Il primo albergo - ristorante della montagna appenninica umbro-marchigiana colpita dal sisma che riapre sia pure in tempi di Coronavirus. Torna operativo a Castelsantangelo sul Nera “Il navigante” e tale riapertura costituisce quasi un primato per il piccolo comune dell’Alto Nera. “Fortunatamente non abbiamo soltanto primati negativi – scherza, ma non troppo il sindaco Mauro Falcucci – Un evento assolutamente positivo che, purtroppo, si realizza in un momento particolarmente delicato, ma vogliamo essere vicini a questa famiglia che nonostante tutto continua ad investire sul nostro territorio. E’ il primo albergo dell’intera montagna ferita nel 2016 che riapre e questo non può che riempirci di orgoglio”.
Altri primati vanta, però, Castelsantengelo, come quello relativo ai piani attuativi. “Stiamo ripartendo con questi piani – sottolinea il primo cittadino – e venerdì saremo in videoconferenza con il gruppo Mate, che si è aggiudicato l’appalto dei piani attuativi, per iniziare il percorso dell’ascolto attivo. Cerchiamo di andare avanti perché quanto prima vorremmo arrivare alla loro redazione. Successivamente ascolteremo le attività produttive e i cittadini, incontri che vorremmo fare in presenza con tutte le dovute precauzioni, perché vogliamo pianificare il futuro, redigere il documento direttore e rimuovere gli ostacoli di carattere idrogeologico che finora hanno condizionato anche il processo della ricostruzione”.

(nella foto di copertina la sede dell'albergo prima del terremoto)

f.u.
Il Sindaco di Castelsantangelo sul Nera, Mauro Falcucci, ha inviato una nota al Presidente del Consiglio dei Ministri per sollecitare un suo intervento sulla stabilizzazione del personale impiegato nell’ambito dell’emergenza e della ricostruzione. La questione era già stata anticipata al Presidente Conte  in ovasione della sua visita a Castelsantangelo sul Nera il 13 settembre 2019.

"E’ prossima la scadenza dei tre anni dall’assunzione del personale a tempo determinato a suo tempo ripartito tra la struttura del Commissario, le Amministrazioni Comunali, USR-Regionali, Provincie, e Università- fa notare il primo cittadino- Al momento la normativa prevede la possibilità di applicare a questo personale una limitatissima deroga o proroga fino al termine dello stato d’emergenza che si ricorda è stato fissato dal Decreto Sisma centro Italia al 31 dicembre 2020.
Il personale in scadenza, ormai esperto, in molti casi, stante le pochissime figure professionali dei piccoli Comuni, è stato individuato nell’ambito dell’emergenza e della ricostruzione, con posizione organizzativa, ricoprendo quasi sempre il ruolo non solo di Responsabile dell’Ufficio Sisma, ma anche di Responsabile Unico del Procedimento e di Direttore Esecuzione Contratto.
Questa modalità ha consentito agli Enti di far fronte alle difficoltà connesse all’iniziale emergenza ed oggi è indispensabile, grazie alle competenze maturate, per seguire la ricostruzione la cui durata è stimata in oltre quindici anni. Sono evidenti le difficoltà tecniche/operative che l’Amministrazione dovrà gestire, quando il dipendente, suo malgrado, terminerà il rapporto di lavoro con l’Ente di appartenenza. I Comuni si vedranno costretti ad interrompere, bruscamente, tutte le attività procedurali, di gara, di contratti, di verifiche, con i diversi operatori/enti, che la normativa vigente in ambito di codice degli appalti e di T.U.E.L., affida ai Responsabile dell’Ufficio, nonchè al Responsabile Unico del Procedimento e Direttore all’esecuzione del contratto, di tutti i procedimenti sia in ambito di Emergenza che di Ricostruzione.

"Purtroppo i Comuni possono stabilizzare i dipendenti a tempo determinato solo con risorse finanziarie proprie- sottolinea Falcucci-  Va da sé che, specialmente per i piccoli comuni, come quello che il sottoscritto rappresenta, si tratta di uno sforzo insostenibile e, quindi, impossibile! Per ironia della sorte ci troviamo di fronte a casi in cui i nostri dipendenti, dopo aver acquisito presso di questi Comuni la dovuta esperienza e formazione, vengono reclutati a tempo indeterminato dagli Enti più grandi, i quali hanno ben altre capacità assunzionali rispetto alle nostre. I nostri Comuni subiscono, quindi, danni enormi da questo inutile processo migratorio tra Enti/Istituzioni, con interruzione del servizio, perdita del know how e necessità di formare ex novo il personale. 

