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Camping “Il quercione” a Ussita, una vicenda infinita. Mentre dal punto di vista giudiziario, dopo la deposizione in aula di Emanuela Leli, che gestiva l’area sequestrata fino al 2017, avanza il processo contro gli ex sindaci Marco Rinaldi e Sergio Morosi, sotto il profilo politico la minoranza in consiglio comunale interroga l’amministrazione Bernardini.

“Una vicenda che seguo non solo come consigliere comunale, ma anche perché sollecitato al riguardo da diversi cittadini, alcuni dei quali con interessi indiretti nella vicenda – spiega il capogruppo Guido Rossi – Da quanto è dato sapere sembrerebbe che la Levi abbia ragione, ossia che questo camping sia stato realizzato in un’area inedificabile per la presenza di numerosi vincoli. Quello che più mi sconcerta, però, è il fatto che questo camping sia stato autorizzato e addirittura acquistato dal comune per una cifra per quei tempi molto consistente. Ecco, dunque, il motivo dell’interrogazione presentata nella quale chiedo al sindaco Bernardini di chiarire quanto è successo e quelli che sono i reali termini della vicenda in merito all’eventuale coinvolgimento del comune. Il tutto per conoscere la presenza o meno di danni erariali per i quali il comune stesso potrebbe essere chiamato a rispondere”.
“Non accettiamo di essere redarguiti da chi non riesce a espletare il proprio mandato nella maniera più consona”. Risponde così il sindaco di Ussita, Silvia Bernardini, alla lettera che i consiglieri di minoranza Monica Pierdomenico e Guido Rossi hanno inviato all’amministrazione per chiedere un’assemblea pubblica ma con un tono che non è stato apprezzato dal primo cittadino.

“Sicuramente la richiesta dei consiglieri ha un tono che non è dei più amichevoli - commenta - cosa che d’altra parte caratterizza i loro interventi. I consiglieri non perdono occasione per fare polemica sul nostro operato e di dimostrare come non interessi loro il benessere di Ussita ma solo di apparire. Tanto è vero che al primo consiglio comunale in presenza dopo il Covid, non si sono neanche presentati”.

In merito alla richiesta di organizzare un incontro pubblico, Bernardini si dice favorevole precisando che “si tratta di una richiesta che i consiglieri hanno fatto propria ma che nasce da un gruppo di cittadini che aveva solo la volontà di conoscere le situazioni e non di essere strumentalizzati a fini politici. Sicuramente - aggiunge - è necessaria una maggiore informazione che spesso viene tralasciata a causa delle continue scadenze a cui dobbiamo rispondere e alle attività che stiamo gestendo. Non abbiamo nulla da nascondere né vogliamo tenere i cittadini all’oscuro di qualcosa. Organizzeremo quindi un incontro per rispondere a questa necessità ma non accettiamo di esser redarguiti da chi non riesce a espletare il proprio mandato nella maniera più consona ovvero essere il trait d’union fra amministrazione e cittadinanza”.

g.g.
Hanno chiesto una assemblea pubblica con una lettera indirizzata al sindaco e all’amministrazione comunale i consiglieri Monica Pierdomenico e Guido Rossi. L’obiettivo sarebbe discutere con la cittadinanza e gli imprenditori locali della situazione di incertezza relativa alla ricostruzione.

«Da oltre 5 anni - scrivono - il nostro territorio è stato devastato dal terremoto, viviamo ormai nell’incertezza, affrontando enormi difficoltà e preoccupazioni che hanno generato stati di sconforto e demoralizzazione. Le persone sono sconcertate di tutto questo tempo passato senza vedere alcun risultato, non solo inerente alla ricostruzione, ma anche ad un programma di sviluppo legato alle generazioni future. Come già ricordato più volte e nel tempo, la comunicazione e il confronto con la popolazione è fondamentale».

Rossi e Pierdomenico affermano di ascoltare troppe voci sul futuro di Ussita ma chiedono che il sindaco, Silvia Bernardini, si confronti con la popolazione sul programma di interventi di demolizione e ricostruzione di Ussita, in particolare relativo ai lotti Sorbo e Castelfantellino, sul progetto “Laghetto azzurro” e altre proposte, le stalle comunali, fontanili e abbeveratoi.

