Da lunedì scorso sono ripartiti i lavori di completamento dei laboratori e dell’aula magna all’ITIS “Divini” di San Severino Marche. A seguito della rescissione del contratto per grave inadempimento di quella aggiudicataria, la nuova ditta subentrata ha installato il cantiere e avviato i lavori.

"Il progetto originario - si legge nella nota della Provincia di Macerata - è stato modificato in base alle esigenze scaturite dalla costruzione della nuova scuola e per questo motivo l’ufficio tecnico della Provincia ha dovuto riprogettare i laboratori apportando modifiche significative sia strutturali che organizzative. Nel nuovo progetto è stata anche prevista la realizzazione dell’aula magna, non inserita nella costruzione della scuola. 

Di conseguenza - prosegue - , il nuovo progetto dal valore complessivo di 665 mila euro è stato finanziato con le risorse aggiuntive di circa 280 mila euro riconosciute a suo tempo dal Commissario straordinario Paola De Micheli, anche se non ancora effettivamente erogate; mentre la restante somma di 385 mila euro proviene da risorse proprie dell’Amministrazione, non comprese nei finanziamenti del terremoto.

Il nuovo progetto esecutivo di completamento dei laboratori dell’ITIS “Divini”, redatto sempre a cura dell’ufficio tecnico provinciale, è stato approvato a maggio 2019. Successivamente erano state avviate le procedure di appalto e si era arrivati all’aggiudicazione dei lavori. Tuttavia la ditta aggiudicataria, che avrebbe dovuto iniziare l’intervento nell’autunno scorso, fin da subito - aggiunge la Provincia - ha opposto una serie di contestazioni e di riserve sul progetto stesso e di fatto, nonostante reiterate diffide e convocazioni formali per la consegna dei lavori, è rimasta nella sua posizione, completamente inattiva.

Di fronte a tale atteggiamento - precisa la nota - , l’amministrazione provinciale si è vista costretta a iniziare il procedimento di risoluzione del contratto per grave inadempimento. Dopo una complessa attività amministrativa e giudiziale si è arrivati alla risoluzione del contratto con il decreto del Presidente della Provincia Antonio Pettinari, approvato lo scorso 19 maggio.

L’amministrazione ha immediatamente interpellato la ditta seconda in graduatoria dell’appalto, alla quale, verificata la sua disponibilità e dopo l’accertamento dei requisiti di legge, sono stati aggiudicati i lavori".

GS
Si riapre domani mattina, 27 giugno alle ore 8, la provinciale 136 “Pian Perduto”, tra Castelsantangelo sul Nera (MC) e Castelluccio di Norcia (PG).

Come annunciato nei giorni scorsi, viene ripristinato il collegamento viario Marche - Umbria.

“È una buona notizia che arriva dopo tanti sacrifici e disagi per il territorio - afferma il Presidente della Provincia Antonio Pettinari - a causa anche della chiusura di questa strada che, adesso, finalmente si riapreper il periodo estivo; successivamente i lavori dovranno essere definitivamente completati”.

pian perduto26giugno

Per l’intera l’estate la strada sarà percorribile fino al 30 agosto in sicurezza per tutti i giorni, a doppio senso di marcia. L’unica eccezione è rappresentata dal tratto di circa 150 metri, non ancora ultimato, dove la circolazione viene regolata, in modo alternato, da un semaforo.

f.u.

Anche la questione strade è stata affrontata dal presidente dell Provincia, Antonio Pettinari, durante la visita del Commissario alla Ricostruzione Giovanni Legnini.
La questione della viabilità nelle terre maggiormente colpite dal sisma era ed è uno dei punti cruciali della ricostruzione.
La prima buona notizia è arrivata per la strada del Pian Perduto che collega Castelsantangelo sul Nera a Castelluccio e che, come annunciato già la scorsa settimana dal presidente Pettinari, da fine mese sarà aperta tutti i giorni con soli 250 metri finali gestiti da un semaforo per il senso unico alternato. Si attende quindi di conoscere la data precisa della riapertura.
Ma l'incontro con Legnini è servito anche per annunciare la prosecuzione dei lavori della strada Ussita-Casali e della San Placido che da Frontignano conduce a Castelsantangelo.
"Dal sisma erano state chiuse tante strade - dice Pettinari - , la cosa peggiore è stata la Valnerina, per cui c'è voluto tanto tempo.
Siamo nell'epicentro del sisma ed è chiaro che molte strade erano intransitabili.
Proseguono i lavori per la Ussita-Casali, per la quale stiamo chiedendo la riapertura nel fine settimana, come avevamo fatto lo scorso anno per la Pian Perduto.
Buone notizie anche per quanto riguarda la San Placido per la quale vorremmo anche in quel caso prendere provvedimenti per far transitare i visitatori".

