Anselmi elezionI M. s. martino

 

Don Luigi Ciotti, fondatore del Gruppo Abele e di Libera, sacerdote da tempo in prima linea nella lotta contro le mafie, sarà a Camerino giovedì 16 maggio per incontrare i sacerdoti della diocesi ai quali parlerà di legalità e trasparenza. Quindi nel pomeriggio, all’auditorium Benedetto XIII, incontrerà gli studenti degli istituti superiori con cui discuterà sui temi della legalità e costituzione.

don ciotti locandina

Una Camerino in festa ha salutato l’inizio di una nuova storia per la Scuola paritaria dell’infanzia Maria Ausiliatrice e asilo nido della parrocchia di San Venanzio, inaugurata alla presenza del Governatore delle Marche Luca Ceriscioli, del sindaco Gianluca Pasqui, dell’arcivescovo Francesco Massara, del rettore di Unicam Claudio Pettinari, del rapppresentante della Fism nazionale Maurizio Landi e delle autorità militari e civili.

Colma di gioia l’intera colorata cerimonia, la cui atmosfera di affettuosa solidarietà ha davvero contagiato tutti e, per primo, il parroco e direttore della scuola don Marco Gentilucci visibilmente emozionato nel dare il benvenuto ai rappresentanti della Fondazione Arvedi, Luigi Vinci e  Luciana Arvedi e Giancarlo Stringhini  consiliere di amministratore si Arinox e Ilta inox,   intervenuti appositamente in città, anche per dare inizio  al cantiere dei lavori della Basilica di San Venanzio.

Nella foto sotto, lo scoprimento della targa da parte di Luigi Vinci, consigliere amministrazione Fondazione Giovanni Arvedi

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Alla Onlus cattolica che fa capo all’imprenditore di Cremona cav. Giovanni Arvedi, si deve infatti la sostanza dei due progetti che gettano nuova luce sulla ripartenza della comunità. Quanto alla nuova scuola dell’infanzia Maria Ausiliatrice, come ricordato nel corso della cerimonia, significativo è stato il concorso della solidarietà di più scuole cattoliche d’Italia della Fism.

Giallo carico come il sole il colore predominante del modernissimo edificio, le cui grandi vetrate si aprono sull’incanto della vallata. Impegno, speranza, futuro, sono i simboli di una giornata che immette nello spirito nuovo con il quale affrontare la sfida del domani. Ai rappresentanti della Fondazione Arvedi, l'onore del disvelamento della targa della nuova struttura, seguito dall'esecuzione dell'inno di Mameli cantato dai bambini. Un' aurea speciale ha pervaso tutta la mattinata, carica di emozioni e di positività. 

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Un augurio racchiuso nello stesso "Albero della vita" scelto come emblema della nuova scuola e citato in più parti della struttura, a cominciare dal cancello d’ingresso. Un simbolo potente che sorretto dalla protezione del patrono di Camerino San Venanzio martire, è l’ immagine benaugurante di una vita costruita su basi solide, piena ed intensa in tutti i suoi aspetti. E i bambini sono le foglie di più vivaci colori, promessa di frutti generosi cui affidare il futuro della città. Accompagnati dai loro genitori, oltre 30 bambini da lunedì prossimo entreranno in una struttura bellissima completamente realizzata in bioedilizia, sicura e confortevole. Al taglio del nastro sono seguiti  un buffet augurale e un divertente spettacolo riservato ai più piccoli. 

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Occhi curiosi e sguardi incantati, davanti alla cura dei tanti particolari che in breve tempo hanno preso vita anche all’interno della costruzione, il cui progetto si deve all’architetto camerte Paola Paoletti. Raccolte di singoli e associazioni, hanno permesso l'accuratezza degli arredi interni e la fornitura di giochi per l’area a verde che si appresta a diventare rigogliosa proprio di fronte alla nuova scuola.

Segnali forti per tutta la collettività da questa pagina nuova, vissuta con particolare entusiasmo da don Marco Gentilucci che ha tenuto duro fino alla fine, superando con coraggio e dedizione ogni attimo di scoramento.

