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La ricostruzione privata dal punto di vista giuridico. È il tema di quanto dibattuto al convegno di ieri dal titolo “Profili giuridici della ricostruzione degli immobili ad uso abitativo” tenutosi nella Sala Convegni del Rettorato dell’Università di Camerino. L’incontro è stato organizzato dallo spin off giuridico della Scuola di Giurisprudenza “Opendorse Srl”, coordinato dall’avvocato Serafina Larocca, presidente dello spin off e a cui sono intervenuti illustri professionisti quali il Direttore Generale di Unicam, Vincenzo Tedesco, l’avvocato Lorenzo Cignali del Foro di Macerata, la Professoressa Sara Spuntarelli, anch’essa docente presso Unicam e l’avvocato Paola Morlupo del Foro di Foligno.

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Sono inoltre intervenuti gli avvocati Antonio Flamini, ordinario di diritto privato ad Unicam, e Leonardi Archimi del Foro di Macerata e il professore Massimo Sargolini, membro del “comitato tecnico scientifico per la ricostruzione”.  

Ai lavori hanno partecipato molti professionisti e tecnici della ricostruzione, tra avvocati, architetti, ingegneri e geometri, che si trovano a vivere le difficoltà derivanti dalle eccessive lungaggini burocratiche della ricostruzione.

Focus dell’incontro, infatti, è stato proprio quello di approfondire alcuni fondamentali quanto delicati passaggi, (processuali e no), al fine di aiutare il privato sia a muoversi nel mare magnum legislativo, spesso fin troppo farraginoso, sia a guidarlo nella fase di richiesta prima e di utilizzo poi, dei contributi statali rivolti alla ricostruzione. 

“Sono emersi - spiega l’avvocato Archimi - aspetti critici nel momento in cui il committente dei lavori va a confrontarsi con l’Ufficio Speciale per la Ricostruzione e poi quando affronta la successiva fase dei lavori, con l’appaltatore. In queste situazioni, se non si presta attenzione al contenuto contrattuale tra privato e costruttore, si possono venire a creare dei conflitti”. L’obiettivo del convegno era stimolare ad intervenire nei contratti innanzitutto per anticipare controversie, e poi anche per fornire quegli strumenti per risolverle senza ricorrere al giudice, cosa che allungherebbe ancora di più il lungo iter di ricostruzione. 

“ È stato un ottimo momento di confronto fra i vari attori della ricostruzione - conclude l’avvocato - e sono anche emerse delle linee guida per evitare il ricorso a vie legali”. 

 

Hanno collaborato all’evento diversi enti tra i quali Confindustria e Confartigianato Macerata, Sisma Consulting, Contram Spa, Ordine degli Ingegneri e degli Avvocati.

E' arrivata la proroga della scadenza per la restituzione della cd. " busta paga pesante".

Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Presidente Paolo Gentiloni e del Ministro dell’economia e delle finanze Pier Carlo Padoan, ha approvato un decreto legge che introduce disposizioni urgenti relative alla proroga delle misure di sostegno alle popolazioni colpite dal terremoto del 24 agosto 2016 e dalle successive scosse sismiche.

Il decreto disciplina la proroga e la sospensione dei termini relativi agli adempimenti e ai versamenti tributari e contributivi, la sospensione del pagamento del canone RAI e la sospensione del pagamento delle utenze.

