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I carabinieri del nucleo radiomobile della compagnia di Macerata, hanno denunciato un cittadino Pakistano, 40enne, residente nel maceratese, per falsità e contravvenzionato per guida senza patente.
I militari, nel corso di controlli alla circolazione stradale, hanno proceduto alla verifica dei documenti di guida e circolazine di una vettura comdotta dallo straniero.
L’uomo ha esibito una patente rilasciata dal paese d’origine sulla cui genuinità i militari hanno avuto subito qualche perplessità. Infatti, da successive verifiche, è emerso che il documento era difforme da quello stabilito dall’autorità di quello stato.
Il documento è stato sequestrato e l’uomo denunciato per falso e contravvenzionato in via amministrativa per guida senza patente.
La notte scorsa lungo la SP 78, militari della compagnia Carabinieri Tolentino hanno svolto un servizio di controllo degli esercizi pubblici e della circolazione stradale tra i comuni di Urbisaglia, Loro Piceno, Sarnano e Penna San Giovanni. Terminato il servizio alle prime luci dell'alba,il controllo dei militari ha riguardato circa 120 persone, oltre 80 autovetture, 4 locali pubblici e anche un casolare abbandonato,considerato possibile rifugio di senzatetto ma, trovato vuoto. L'operazione si è conclusa con il risultato di 10 contravvenzioni elevate, per un importo di oltre 1000 euro e 20 punti sottratti alle patenti dei conducenti . Elevate due sanzioni amministrative ad un locale pubblico per un importo di circa 2000 euro.
Riaperto a Cessapalombo il Giardino delle Farfalle. Era stato chiuso a causa del terremoto ma la tenacia dei titolari e dell’amministrazione comunale ne ha permesso la riapertura. Un fiore all’occhiello, non solo per il Comune, secondo il sindaco Giammario Ottavi: “Il Giardino delle Farfalle era diventato un punto di riferimento. Riusciva a fare 5 o 6mila ingressi l’anno. Cioè altrettante persone che visitavano il nostro territorio favorendo l’economia di Cessapalombo. Purtroppo col terremoto - racconta - la struttura era andata distrutta e tutto si era fermato. È stato un momento di pausa in cui non si sapeva cosa fare. Io e i gestori però abbiamo creduto che potesse rinascere e così da tutta Italia si è attivata una rete di solidarietà”. Con la Regione è stato aperto un discorso di delocalizzazione della struttura e poi, con l’aiuto di fondi regionali da un lato, e di libere donazioni dall’altro, il parco è stato riaperto: “Potevamo concludere i lavori anche qualche mese prima - dice Ottavi - ma purtroppo la burocrazia e le condizioni meteorologiche ci hanno fatto un po’ ritardare. È comunque un ottimo risultato per noi e per i paesi vicini. Il flusso turistico interesserà anche altri Comuni”.
Non è stato possibile rifare il museo virtuale ma sono state introdotte altre novità che migliorano, secondo il sindaco, la qualità del Giardino delle Farfalle. “La situazione è forse migliorata, perché le novità riguardano il nostro territorio anche dal punto di vista della nostra fauna, del nostro paesaggio”.
Proposta di legge 145? "Quali sono gli obiettivi? Dov'è il piano sanitario regionale? Si fermi l'iter"
07 Apr 2018Proposta di legge regionale 145. Al via il dibattito. Si è svolto ieri sera al Palazzo Servanzi Confidati l’incontro organizzato dal comitato per la difesa dell’ospedale di San Severino per parlare della proposta di legge 145 della giunta regionale. L’obiettivo della manovra sarebbe avviare una sperimentazione di gestione congiunta tra pubblico e privato in ambito sanitario. Più nello specifico, consentirebbe al privato di gestire alcune strutture ospedalieri o servizi specifici del pubblico.
All’assemblea hanno preso parte i tre neoletti alla Camera e al Senato del territorio: Giuliano Pazzaglini, Tullio Patassini e Francesco Acquaroli. Presenti anche i consiglieri regionali Elena Leonardi e Luigi Zura-Puntaroni nonché i consiglieri comunali di minoranza Pietro Cruciani, Massimo Panicari, Gabriela Lampa e Mauro Bompadre.
