PIEDINO Appenn a casa 2021

La lista "RipartiAmo- Sandro Sborgia sindaco" si presenta

Mercoledì, 18 Maggio 2022 16:46 | Letto 629 volte   Clicca per ascolare il testo La lista "RipartiAmo- Sandro Sborgia sindaco" si presenta Si è svolta questa mattina in piazza Cavour a Camerino la conferenza stampa della lista Ripartiamo – Sandro Sborgia sindaco che, oltre a ricandidare nomi già noti, schiera anche dei volti nuovi. Così come avvenuto per la scelta della sede elettorale, non casuale anche il luogo della presentazione dei componenti la squadra  «davanti alle gru e col sottofondo dei rumori degli operai in azione» scelta definita emblematica di tutto il lavoro fatto nei due anni e mezzo di mandato. «Vedete una piazza e un corso che sono completamente aperti.- ha esordito il candidato primo cittadino Sandro Sborgia- Tre anni fa, quando abbiamo ereditato l’amministrazione di questa città, questa era tutta zona rossa. La città era interdetta ai cittadini e assolutamente priva di ogni forma di sicurezza. Siamo dovuti ripartire proprio da qui, dal rimettere in sicurezza la città, in modo da poterla restituire ai cittadini. Oggi questo centro storico che ancora porta i segni evidenti del terremoto ha un principio di vita: sono state riaperte alcune attività commerciali; edifici che erano stati lievemente danneggiati sono stati riparati e alcune persone sono già rientrate a casa. È stato questo un grande risultato ed era quello che noi volevamo. Era il motivo per cui noi avevamo deciso di assumere la responsabilità di amministrare questa città, cioè di far sì che quella fase drammatica della ricostruzione si potesse superare, così da riaccendere la speranza in tutte quelle persone che, a tre anni dal sisma, ancora non vedevano un principio di ricostruzione. Abbiamo lavorato per questo. È stato un lavoro complicato e difficile ma i risultati si sono mostrati e si cominciano a vedere. Potete fare un giro non solo nel centro storico ma anche nei quartieri della periferia della città e vedrete imprese al lavoro, cantieri aperti, gru che sono state installate. Ne siamo orgogliosi perché questo è merito dell’amministrazione che purtroppo è stata interrotta, per cause che in realtà ancora dobbiamo comprendere”. Poi Sborgia è passato a spiegare i motivi per cui lui e la sua squadra hanno deciso di ricandidarsi: « Pensiamo che quel lavoro che è stato fatto debba essere portato a termine. Pensiamo che ancora c’è tanto da fare e pensiamo soprattutto che scegliere la propria amministrazione, sia responsabilità, dovere e anche diritto del cittadino. L’amministrazione era stata eletta nel 2019 ed è stata purtroppo interrotta a causa di un accordo sottoscritto di notte da alcuni consiglieri comunali di maggioranza e di minoranza. Questo è stato fatto violando quello che era il patto sottoscritto con gli elettori, quello cioè di amministrare la città per 5 anni. Ora la parola passa di nuovo alla cittadinanza: noi non abbiamo altro da offrire che tutto l’impegno e il lavoro fatto, altro da offrire che la nostra semplicità e la nostra trasparenza.Avevamo promesso un impegno sulla ricostruzione, ce l’abbiamo messo e credo che tutti possano osservarlo – ha continuato Sborgia- . Avevamo avviato un lavoro con i proprietari delle abitazioni, con i tecnici in maniera tale da avere una ricostruzione programmata e condivisa. Un lavoro che era stato avviato anche per scongiurare quegli effetti che l’ultima ordinanza commissariale finisce per gravare sui committenti. E purtroppo siamo di nuovo qui”. La conferenza stampa è stata l’occasione per far conoscere i componenti la squadra, la maggior parte dei quali nati e cresciuti a Camerino: Gionata Bentivoglia, Alberto Cavallaro, Roberta Fattoretti, Lucia Jajani, Vincenzo Luzi, Luca Marassi, Rosella Paggio, Sonia Santacchi, Stefano Sfascia, Alessia Tavoloni, Mario Tesauri e Sauro Tromboni. Ognuno di loro ha preso la parola e si è brevemente presentato, a cominciare da Alessia Tavoloni che a Camerino svolge da 11 anni la funzione di assistente personale per un consulente finanziario: «Ho deciso di supportare questa squadra perché ho piena fiducia nelle capacità di tutti. Piena fiducia nell’onestà con cui Sandro Sborgia e i suoi collaboratori, hanno svolto i loro compiti da quando sono stati eletti fino a quando sono purtroppo decaduti dall’incarico. Mi vorrò impegnare e mi impegnerò sicuramente affinché tutti noi insieme si possa completare quanto iniziato e per fare ancora di più”.   Di Camerino anche Rosella Paggio che in città ha costruito la sua casa e la famiglia. Attuale dipendente universitaria con un’esperienza lavorativa di 37 anni, sette dei quali nel privato e 30 nell’amministrazione pubblica, mette a servizio le proprie competenze a favore dell’amministrazione cittadina “ Io e la mia famiglia nel 2019 abbiamo sostenuto con grande convinzione l’allora candidato sindaco Sandro Sborgia e la sua squadra. In loro avevamo riposto grande fiducia, fiducia che è stata pienamente ripagata, anzi, credo forse che il lavoro che hanno svolto nel brevissimo tempo di due anni e mezzo, sia andato molto oltre le aspettative nostre e di tanti cittadini. È conoscendo appunto quelle che sono le capacità del candidato sindaco nonché la grande dedizione e le capacità degli altri componenti la squadra, che essere chiamata a farne parte è stato per me un onore e ne sono orgogliosa». Quindi è stata la volta di Roberta Fattoretti, ingegnere edile, sposata con due figli. «Da oltre 22 