In particolare, il provvedimento, dispone che la ripresa della riscossione dei tributi sospesi in favore dei soggetti diversi dai titolari di reddito di impresa, di lavoro autonomo, nonché degli esercenti attività agricole decorra dal 16 gennaio 2019, anziché dal 31 maggio 2018, con la contestuale rateizzazione del versamento delle somme oggetto di sospensione in 60 rate mensili di pari importo (invece delle 24 attualmente previste); proroga la sospensione del versamento dei contributi previdenziali e assistenziali e dei premi di assicurazione, posticipando la data di inizio del rimborso dal mese di maggio 2018 al mese di gennaio 2019 e prevedendo, al contempo, la possibilità di estendere il periodo di rateizzazione dagli attuali 24 a 60 mesi; proroga al 1° gennaio 2019 i termini per la notifica delle cartelle di pagamento e per la riscossione delle somme risultanti dagli atti  emessi dall’Agenzia delle entrate e dall’INPS;stabilisce la sospensione del pagamento del canone RAI fino al 31 dicembre 2020 e la ripresa della riscossione – senza applicazione di sanzioni e interessi – dal 1° gennaio 2021;proroga al 1° gennaio 2019 la sospensione dei pagamenti delle fatture relative alle utenze per i soggetti danneggiati.

Il centro convegni dell’Abbazia di Praglia (Pd), ha ospitato una tre giorni di lavori, dedicata al tema “Terre di Benedetto. Paesaggi Feriti”. Autorevoli gli interventi che si sono susseguiti, avviando la riflessione e il confronto sulle drammatiche conseguenze dei recenti eventi sismici che hanno colpito l’Italia centraleA racchiudere l’idea delle giornate di studio, il motto benedettino “E vulnere ubertas” che, intagliato nell’Abbazia di Praglia, dà il senso della distruzione e della speranza di una rinascita. Tra gli illustri relatori, il prof. Massimo Sargolini, docente di Urbanistica all’università di Camerino. Nel suo intervento, il docente ha anzitutto presentato il lavoro del comitato scientifico di cui fa parte, per la ricostruzione dei territori devastati. In evidenza, da un lato l’importanza del paesaggio e delle interazioni fra uomo e natura; dall’altro la radicale modifica che il sisma ha determinato nella conformazione morfologica dei luoghi, dei borghi, delle città e la necessità di una nuova visione strategica.

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“Filo rosso di tutta la riflessione - dichiara Sargolini -l’esigenza di concepire e approfondire il tema del bene culturale, in stretta relazione al territorio che lo ospita; con la seconda parte del mio intervento, ho voluto invece evidenziare il percorso necessario alla rinascita dei luoghi. Un percorso- spiega il docente- che fa capo all’approfondimento e studio sui singoli beni; è una visione strategica, che rimette in gioco anche l’assetto complessivo di alcune porzioni di città o di alcuni borghi; per cui la valorizzazione e la rigenerazione dei beni culturali, è possibile nella misura in cui essi riescano ad avere anche un nuovo ruolo, probabilmente in nuove porzioni di città, in nuove parti di territori, in nuovi lembi di borghi e, anche in nuovi borghi. Piccoli spostamenti sono dunque pensabili, ammissibili e da mettere in conto. Il bene culturale è l’anima profonda di queste nuove modalità di vivere e della rigenerazione resistente, ma anche dell’innovazione. E’ sempre il bene culturale il cuore dei nuovi o dei vecchi assetti che vengono ricostruiti filologicamente, non dov’era, com’era. In alcuni casi – continua il professore- è vero che sarà un ‘dov'era com'era’; avremo quindi ricostruzione filologica di quel pezzo di borgo o del singolo bene, esattamente come era collocato e nelle modalità con cui era organizzato. In altri casi, magari rimarrà nello stesso luogo, ma sarà necessario mettere in atto tecniche costruttive, tecniche di rigenerazione e di costruzione innovative. Quindi sarà un ‘dov’era come sarà’. Ci sono anche dei casi in cui, rispetto al territorio, sarà ‘né dov'era, né com'era’ e non bisogna scandalizzarsi. Anzi, bisogna affrontarlo con coraggio con sapienza e con sensibilità perché è inevitabile che avverrà. Ci sarà bisogno di spostare alcune porzioni di borgo, alcune funzioni strategiche e alcune parti di città, in luoghi più sicuri; per cui non sarà, né dov’era, né com’era”.

