sciolto il nodo programmatico, si riterranno liberi di stringere alleanze ove si verificheranno convergenze tematiche”. Oltre alla Lam di Genti lucci, in campo è sceso anche Enzo Marangoni che, scaricato in regione dalla Lega, ha scelto di correre come candidato presidente alla provincia di Macerata. Varie le ragioni per l'ex leghista tra cui, soprattutto, ridare dignità alla provincia che è, di fatto, la cenerentola a livello Marche rispetto alle altre. “La regione Marche vuole chiudere tutti gli ospedali della provincia di Macerata per lasciarne uno solo, probabilmente a Civitanova, impoverendo così il territorio maceratese, soprattutto le zone dell'entroterra. Impedire il progressivo ridimensionamento in atto dell' università di Camerino che costituisce una risorsa culturale ed economica per tutto il territorio camerte e non solo”. Un programma basato sulla valorizzazione del territorio e sui problemi concreti, quali, ad esempio, la difesa del suolo e il rispetto dell'assetto del territorio, messo di recente in crisi dall'esondazione dei fiumi dovuta alla mancanza di manutenzione, ma anche dai permessi a costruire in aree di golena. Sui suoi ex compagni di squadra Marangoni afferma: ‘'la Lega Nord era nata come movimento politico contro gli sprechi, ma è diventata un partito sprecone e mangereccio, peggio degli altri. Tanto è vero che è l'unico partito che difende le province, per garantirsi poltrone al Nord, anche se costano ai contribuenti oltre 2 miliardi di euro l'anno. Le liste civiche che mi appoggiano non hanno caratterizzazione ideologica di alcun tipo poichè noi crediamo che al 99% delle persone non importi nulla delle ideologie. Per la gente contano solo i problemi concreti: lavoro, scuola, sanità, viabilità…”. Sembra di tornare indietro nel tempo, quando nella Democrazia Cristiana c'erano diverse correnti. Passano gli anni e cambiano i nomi, ma il ritornello è sempre quello… A meno che questo sia il frutto della ‘' democrazia ‘' e il diritto di avere comunque una posizione su cui confrontarsi.

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