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Notizie di politica nelle Marche
Alta Scuola di Formazione sul sito di Lanciano. Un progetto dal valore complessivo di 16 milioni di euro sul quale, però, c’è poca chiarezza.

A sostenerlo il gruppo consiliare di minoranza “Castelraimondo Insieme” che al riguardo ha presentato un’interrogazione in consiglio comunale con 13 quesiti specifici su tale iniziativa.

“Purtroppo alle tante domande non è arrivata nessuna risposta – dichiara il capogruppo Costantino Mariani - Per esplicita ammissione del sindaco ci sono ancora poche informazioni e i chiarimenti si sono limitati all’oggetto dell’intervento: una scuola di alta formazione per figure nel mondo dell’hotellerie, del turismo, dei prodotti dedicati alla persona e di quelli derivati dalle piante officinali. Non una parola è emersa riguardo alla durata e frequenza dei corsi, ai destinatari, al loro numero, ai finanziamenti, alla progettazione didattica, alle docenze, alla natura dei titoli rilasciati, al fatto se, nel futuro, da questo investimento deriveranno oneri correnti per il comune e alle altre questioni poste”.

Non soddisfatta, dunque, l’opposizione che manifesta perplessità e preoccupazione per una “progettualità evanescente a fronte di una dimensione economica così importante”.

“Come gruppo di minoranza – conclude Mariani – offriremo il nostro supporto costruttivo, purchè ci sia chiarezza reciproca a cominciare dal massimo della trasparenza sulla questione”.
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Si è parlato dello stato di avanzamento del processo di ricostruzione pubblica e privata nel corso dell’incontro che Paolo De Biagi, commissario prefettizio del comune di Camerino, ha avuto con il commissario straordinario alla ricostruzione Giovanni Legnini.

Al tavolo di lavoro hanno partecipato anche l’arcivescovo Francesco Massara, il rettore di Unicam Claudio Pettinari, il direttore dell’ufficio speciale per la ricostruzione Stefano Babini e l’architetto Rosella Bellesi, funzionario della Soprintendenza Beni culturali.

Un incontro tecnico di aggiornamento e confronto in merito a progetti importanti per tutta la comunità di Camerino, nel quale si è ribadito l’impegno di garantire il processo di ricostruzione, sia pubblica che privata, in base al percorso avviato e a superare eventuali criticità.
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Con una lettera, inviata al sindaco di Valfornace Massimo Citracca, Simone Marchetti ha rassegnato le proprie dimissioni dalla carica di vicesindaco. Risultato eletto consigliere comunale nelle votazioni comunali di Valfornace in data 11 giugno 2017 e successivamente nominato vicesindaco in data 24 giugno 2017, Simone Marchetti ha deciso di rimettere nelle mani del sindaco la carica di vicesindaco e relative deleghe con decorrenza immediata, tenendo quella di consigliere, per non venir meno agli impegni presi con la cittadinanza e rimanere a disposizione fino alla naturale fine del mandato.
Tale decisione, frutto di attenta analisi  – spiega Marchetti- è irrevocabile. Non mi sento più parte del progetto presentato dalla nostra lista alle elezioni comunali del 2017, dove misi la faccia e mi impegnai in una campagna elettorale che prometteva un netto cambio di passo rispetto a chi ci aveva preceduto, necessario a risollevare le sorti del nostro comune dopo i tragici eventi del sisma 2016, combattendo i personalismi che avevano fino a quell'anno limitato l'operato delle precedenti amministrazioni del comune di Pievebovigliana.

Abbiamo fatto tanto
 in un periodo difficile, dove anche il covid è andato a minare una situazione già critica – continua Simone Marchetti- , ma ad oggi, purtroppo, non sto più riscontrando intenzioni nobili, non nelle persone dei consiglieri con i quali c'è stato sempre un clima umano e collaborativo ottimo, bensì nella figura del sindaco, colui che dovrebbe essere garante e rappresentante forte della macchina amministrativa.

