Da Camerino, il via a "Marche in cammino" Oltre 300 giovani, pellegrini a piedi fino a Loreto.

Domenica, 05 Agosto 2018 09:41 | Letto 1740 volte   Clicca per ascolare il testo Da Camerino, il via a "Marche in cammino" Oltre 300 giovani, pellegrini a piedi fino a Loreto. Oltre 300 giovani hanno dato  il via da Camerino a “Marche in Cammino, pellegrinaggio sulla strada verso Casa lungo la Via Lauretana. Organizzato dalle diocesi del Sud delle Marche in preparazione al Sinodo dei Giovani, che si svolgerà a Roma l’11 e il 12 agosto prossimi, tappa dopo tappa, il cammino incontrerà le comunità colpite dal sisma, facendo sosta nei luoghi significativi di spiritualità fino a raggiungere Loreto nella giornata di venerdì 10 agosto. Zaino in spalla e tenaci motivazioni in cuore, fin dal pomeriggio di sabato, un fiume di ragazzi, ha raggiunto gli impianti sportivi della loc. Le Calvie. Ad accoglierli i vescovi di Camerino e Macerata Francesco Brugnaro e Nazareno Marconi, insieme a religiosi e rappresentanti delle aggregazioni di pastorale giovanile delle diocesi camerte settempedana e maceratese, delle amministrazioni locali e dell’università;, il vespro e il momento di preghiera presso lo Stadio Livio Luzi hanno introdotto ai successivi momenti conviviale e di condivisione, caratterizzati da interventi e testimonianze. “ Bisogna uscire da noi stessi e Gesù, mettendoci in cammino, ci aiuta a farlo”. E’ il messaggio che ha voluto rivolgere l’Arcivescovo Francesco Brugnaro sottolineando che la sfida non è solo imparare qual è la strada ma imparare ogni giorno chi è Gesù, affrontando il nostro personale cammino, portandoci dietro le nostre croci : “ Gesù ci aiuta a capire e riconoscerlo nella storia, ci aiuta a riconoscerlo nella Parola di Dio e nella carità. E la pratica di questo riconoscimento- ha detto Brugnaro- ci permette di essere dei donatori di speranza, anche per la situazione drammatica nella quale si trova la nostra regione, a causa del sisma. La gioia che proviamo noi, deve diventare la speranza di ogni uomo”. Un esperienza di grande valore spirituale condivisa tra più diocesi e che permetterà ai giovani di tutte le Marche di conoscersi.” Il titolo del pellegrinaggio è “ Verso Casa” perché noi torniamo verso la Casa del Signore, ma credo che il significato sia anche quello di 2tornare verso un recupero della casa” – ha affermato Mons. Nazareno Marconi- “ Nella realtà del terremoto è un tema che sentiamo molto forte e, la casa più importante non è tanto quella fatta di mattoni quanto quella costruita sulle persone che si accolgono, si vogliono bene, si capiscono, si vengono incontro. Ricostruire la casa, ricostruire la casa delle person, è il senso più importante che vogliamo scoprire insieme”. Nato come iniziativa delle Pastorali Giovanili delle Marche il cammino si svolge in tre grandi percorsi per confluire a Loreto e, in ciascuno dei percorsi, coinvolge più diocesi che camminano e collaborano insieme “ Speriamo che i giovani che camminano insieme siano un segno anche per gli adulti; a volte è facile dividersi- ha detto Marconi- quando è invece importante affrontare uniti il percorso .    