Gaia Gennaretti
Un Consiglio comunale infuocato quello di giovedì a Ussita. Sul tavolo dell’assise le due petizioni lanciate in estate dai cittadini e sposate dalla minoranza guidata da Guido Rossi, l’una contraria alla realizzazione delle residenze per le maestranze della ricostruzione, l’altra per l’acquisizione da parte del Comune dell’area su cui sono state installate le soluzioni abitative di emergenza.

Quest’ultima quella che ha fatto maggiormente discutere la minoranza, che ha presentato un’interrogazione all’amministrazione di Silvia Bernardini. “Siamo perplessi – ha affermato Guido Rossi –. Da quanto sappiamo i cittadini di Ussita che avevano messo a disposizione i loro terreni all’epoca dell’immediato post sisma per la realizzazione delle SAE avevano la garanzia di vedere quei loro possedimenti riconsegnati nello stato, di fatto e di diritto, del momento della concessione. Ora sappiamo dell’acquisizione di quelle aree da parte del Comune. Qualcosa non quadra – ha spiegato Rossi –, visto che c’erano accordi e contratti siglati dai cittadini e dalla Protezione civile che garantivano la riconsegna, mentre le stesse istituzioni hanno permesso l’acquisizione al Comune di Ussita. Ci sembra che i cittadini siano stati ingannati dallo Stato”.

Ampie discussioni anche intorno al sito che dovrebbe accogliere i lavoratori della ricostruzione. “L’area ex Eca di Tempori, individuata come luogo per gli stabili abitativi delle maestranze, viola i vincoli paesaggistici deturpando l’accesso al paese – ha affermato ancora Rossi –. Come se non bastasse non sono chiari alcuni punti: stando alle parole della sindaca, non ci dovrebbero essere aggravi per i cittadini e soprattutto i lavoratori accolti in quest’area dovrebbero essere solo quelli che si occuperanno della ricostruzione di Ussita. Diverso però quanto sappiamo dalla Regione e dalla struttura commissariale: non conosciamo i costi che il Comune dovrà sostenere, e siamo certi che ce ne saranno. Per di più l’area è destinata ad accogliere i lavoratori di tutta la ricostruzione, non soltanto quelli che presteranno servizio a Ussita. Sono nodi – ha concluso Rossi – che vanno assolutamente sciolti”.

l.c.
Contratto Istituzionale di Sviluppo e progetti finanziati, ad Ussita esplode la polemica. Ad accendere la miccia il capogruppo di minoranza Guido Rossi, che in una lettera aperta inviata alla cittadinanza "accusa" il sindaco Silvia Bernardini di aver escluso Ussita dai finanziamenti del Cis.

Pronta la replica del primo cittadino. "Essere così importante da poter decidere quali porgetti ammettere o meno a finanziamento mi fa onore, anche se ritengo si sia persa un'altra occasione per dire le cose come stanno - dichiara il sindaco Bernardini - Il Cis è stata un'occasione importante a cui Ussita ha partecipato presentando diversi progetti per un importo di quasi 40 milioni di euro. Purtroppo non sono stati ammessi, ma la cosa importante è che tutti i progetti presentati da noi, così come dagli altri comuni che si trovano in analoga situazione, sono stati accolti dalla Regione e trasmessi ad Invitalia e alla struttura del ministro Carfagna. Chiaro che il relativo finanziamento non dipende dall'amministrazione comunale, ma la promessa del presidente Acquaroli e dello stesso ministro è che i progetti trasmessi e che non hanno trovato capienza all'interno del Cis troveranno, proprio perchè meritevoli, una fonte di finanziamento nel Pnr e in altri strumenti che il Governo sta approntando".

f.u.
Lettera di risposta alle affermazioni dell'assessore Valentina Bravi, da parte della minoranza in Consiglio comunale ad Ussita resasi di recente promotrice di una mozione per chiedere la diminuzione della tassa Tari per le seconde case. 
A scrivere è il capogruppo della minoranza Guido Rossi: " Caro assessore, nella mozione faccio riferimento a un Trattato Europeo ripreso dal Consiglio di Stato, da TAR Regionali e leggi dello Stato che riconoscono i diritti dei proprietari delle seconde case.  

