Pienone di studenti per l'incontro con i Baustelle all'università di Camerino

scritto Giovedì, 06 Dicembre 2018

I Baustelle all’università di Camerino. L’interazione con una sala stracolma di studenti, si è concretizzata grazie a “FARE un ’68”. Come già avvenuto ieri nell’ateneo di Pescara e, come sta per accadere a Siena, anche a Camerino il trio tra i più amati della scena indie rock, ha voluto una pacifica occupazione dei luoghi studenteschi, in omaggio all’anniversario dei cinquant’anni del ’68. Aperto dai saluti del rettore Pettinari , l’incontro camerte si è potuto realizzare grazie alla collaborazione delle associazioni TAM-tutta un’altra musica e Musicamdo. Due chitarre, un piccolo harmonium, le loro bellissime voci e poche canzoni, gli unici strumenti di Francesco Bianconi, Rachele Bastreghi, Claudio Brasini e Andrea Faccioli che, affiancati dal giornalista di Robinson Luca Valtorta in veste di moderatore, hanno accolto i numerosissimi studenti, stimolandoli al confronto.

Sala rettorato

 Nessuna festa, né promozioni discografiche , ma il solo pretesto di farsi raccontare, ascoltare il loro sentire su come vivono questo momento della loro vita e come si rapportano con il presente e il futuro. Cosa è cambiato nelle parole libertà e comunicazione, nel modo di indignarsi, nella complessità e nel modo di affrontare tensioni e disagi. Cosa non c’è perché non c’è mai stato e potrebbe essere, cosa si è perso, cosa manca in una società sempre più individualista e superficiale, in una cultura che ha perso il coraggio di opporsi. Inframezzate dalle canzoni più intense del trio, si sono analizzate le parole veloci dei social, sconosciute ai giovani del ’68 e spesso, testimonianza del deserto dei contatti umani dell'oggi .

Baustelle dibattito

“Ci portiamo a casa una bellissima esperienza - ha detto Francesco BianconiAbbiamo voluto fare tappa in luoghi decentrati e un po’ a i margini.A maggior ragione all’università di Camerino e in una città che ha vissuto tempi difficili, dove esserci, vuol dire anche dare un segno di inizio di ripartenza e di ricostruzione. Stimolare un pensiero critico è l’idea di fondo di questo progetto nato dalla voglia di profanare un mistero. Volevamo cercare di capire il momento presente che l’Italia e forse anche il mondo intero sta attraversando, sentendolo dalla voce dei ragazzi di vent’anni, da studenti universitari che, per me che studente universitario non lo sono più, rimangono per l’appunto un mistero. Dal punto di vista sociale e politico, il presente darebbe molti spunti di riflessione e anche di critica e – ha continuato il cantante dei Baustelle- quello che si nota è che la generazione di questi ragazzi è un po’ silente. La nostra idea era proprio questa: entrare in un ateneo, cantare delle canzoni e innescare una sorta di dibattito sul presente con la scusa dei 50 anni dal ’68.

Francesco Bianconi

 Stesso format per la prossima tappa all’università di Siena e poi, i tre incontri finiranno in una sorta di racconto finale del quale lo scrittore Paolo Di Paolo trarrà le conclusioni. Dal nostro punto di vista- ha concluso Bianconi- già abbiamo avuto un assaggio dei temi interessanti che ne sono usciti;  abbiamo percepito che i ragazzi sono silenziosi solo in apparenza e , da questi due incontri abbiamo riscontrato che parlano senza timidezza, che hanno delle idee anche molto chiare, sul presente e sul futuro". 

C.C.

  Clicca per ascolare il testo Pienone di studenti per l'incontro con i Baustelle all'università di Camerino scritto Giovedì, 06 Dicembre 2018 I Baustelle all’università di Camerino. L’interazione con una sala stracolma di studenti, si è concretizzata grazie a “FARE un ’68”. Come già avvenuto ieri nell’ateneo di Pescara e, come sta per accadere a Siena, anche a Camerino il trio tra i più amati della scena indie rock, ha voluto una pacifica occupazione dei luoghi studenteschi, in omaggio all’anniversario dei cinquant’anni del ’68. Aperto dai saluti del rettore Pettinari , l’incontro camerte si è potuto realizzare grazie alla collaborazione delle associazioni TAM-tutta un’altra musica e Musicamdo. Due chitarre, un piccolo harmonium, le loro bellissime voci e poche canzoni, gli unici strumenti di Francesco Bianconi, Rachele Bastreghi, Claudio Brasini e Andrea Faccioli che, affiancati dal giornalista di Robinson Luca Valtorta in veste di moderatore, hanno accolto i numerosissimi studenti, stimolandoli al confronto.  Nessuna festa, né promozioni discografiche , ma il solo pretesto di farsi raccontare, ascoltare il loro sentire su come vivono questo momento della loro vita e come si rapportano con il presente e il futuro. Cosa è cambiato nelle parole libertà e comunicazione, nel modo di indignarsi, nella complessità e nel modo di affrontare tensioni e disagi. Cosa non c’è perché non c’è mai stato e potrebbe essere, cosa si è perso, cosa manca in una società sempre più individualista e superficiale, in una cultura che ha perso il coraggio di opporsi. Inframezzate dalle canzoni più intense del trio, si sono analizzate le parole veloci dei social, sconosciute ai giovani del ’68 e spesso, testimonianza del deserto dei contatti umani delloggi . “Ci portiamo a casa una bellissima esperienza - ha detto Francesco Bianconi- Abbiamo voluto fare tappa in luoghi decentrati e un po’ a i margini.A maggior ragione all’università di Camerino e in una città che ha vissuto tempi difficili, dove esserci, vuol dire anche dare un segno di inizio di ripartenza e di ricostruzione. Stimolare un pensiero critico è l’idea di fondo di questo progetto nato dalla voglia di profanare un mistero. Volevamo cercare di capire il momento presente che l’Italia e forse anche il mondo intero sta attraversando, sentendolo dalla voce dei ragazzi di vent’anni, da studenti universitari che, per me che studente universitario non lo sono più, rimangono per l’appunto un mistero. Dal punto di vista sociale e politico, il presente darebbe molti spunti di riflessione e anche di critica e – ha continuato il cantante dei Baustelle- quello che si nota è che la generazione di questi ragazzi è un po’ silente. La nostra idea era proprio questa: entrare in un ateneo, cantare delle canzoni e innescare una sorta di dibattito sul presente con la scusa dei 50 anni dal ’68.  Stesso format per la prossima tappa all’università di Siena e poi, i tre incontri finiranno in una sorta di racconto finale del quale lo scrittore Paolo Di Paolo trarrà le conclusioni. Dal nostro punto di vista- ha concluso Bianconi- già abbiamo avuto un assaggio dei temi interessanti che ne sono usciti;  abbiamo percepito che i ragazzi sono silenziosi solo in apparenza e , da questi due incontri abbiamo riscontrato che parlano senza timidezza, che hanno delle idee anche molto chiare, sul presente e sul futuro.  C.C.

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