I giorni della provvisorietà e delle difficoltà, lasciano spazio a qualcosa di meraviglioso e inaspettato che è da stimolo per tutti. All’interno dell’edificio, sono stati lasciati volutamente a vista dei particolari in acciaio, a testimoniare gratitudine infinita nei confronti del magnanimo benefattore, il cui gesto nobile resterà sempre impresso in tutta la comunità. E l’immenso grazie ha illuminato tutta la mattinata di festa, contraddistinta dalla soddisfazione di tutti, perché negli oltre 400 metri quadrati della struttura, c’è tutta la voglia di crescita della città, ci sono le aspettative dei genitori e il futuro dei nostri bambini, c’è la professionalità degli educatori e l’impegno di tutti quelli che hanno creduto in un progetto che fa sentire viva tutta la comunità.

Lo stesso dicasi per il progetto di recupero della basilica di San Venanzio, raggiunta poco dopo da ospiti e autorità. Qui l'architetto Paola Paoletti ha illustrato i particolari del restauro  che l'arcivescovo Massara si è augurato possa essere completato secondo i tempi, così da permettere una riapertura della chiesa per il prossimo Natale.

C.C.

san Venanzio

Un tavolo permanente della Ricostruzione, ha riunito questa mattina per la prima volta a Camerino tutti i soggetti coinvolti nel percorso. Vi hanno preso parte enti e istituzioni cittadine, regionali e governative, rappresentate dal sindaco Gianluca Pasqui e dai componenti la giunta, dall’arcivescovo Francesco Massara accompagnato dal direttore dell’ufficio ricostruzione della diocesi  ing. Carlo Morosi, dai prorettori vicario di Unicam Graziano Leoni e alla cooperazione territoriale Andrea Spaterna. Presenti anche il Commissario Straordinario Piero Farabollini, il direttore dell’Usr Cesare Spuri, il sovrintendente arch. Carlo Birrozzi e l’ing. Andrea Crocioni dei Beni Culturali della Regione Marche e l'architetto Paoletti. Obiettivo del summit, trovare decisioni univoche relative alla ricostruzione e magari cercare di trovare condivisione su alcuni passaggi che possano velocizzare e rendere più snelli alcuni percorsi, relativi in particolare alla possibilità d’uscita dalle perimetrazioni degli edifici che circondano piazza Cavour, in modo da dare un concreto segnale di ripartenza e speranza alla popolazione. Gli immobili in questione sono infatti di proprietà dell’ateneo, dell’arcidiocesi e vincolati dalla Sovrintendenza. La richiesta del tavolo è partita dal sindaco Gianluca Pasqui dopo aver trovato condivisione nel prorettore dell’università e nel nuovo arcivescovo. “ Di fronte ad alcuni temi- ha spiegato il sindaco aprendo l’incontro - era già stata maturata l’idea di fare degli incontri; visto che la decisione su certe tematiche che coinvolgono cittadini, diocesi e ateneo, ricade sull’ente locale, ho ritenuto che fosse necessario un forum permanente di lavoro.