Il mio impegno a livello amministrativo e sociale è stato sempre ligio ai principi di correttezza e rispetto dei ruoli; chi mi conosce lo sa e forse proprio questo è stato il mio più grande errore, non voler credere a quello che avevo paura potesse accadere e cioè un interesse ad amministrare che andava oltre il solo dovere civico. Faccio mea culpa, avrei dovuto far autocritica tempo fa – prosegue Marchetti nelle sue motivazioni- ma l'interesse a non creare divisioni, a non voler far perdere tempo, in un periodo storico in cui ogni secondo è fondamentale, è stato maggiore e me lo ha impedito.
Non posso accettare la falsità, non posso guardare i cittadini negli occhi e rimangiarmi quello che avevo promesso, non per colpa mia ma per colpa di altri. Proprio da qui – conclude la lettera - la scelta di rimettere l'incarico da vice sindaco”.



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Nessun progetto e nessun finanziamento per il nuovo ospedale di Macerata i cui lavori, stando almeno a quanto dichiarato lo scorso 2 luglio dall’assessore regionale alla sanità Filippo Saltamartini, sarebbero dovuti iniziare entro l’anno”.

Ad affermarlo il consigliere del Partito democratico Romano Carancini, che analizza in proposito il Masterplan dell’edilizia ospedaliera presentato dalla Giunta regionale.

“Con riferimento all’ospedale di Macerata – precisa Carancini – alla voce finanziamento il documento afferma che la disponibilità attuale ammonta a 60.000.500,00 di euro e che i restanti 79.500.000,00 devono ancora essere reperiti. Questo vuol dire che a quasi un anno e mezzo dall’insediamento della giunta Acquaroli la promessa di avvio lavori nel 2022 per il nuovo ospedale di Macerata targato Saltamartini in realtà non si tradurrà neppure con una recinzione dell’area". 


"Quello che sta accadendo ha dell’incredibile – rincara la dose il consigliere dem - A Saltamartini non basta aver deciso di fregarsene di una decisione formale e storica della Conferenza di Area Vasta 3 rispetto alla realizzazione di un nuovo ospedale di 1° livello, tornando indietro sulla procedura e cancellando un progetto di fattibilità pronto, consegnato e scelto; a Saltamartini non basta neppure ridimensionare l’ospedale di Macerata da 550 a 350 posti letto, di fatto cancellando il diritto della provincia di Macerata di avere una struttura che possa curare al meglio le persone, ma ad oggi, a 16 mesi dall’insediamento, non vi è traccia di alcun nuovo progetto e, cosa ancor più grave, non sono state trovate le risorse per poterlo realizzare”.

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Sui fondi europei del Pnrr assegnati alla regione Marche, per un importo complessivo di 183milioni di euro, la Giunta regionale appare in confusione e senza una visione strategica.

A denunciarlo è il gruppo assembleare del Partito Democratico, che vede a rischio il potenziamento della sanità territoriale nella fase post Covid.  

“Sono mesi - spiega il capogruppo Maurizio Mangialardi - che si conosce l’entità delle risorse che il governo Draghi, attraverso il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, ha destinato alla Regione Marche per quanto riguarda la missione salute. La giunta regionale, con grande imbarazzo da parte di tutti, ha perso intere settimane a tergiversare, tenendo i sindaci, il consiglio regionale, i sindacati e quasi l’intero mondo della sanità all’oscuro della sua strategia. Molto probabilmente perché una strategia non ce l’hanno e non sanno come soddisfare le promesse fatte in campagna elettorale”.

“In questo anno e mezzo - afferma Romano Carancini - abbiamo presentato almeno tre atti per far sì che il consiglio regionale e il territorio non arrivasse a questo appuntamento impreparato, ma pronto a cogliere un’occasione, quella del Pnrr, di portata storica. Tutto inutile, perché questi dilettanti allo sbaraglio non hanno dato né a noi né ai sindaci l’opportunità di confrontarsi sui loro progetti e sulle reali esigenze dei territori”.