anni lavoro nella pubblica amministrazione , in particolare da 20 anni a questa parte presto servizio presso il servizio patrimonio edilizia scolastica della provincia di Macerata. In questi anni ho acquisito varie esperienze e ho avuto modo di collaborare con numerosi tecnici di varie organizzazioni ed istituzioni. Il mio rapporto è molto stretto anche con i dirigenti scolastici in quanto una delle competenze specifiche della provincia è quella delle scuole superiori. Per quanto riguarda Camerino, ho avuto modo di costruire qualcosa anche per la comunità: ad esempio ho fatto parte degli staff di progettazione della riabilitazione del complesso di Madonna delle Carceri che ospita l’ITCG Antinori e i licei Varano , attualmente frequentato da più di mille ragazzi. Nell’ambito dell’ente provinciale sono specializzata sulle energie innovative e sul come razionalizzare l’uso di tali energie. Mi sono messa in gioco perché non si può stare sempre a guardare e magari anche criticare. Quindi ho deciso di metterci la faccia e supportare questa amministrazione che ho sempre seguito con molta passione. A Camerino mi sento di dire che darò tutto il mio impegno. I miei figli sono grandi per cui ho del tempo a disposizione e il lavoro non mi spaventa. Metto impegno, serietà e la mia piccola esperienza come tecnico, in un momento in cui penso ce ne sia abbastanza bisogno”. Ha preso quindi la parola Mario Tesauri. In pensione da tre anni, ha lavorato per 42 anni all’Università di Camerino: « Ho accettato questa sfida in primo luogo per serietà e l’onestà di una squadra che , nonostante il covid, tanto ha fatto in quasi tre anni. L’ università mi ha dato molto, mi ha fatto crescere e ha fatto crescere Camerino. Voglio mettere a disposizione la mia esperienza per ridare qualcosa a Camerino; voglia e determinazione per fare non mi mancano e se ci sarà l’opportunità, sarò ben lieto di lavorare per questa città e per farla rinascere”. Si è detto onorato di far parte della squadra il camerinese Gionata Bentivoglia cche in città  svolge il suo lavoro di vigile del fuoco da circa 10 anni. «Sono felice di far parte di questa squadra e nel mio piccolo spero anch’io di poter contribuire nel riuscire a portare a termine i progetti che sono stati presentati da Sborgia e tutti i suoi precedenti consiglieri. La città che era prima io me la ricordo e, oltre che per noi cittadini, spero di rivederla al meglio soprattutto per i nostri figli che ancora non l’hanno mai potuta conoscere». Altra candidatura di lista quella di Sauro Tromboni . “Credo che in questa squadra ci stia bene anche un imprenditore agricolo come me che conosce le problematiche della zona e che anche in questo ambito può portare un aiuto per tutto quello che serve”. Impossibilitati a partecipare per impegni di lavoro i candidati consiglieri ingegnere Luca Marassi, ex consigliere delegato alla ricostruzione, il commercialista  Alberto Cavallaro e leducatrice Sonia Santacchi, ma ci sarà occasione di conoscerli nei prossimi giorni  Una ricandidatura per il dirigente medico di primo livello in servizio da 16 anni presso l’unità operativa di ortopedia e traumatologia dell’ospedale di Camerino, Stefano Sfascia, ex assessore alla sanità e ai servizi sociali della precedente amministrazione. «Credo che la mia ricandidatura fosse necessaria e doverosa per sostenere in primis Sandro Sborgia che oltre che essere il mio sindaco è anche un amico fraterno da tantissimi anni. Credo nelle sue capacità, nella sua onestà e nella sua determinazione. Credo sia la persona giusta al momento giusto per tutto quello che occorre a questa città che attraversa un periodo fondamentale della sua storia. Una città che ha affrontato il terremoto, una pandemia. In poco più di due anni e mezzo di amministrazione è successo di tutto; credo però che, seppure in mezzo a tante difficoltà, con grande impegno e sacrificio anche da parte dei miei colleghi, abbiamo fatto un buon lavoro. Ognuno di noi ha sacrificato tempo libero, sottratto ore alla famiglia e al lavoro, per prestare un servizio e senza che ci fosse nessun tipo di tornaconto personale. Nella precedente consultazione l’amministrazione è stata eletta anche con un margine importante e credo che la parola debba ora tornare ai cittadini. Almeno in Italia, il sindaco è una delle poche figure istituzionali che viene eletta direttamente dai cittadini quindi credo che sia solo il cittadino l’unico ad avere il diritto a mandare a casa un sindaco, non un accordo tra le parti come quello che è avvenuto in una notte di gennaio». Due figli grandi, marito vigile del fuoco nata e cresciuta a Camerino anche Lucia Jajani, che vi lavora come bancaria. Vice sindaco nella passata amministrazione ha deciso di ripresentarsi. «Tre anni fa ho deciso di mettermi a servizio di questa città e l’ho deciso facendo un salto nel buio; non conoscevo assolutamente il candidato sindaco e la conoscenza era superficiale anche con alcuni elementi della squadra. Decisi allora di dare una mano alla città e mettermi a servizio, soprattutto con le mie competenze nell’ambito delle materie economiche. All’epoca era un salto nel buio ma oggi lo faccio veramente con forte consapevolezza – ha sottolineato-. Sono sicura nell’appoggiare il sindaco che ho conosciuto ed apprezzato e sono sicura anche di voler portare avanti i progetti e di rispettare i principi che ci avevano guidato allora. Siamo stati in carica per circa due anni e otto mesi con in mezzo circa due anni di pandemia e, considerato questo, secondo me abbiamo fatto abbastanza. Abbiamo lanciato tante basi per molti progetti che desideriamo portare a termine, per cui, riconfermo con forza la mia disponibilità, anche per non rinnegare la fiducia che allora ci è stata data dai cittadini». Di seguito, per sottolineare alcuni punti, è intervenuto nuovamente il candidato sindaco Sandro Sborgia, che ha incentrato il discorso sul Programma straordinario di ricostruzione (Psr) approvato solo qualche settimana fa, che ha definito un passaggio fondamentale sia per la ricostruzione pubblica sia per quella privata.