La necessità di stabilizzare a tempo indeterminato una parte del personale che da oltre tre anni lavora negli Uffici Sisma e che ricopre ruoli apicali di Responsabilità nei Comuni terremotati- continua il sindaco-  è nota anche al Commissario Legnini, il quale già durante i primi incontri, ha subito mostrato la propria attenzione sul tema, condividendo l’oggettiva necessità per la quale occorre una copertura legislativa, la stessa che viene richiesta per accelerare la ricostruzione pubblica che a distanza di circa quattro anni dal sisma, purtroppo, non è ancora partita in quanto legata alle procedure di appalto ordinarie. E’ auspicabile che vengano individuati al più presto, e prima delle imminenti scadenze contrattuali, i criteri e modalità per stabilizzare il personale già formato, anche prevedendo che lo stesso, una volta terminata l’esperienza lavorativa per il Sisma del Centro Italia, in considerazione delle notevoli competenze di elevata professionalità acquisite sul campo in ambito di gestione dell’emergenza e Ricostruzione, possa rientrare alle dipendenze, ad esempio, del Dipartimento di Protezione Civile, del Dipartimento CasaItalia o della Regione, al fine di essere impiegato nella gestione di altre calamità naturali/emergenze, che sempre più spesso stanno interessando il nostro territorio Nazionale".
L’indifferibile esigenza di assumere a tempo indeterminato il personale che nei piccoli Comuni ha acquisito una esperienza non sostituibile, pena il blocco delle attività della ricostruzione,oltre che  al Presidente del Consiglio Conte. è stata già rappresentata dal sindaco di Castelsantangelo anche  al Commissario Legnini, al Capo Dipartimento della Protezione Civile Borrelli, al Vice Commissario della Regione Marche Ceriscioli e al Presidente dell’Anci Marche Mangialardi.
"Ad essi - conclude Falcucci- ci affidiamo fiduciosi per una decisione tempestiva e assolutamente non rinviabile considerato che finalmente si registrano significativi segnali positivi sulla ricostruzione con l’insediamento del Commissario Legnini". 
C.C.














Se è vero che la montagna potrebbe essere uno dei tesori riscoperti per l'estate alle porte, la speranza è che a convincere i turisti a visitarla sia la riapertura della strada provinciale 136 “Pian Perduto” tra Castelsantangelo sul Nera  e Castelluccio di Norcia.
Con un servizio video avevamo visitato i cantieri quando l'inverno stava per diventare rigido ed i lavori avrebbero dovuto attendere il bel tempo.
Quando il sole è arrivato è stato il coronavirus a fermare la messa in sicurezza della strada.
Ora è il presidente della Provincia, Antonio Pettinari, ad annunciare la riapertura dei cantieri: da lunedì, gli operai che provengono da fuori regione, sono tornati al lavoro.

"Inoltre - scrive la Provincia in una nota - si lavora, in contemporanea, anche sul tratto consolidato nei mesi scorsi, sempre sulla provinciale “Pian Perduto”: in questo caso l’attività, portata avanti da un’azienda locale, è stata ripresa prima. Le maestranze stanno provvedendo all’installazione di barriere, alla realizzazione della zanella (utilizzata per far defluire le acque) e al completamento della massicciata della strada".

Il cantiere è diretto dall’ANAS come Soggetto Attuatore di Protezione Civile e del Ministero delle Infrastrutture de dei Trasporti e riguarda una strada ancora interrotta, in uno dei territori più colpiti dal sisma.