“Hanno costruito delle proposte - precisa la vice capogruppo Anna Casini - senza neppure conoscere i contenuti del Pnrr. Basti pensare che intendevano utilizzare le risorse europee per fare le manutenzioni ordinarie, invece di programmare il potenziamento della medicina del territorio. Insomma, sono completamente scollegati dai bisogni delle nostre comunità”.

“Non ci sono idee - conclude Fabrizio Cesetti - si va avanti a tentoni e la giunta è completamente assente. Le risorse dovrebbero essere indirizzate a ridurre e superare le disparità territoriali nei livelli di assistenza e prevenzione, come previsto dalle linee guida dello stesso Pnrr. Dunque, i progetti dovrebbero essere inquadrati nell’ambito di una strategia quanto meno regionale. Invece il centrodestra preferisce inseguire logiche di campanile e rispondere alle esigenze elettorali di assessori e consiglieri di maggioranza anziché quelle dei territori”.
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Il Commissario Paolo De Biagi ha incontrato il Luogotenente dei Carabinieri di Camerino Junio Faiazza per un saluto di ringraziamento in vista dell’imminente trasferimento alla stazione dei Carabinieri di Grottammare.

Il luogotenente Faiazzada lunedì lascerà, infatti, la città ducale dopo 6 anni. Arrivato a marzo del 2016, dopo aver prestato servizio per 19 anni a Serravalle del Chienti, è stato in prima linea nell’affrontare l’emergenza determinata dal sisma. Anni di grande lavoro e impegno per la comunità in cui si è speso senza risparmiarsi per l’intero territorio. 

E' stato un incontro cordiale che ha permesso al Commissario di esprimere un sincero apprezzamento e ringraziamento da parte della cittadinanza per l'opera svolta sul territorio dalle donne e dagli uomini della Stazione dei Carabinieri di Camerino, a tutela della sicurezza dei cittadini con passione e professionalità. Il Commissario ha, poi, rivolto il più cordiale e sincero augurio al luogotenente Faiazza per il nuovo incarico.
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Il consiglio regionale delle Marche sta lavorando alla nuova legge che regola i Consorzi di bonifica, da tempo al centro di discussioni e anche di polemiche. Una proposta organica di riforma del Consorzio è stata presentata dalla consigliera del Movimento 5 Stelle Simona Lupini.

“Il consorzio di bonifica è uno strumento che potrebbe essere importante per assicurare la manutenzione del territorio, ma così com’è oggi non funziona: da anni raccogliamo le proteste degli agricoltori e dei proprietari di piccoli terreni che lamentano di dover pagare balzelli non collegati a reali benefici” – esordisce così la consigliera pentastellata che chiede maggiore trasparenza nelle azioni del Consorzio stesso – “Quello che proponiamo, innanzitutto, è di chiarire di cosa il Consorzio si occupi: una definizione precisa delle aree soggette a bonifica, e anche dei benefici, che oggi sono tutti schiacciati sull’attività idraulica. Crediamo invece che si debba distinguere tra presidi di bonifica, miglioramenti fondiari e disponibilità irrigua: in questo modo, gli agricoltori sapranno finalmente con chiarezza per cosa stanno pagando”.

Anche a livello gestionale, i 5 Stelle chiedono più garanzie, proponendo un collegio, anziché un revisore dei conti unico, cui affidare il controllo dei Consorzi al fine di garantire una verifica più rigorosa.

Ultimo punto, cruciale, è quello di allargare la partecipazione: “Per come sono costruiti attualmente, i Consorzi scoraggiano in ogni modo la partecipazione diretta alle loro decisioni: il centrodestra è d’accordo con noi nel consentire a chi non è in regola coi versamenti di votare, ma crediamo sia il momento di fare un passo in più. Liste più semplici da presentare, obbligo di andare comunque ad elezioni, e limite di mandati per il Presidente.”

