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Appello Confartigianato imprese: "Il commercio vuole ripartire"

Venerdì, 08 Maggio 2020 16:19 | Letto 336 volte   Clicca per ascolare il testo Appello Confartigianato imprese: "Il commercio vuole ripartire" “Basta attese. I commercianti vogliono riaprire”. Così il presidente di Confartigianato Imprese Renzo Leonori che punta il dito sulle molte attività che ad oggi si vedono costrette a rimanere chiuse a causa dell’emergenza coronavirus e delle disposizioni del Governo che l’associazione territoriale, reputa in molti casi frutto di decisioni frettolose e poco attente alle reali esigenze delle imprese. Se per alcuni settori la riapertura è prevista per il 18 maggio prossimo, per molti altri la situazione non è ancora chiara. “Troppe le incongruenze tra chi ha già potuto ripartire e chi deve ancora aspettare a farlo- sottolinea il presidente territoriale- Ecco il motivo del mio appello a far sì che le attività che sono già pronte, senza aspettare giugno, possano ricominciare tranquillamente”.Tra le attività ancora bloccate, vi sono il commercio al dettaglio, escluso quello di autoveicoli e di motocicli, i servizi di ristorazione e i servizi per la persona. Tre settori che offrono servizi tra i più richiesti e che incidono fortemente sull’economia del territorio. Chiuse anche le attività di noleggio e leasing operativo, servizi delle agenzie di viaggio, dei tour operator e servizi di prenotazione, servizi per edifici e paesaggio, attività creative, artistiche e di intrattenimento, biblioteche, archivi, musei ed altre attività culturali, attività riguardanti le lotterie, le scommesse, le case da gioco, attività sportive, di intrattenimento e di divertimento, e la produzione di beni e servizi indifferenziati.“Oggi si è cercato di far ripartire il settore dei parrucchieri e delle estetiste; almeno per il settore del benessere  - continua Leonori- dunque, non dovrebbero esserci più problemi e attendiamo indicazioni dalla Regione che, insieme all’Asur, ha eseguito la simulazione per verificare nel concreto la fattibilità delle misure di sicurezza. Sarebbe bene che chi può fosse messo in condizione di lavorare. Senza dare colpe a nessuno, sta di fatto che c’è un ritardo nell’arrivo degli aiuti da parte del Governo. Capisco che la situazione da gestire è complicatissima- dice Leonori- però occorre essere molto pratici e cercare di andare incontro a queste attività. Lauspicio è di avere quanto prima risposte concrete – conclude Leonori – perché il nostro Paese ha bisogno di ripartire, non si può più aspettare, non possiamo più permetterci questa attesa infinita che giorno dopo giorno sta uccidendo le nostre imprese”.  C.C.
Basta attese. I commercianti vogliono riaprire”. Così il presidente di Confartigianato Imprese Renzo Leonori che punta il dito sulle molte attività che ad oggi si vedono costrette a rimanere chiuse a causa dell’emergenza coronavirus e delle disposizioni del Governo che l’associazione territoriale, reputa in molti casi frutto di decisioni frettolose e poco attente alle reali esigenze delle imprese. Se per alcuni settori la riapertura è prevista per il 18 maggio prossimo, per molti altri la situazione non è ancora chiara. 
Troppe le incongruenze tra chi ha già potuto ripartire e chi deve ancora aspettare a farlo- sottolinea il presidente territoriale- Ecco il motivo del mio appello a far sì che le attività che sono già pronte, senza aspettare giugno, possano ricominciare tranquillamente”.

Tra le attività ancora bloccate, vi sono il commercio al dettaglio, escluso quello di autoveicoli e di motocicli, i servizi di ristorazione e i servizi per la persona. Tre settori che offrono servizi tra i più richiesti e che incidono fortemente sull’economia del territorio. Chiuse anche le attività di noleggio e leasing operativo, servizi delle agenzie di viaggio, dei tour operator e servizi di prenotazione, servizi per edifici e paesaggio, attività creative, artistiche e di intrattenimento, biblioteche, archivi, musei ed altre attività culturali, attività riguardanti le lotterie, le scommesse, le case da gioco, attività sportive, di intrattenimento e di divertimento, e la produzione di beni e servizi indifferenziati.

“Oggi si è cercato di far ripartire il settore dei parrucchieri e delle estetiste; almeno per il settore del benessere  - continua Leonori- dunque, non dovrebbero esserci più problemi e attendiamo indicazioni dalla Regione che, insieme all’Asur, ha eseguito la simulazione per verificare nel concreto la fattibilità delle misure di sicurezza. Sarebbe bene che chi può fosse messo in condizione di lavorare. Senza dare colpe a nessuno, sta di fatto che c’è un ritardo nell’arrivo degli aiuti da parte del Governo. Capisco che la situazione da gestire è complicatissima- dice Leonori- però occorre essere molto pratici e cercare di andare incontro a queste attività. L'auspicio è di avere quanto prima risposte concrete – conclude Leonori – perché il nostro Paese ha bisogno di ripartire, non si può più aspettare, non possiamo più permetterci questa attesa infinita che giorno dopo giorno sta uccidendo le nostre imprese”.  
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