«Percorso che non può essere interrotto – ha rimarcato- Abbiamo sentito di una volontà di rivisitazione di quel programma e di una rivisitazione dei Piani attuativi che sono stati portati a termine ,anche quelli in una fase di approvazione. Si tratta di strumenti di cui la città ha fondamentale bisogno perché la ricostruzione possa veramente partire. È vero che ci sono problemi che sono dovuti alla difficoltà del caro di materiali e del reperire imprese, ma non possiamo assolutamente privarci di quegli strumenti. Rimettere in discussione quel lavoro fatto, significa fermare di nuovo la ricostruzione e questa città non se lo può permettere. Non possiamo permettere che i cittadini che stanno ancora nelle sae debbano aspettare anni per poter avviare il recupero delle loro abitazioni e per potervi rientrare. Non possiamo permetterlo: questo spero che in questo momento i cittadini possano ben valutare, riflettere su quale sarà il destino di questa città e sul dovere al quale sono chiamati. Possono i cittadini scegliere con consapevolezza e con determinazione ma quello che mi auguro è che in questa loro scelta pensino al destino della loro città e soprattutto a quello dei propri figli. Questa è una città il cui motore economico principale è l’università; questa città vive sull’università e noi abbiamo bisogno che i ragazzi che scelgono di venire a studiare a Camerino possano trovare una città e un centro storico ricostruiti e soprattutto sicuri. Se non riusciamo a raggiungere questi obiettivi, se blocchiamo di nuovo la ricostruzione con altre scelte, altri programmi o progetti, vorrà dire che veramente rischiamo che questo centro storico e questa città non tornino ad essere quelli che tutti abbiamo conosciuto. E questo, assolutamente non ce lo possiamo permettere». Sollecitato dai giornalisti ,Sborgia  ha poi toccato altre problematiche da risolvere. La sanità in primo luogo e le criticità che riguardano l’ospedale Santa Maria della pietà che da qualche tempo sconta una forte carenza di personale e di dirigenti medici. Sborgia ha ricordato la completa riconversione della struttura in ospedale covid della prima fase della pandemia. «In quella fase l’ospedale aveva tuttavia conservato tutte le specialità che erano presenti da prima. A seguito però della scelta di riconvertirlo di nuovo, per la quasi totalità, nella seconda fase pandemica, abbiamo notato una fuoriuscita di numerose professionalità e soprattutto di dirigenti medici, anestesisti, chirurghi, cardiologi tanto che per fare un esempio oggi nell’ospedale di Camerino la cardiologia non ha più reparto di degenza; in servizio attivo ci sono solo quattro medici che assicurano le visite ambulatoriali. Una situazione critica c’era anche al momento in cui ci siamo insediati come amministrazione – ha aggiunto -; la cardiologia funzionava ma esisteva il rischio che le attività sanitarie venissero ridotte solo ad un servizio sulle 12 ore ; grazie al nostro impegno riuscimmo ad ottenere che vi fossero sette unità per cui il reparto riprese a lavorare h 24 fornendo tutte le prestazioni che un reparto di cardiologia avrebbe potuto dare. Oggi in pratica quel reparto non esiste più perché assicura solo prestazioni ambulatoriali. Un grave deficit riguarda poi il reparto di anestesia e rianimazione che vede il personale costretto a turni di reperibilità, che vanno a pesare fortemente sia sulle capacità di resistenza fisica del personale che sulla stessa lucidità delle prestazioni. La mancanza di personale comporta che siano ridotte anche lì le prestazioni chirurgiche. Da parte nostra c’eravamo impegnati prima e ci siamo impegnati dopo perché - ha ricordato Sborgia - quando si parla di sanità non si parla di colore politico. Siano esse state esse di sinistra e oggi di destra, noi più volte abbiamo richiamato l’attenzione delle istituzioni regionali a tener presente che oggi la situazione sanitaria dell’ospedale di Camerino riguarda un’intera area montana che sconta oggettive difficoltà di vita. Difficoltà e bisogni della gente di montagna debbono essere assolutamente tenuti presenti: è per questo che, con forza e a volte anche in maniera energica, noi abbiamo chiesto che le scelte riferite alla sanità venissero fatte tenendo in considerazione le necessità di una popolazione che non vive solo il disagio della particolare collocazione geografica, ma quella soprattutto di una situazione sociale gravemente compromessa a causa del terremoto prima, e, della pandemia dopo. Io credo che le istituzioni che sono a servizio della cittadinanza abbiano il dovere di essere al fianco dei più fragili, occuparsi dei più bisognosi, delle persone più disagiate. Questo credo sia il dovere di un’amministrazione seria : essere al fianco di chi vive un disagio maggiore». Scuola e formazione dei giovani, altri punti imprescindibili per il candidato sindaco Sborgia . «Non dimentichiamo che questa amministrazione è stata forse tra le prime ad instaurare un rapporto di diretta collaborazione con l’università e le istituzioni scolastiche. Abbiamo lavorato tutti insieme perché è solo insieme che si esce fuori da emergenze di questo tipo. Abbiamo affrontato situazioni di disagio riferite soprattutto alle categorie più fragili; mi riferisco ad esempio alle generazioni di ragazzi delle scuole elementari, medie e superiori alle quali dobbiamo rivolgere massima attenzione. Perché con quello che è successo tra terremoto e pandemia, non avere una città, vivere nell’ambiente ristretto di una sae e dover svolgere attività in quelle condizioni, sono situazioni che segnano la crescita e lo sviluppo di un ragazzo e determinano delle conseguenze. Di queste conseguenze noi dobbiamo farci carico: dobbiamo prevenirle, riuscire ad intervenire affinché, anche nelle difficoltà, sia garantito ai ragazzi uno sviluppo sereno. Noi adulti magari ci lamentiamo, i ragazzi invece spesso non si lamentano ma dietro ai loro silenzi potrebbero celarsi dei disagi che vanno previsti, affrontati e risolti». Forte disagio vive la stessa popolazione anziana; da tempo è attesa anche la prevista realizzazione della Casa di riposo. Questione ripercorsa dal candidato primo cittadino dichiarando che all’epoca d’insediamento della propria squadra, ad essere impostata era solo un’idea di costruzione. «Non c’era ancora nulla. Abbiamo dovuto organizzare e sistemare tutte le attività burocratiche connesse alla realizzazione di quella struttura che oggi grazie a Dio ha una sua collocazione e che vedrà il via dei lavori, una volta che la Croce Rossa aggiudicherà la gara d’appalto». Tra i risultati dell’amministrazione da lui guidata, l’ex sindaco ha tenuto a ricordar anche la garanzia di una sede comunale provvisoria nell’area di Vallicelle, i cui lavori sono ormai in fase di ultimazione. «A breve anche quella struttura sarà consegnata e l’amministrazione e le strutture comunali potranno operare insieme in una sede dignitosa, non più dunque secondo l’organizzazione che abbiamo trovata, frazionata su più complessi indipendenti l’uno dall’altro. All’interno di quello che è il cuore della struttura comunale, l’ufficio tecnico poteva contare poi su un personale ridottissimo composto da tre sole unità; oggi siamo arrivati a 26. Questo perché compito di una amministrazione non è solo quello di assicurare tutti i servizi ma anche di lavorare perché la ricostruzione possa camminare veloce». Compito dell’amministrazione è quello di mettere a disposizione gli strumenti ma anche gli spazi sia per i giovani che per gli anziani, ha aggiunto Lucia Jajani: «È questo quello che manca a Camerino. Per quanto riguarda infatti l’organizzazione di iniziative e manifestazioni si può contare su tantissime associazioni di giovani e di anziani ma, quello che manca sono i luoghi che rendono possibile ritrovarsi. E la nostra amministrazione si era mossa anche verso questo obiettivo; da subito abbiamo approntato un intervento anche economico a favore della realizzazione del quartiere delle associazioni. Siamo intervenuti economicamente sul progetto che era partito dall’associazione IoNon Crollo, per consentirne lo stato definitivo dell’opera che senza l’intervento del comune non si sarebbe potuto realizzare in quanto le risorse disponibili non sarebbero state sufficienti. Ci stavamo muovendo nel senso di creare delle strutture, dei luoghi nei quali sia i giovani che gli anziani potessero unirsi. Prima il terremoto, poi la pandemia, hanno creato una grande frattura nell’animo delle persone e l’amministrazione aveva già dei progetti in corso che sono stati interrotti. La nostra volontà è dunque quella di metterci a disposizione anche con delle risorse, perché tante sono le associazioni che poi possono organizzare molte iniziative”. Infine Sborgia ha inteso sottolineare l’attenzione che c’è stata nei confronti delle attività commerciali del territorio, riportando anche i positivi dati pubblicati da Cna che vedono Camerino quale terza città della provincia di Macerata in termini di presenze, posizionandola addirittura davanti a Civitanova Marche . «Questo per dire che tutto il progetto che, insieme alle varie realtà commerciali e imprenditoriali della città, avevamo messo in campo, ha dato i suoi risultati. E questo è stato un merito dell’amministrazione: con una situazione pandemica ancora in corso, Camerino è stata la terza città della provincia per numero di presenze, qualcosa come 200mila visitatori solo nel 2021. Credo che siano dati importanti e li ricordo per dire che quello che abbiamo fatto in termini di promozione della città è stato il mettere a sistema il grande patrimonio artistico, naturale, culturale di cui questo territorio dispone. Abbiamo creato anche le condizioni per fruire dei luoghi storici della città: così è stato per la Rocca borgesca nella quale ci si è dati da fare per la sistemazione dell’area e anche per la realizzazione del chiosco Noi intendiamo dunque continuare su questa strada, perché i risultati ci hanno dato ragione E se la cittadinanza ce lo consentirà andremo avanti su questa strada determinati come lo siamo stati fino ad ora. Credo che raggiungeremo gli obiettivi che ci siamo prefissi e anche di più».c.c
Si è svolta questa mattina in piazza Cavour a Camerino la conferenza stampa della lista Ripartiamo – Sandro Sborgia sindaco che, oltre a ricandidare nomi già noti, schiera anche dei volti nuovi. 