GS
Con la firma del nuovo Decreto da parte del Presidente del Consiglio viene ufficialmente avviata, a partire dal prossimo 4 maggio, la cosiddetta Fase 2 quella, per dirla con le parole del Premier, di "convivenza con il virus". In realtà poche le aperture concesse dal Governo, su parere del Comitato tecnico-scientifico, nella giustificata consapevolezza che il diffondersi dei contagi possa nuovamente aumentare. Nei territori del cratere sismico la principale novità colta dai sindaci è la possibilità, diversamente da quanto all'epoca previsto nel periodo post terremoto, di fungere da "sentinelle" del proprio territorio con la facoltà di adottare provvedimenti restrittivi. "Auguriamoci innanzitutto - le parole del sindaco di Castelsantangelo sul Nera Mauro Falcucci - che nel nostro territorio venga mantenuta la scarsa diffusione del contagio. Un fattore importante non solo per un fatto anagrafico, ma soprattutto per una questione logistica con la maggioranza della popolazione che vive nelle Sae dove il distanziamento è più difficile. Ulteriori misure di restrizione che possiamo adottare credo siano riferite ai grandi centri perchè noi più fermi di così non possiamo stare. L'augurio è che si possa ripartire, pur nel rispetto delle regole, senza però i vincoli della burocrazia che sta ingessando oltre misura il nostro Paese". Sul Decreto interviene anche Alessandro Gentilucci, sindaco di Pieve Torina. "E' una fase critica e delicata - le sue parole - nella quale dovremmo porre particolare attenzione. Il senso civico sarà senza dubbio il motivo principale per il buon andamento dell'emergenza. Dopo essere riusciti fortunatamente ad allentare la pressione sugli ospedali non dobbiamo assolutamente abbassare la guardia perchè una seconda ondata potrebbe essere veramente devastante".
Aumentano i casi di positività al Coronavirus nei centri dell’entroterra colpiti dal sisma. Crescita minima, ma che nei piccoli comuni già colpiti dal sisma e con una popolazione costituita in prevalenza da persone anziane, pur rispettandosi tutte le prescrizioni, fagocita l'apprensione sulle possibilità di contagio.
Non passi in secondo piano che il restare a casa di queste piccole realtà di montagna equivale a rimanere nelle Sae, il che nella maggior parte dei casi, significa muoversi in spazi limitati. Tre i tamponi positivi registrati nelle ultime ore a Ussita, due dei quali riguardanti persone domiciliate nel piccolo centro sotto il Monte Bove. Otto invece i residenti in isolamento domiciliare, sette dei quali in paese. La comunicazione è venuta dal commissario straordinario Giuseppe Fraticelli il quale ha assicurato che “tutte le persone positive al Covid-19  sono seguite nel più rigoroso rispetto dei protocolli emanati dalle Autorità Sanitarie competenti”. Nel raccomandare a tutti di rispettare rigorosamente le disposizioni governative impartite in materia di mobilità, il commissario ribadisce la necessità di adempiere all’obbligo di “Restare a casa” eccetto che per i pochissimi casi consentiti, osservando al tempo stesso, anche le misure stabilite in materia di rispetto delle distanze, lavaggio delle mani e divieto di assembramento. Sacrifici che richiedono una modifica radicale di abitudini consolidate, ma unico modo per evitare la diffusione del contagio. Per rifuggire da inutili allarmismi, Fraticelli chiede anche di utilizzare come unico canale d’informazione le fonti ufficiali, limitando l’uso dei social al solo scopo ricreativo.
Aumentati a tre i casi di positività registrati a Visso e comunicati ieri dal sindaco Spiganti Maurizi che, proprio per scongiurare il rischio di un aumento dei casi di contagio, fa appello al senso di responsabilità degli abitanti “ Ora dipende solo da noi- scrive- Se cerchiamo di fare attenzione, di restare in casa e non andare tutti i giorni a fare la spesa, forse riusciamo a fermarlo”. Sin dall’emergere dei primi contagi, diversamente dalle grandi città dove si guarda ai numeri, dai piccoli comuni dove tutti ci si conosce in molti hanno evidenziato l’opportunità che, oltre ad avvertire chi di dovere, chi presenti sintomi esca allo scoperto in maniera tale da informare tutte le persone incontrate di recente.
Su questa linea ricognitiva di richiamo al rispetto sociale si è pronunciato anche il sindaco di Castelsantangelo sul Nera, Mauro Falcucci:
“Solo stando attenti, proattivi e rispettosi l'uno dell'altro potremmo riuscire a contenere il virus. Visto che siamo pochi e che siamo comunque già in difficoltà, potremmo aiutarci a non farlo arrivare da noi. Bisogna che tutti comprendano che se si viene colpiti dal virus, non è una colpa. Rendiamolo noto perchè poi a sua volta ognuno possa stare attento".
C.C.
La differenza di avere i contagi in un piccolo paese o in una grande città sta soprattutto nel fatto che i cittadini dei piccoli centri si conoscono tutti e, per molti, poter sapere di chi si tratta, significa avere maggiore attenzione alla diffusione del virus.
Un tema che nell'ultimo periodo ha infuocato soprattutto il dibattito sui social network, ancora di più dopo i contagi emersi a Belforte del Chienti e Camporotondo di Fiastrone, paesi che non contano certo gli abitanti di una grande città e che sono molto legati a Caldarola, Serrapetrona e Cessapalombo, tanto da diventare insieme I Cinque Comuni.
Un unico territorio, dunque, dove il sospetto e la "caccia all'untore" si sono fatti più insistenti e che davvero pongono l'opinione pubblica davanti ad un quesito: "Perchè non uscire allo scoperto e proclamarsi contagiato?".
Un tema che tocca da vicino anche Visso, con il primo contagio, ed insieme Ussita e Castelsantangelo sul Nera, dove, anche se ancora non sono stati registrati i contagi, la preoccupazione è comunque molta.
A ribadirla è il sindaco Mauro Falcucci: "Siamo un'unica raltà - dice - , le poche attività commerciali che esistono sono integrate: per la farmacia o la frutta bisogna arrivare a Visso, così come per il pane. Ussita, Visso e Castelsantangelo sono da sempre un'unica realtà. Ognuno di noi, laddove vedesse oggi di avere una linea di febbre o un colpo di tosse, oltre ad avvertire chi di dovere, dovrebbe essere veloce nel dirlo a tutte le persone che recentemente ha incontrato. Fare una ricognizione. Solo così, stando attenti, proattivi e rispettosi l'uno dell'altro potremmo riuscire a contenere il virus.
Visto che siamo pochi e che siamo comunque già in difficoltà, potremmo aiutarci a non farlo arrivare da noi.
Bisogna che tutti comprendano che se si viene colpiti dal virus non è una colpa. Rendiamolo noto perchè poi a sua volta ognuno possa stare attento".

