Si sono svolti ieri, nella concattedrale di San Catervo a Tolentino, i funerali dell'On. RobertobMassi Gentiloni Silverj.
Tanta la gente che, dentro e fuori dalla chiesa, é giunta per l'ultimo saluto ad un pezzo della storia del nostro territorio, quel territorio che "lui avrebbe voluto ricoprire d'oro" come ha ricordato il figlio Francesco alla fine della cerimonia.
Erano presenti gli esponenti politici provinciali e regionali: il presidente della Provincia Antonio Pettinari, il presidente della Fondazione Carima Franco Gazzani, il presidente della camera di commercio Giuliano Bianchi, insieme ai tanti sindaci dei paesi che lui stesso teneva a valorizzare ed aiutare. Non sono mancati il figlio di Arnaldo Forlani, Alessandro, il prefetto e i rappresentanti del Sovrano Ordine Militare di Malta.
Il feretro é giunto verso le 15 dalla sala Musso del Palazzo Comunale, dove era stata allestita la camera ardente.
La cerimonia é stata officiata dal vescovo di Macerata Claudio Giuliodori, ma hanno preso parte anche i vescovi di Camerino, Francesco Brugnaro e di Fabriano, Giancarlo Vecerrica.
Nell'omelia, il vescovo ha preso spunto dalla lettura del vangelo per riassumere la vita di Roberto Massi in cinque talenti: la fede, la famiglia, l'impegno politico e sociale, la Fondazione Giustiniani Bandini e la cultura.
Alla fine della cerimonia il primogenito Francesco ha preso la parola per i ringraziare quanti gli hanno dimostrato l'affetto e la stima per il padre; un padre che fin da piccolo ha insegnato a lui e a suo fratello il coraggio per non essere vigliacchi.
Ha tenuto a salutare tutti gli studenti che il padre molto spesso ricordava: "la scuola era stata per Roberto un modo per rialzarsi dalle sconfitte politiche, gli studenti per lui erano tutto".
Ha concluso poi ricordando che, forse non per caso, Roberto era nato il 15 agosto ed é praticamente morto l'8 dicembre: lo legava, infatti, alla Madonna una forte devozione ed entrambe le mogli avevano nel nome il nome di Maria.
Anche per questo era maturato nell'Onorevole il desiderio di essere seppellito nel piccolo Cimitero dell'Abbadia di Fiastra, dove lui ogni mattina si recava con la sua Fiat 1100 rosso fuoco: più di 900 mila chilometri, 5 motori cambiati, ma sempre custodita con amore perché in quell'auto c'erano salite le tre donne della sua vita, la madre e le due mogli.
Proprio quell'auto rossa lo attendeva fuori dalla chiesa, accanto all'auto funebre, per accompagnarlo nel suo ultimo viaggio.
Giulia Sancricca
Il ricordo di Roberto Massi nelle parole del sindaco Giuseppe Pezzanesi:
