Dopo l’edizione 2021, svoltasi eccezionalmente in forma di Festival nel rispetto delle normative vigenti, si rinnova l’appuntamento con la rievocazione storica Castrum Sarnani ... il medioevo che ritorna, con una XIV edizione all’insegna della ripartenza e incentrata sul tema “Intra Moenia”, ovvero sulle testimonianze dei suoi abitanti, i cittadini che, a partire dalla  seconda metà del duecento, iniziano a vivere “all’interno delle mura” e che danno vita agli edifici del centro storico e al patrimonio artistico in esso contenuto: anzitutto la Chiesa di Santa Maria di Piazza Alta chiamata, appunto, “intra moenia”. Il progetto, nato nel 2008 a Sarnano da una iniziativa dell’Associazione Tamburini del Serafino, tornerà dopo due anni di assenza a far rivivere i vicoli dell’affascinante borgo di Sarnano.

La manifestazione con il patrocinio e contributo del Ministero della Cultura, della Regione Marche e del Comune di Sarnano prenderà il via Giovedì 11 Agosto 2022 con l’apertura della trentennale Taverna della Luna e con lo spettacolo serale Fuoco, a cura della Compagnia dei Folli, che trasformerà la solenne Piazza Alta in un luogo magico. Un viaggio visionario, contornato da personaggi incantati, in cui il fuoco è l’elemento protagonista: da Prometeo, eroe mitologico che rubò il fuoco agli dei, a l’Araba Fenice, fino alla battaglia finale dove gli dei contenderanno il fuoco agli uomini. Un susseguirsi di coreografie di teatro danza, di pirotecnica, di trampoli e macchine sceniche che accompagneranno lo spettatore in un viaggio fantastico attraverso personaggi ed eroi mitologici.

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Presso la Taverna della Luna, che rimarrà aperta dal 11 al 20 Agosto su un balcone panoramico ai piedi del maestoso Palazzo del Popolo, in cui tutto è pensato per far vivere all’ospite l’autentico sapore del passato, gli ospiti, serviti da personale in costume del tempo e allietati con musiche e spettacoli a tema, potranno gustare pietanze tipiche dell’epoca, preparate esclusivamente con ingredienti esistenti nell’Europa medievale.

Dal 17 fino al 20 Agosto, si entrerà nel vivo della manifestazione con ...il medioevo che ritorna: le vie del borgo accoglieranno botteghe e banchi di artigiani intenti a mostrare l’arte dei loro antichi mestieri e le piazze prenderanno vita grazie a osterie, spettacoli di mangiafuoco, combattimenti di scherma antica, cantastorie, giocolieri, streghe e strani personaggi del tempo.

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I Tamburini del Serafino

Un’edizione 2022, in cui i visitatori potranno peregrinare tra i vicoli alla ricerca di un’atmosfera suggestiva o alla scoperta degli angoli nascosti del centro storico e delle impronte lasciate dai suoi abitanti attraverso visite guidate e la mostra Scorci di vita Intra Moenia, esposizione con pannelli divulgativi che, basandosi anche sugli antichi Statuti Comunali raccolti in un volume del 1506, racconta l’organizzazione della vita quotidiana nel castrum nei secoli appena successivi la nascita del Comune.
Accompagnati da simpatiche animatrici per le vie del borgo, i più piccoli potranno invece immergersi in un Medioevo dei Bambini immaginario attraverso giochi di abilità, spettacoli di animazione e la visita didattica dell’Accampamento Storico, a cura della Compagnia Grifone della Scala di San Severino Marche. Un percorso in cui tutto è pensato per accogliere le famiglie, anche attraverso la predisposizione di Giornate Medievali, pacchetti turistici comprensivi di vitto e alloggio nelle varie strutture ricettive presenti nel Comune.

(per informazioni: tel. 333.6053265 – 333.4020432 o sul sito www.castrumsarnani.org)

PUBBLIREDAZIONALE




Prorogati i tempi di presentazione dell’istanza per mantenere il Cas o gli altri benefici abitativi emergenziali. Arriva anche la possibilità della delega. L’ultima ordinanza del Capo dipartimento della Protezione civile, Fabrizio Curcio, contiene l’integrazione richiesta dalla regione Marche che permette la possibilità di far compilare da terzi, su delega espressa dell’interessato, l’istanza sulla piattaforma informatica di gestione commissariale.