L’appello è a una riforma che metta davvero i consorzi al servizio del mondo agricolo.
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Allo studio da tempo anche attraverso incontri con i territori il nuovo Piano Sanitario Regionale, attraverso i fondi del PNRR, è in dirittura d’arrivo. La bozza, infatti, sarà presentata ai sindaci delle 5 Aree Vaste (giovedì 10 Ancona, Macerata, Pesaro-Urbino, venerdì 11 Fermo e Ascoli Piceno) e successivamente alle parti sociali, agli ordini professionali e ai comitati dei cittadini. Infine la discussione in Consiglio regionale per il confronto con le opposizioni prima dell’approvazione in Giunta.

“Il Piano è pronto – ha detto l’assessore alla sanità Filippo Saltamartini – ma vogliamo ulteriormente condividerlo con i territori prima della approvazione definitiva. Gli investimenti da fare sono importanti e vanno utilizzati per andare incontro alle esigenze reali dei cittadini, per cui le osservazioni degli enti locali sono fondamentali”.

La Missione 6 Salute del Pnrr si articola in due componenti: reti di prossimità, strutture intermedie e telemedicina per l'assistenza sanitaria territoriale, e poi innovazione, ricerca e digitalizzazione del servizio sanitario nazionale.

Allo stato attuale per la componente 1 sono previsti stanziamenti per quasi 43 milioni per la realizzazione di 29 Case di Comunità, 23 milioni per 9 Ospedali di Comunità e quasi 2,6 milioni per 15 Centrali Operative Territoriali. I Piani Operativi Regionali vanno perfezionati entro il 28 febbraio con le relative Schede di Intervento.

“Siamo perfettamente nei tempi previsti – conclude Saltamartini – abbiamo dovuto apportare delle minime variazioni per via delle richieste avanzate solo in questi giorni dal Ministero".
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“Fondi della sanità marchigiana nel caos. Si convochino i sindaci e un consiglio regionale per rimediare agli errori dell’assessore Saltamartini”.

Questa la richiesta avanzata dal coordinamento dei segretari provinciali del Partito democratico delle Marche Francesco Ameli (AP), Jacopo Falà (AN), Rosetta Fulvi (PS), Luca Piermartiri (FM), Angelo Sciapichetti (MC).

“Grazie al PNRR il governo ha assegnato alle Marche ben 182 milioni di euro, utili a rivoluzionare la sanità a partire da quella territoriale con case ed ospedali di comunità. Stupefacente pensare che la Regione Marche si sia accorta solo ora che gran parte degli interventi che avevano pensato di fare, a partire da quelli antincendio, non possono rientrare tra quelli previsti dal PNRR! Segno che o si è politicamente incapaci o si è in malafede”, commentano i cinque segretari Pd.

“Sbalorditivo che dopo quasi due anni di governo la giunta Acquaroli non sia in grado di elaborare un piano strategico per la riforma dell’offerta di salute territoriale nelle aree vaste né sia in grado di programmare investimenti con i giusti canali di finanziamento. Ci sentiamo di dare quindi un consiglio al governo regionale - propongono i segretari - si convochino subito le conferenze di Area vasta e si dia seguito alle richieste del gruppo assembleare del Pd delle Marche con la convoca di un consiglio regionale dedicato. Acquaroli e Saltamartini facciano fare i sindaci, i sindacati e le associazioni di categoria di riferimento per far realizzare in tempi brevi una proposta condivisa e credibile. Solo così sarà possibile programmare in maniera adeguata e condivisa la riorganizzazione di offerta della salute. A questo punto non è più un problema di destra o sinistra, ma è l’unica soluzione di buonsenso”.