Non erano presenti tuttavia né il sindaco Rosa Piermattei né qualcuno che facesse le sue veci e rappresentasse l’amministrazione. Quest’assenza ha peraltro destato parecchio dissenso ed è stata definita uno “sgarbo istituzionale”, proprio nei confronti dei tre onorevoli e dell’importanza che rappresenta la loro presenza a Roma per il territorio.

Il consigliere Leonardi, vice presidente della commissione sanità, ha spiegato in cosa consiste la proposta di legge riflettendo sulla poca chiarezza in merito agli obiettivi che si vorrebbero perseguire: “Le sperimentazioni gestionali sono già normate con un decreto ministeriale del 1992. Lo scorso anno la giunta regionale ha presentato la proposta di legge 145 che recentemente è arrivata in Commissione Sanità. Personalmente ho votato contro, perché non è chiara la sua finalità”.
C’è già stata una sperimentazione di questo tipo nelle Marche, racconta Leonardi, all’ospedale di Sassocorvaro, ma la definisce un fallimento: “Da tempo in commissione ne chiedevamo i dati ma ce li hanno forniti su un foglio volante all’ultima riunione in cui avremmo dovuto esprimere il nostro voto. Se è andata male, perché vogliono riproporla?”. Ad aggravare il quadro, secondo il consigliere, il fatto che la Regione non abbia elaborato un piano sociosanitario, che dovrebbe essere la base di qualsiasi programmazione: “Quello delle Marche è scaduto nel 2014 e Ceriscioli disse che era uno strumento vecchio e non più idoneo, ritenendo che fosse meglio adeguarsi direttamente alle imposizioni del Governo. Questo è sbagliatissimo perché i dati e i numeri su cui si basano le normative nazionali sono parametri che non tengono conto delle esigenze che variano da territorio a territorio”.
Secondo Pazzaglini, gestione pubblica non è sinonimo di efficienza ma prima di affrontare qualsiasi proposta di legge, andrebbe fatta una riflessione sul funzionamento della sanità e su come gestirla al meglio: “Cosa funziona? Cosa non funziona? Prima avrei individuato delle priorità, e poi i modus operandi per gestirle. Interromperei l’iter di questa proposta di legge e mi confronterei con le amministrazioni comunali per cercare di capire in cosa concentrarsi. Spero in un atto di responsabilità della giunta”.
Il consigliere regionale Zura-Puntaroni ha fatto sapere, da parte sua, di aver già chiesto alla Regione Lombardia (dove c’è già questa gestione congiunta tra pubblico e privato) di mettere a disposizione un esperto che “possa venire da noi a illuminarci sulla declinazione della sanità nella loro Regione”.
Anche per Acquaroli è necessario uno stop dell’iter e una riflessione sugli obiettivi che si vogliono raggiungere in futuro: “Negli ultimi 10 anni abbiamo assistito ad una politica regionale sanitaria volta allo smantellamento del sistema sanitario vigente e nessuno ad oggi riesce a comprendere dove si voglia realmente arrivare. Bisogna avere le idee chiare - ha aggiunto - perché il rischio è che si facciano dei danni per poi dover tornare indietro con un grande sperpero di denaro. A mio avviso il dibattito sulla 145 in questo momento è politicamente inopportuno e oltretutto bisognerebbe prima farsi una domanda: dove vogliamo arrivare da qui a 15 anni? Quale modello infrastrutturale possiamo garantire accanto a quello sanitario? Come vogliamo raggiungerlo? Credo che la Regione debba interrompere la discussione sulla 145 e su tutta la riforma sanitaria”.


