Primo passo in avanti per la proposta di legge a salvaguardia del tribunale di Camerino che era stata depositata dal vice presidente del Consiglio regionale Gianluca Pasqui.
E’ stata portata in Commissione Affari Istituzionali, presieduta dal consigliere Renzo Marinelli.

“Per il momento - dice Marinelli - è stata approvata in Commissione. Riguarda la possibilità di riaprire il Tribunale di Camerino. Contiene un accordo per il quale la Regione si farebbe carico di alcuni costi come quelli della manutenzione e della custodia della struttura. E’ passata all’unanimità e tra circa venti giorni dovrebbe passare in consiglio regionale.

Dopo questo passaggio la proposta arriverà alla Camera. Ci abbiamo lavorato per diverse sedute - spiega - perchè l’intento era quello di avere l’unanimità affinchè si potesse ottenere un atto più pesante da presentare al Parlamento.

Ci siamo riusciti - dice - e l’augurio è che, una volta approvata in consiglio regionale, le Camere la prendano in considerazione e si possa riaprire il tribunale di Camerino. Si tratta di un punto di riferimento per il territorio: un segno di rinascita e volontà di ripartire da parte di questi luoghi. Coinvolgere tutte le forze politiche significa che tutti riconoscono il peso della questione a livello territoriale. Ma è sicuramente un valore aggiunto per quando sarà portata alle Camere”.

GS
Una serie di incontri con amministratori, autorità, imprenditori e con altre realtà del territorio marchigiano. E’ quella che da sabato sarà avviata dal Vicepresidente del Consiglio regionale, Gianluca Pasqui, per approfondire la conoscenza  delle diverse problematiche in essere, delle peculiarità che caratterizzano gli stessi territori e delle esigenze emergenti. 

Gli incontri  – evidenzia - sono fondamentali per lavorare in sinergia con le amministrazioni locali. Un confronto costante consente di pianificare azioni concrete ed efficaci. Fondamentale, in questo momento particolarmente complesso a causa dell’emergenza pandemica, capire anche le difficoltà del tessuto produttivo della nostra regione e gli interventi da mettere in atto per un adeguato sostegno e per nuove prospettive future".

