Dopo l'abbraccio di Cleopatra, il flagello di Attila. Non si sta facendo mancare nulla questo pazzo autunno, inizio anticipato dell'inverno. Le temperature miti del mese di o
ttobre sono ormai un lontano ricordo e a novembre il maltempo ha davvero colpito duro, soprattutto nelle zone dell'entroterra. Non è ancora terminata la conta dei danni delle alluvioni che, annunciata dal tam tam delle previsioni meteo, l'area fredda proveniente dal nord ha “imbiancato” colline e pianure del maceratese. La neve, in appena 24 ore, ha raggiunto i 30 centimetri di altezza a Camerino, Visso, Pieve Torina, Serravalle del Chienti, i 40 centimetri a Fiastra, il mezzo metro nelle zone montane, portando con sé gli immancabili disagi: viabilità rallentata o addirittura bloccata (come sulla superstrada 77 dove la caduta di un cavo dell'alta tensione sulla sede stradale ne ha determinato la temporanea chiusura), scuole chiuse, ritardi nei servizi, strage di alberi, caduti anche sui binari della linea ferroviaria Civitanova - Albacina. Addirittura a Penna San Giovanni una nonnina di 108 anni, deceduta a Roma nella giornata di lunedì 25, si è vista “rinviare” a causa della neve il proprio funerale, con la salma che ha dovuto attendere il disgelo per essere tumulata. Mezzi spartineve in azione quasi ovunque per alleviare i disagi, anche se il centro e alcune vie di Camerino sono rimaste a lungo bloccate, nonostante l'arrivo di “Attila” fosse stato annunciato con largo anticipo. E le polemiche non hanno tardato ad animare la città ducale.