Paesaggi feriti: azioni per un futuro consapevole”, tema di confronto della tavola rotonda, segnata dagli interventi di Francesca Merloni, ambasciatrice per le Città Creative Unesco, del presidente del Consiglio Nazionale degli Architetti Giuseppe Capocchin, del sindaco di Matelica Alessandro Delpriori e dell’Arcivescovo Francesco Giovanni Brugnaro.

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In primis l’arcivescovo ha inteso evidenziare l’aspetto storico di come, da San Romualdo ai Silvestrini, alle riforme di tutto il monachesimo, la circoscrizione sia stata culla del Benedettismo, ricordando anche i tempi in cui Matelica, Treia, Macerata, erano parte dell’arcidiocesi di Camerino. Come momento di verifica dell’attenzione sulle ferite del sisma, Brugnaro ha sviluppato l’aspetto che gli sta più a cuore,  riferito alla situazione attuale del territorio, dove le domande del dove, come, quando ricostruire, hanno prima di tutto bisogno di comprendere la vastità e la profondità del danno che, dal 24 agosto e fino a pochi giorni fa, il sisma ha provocato. “Ciò ha suscitato molta attenzione, scalpore e interesse – riferisce - soprattutto, per la poca notorietà e la scarsa informazione che circola sulla situazione di un territorio certamente lacerato, grazie a Dio, senza contare morti, né feriti; è talmente grave il danno che le nostre piccole e grandi comunità hanno subìto, nel patrimonio religioso, nel patrimonio civile, nelle case nelle istituzioni, che siamo messi in ginocchio. La nostra diocesi non ha disposizione nessuna chiesa. Su 470 edifici ecclesiastici, 315 sono distrutti; vi sono luoghi dove manca la comunità; i parroci sono fuori dalle parrocchie perché non ci sono canoniche. Ho cercato di illustrare come la gravità e l’attenzione debbano ad un tempo coniugarsi insieme; ci vuole tanta attenzione perché la gravità è stata tanta”. A conclusione del suo intervento, l’arcivescovo ha raccomandato di coltivare con attenzione l’aspetto del capire cosa voglia il territorio, sapendo che è un territorio sismico, evidenziando la necessità di ricostruire secondo criteri di sicurezza; “non con una certa sicurezza, ma con i criteri che scientificamente si danno”.

Carla Campetella

“Un’esperienza allucinante, non si può trattare un bambino così”. È una mamma di San Severino a parlare, Roberta Spernanzoni, e cosa sia successo è presto detto: si è trovata a dover fare ben quattro volte la strada San Severino-Macerata a notte fonda, con un bambino malato, per fare un’ecografia. Il suo piccolo, martedì scorso, aveva forti dolori ad un testicolo e alle 21 Spernanzoni, insieme a sua suocera, lo ha portato al punto di primo intervento di San Severino. Qui è stato visitato ma, non essendo più attivo il reparto pediatrico e non essendoci più il pediatra, il piccolo è stato dimesso e alla mamma è stato consigliato di rivolgersi al pronto soccorso di Macerata. “Fin qui - commenta - nulla da obiettare, ero consapevole che sarebbe successo. E così ho fatto il primo viaggio verso Macerata, dove la pediatra in servizio, l’unica quella notte, ha visitato mio figlio ma ha ritenuto che il problema fosse di competenza dell’urologo”. Il medico non era presente in ospedale ma era reperibile ed è stata la stessa pediatra a contattarlo. “Tuttavia - racconta ancora - senza un’ecografia del testicolo, il suo intervento sarebbe stato inutile. Dato che a Macerata il radiologo è presente h24, mi sarei aspettata e sarebbe stato logico fare l’ecografia lì. Ma così non è andata - aggiunge - perché senza conoscerne il motivo sono stata rimandata all’ospedale di San Severino“. A mezzanotte quindi il secondo viaggio, altri 30 chilometri. All’ospedale settempedano il radiologo è reperibile nei turni notturni e, grazie all’arrivo di una urgenza è stato preso in carico anche il figlio della giovane mamma. “Solo per lui - dice - non sarebbe venuto. Fra la visita e l’attesa del referto, all’una e mezza abbiamo finito e per fortuna il medico del pronto soccorso di San Severino ci ha fato la cortesia di avvertire l’urologo reperibile di Macerata che stavamo tornando all’ospedale. E così, per la terza volta in macchina. Quando siamo arrivati il medIco ha visitato mio figlio e poi siamo tornati a casa. Morale della favola - incalza - ho dovuto fare quattro volte quella strada, di notte, perché il radiologo di Macerata non ha effettuato l’ecografia. E il motivo non mi è stato detto“. Spernanzoni la definisce un’esperienza “allucinante”, tanto più trattandosi di un bimbo a cui, con la stanchezza dovuta ai continui trasferimenti da un ospedale all’altro, è salita anche la febbre. “Fino a poco tempo fa - spiega sua madre - soffriva di crisi compulsive dovute alla febbre. E poi, se fosse successo qualcosa per strada, di chi sarebbe stata la responsabilità?”. Spernanzoni ha poi voluto sottolineare la condizione difficile in cui opera il pediatra di Macerata nelle ore notturne, sostenendo che per risolverla basterebbe potenziare gli ospedali satellite: “La pediatria è intasata, c’è un solo medico di notte che deve occuparsi dei bambini del pronto soccorso, dei neonati, e dei bimbi ricoverati. A San Severino hanno tolto tutto, anche il reparto pediatrico, ma per fortuna che la struttura ancora c’è. Altrimenti per l’ecografia non so come avrei fatto. Anziché parlare di ospedale unico - conclude - potenzino gli ospedali satelliti”.
Gaia Gennaretti

