Matelica, il Rubens della discordia

Mercoledì, 15 Luglio 2015 02:00 | Letto 1192 volte   Clicca per ascolare il testo Matelica, il Rubens della discordia “Il quadro ritrovato da Delpriori è attribuito a Rubens e a Jan Wildens, al quale è attribuito il paesaggio alle spalle dei personaggi”. Queste le parole rilasciate alla stampa lo scorso 22 maggio dal sindaco di Matelica Alessandro Delpriori in merito alla preziosa opera ritrovata dallo stesso, “Carità del duca Rodolfo”, di proprietà di Federico Gandolfi Vannini. La notizia del ritrovamento ha fin da subito smosso gli animi dei matelicesi, nella fattispecie di alcuni esponenti dellopposizione, che da subito si sono prodigati per smentire la bella notizia. Ed è infatti di questo tenore il comunicato divulgato dal gruppo consiliare Nuovo Progetto Matelica che dichiara quanto segue: “La cultura vera passa dallo studio: il nostro gruppo ha ben pensato di approfondire la questione, visitando il museo del Prado a Madrid, dove è conservato il famoso dipinto di Pieter Paul Rubens denominato “Acto de devocion de Rodolfo I de Hasburgo”. Successivamente un membro di Nuovo Progetto Matelica si è messo in contatto con il Corpus Rubenianum, al quale ha rivolto alcune domande, tra le quali se il centro avesse attribuito a Rubens la paternità del quadro che si trova esposto a Matelica”. Nel comunicato è presente la risposta del Corpus Rubenianum che sembra “incline a non attribuire il dipinto a Rubens stesso. Sembra provenire dallo studio di Rubens come una buona replica del lavoro fatto per il re di Spagna […] Cè una buona probabilità che il paesaggio ritratto appartenga a Wildens”. Insomma, nulla di nuovo da quanto lo stesso Delpriori ha sempre dichiarato, cioè che lopera non è interamente attribuibile a Rubens bensì alla sua scuola, ma che la mano del maestro nei dettagli è inconfondibile. Così è lo stesso Alessandro Delpriori, che si è detto leso nella sua professionalità, a rispondere a quelle che egli stesso ritiene accuse insensate: “A quanto sappiamo dalla stampa, un manipolo di matelicesi ha viaggiato verso Madrid sacrificando un giorno delle proprie ferie per entrare in un museo. Evidentemente era la prima volta per loro, tanto che, folgorati da tanta bellezza, hanno voluto dedicare del tempo ad approfondire la questione del Rubens ora esposto a Matelica”. La risposta di Delpriori sembra essere puntuale e molto ironica, e prosegue così: “I nostri avveduti storici dellarte avranno letto ampiamente la descrizione del dipinto in collezione privata di Tancred Borenius che, allinizio del secolo, catalogava lopera di Rubens e inseriva tra le opere autografe, al numero 157, anche questa esposta a Matelica. Ovviamente avranno letto che già nellasta di Christies il dipinto era considerato di Pieter Paul Rubens e Jan Wildens a cui veniva attribuito il paesaggio. Che la versione per lImperatore abbia un grado di autografia più alto di quello esposto a Matelica e giustificabile, ma che si tratti di unopera pensata, disegnata e supervisionata da Rubens è cosa certa”. Lamarezza nelle parole scritte nella nota emessa da Delpriori è grande. Infatti il primo cittadino si domanda come sia possibile che il gruppo di minoranza non si renda conto che queste polemiche non ledono la sua figura, ma quella della città. “Stiano sereni i consiglieri di opposizione – dichiara invece Sara Sorci, capogruppo PerMatelica – non ci faremo coinvolgere dai loro deliri dimpotenza politica […] governiamo per tutti, anche per loro. Lo facciamo per i matelicesi –conclude Sorci – e ci facciamo carico anche dellassenza di unopposizione allaltezza”.

Il quadro ritrovato da Delpriori è attribuito a Rubens e a Jan Wildens, al quale è attribuito il paesaggio alle spalle dei personaggi”. Queste le parole rilasciate alla stampa lo scorso 22 maggio dal sindaco di Matelica Alessandro Delpriori in merito alla preziosa opera ritrovata dallo stesso, “Carità del duca Rodolfo”, di proprietà di Federico Gandolfi Vannini. La notizia del ritrovamento ha fin da subito smosso gli animi dei matelicesi, nella fattispecie di alcuni esponenti dell'opposizione, che da subito si sono prodigati per smentire la bella notizia. Ed è infatti di questo tenore il comunicato divulgato dal gruppo consiliare Nuovo Progetto Matelica che dichiara quanto segue: “La cultura vera passa dallo studio: il nostro gruppo ha ben pensato di approfondire la questione, visitando il museo del Prado a Madrid, dove è conservato il famoso dipinto di Pieter Paul Rubens denominato “Acto de devocion de Rodolfo I de Hasburgo”. Successivamente un membro di Nuovo Progetto Matelica si è messo in contatto con il Corpus Rubenianum, al quale ha rivolto alcune domande, tra le quali se il centro avesse attribuito a Rubens la paternità del quadro che si trova esposto a Matelica”. Nel comunicato è presente la risposta del Corpus Rubenianum che sembra “incline a non attribuire il dipinto a Rubens stesso. Sembra provenire dallo studio di Rubens come una buona replica del lavoro fatto per il re di Spagna […] C'è una buona probabilità che il paesaggio ritratto appartenga a Wildens”.

Insomma, nulla di nuovo da quanto lo stesso Delpriori ha sempre dichiarato, cioè che l'opera non è interamente attribuibile a Rubens bensì alla sua scuola, ma che la mano del maestro nei dettagli è inconfondibile.

Così è lo stesso Alessandro Delpriori, che si è detto leso nella sua professionalità, a rispondere a quelle che egli stesso ritiene accuse insensate: “A quanto sappiamo dalla stampa, un manipolo di matelicesi ha viaggiato verso Madrid sacrificando un giorno delle proprie ferie per entrare in un museo. Evidentemente era la prima volta per loro, tanto che, folgorati da tanta bellezza, hanno voluto dedicare del tempo ad approfondire la questione del Rubens ora esposto a Matelica”.

La risposta di Delpriori sembra essere puntuale e molto ironica, e prosegue così: “I nostri avveduti storici dell'arte avranno letto ampiamente la descrizione del dipinto in collezione privata di Tancred Borenius che, all'inizio del secolo, catalogava l'opera di Rubens e inseriva tra le opere autografe, al numero 157, anche questa esposta a Matelica. Ovviamente avranno letto che già nell'asta di Christie's il dipinto era considerato di Pieter Paul Rubens e Jan Wildens a cui veniva attribuito il paesaggio. Che la versione per l'Imperatore abbia un grado di autografia più alto di quello esposto a Matelica e giustificabile, ma che si tratti di un'opera pensata, disegnata e supervisionata da Rubens è cosa certa”.

L'amarezza nelle parole scritte nella nota emessa da Delpriori è grande. Infatti il primo cittadino si domanda come sia possibile che il gruppo di minoranza non si renda conto che queste polemiche non ledono la sua figura, ma quella della città.

Stiano sereni i consiglieri di opposizione – dichiara invece Sara Sorci, capogruppo PerMatelica – non ci faremo coinvolgere dai loro deliri d'impotenza politica […] governiamo per tutti, anche per loro. Lo facciamo per i matelicesi –conclude Sorci – e ci facciamo carico anche dell'assenza di un'opposizione all'altezza”.

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