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I temi vanno condivisi-ha sottolineato- a partire dall’emergenza che ancora c’è. Non è per campanilismo ma ritengo che Camerino non possa continuare a portare avanti il percorso che c’è stato finora. I numeri del personale che abbiamo a disposizione sono inadeguati a far fronte a tutte le normative e, per quel che concerne il centro storico, occorre puntare il dito per sapere cosa c’è da fare: molti degli immobili sono infatti vincolati, altri sono dichiarati d’ interesse storico culturale. Il tavolo ci permette di prendere delle linee e andare avanti. E’ necessario un focus acceso sulla città che è la luce di un territorio. Il sisma ci ha messi in rianimazione; finora siamo rimasti dritti ma dobbiamo sapere se possiamo tornare in reparto o riuscire ad essere dimessi Per cui, credo che questo tavolo permanente sia obbligatorio e vada calendarizzato mensilmente”. Sull’utilità del tavolo tecnico si è favorevolmente espresso il Commissario Farabollini, ritenendolo tanto più opportuno per una città come Camerino che, per cultura, tradizioni, storia e indotto economico , è da considerarsi punto di riferimento imprescindibile per tutta l’area del cratere.” A me che sono un tecnico è stato chiesto di accelerare e dare impulso alla ricostruzione e posso assicurare il mio impegno in questa direzione. Da parte mia, massima collaborazione nel riuscire a trovare insieme dei percorsi più adeguati , scavando gli aspetti che finora hanno rallentato tutta la macchina. Bisogna velocizzare, valutare lo snellimento e limare gli intoppi della burocrazia, capire come accelerare le procedure. In questo c’è il mio impegno – ha affermato-; lo stesso è stato per i Commissari che mi hanno preceduto che hanno lavorato per trovare delle soluzioni. Adesso occorre trasformare il tutto in azione. C’è da muoversi velocemente e costantemente nel territorio; tenere a mente le specificità delle realtà e prospettare una ricostruzione che dia un senso anche sociale ed economico a queste zone dell’Appennino. Occorre cercare di dare concretezza a questo obiettivo, anche tenendo conto dell’edificato che si andrà a ricostruire e valutando una ricostruzione in sicurezza . Dobbiamo essere consapevoli che c’è da convivere con il sisma e che , visti i cambiamenti climatici in atto, la convivenza deve tener conto dei ragionamenti di prevenzione sismica ed idrogeologica. I tavoli tecnici ci danno l’opportunità di trovare la soluzione migliore e raggiungere obiettivi in maniera efficace ed efficiente. Cercherò di essere presente una volta al mese anche se ho quattro Regioni su cui lavorare e solo in provincia di Macerata ho 38 comuni da seguire. Ma sono anche consapevole che Camerino debba avere qualcosa in più e su questo voglio rassicurare: considero questa città come punto di riferimento per tutto il territorio”. Con l’intervento dell’arcivescovo Massara, si è poi centrata la tematica dell’incontro. Di concerto con l’università di Camerino, l’arcidiocesi si è infatti promotrice nel proporre all’USR qualcosa di concreto che dia una speranza e un segnale di partenza alla gente che non ne può più di restare sospesa.