Pongono l’accento i segretari dem sulle carenze “croniche” della sanità regionale (visite programmate che saltano, gjuardie mediche a rischio, ospedali che scoppiano) e sulle cause per le quali le Marche sono in zona arancione per poi richiamare presidente e giunta alle proprie responsabilità: "È ora che la giunta Acquaroli si assuma le proprie responsabilità – concludono - si occupi meno di poltrone e nomine politiche,e risolva i problemi del paese reale: quelli di noi cittadini marchigiani”.
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“Non intendiamo continuare ad alimentare il clima di livore e odio, che purtroppo si percepisce in questi giorni e nel quale sono state addirittura tirate ingiustamente in ballo la Curia e l'Università. Ci auguriamo che d’ora in avanti si abbassino i toni e si ritrovi tutti la necessaria tranquillità per affrontare le elezioni prossime. Non fa certamente bene a Camerino continuare a spargere il seme del rancore”.

Si chiude così il comunicato che Marco Fanelli, Giovanna Sartori e Riccardo Pennesi, i tre ex consiglieri comunali del gruppo “Per Camerino”, hanno predisposto come risposta ultima alle esternazioni dell’ex sindaco Sandro Sborgia animato, a loro dire, da “un sentimento di avversione viscerale che trasuda dalle parole che, pare evidente, non sia maturato ora, in questi giorni, ma che va avanti da molto tempo, tanto che vengono citati fatti e situazioni che risalgono addirittura a due anni fa”.

Una nota nella quale i “tre trasfughi” precisano ulteriormente i motivi che li hanno indotti attraverso la loro scelta a ridare subito la parola ai cittadini.

Di seguito gli argomenti addotti a sostegno delle loro ragioni:

“Entrando nel merito di quanto scritto, per amore della verità e per dignità, l’accusa di protagonismo e mancata partecipazione rivolta a Marco Fanelli è semplicemente ridicola: venne inserito tra i candidati solo per insistenza di Sborgia, venne indicato come assessore ai lavori pubblici dopo il rifiuto della Ortenzi e di Marassi, ed accolse con sincero entusiasmo la proposta di nominare Vice Sindaco la Jajani. E’ surreale anche l’accusa di mancato interesse alla riapertura di parte del corso Vittorio Emanuele - continua Marco Fanelli - ero assente semplicemente perché quel periodo ero in convalescenza con il COVID ed una spalla rotta e non potevo uscire di casa. Questi sono tentativi di infangare le persone e basta. Non vedo altre necessità al di fuori di questa, di tenere questi toni sulla stampa”.

Sulla ricostruzione – prosegue- dopo la discussione sul programma di recuperoed il piano di cantiere, che non volle essere preso in considerazione, l’ex Sindaco, come già spiegato mi fece capire che non dovevo interferire, tanto che erano state date disposizioni agli uffici affinché tutte le delibere di giunta che riguardavano la ricostruzione, anche di immobili pubblici, arrivassero a sua firma. Questo è agli atti e chiunque può verificarlo.”

“Vista la mia esclusione dalla gestione della ricostruzione, come del resto quella di chiunque altro non rientrasse nella cerchia ristretta scelta da Sborgia, ho cercato di dedicarmi alla gestione non facile della viabilità. E’ singolare come l’ex Sindaco cerchi di scaricare le sue responsabilità anche questa volta su altri: una delle prime accese discussioni riguardò l’utilizzo dei tre milioni ricevuti quale risarcimento del danno dall’assicurazione sul terremoto. In quella occasione io ero convinto che quelle somme dovevano essere impiegate per la maggior parte nella sistemazione della viabilità delle frazioni e di alcune situazioni che richiedevano interventi da tempo, mentre Sindaco e Vice volevano utilizzarli per colmare il disavanzo tecnico (debito pubblico), tanto che richiesero anche un’apposita perizia tecnica.Dopo un animato confronto ottenni di stanziare 480.000 euro per la strada di Mergnano e 780.000 per la strada di Tuseggia, ma con la precisa condizione che si facesse in terza annualità, in modo da avere il tempo di ritrattare per esigenze di bilancio.

