Una scossa di 4.1 con epicentro Norcia, avvertita questa notte alle 2.02 nel territorio già interessato dal sisma del 2016, ha riacceso i ricordi dei momenti di paura cominciati tre anni fa.
Puntuale come sempre il geologo Emanuele Tondi ha spiegato che si tratta di una ripresa della sequenza che nel 2016 aveva interessato la zona di faglia del Monte Vettore- Monte Bove.
Sul suo profilo Facebook ha infatti scritto: "La zona epicentrale è sempre quella della sequenza sismica iniziata 3 anni fa, il 24 agosto 2016 e culminata a fine ottobre dello stesso anno. La zona di faglia è, quindi, ancora quella del Monte Vettore-Monte Bove. Si tratta di una ripresa della sequenza, sempre possibile e che non era per nulla terminata. Negli ultimi 3 mesi, come nei mesi precedenti, si sono verificati numerosi terremoti, anche se molti non li abbiamo percepiti. Purtroppo, la zona destabilizzata è molto grande e la sequenza di aftershocks lunga. Inoltre, il terremoto di magnitudo 4.1 è seguito dai "suoi" aftershocks".
Dopo la scossa delle 2.02, infatti, ne sono seguite altre, tutte con epicentro Norcia, con una magnitudo compresa tra 2 e 3.2.

GS
Ancora tutto fermo per gli impianti sciistici di Frontignano. L'associazione Pro Frontignano lancia il grido d'allarme.
E' uno dei fondatori dell'associazione, Filippo Campanile, a chiedere chiarezza sulla questione affinchè tempi di riapertura degli impianti non continuino ad essere così lunghi.

"Ci troviamo alle porte dell’autunno - scrive - e, come sempre, gli impianti a fune ed il loro contorno si trovano in una situazione che definire offensiva nei confronti delle decine di migliaia di utenti che si erano creati un’aspettativa di riapertura, sarebbe riduttivo!

Non è possibile per noi spettatori stabilire chi, tra le numerosissime figure coinvolte abbia maggiori o minori responsabilità. Tuttavia, se queste figure si stanno realmente coordinando, certamente a brevissimo potremo consultare nel sito del Comune le delibere di affidamento alle ditte aggiudicatarie dei vari lotti del lavoro (affidamenti che ci auguriamo vivamente esser già stati perfezionati da tempo) e, entro poche settimane, vedremo finalmente tecnici all’opera nella zona delle Saliere.

Se queste figure non si stanno coordinando, significa che lo status quo fa comodo un po’ a tutti, e continueremo ad oltranza ad assistere al nulla.

Non dimentichiamo che dal novembre 2017 è disponibile uno stanziamento di 8 milioni di euro per la rifunzionalizzazione di tutti gli impianti di risalita di Frontignano, e che da ben due anni Ussita sta facendo di tutto per lasciarselo scappare. Consultando i prospetti pubblici relativi ai trasferimenti di denaro dalla Regione ai Comuni, ad oggi di quei milioni non risulta bonificato nemmeno un centesimo, troppo comodo incolpare la Regione di questo, non è assolutamente colpa della Regione".

GS

Giornata di sopralluoghi, sabato scorso, per il presidente della Provincia di Macerata, Antonio Pettinari.
In vista dell'inizio del nuovo anno scolastico Pettinari ha visitato l’Istituto Agrario “Giuseppe Garibaldi” e l’ITE “Alberico Gentili” per monitorare lo stato dei lavori.


“In questo periodo si sono sovrapposti i lavori necessari alle nuove esigenze delle varie scuole - afferma Pettinari - con le opere che rientrano nella programmazione di investimenti, tra ampliamenti, ristrutturazioni, miglioramenti sismici, manutenzione. L’Amministrazione provinciale ha sempre avuto la massima attenzione verso l’edilizia scolastica e prosegue l’impegno a rispondere in modo adeguato alle necessità delle scuole. Questo giro di sopralluoghi è utile per verificare lo stato dei fatti, capire se ci sono problematiche e risolverle”.

Nei prossimi giorni sono previste nuove visite nelle altre scuole della provincia.