Il primo appuntamento fissato in calendario dal Vicepresidente è per sabato 13 febbraio a Serravalle di Chienti. "Non è una scelta casuale. Ho deciso di iniziare da  questo  Comune - spiega Pasqui - perché per me si tratta di un luogo dal grande valore simbolico e affettivo per diversi motivi. E proprio qui ho iniziato tanti anni fa il mio impegno politico”.
E' stata depositata ieri la proposta di legge regionale che mira al ripristino del Tribunale di Camerino.
Promossa dal vice presidente del Consiglio regionale delle Marche, Gianluca Pasqui, e sottoscritta dai consiglieri regionali Jessica Marcozzi, Dino Latini e Giacomo Rossi .Oggetto della Pdl "Modifiche al decreto legislativo 7 settembre 2012, n. 155  recante nuova organizzazione dei tribunali ordinari e degli uffici del pubblico ministero, a norma dell’articolo 1, comma 2, della legge 14 settembre 2011, n. 148"al decreto legislativo 7 settembre 2012, n. 155  recante nuova organizzazione dei tribunali ordinari e degli uffici del Pubblico Ministero, a norma dell’articolo 1, comma 2, della legge 14 settembre 2011, n. 148
Il documento è stato redatto con la fondamentale collaborazione dell'avvocato camerte Corrado Zucconi che ne ha curato tutti gli aspetti giuridici e normativi. A darne notizia  è lo stesso vice presidente della Regione marche Gianluca Pasqui con un comunicato nel quale viene ricordato come la riforma del 2012 abbia avuto come conseguenza fondamentale la soppressione di sedi di tribunale e delle relative procure della Repubblica, nell’ottica del contenimento della spesa pubblica e della stabilizzazione finanziaria e di una miglior organizzazione della distribuzione sul territorio degli uffici giudiziari.
In evidenza il fatto che "già al momento della sua entrata in vigore e poi con le prime avvisaglie dei suoi effetti, la riforma non era apparsa indolore, poiché era palese che sguarnendo i territori di questi importanti presidi di giustizia e del relativo apparato amministrativo si andava ad impoverire tutto un contesto, sociale, economico e civile, isolando ancora di più i cittadini delle zone più periferiche, con speciale riguardo alle aree interne, che già soffrono da tempo lo spopolamento conseguente alle difficoltà legate alla crisi economica. Nelle Marche fu soppresso il Tribunale circondariale di Camerino con relativa Procura della Repubblica, senza tener conto della presenza di una antica Università con Facoltà di Giurisprudenza. La concentrazione del “servizio giustizia” solo presso i tribunali delle città capoluogo di Provincia,  eliminando i tribunali delle zone interne- ricorda la nota-  ha reso estremamente gravoso l’accesso alla giustizia, anche a causa delle estensioni territoriali dei circondari giudiziari, nonché delle difficili condizioni orografiche, logistiche e infrastrutturali, senza tra l’altro produrre né una minore spesa, né l’accelerazione dei procedimenti giudiziari né una miglior resa qualitativa o quantitativa della macchina giudiziaria, con la presenta proposta di legge alle Camere si vuole innovare il sistema delineato dal decreto legislativo 155/2012, attribuendo un ruolo attivo e propositivo alle Regioni stesse. Nel caso del circondario di Camerino si sono aggiunte, oltre all’impoverimento della Facoltà di Giurisprudenza, anche le difficoltà causate dal terremoto del 2016 per cui il ripristino del servizio giustizia nell’entroterra ricreerebbe pure economia e posti di lavoro.
In particolare, con l’articolo 1, che introduce l’articolo 8 bis, si prevede che le Regioni interessate possono richiedere al Ministro della Giustizia che, sulla base di apposite convezioni, sia stabilito il ripristino della funzione giudiziaria, nelle rispettive sedi, dei tribunali circondariali e delle Procure della Repubblica soppressi dall’articolo 1 dello stesso d. lgs. 155/2102.

Il ripristino del tribunale di Camerino sarebbe un passaggio fondamentale per la rinascita del territorio
dell'entroterra e, per questo, l'auspicio di Pasqui è che la proposta di legge possa trovare favorevole
accoglimento dal Consiglio regionale delle  Marche.
    c.c.
                                                                             






Sarà presentata nelle prossime ore al Consiglio Regionale una proposta di legge per la riattivazione del tribunale di Camerino. A renderlo noto il vice presidente del Consiglio regionale, già sindaco della città ducale, Gianluca Pasqui, primo firmatario della proposta di legge insieme ai consiglieri Marcozzi, Latini, Rossi.

"Apprendo dalla stampa che l'amministrazione comunale di Camerino è intenzionata a presentare una proposta di legge al Consiglio regionale delle Marche per il ripristino del tribunale nella città ducale - dichiara Pasqui - Mi pare opportuno far presente che, in realtà, la proposta di legge è già pronta e sarà presentata nelle prossime ore. Fin  dallo scorso mese di novembre, infatti, insieme all'avvocato Corrado Zucconi abbiamo lavorato proprio per una proposta di legge da presentare al consiglio regionale delle Marche per riportare il tribunale a Camerino. L'avvocato Zucconi, oltre ad essere un grande esperto di diritto, ha seguito tutta la storia relativa al tribunale e la sua evoluzione fino alla soppressione. Il sottoscritto prima da vicesindaco, poi da sindaco e oggi da consigliere regionale ha sempre seguito con la massima attenzione le vicende relative al tribunale e ne conosce nel dettaglio ogni passaggio, essendo stato anche fra i promotori del comitato "Riapriamo i tribunali".
Lo ripeto ancora una volta, ormai come un appello tanto accorato quanto inascoltato: resto sempre e comunque a disposizione dell'amministrazione comunale della mia città e delle Marche per collaborare insieme per il bene comune, ma non sono disposto a fare gare mediatiche che i cittadini faticano a comprendere".
“Ripristinare l’ambulatorio di pediatria a Camerino”: È quanto chiede il vice presidente del Consiglio Regionale delle Marche, Gianluca Pasqui, al governatore Francesco Acquaroli, all'assessore regionale alla Sanità Filippo Saltamartini, alla presidente della IV Commissione Sanità regionale Elena Leonardi e alla direttrice generale dell'Asur Marche Nadia Storti.