La violenta ondata di maltempo di oggi pomeriggio ha provocato diversi disagi alla viabilità in tutto il territorio del Comune di San Severino. Gli agenti della Polizia Locale e gli operai dell’Ufficio Manutenzioni sono intervenuti per diverse chiamate. Allagamenti in viale Varsavia e lungo la strada che conduce alla località Sassuglio con relativa chiusura.

Il forte vento ha divelto cartelli, transenne e recinzioni in diversi cantieri della ricostruzione post terremoto. Alberi caduti nei pressi del santuario della Madonna dei Lumi e in via Del Vallato.

Allagamenti anche sulla strada comunale che conduce alla frazione di Maricella. 
g.g.

Taglio del nastro per il nuovo laboratorio emergenziale per macchine utensili installato nel cortile della scuola “Alessandro Luzio”, edificio di proprietà comunale, per ospitare provvisoriamente uno dei laboratori dell’Istituto Tecnico Tecnologico Statale “Eustachio Divini”. Alla cerimonia hanno preso parte il presidente della Provincia, Antonio Pettinari, il sindaco, Rosa Piermattei, gli assessori comunali Vanna Bianconi, Tarcisio Antognozzi, Paolo Paoloni e la dirigente scolastica, Rita Traversi.

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La struttura è stata benedetta dal vicario vescovile monsignor Aldo Romagnoli nel corso di una breve funzione presieduta dal cardinale monsignor Edoardo Menichelli. Soddisfazione per l’inaugurazione della nuova struttura è stata espressa dal presidente Pettinari e dal primo cittadino settempedano. “Un istituto tecnico o professionale senza laboratori - ha sottolineato Pettinari - non può esistere. Per quanto riguarda l’Itts “Divini” finalmente procederemo proprio in queste ore con il primo getto delle fondazioni e subito dopo avvieremo i lavori per il piano terra. Per essere più rapidi - ha concluso - abbiamo realizzato la variante al progetto pur non avendo gli 80mila euro aggiuntivi che ha stanziato l’ufficio del Commissario straordinario per la Ricostruzione. Avremmo dovuto aspettarli ma abbiamo deciso di proseguire con le economie della gara”.   Ringraziamenti sono giunti anche dalla dirigente scolastica, Rita Traversi: “La Provincia ha messo tanto impegno per questo laboratorio. Ora sarà destinato agli studenti di meccanica”. “Siamo tutti consapevoli di essere davanti a una realtà che ci sovrastata - ha commentato il cardinale Menichelli benedicendo l’opera - La ricostruzione complessiva è frutto di una molteplicità di tessere e la loro armonia fa la bellezza dell’intero mosaico. L’armonia delle responsabilità fa la bellezza della ricostruzione. Noi possiamo sollecitare e pregare a voi di fare - ha detto rivolgendosi alle cariche istituzionali presenti - ma cerchiamo di lavorare insieme”.     