GS
A tre anni dal sisma che ha colpito il centro Italia, e in particolare le Marche, Fondazione Symbola ha presentato un report sullo stato della ricostruzione, un’analisi critica delle difficoltà e dei ritardi accumulati e le proposte per avviare la rinascita delle comunità e dei territori.
A spiegare quanto emerso dall'elaborazione dei dati ufficiali, le cui fonti sono quelle del sito del commissario e della Regione, è il segretario generale della fondazione, Fabio Renzi ai microfoni di Radio C1: "Su 46mila edifici privati danneggiati nelle Marche - spiega - , con danno lieve e grave, gli edifici con progetto di ripristino presentati sono solo 6000: il 13%.
Mentre gli edifici per cui sono stati autorizzati intervento e finanziamento sono 2800, appena il 6%, e non significa che abbiamo cantieri aperti per questa percentuale. La quota  infatti scende, perchè una volta che è stato autorizzanto l'intervento bisogna attendere la procedura da fare con la banca.
Le pratiche esaminabili dagli uffici incaricati, all'anno, sono 1250, una percentuale del 2.7% annua. I progetti presentati ogni anno sono in media 3500, mentre la media mensile è di circa 300 pratiche.
Significa - aggiunge Renzi - che per la sola presentazione di tutti i progetti ci vorranno 15 anni. Questi dati ci parlano di una prospettiva di ricostruzione di 30 o al massimo 35 anni. Noi finiremmo, andando avanti con questi tempi, nel 2044 o al massimo 2049. Un report complesso - conclude - quello che abbiamo presentato, molto ricco, ma molto chiaro. Abbiamo fatto lo stato dell'arte e una analisi critica su quali sono le storture che hanno portato a questo esito e abbiamo presentato le nostre proposte, grazie alle quali si potrebbe anticipare la fine della ricostruzione fisica  al 2030".

Tra le proposte, un paragone con il ciclismo: "Quando si corrono gare importanti  -dice - gli atleti si trovano sulla linea di partenza e cominciano la corsa. Solo a fine gara vengono fatti i controlli antidoping. Se i controlli venissero fatti all'inizio, ogni gara durerebbe settimane. Dovremmo ragionare così anche con la ricostruzione e i professionisti che se ne occupano: sono esperti che hanno superato un esame di stato per iscriversi ai rispettivi ordini. Facciamoli correre, poi alla fine faremo gli eventuali controlli".

GS
Sarà benedetto domani, in occasione dei festeggiamenti per il santo patrono, il nuovo altare ligneo del centro di comunità Santissima Annunziata a San Ginesio.
La celebrazione ci sarà alle 10.30 e sarà presieduta da padre Paolo Benanti, ministro provinciale del Terzo Ordine Regolare di San Francesco.
Autore dell'altare il maestro Luigi Ferretti a cui l'opera è stata commissionata dal parroco padre Antonio Tripaldi.
"Questo altare - spiega l'artista tolentinate - nasce da una richiesta di padre Antonio per utilizzare l'unico luogo dove, dopo il sisma che ha danneggiato le chiese, è possibile praticare  il culto.
L'altare - prosegue Ferretti - vuole essere la testimonianza dei cittadini di San Ginesio che hanno finora portato alta la cristianità e continuano a farlo. E' sorretto da dodici elementi lignei che fanno da supporto al piano dell'altare e che rappresentano i dodici apostoli e, al tempo stesso, l'essere umano e i cittadini di San Ginesio.
Sotto a questo piano c'è una grande Eucarestia sospesa nel vuoto.
E' un segno di continuità e pacifica contrapposizione all'immobilismo dei nostri tempi. Vuole essere una ricerca culturale per affrontare il futuro. Proprio per questo vede anche la scultura di Maria Vergine, suprema maestra dell'accoglienza, che da sempre ci accompagna nel cammino della vita".
Una grande soddisfazione per Luigi Ferretti quella di realizzare la richiesta del parroco: "Ho fatto quest'opera molto volentieri - dice - perchè sono ospite a San Ginesio dal 1982, l'anno in cui ho cominciato ad insegnare all'istituo professionale della città. Quindi per me è un centro molto importante".