“Con la presente – scrive nella missiva -, sono nuovamente a portare alla vostra attenzione la questione relativa al fatto che la città di Camerino, ormai da diverse settimane, ha momentaneamente dovuto fare a meno del proprio ambulatorio di riferimento per la Pediatria.

Si tratta di una situazione che sta creando innumerevoli disagi alle famiglie con bambini piccoli, costrette a spostarsi in un altro Comune per poter sottoporre i propri figli a una visita pediatrica. Il tutto, reso ancora più complicato dalle nevicate di questi giorni.
Tutto ciò è inaccettabile – denuncia - , anche perchè stiamo parlando della città di riferimento del territorio in cui insiste il numero maggiore di bambini in età pediatrica.
Prima di Natale, avevo ricevuto ampie rassicurazioni da parte della dottoressa Storti sul fatto che i primi di gennaio sarebbe stato ripristinato l'ambulatorio almeno una volta alla settimana e dal 9 febbraio la situazione sarebbe tornata alla normalità preesistente.
Di ciò, mi ero fatto latore agli organi di stampa, allo scopo di tranquillizzare i genitori che giustamente lamentavano i tanti disagi.
Ad oggi – conclude - , credo che "i primi di gennaio siano stati ampiamente superati e ancora nulla è stato fatto in concreto per riportare l'ambulatorio a Camerino”.




GS
La diversità di trattamento sul Cas per i terremotati che hanno acquistato casa prima o dopo novembre 2019 è al centro di una missiva che il vice presidente del Consiglio regionale delle Marche, Gianluca Pasqui, ha inviato all'assessore regionale alla Ricostruzione Guido Castelli.

Una lettera in cui Pasqui chiede l’intervento dell’assessore “per porre rimedio alla assurda e discriminatoria situazione – dice - che si trovano ad attraversare tanti terremotati, vittime del sisma del 2016.

Si tratta di una questione nota relativa al Contributo di autonoma sistemazione e all'ordinanza 670 secondo la quale chi prima del novembre 2019, data di entrata in vigore di una ordinanza successiva a quella emanata dopo il terremoto del 2016, ha acquistato una casa nel Comune di residenza perde il diritto al contributo. Chi, invece, ha acquistato una casa dopo l'emanazione dell'ordinanza 614 del novembre 2019 ha diritto a ricevere un contributo forfettario pari a tre anni di Cas.

Appare fin troppo evidente – aggiunge Pasqui - che si sia andati a penalizzare chi, non volendosi allontanare dal proprio territorio, aveva deciso di acquistare una nuova casa facendo affidamento sul Cas per coprire le spese del mutuo, oltretutto in un periodo di grave crisi economica e sociale causata dalla pandemia.

La disparità che si è venuta a creare è evidente e, secondo me, viola palesemente il principio di uguaglianza sancito dall'articolo 3 della Costituzione. Pur trovandosi nella medesima situazione, cioè quella di aver provveduto autonomamente ad una nuova sistemazione, i terremotati vengono ad essere trattati in maniera differente per il solo fatto di aver agito prima o dopo l’entrata in vigore dell’ordinanza n. 614/2019.

Altra assurdità – prosegue - è il caso di chi ha acquistato casa, non per andarci ad abitare, ma per darla in locazione o comodato. Questi soggetti, oltre a conservare il Cas, possono percepire pure il canone di locazione.

Il discrimine da prendere a riferimento per riconoscere o meno il contributo forfettario non può essere il 18 novembre 2019, data di entrata in vigore dell’ordinanza, bensì il 26 ottobre 2016 cioè la data dell’evento catastrofico che ha provocato la perdita della casa”.

Per questo motivo il vice presidente del Consiglio regionale invita l'assessore Castelli a farsi carico del caso, di fronte gli organi competenti, per porre rimedio alla questione.

