“ Si può dire che era dai tempi del Cardinale Evangelista Pallotta, alla fine del XVI sec, che Caldarola non aveva un piano regolatore. È stato infatti questo personaggio illuminato a rivoluzionare tutta la struttura urbana, creando la cittadina rinascimentale che conosciamo oggi.” Queste le parole del sindaco al termine dell' incontro, per la presentazione del Piano Regolatore, di sabato 6 Aprile al teatro comunale. Ha subito aggiunto:”Noi non aspiriamo a tanto ma abbiamo cercato di lavorare pensando anche al futuro”. Dopo secoli Caldarola ha adottato, per la prima volta, un Piano Regolatore Generale. Dal punto di vista tecnico gli oneri e gli onori di questa operazione sono toccati all' architetto Giovanni Marinelli, giovane professionista anconetano e Professore a contratto del Laboratorio di tecnica Urbanistica dell' Università Politecnica delle Marche.
Quanto è importante per un comune adottare un Piano Regolatore Generale?
“ Il piano regolatore è uno strumento urbanistico fondamentale per il governo del territorio e come ogni strumento, se uno è capace di suonarlo fa una composizione meravigliosa, oppure, può al massimo diventare un amatore. A quel punto si può suonare in casa da solo o fare dei concerti. Il Comune dovrebbe fare dei concerti, perché è un ente pubblico, dovrebbe suonare in piazza tutti i giorni. L'auspicio per noi è che lo strumento urbanistico del piano regolatore renda più forte la comunità e metta insieme privati e soggetto pubblico per costruire insieme un territorio. Passare idealmente dalla musica da camera al concerto.”
Molte volte, negli anni passati, si sono viste speculazioni edilizie. Questo comporta un danno non solo per l'ambiente ma anche dei costi aggiuntivi per il territorio.
“Uno dei temi fondamentali di questa serata riguardava lo sviluppo compatibile. In questo caso il territorio è fatto di risorse identitarie: di paesaggi e di eccellenze storiche. Il P.R.G. Fa un'operazione forte rispetto al Piano di Fabbricazione vigente che era di circa 330.000m3 arriva a 90.000m3 e quindi riduce il carico insediativo e il consumo di suolo di circa 6 volte. Le nuove previsioni per lo sviluppo urbano sono solo quelle legate alle zone residenziali esistenti. In questo modo si ha l'opportunità di costruire un sistema di bordi e di frange urbane di grande valore che aiuti a incorporare meglio i fabbricati esistenti che dovrebbero dialogare meglio con le persistenze storiche del territorio.”
Questo è stato un progetto impegnativo con una lunga gestazione, e spesso si dice che la politica ostacoli chi lavora, come è andata la collaborazione fra pubblico e privato?
“Da questo punto di vista è stata un' esperienza, tecnica e personale, molto interessante. L'amministrazione l'ho trovata molto ricettiva rispetto ai contenuti e ai livelli d'innovazione, ma è stato molto significativo, l'apporto della popolazione. Noi siamo subentrati solo in fase di adozione definitiva. Ci siamo occupati di valutare le osservazioni, oltre 180, che sono l'unico strumento di partecipazione previsto dalla legge regionale. I cittadini espongono in fase di pubblicazione del Piano tutte quelle che sono le loro necessità. Tutto ciò ha permesso di rivedere ed di arricchire in contenuti anche sul piano qualitativo, per quanto riguarda ad esempio: il patrimonio residenziale storico, sui nuclei frazionali, sul paesaggio. L'amministrazione ha dato l'indirizzo politico ma è stata brava a non subentrare negli aspetti tecnici. È stata un'operazione venuta più dal territorio che la politica ha codificato con un percorso amministrativo.”
Guardando al futuro molto interesse ha destato l'idea di un percorso ciclabile, anche il sindaco ha detto di voler catalizzare le risorse in questo progetto, in cosa consiste di preciso? Perché è così importante?
“È importante che il P.R.G. Porti con sé progetti interessanti. Il percorso ciclabile, deve servire per connettere, come un filo, in grado di collegare le realtà territoriali di valore storico su tutto il territorio con i nuclei residenziali esistenti e con la parte paesaggistica naturale. Il P. R.G. lavora sia sui nodi importanti come il lago di Pievefavera e delle aree archeologiche e di aree che potrebbero essere interessate in un progetto ministeriale del CIPE per fini turistico ricettivi. In particolare, in chiave sportiva. Tutte le strutture che riguardano lo sport e le attività ricreative concorrono alla costruzione della città pubblica. Tutti questi elementi, collegati attraverso la pista ciclabile, possono creare un appeal per un tipo di turista che apprezza il territorio e può visitarlo in questo modo.”
Avendo conosciuto così a fondo il territorio di Caldarola, durante il progetto avete individuato circa 180 beni storico- artistici meritevoli di tutela, secondo lei, c'è qualcosa che andrebbe valorizzato e pubblicizzato?
“Il vero valore in più, è la connessione che c'è tra il sistema culturale e il paesaggio naturale in sé. I cittadini qui vivono il territorio e i suoi beni nel massimo rispetto e Caldarola, da questo punto di vista, è uno dei nuclei più forti di tutto il maceratese.”
M.E.C.
