Ospedale di Fabriano: L'affondo del candidato Stroppa

Venerdì, 14 Agosto 2020 14:48 | Letto 215 volte   Clicca per ascolare il testo Ospedale di Fabriano: L'affondo del candidato Stroppa Il candidato alla Regionali per Forza Italia Olindo Stroppa torna sulla questione depotenziamento dell’ospedale Engles Profili di Fabriano e non solo. “Anche la montagna ha bisogno di una sanità efficiente”, il suo slogan. “Stiamo assistendo a un continuo e costante depauperamento dei servizi sanitari dell’entroterra. Sono stati chiusi per un assurdo calcolo degli algoritmi i punti nascita di Fabriano, Camerino, San Severino Marche, senza minimamente considerare gli aspetti orografici del territorio e le conseguenti difficoltà negli spostamenti. Nei territori interni non si ha più nemmeno il diritto di nascere nella nostra città di Fabriano, a gennaio 2021 potremo solo contare il numero dei morti, ma il numero dei nati lo conosciamo e sarà 0”, ricordando la chiusura di Ostetricia e il conseguente depotenziamento di Pediatria che è attivo solo come ambulatorio, chiuso nei fine settimana. “I nostri circa 8.000 ragazzi in età pediatrica non hanno il diritto di avere una struttura ospedaliera in grado di ospitarli in caso di ricovero, comportando grande dispendio di energie ed economico per i famigliari che si vedono costretti ad assistere in loro figli ricoverati a 30 km dalla loro abitazione. Inoltre, la continua carenza di personale medico e infermieristico, e quando vengono assunti questo avviene tramite contratti a tempo determinato, comporta una giustificata fuga verso zone dove i contratti vengono fatti a tempo indeterminato”. Ferma anche la ricostruzione post-sisma del 2016 che ha danneggiato e reso inagibile l’Ala A dell’ospedale di Fabriano, “che contribuisce a far diminuire gli spazi e quindi a intensificare il ricorso ad accorpamenti di reparti con continua perdita di posti letto. Mi fermo qui perché la lista sarebbe troppo lunga e tutti la conosciamo”. Nel corso di questi ultimi anni a Fabriano, su impulso delle opposizioni consiliari, sono stati organizzati appuntamenti istituzionali aperti con i vertici sanitari. “Non possiamo dimenticare che in queste occasioni da parte di esponenti della Regione non fu bocciata la possibilità di realizzare una Area Vasta Montana, ci fu assicurato che presto si sarebbe provveduto alla assunzione di nuovo personale, fu garantita la realizzazione del nuovo blocco operatorio che avrebbe fatto di Fabriano una eccellenza nel campo chirurgico. Mi risulta che ad oggi del nuovo blocco operatorio non esiste alcun progetto esecutivo, che delle sale operatorie del nostro ospedale solo due sono utilizzabili, se così non fosse prego di smentirmi. Parole, Parole, Parole recitava una famosa canzone, ma la realtà è sotto gli occhi di tutti”. In ultimo, l’appello di Olindo Stroppa, candidato per Forza Italia alle prossime Regionali per un seggio in Consiglio. “Indipendentemente dai colori politici dobbiamo batterci e batteri pugni perché il nostro territorio abbia quello che gli spetta, non siamo cittadini di serie B, smembrare la sanità equivale a svalutare un territorio, incentivarne la fuga dei giovani, che sommata ai ritardi della ricostruzione post sismica, alla carenza di lavoro, al ritardo nella realizzazione delle infrastrutture fa delle zone montane luoghi dove si può solo morire. Alziamo la testa facciamo valere i nostri diritti, anche noi paghiamo le tasse non siamo terra di confine”. Mario Staffolani
Il candidato alla Regionali per Forza Italia Olindo Stroppa torna sulla questione depotenziamento dell’ospedale Engles Profili di Fabriano e non solo.
“Anche la montagna ha bisogno di una sanità efficiente”, il suo slogan. “Stiamo assistendo a un continuo e costante depauperamento dei servizi sanitari dell’entroterra. Sono stati chiusi per un assurdo calcolo degli algoritmi i punti nascita di Fabriano, Camerino, San Severino Marche, senza minimamente considerare gli aspetti orografici del territorio e le conseguenti difficoltà negli spostamenti. Nei territori interni non si ha più nemmeno il diritto di nascere nella nostra città di Fabriano, a gennaio 2021 potremo solo contare il numero dei morti, ma il numero dei nati lo conosciamo e sarà 0”, ricordando la chiusura di Ostetricia e il conseguente depotenziamento di Pediatria che è attivo solo come ambulatorio, chiuso nei fine settimana.

“I nostri circa 8.000 ragazzi in età pediatrica non hanno il diritto di avere una struttura ospedaliera in grado di ospitarli in caso di ricovero, comportando grande dispendio di energie ed economico per i famigliari che si vedono costretti ad assistere in loro figli ricoverati a 30 km dalla loro abitazione. Inoltre, la continua carenza di personale medico e infermieristico, e quando vengono assunti questo avviene tramite contratti a tempo determinato, comporta una giustificata fuga verso zone dove i contratti vengono fatti a tempo indeterminato”.
Ferma anche la ricostruzione post-sisma del 2016 che ha danneggiato e reso inagibile l’Ala A dell’ospedale di Fabriano, “che contribuisce a far diminuire gli spazi e quindi a intensificare il ricorso ad accorpamenti di reparti con continua perdita di posti letto. Mi fermo qui perché la lista sarebbe troppo lunga e tutti la conosciamo”.

Nel corso di questi ultimi anni a Fabriano, su impulso delle opposizioni consiliari, sono stati organizzati appuntamenti istituzionali aperti con i vertici sanitari. “Non possiamo dimenticare che in queste occasioni da parte di esponenti della Regione non fu bocciata la possibilità di realizzare una Area Vasta Montana, ci fu assicurato che presto si sarebbe provveduto alla assunzione di nuovo personale, fu garantita la realizzazione del nuovo blocco operatorio che avrebbe fatto di Fabriano una eccellenza nel campo chirurgico. Mi risulta che ad oggi del nuovo blocco operatorio non esiste alcun progetto esecutivo, che delle sale operatorie del nostro ospedale solo due sono utilizzabili, se così non fosse prego di smentirmi. Parole, Parole, Parole recitava una famosa canzone, ma la realtà è sotto gli occhi di tutti”.

In ultimo, l’appello di Olindo Stroppa, candidato per Forza Italia alle prossime Regionali per un seggio in Consiglio. “Indipendentemente dai colori politici dobbiamo batterci e batteri pugni perché il nostro territorio abbia quello che gli spetta, non siamo cittadini di serie B, smembrare la sanità equivale a svalutare un territorio, incentivarne la fuga dei giovani, che sommata ai ritardi della ricostruzione post sismica, alla carenza di lavoro, al ritardo nella realizzazione delle infrastrutture fa delle zone montane luoghi dove si può solo morire. Alziamo la testa facciamo valere i nostri diritti, anche noi paghiamo le tasse non siamo terra di confine”.

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