La ricostruzione post sisma 2016 passa anche attraverso la digitalizzazione: presto sarà pienamente operativa la nuova piattaforma informatica di gestione, che permetterà agli utenti di avere un accesso telematico e quindi più comodo alle proprie pratiche e una presentazione delle domande di accesso ai contributi più semplice. Allo stesso tempo la struttura commissariale avrà a disposizione un maggior numero di dati per l’erogazione dei contributi e per lo smaltimento delle stesse pratiche. Il prezzo potrebbe però gravare sulle spalle dei non nativi digitali, gli anziani. Per questo la Regione Marche ha spinto per l’inserimento della possibilità di delega nella presentazione delle domande.

“La costante attenzione che la Regione Marche riserva alle istanze provenienti dal territorio, in particolare dalle fasce più fragili della popolazione colpita dal sisma ci ha permesso di ottenere questa modifica - spiega l’assessore alla Ricostruzione Guido Castelli -. È certamente una buona notizia per le persone anziane che possono trovare difficoltà nell’utilizzo di mezzi di autenticazione digitali e piattaforme informatiche. L’integrazione, voluta dalla Regione Marche, è volta infatti favorire coloro i quali hanno difficoltà con smartphone, identità Spid, tablet e pc, quindi impossibilitati a presentare la domanda. Hanno ora a disposizione un ulteriore strumento per l’espletamento della pratica: soluzione inizialmente non contemplata”.

Le linee principali contenute nell’ultima ordinanza, sulla scia di quanto emerso durante la recente Cabina di coordinamento sisma incentrata sull’introduzione e sulla tempistica dei nuovi termini, prevedono la proroga al 15 settembre per presentare l’istanza che attesta la persistenza dei requisiti per il mantenimento del CAS, SAE, MAPRE, immobili “invenduti” o realizzati in sostituzione delle SAE. Mentre la nuova scadenza per presentare progetti di ripristino, con miglioramento o adeguamento sismico degli edifici gravemente danneggiati o per la ricostruzione di quelli distrutti, viene fissata al 15 ottobre.
Nelle Marche si gettano le basi del Testo Unico per la Ricostruzione privata. Un momento importante all’interno del processo di rilancio dei territori colpiti dal sisma, che si trova in fase conclusiva dopo il lavoro di ascolto portato avanti dalla struttura commissariale.

In tale ottica va inquadrata la presenza del commissario Giovanni Legnini nella sede dell’Ufficio Speciale per la Ricostruzione di Ascoli. Insieme a lui, l’assessore regionale alla ricostruzione, Guido Castelli, il direttore dell’Usr Marche, Marco Trovarelli, dirigenti e, in video collegamento, i rappresentanti degli Usr di Abruzzo, Umbria e Lazio, oltre che della stessa struttura commissariale.  

La stesura del testo unico è giunta ad uno snodo cruciale, per cui il contributo dell’Usr Marche è risultato determinante, come sottolineato dallo stesso Legnini.

«Un lavoro straordinariamente utile - spiega Castelli - per sistematizzare la congerie di norme sulla ricostruzione privata post sisma 2016 che in questi anni si è sedimentata in modo spesso disordinato. Le molteplici ordinanze che regolano la ricostruzione hanno dato frequentemente luogo a contraddizioni e imperfezioni normative che intendiamo superare per rendere concreti e attuali i diritti dei terremotati. Mi sento di rivolgere un profondo ringraziamento al direttore Trovarelli e a tutti i dipendenti dell’ufficio per il contributo fornito alla stesura del testo».

«Le Marche - conferma Legnini - hanno fornito proposte integrative puntuali, frutto di grande operatività. Si tratta di osservazioni utili, pertinenti, giunte da chi vive la realtà sul campo, che saranno decisive per giungere ad una migliore funzionalità del testo».

Il Testo Unico per la Ricostruzione Privata costituisce una bozza ricognitiva delle ordinanze commissariali in vigore, riclassificate secondo criteri nuovi e più attuali, con alcune innovazioni di contenuto. L’obiettivo è di semplificare e rendere più agevole la consultazione e la leggibilità delle disposizioni che regolano la ricostruzione privata.