L’opera, per un costo complessivo di 90mila euro, è stata realizzata dalla Provincia grazie a un finanziamento del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca.

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Conclusa con successo la riparazione della rottura della condotta idrica dell’Acquedotto Acquasanta riscontrata a Pieve Torina in località Pinturetta di Lucciano. A causa della rottura lo scorso venerdì era stato necessario interrompere l'erogazione idrica a servizio dei comuni di Camerino e Muccia.

La Ditta specializzata incaricata tempestivamente dall''Unione Montana Marca di Camerino, proprietaria dell'infrastruttura idrica, è intervenuta con competenza operando peraltro in condizioni difficoltose e in giorni festivi.  Le Amministrazioni Comunali di Camerino (tramite la ASSM di Tolentino)  e Muccia sono state in grado di sopperire  efficacemente e puntualmente  ai disagi dovuti alla riduzione degli apporti idrici in alcune zone dei rispettivi territori.

 

Un evento fuori dal solito, sabato pomeriggio, per l’Istituto Lucatelli presso l’Aula Magna colma di alunni, genitori ed insegnanti per la “Festa del gelato”.

L’evento è stato organizzato dalle classi 5^ A/B/E a conclusione del progetto “Cibo e acqua per tutti”, svoltosi per l’intero anno scolastico. Sono intervenuti il Dott. Luca Belli e il dott. Roberto Ceci che con l’aiuto di immagini hanno dato consigli e nozioni per una corretta alimentazione, mettendo in evidenza l’importanza della dieta Mediterranea con le sue caratteristiche nutrizionali e/o nutrizionistiche e i rischi per la salute dovuti ad una cattiva alimentazione.

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“Il gelato: bello fuori e buono dentro” è stato l’argomento trattato dalla dott.ssa Giorgia Vici. Il gelato è un alimento ghiottissimo, buono e rinfrescante, ha affermato l’esperta, è uno degli alimenti più consumati nella bella stagione. A ragione, perché il gelato non solo è buono, ma fa anche bene!
E bando alle diete… se consumato in modo intelligente, a beneficiarne sarà anche la linea. L’ importante è saper scegliere bene tra la miriade di prodotti che si trovano in commercio e non eccedere in golosità. La platea ha mostrato grande interesse facendo domande e ponendo quesiti. Al termine della conferenza gli alunni hanno preso parte al “Laboratorio dello zucchero” e ai “Laboratori di arte creativa “svolti dalla Ludoteca del Riuso.                                     

In rappresentanza del Comune di Tolentino è intervenuto l’assessore Giovanni Gabrielli complimentandosi per l’iniziativa educativa ed istruttiva.Grande soddisfazione e curiosità da parte di tutti all’arrivo del Carrettino del gelato della Gelateria Enjoy di Tolentino che per l’occasione ha creato un nuovo gusto “ Largo ai golosi” un muffin alla carota variegato con crema di nocciole e cereali, apprezzato da grandi e piccini.Ora non ci rimane di gustare il gelato con più consapevolezza e conoscenza dato che l’estate è quasi arrivata nelle giornate più afose magari in dolce compagnia!  In questo modo l’Istituto Comprensivo Lucatelli. attraverso tale iniziativa, ha fornito gli strumenti necessari per crescere culturalmente, psicologicamente e socialmente ed acquisire nozioni di educazione alimentare utili per una corretta crescita. La scuola è prima di tutto studio, conoscenza, cultura, apprendimento dei saperi, ma è anche educazione, teatro di crescita civile e di cittadinanza.