Grazie al lavoro degli uffici siamo riusciti a raddoppiare tali cifre ed i tecnici incaricati hanno rivisitato i progetti per non perdere gli ulteriori 1,3 milioni. Ad oggi la gara per il primo stralcio di Mergnano si è conclusa e gli uffici stanno predisponendo la consegna dei lavori. Non vi è stato nessun problema particolare, se non quella di rimodulare i progetti per non perdere gli ulteriori finanziamenti.

Quello che ha scritto è fortemente irrispettoso anche nei confronti del personale dell’ufficio tecnico che ci ha lavorato. In questi due anni e’ stata sistemata la viabilità di via Scalette (70.000 €) eSpindoli (17.500 €), la strada del cimitero (18.000 €), la frana san Paolo – Le Calvie (105.000 €) e quella di Arcofiato (40.000), le strade di Catena(37.000 €), Portajano e Raggiano (140.000 €), Pozzuolo-Statte (50.000 €). Abbiamo una serie di interventi in corso che sono quelli della strada per Montelago (311.000 €) e la strada di Piandajello (312.000 €). Oltre ai due interventi sopra descritti di Mergnano (960.000 €) e Tuseggia (1.500.000 €). Sono stati reperiti 360.000 € per la sistemazione della viabilità della strada Arcofiato – Santa Lucia e più di 600.000 euro per la strada Ponti – Capolapiaggia dove abbiamo acquisito la terra per allargare la carreggiata e togliere il semaforo (il progetto era praticamente ultimato). E’ stato completato l’iter per la realizzazione dei percorsi e la valorizzazione del lago di Polverina (350.000 €) e ci sono tanti altri progetti presentati che con tutta probabilità verranno finanziati, come quello per l’allargamento della sede viabile e la realizzazione dei marciapiedi San Paolo- le Calvie che vale più di un milione di euro. Come sempre si poteva fare di più, ripeto, ma credo di essermi impegnato per quel poco spazio che mi veniva lasciato.

Sempre per amore della verità voglio precisare che le problematiche della strada Caselle- Ponte della Cerasa non dipendevano dall’assessore, ma dal fatto che prima di quell’intervento devono essere fatti alcuni lavori della pedemontana. E’ stato così concordato che la Quadrilatero rifarà provvisoriamente il manto stradale nei tratti più rovinati.

Anche sui lavori di regimazione delc.d. “fosso dello scarico” si dicono cose non vere: andai in Regione quando vi fu la necessità di chiedere ulteriori finanziamenti ed ero presente alla conferenza di approvazione del progetto esecutivo nella quale riuscimmo ad evitare il rinvio.”

Dalle parole dell’ex Sindaco appare chiara la sua visione egocentrica, continuando ad insistere sull’ “io ho detto, io ho fatto e gli altri no”. Ora forse tutti possono capire come era impossibile continuare ad amministrare così. In un clima di malsana competizione che, francamente, non solo non ci saremmo mai aspettati di vivere, ma che certamente non abbiamo mai condiviso.

Si leggono continue illazioni sulla famigerata variante, che al dì là delle sciocchezze tecniche scritte, sono mirate solo a lasciar intendere chissà quali interessi sottesi. Le varianti che propongono i privati, il funzionarioè obbligato ad istruirle, l’assessore ha l’obbligo di portarla in Consiglio comunale ed il consiglio decide; questo vuole la legge. Ammesso che nella fattispecie l’istanza prevedeva di occupare uno spazio di un parcheggio di poco più di 20 x 20 metri (Sborgia parla di consumo di suolo), la scelta in generale, se fare nuove aree residenziali, industriali, commerciali, etc, spetta al Consiglio comunale. Di strano in questa variante vi è l’inusuale comportamento delSindaco, che in una inaspettata veste di esperto di urbanistica pone formalmente una serie di rilievi tecnici al proprio funzionario. Come se non bastasse, ci avverte formalmente che se non avessimo ritiratola richiesta di convocare il Consiglio comunale, si sarebbe potuto “profilare l'obbligo a carico del sottoscritto, di segnalare i fatti all’Autorità Giudiziaria”. Questo per spiegare, qualora ce ne ancora fosse bisogno, i suoi metodi molto poco democratici.