A portare il suo saluto in rappresentanza dell’amministrazione comunale di Camerino, l’assessore ai servizi sociali Antonella Nalli: “ Essere qui presente in mezzo a tanti giovani, è un’emozione fortissima. E’ un vero segnale di speranza di cui tutti noi abbiamo bisogno. Nella prima giornata di cammino,  per loro  subito una salita da affrontare. Sappiamo che tutto il nostro cammino è in salita e, come ha sottolineato l’Arcivescovo Brugnaro, portandoci dietro le nostre croci. Ognuno di noi è consapevole delle difficoltà e dei pesi della vita quotidiana e condividere le insidie della strada della vita ci permette di essere uniti e meno soli. L’aver deciso di partire dalla diocesi di Camerino e dalla nostra città fortemente colpita dal terremoto, dove i cuori delle persone stesse sono stati duramente messi alla prova,è un bellissimo segnale di vicinanza delle diocesi e dei territori. Anche questi gesti contribuiscono a farci sentire meno soli”. Gioiosa e vivace l’intera serata, arricchita anche da filmati e testimonianze che hanno ripercorso i drammatici giorni seguiti alle scosse del 2016 a Camerino nell’entroterra montano, con i contributi dell’esperienza delle associazioni IoNonCrollo” e “Sibillini Lab”. In primo piano anche la capacità di resilienza e determinazione di Unicam che ha saputo rispondere con fatti concreti allo slogan “ il futuro non crolla”. Ne ha illustrato le varie fasi, la delegata dell’università di Camerino professoressa Elisabetta Torregiani, felice di salutare i giovani impegnati nel pellegrinaggio: “ La stessa nostra istituzione si fonda sui giovani. Il santuario di Loreto è la méta dei 300 giovani del pellegrinaggio e anche i nostri studenti universitari stanno percorrendo un cammino che riguarda il loro futuro. Che la loro esperienza di vita possa racchiudere i valori dello spirito e della cultura, credo significhi dare un sostegno forte a tutto il proprio personale percorso ”. “ Vedere un numero così grande di ragazzi che scelgono di vivere un’esperienza completamente nuova- ha detto don Marco Gentilucci, accompagnatore del gruppo per la diocesi di Camerino- è segno di grande vitalità della Chiesa. I giovani hanno una voce in capitolo nelle scelte della Chiesa e credo che con questa loro testimonianza stiano rispondendo appieno alle intenzioni per il Sinodo di Papa Francesco. Che i giovani lascino un segno chiaro, riuscendo a muovere anche le coscienze di chi più in alto di loro anche per età, deve decidere per tutti e anche per loro. Quando si parte si vuole sempre arrivare ad una mèta e- ha aggiunto- una partenza dei giovani da Camerino vuole imprimere un segno su questa nostra terra; un gesto concreto che testimonia la volontà di starci accanto”. Prima dell’arrivo a Loreto, 