GS


Accorato l'appello del primo cittadino di Caldarola, Luca Maria Giuseppetti, ai politici che nelle ultime ore sono impegnati nelle consultazioni a causa della crisi di Governo.
"Siamo a tre anni dal sisma - dice Giuseppetti - e sono deluso da come è stato gestito il terremoto e dalle procedure per andare avanti in questi paesi.
Abbiamo sperato fin dall'inizio, ma con il tempo la speranza si è affievolita e ora siamo arrivati ad una situazione non più sostenibile.
Nessuno sgurado è stato rivolto dal Governo ai terremotati. Non vedo soluzioni pratiche, ma lungaggini che non si sono di certo accorciate. Tante promesse non sono state mantenute. E' inammissibile che siamo in uno stato di stallo e non si capisce il motivo. Parlo per il mio paese che non è una metropoli. E' un paese piccolo, ma con un patrimonio immenso. Non si capisce come mai, dopo tre anni, non si riesca a partire per rimettere a posto questo paese. Non ci è stata data la possibilità di accelerare i tempi in una situazione come quella di Caldarola.
Non si rendono conto che non tutti i paesi sono uguali. Ho sempre detto che mancava il personale negli uffici. nel mio Comune abbiamo ancora bisogno di personale, ora lo concedono solo ai Comuni che prendono in carico l'iter delle abitazioni in B. Questo significa che non c'è la volontà di accelerare i tempi sulle nostre difficoltà. Ci sono poi tante altre cose che non sono state fatte. Non hanno capito ancora quali sono i Comuni che sono stati azzerati dal sisma".
Poi l'appello al Governo che verrà: "Io mi auguro che del terremoto se ne parli - dice Giuseppetti - . Ormai sono mesi che non si parla di questo tema.
Mi auguro che i politici non abbiano solo le parole, ma che vengano ai fatti per dimostrare di avere una visione diversa di aiuto per il centro Italia. Per fortuna ci sono state le donazioni e il cuore di molte persone italiane e straniere che hanno permesso di fare qualcosa per la nostra popolazione. Abiamo tenuto alto il tessuto sociale di Caldarola grazie all'intervento di persone con un grande cuore hanno pensato a noi.
Mi auguro che chi andrà a governare capisca che il centro Italia è stato ferito, ha una ferita grave e deve guarire il prima possibile".

GS
In queste ore di consultazione, se da un lato c'è chi spera di proseguire con un Governo nominato da Mattarella, dall'altro c'è chi si augura di andare alle elezioni il prima possibile, come Marcello Fiori, Coordinatore Nazionale Enti Locali di Forza italia.
Prima un commento sulla crisi di Governo: "Una crisi assurda - dice - , gestita malissimo e che porta l'Italia nello sconcerto in un periodo difficilissimo. Ci auguriamo che il presidente della Repubblica, con la sua saggezza, indìca il prima possibile le elezioni e i cittadini italiani possano scegliere liberamente da chi essere governati".
Poi l'attacco sulla ricostruzione: "Finora non ho visto ricostruzione - denuncia - . Lo stop è stato determinato da tre anni di inefficienza, incapacità. Nei giorni scorsi sono stato a Camerino, Pievebovigliana, Fiastra: la ricostruzione non c'è. Ho visto messe in sicurezza, puntellamenti, ma non ricostruzione. Il tema è quello di avere un Governo che metta la ricostruzione al primo punto dell'agenda politica. Il governo gialloverde e tutti i commissari che si sono succeduti hanno dimostrato tutta la loro incapacità e disinteresse. Parlano di burocrazia, ma la burocrazia è stata creata dalle loro leggi e provvedimenti. Serve certezza prima che sia troppo tardi. Sono passati tre anni e per le famiglie e i commercianti è un tempo lunghissimo. Ora serve un piano straordinario con risorse certe e tempi certi e una enorme opera di semplificazione per le procedure amministrative".