"Gentile Assessore Valentina Bravi,- recita la missiva di risposta firmata da Guido Rossi- ho letto con attenzione e anche con un po' di sorpresa la sua risposta alla mozione da me presentata relativa alla diminuzione della tassa TARI per le seconde case. Le normative richiamate a giustificazione della proposta, sono riferite al Trattatto sul Funzionamemnto dell'Unione Europea (art. 191, par,2 TFUE), sancito dall'art. 14 della direttiva 2008/98CE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 19.11.2008 che ha trovato immediata applicazione nell'ordinamento nazionale. Mi riferisco al principio “chi inquina paga” e quando un comune applica la tassa “piena” la stessa è da ritenersi iniqua perchè calcolata sulla superficie occupata piuttosto alla quantità ed alla qualità di rifiuti prodotti. Questo principio è stato ribadito dal Consiglio di Stato con sentenza n.4223 del Settembre 2017 e da altre sentenze di TAR Regionali che non sto qui a ricordarle. Anche l'Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente con delibera n. 443/17 e 444/19 riprende il principio del “chi inquina paga”e introduce nuove disposizioni per determinare il metodo tariffario per la copertura dei costi. Lo stato Italiano, ha dato possibilità ai Comuni di uniformarsi già dal 2013 con la legge n.147. Queste norme sono già state recepite da allora - continua Rossi- dalla quasi totalità dei comuni Italiani che hanno aggiornato il proprio Regolamento per l'applicazione della tassa sui rifiuti (TARI), applicando mediamente,una riduzione del 30% sulla tassa stessa a quelle abitazioni a disposizione per uso stagionale o altro uso limitato e discontinuo, non superiore a 183 giorni l'anno. Se questi richiami normativi e i sui ambiti di applicazione , come da Lei dichiarato,” contengono degli errori a richiami normativi ed ai relativi ambiti di applicazione” sono in attesa di conoscere quali errori commessi, i relativi ambiti di applicazione e che tutto questo non conta,sicuramente serviranno ad arricchire il confronto nel Consiglio Comunale al momento della discussione della Mozione. Mi fa piacere sentire che state lavorando a questo problema per cercare una soluzione più equa per tutti senza discriminare una fascia di utenza piuttosto che un'altra. Colgo l'occasione per ribadire il concetto che questo principio è legge, che le leggi vanno applicate e rispettate così come i diritti di che paga le tasse.  In questo momento, anzi da anni, si sta discriminando solo la fascia dei proprietari delle seconde case che hanno sempre “contribuito” per pagare la copertura integrale dei costi del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti urbani. Servizio del quale non riusciamo ad avere copia del contratto che regola questo impegno. Spero - conclude la lettera- che lo studio che state facendo e che dovrà necessariamente essere portato in Consiglio Comunale sia orientato al rispetto delle leggi, al miglioramento del servizio e dei diritti dei cittadini.

c.c.

"Chi inquina paga" è questa la richiesta del consigliere di minoranza di Ussita, Guido Rossi, contenuta in una mozione sulle tariffe della TARI.

A rispondere è l'assessore al Bilancio, Valentina Bravi: "La mozione è meritevole di interesse e approfondimenti - dice - . Vanno sicuramente riviste alcune formule della mozione presentata in quanto contengono degli errori a richiami normativi ed ai relativi ambiti di applicazione, ma è sicuramente un lavoro che abbiamo avviato anche con il progetto di raccolta differenziata.
Da novembre scorso, con la prima redazione dei piani del Cosmari, stiamo lavorando proprio a questo e stiamo cercando di trovare la soluzione più equa per tutti, che non vada a discriminare una fascia di utenza, piuttosto che un'altra".


GS


Il consigliere di minoranza del comune di Ussita Guido Rossi, ha presentato una Mozione al Consiglio Comunale affinché venga aggiornato il metodo tariffario per la determinazione dei corrispettivi del servizio integrato dei rifiuti e dei singoli servizi- sottolinea la nota-.
Servizi che costituiscono attività di gestione, a copertura dei costi di esercizio e di investimento, sulla base della valutazione dei costi efficienti e del principio “chi inquina paga” e la diffusione della conoscenza e della trasparenza delle condizioni di svolgimento dei servizi a beneficio dell'utenza e la tutela dei diritti degli utenti.