Così come avvenuto per la scelta della sede elettorale, non casuale anche il luogo della presentazione dei componenti la squadra  «davanti alle gru e col sottofondo dei rumori degli operai in azione» scelta definita emblematica di tutto il lavoro fatto nei due anni e mezzo di mandato.
«Vedete una piazza e un corso che sono completamente aperti.- ha esordito il candidato primo cittadino Sandro Sborgia- Tre anni fa, quando abbiamo ereditato l’amministrazione di questa città, questa era tutta zona rossa. La città era interdetta ai cittadini e assolutamente priva di ogni forma di sicurezza. Siamo dovuti ripartire proprio da qui, dal rimettere in sicurezza la città, in modo da poterla restituire ai cittadini. Oggi questo centro storico che ancora porta i segni evidenti del terremoto ha un principio di vita: sono state riaperte alcune attività commerciali; edifici che erano stati lievemente danneggiati sono stati riparati e alcune persone sono già rientrate a casa. È stato questo un grande risultato ed era quello che noi volevamo. Era il motivo per cui noi avevamo deciso di assumere la responsabilità di amministrare questa città, cioè di far sì che quella fase drammatica della ricostruzione si potesse superare, così da riaccendere la speranza in tutte quelle persone che, a tre anni dal sisma, ancora non vedevano un principio di ricostruzione. Abbiamo lavorato per questo. È stato un lavoro complicato e difficile ma i risultati si sono mostrati e si cominciano a vedere. Potete fare un giro non solo nel centro storico ma anche nei quartieri della periferia della città e vedrete imprese al lavoro, cantieri aperti, gru che sono state installate. Ne siamo orgogliosi perché questo è merito dell’amministrazione che purtroppo è stata interrotta, per cause che in realtà ancora dobbiamo comprendere”.
Poi Sborgia è passato a spiegare i motivi per cui lui e la sua squadra hanno deciso di ricandidarsi: « Pensiamo che quel lavoro che è stato fatto debba essere portato a termine. Pensiamo che ancora c’è tanto da fare e pensiamo soprattutto che scegliere la propria amministrazione, sia responsabilità, dovere e anche diritto del cittadino. L’amministrazione era stata eletta nel 2019 ed è stata purtroppo interrotta a causa di un accordo sottoscritto di notte da alcuni consiglieri comunali di maggioranza e di minoranza. Questo è stato fatto violando quello che era il patto sottoscritto con gli elettori, quello cioè di amministrare la città per 5 anni. Ora la parola passa di nuovo alla cittadinanza: noi non abbiamo altro da offrire che tutto l’impegno e il lavoro fatto, altro da offrire che la nostra semplicità e la nostra trasparenza.Avevamo promesso un impegno sulla ricostruzione, ce l’abbiamo messo e credo che tutti possano osservarlo – ha continuato Sborgia- . Avevamo avviato un lavoro con i proprietari delle abitazioni, con i tecnici in maniera tale da avere una ricostruzione programmata e condivisa. Un lavoro che era stato avviato anche per scongiurare quegli effetti che l’ultima ordinanza commissariale finisce per gravare sui committenti. E purtroppo siamo di nuovo qui”.
conferenza Sborgia

La conferenza stampa è stata l’occasione per far conoscere i componenti la squadra, la maggior parte dei quali nati e cresciuti a Camerino: Gionata Bentivoglia, Alberto Cavallaro, Roberta Fattoretti, Lucia Jajani, Vincenzo Luzi, Luca Marassi, Rosella Paggio, Sonia Santacchi, Stefano Sfascia, Alessia Tavoloni, Mario Tesauri e Sauro Tromboni.

Ognuno di loro ha preso la parola e si è brevemente presentato, a cominciare da Alessia Tavoloni che a Camerino svolge da 11 anni la funzione di assistente personale per un consulente finanziario: «Ho deciso di supportare questa squadra perché ho piena fiducia nelle capacità di tutti. Piena fiducia nell’onestà con cui Sandro Sborgia e i suoi collaboratori, hanno svolto i loro compiti da quando sono stati eletti fino a quando sono purtroppo decaduti dall’incarico. Mi vorrò impegnare e mi impegnerò sicuramente affinché tutti noi insieme si possa completare quanto iniziato e per fare ancora di più”.  

Di Camerino anche Rosella Paggio che in città ha costruito la sua casa e la famiglia. Attuale dipendente universitaria con un’esperienza lavorativa di 37 anni, sette dei quali nel privato e 30 nell’amministrazione pubblica, mette a servizio le proprie competenze a favore dell’amministrazione cittadina “ Io e la mia famiglia nel 2019 abbiamo sostenuto con grande convinzione l’allora candidato sindaco Sandro Sborgia e la sua squadra. In loro avevamo riposto grande fiducia, fiducia che è stata pienamente ripagata, anzi, credo forse che il lavoro che hanno svolto nel brevissimo tempo di due anni e mezzo, sia andato molto oltre le aspettative nostre e di tanti cittadini. È conoscendo appunto quelle che sono le capacità del candidato sindaco nonché la grande dedizione e le capacità degli altri componenti la squadra, che essere chiamata a farne parte è stato per me un onore e ne sono orgogliosa».