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Al relais Torre del Parco, sabato 26 maggio serata anteprima per l’undicesima edizione del “Ducato in un bicchiere. Nico Speranza, titolare della Cantina “Vittorini ”di Monsampietro Morico ( Fermo) è “ Il vignaiolo dell’anno”. La Cantina “Serenelli “ Vigne Magiche in Varano (An) è risultata vincitrice tra “ Le cantine dell’eccellenza”. I premi sono stati assegnati nel corso di una elegante cerimonia seguita da una gustosa cena con menù degustazione in abbinamento ai vini di produzione del vincitore del premio “ Il vignaiolo”. Alla presenza del presidente dell’associazione Sergio Gubinelli e del vicepresidente Sergio Poeta, dell’assessore al Bilancio del Comune di Camerino Roberto Mancinelli e del rettore di Unicam Claudio Pettinari, sono stati consegnati i riconoscimenti ai titolari delle due cantine, rispettivamente Nico Speranza e Aldo Serenelli.

 

Foto di copertina: Aldo Serenelli e Nico Speranza

 

 

Nella foto sotto il vignaiolo dell'anno Nico Speranza, titolare della Cantina Vittorini

Nico Speranza

Alberto Serenelli

Nella foto sopra Aldo Serenelli della omonima Cantina 

Grande attesa ora per quella che sarà la giornata clou della manifestazione” Il ducato in un bicchiere” in programma il prossimo sabato 2 giugno all’interno della suggestiva cornice dei giardini del relaisTorre del Parco dove, a partire dalle ore 15.30 prenderà il via il percorso enologico con la partecipazione di oltre 25 cantine da tutta la regione e dell’”ospite straniero" della manifestazione, quest'anno la cantina abruzzese Josci e Marchesani.

Stand- degustazione, gastronomia, mostre collaterali, mercatini e concerti jazz, arricchiranno l’undicesima edizione di un evento che nel tempo ha conquistato sempre più apprezzamento. Possibili anche visite guidate ai locali della Torre rinascimentale fatta edificare da Giovanni Da Varano. 

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Consegnate a Camerino le chiavi delle 43 casette dell'Area Cortine Ovest. Una nuovissima viabilità dotata di rotatoria, immette a quello che somiglia ad un piccolo villaggio turistico, affacciato su un bellissimo panorama racchiuso tra le montagne; spazi a verde arricchiscono la zona, corredati da panchine, alberelli e altalene. Oltre cento famiglie tornano a toccare da vicino i ricordi di una vita, riappropriandosi delle proprie radici. Appena di fronte, operai e mezzi, continuano a preparare l'area di completamento sulla quale verranno posizionate ulteriori SAE.

 “ Non una festa ma una grande gioia per la comunità;  la gioia è quella di vedere i volti felici di persone che da tempo non si incontravano più “- Così il sindaco Gianluca Pasqui ringraziando i numerosi nuclei familiari in fila, davanti al tavolo approntato  per tutte le procedure del caso “ Vi ringrazio per l'affetto, per l’amore e il sostegno che mi date tutti i giorni.  Siete un popolo silenzioso- ha detto il sindaco prima di procedere alla consegna delle chiavi-  e dal vostro affetto io traggo la forza per affrontare tutte le difficoltà quotidiane. Davvero vi ringrazio per i vostri silenzi e per la sopportazione”.

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Abbracci e tanta commozione tra le numerosissime persone presenti all'appello, molte delle quali, lontane da Camerino dall’ottobre 2016. Una sofferenza repressa e soffocata nello stomaco ma che riemerge ogni qual volta ci si ritrova insieme, e che, solo le lacrime che non si riesce a trattenere, valgono a descrivere appieno.