"E' questa una materia che abbiamo portato in discussione nell'amministrazione precedente dopo che ci siamo accorti che, nonostante il Sisma del 2016 e lo spopolamento della vallata, il comune continuava a pagare annualmente, oltre un centinaio di migliaia di euro per un servizio che era più che dimezzato- dichiara Guido Rossi-. Inoltre il Comune pagava decine di migliaia di euro per lavaggio e spazzamento di piazze chiuse perché definite in “Zona rossa”.

Per renderci conto della realtà del servizio svolto- spiega il capogruppo della minoranza -  abbiamo chiesto all'attuale Sindaca Bernardini copia del Capitolato Speciale D'Appalto per il Servizio di Igiene urbana e servizio complementare, la Sindaca non ci ha inviato il documento richiesto perché: “ la documentazione richiesta non esiste in quanto non si è mai svolta alcuna gara per l'affidamento del servizio in oggetto. Il servizio in esame, in effetti, viene assicurato da altri Enti a cui la legge ha attribuito, per competenza, le relative funzioni.....si specifica che fino all'anno 2014 il servizio di smaltimento dei rifiuti solidi urbani è stato gestito dal Cosmari, che, come noto è una società partecipata da questo Comune e dai Comuni della provincia di Macerata”.
Praticamente non si sa che cosa la società deve fare, come lo deve fare, quali sono i parametri di controllo e se, in caso di calamità o problematiche naturali il canone si riduceva o come bisognava intervenire. E' a questo punto che siamo andati a controllare anche “il Regolamento per la disciplina sulla tassa dei Rifiuti”, del quale abbiamo chiesto una variazione-integrazione nel prossimo Consiglio Comunale e, ci siamo accorti che non esiste un articolo dove venga riconosciuta una riduzione del 30% della tassa alle seconde case che vengono utilizzate in modo limitato e discontinuo per un periodo non superiore a 183 giorni all'anno, come previsto dalla legge. Quanto sopra in ottemperanza ad una sentenza del Consiglio di Stato del settembre 2017 che fa riferimento al Trattato sul Funzionamento dell'Unione Europea sul principio di “chi inquina paga” e che viene applicato nell'ordinamento nazionale fin dal 2008. Certo, siamo in ritardo di qualche anno per attuare un'equità tariffaria ma- conclude la nota- , in attesa delle grandi opere, pensiamo anche alla vita quotidiana delle famiglie, al rispetto delle leggi, al rispetto del denaro pubblico, a migliorare il modo di amministrare, controllare alcuni atti di Giunta che ci lasciano molto perplessi e a proporre soluzioni migliorative per il Paese, i suoi residenti e non" .
 
Botta e risposta tra il consigliere di minoranza di Ussita, Guido Rossi, ed il sindaco Silvia Bernardini, in merito alla mozione sulla ricostruzione delle stalle.

"Ho letto con attenzione la risposta della sindaco Bernardini (http://www.appenninocamerte.info/notizie-politica/item/13415-stalle-ad-ussita-sindaco-risponde-a-rossi-sono-nuove-attivita-dopo-il-sismarelativa alla mozione sulle stalle - dice Rossi - . E' abbastanza divertente leggere poi che l'ho addirittura resa felice per aver “imboccato” la strada giusta che mi compete come minoranza.

La richiesta è relativa alla sistemazione delle vecchie stalle che sono state dichiarate non utilizzabili a seguito del terremoto 2016 - precisa Rossi - ma che non sono state demolite. Siccome risultano occupate e l'amministrazione non è mai intervenuta per evitare occupazioni, è giusto pensare che gli occupanti siano in sicurezza e che le stesse possano essere oggetto di sopralluogo di tecnici per valutare i lavori  per la messa in sicurezza e, successivamente, metterle a  disposizione di allevatori locali che intendono dar vita ad un percorso di sviluppo nel campo degli allevamenti. Forse la sindaca non ricorda che sono stati delocalizzati i concessionari o affittuari  presenti nelle strutture comunali e non in stalle di proprietà propria, che forse  non tutti avevano diritto di occupare quegli spazi ed essere quindi  delocalizzati a spese della comunità e forse, non tutti sanno che per questo ci sono delle indagini in corso. Rendere agibili quelle strutture comunali è fondamentale e doveroso: significa creare possibilità di sviluppo e una filiera di lavoro nell'allevamento, così come per quelli che l'occupavano. Ovviamente è necessario possedere i requisiti e i diritti, cosi come recita il Regolamento Comunale e che la si.ra Bernardini dovrebbe conoscere molto bene. Sbaglia ancora , quando afferma che non ci siamo interessati prima perchè, anche allora, abbiamo avuto la stessa sua risposta: “stiamo aspettando” “non sono state inserite nel piano delle priorità” !