Quindi è stata la volta di Roberta Fattoretti, ingegnere edile, sposata con due figli. «Da oltre 22 anni lavoro nella pubblica amministrazione , in particolare da 20 anni a questa parte presto servizio presso il servizio patrimonio edilizia scolastica della provincia di Macerata. In questi anni ho acquisito varie esperienze e ho avuto modo di collaborare con numerosi tecnici di varie organizzazioni ed istituzioni. Il mio rapporto è molto stretto anche con i dirigenti scolastici in quanto una delle competenze specifiche della provincia è quella delle scuole superiori. Per quanto riguarda Camerino, ho avuto modo di costruire qualcosa anche per la comunità: ad esempio ho fatto parte degli staff di progettazione della riabilitazione del complesso di Madonna delle Carceri che ospita l’ITCG Antinori e i licei Varano , attualmente frequentato da più di mille ragazzi. Nell’ambito dell’ente provinciale sono specializzata sulle energie innovative e sul come razionalizzare l’uso di tali energie. Mi sono messa in gioco perché non si può stare sempre a guardare e magari anche criticare. Quindi ho deciso di metterci la faccia e supportare questa amministrazione che ho sempre seguito con molta passione. A Camerino mi sento di dire che darò tutto il mio impegno. I miei figli sono grandi per cui ho del tempo a disposizione e il lavoro non mi spaventa. Metto impegno, serietà e la mia piccola esperienza come tecnico, in un momento in cui penso ce ne sia abbastanza bisogno”.
Ha preso quindi la parola Mario Tesauri. In pensione da tre anni, ha lavorato per 42 anni all’Università di Camerino: « Ho accettato questa sfida in primo luogo per serietà e l’onestà di una squadra che , nonostante il covid, tanto ha fatto in quasi tre anni. L’ università mi ha dato molto, mi ha fatto crescere e ha fatto crescere Camerino. Voglio mettere a disposizione la mia esperienza per ridare qualcosa a Camerino; voglia e determinazione per fare non mi mancano e se ci sarà l’opportunità, sarò ben lieto di lavorare per questa città e per farla rinascere”.
Si è detto onorato di far parte della squadra il camerinese Gionata Bentivoglia cche in città  svolge il suo lavoro di vigile del fuoco da circa 10 anni. «Sono felice di far parte di questa squadra e nel mio piccolo spero anch’io di poter contribuire nel riuscire a portare a termine i progetti che sono stati presentati da Sborgia e tutti i suoi precedenti consiglieri. La città che era prima io me la ricordo e, oltre che per noi cittadini, spero di rivederla al meglio soprattutto per i nostri figli che ancora non l’hanno mai potuta conoscere».
Altra candidatura di lista quella di Sauro Tromboni . “Credo che in questa squadra ci stia bene anche un imprenditore agricolo come me che conosce le problematiche della zona e che anche in questo ambito può portare un aiuto per tutto quello che serve”.
Impossibilitati a partecipare per impegni di lavoro i candidati consiglieri ingegnere Luca Marassi, ex consigliere delegato alla ricostruzione, il commercialista  Alberto Cavallaro e l'educatrice Sonia Santacchi, ma ci sarà occasione di conoscerli nei prossimi giorni  
Una ricandidatura per il dirigente medico di primo livello in servizio da 16 anni presso l’unità operativa di ortopedia e traumatologia dell’ospedale di Camerino, Stefano Sfascia, ex assessore alla sanità e ai servizi sociali della precedente amministrazione. «Credo che la mia ricandidatura fosse necessaria e doverosa per sostenere in primis Sandro Sborgia che oltre che essere il mio sindaco è anche un amico fraterno da tantissimi anni. Credo nelle sue capacità, nella sua onestà e nella sua determinazione. Credo sia la persona giusta al momento giusto per tutto quello che occorre a questa città che attraversa un periodo fondamentale della sua storia. Una città che ha affrontato il terremoto, una pandemia. In poco più di due anni e mezzo di amministrazione è successo di tutto; credo però che, seppure in mezzo a tante difficoltà, con grande impegno e sacrificio anche da parte dei miei colleghi, abbiamo fatto un buon lavoro. Ognuno di noi ha sacrificato tempo libero, sottratto ore alla famiglia e al lavoro, per prestare un servizio e senza che ci fosse nessun tipo di tornaconto personale. Nella precedente consultazione l’amministrazione è stata eletta anche con un margine importante e credo che la parola debba ora tornare ai cittadini. Almeno in Italia, il sindaco è una delle poche figure istituzionali che viene eletta direttamente dai cittadini quindi credo che sia solo il cittadino l’unico ad avere il diritto a mandare a casa un sindaco, non un accordo tra le parti come quello che è avvenuto in una notte di gennaio».
Due figli grandi, marito vigile del fuoco nata e cresciuta a Camerino anche Lucia Jajani, che vi lavora come bancaria. Vice sindaco nella passata amministrazione ha deciso di ripresentarsi. «Tre anni fa ho deciso di mettermi a servizio di questa città e l’ho deciso facendo un salto nel buio; non conoscevo assolutamente il candidato sindaco e la conoscenza era superficiale anche con alcuni elementi della squadra. Decisi allora di dare una mano alla città e mettermi a servizio, soprattutto con le mie competenze nell’ambito delle materie economiche. All’epoca era un salto nel buio ma oggi lo faccio veramente con forte consapevolezza – ha sottolineato-. Sono sicura nell’appoggiare il sindaco che ho conosciuto ed apprezzato e sono sicura anche di voler portare avanti i progetti e di rispettare i principi che ci avevano guidato allora. Siamo stati in carica per circa due anni e otto mesi con in mezzo circa due anni di pandemia e, considerato questo, secondo me abbiamo fatto abbastanza. Abbiamo lanciato tante basi per molti progetti che desideriamo portare a termine, per cui, riconfermo con forza la mia disponibilità, anche per non rinnegare la fiducia che allora ci è stata data dai cittadini».