Dopo la fase consultiva, la definitiva approvazione del testo in Cabina di Coordinamento dovrebbe avvenire a breve.
Nasce a San Severino Marche il Museo dell’Arte Recuperata (MARec), il nuovo museo dell’arcidiocesi di Camerino e San Severino Marche che raccoglie in un’unica esposizione le opere salvate dalle chiese dopo il sisma del 2016. Domani l’apertura all’interno del palazzo vescovile della città settempedana. Un nuovo polo museale in cui le opere d’arte, recuperate dalle chiese inagibili dell'arcidiocesi, incontreranno il pubblico in un nuovo allestimento, nell’attesa di essere riaccolte nelle proprie chiese di provenienza. Una custodia, temporanea ma necessaria, per riconsegnare alla popolazione locale e non solo parte di quel meraviglioso patrimonio di cui le chiese dell’arcidiocesi vanno fiere e che un giorno dovranno tornare ad accogliere. A raccontare l'evento anche i media nazionali: saranno infatti presenti le telecamere del Tg1, con un servizio dedicato nel telegiornale di domani alle 13.30 e alle 20.

L’enorme patrimonio artistico di un’area così duramente colpita dal sisma tornerà dunque a essere fruito e a costituire un ulteriore motivo di richiamo per un bellissimo territorio che merita la massima valorizzazione culturale e turistica. Ricchissimo è il patrimonio esposto di cui fanno parte autentici gioielli, come la Madonna del Monte di Lorenzo d’Alessandro o la statua lignea della Madonna di Macereto. Le 70 opere sono esposte in un piano quello espositivo suddiviso in 13 sale.
Il secondo piano accoglie il deposito attrezzato delle restanti 2500 opere con annesso laboratorio di restauro. Al terzo piano sono presenti aule didattiche e per convegni o mostre temporanee.
La Saletta Multimediale collocata nella prima parte del percorso museale rappresenta il punto di approfondimento e riflessione intorno al senso dei luoghi di questo territorio cosi fortemente colpito dal sisma. Attraverso un documentario dalla narrazione suggestiva ed evocativa realizzato da Cesura, collettivo fotografico che produce progetti nel campo della fotografia documentaria e di ricerca visiva in ambito artistico, sarà possibile ripercorrere con suggestive riprese i luoghi originari per i quali queste opere sono state realizzate.

Francesco Massara

«Dopo la distruzione provocata dal terremoto del 2016 nell’Italia centrale, la rinascita passa anche dal recupero delle opere d’artecommenta l’arcivescovo Francesco Massara (in foto) –. Ora più che mai, come ricorda Papa Francesco, il mondo ha bisogno di bellezza, la “via pulchritudinis” che crea comunione e unisce Dio, l’umanità e il creato. A donare nuova speranza a questo territorio duramente provato dal sisma, è proprio il museo della rinascita del quale accanto ai capolavori esposti entrerà in funzione un laboratorio di restauro nel quale la creatività artistica potrà unirsi al desiderio di costruire con il proprio talento un futuro finalmente luminosa. Ancora una volta la nostra Chiesa offre testimonianza di saper fare squadra lasciando un segno di ottimismo e progettualità rivolto alle comunità della diocesi e all’intero territorio del cratere. Unire le energie migliori consentirà di mettere a disposizione di tutti un salotto di arte e splendore che riesca a indicare una strada di condivisione e rilancio».

Barbara Mastrocola

«La realizzazione di questo museo è stata prima di tutto una grande sfida – rilancia la direttrice dei musei diocesani, Barbara Mastrocola (in foto) –. Abbiamo adottato lo slogan Chiusi per inagibilità, aperti per vocazione fin dal 2016, l’anno del terremoto che ha costretto a chiudere la maggior parte delle chiese e dei musei dell’arcidiocesi. Lo slogan intende comunicare l’idea di che cosa vogliamo che sia il MARec: non solo un susseguirsi di sale, un posto dove conservare ed esporre dipinti e sculture, ma un luogo vero, dotato di una propria identità. I musei non solo custodiscono capolavori, ma ci raccontano esperienze e, spesso, sempre più spesso, sono essi stessi parte della storia. E la storia che qui abbiamo raccontato è quella delle nostre opere d’arte che ritrovano una casa in senso concreto, affettivo, culturale, una dimora dell’anima in attesa di ritornare nei luoghi d’origine. Per questo diventa essenziale ricostruire il contesto in cui esse sono nate, perché ciò che resta non sono solo i tetti, ma anche affetti, vita vissuta, sogni. Sostanziale è stata, quindi, la scelta di esporre le opere non in ordine cronologico o tipologico, ma per luogo d’origine, perché prima di tutto gli oggetti d’arte sono parte di un paesaggio collettivamente vissuto, prima di essere oggetto di competenze erudite, e vivono solo se attorno c’è una comunità attiva».