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Ad illustrare la proposta, nata già tempo addietro per l’interessamento dell’arcivescovo Brugnaro, è stato l’ingegnere Carlo Morosi. L’idea , approcciata anche con il rettore Pettinari e con la Sovrintendenza, teorizza l’ esclusione dalle perimetrazioni del palazzo ducale, della cattedrale, dell’episcopato e del collegio Bongiovanni che è agibile. Si tratta di beni già vincolati e, in quanto tali, già sottoposti a norme particolarmente stringenti quanto ai vincoli di ristrutturazione. “Abbiamo pensato che iniziare i lavori dalla piazza- ha detto Morosi– possa essere un segnale di qualcosa che si sta facendo. Questi palazzi, per l’arcidiocesi sono in realtà anche dei contenitori importanti e potrebbero sopperire alla necessità di stoccaggio delle opere d’arte che ancora oggi vengono ospitate altrove, pagando canoni di affitto. Il piano terra del palazzo arcivescovile, potrebbe essere utilizzato per la riapertura di attività e il Collegio Bongiovanni che non ha riportato alcun danno, potrebbe essere utilizzato per ospitare le maestranze impegnate nei lavori di ricostruzione ”. Non esistendo grossi ostacoli nel tirare fuori questi contenitori dalla perimetrazione, l’ingegnere Morosi ha detto che dare questo tipo di segnale permetterebbe la ripartenza di tre istituzioni, rappresentate da diocesi, università e sovrintendenza. Sulla stessa linea il prorettore vicario Graziano Leoni , secondo il quale riappropriarsi di una parte del centro e trovare un modo tecnico per riuscire a farlo, sarebbe un segnale enorme per tutta la comunità. “ L’ateneo non può vivere senza la città. La città non può vivere senza università e noi non possiamo che dare il nostro concreto contributo per mantenere saldo e alimentare questo rapporto”. Sugli aspetti tecnici della proposta si è espresso il direttore dell’USR Cesare Spuri, puntualizzando il suo intervento con l’affermazione che, pur non sposando l’idea del ridimensionamento del cratere, Camerino, come Visso o Ussita, ha problemi di un diverso ordine di grandezza  E in molti casi le perimetrazioni (che ritardano di 2-3 anni tutta la macchina), si debbono fare per forza”. A proporle sono i comuni e, presenti determinati requisiti, il vicecommissario le approva e poi ci sono i Piani attuativi.  "Camerino soffre di certe problematiche ( ad es. le scarse vie di fuga) e io credo che questi aspetti vadano valutati. L’uscita da una parte o dall’altra dalle perimetrazioni, produce una groviera che va gestita; se stacchi una parte, quel luogo deve dare la garanzia di essere sicurissimo, per cui non si può prescindere dal fare queste valutazioni.  Occorre a mio avviso coniugare gli interventi, le messe in sicurezza da fare, l’accesso a chi deve lavorare nei cantieri. Poi, se alcune parti possono vivere di propria storia, se il palazzo arcivescovile, palazzo ducale o teatro non debbono essere demoliti e possono essere restaurati, va bene. Ma in piazza ci si deve arrivare sicuri. Perimetrare non può significare non avere idea di dove si andrà a finire e credo che i temi delle uscite dalla città e della sicurezza comincino a far scaturire dei ragionamenti. Non butterei via le cose buone che una perimetrazione può portare; è necessario incardinare bene la tempistica di come intervenire". “Se continuiamo a lavorare senza metodo- ha detto il sovrintendente Carlo Birrozzi- non si va avanti. Questo terremoto ha messo in evidenza la fragilità. Dopo due anni voglio capire come si fa la perimetrazione. Non si può continuare a lavorare casa per casa. Bisogna lavorare con un metodo complessivo per tutta la città. Questo terremoto ha messo in evidenza che i problemi delle strutture sono gravi. Sono due anni che stiamo continuando a parlare di perimetrazioni da fare o da non fare. Due anni che parliamo di aria fritta, se fare una perimetrazione casa per casa o su tutta la città nel suo complesso. "Le perimetrazioni non sono obbligatorie e prova ne è che Visso ha deciso di non farle. C’è la facoltà dei sindaci di scegliere questo percorso. – ha detto Cesare Spuri- Chi lo sceglie intende sviluppare dei temi su una scala più ampia. Il senso della perimetrazione è che mette tutti nella condizione di fare un passo indietro e un passo in avanti nella sicurezza”. La domanda continua del sindaco Pasqui è stata quella di essere aiutato a capire dell’opportunità o meno e dei rischi che potrebbe comportare l’uscita dalle perimetrazioni di una parte della città, convinto della scelta di responsabilità che è chiamato a fare soprattutto pensando alle generazioni future: “ Si tratta di una decisione epocale che non può essere liquidata così semplicemente”. Il sindaco è tornato a chiedere più personale per poter adeguatamente adempiere a tutti gli obblighi di legge" Avevo chiesto 20 unità; ne hanno autorizzate 15 e alla fine al comune ne hanno concesse 12". In alternativa Pasqui ha anche prospettato al Commissario Farabollini, per la parte amministrativa dell'ente, l'utilizzo del personale di Polizia penitenziaria che era nella casa circondariale di Camerino e che da due anni è stato assegnato a diverse realtà. Sembra che comunque da parte del Commissario e del Direttore USR vi sia la disponibilità ad approfondire l'aspetto. 

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A conclusione del primo tavolo permanente, tutti hanno convenuto sulla necessità di approfondire meglio la questione, anche attraverso  un successivo incontro con i tecnici dell’università, al fine di valutare la possibilità di un modello misto che possa essere enucleato dalla situazione di perimetrazione complessiva della città. “ Se collaboriamo insieme- ha concluso l’arcivescovo- sono sicuro che riusciremo a trovare un punto d’incontro”.