Di seguito, per sottolineare alcuni punti, è intervenuto nuovamente il candidato sindaco Sandro Sborgia, che ha incentrato il discorso sul Programma straordinario di ricostruzione (Psr) approvato solo qualche settimana fa, che ha definito un passaggio fondamentale sia per la ricostruzione pubblica sia per quella privata.«Percorso che non può essere interrotto – ha rimarcato- Abbiamo sentito di una volontà di rivisitazione di quel programma e di una rivisitazione dei Piani attuativi che sono stati portati a termine ,anche quelli in una fase di approvazione. Si tratta di strumenti di cui la città ha fondamentale bisogno perché la ricostruzione possa veramente partire. È vero che ci sono problemi che sono dovuti alla difficoltà del caro di materiali e del reperire imprese, ma non possiamo assolutamente privarci di quegli strumenti. Rimettere in discussione quel lavoro fatto, significa fermare di nuovo la ricostruzione e questa città non se lo può permettere. Non possiamo permettere che i cittadini che stanno ancora nelle sae debbano aspettare anni per poter avviare il recupero delle loro abitazioni e per potervi rientrare. Non possiamo permetterlo: questo spero che in questo momento i cittadini possano ben valutare, riflettere su quale sarà il destino di questa città e sul dovere al quale sono chiamati. Possono i cittadini scegliere con consapevolezza e con determinazione ma quello che mi auguro è che in questa loro scelta pensino al destino della loro città e soprattutto a quello dei propri figli. Questa è una città il cui motore economico principale è l’università; questa città vive sull’università e noi abbiamo bisogno che i ragazzi che scelgono di venire a studiare a Camerino possano trovare una città e un centro storico ricostruiti e soprattutto sicuri. Se non riusciamo a raggiungere questi obiettivi, se blocchiamo di nuovo la ricostruzione con altre scelte, altri programmi o progetti, vorrà dire che veramente rischiamo che questo centro storico e questa città non tornino ad essere quelli che tutti abbiamo conosciuto. E questo, assolutamente non ce lo possiamo permettere».
Sollecitato dai giornalisti ,Sborgia  ha poi toccato altre problematiche da risolvere. La sanità in primo luogo e le criticità che riguardano l’ospedale Santa Maria della pietà che da qualche tempo sconta una forte carenza di personale e di dirigenti medici. Sborgia ha ricordato la completa riconversione della struttura in ospedale covid della prima fase della pandemia. «In quella fase l’ospedale aveva tuttavia conservato tutte le specialità che erano presenti da prima. A seguito però della scelta di riconvertirlo di nuovo, per la quasi totalità, nella seconda fase pandemica, abbiamo notato una fuoriuscita di numerose professionalità e soprattutto di dirigenti medici, anestesisti, chirurghi, cardiologi tanto che per fare un esempio oggi nell’ospedale di Camerino la cardiologia non ha più reparto di degenza; in servizio attivo ci sono solo quattro medici che assicurano le visite ambulatoriali. Una situazione critica c’era anche al momento in cui ci siamo insediati come amministrazione – ha aggiunto -; la cardiologia funzionava ma esisteva il rischio che le attività sanitarie venissero ridotte solo ad un servizio sulle 12 ore ; grazie al nostro impegno riuscimmo ad ottenere che vi fossero sette unità per cui il reparto riprese a lavorare h 24 fornendo tutte le prestazioni che un reparto di cardiologia avrebbe potuto dare. Oggi in pratica quel reparto non esiste più perché assicura solo prestazioni ambulatoriali. Un grave deficit riguarda poi il reparto di anestesia e rianimazione che vede il personale costretto a turni di reperibilità, che vanno a pesare fortemente sia sulle capacità di resistenza fisica del personale che sulla stessa lucidità delle prestazioni. La mancanza di personale comporta che siano ridotte anche lì le prestazioni chirurgiche. Da parte nostra c’eravamo impegnati prima e ci siamo impegnati dopo perché - ha ricordato Sborgia - quando si parla di sanità non si parla di colore politico. Siano esse state esse di sinistra e oggi di destra, noi più volte abbiamo richiamato l’attenzione delle istituzioni regionali a tener presente che oggi la situazione sanitaria dell’ospedale di Camerino riguarda un’intera area montana che sconta oggettive difficoltà di vita. Difficoltà e bisogni della gente di montagna debbono essere assolutamente tenuti presenti: è per questo che, con forza e a volte anche in maniera energica, noi abbiamo chiesto che le scelte riferite alla sanità venissero fatte tenendo in considerazione le necessità di una popolazione che non vive solo il disagio della particolare collocazione geografica, ma quella soprattutto di una situazione sociale gravemente compromessa a causa del terremoto prima, e, della pandemia dopo. Io credo che le istituzioni che sono a servizio della cittadinanza abbiano il dovere di essere al fianco dei più fragili, occuparsi dei più bisognosi, delle persone più disagiate. Questo credo sia il dovere di un’amministrazione seria : essere al fianco di chi vive un disagio maggiore».