GS


Arrivano nuove risorse, pari a 510mila euro, dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e la Provincia di Macerata approva subito due nuovi progetti esecutivi.  I lavori riguardano l’asfaltatura, in più punti, di due provinciali: la 91 “Pian di Pieca - Monastero - Fiastra” e la 180 “Tolentino - Camerino”, nel tratto tra Belforte del Chienti e la Sfercia.

Sulla “Pian di Pieca - Monastero - Fiastra” è previsto un intervento di risanamento della pavimentazione per un importo di 250 mila euro. Questa è una strada rilevante per il comprensorio montano perché collega numerosi comuni, mete di destinazione turistica sia estiva che invernale, come Fiastra, Bolognola, Sarnano, San Ginesio, e con bellezze naturalistiche di assoluto pregio. Anche nel tratto Belforte del Chienti - Sfercia viene rifatta l’asfaltatura, oltre all’operazione di pulizia di fossi e banchine, per un importo dei lavori di 260 mila euro. Questa arteria, di fatto l’unica alternativa alla superstrada, è conosciuta come la vecchia statale 77 e collega numerosi frazioni e centri abitati. La strada, passata alla Provincia dopo la realizzazione della superstrada, è importante per il traffico locale ed è transitata anche dai camion per via della presenza delle cave. Avendo una buona ampiezza e un traffico veicolare comunque ridotto è una zona utilizzata dai ciclisti e rientra nel disegno di una ciclovia.

“Appena abbiamo saputo che il Ministero ci avrebbe destinato delle risorse in più per l’anno in corso - afferma il presidente Antonio Pettinari - abbiamo preparato i progetti che, altrimenti sarebbero rientrati nella nuova programmazione dei lavori per il 2021. Chiarita la destinazione e l’importo del finanziamento, ne abbiamo discusso nel Consiglio provinciale, dove è stata approvata la spesa. Arrivata la comunicazione ufficiale dal MIT, abbiamo approvato immediatamente i progetti esecutivi e avviato le procedure di appalto”.

f.u.
Era della scorsa settimana la polemica di alcuni turisti che avevano approfittato delle prime giornate di bel tempo per recarsi nell'entroterra e approfittare della bellezza di Castelluccio ma, una volta arrivati a 5 km da Norcia, avevano trovato la strada chiusa per i lavori.
Per loro, ma soprattutto per le zone montane che attendono di risollevarsi con il turismo, arriva dalla Provincia la notizia che dalla fine di giugno, o al massimo dai primi giorni di luglio, la strada del Pian Perduto che collega Castelsantangelo sul Nera a Castelluccio sarà riaperta.
"Abbiamo fatto un sopralluogo la settimana scorsa - dice il presidente Antonio Pettinari - e una riunione a cui hanno partecipato i sindaci di Visso e  Castelsantangelo e il commissario di Ussita; vi hanno preso parte anche l'ingegner Soccodato, come soggetto attuatore, e i tecnici dell'Anas. Insieme abbiamo voluto mantenere la promessa che avevamo fatto nell'autunno scorso e cioè che a fine giugno avremmo riaperto la strada. Avremmo voluto riaprirla alla fine dei lavori, ma il Covid ha ritardato di un paio di mesi. Entro questo mese - annuncia - , non sono ancora in grado di dare il giorno preciso, riapriremo la strada che stiamo mettendo in sicurezza e asfaltando. Resta solo un tratto di circa 250 metri da completare con la palificazione che sarà fatta in autunno e che nella riapertura sarà gestito a senso unico alternato da un semaforo".
Una novità, quindi, rispetto alla scorsa estate quando la strada del Pian Perduto era stata aperta solo nel fine settimana. Quest'anno invece sarà aperta nei mesi di luglio e agosto per tutti i giorni.
"Valuteremo, poi, cosa fare nel mese di settembre - conclude Pettinari - per completare l'ultimo tratto. Di certo per i turisti sarà molto più facile rispetto allo scorso anno in cui il semaforo presupponeva una attesa di almeno 10 minuti tra un senso di marcia e l'altro".

