Anche il consiglio regionale delle Marche da giorni, come noto, è sotto la lente di ingrandimento della Guardia di Finanza, dopo i recenti scandali che hanno coinvolto diverse assemblee legislative nel territorio nazionale. In particolare le fiamme gialle hanno visionato materiale informatico e rendicontazioni cartacee sulle spese dei 15 gruppi consiliari e dei singoli consiglieri, in base all'indagine conoscitiva aperta dalla procura di Ancona. Sotto la lente i bilanci, le spese per attivita' convegnistica e di rappresentanza e per consulenze. “Finalmente! Controlli del genere sarebbero opportuni con cadenza annuale”. La pensa così il capogruppo in regione del Pdl Francesco Massi, che rincara la dose. “Le somme del nostro gruppo, non certo roboanti come quelle viste in altre regioni, vengono utilizzate effetivamente per l'attività politica sul territorio. Per cui siamo stati ben lieti di mettere a disposizione tutta la documentazione richiestaci richiestoci e abbiamo anche augurato buon lavoro al personale della Guardia di Finanza. Certamente – rincara la dose Massi – se questi controlli fossero stati fatti prima, in via preventiva, casi come quelli di Fiorito nel Lazio sarebbero stati scoperti prima. D'altronde il nostro è uno strano Paese nel quale si corre dietro ai problemi anziché prevenirli. Nella tangentopoli della Prima Repubblica, lo vorrei ricordare, un'intera classe dirigente è stata spazzata via perchè si scoprì che un 10% di politici rubavano. Anche in quella circostanza, come ora, i controlli avrebbero dovuto essere fatti prima”.
Finanza in Regione. Massi: 'Era ora'
Venerdì, 12 Ottobre 2012 02:00 | Letto 2952 volte Clicca per ascolare il testo Finanza in Regione. Massi: 'Era ora' Anche il consiglio regionale delle Marche da giorni, come noto, è sotto la lente di ingrandimento della Guardia di Finanza, dopo i recenti scandali che hanno coinvolto diverse assemblee legislative nel territorio nazionale. In particolare le fiamme gialle hanno visionato materiale informatico e rendicontazioni cartacee sulle spese dei 15 gruppi consiliari e dei singoli consiglieri, in base allindagine conoscitiva aperta dalla procura di Ancona. Sotto la lente i bilanci, le spese per attivita convegnistica e di rappresentanza e per consulenze. “Finalmente! Controlli del genere sarebbero opportuni con cadenza annuale”. La pensa così il capogruppo in regione del Pdl Francesco Massi, che rincara la dose. “Le somme del nostro gruppo, non certo roboanti come quelle viste in altre regioni, vengono utilizzate effetivamente per lattività politica sul territorio. Per cui siamo stati ben lieti di mettere a disposizione tutta la documentazione richiestaci richiestoci e abbiamo anche augurato buon lavoro al personale della Guardia di Finanza. Certamente – rincara la dose Massi – se questi controlli fossero stati fatti prima, in via preventiva, casi come quelli di Fiorito nel Lazio sarebbero stati scoperti prima. Daltronde il nostro è uno strano Paese nel quale si corre dietro ai problemi anziché prevenirli. Nella tangentopoli della Prima Repubblica, lo vorrei ricordare, unintera classe dirigente è stata spazzata via perchè si scoprì che un 10% di politici rubavano. Anche in quella circostanza, come ora, i controlli avrebbero dovuto essere fatti prima”.Anche il consiglio regionale delle Marche da giorni, come noto, è sotto la lente di ingrandimento della Guardia di Finanza, dopo i recenti scandali che hanno coinvolto diverse assemblee legislative nel territorio nazionale. In particolare le fiamme gialle hanno visionato materiale informatico e rendicontazioni cartacee sulle spese dei 15 gruppi consiliari e dei singoli consiglieri, in base all'indagine conoscitiva aperta dalla procura di Ancona. Sotto la lente i bilanci, le spese per attivita' convegnistica e di rappresentanza e per consulenze. “Finalmente! Controlli del genere sarebbero opportuni con cadenza annuale”. La pensa così il capogruppo in regione del Pdl Francesco Massi, che rincara la dose. “Le somme del nostro gruppo, non certo roboanti come quelle viste in altre regioni, vengono utilizzate effetivamente per l'attività politica sul territorio. Per cui siamo stati ben lieti di mettere a disposizione tutta la documentazione richiestaci richiestoci e abbiamo anche augurato buon lavoro al personale della Guardia di Finanza. Certamente – rincara la dose Massi – se questi controlli fossero stati fatti prima, in via preventiva, casi come quelli di Fiorito nel Lazio sarebbero stati scoperti prima. D'altronde il nostro è uno strano Paese nel quale si corre dietro ai problemi anziché prevenirli. Nella tangentopoli della Prima Repubblica, lo vorrei ricordare, un'intera classe dirigente è stata spazzata via perchè si scoprì che un 10% di politici rubavano. Anche in quella circostanza, come ora, i controlli avrebbero dovuto essere fatti prima”.
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