Scuola e formazione dei giovani, altri punti imprescindibili per il candidato sindaco Sborgia . «Non dimentichiamo che questa amministrazione è stata forse tra le prime ad instaurare un rapporto di diretta collaborazione con l’università e le istituzioni scolastiche. Abbiamo lavorato tutti insieme perché è solo insieme che si esce fuori da emergenze di questo tipo. Abbiamo affrontato situazioni di disagio riferite soprattutto alle categorie più fragili; mi riferisco ad esempio alle generazioni di ragazzi delle scuole elementari, medie e superiori alle quali dobbiamo rivolgere massima attenzione. Perché con quello che è successo tra terremoto e pandemia, non avere una città, vivere nell’ambiente ristretto di una sae e dover svolgere attività in quelle condizioni, sono situazioni che segnano la crescita e lo sviluppo di un ragazzo e determinano delle conseguenze. Di queste conseguenze noi dobbiamo farci carico: dobbiamo prevenirle, riuscire ad intervenire affinché, anche nelle difficoltà, sia garantito ai ragazzi uno sviluppo sereno. Noi adulti magari ci lamentiamo, i ragazzi invece spesso non si lamentano ma dietro ai loro silenzi potrebbero celarsi dei disagi che vanno previsti, affrontati e risolti».
Forte disagio vive la stessa popolazione anziana; da tempo è attesa anche la prevista realizzazione della Casa di riposo. Questione ripercorsa dal candidato primo cittadino dichiarando che all’epoca d’insediamento della propria squadra, ad essere impostata era solo un’idea di costruzione. «Non c’era ancora nulla. Abbiamo dovuto organizzare e sistemare tutte le attività burocratiche connesse alla realizzazione di quella struttura che oggi grazie a Dio ha una sua collocazione e che vedrà il via dei lavori, una volta che la Croce Rossa aggiudicherà la gara d’appalto».
Tra i risultati dell’amministrazione da lui guidata, l’ex sindaco ha tenuto a ricordar anche la garanzia di una sede comunale provvisoria nell’area di Vallicelle, i cui lavori sono ormai in fase di ultimazione. «A breve anche quella struttura sarà consegnata e l’amministrazione e le strutture comunali potranno operare insieme in una sede dignitosa, non più dunque secondo l’organizzazione che abbiamo trovata, frazionata su più complessi indipendenti l’uno dall’altro. All’interno di quello che è il cuore della struttura comunale, l’ufficio tecnico poteva contare poi su un personale ridottissimo composto da tre sole unità; oggi siamo arrivati a 26. Questo perché compito di una amministrazione non è solo quello di assicurare tutti i servizi ma anche di lavorare perché la ricostruzione possa camminare veloce».
Compito dell’amministrazione è quello di mettere a disposizione gli strumenti ma anche gli spazi sia per i giovani che per gli anziani, ha aggiunto Lucia Jajani: «È questo quello che manca a Camerino. Per quanto riguarda infatti l’organizzazione di iniziative e manifestazioni si può contare su tantissime associazioni di giovani e di anziani ma, quello che manca sono i luoghi che rendono possibile ritrovarsi. E la nostra amministrazione si era mossa anche verso questo obiettivo; da subito abbiamo approntato un intervento anche economico a favore della realizzazione del quartiere delle associazioni. Siamo intervenuti economicamente sul progetto che era partito dall’associazione IoNon Crollo, per consentirne lo stato definitivo dell’opera che senza l’intervento del comune non si sarebbe potuto realizzare in quanto le risorse disponibili non sarebbero state sufficienti. Ci stavamo muovendo nel senso di creare delle strutture, dei luoghi nei quali sia i giovani che gli anziani potessero unirsi. Prima il terremoto, poi la pandemia, hanno creato una grande frattura nell’animo delle persone e l’amministrazione aveva già dei progetti in corso che sono stati interrotti. La nostra volontà è dunque quella di metterci a disposizione anche con delle risorse, perché tante sono le associazioni che poi possono organizzare molte iniziative”.

Infine Sborgia ha inteso sottolineare l’attenzione che c’è stata nei confronti delle attività commerciali del territorio, riportando anche i positivi dati pubblicati da Cna che vedono Camerino quale terza città della provincia di Macerata in termini di presenze, posizionandola addirittura davanti a Civitanova Marche .
«Questo per dire che tutto il progetto che, insieme alle varie realtà commerciali e imprenditoriali della città, avevamo messo in campo, ha dato i suoi risultati. E questo è stato un merito dell’amministrazione: con una situazione pandemica ancora in corso, Camerino è stata la terza città della provincia per numero di presenze, qualcosa come 200mila visitatori solo nel 2021. Credo che siano dati importanti e li ricordo per dire che quello che abbiamo fatto in termini di promozione della città è stato il mettere a sistema il grande patrimonio artistico, naturale, culturale di cui questo territorio dispone. Abbiamo creato anche le condizioni per fruire dei luoghi storici della città: così è stato per la Rocca borgesca nella quale ci si è dati da fare per la sistemazione dell’area e anche per la realizzazione del chiosco Noi intendiamo dunque continuare su questa strada, perché i risultati ci hanno dato ragione E se la cittadinanza ce lo consentirà andremo avanti su questa strada determinati come lo siamo stati fino ad ora. Credo che raggiungeremo gli obiettivi che ci siamo prefissi e anche di più».
c.c

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