Giulia Sancricca
Sicurezza stradale: dopo la richiesta dell’amministrazione comunale di Gagliole, il presidente della provincia di Macerata Antonio Pettinari e l’ingegner Alessandro Mecozzi hanno effettuato, insieme al sindaco Sandro Botticelli ed ai tecnici della provincia, un sopralluogo sulla strada Molini, dove si sta posizionando un guardrail nell’ambito del prosieguo dei lavori di messa in sicurezza delle strade comunali, tra i quali rientrano anche quelli inerenti alla cestonata della stessa via Molini ed al cedimento della strada di località Cerqueto, per i quali sono già stati fatti i rispettivi rilievi geologici e che hanno già ricevuto parziale esecuzione mediante la sistemazione della curva salendo per frazione Celeano e l’asfaltatura dello stesso tratto di strada Molini.

AB
La Provincia di Macerata ha programmato un intervento di ripristino e consolidamento sul ponte nei pressi dell'uscita di "Sfercia  della superstrada.
L'infrastruttura del territorio comunale di Camerino, insiste sulla strada provinciale 180 e permette l'attraversamento del Rio San Luca, affluente del fiume Chienti.  Data la sua collocazione e vicinanza con la Statale 77, l'impalcato è un’opera importante e soggetta a un discreto flusso di traffico, soprattutto in direzione Camerino. Lungo circa 17 metri e largo oltre 7 metri, il ponte presenta due arcate ed è caratterizzato da muratura mista in pietre e mattoni.
“E’ la messa in sicurezza di una infrastruttura molto importante- afferma il presidente Antonio Pettinari-. Siamo nello snodo cruciale tra lo svincolo della superstrada, la vecchia 77 oggi strada provinciale 180 “ Camerino- Tolentino” e l’inizio della Varanese. Un punto che è strategico per la città di Camerino, per l’università e per un vasto territorio che ingloba tutti i servizi dell’entroterra".
I lavori di consolidamento ammontano a 250 mila euro e verranno eseguiti alternativamente sulle due metà, per garantire sul ponte il traffico a senso unico alternato.
Saranno effettuate delle iniezioni della muratura con malte cementizie; saranno rinforzati la muratura, anche con reti di fibra di carbonio, e l’intonaco strutturale.
Previsti anche l'impermeabilizzazione dell'impalcato  e l'installazione  di nuove barriere di sicurezza. L'intervento viene finanziato con le risorse individuate per la gestione emergenziale che vede l'Ente provinciale collaborare in sinergia con l’ANAS nel suo ruolo di Soggetto Attuatore per la ricostruzione, nonchè con  la Protezione Civile e la Regione.

"Non appena abbiamo avuto la certezza delle risorse ed è stato possibile utilizzare i finanziamenti, nello specifico riferiti al quarto stralcio degli interventi di ripristino e ricostruzione della viabilità e delle scuole- spiega Pettinari-  l’ufficio tecnico ha approntato il progetto ed è già potuta iniziare la procedura d’appalto in maniera tale che lavori ed intervento possano essere eseguiti nel più breve tempo possibile. Si tratta della messa in sicurezza della infrastruttura che presenta tutti i canoni della transitabilità, tuttavia, sottoposta a monitoraggio come avviene per tutti i ponti provinciali, è emersa l’opportunità di fare qualche intervento per una situazione che pur non presentando i caratteri dell'urgenza, a seguito del sisma del 2016 ha subito un degradamento. L’intervento si inserisce nel contesto generale dei numerosissimi  che stiamo facendo sulle strade, alcuni direttamente a cura dell’amministrazione provinciale, altri invece a cura e in collaborazione con l'Anas. E’ dunque una buona notizi; un intervento fondamentale per la viabilità è la sicurezza; i cittadini che attraversano un viadotto o un ponte sono inermi, non sanno e non compete loro sapere quale è la situazione reale, statica e di sicurezza di queste infrastrutture ed è l’ente proprietario che deve avere il senso di responsabilità: ottima dunque la collaborazione in atto e soprattutto il lavoro fatto dai tecnici. Per le opere ho chiesto di accelerare anche l’appalto, in maniera tale che, prima dell’invernata, i lavori potranno essere eseguiti e terminati".
C.C.