GS
"Nel futuro che la Lega immaginava per l'Italia non c'erano spazi per tentennamenti".
Così il senatore del Carroccio, Giuliano Pazzaglini, commenta le evoluzioni della crisi di Governo culminata ieri pomeriggio con il lungo dibattito nell'Aula del Senato.
"Negli ultimi tempi  commenta - è stato dimostrato che far crescere il consenso per la Lega e Matteo Salvini corrispondeva maggior ritrosia da parte dei nostri contraenti sulle cose da fare, che si trattasse delle opere pubbliche o di altri provvedimenti.
A mio avviso, è indicativo il fatto che il Ministero dei trasporti e delle infrastrutture non ha speso il 60% della disponibilità assegnata per il 2018. La storia ci insegna che il modo migliore per uscire da una crisi economica è investirte nelle opere pubbliche che sono fondamentali per il sostegno dell'economia e se il Ministero non lo fa dimostra che quando Conte accusa Salvini di utilizzare pretesti per la sfiducia è lui che nasconde la verità e questo atteggiamento di chiusura lo riscontriamo nel sisma.
Noi - dice in merito alle zone terremotate - come Parlamenrto abbiamo fatto molto, abbiamo rimosso ostacoli che rendevano impossibile ricostruire, approvato oltre 60 provvedimenti a favore dei terremotati ma non me ne sono mai dichiarato soiddisfatto perchè ci abbiamo messo un anno ad approvare quello che avremmo potuto approvare in un mese e per il sisma non abbiamo nemmeno finito.
Serviva una svolta, Salvini l'aveva individuata con una manovra finanziaria da 50 miliardi: metà dei quali per scongiurare le clausole salvaguardia e l'altra metà per ridurre le tasse e realizzare opere pubbliche. L'altra parte del Governo riteneva prioritario assecondare i dictat dell'Europa e contenere il deficit. Qui si è aperto uno scontro che non è stato più possibile sanare.
Salvini ha detto ieri che se la volontà fosse stataancora quella di adottare una manovra coraggiosa, noi la fiducia l'avremmo data, ma se non è questa la volontà allora noi non ci siamo. il Paese che vorremmo - conclude - richiede che le cose vadano fatte subito".

GS
Se da un lato il commissario straordinario alla ricostruzione, Piero Farabollini, sostiene che la legge 189 affida alle Regioni la ricostruzione, dall'altro, l'assessore regionale, Angelo Sciapichetti, commenta in altra maniera le decisioni del Governo uscente sulla ricostruzione.
"In realtà - dice Sciapichetti - il Governo uscente ha fatto l'esatto contrario di affidare alle Regioni la ricostruzione. Ha voluto accentrare attorno ad esso ogni decisione, tagliando fuori le Regioni in tutti i modi. Cosa che noi abbiamo contesto fin dall'inizio. Se ora si inverte la rotta e si dice che le Regioni, insieme ai Comuni, potranno prendere in mano la ricostruzione questa è una buona notizia. Speriamo che si faccia e speriamo che si vada nella direzione di una semplificazione che abbiamo chiesto dal 24 agosto 2016 e che i Governi che si sono succeduti non hanno mai voluto prendere in considerazione. L'ultimo Governo aveva promesso semplificazioni, testi unici, promesse che non hanno mantenuto e per questo la ricostruzione ancora oggi è al palo".

Poi la questione della crisi di Governo e delle eventuali conseguenze per i terremotati: "Vedremo nei prossimi giorni se ci saranno le elezioni - dice - , comunque credo che il discorso della ricostruzione debba andare avanti lo stesso. Nell'ultimo anno, in realtà, poco hanno fatto rispetto alle promesse fatte. Speriamo che presto si possano dare risposte concrete a tutti coloro che attendono di tornare a casa il prima possibile".

GS
Se la crisi di Governo e le dimissioni di Giuseppe Conte fanno stare in apprensione l'intero Paese, la preoccupazione è ancora più forte nel cuore dell'italia, dove da tre anni i terremotati attendono risposte, assistendo inermi alle vicissitudini politiche.
Cosa succederà al commissario straordinario alla ricostruzione e, quindi, ai terremotati, lo abbiamo chiesto proprio a Piero Farabollini: "La questione va posta su due piani differenti - spiega - perchè il commissario è nominato dal presidente del Consiglio dei Ministri e quindi di stretta dipendenza a quello che sarà il prossimo presidente.
Il mio mandato scade a fine anno - dice - , bisognerà aspettare le elezioni o la nuova nomina per vedere quale sarà il futuro del commissario.
Per i terremotati - aggiunge - la situazioni è differente perchè, con la legge 189 che ha delegato tutte le funzioni alle Regioni e ai vice commissari, la ricostruzione è in mano alle Regioni, quindi  i terremotati saranno seguiti dalla struttura commissariale ma gestiti dai vice commissari come sta succedendo ora.
Io sarei dell'idea di dire ai terremotati che si sta facendo tutto, non preoccpatevi perchè non sarete abbandonati. Ci sono norme che andranno a sanare piccole storture della normaitiva ma il progetto della ricostruzione può tranquillamente andare avavnti".

GS

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