Sbaglia di nuovo - aggiunge - quando afferma che le stalle che saranno sistemate, non saranno certamente per le nuove attività ma per chi ha usufruito della delocalizzazione, dimenticando che oltre ad un'indagine sulle strutture, c'è un Regolamento Comunale che stabilisce la graduatoria di merito all'assegnazione.

Vorrei chiudere questa parentesi ricordando che abbiamo superato i 4 anni dal terremoto. Io, Marronaro e Bischi nella precedente amministrazione ci siamo impegnati da subito: mettendo in discussione le perimetrazioni e coinvolgendo  la popolazione;  abbiamo denunciato lo stato d'abbandono del cimitero facendo pubblicare le foto delle bare esposte all'intemperie e ai saccheggi dai cinghiali scandalizzando l'Italia intera, costringendo  l'amministrazione ad intervenire con delle barriere di protezione; abbiamo evitato che fossero venduti i campi da sci di Frontignano e le linee elettriche comuali; abbiamo chiesto di aggiornare Regolamenti vetusti e non in riga con le nuove leggi; abbiamo presentato mozioni per l'acquisto di giochi inclusivi per ragazzi diversamente abili; abbiamo ottenuto contributi per il campo di calcio e nonostante non più consiglieri siamo riusciti ad avere una distribuzione gratis per la popolazione di mascherine unici delle Marche da parte della Protezione Civile, dove lei lavora".

GS
"Accettiamo la mozione, ma si fa riferimento a nuovi allevamenti. Quelli terremotati hanno già delocalizzato".
Il sindaco di Ussita, Silvia Bernardini riassume così la risposta alla mozione presentata dal consigliere di minoranza, Guido Rossi, sul ripristino delle stelle.
Comincia con una premessa il primo cittadino: "Sono felice - dice - di avere finalmente una mozione perchè rappresenta sempre uno stimolo da parte della minoranza. Significa che l'opposizione ha imboccato la strada della collaborazione per stimolare il lavoro della maggioranza.
Per quanto riguarda le stalle - precisa - tutti coloro che le possedevano prima del sisma, e che quindi avevano una concessione da parte del Comune, sono stati soddisfatti dalla Regione che, anche bypassando l'autonomia comunale, ha permesso agli allevatori di delocalizzare le stalle e crearsi una alternativa per dare un riparo alle bestie e continuare l'attività.
Hanno tutti delocalizzato e tutti hanno una nuova stalla.
La situazione che ci si crea oggi è ben diversa - aggiunge - . La mozione fa riferimento a chi vuole creare una nuova attività e a chi decide di ampliare una sua stalla privata".

La risposta di Silvia Bernardini riguarda, dunque, queste due situazioni: "La nuova attività - dice - , dal momento che il Comune non ha a disposizione stalle per gli animali, il problema si porrebbe comunque, aldilà del sisma. Per quanto rigarda l'ampliamento dell'altra attività, la decisione di ampliare arriva dopo il sisma.
Le stalle sono inagibili dal 2016: ci stupisce che solo ora, e solo a seguito di una lettera da parte di queste persone, vengano prese in considerazione le stalle dalla minoranza. Come mail - si chiede il sindaco - il consigliere Rossi non lo ha fatto prima. Come per tutti i beni danneggiati dal sisma, il Comune sta aspettando la possibilità di inserirlo nei nuovi programmi delle opere pubbliche. Nella passata amministrazione, quando Rossi era comunque all'opposizione, le stalle non sono state inserite nel piano delle priorità.
Le stalle che saranno sistemate - conclude - non saranno certamente per le nuove attività, ma per chi ha usufruito della delocalizzazione".

GS

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