Carla Campetella

Pieno di emozioni e partecipazione nel corso della cerimonia per il conferimento della cittadinanza  onoraria della Città di Camerino alle istituzioni che hanno operato sul territorio nei difficili mesi del post-sisma. A due anni dal terremoto che ha sconvolto la vita di tutti, l'amministrazione comunale ha voluto sottolineare la gratitudine a chi si è adoperato con il cuore per alleviare le sofferenze della comunità. Aperta dall'inno d'Italia suonato dalla Banda Città di Camerino e introdotta dai saluti delle autorià ,la cerimonia è proseguita con il conferimento della cittadinanza onoraria a  12 nominativi , tra forze dell'ordine, enti e associazioni. Nello  specifico hanno ricevuto il riconoscimento il Capo del Dipartimento nazionale della Protezione Civile, Dott. Angelo Borrelli; il Colonello Ascenzo Tocci, per l'Esercito Italiano; il Questore di Macerata Dott. Antonio Pignataro per la Polizia di Stato; il Comandante della Legione Carabinieri "Marche" Generale di Brigata Fernando Nazzaro, per l'Arma dei Carabinieri; il Comandante Regionale Marche Generale di Brigata Fabrizio Toscano per la Guardia di Finanza, il Provveditore regionale dell'Amministrazione Penitenziaria per Emilia Romagna e Marche dott.ssa Gloria Manzelli,  per il Corpo di Polizia Penitenziaria; il Direttore regionale dei VVF Dott. Ing. Antonio La Malfa per il Corpo nazionale dei Vigili del fuoco,  la Consigliere Nazionale Dott.ssa Paola Fioroni per la Croce Rossa Italiana; l'Ispettore Regionale Generale di Brigata Tito Baldo Honorati per l'Associazione Nazionale Carabinieri; il Vicepresidente Vicario Alfonso Ercole per l'Associazione Nazionale Alpini, il tesoriere Israel De Vito per la Confederazione Nazionale delle Misericordie d'Italia,la responsabile regionale Agesci Stefania Scuri per  l' Associazione Guide e Scouts Cattolici Italiani.

" Il 2016, ha segnato per noi il tempo dei numeri terribili- ha esordito il sindaco Gianluca Pasqui- :un minimo di dieci anni sarà necessario per la ricostruzione;  311 le soluzioni abitative di emergenza; migliaia di sfollati; decine di migliaia di metri quadrati di strutture rese inagibili; centinaia di migliaia di euro stanziatiper il Cas; milioni di euro  saranno necessari alla ricostruzione. Numeri impietosi,  che fanno venire i brividi-  ha continuato il sindaco-.   Numeri che potrei continuare ad elencare, ma oggi è di lettere che voglio parlare . Dalla a di Agesi all v di Vigili del Fuoco, sono quelle  persone che vogliamo ringraziare". Un ringraziamento che come ha annunciato il sindaco, resterà per sempre come segno indelebile anche nella piazza della nuova area commerciale, grazie ad un'opera che verrà realizzata dall'artista Nazzarenno Rocchetti. L'opera, ispirata alle mani che si sono messe all'opera per aiutare la popolazione, verrà installata in prossimità del grande spazio che ricalca in forma e dimensione la piazza Cavour del centro storico. " Ognuno di noi - ha proseguito il sindaco- ha potuto apprezzare di quanto e di cosa sono stati capaci le donne e gli uomini che indossano queste divise; hanno portato solidarietà, aiuto e competenze in una città che, all'indomani del sisma, era letteralmente in ginocchio, ferita  ma fortunatamente ancora viva. Oggi è una giornata di festa; talvolta sottovalutiamo che siamo stati colpiti da una catastrofe ma siamo ancora tutti vivi. Oggi è per noi una giornata di festa ma non posso non dedicare un pensiero a quelle comunità che hanno perso vite umane ".  Spiegando poi il significato della cerimonia, il primo cittadino ha inteso evidenziare  il segno di gratitudine verso chi ha teso la mano alla città, portando un calore umano che mai sarà dimenticato; un segno tangibile di conforto nell'alleviare le sofferenze e una spinta a credere nel futuro. " Il terremoto è stato un dramma che ci ha tolto tanto e tutto in termini di certezze e sicurezze, ma ci ha fatto trovare un dono meraviglioso: la solidarietà di cui questo paese è capace. Al di là del servizio che ognuno è stato chiamato a svolgere, abbiamo visto in ognuno tanta umanità; una rara umanità che più di ogni altra cosa,  non ci ha fatto perdere la speranza. Per questo abbiamo simbolicamente deciso di donare loro quello che oggi abbiamo di più caro: l'appartenenza a questa città. I dodici nominativi che raggruppano forze. dell'ordine, istituzioni e associazioni di volontariato, hanno condiviso con noi la sofferenza, la voglia di ricominciare e ripartire, donandosi a noi completamente e.senza tenere conto di festività, domeniche, impegni e ferie. A tutti il nostro grazie perché siete stati meravigliosi. Siete stati camerti. Vi doniamo l'appartenenza a questa città che é quanto di più caro abbiamo oggi".