Patassini, dal canto suo, si è soffermato sui danni che alcune politiche regionali hanno provocato in materia sanitaria e sul discorso dell’ospedale unico: “L’accentramento - ha detto - non sempre è sinonimo di qualità e risparmio. Teniamo le strutture che abbiamo e investiamo piuttosto sulle infrastrutture, anche tecnologiche. Per i servizi essenziali non c’è bisogno di allontanarsi dai territori e di accentrare. Qui c’erano delle eccellenze che sono state distrutte, come il punto nascite e credo che, quando i dati disegnano una Regione che sta invecchiando, che fa difficoltà a far crescere il tasso di natalità, decidere di chiudere i punti nascita sia una follia. Le scelte vanno fatte con la logica del territorio e l’amore per i cittadini. E senza l’attenzione dei consiglieri regionali questa proposta di legge sarebbe passata in sordina. Facciamo attenzione alle persone - ha concluso - gli algoritmi lasciamoli ad altri”.
A concludere è stato Marco Massei, vice presidente del comitato settempedano che ha esternato il timore per un disegno volto proprio a favorire l’intervento dei privati: “La mia paura è che l’ospedale unico sia un diversivo. Nel frattempo la Regione taglia i servizi e spoglia le piccole strutture. Un giorno si accorgeranno che non ci saranno i soldi per realizzare il presidio unico e il progetto naufragherà. In tutto questo la 145 non sarebbe casuale ma l’ultimo tassello di un disegno pensato a monte, per far intervenire il privato senza alcun limite. La proposta è ancor più grave dato che non c’è dietro una progettualità. Se fosse così - ha concluso - bisogna stoppare l’iter di questa proposta, mettersi a tavolino e capire qual’è il progetto, quali sono gli obiettivi”.
Pieve Torina- Posa della prima pietra per la scuola dell'infanzia, donata da Fondazione Francesca Rava
06 Apr 2018Posa della prima pietra per la nuova scuola dell'infanzia di Pieve Torina. L'istituto sarà realizzato dalla Fondazione Francesca Rava, che, dopo gli edifici donati ad Arquata del Tronto, Norcia, Cascia e ad Eggi di Spoleto, costruirà così l'ottava scuola sull'intero cratere sismico del Centro Italia. Antisismica e definitiva, la scuola dell'infanzia di Pieve Torina, potrà accogliere, già dal mese di settembre, fino a 60 bambini. Per l'edilizia verranno utilizzati solo materiali naturali: fibra di paglia, terra cruda e fibra di legno. Alla cerimonia, aperta dalla benedizione dell'arcivescovo Francesco Brugnaro, presente anche la commissaria straordinaria alla ricostruzione Paola De Micheli, insieme al primo cittadino Alessandro Gentilucci, all'assessore regionale Angelo Sciapichetti, alla presidente della fondazione Maria Vittoria Rava, accompagnata da un folto gruppo di sostenitori del progetto, arrivati da ogni parte d'Italia. La posa della prima pietra è avvenuta nel cantiere dove l'edificio verrà costruito.

" Non posso essere che felice e soprattutto grata alla fondazione Rava per questo straordinario gesto di solidarietà- ha dichiarato la Commissaria De Micheli- Investire sui bambini è un segno di speranza in un territorio ferito dove purtroppo ogni tanto tornano a farsi sentire le scosse. Sappiamo che dobbiamo avere dedizione, velocità e determinazione- ha aggiunto - . Oggi è una bella festa per questa comunità perchè è un seme di speranza e di fiducia per chi ha sofferto e ha bisogno di sollevarsi. Noi ci siamo perchè vogliamo continuare a lavorare, a fare, a sostenere, non solo la generosità degli altri, ma anche la forza delle istituzioni che, vogliono e debbono risolvere i problemi".
" Una posa simbolica - ha commentato il sindaco Gentilucci- ma che rappresenta molto per noi. Siamo nella stessa area di sedime dove sorgeva la vecchia scuola materna in parte crollata e, in parte abbattuta, in quanto non più recuperabile a seguito degli eventi sismici. Sulla nostra destra c'è il campanile che rappresenta le nostre radici e l'identificazione della nostra collettività. E guardiamo avanti, guardiamo al futuro attraverso quest' opera moderna. Il leit motiv- ha aggiunto - è lo stesso della scuola inaugurata lo scorso anno. Procediamo con le donazioni perchè rappresentano la velocità nella ricostruzione definitiva; ripartiamo sempre dai più piccoli, investiamo sul futuro e sulle nupove generazioni. Siamo ripartiti con l'asilo in una struttura provvisoria e c'erano solo nove ragazzini- ha dichiarato- ; oggi ne abbiamo già 20 e possiamo affermare che ben presto saranno 40, cioè il numero garantito prima delle scosse dell'ottobre 2016. Abbiamo chiesto un'inversione di tendenza per questi che sono territori catastroficamente colpiti, nel tentativo di ridare velocità a delle terre che, oggettivamente, si trovano oggi in disperate condizioni ".