Ne ha parlato pubblicamente anche il legale dell’interessato spiegando bene la realtà; ma quello che si vuol sottolineare è che è assolutamente inaccettabile il voler insinuare dubbi sulla onorabilità e sull’integrità morale delle persone. Forse Sborgia non sa che a Camerino ci conosciamo tutti, da tempo.

Ci accusa senza mezzi termini di tutelare non meglio definiti interessi personali, quando a lui è casualmente sfuggito di dire che un suo consigliere di maggioranza ha partecipato, in modo del tutto inopportuno, ad un concorso pubblico presso il Comune che amministrava (gli atti lo dimostrano). Non vogliamo continuare ad alimentare il clima di odio e non tireremo in ballo nessuno. Non accetteremo però che si continui a capovolgere la realtà, così come quando si dichiara “mai mi sono rivolto a Pasqui e Lucarelli per proporre accordi inconfessabili", senza specificare perchévi si sia rivolto.

“Relativamente alla questione della paventata chiusura dell’Archivio di Stato - precisa Giovanna Sartori - ritenevo fondamentale l’intermediazione politica con il Ministero dei Beni Culturali, in quanto la soluzione di impiegare personale comunale poteva essere d’aiuto solo per tamponare il problema, ma non poteva di certo costituirne la soluzione; e per quanto concerne il trasloco della Biblioteca Valentiniana ci si preoccupava solo del fatto che i locali che generosamente Unicam metteva a disposizione, a fronte dell’utilizzo del Rotary Palace per l’importantissimo progetto di ricerca scientifica, non erano idonei a contenere tutti i preziosi volumi: la Valentiniana conta all’incirca 150.000libri mentre nell’aula di San Sebastiano ce ne entreranno più o meno 4.000, tanto che si è reso necessario l’impiego di un ulteriore locale preso, in locazione, a Torre del Parco. In merito al costo dell’intervento mi limitai ad illustrare i preventivi ricevuti dalle ditte del settore”.

Si rammenta rispettosamente che sono tantissime le iniziative realizzate presso la sezione dell’Archivio di Stato dall’ex assessore alla cultura a partire dalla mostra “Camerino il cuore dell’Europa”, inaugurata in occasione delle giornate del FAI d’autunno del 2019, scelta, poi, anche come sede per la presentazione della stagione teatrale, e che mai ci si oppose di dare in uso all’Università di Camerino i locali per realizzare quel prestigioso progetto: abbiamo sempre creduto che Unicam sia la principale forza della Città di Camerino, dal punto di vista culturale, ma anche economico.

“Infine, insieme anche al consigliere Riccardo Pennesi sono sempre stata a disposizione dei dirigenti scolastici, degli insegnanti, del personale e soprattutto degli studenti, coinvolgendoli in tantissimi progetti: dalle guide turistiche in occasione delle giornate del FAI, alla scuola di platea organizzata in occasione della stagione teatrale, a tutti i concerti ed eventi, anche natalizi, organizzati proprio per i bambini delle elementari, ai progetti musicali realizzati proprio con la collaborazione del Comune, agli spettacolini estivi per i più piccoli presso i giardini della Rocca, al sostegno al progetto NYCO, indirizzato proprio ai più giovani, ed al campus estivo dell’Associazione Adesso Musica. Tutto ciò senza avere, voglio sottolineare, alcun ruolo o delega ai servizi sociali.”




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