GS
Svegliarsi circondati dalla coltre bianca, in un periodo come questo, potrebbe far pensare "Cos'altro ancora ci dobbiamo aspettare?".
È vero però che la tranquillità che infondono i fiocchi durante il viaggio verso la terra è innegabile e non è detto che, nel momento in cui la maggior parte delle persono sono a casa, la quarantena ci possa far riscoprire anche la bellezza della neve.
Quello che per molti cittadini diventava un problema quando ci si doveva recare a lavoro, oggi potrebbe far riscoprire la propria magia. Una sensazione che però ricade nella tristezza quando si pensa che, ancora una volta, sotto quella coltre bianca, ci sono le terre ferite, le case distrutte e i terremotati che aspettano. Aspettano in quelle casette colorate dove nell'inverno del 2017 la neve che cadeva faceva ancora rumore: risuonava la notizia dei fiocchi che ricoprivano le SAE. Oggi sono silenziosi anche quelli, vicino ad un mostro che fa più chiasso e più paura, ma che si teme riesca a rendere silenziosa anche la ricostruzione.

Giulia Sancricca

Di seguito le foto scattate dai nostri lettori


Sotto Fiastra foto di Roberta Blanchi

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Sotto Ussita foto di Mirko Carota

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Sotto Muccia foto di Alessandro Loreti

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Sotto foto di Venanzina Capuzi di Visso innevata scattate dalla sua casa ristrutturata dopo il sisma

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Sotto le foto di Silvia Salustri di Sarnano - zona San Casciano

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La madonnina innevata..

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Foto sotto di Castelsantangelo sul Nera di Piero Blanchi 
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Nel periodo di piena emergenza sanitaria, con tutta la nazione zona protetta e con la decisione di convertire l’ospedale di Camerino in presidio dedicato alla cura di pazienti affetti da Coronavirus, la macchina sanitaria della regione e dell’Area Vasta 3 ha provveduto anche alla riorganizzazione dei servizi sull’intero territorio montano. Così è stata data anche una risposta al problema sollevato dagli amministratori di Visso, Ussita e Castelsantangelo sul Nera, zone alle prese con le criticità del post terremoto, della mancanza del servizio medico per le rispettive comunità. “Per queste comunità che sono prive del medico di base – le parole del direttore dell’Area Vasta 3 Alessandro Maccioni – metteremo a disposizione un giorno alla settimana il servizio di guardia medica, così da garantire anche in queste piccole comunità un presidio sanitario”. Una comunicazione che il sindaco di Castelsantangelo sul Nera Mauro Falcucci ha accolto con soddisfazione.