in piedi premiati

A seguire i saluti del Comandante Divisione Ammiraglio Alberto Bianchi, intervenuto in rappresentanza dell'Esercito e del Ministero della difesa, del prefetto di Macerata Jolanda Rolli, dell'arcivescovo Francesco Massara, dell'assessore regionale Angelo Sciapichetti, del rettore dell'università di Camerino Claudio Pettinari.  "La memoria ci aiuta ad andare avanti-  ha detto l'arcivescovo Francesco Massara  - Dai momenti difficili è scaturita solidarietà e tutti voi avete dato una speranza. Quella speranza e quell'aiuto che è stato dato nei tragici momenti  due anni fa, sono proseguiti  nell'arco dei due anni e continuano ancora;  forze dell'ordine, istituzioni e associazioni le ritroviamo ogni giorno sulle strade, negli uffici e nel quotidiano.Ognuno di loro va ringraziato per il grande servizio che svolge a favore della comunità. Ognuno di noi è come la tessera di un mosaico; ognuno nella comunità ha un suo ruolo e una sua importanza: un mosaico non è bello se manca qualche tessera. Le istituzioni tutte nel quotidiano debbono lavorare insieme. Solo se lavoriamo tutti insieme possiamo dare una speranza di ricostruzione.  Non basta ricostruire le case ma occorre contrastare con ogni mezzo  l'abbandono:  è necessario dare opportunità di ripresa alla gente, una speranza ai giovani, alle attività produttive. Se lavoriamo in sinergia  - ha sottolineato  Massara- credo che potremo riuscire a dare una speranza concreta.  Nel darvi la cittadinanza, il riconoscimento è da parte delle autorità e da parte di tutta la città. Anche la diocesi ringrazia per questa bella testimonianza che l' operato delle persone qui presenti ha offerto a tutta l'Italia, di come nei momenti difficili vi sia la possibilità di rialzarsi, di come  se lavoriamo insieme, può uscirne qualcosa di buono. L'augurio che faccio è che, sia come Chiesa che come istituzioni, si possa camminare insieme  Camminiamo insieme verso un unico obiettivo quello di far rinascere la speranza per la nostra gente. Che quella di oggi possa essere davvero l'occasione per unirci insieme per raggiungere l'obiettivo".

arcivescovoMassar

Ringraziando il sindaco per la risposta data alla popolazione studentesca, considerata come comunità di Camerino, il rettore Claudio Pettinari, ha voluto sottolineare l'importanza del ricostruire i rapporti tra le persone. " Nei momenti di smarrimento che abbiamo vissuto le persone che oggi vengono premiate per il loro aiuto ci hanno indicato la strada e il giusto cammino. Questa è la vera Italia che funziona,che dà risposte e che ci garantisce che ci sarà sempre un futuro domani. Nel ringraziare da parte della comunità universitaria che oggi si sente completamente cittadina di Camerino- ha aggiunto il rettore-  il mio ringraziamento va a tutte queste persone. In questi due anni io mi sono sentito come ognuno di loro. Abbiamo bisogno di persone come loro che si danno e che continueranno a darsi negli anni a venire e sarà un piacere lavorare  insieme per un futuro migliore". 