Foto Credits:
Foto di copertina Sala 4 interno Museo:  Hexagon
Foto Barbara Mastrocola:  Touring Club Italiano
Foto opera "Madonna del Monte": Luca Santese


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La "Madonna del Monte" di Lorenzo d’Alessandro

MARec museo San Severino Marche
Il palazzo vescovile che ospita il MARec di San Severino Marche


Approfondimenti nel prossimo numero de L'Appennino camerte






Una targa per Benedetta Ferretti. Così i vertici regionali hanno omaggiato in mattinata la dottoressa, primario del reparto di Oncologia dell’ospedale Bartolomeo Eustachio di San Severino Marche, in pensione dallo scorso primo maggio. Momenti di commozione tra i colleghi della Ferretti e il personale del suo reparto, che hanno partecipato alla conferenza stampa insieme alla direttrice dell’Area Vasta 3, Daniela Corsi, e all’assessore regionale alla Sanità, Filippo Saltamartini.

«Un esempio da seguire – queste le parole di Saltamartini –. Il modo in cui Benedetta Ferretti ha svolto la sua professione incarna i valori della missione dei medici. È lo stesso approccio che ogni dottore dovrebbe avere, soprattutto in un momento storico in cui la pandemia ha sottolineato ancora di più le difficoltà del servizio sanitario nazionale. L’abnegazione con cui la Ferretti ha affrontato i suoi 22 anni di servizio nel reparto di Oncologia rappresentano motivo di orgoglio per questa struttura. L’intenzione della Regione e del direttivo dell’Area Vasta – prosegue Saltamartini, a cui ha fatto eco Daniela Corsi – è quella di continuare a garantire cure oncologiche di prossimità a questo territorio. Sarà la stessa Ferretti, grazie al servizio di assistenza domiciliare dell’Istituto oncologico marchigiano, a proseguire le attività di cura con un modello sanitario fatto di grande umanità e disponibilità. È un metodo che ogni professionista del settore dovrebbe fare proprio, ed è la direzione che stiamo auspicando».

Emozionata, Benedetta Ferretti ha ringraziato i colleghi e i vertici regionali, oltre alle numerose persone che qualche giorno fa l’hanno salutata al termine del suo ultimo turno di lavoro nell’ospedale settempedano. A sostituirla nel ruolo di guida del reparto di Oncologia è Luca Faloppi, che ha sottolineato l’intenzione di proseguire nel percorso tracciato dalla Ferretti.

Approfondimenti nel prossimo numero de L'Appennino Camerte

«Mesi di lavoro e qualche ritardo, ma il nuovo ponte sul Potenza è finalmente realtà». Sono parole di Vincenzo Felicioli, sindaco di Fiuminata, che stamattina ha tagliato il nastro alla nuova infrastruttura in località Massa. Si chiudono così i lavori partiti nel luglio scorso, che hanno previsto l’abbattimento e la ricostruzione dei ponti di Castello e, appunto, di Massa. Un ponte completamente rinnovato, dal massimo indice di sicurezza antisismica e capace di mettere la carreggiata al riparo dai rischi delle esondazioni. «Un’opera importante, costata oltre 700mila euro, che aumenta la sicurezza idrogeologica del nostro territorio - spiega Felicioli -. Abbiamo dovuto attendere qualche tempo, visto che i lavori hanno subito un rallentamento durante i mesi invernali. Le promesse del Genio civile sono state comunque mantenute. Abbiamo il nostro nuovo ponte. Era un lavoro assolutamente necessario, soprattutto dopo gli eventi degli scorsi anni: nel 2012 la piena del fiume ha messo a rischio la stabilità del vecchio ponte, oltre a creare problemi a tutte le attività economiche che si basano su questo corso d’acqua, come le cartiere di Pioraco. Gli interventi di pulizia dell’alveo fluviale che hanno preceduto la ricostruzione di questa infrastruttura ci consentono di guardare al futuro con maggiore serenità».