Prosegue l'iter per l'ospedale provinciale. Mentre lo sguardo dell'opinione pubblica è puntato sul Covid Hospital alla fiera di Civitanova, nuovi passi in avanti si fanno anche per la localizzazione della nuova struttura per la quale il presidente della Provincia, Antonio Pettinari, ha approvato la variante al Piano Regolatore Generale del Comune di Macerata, relativa alla individuazione di una nuova zona il nuovo ospedale provinciale.
“Si tratta di un’importante funzione istituzionale in capo alla Provincia, esclusivamente in materia urbanistica e assetto del territorio - afferma Pettinari - e come tale esula da qualsiasi altra questione riguardo alla futura organizzazione sanitaria del territorio provinciale, nonché della scelta localizzativa della nuova struttura”.

L’area individuata dalla variante è situata in corrispondenza dell’incrocio tra la strada provinciale 485 e la 77, nei pressi dell’ingresso Est della frazione di Sforzacosta; ha una consistenza di circa 24 ettari e prevede una capacità edificatoria complessiva di 450.000 metri cubi.

Sull’oggetto della variante la Provincia si era già espressa in precedenza, relativamente alla procedura di Valutazione Ambientale Strategica (VAS), necessaria per l’adozione della stessa, rilevando "la necessità di approfondire le diverse questioni di natura ambientale, paesaggistiche, infrastrutturali, acustiche, di traffico, di trasporto pubblico, di qualità dell’aria, e relative alle opere di mitigazione e compensazione ambientale. Era stata anche rilevata l’esigenza di definire l’organizzazione particolareggiata dell’area, con riferimento all’ingombro massimo delle edificazioni, alle aree per la viabilità, ai parcheggi, al verde e agli accessi carrabili".

Il Consiglio Comunale, sulla base del parere espresso dalla Provincia, potrà ora procedere all’approvazione definitiva della variante.

GS
Con la sentenza n. 337/2020 del 23 aprile, il Tribunale di Macerata ha rigettate tutte le domande proposte dalla ditta appaltatrice I Platani SRL in due giudizi, successivamente riuniti, promossi contro la Provincia di Macerata relativamente ai lavori per la realizzazione del campus scolastico di Camerino. Oltre al rigetto delle domande la ditta è stata condannata al pagamento delle spese legali e della consulenza tecnica d'ufficio svolta in corso di causa.

Nel corso della costruzione, l’impresa appaltatrice ha interrotto i lavori nel dicembre 2008 e ha abbandonato il cantiere nonostante il richiamo della Provincia. Di conseguenza l’Ente ha deciso la risoluzione contrattuale per grave inadempimento.

Nello stesso periodo il cantiere venne sottoposto a sequestro penale per quasi due anni in esito a un esposto da parte della stessa ditta appaltatrice, rivelatosi poi infondato, e che però portò addirittura all'apertura di un procedimento penale per frana colposa contro, tra gli altri, alcuni funzionari della Provincia che vennero in seguito completamente scagionati.

Oltre alla vicenda penale, la ditta avviò, negli anni 2009 e 2010, due cause civili avanti al Tribunale di Macerata, poi successivamente riunite, chiedendo un risarcimento danni per un importo complessivo di oltre 7 milioni di euro.

“Una vicenda assurda legata alla costruzione di una importante opera pubblica - afferma il Presidente Antonio Pettinari - e che vedeva una ditta responsabile di ritardi e di lavori in parte eseguiti male, con un cantiere abbandonato senza motivo. Questa azienda addirittura avrebbe preteso un risarcimento e per giunta milionario”.

La Provincia si costituì in giudizio per resistere a questa iniziativa giudiziaria, contestando totalmente le richieste e chiedendo a sua volta, in via riconvenzionale, il risarcimento dei danni subiti a causa del blocco del cantiere
e delle notevoli spese necessarie per riparare i lavori non eseguiti a regola d’arte e quelli non effettuati affatto. L’Amministrazione provinciale, infatti, dopo il provvedimento di risoluzione contrattuale, si è trovata con un cantiere incompleto, abbandonato e chiuso a seguito del sequestro.