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Si è detto orgoglioso del riconoscimento concesso  al servizio nazionale di Protezione civile  il Capo Dipartimento Angelo Borrelli. " L'operato dei nostri uomini e donne- ha detto-  nasce per dare risposta alla domanda: fate presto. Nel nostro lavoro, ognuno per la propria parte, noi ci adoperiamo affinchè quanto prima siano date risposte. Il riconoscimento di oggi lo prendo come un segno d'incoraggiamento anche  per quella che sarà la seconda fase delle emergenze". Non sono mancati riferimenti a come sarà possibile migliorare l'impianto per riuscire a dare risposte più celermente: "C'è bisogno di norme più snelle, un'organizzazione che sia in grado di rispondere alle esigenze dei territori. Vorrei che tutti quanti avessero la forza di rispondere subito e di non risparmiarsi neanche un istante". Infine un sentito ringraziamento ai Volontari di Protezione Civile: "quando li vedete per strada con la loro divisa, sappiate che ogni giorno della loro vita stanno facendo qualcosa per tutti noi;  qualcosa per la quale come unica ricompensa hanno quella di portare solievo e aiuto a chi ha bisogno".  A nome dell'Esercito Italiano  ha quindi ritirato il riconoscimento il Colonello Ascenzo Tocci; il questore di Macerata Antonio Pignataro intervenuto per  l'onorificenza e le chiavi a nome della Polizia di Stato, ha definito il  premio " un alimento; serve per darci energia per fare meglio il nostro lavoro, soprattutto,  per stare vicino alla gente con grande professionalità, senso dello Stato, in modo tale da assicurare sempre una giustizia, sempre la sicurezza, perchè ogni uomo possa vivere la propria vita con dignità". Per o. " Siamo Onorati per la concessione di un riconoscimento che è per noi di grande valore perchè testimonia l'affetto e la fiducia che i cittadini nutrono nell'Arma dei Carabinieri"- ha detto il Generale di Brigata  Fernando Nazzaro-  "E' una gratificazione ma rappresenta per noi l'impegno a continuare ad operare con sempre maggiore determinazione a favore della comunità.  L Arma è presente a Camerino dal 1861e,  in 157 anni, siamo sempre stati  vicini ai cittadini camerti. Anche noi purtroppo abbiamo subito danni; a tutt'oggi i nostri militari operano in condizioni disagiate  ma nonostante tutto sono determinati ad essere al vostro fianco per offrirvi un servizio di prossimità, solidarietà, vicinanza e speranza nel futuro". Sulla stessa linea l'intervento del Generale di Brigata Fabrizio Toscano che ha ritirato il riconoscimento a nome della Guardia di Finanza, evidenziando la forza del rapporto di vicinanza del corpo con le istituzioni e con la comunità. " Un premio che attesta lo sforzo di chi vi sta vicino e che ci dà la forza per esserlo ancora di più e sempre a favore della comunità. La chiave - ha detto Toscano-   la depositerò nel Comando della Tenenza di Camerino perchè a loro io voglio esternare il mio personale ringraziamento per il servizio che hanno svolto". Ha voluto rappresentare in particolare il personale di Polizia penitenziaria di Camerino, la dott.ssa Gloria Manzelli: " Quella notte del 26 ottobre 2016- ha ricordato-   hanno vissuto una situazione d'emergenza terribile e forte. Si sono trovati a fronteggiare un qualcosa di drammatico e difficile . Hanno anche perso la sede di lavoro e non sappiamo come amministrazione quale sarà la strada da percorrere. Dedico innanzitutto a loro questo riconoscimento perché hanno scritto una bella pagina del corpo di polizia penitenziaria". Nel ricevere il riconoscimento per il Corpo nazionale del Vigili del Fuoco direttore nazionale  dott. ing. Antonio  La Malfa. " Vedere un'assegnazione formale da parte della cittadinanza, è per noi il più tangibile segno; è un riconoscimento che ci deve onorare tutti. Significa che lo Stato c'è. Noi ci siamo stati e non è stato facile:  vedere le perosne sotto le macerie, intervenire in un contesto emergenziale così vasto e difficoltoso, ha messo a dura prova anche noi che siamo abituati ad agire nelle fasi più delicate.  Ma sono stati gli stesi cittadini a spronarci sempre di più e ad avere sempre maggiore fiducia per quello che eravamo chiamati a fare". 