GS

Programma straordinario della ricostruzione: nella serata di ieri si è svolta la riunione con i Capigruppo, aperta anche alla minoranza, per discutere sulla proposta di Programma. Il sindaco Sborgia ha aperto l’incontro a tutti i consiglieri, in modo da avere la massima condivisione su un tema fondamentale per la città ducale. Il primo cittadino camerte ha spiegato: "Proseguiamo con l’iter che porterà all’approvazione di questo fondamentale documento. Abbiamo illustrato la proposta e non ci sono state richieste avanzate da parte della minoranza. Domani sarà la volta di una seconda assemblea pubblica con la cittadinanza per rispondere alle domande dei cittadini e illustrare le eventuali integrazioni. Questo è un momento importantissimo per la città: non possiamo rimandare ancora, la ricostruzione deve partire. I cittadini aspettano da tanto tempo questo momento, sono passati quattro anni. Bisogna agire, senza fretta ma senza ulteriori indugi".

Intanto il gruppo consiliare Radici al Futuro ha fatto sapere, con una nota, di aver avanzato una richiesta di convocazione di un consiglio comunale aperto per discutere del PSR. "Un atto dovuto - si legge nella nota del gruppo - dopo che delle nostre richieste fatte all'amministrazione comunale è stata accolta solamente quella relativa alla data di svolgimento della riunione dei capigruppo. Riteniamo imprescindibile lo spostamento della data ultima di presentazione delle osservazioni al PSR al 10 gennaio prossimo e, soprattutto per garantire un corretto iter procedurale, che il consiglio comunale in cui lo stesso PSR verrà varato sia preceduto da una seduta aperta.  Infatti, la Parte Seconda, Capitolo 8 delle Linee Guida allegate all’Ordinanza 107 recita: 'La  partecipazione dei cittadini  all'attività amministrativa deve essere garantita anche nelle forme dell'udienza pubblica, prima delle scelte di particolare impatto urbanistico, sociale, economico'. Avendo appreso nel corso della riunione dei capigruppo che sono già arrivate diverse osservazioni al PSR e che la seduta del consiglio comunale inizialmente prevista per il 23 dicembre 2020 sarà presumibilmente spostata al 29 dicembre 2020, riteniamo ci sia una congrua tempistica per la convocazione di una assise aperta che garantisca il rispetto dell'ordinanza commissariale sopra citata".

Domani una nuova assemblea pubblica, rivolta a tutta la cittadinanza, sempre in modalità on-line, sul canale Youtube del Comune di Camerino. Saranno presentate le risposte alle osservazioni arrivate proprio dai cittadini.

red.


Quaranta milioni per i terremotati. È per questo emendamento che i consiglieri regionali di Forza Italia, Jessica Marcozzi e Gianluca Pasqui, si complimentano con il vicepresidente del partito di Belrusconi alla Camera, Simone Baldelli.
“Forza Italia – scrivono - ancora una volta al fianco dei terremotati. Non a parole ma con i fatti. Accogliamo con enorme soddisfazione l'ennesima iniziativa del nostro vicepresidente FI alla Camera, Simone Baldelli che ancora una volta, con un emendamento a sua prima firma, è riuscito a far stanziare 40 milioni di risparmi di Montecitorio per le zone colpite dal sisma. Il suo emendamento – spiegano - , sottoscritto da tutti i gruppi parlamentari e dai questori della Camera, è stato approvato.
Sappiamo bene che Baldelli e Forza Italia sono da sempre vicini ai terremotati. Basti ricordare che negli ultimi 4 anni, grazie alle sue iniziative parlamentari, per le zone colpite dal sisma sono stati stanziati ben 352 milioni. Questa è la politica del fare che da sempre ci contraddistingue, a tutti i livelli, e che vede nell'onorevole Baldelli il suo chiaro esempio. A lui il nostro ringraziamento, personale e in qualità di rappresentanti di un Partito che vuole essere sempre più punto di riferimento per i cittadini, in particolare per le zone del territorio marchigiano colpite dal sisma. Ringraziamo anche tutte le forze politiche che hanno sottoscritto l'emendamento, i questori della Camera e l'Ufficio di Presidenza della Camera che ha permesso questi risparmi”.