“Quando sono stato eletto nel 2011 trovai un cantiere in completo degrado, a seguito anche del lungo periodo di sequestro penale, sepolto dalle erbacce e dai rovi, una vera e propria incompiuta che rischiava di rimanere tale - prosegue Pettinari -. Al primo sopralluogo provai un colpo al cuore, ma poi ci siamo rimboccati le maniche; creai un gruppo di lavoro ad hoc insieme alla Provincia e grazie al lavoro e all’impegno dei nostri tecnici e delle imprese incaricate e di tutti noi siamo riusciti nel miracolo. All’inizio dell’anno scolastico nel settembre 2013, il nuovo campus fu inaugurato, nonostante non fosse completato in alcune parti.  Ieri il Tribunale di Macerata con la sentenza ha quindi riconosciuto la correttezza dell’operato della Provincia e, al contrario, ha respinto in toto le richieste dell’azienda, ritenendola responsabile di quanto accaduto. Esprimo la soddisfazione dell’Amministrazione provinciale per una conclusione di una vicenda surreale che ha visto l’Ente fortemente danneggiato dal comportamento dell’impresa anche a livello economico e costretta a eseguire lavori aggiuntivi e molto costosi. Analoghi danni e gravi disagi sono stati subiti dalla comunità scolastica e dall’intero comprensorio montano che hanno dovuto attendere molti anni per avere finalmente a disposizione una nuova scuola confortevole e sicura. Attualmente nel campus sono ospitate tutte le scuole superiori di Camerino. La Provincia ha progettato, approvato e in parte già eseguito nuovi interventi per il completamento del campus”.
C.C.








Docenti e genitori degli alunni del Convitto chiedono risposte e un impegno dell’amministrazione per la sede provvisoria della scuola. Ma il sindaco di Macerata, Romano Carancini, passa la palla al presidente della Provincia, Antonio Pettinari, ente competente nella gestione dell'istituto.

“Il Convitto è stato reso inagibile dal terremoto - spiega ai microfoni di Radio C1- e alunni e docenti sono stati trasferiti, dall’amministrazione, al Pannaggi, di fianco al Tribunale. Poi hanno chiesto ulteriori spazi e la polemica nei miei confronti si è innestata perché secondo loro dovrei essere io a firmare queste autorizzazioni. Ma il primo cittadino non è competente su questo tema perché lo è la provincia da cui però riceviamo solo silenzio”. 

Carancini sostiene di aver specificato, già il 9 gennaio, la sua volontà politica affinché l’istituto rimanga all'ex Pannaggi fino al recupero della storica sede e afferma di essersi battuto fin dal 2016 per questo. 

Ricordo bene invece - scrive poi in una nota rivolta a docenti e genitori - a chi in questa vicenda sta pascolando per il proprio tornaconto personale e politico, ed anche alla Dirigente Marcantonelli, che dopo il terremoto il recupero del Convitto non era affatto prevista dal commissario alla ricostruzione. Solo su sollecitazione dell’Amministrazione il Commissario Vasco Errani venne quasi costretto a venire in città per rendersi conto del valore, non solo storico, di quel bene ma soprattutto dell'importanza istituzionale, sociale e scolastica della sede storica del Convitto. Fu così che l’allora commissario stanziò 7 milioni di euro per la ricostruzione dell’edificio. Questa è la prova della nostra volontà di ridare il Convitto a studenti, docenti e personale Ata. Potevamo scegliere di disinteressarci come ha fatto la Provincia”. Un disinteresse, secondo Carancini, che permane tutt’oggi tant’è che si attende dal presidente Pettinari la garanzia, nero su bianco, della medesima volontà di far rimanere ragazzi e insegnanti al Pannaggi.

Io non posso concedere l’ampliamento degli spazi - torna a precisare il sindaco alla radio - ma lo potrebbe fare la provincia che è competente sia per il Convitto che per l’immobile del Pannaggi di cui ha il diritto d’uso. Tutta questa polemica si sarebbe potuta evitare con il buon senso di tutti. Solo se il Comune ritornasse ad avere la responsabilità della gestione dell’edificio potremmo assumere un impegno scritto e formale.  In realtà non occorre costruire nulla, non occorrono tempi, come tenta di far credere Antonio Pettinari. Non occorrono i riti della vecchia politica e perdere altro tempo: basta scrivere quattro righe a sua firma alla Dirigente Marcantonelli - conclude - in cui rende disponibile al Convitto il piano terra del Pannaggi”.
g.g.


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