“Viene così garantito un diritto dei nostri cittadini venuto meno dopo che il nostro medico ha vinto la selezione in un altro comune – le parole del primo cittadino – In verità è stato fatto un bando in scadenza il prossimo 20 marzo per dare la copertura della presenza di un medico di base nel nostro comune e nel frattempo accogliamo con favore questa decisione. A tutela dei miei cittadini, però, formalizzerò una richiesta per capire se in caso di urgenze i tempi del soccorso vengono garantiti visto che, dopo la riconversione dell’ospedale di Camerino, le urgenze saranno dirottate a Macerata. Quale massima autorità sanitaria vorrei sapere se sono state poste in essere tutte le misure minime essenziali per garantire la vita delle persone anche nei casi di urgenza”.
Presidi e servizi sanitari anche per la comunità di Visso, come conferma il sindaco Gianluigi Spiganti Maurizi. "Al momento ci hanno garantito la presenza di un'automedica e il servizio prelievi e analisi del sangue una volta alla settimana - dichiara il sindaco - E già qualcosa di importe per la nostra comunità, dal momento che il servizio prelievi all'ospedale di Camerino è al momento sospeso. E' chiaro che in una situazione di emergenza è già qualcosa anche se spero che la situazione torni presto alla normalità anche per le popolazioni del nostro territorio".

F.U.
Un'azione unitaria ed efficace per risolvere il problema della mancata distribuzione dei giornali nei comuni terremotati dell'entroterra. E' quanto si prefiggono di raggiungere i comuni di Ussita, Visso, Castelsantangelo sul Nera nei cui territori il servizio di fornitura di giornali è di fatto sospeso dalla data del sisma 2016. 
 Il rischio paventato dall'agenzia di distribuzione "Adriatica Press", è che il servizio di distribuzione di quotidiani e riviste non possa essere più assicurato anche per rivendite di giornali di altri comuni, quali Belforte del Chienti, Caldarola, Fiastra, Muccia, Pieve Torina, Serrapetrona, Serravalle di Chienti e Valfornace. Allo scopo di valutare azioni congiunte per scongiurare tale pericolo, una riunione è stata organizzata nella sala consiliare di Visso  per martedì prossimo  alle ore 16.30.
" Considerato il rischio che anche altre realtà, attualmente non interessate, debbano dover sopportare- spiega la vicesindaco di Visso Patrizia Serfaustini- abbiamo ritenuto opportuno incontrare i rispettivi primi cittadini per decidere insieme il da farsi. Vedremo insieme come poter risolvere questo problema che limita ingiustamente il diritto ad essere informati dei nostri cittadini. Una questione che nei nostri borghi perdura da troppo tempo e che, nonostante più tentativi e più azioni,  non ha finora trovato soluzione. Di strade ne abbiamo percorse tante coinvolgendo tutte le istituzioni, dalla Regione al Governo centrale.- conclude Patrizia Serfaustini- . Nel corso di questo incontro congiunto, ci auguriamo di riuscire a trovare tutti insieme un'ulteriore,speriamo efficace, via d'uscita".
c.c. 


Potrebbero arrivare buone notizie per i terremotati che, dopo aver perso la propria abitazione avevano spostato il domicilio fuori regione in attesa della ricostruzione.
A loro, infatti, l'ordinanza 614/2019 per il riconoscimento del Cas aveva riservato una doccia fredda: dal momento che avevano cambiato regione non avrebbero avuto più diritto al contributo di autonoma sistemazione.
A lanciare il grido d'allarme, tra gli altri, erano stati Maria Cristina Belmonte e suo marito Antonio Cristiani, rispettivamente 73 e 76 anni, che da Castelsantangelo sul Nera si erano trasferiti nel Lazio, vicino ai figli, ed erano preoccupati per l'applicazione della nuova ordinanza. Come loro tanti altri concittadini.
Ma è notizia di queste ore che "Il capo dipartimento della Protezione Civile Angelo Borrelli - spiega in una nota il vice presidente del Consiglio regionale delle Marche Piero Celani - ha comunicato alle Regioni che si sta predisponendo una rettifica all'ordinanza per il riconoscimento del CAS anche a soggetti che abbiano trasferito la propria dimora in un Comune limitrofo ma al di fuori del territorio regionale".
Pronta la soddisfazione del primo cittadino di Castelsantangelo, Mauro Falcucci, da cui è partita la richiesta di modifica: "Noi avevamo già mostrato le nostre perplessità durante le riunioni precedenti alla pubblicazione dell'ordinanza. Dopo che è stata emanata abbiamo contattato Angelo Borrelli della Portezione Civile per dimostrare come fosse paradossale che chi aveva spostato temporaneamente il proprio domicilio oltre i confini regionali, pur mantenendo la residenza nei nostri paesi, non avesse più diritto al CAS.
Dopo aver trattato la questione con la Protezione Civile regionale - ha concluso - è partita la richiesta e apprezziamo che sia stata accolta".

GS



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