Oltre 300 giovani hanno dato  il via da Camerino a “Marche in Cammino", pellegrinaggio sulla strada verso Casa lungo la Via Lauretana. Organizzato dalle diocesi del Sud delle Marche in preparazione al Sinodo dei Giovani, che si svolgerà a Roma l’11 e il 12 agosto prossimi, tappa dopo tappa, il cammino incontrerà le comunità colpite dal sisma, facendo sosta nei luoghi significativi di spiritualità fino a raggiungere Loreto nella giornata di venerdì 10 agosto. Zaino in spalla e tenaci motivazioni in cuore, fin dal pomeriggio di sabato, un fiume di ragazzi, ha raggiunto gli impianti sportivi della loc. Le Calvie. Ad accoglierli i vescovi di Camerino e Macerata Francesco Brugnaro e Nazareno Marconi, insieme a religiosi e rappresentanti delle aggregazioni di pastorale giovanile delle diocesi camerte settempedana e maceratese, delle amministrazioni locali e dell’università;, il vespro e il momento di preghiera presso lo Stadio Livio Luzi hanno introdotto ai successivi momenti conviviale e di condivisione, caratterizzati da interventi e testimonianze.

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“ Bisogna uscire da noi stessi e Gesù, mettendoci in cammino, ci aiuta a farlo”. E’ il messaggio che ha voluto rivolgere l’Arcivescovo Francesco Brugnaro sottolineando che la sfida non è solo imparare qual è la strada ma imparare ogni giorno chi è Gesù, affrontando il nostro personale cammino, portandoci dietro le nostre croci : “ Gesù ci aiuta a capire e riconoscerlo nella storia, ci aiuta a riconoscerlo nella Parola di Dio e nella carità. E la pratica di questo riconoscimento- ha detto Brugnaro- ci permette di essere dei donatori di speranza, anche per la situazione drammatica nella quale si trova la nostra regione, a causa del sisma. La gioia che proviamo noi, deve diventare la speranza di ogni uomo”. Un esperienza di grande valore spirituale condivisa tra più diocesi e che permetterà ai giovani di tutte le Marche di conoscersi.” Il titolo del pellegrinaggio è “ Verso Casa” perché noi torniamo verso la Casa del Signore, ma credo che il significato sia anche quello di 2tornare verso un recupero della casa” – ha affermato Mons. Nazareno Marconi- “ Nella realtà del terremoto è un tema che sentiamo molto forte e, la casa più importante non è tanto quella fatta di mattoni quanto quella costruita sulle persone che si accolgono, si vogliono bene, si capiscono, si vengono incontro. Ricostruire la casa, ricostruire la casa delle person, è il senso più importante che vogliamo scoprire insieme”. Nato come iniziativa delle Pastorali Giovanili delle Marche il cammino si svolge in tre grandi percorsi per confluire a Loreto e, in ciascuno dei percorsi, coinvolge più diocesi che camminano e collaborano insieme “ Speriamo che i giovani che camminano insieme siano un segno anche per gli adulti; a volte è facile dividersi- ha detto Marconi- quando è invece importante affrontare uniti il percorso ". 

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A portare il suo saluto in rappresentanza dell’amministrazione comunale di Camerino, l’assessore ai servizi sociali Antonella Nalli: “ Essere qui presente in mezzo a tanti giovani, è un’emozione fortissima. E’ un vero segnale di speranza di cui tutti noi abbiamo bisogno. Nella prima giornata di cammino,  per loro  subito una salita da affrontare. Sappiamo che tutto il nostro cammino è in salita e, come ha sottolineato l’Arcivescovo Brugnaro, portandoci dietro le nostre croci. Ognuno di noi è consapevole delle difficoltà e dei pesi della vita quotidiana e condividere le insidie della strada della vita ci permette di essere uniti e meno soli. L’aver deciso di partire dalla diocesi di Camerino e dalla nostra città fortemente colpita dal terremoto, dove i cuori delle persone stesse sono stati duramente messi alla prova,è un bellissimo segnale di vicinanza delle diocesi e dei territori. Anche questi gesti contribuiscono a farci sentire meno soli”. Gioiosa e vivace l’intera serata, arricchita anche da filmati e testimonianze che hanno ripercorso i drammatici giorni seguiti alle scosse del 2016 a Camerino nell’entroterra montano, con i contributi dell’esperienza delle associazioni "IoNonCrollo” e “Sibillini Lab”. In primo piano anche la capacità di resilienza e determinazione di Unicam che ha saputo rispondere con fatti concreti allo slogan “ il futuro non crolla”. Ne ha illustrato le varie fasi, la delegata dell’università di Camerino professoressa Elisabetta Torregiani, felice di salutare i giovani impegnati nel pellegrinaggio: “ La stessa nostra istituzione si fonda sui giovani. Il santuario di Loreto è la méta dei 300 giovani del pellegrinaggio e anche i nostri studenti universitari stanno percorrendo un cammino che riguarda il loro futuro. Che la loro esperienza di vita possa racchiudere i valori dello spirito e della cultura, credo significhi dare un sostegno forte a tutto il proprio personale percorso ”. “ Vedere un numero così grande di ragazzi che scelgono di vivere un’esperienza completamente nuova- ha detto don Marco Gentilucci, accompagnatore del gruppo per la diocesi di Camerino- è segno di grande vitalità della Chiesa. I giovani hanno una voce in capitolo nelle scelte della Chiesa e credo che con questa loro testimonianza stiano rispondendo appieno alle intenzioni per il Sinodo di Papa Francesco. Che i giovani lascino un segno chiaro, riuscendo a muovere anche le coscienze di chi più in alto di loro anche per età, deve decidere per tutti e anche per loro. Quando si parte si vuole sempre arrivare ad una mèta e- ha aggiunto- una partenza dei giovani da Camerino vuole imprimere un segno su questa nostra terra; un gesto concreto che testimonia la volontà di starci accanto”. Prima dell’arrivo a Loreto, 

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