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Duro e difficile è stato il percorso per arrivare alla consegna di questi strumenti che dovevano essere di grande emergenza e che, dopo il periodo che è passato, saranno strumenti di vita importante per le nostre famiglie e per il futuro- ha detto il sindaco- Si potrà dire che si poteva fare meglio; sicuramente si, ma al di là di tante cose che si leggono e che vengono scritte, il rispetto delle norme e di un iter procedurale, sicuramente ha portato a quelle che si chiamano soluzioni abitative emergenziali che non so, considerato il tempo passato, se effettivamente erano lo strumento giusto. Resta il fatto che oggi non si può parlare di momento di festa ma reputo che sia comunque una grande gioia per la comunità e per tutti coloro che hanno lavorato tantissimo su questi argomenti. La gioia è quella di vedere volti che è da tempo che non vedevo più, il che significa che stiamo riacquistando piano piano la nostra comunità. Io spero da qui a un anno e, considerato quello che è successo, di poter contare ancora pochissime persone lontane da questa terra. Ad oggi già siamo passati da 6900 persone in assistenza a 3100 circa Abbiamo fuori 1339 camerinesi e ci sono 311 SAE che vengono consegnate in totale. Ognuno di voi può dunque farsi due conti, per capire quello che riusciremo a riportare insieme.  Mi scuso con tutti coloro che non apprezzano queste aree che sono state scelte per un motivo: insieme alla mia amministrazione che ringrazio insieme a tutti gli uffici che stanno lavorando in maniera incessante, alle ditte che hanno portato a conclusione i lavori, si è cercato di tenere la comunità il più possibile vicino ai centri di interesse. Ho sbagliato?- ha continuato Pasqui- Oggi quasi mi viene da dire, probabilmente sì;  la cosa migliore era forse portare la comunità a Torre del Parco e per me sicuramente sarebbe stato più semplice; avrei guadagnato qualche mese; non avrei scelto su 12 aree SAE;  al massimo ne avremmo realizzate una o due in pianura e la gente probabilmente sarebbe stata più contenta e magari avrebbe avuto prima anche le chiavi; invece io ho fatto l'esatto opposto. Tutte le sere quando vado a casa e mi metto a dormire, mi interrogo su quanti errori ho commesso e sono sempre troppi; la mattina quando mi sveglio mi interrogo su quanti errori commessi  non riesco a sanare e, sono sempre troppi. Da camerinese, da figlio di questa terra da padre di figli che sono su questa terra, non posso non sentire la grande volontà di far rivivere insieme questo territorio e allora, ho voluto tenere la gente vicina ai centri d'interesse, vicino alla città, tenere gente nelle piccole frazioni. Perdonatemi ma questa è stata la mia volontà. Un sindaco deve decidere, perché quello è il suo ruolo, magari decidere anche sbagliando e chiedendo scusa per gli errori".

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Poco sopra all'area Cortine Ovest, procedono intanto i lavori per la realizzazione del centro commerciale e- come ha sottolineato il sindaco-  dal quale si riavrà una piazza dove ritrovarsi e rivivere bei momenti. " Ho voluto con grande forza quella progettualità e non i container- ha detto Pasqui-; per i prossimi anni che nessuno sa quanti saranno, lì avremo qualcosa di reale e concreto". Oltre al centro commerciale, sempre in zona, verranno realizzate una scuola, un asilo,  un centro di aggregazione un oratorio, e un' area a verde attesa da vent'anni. " Se pensate a quello che c'era il 23 agosot 2016, - ha dichiarato il primo cittadino- vi renderete conto che nulla si è fermato e che tutto quello che c'è  risponde ad una volontà ed una linea ben precisa dell'amministrazione".  

Prossima consegna tra 15-20 giorni per l'area Cortine centro e a seguire, a cadenza più o meno quindicinale, verranno via via distribuite le chiavi delle altre aree ai piedi della zona rossa. Cortine Est e San Paolo. Tempi più lunghi invece per la consegna delle casette dell'area Cortine Completamento, tuttora interessata dai lavori preparatori.   

 

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