Al taglio del nastro sono intervenuti molti dei sindaci del territorio, il presidente della Provincia Sandro Parcaroli e gli assessori regionali alla Ricostruzione, Guido Castelli, e alla Protezione Civile, Stefano Aguzzi. Soddisfazione da parte di tutte le istituzioni per «un’opera che simboleggia l’attenzione della Regione verso questi territori - afferma Castelli -. La ricostruzione è un procedimento lungo e complesso. Questi lavori sembrano marginali rispetto alla ricostruzione privata della abitazioni, ma in realtà rappresentano tasselli fondamentali per mantenere attive e sane le zone montane. In un’area come questa, fortemente colpita dal sisma, è necessario che le opere pubbliche come le infrastrutture vengano potenziate. Solo in questo modo è pensabile che la tendenza allo spopolamento dell’entroterra possa essere contrastata».

In dirittura di arrivo, intanto, anche i lavori al ponte di Castello, qualche centinaio di metri più a valle del ponte di Massa lungo la statale 361 Septempedana. Nel luglio, stando alle parole di Felicioli, dovrebbe arrivare un nuovo taglio del nastro.

Approfondimenti nel prossimo numero de L’Appennino camerte

l.c.




La Commissione Sviluppo economico approva a maggioranza le proposte di atto amministrativo, ad iniziativa della Giunta,  relative al  Programma regionale per l’utilizzo dei fondi europei Fers e Fse plus per il periodo 2021 – 2027.
Il Consiglio regionale è chiamato a deliberare entro il prossimo 17 aprile, termine questo previsto dal regolamento Ue per la presentazione degli stessi Programmi alla Commissione europea.

“Si tratta di una programmazione attesa – evidenzia il Presidente della Commissione, Andrea Putzu -  frutto di un ampio confronto con tutte le categorie economiche e sociali delle Marche”

Proprio sulla base di questo confronto, con il Programma Regionale Fesr “si è scelto di promuovere – precisa Putzu - una forte concentrazione sugli interventi a sostegno della ricerca, della innovazione e della internazionalizzazione delle nostre imprese, ai quali è destinato il 55% delle risorse disponibili.
Il 39%  riguarda interventi nel settore dell’energia, dei cambiamenti climatici, della prevenzione del rischio e della mobilità sostenibile.
Altre priorità  sono quelle dello sviluppo territoriale locale, nell’ambito del quale saranno attivati i progetti rivolti sia alle aree urbane ed interne, nell’ottica di favorire l’integrazione tra tutti i territori regionali. Il tema del rilancio dei borghi sarà sviluppato con un approccio trasversale, secondo l’impostazione data dalla legge regionale n. 29 del 2021”.

Per quanto riguarda il Programma Regionale Fse plus, le priorità indicate dalla Giunta regionale riguardano le azioni sull’occupabilità e quelle a sostegno dell’inclusione sociale, attraverso il finanziamento di progetti di inclusione socio-lavorativa rivolti alle categorie più fragili e il finanziamento di quelli presentati dagli Enti del Terzo settore, “intervento quest’ultimo – come sottolineato dal Presidente della Commissione -  non previsto nella programmazione 2014/20”.
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“Gli interventi complessivi contemplati nei due programmi regionali – spiega Putzu -  saranno integrati da quelli dei due Poc, Programmi Operativi Complementari, interamente finanziati con risorse statali e i cui contenuti specifici saranno meglio definiti una volta che il Comitato interministeriale per la programmazione economica e lo sviluppo sostenibile avrà definito i criteri di programmazione”

Venendo alle risorse, i due Programmi regionali hanno una dotazione finanziaria complessiva di oltre un miliardo di euro per l’interno periodo di programmazione, divisi in 586 milioni di euro per il Pr Fesr, ai quali si aggiungono 104 milioni  per il Po complementare, e 296 milioni per il Pr Fse plus, con altri 50 milioni  per il Po complementare.

“Si tratta di risorse fondamentali - conclude Putzu -  per il sostegno al tessuto produttivo, economico e sociale della regione, che saranno utilizzate  per promuovere azioni di rilancio e di valorizzazione, assolutamente necessarie per rispondere in modo efficace al periodo di crisi che ha visto susseguirsi eventi particolarmente impattanti quali il sisma del 2016, l’emergenza sanitaria e ora questa drammatica guerra che tocca da vicino ciascuno di noi”.



“La Regione Marche sostiene i processi di inclusione, accessibilità e sostegno a favore delle persone con disabilità”: con questa premessa l’assessore allo Sport, Giorgia Latini, ha proposto alla Giunta la delibera sulla programmazione del Fondo per le politiche sociali da sottoporre al parere della Commissione competente ed al CAL.
Nel documento vengono stabilite le modalità di assegnazione delle risorse ministeriali, pari a 1 milione e 560mila euro, ai Comuni attraverso uno specifico bando.