"Un segnale di ripresa e di speranza per Pieve Torina e per tutto l'entroterra maceratese": così l'assessore regionale Sciapichetti: " Vogliamo ripartire dalle scuole per ricostruire le comunità, per riportare le famiglie e ridare sviluppo ad un territorio duramente messo in ginocchio dal sisma del 2016"
" La costruzione di questa nuova Scuola dell’infanzia è frutto di un grande lavoro di squadra tra Fondazione, il Comune di Pieve Torina con le Istituzioni e i nostri donatori, alcuni dei quali presenti qui oggi per vedere con i propri occhi l’importanza del loro aiuto in questa terra così duramente colpita», ha detto Mariavittoria Rava, presidente della Fondazione Francesca Rava che aiuta i bambini in condizione di disagio in Italia e nel mondo. «Sarà una scuola non solo antisismica, ma anche bella, rispettosa dell’ambiente e progettata con il contributo creativo dei marchigiani. Un altro importante traguardo a favore dei bambini».
Il progetto tecnico architettonico e la direzione artistica sono a cura della Scuola di Architettura e Design dell’Università di Camerino.
Il progetto sarà realizzato con il sostegno dei partner strategici Alleanza delle Cooperative Italiane (Agci-Confcooperative-Legacoop), CGIL-CISL-UIL. Ha contribuito anche l’Accademia Nazionale dei Lincei che ha conferito nel 2017 alla Fondazione Francesca Rava il Premio “Antonio Feltrinelli” per una impresa eccezionale di alto valore morale e umanitario conseguente al sisma e alla catastrofe naturale che ha colpito le zone e le popolazioni del centro Italia. A Pieve Torina, in rappresentanza dell’Accademia dei Lincei, il Presidente emerito Lamberto Maffei, alla guida della Fondazione “I Lincei per la Scuola”.
L’area di progetto, occuperà una superficie di circa 1550 mq; Moncler sosterrà la realizzazione dell’area giochi.
Il campetto sportivo, sarà realizzato grazie al contributo di Fondazione Milan.


Grave incidente in superstrada in direzione Civitanova, dopo l'uscita di Tolentino est. Chiusa la carreggiata per oltre un'ora e mezza. Una carambola di auto, lungo la superstrada nel territorio di Tolentino, ha reso necessario intorno alle 15:40 l'intervento dei vigili del fuoco e la chiusura del traffico in direzione monti-mare. Coinvolti tre auto e un camion. Le squdre dei pompieri hanno lavorato per mettere in sicurezza tutti i mezzi coinvolti, con l'ausilio di due autopompe, una della sede di Macerata e una di Tolentino. Dalle 17:15 circa, dopo un'ora dal momento dell'incidente, una corsia della carreggiata è stata riaperta al traffico. Sul posto anche la polizia stradale e i carabinieri per i rilievi del caso e i sanitari del 118. Da accertare ancora la dinamica dell'incidente.