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Per la Croce Rossa Italiana   la consigliera nazionale  Paola Fioroni." Essere membri di questa comunità è un'emozione grande e lo dico  anche a nome del presidente Rocca. I nostri 162 mila uomini e donne.hanno lavorato con solidarietà, coraggio e aggiungerei anche passione. Sono le note che ci contraddistinguono da sempre.  Ricevo l'onorificenza anche a nome e per conto del comitato della CRI Camerino che non ha mai fatto mancare il suo prezioso apporto di donne e uomini. Non lasceremo mai sola la comunità camerte; attualmente abbiamo tanti progetti da portare avanti;  verso gli anziani con la costruzione della struttura di Casa Amica, a favore dei giovani con gli alloggi per gli studenti universitari  Dobbiamo ricostruire una comunità dobbiamo ricostruire una umanità colpita" La dott.ssa Fioroni ha voluto anche ricordare il  progetto "Adotta un comune cardioprotetto"  che prevede l'installazione di  colonnine dotate di DAE ( Defibrillatore semiautomatico Esterno)in luoghi di accesso pubblico  e la formazione dei cittadini come e secutori, per sostenere la resilienza delle comunità. Soddisfazione e coronamento di una vita svolta a servizio della Patria dal Gen.Tito Baldo Honorati intervenuto in rappresentanza dell'Associazione nazionale Carabinieri.  "Ce ne andremo solo quando non ci saranno più segni di difficoltà" - ha commentato il Vice presidente vicario dell'Assocuiazione Nazionale Alpini Alfonso Ercole che ha definito l'occasione del riconoscimento altamente educativa: " Dice a tutti che per chi ha voglia di fare, lo spazio c'è; venite avanti perchè chi soffre ne ha veramente bisogno".  " Un premio per tutte le 750 Misericordie d'Italia sparse tra nord e sud- ha detto il tesoriere Israel De Vito- Le comunità debbono rinascere iin tutte le loro esigenze e i loro bisogni.  Per questa emergenza - ha aggiunto- noi  abbiamo sperimentato un nuovo modo di stare accanto alle comunità . Grazie alla sinergia tra pubblico e privato siamo riusciti a ridare speranza alle comunità del Centro Italia, con la costruzione di  5 scuole, una palestra, un laboratorio. Sempre mettendoci insieme in una collaborazione corale, grazie a 17 grandi finaziatori, abbiamo costruito opere per più di tre milioni e mezzo di euro"" Infine, per l'Associazione Guide Scout Cattolici Italiani AGESCI ha ritirato la chiave il Capogruppo del Camerino 1 Stefania Scuri : "Estote parati.il nostro motto. La nostra associazione  sia nel 1997 sia nel 2016 ha sperimentato il suo essere sempre pronti a rimboccarsi le maniche. Abbiamo perso la nostra sede ma non ci siamo mai fermati; abbiamo continuato da sotto una tenda per portare il nostro supporto manuale e di conforto con ogni mezzo alle comunità. ". Sigla finale prima di dedicare l'ultimo momento ai dipendenti di tutti del comune di Camerino  " Dentro questa musica" l'inno della città di Camerino, eseguito per la prima volta nel 2013 al teatro Filippo Marchetti ha poi introdotto il dovuto riconoscimento a tutti i dipendenti dei vari uffici del comune di Camerino,; due anni di lavoro incessante e dalle proporzioni vastissime, svolto con tanta abnegazione, grande senso del dovere e attaccamento alla comunità. 

Carla Campetella

Foto sotto : il riconoscimento ai dipendenti del comune di Camerino

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