"La pandemia - spiega l'assessore Giorgia Latini - ha comportato difficoltà al mondo del sport, soprattutto per le persone con disabilità che hanno sofferto maggiormente le restrizioni. Siamo già intervenuti lo scorso anno con un bando per la riqualificazione degli impianti sportivi e vogliamo proseguire con un aiuto concreto alle categorie più fragili per impedire che dopo la fine dello stato di emergenza possano prolungarsi gli effetti negativi di questi due anni".

La misura è finalizzata a favorire la pratica sportiva e ludico motoria alle persone con disabilità  con interventi su aree accessibili e attrezzate per l’organizzazione di servizi, strutture ludiche, percorsi e altri componenti di sostegno alla pratica sportiva.

“Vogliamo consentire a tutti, anche a coloro che si trovano in condizioni di disabilità, soprattutto minori, di svolgere in sicurezza attività ludico-motorie garantendo interazione, socializzazione e sviluppo delle facoltà cognitive. Tra gli interventi previsti anche l’acquisto o il noleggio di attrezzature, ausili e mezzi di trasporto che il comune, anche in forma associata, può concedere in comodato d’uso gratuito alle società sportive dilettantistiche che abbiano quale fine statutario la promozione dello sport inclusivo o l’avviamento alla pratica sportiva delle persone con disabilità”.

Il confronto con i Comuni, Coni, Cip e Consulta per le disabilità delle Marche, ha fornito le indicazioni per individuare gli ambiti di applicazione del Fondo che prevedono l’accesso alle risorse dei Comuni, le Comunità Montane, le Unioni di Comuni nonché le altre forme associative. Le risorse saranno assegnate a seguito della pubblicazione di un avviso pubblico nel quale saranno definiti i criteri e le modalità di partecipazione.


Sicurezza sul lavoro e prevenzione nelle Marche. Via libera all'unanimità da parte del Consiglio regionale per la mozione del gruppo Pd (Mastrovincenzo, Mangialardi, Biancani, Bora, Carancini, Casini, Cesetti, Vitri) che chiede alla Giunta di  aumentare le risorse per il finanziamento delle attività di prevenzione; di incrementare il numero degli addetti da parte dell'Asur; di definire, al più presto, il Piano mirato di prevenzione e quelli tematici, così come previsto dal Piano nazionale 2020-2025.
Una petizione per “permettere alla dottoressa Ferretti di continuare ad esercitare la professione per altri due anni”. Succede a San Severino Marche, dove in un negozio del centro storico sarebbe partita una raccolta firme. Il tam-tam sui social starebbe diffondendo la notizia, grazie a un post Facebook in un gruppo dedicato ai cittadini settempedani. Si chiede che il primario del reparto di Oncologia dell’ospedale Bartolomeo Eustachio continui a prestare servizio oltre il termine previsto per il suo pensionamento. Un percorso giuridicamente non percorribile, stando a quanto affermato nei giorni scorsi dall'assessore regionale alla Sanità, Filippo Saltamartini, che ha garantito la sostituzione della Ferretti «con un medico già in organico, pronto a prenderne il posto». Nonostante questo, continua la battaglia di cittadini e pazienti per la permanenza in servizio del primario di Oncologia.

Il servizio di Day hospital del reparto rappresenta un punto di riferimento per i percorsi di cura oncologica nella valle del Potenza. L’imminente pensionamento del primario continua a destare preoccupazione - come testimoniato da questa iniziativa -, soprattutto in ragione del rapporto di fiducia che si è instaurato tra i pazienti in cura e la dottoressa. L’assessore comunale alla Sanità, Jacopo Orlandani, ha sottolineato lo spessore della Ferretti, «ritenuta una professionista di altissimo livello anche dai maggiori luminari italiani: le sue capacità e la sua umanità danno sicurezza ai pazienti. I servizi che il reparto di Oncologia offre devono essere garantiti dalla Regione. Il nostro ospedale viene ritenuto fondamentale in questa fase di emergenza e l’Area Vasta ha bisogno del nostro supporto per i posti letto Covid. Bisogna che la sua importanza venga riconosciuta anche dopo la fine della pandemia - conclude Orlandani -. La Regione si ricordi degli investimenti che ci sono stati promessi».

l.c.
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