Rivisitazione e nuova definizione del cratere, personale da destinare alle pratiche della ricostruzione, questioni abusi, caserma dei carabinieri e nuovo carcere, soprattutto il rilancio di una città e di un territorio che il sisma ha letteralmente messo in ginocchio. Questi i più importanti argomenti messi sul tavolo nel corso delle oltre due ore di colloquio riservato che il sindaco di Camerino Gianluca Pasqui, presente anche il rettore di Unicam Claudio Pettinari, ha avuto con il commissario straordinario alla ricostruzione Paola De Micheli. "Un incontro particolarmente significativo che ha permesso di sviscerare problematiche fondamentali nella gestione del terremoto – le parole del sindaco Pasqui – Anzitutto, come sostenuto anche nella lettera inviata da alcuni primi cittadini allo stesso commissario, la rivisitazione del cratere in base ai livelli di danno. L'onorevole De Micheli ha accolto in maniera costruttiva quelle che sono le nostre esigenze, chiedendo allo stesso tempo di portare casi concreti da poter attuare. Per questo inizieremo da subito a lavorare, insieme con i sindaci e coinvolgendo il nostro ateneo, per dare al commissario motivazioni importanti al fine di poter attuare una rivisitazione del cratere. In secondo luogo la problematica del personale in quanto non si può affrontare una ricostruzione senza la presenza di persone che lavorano per la stessa, tanto più oggi che il comune è diventato soggetto attuatore e, quindi, ha ancora maggiore bisogno di professionisti in grado di svolgere tale attività. Il comune di Camerino aveva richiesto 20 unità e di queste ce ne sono state assegnate 15, ma autorizzate soltanto 12. Un numero sicuramente inadeguato, considerato anche che lo stesso numero di figure professionali è stato assegnato a comuni che hanno una popolazione di gran lunga inferiore. Di conseguenza ci troviamo di fronte ad una situazione molto impegnativa rispetto alle risorse umane che ci sono state assegnate. Infine l'argomento abusi. Non è, infatti, tollerabile che ci siano situazioni abusive sul territorio sulla base della normativa attuale. E' ovvio che se le norme non vengono modificate gli enti preposti al rispetto delle norme non possono fare a meno di intervenire. Ho chiesto, dunque, al commissario che venga sospesa la normativa ordinaria per il periodo necessario alla ricostruzione, così che le strutture provvisorie costruite dai privati non siano più considerate abusi. Anche in questo caso l'onorevole De Micheli non ha avuto un atteggiamento di chiusura, ma si è mostrata disponibile al dialogo, chiedendo anche che le venga fornito un prospetto che possa andare a sanare queste situazioni". Una convergenza di vedute quella che è emersa, come testimoniano anche le parole del commissario De Micheli. "Ci siamo lasciati con diversi compiti per casa – il suo commento all'esito dell'incontro – al fine di riuscire a darci una mano per poter affrontare le prossime questioni di carattere legislativo. Personalmente ritengo molto arricchente il percorso di dialogo intrapreso con i sindaci che sono in prima linea e che, per questo, possono illuminare chi ha ruoli di maggiore responsabilità". Un dialogo costruttivo che si inserisce nel lungo percorso di una ricostruzione che vede la comunità di Camerino, per storia, carattere dei suoi abitanti, tradizione, in grado di poter rinascere, come l'Araba Fenice, dalle proprie ceneri.

"Dopo di noi" per i disabili. Non rimarrà un sogno nel cassetto dell'amministrazione Piermattei
06 Apr 2018Sarà presto realtà, a San Severino, il progetto di residenzialità per disabili gravi “Dopo di noi”.
Il denaro arriverà per la maggior parte dagli sms solidali che tanto avevano fatto discutere mesi fa.
Si tratta di un’iniziativa a favore di soggetti diversamente abili o con disabilità grave non provocata dall’invecchiamento o da patologie ad esso collegate, privi del sostegno familiare una volta deceduti i genitori.
Più nello specifico, così come indicato dalla legge 104 del 1992, il “Dopo di noi” riguarda interventi innovativi di residenzialità per la creazione di alloggi di tipo familiare o di co-housing o soluzioni abitative extrafamiliari per fronteggiare eventuali emergenze. Il progetto ovviamente non necessita solo di strutture adeguate ma anche di personale formato, presente 24 ore al giorno.
L’importo stimato per la realizzazione del progetto è di 62.386 euro.
L’ufficio speciale ricostruzione ha deciso di erogare 42mila euro per la realizzazione del progetto, e l’amministrazione ha dovuto trovare il restante denaro tra le svariate donazioni pervenute direttamente al Comune in seguito al sisma. I mancanti 20.386 euro verranno coperti con una parte della donazione del Comune di Pitigliano. A breve quindi, il centro per disabili “Il Girasole” non solo avrà una nuova sede per le attività diurne, ma anche una struttura residenziale per poter seguire quei soggetti che non hanno più una famiglia e non sono in grado di badare al loro sostentamento.