GS
Dopo la presentazione via web del Piano Straordinario per la Ricostruzione di Camerino, il gruppo di minoranza Radici al futuro chiede di “allungare i tempi concessi alla cittadinanza per far pervenire eventuali osservazioni alla proposta di PSR”.

Secondo la minoranza, infatti, “otto giorni sono un termine temporale troppo ristretto, considerando i delicati argomenti anche di natura privatistica che interessano determinate scelte e pianificazioni (ad esempio: demolizioni e delocalizzazioni).

Per questo – scrive il capogruppo Gianluca Pasqui - , chiediamo, nell’interesse dei cittadini, di prorogare tale termine al 10 gennaio prossimo e di convocare il Consiglio Comunale non appena evase tutte le osservazioni pervenute, in modo tale da poter approvare uno strumento il quanto più possibile condiviso con la cittadinanza”.

Nella nota inviata al primo cittadino, la minoranza fa riferimento anche alla convocazione della riunione dei capigruppo per discutere del Programma Straordinario della Ricostruzione.

“Malgrado il gruppo consiliare Radici al Futuro sia venuto a conoscenza ufficialmente dei contenuti del PSR solamente sabato scorso 5 dicembre – si legge - , ho risposto senza indugio positivamente alla richiesta del sindaco. Considerata l’importanza dell’argomento, all’incontro parteciperanno, insieme al sottoscritto, anche gli altri componenti del gruppo consiliare “Radici al Futuro”. Auspico – conclude Pasqui -  che l’invito a partecipare venga esteso a tutti i componenti dell’assise consiliare”.

GS

Gestione e utilizzo dell’Accademia della Musica al centro del dibattito in consiglio comunale a Camerino.

Il gruppo consiliare Radici al Futuro composto da Antonella Nalli, Roberto Lucarelli, Stefano Falcioni e Gianluca Pasqui hanno infatti espresso il voto contrario al regolamento per la gestione e l'utilizzo temporaneo dell'auditorium dell'Accademia della Musica, la struttura realizzata dalla Fondazione Bocelli.
“Le nostre perplessità – scrive il gruppo in una nota - in merito a come il Comune ha in mente di gestire e sfruttare Auditorium e sale di registrazione sono molteplici, a partire dai canoni di affitto richiesti che, se da una parte è certamente vero che vengono incontro ai residenti, dall'altra sembrano disincentivarne l'utilizzo da parte di artisti di fama che a quelle cifre non avrebbero alcun interesse nell'arrivare a Camerino, con tutte le ricadute benefiche a livello economico e d'immagine che la città potrebbe ricavarne.
Il rischio concreto – spiegano i consiglieri di minoranza - è che la struttura, con una dotazione tecnologica che la pone probabilmente all'avanguardia nazionale, non venga sfruttata per le potenzialità che realmente offre e rischi di restare una cattedrale nel deserto. Il sindaco si è giustificato dicendo che i canoni sono stati determinati dalla Fondazione Bocelli: ci piacerebbe averne una traccia o una conferma scritta.
Altra questione, fra le tante, di indubbia rilevanza è quella relativa alla gestione della struttura da parte dell'associazione Adesso Musica che rischia di essere non una gestione effettiva ma solamente di facciata. Tutti i canoni di affitto, infatti, saranno incassati dal Comune che corrisponderà all'associazione Adesso Musica un massimo di 10mila euro l'anno dietro adeguata rendicontazione. Ci si rende facilmente conto – scrive il gruppo - che si tratta di una cifra irrisoria e anche sotto certi aspetti umiliante per il sodalizio che ha avuto il merito di intessere quei rapporti grazie ai quali oggi Camerino è dotata di una struttura come l'Accademia della Musica.
Il nostro timore – concludono i quattro consiglieri - è quello di trovarci di fronte a un regolamento penalizzante e inadeguato che non poteva trovare il nostro voto favorevole”.


Radici al futuro accusa infatti l’amministrazione Sborgia di pensare alla cultura come elitaria: “Per noi, invece, - termina la nota - la cultura è e deve rimanere un patrimonio popolare al quale chiunque possa attingere per la crescita propria e della comunità cui appartiene”.

GS

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