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La Camerino romana e l'episodio di Caio Mario

Mercoledì, 21 Ottobre 2009 02:00 | Letto 1919 volte   Clicca per ascolare il testo La Camerino romana e l'episodio di Caio Mario Gli scavi in corso in piazza del duomo a Camerino stanno riportando alla luce reperti archeologici che potrebbero risalire al 2° - 4° secolo avanti Cristo. Quindi piena epoca repubblicana, quando la città godeva già di un rapporto diretto con Roma. Nel 4° secolo (309 avanti Cristo) infatti Camertes e Romani avevano stretto un trattato di alleanza con pari condizioni. Un fatto eccezionale, che riconosceva eguali diritti ed eguali doveri. Pochissime città riuscirono a tanto. Secondo lo studioso Arangio Ruiz, soltanto Napoli e forse Capua. Camerino alla pari con Roma. Nel 101( siamo alla fine del 2° secolo) avanti Cristo, il privilegio della cittadinanza romana (perché di questo si trattava) venne confermato da Caio Mario. Il fatto ebbe un esito contrastato. I Camertes avevano preso parte con una nutrita compagnia di soldati alla vittoriosa battaglia contro i Cimbri (che stavano scendendo dalle Alpi verso l'Italia) ai Campi Raudii (presso Vercelli) e si erano guadagnati la fama di guerrieri forti e coraggiosi. In precedenza, nella seconda guerra punica contro Annibale, la città di Camerino aveva messo a disposizione dell'esercito romano 600 combattenti. Tornando alla battaglia dei Campi Raudii, Caio Mario si ritenne in dovere di concedere sul campo la cittadinanza romana ai soldati di Camerino. Il fatto, in una seduta del senato a Roma, fu oggetto di contestazione. Secondo quanto racconta lo storico Plutarco, il console non avrebbe dovuto prendere questa iniziativa. I Camerinesi, legati dal patto di alleanza di "aequum foedus", avevano già questa prerogativa. Quindi avrebbero potuto interpretare il gesto non come un riconoscimento, ma come un rimettere in discussione il patto di alleanza con pari condizioni. Caio Mario si difese, sostenendo di averlo fatto come segno di gratitudine verso i soldati camerti, senza considerare eventuali conseguenze e connessioni nei confronti della città. "Del resto", disse, dimostrando poca diplomazia e parlando con il cuore, " avreste dovuto essere ai campi Raudii in mezzo alla battaglia aspra, lunga e feroce, tra la moltitudine di uomini e di donne pronte anch'esse ad accorrere con i figlioletti accanto, per capire quale fosse il mio stato d'animo in quel momento". Per la cronaca il 30 luglio del 101 avanti Cristo sarebbero morti sul campo 150.000 Cimbri; 60.000 vennero fatti prigionieri. Erano questi gli anni della Camerino che starebbero affiorando dagli scavi di piazza del duomo. Una città legata a Roma da un patto alla pari già dal 309 avanti Cristo.

Gli scavi in corso in piazza del duomo a Camerino stanno riportando alla luce reperti archeologici che potrebbero risalire al 2° - 4° secolo avanti Cristo. Quindi piena epoca repubblicana, quando la città godeva già di un rapporto diretto con Roma. Nel 4° secolo (309 avanti Cristo) infatti Camertes e Romani avevano stretto un trattato di alleanza con pari condizioni. Un fatto eccezionale, che riconosceva eguali diritti ed eguali doveri. Pochissime città riuscirono a tanto. Secondo lo studioso Arangio Ruiz, soltanto Napoli e forse Capua. Camerino alla pari con Roma.
Nel 101( siamo alla fine del 2° secolo) avanti Cristo, il privilegio della cittadinanza romana (perché di questo si trattava) venne confermato da Caio Mario. Il fatto ebbe un esito contrastato. I Camertes avevano preso parte con una nutrita compagnia di soldati alla vittoriosa battaglia contro i Cimbri (che stavano scendendo dalle Alpi verso l'Italia) ai Campi Raudii (presso Vercelli) e si erano guadagnati la fama di guerrieri forti e coraggiosi. In precedenza, nella seconda guerra punica contro Annibale, la città di Camerino aveva messo a disposizione dell'esercito romano 600 combattenti. Tornando alla battaglia dei Campi Raudii, Caio Mario si ritenne in dovere di concedere sul campo la cittadinanza romana ai soldati di Camerino. Il fatto, in una seduta del senato a Roma, fu oggetto di contestazione. Secondo quanto racconta lo storico Plutarco, il console non avrebbe dovuto prendere questa iniziativa. I Camerinesi, legati dal patto di alleanza di "aequum foedus", avevano già questa prerogativa. Quindi avrebbero potuto interpretare il gesto non come un riconoscimento, ma come un rimettere in discussione il patto di alleanza con pari condizioni. Caio Mario si difese, sostenendo di averlo fatto come segno di gratitudine verso i soldati camerti, senza considerare eventuali conseguenze e connessioni nei confronti della città. "Del resto", disse, dimostrando poca diplomazia e parlando con il cuore, " avreste dovuto essere ai campi Raudii in mezzo alla battaglia aspra, lunga e feroce, tra la moltitudine di uomini e di donne pronte anch'esse ad accorrere con i figlioletti accanto, per capire quale fosse il mio stato d'animo in quel momento". Per la cronaca il 30 luglio del 101 avanti Cristo sarebbero morti sul campo 150.000 Cimbri; 60.000 vennero fatti prigionieri.
Erano questi gli anni della Camerino che starebbero affiorando dagli scavi di piazza del duomo. Una città legata a Roma da un patto alla pari già dal 309 avanti Cristo.

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