“Cosa dobbiamo fare quando i nostri figli si ammalano nel fine settimana o durante le festività? La guardia medica pediatrica è un segno di civiltà". L'aveva annunciata qualche settimana fa Cristina Marcucci, presidente dell'associazione Help Sos Salute e Famiglia, ed ora è partita la petizione con la quale si chiede l'attivazione della guardia medica pediatrica o, quanto meno, che le guardie mediche siano formate ad intervenire anche in caso di neonati o bambini. Perché ciò, dice Marcucci ma anche altre mamme che hanno segnalato la problematica attraverso diversi canali, non accade e la cosa si aggrava nei fine settimana, nelle ore notturne o nei giorni festivi.
"Il primo tentavo - si legge nella petizione - in casi di necessità è quello di chiamare il pediatra di libera scelta che purtroppo, spesso, non è reperibile. Poi la guardia medica, che non è un pediatra, e spesso alza le mani quando si trova a dover prescrivere farmaci a un neonato o bambino. Allora si prova a portarli al pronto soccorso più vicino sperando di non dover attendere interminabili ore". Già, perché a Macerata, nelle ore notturne, nei fine settimana e durante i festivi il medico pediatra è soltanto uno e deve far fronte alle esigenze del reparto, a quelle della sala parto e a quelle del pronto soccorso.
"Chi se lo può permettere - continua il testo della petizione - chiama un pediatra privato a pagamento. Non chiediamo di avere pediatri disponibili, perché sappiamo benissimo che c'è una grande carenza di queste figure, ma di dottori formati anche in ambito pediatrico che il fine settimana o nei festivi rispondano alle esigenze sanitarie dei nostri bambini".
In altre regioni, il servizio richiesto dall'associazione Help è stato attivato proprio grazie ad una efficace raccolta firme: "Garantire la guardia medica pediatrica tutti giorni, 24 ore su 24, è un segno di civiltà e rispetto. Chiediamo il contributo di tutti con una firma, affinché la regione e l'Area Vasta 3, dopo la chiusura di reparti pediatrici importanti di riferimento, cominci a pensare a come fornire questo servizio fondamentale ai propri cittadini. Confidiamo - conclude - in un esito positivo dato che la nostra regione si professa all'avanguardia sul piano sanitario”.
(Ecco il link per la petizione https://www.change.org/p/luca-ceriscioli-guardia-medica-pediatrica-gratuita-provincia-di-macerata?recruiter=756983038&utm_source=share_petition&utm_medium=facebook&utm_campaign=share_petition&utm_term=share_for_starters_page)
Deve ancora approdare in consiglio regionale per l'approvazione ma fa già discutere la proposta di legge 145 della giunta regionale. L'obiettivo sarebbe, fra le altre cose, quello di affidare alcune strutture ospedaliere o reparti chiusi ad operatori privati della sanità.
Per capirne di più ed aprire una discussione costruttiva in merito, il comitato per la difesa dell'ospedale Bartolomeo Eustachio ha organizzato, per questa sera alle 21 presso la sede della Tavolozza (in via Cesare Battisti, San Severino), un incontro pubblico che il vicepresidente del comitato Marco Massei ha definito "esplorativo". Parteciperanno i neoletti parlamentari Giuliano Pazzaglini, Tullio Patassini e Francesco Acquaroli, insieme ai consiglieri regionali Luigi Zura-Puntaroni, Sandro Bisonni e Elena Leonardi. La serata ha lo scopo di "avviare una discussione ed un confronto costruttivi per capire pro e contro della proposta di legge 145 - ha specificato il segretario del comitato Mario Chirielli - ed anche il punto di vista dei politici che ci rappresentano a Roma e in Ancona".
(In foto, una vecchia riunione del comitato a cui prese parte anche il sindaco di San Severino Rosa Piermattei)
g.g.
