“Oggi abbiamo aperto un confronto con gli alleati per costruire una candidatura unitaria della coalizione di centro sinistra, capace di avere consenso oltre il nostro campo e aprire una nuova fase per le Marche. Ci rivedremo a stretto giro - Così  Giovanni Gostoli, segretario regionale Pd dopo gli incontri di oggi pomeriggio, avuti  insieme al vicesegretario Alessandrini, con gli alleati delle forze politiche e civiche: Socialisti, Verdi e Civici di “Uniti per le Marche”, Articolo Uno, Italia Viva, Azione, Più Europa, la lista civica “Presenza Popolare” e la lista civica “Le Nostre Marche” con Demos, Popolari e Italia in Comune.
Nei giorni scorsi Gostoli ha incontrato anche Alessandro Seri, coordinatore Diem25 Marche, l'associazione transnazionale, che ultimamente ha promosso insieme ad altre realtà la lista “Emilia-Romagna Coraggiosa” di Elly Schlein.
 
“Negli incontri bilaterali con le forze politiche e civiche - afferma Giovanni Gostoli- prima di tutto è emerso uno spirito unitario e la volontà di arrivare in tempi brevi ad una sintesi sulla candidatura, dopo un lavoro nei mesi scorsi sui programmi, sulle idee e sulle priorità per migliorare la qualità di vita delle marchigiane e dei marchigiani Sono emerse da più parti ipotesi di personalità che potrebbero rappresentare la coalizione, competitive e autorevoli, alcune delle quali è possibile verificare solo con una larga convergenza dell’alleanza. In questa fase interlocutoria - precisa Gostoli - ciascuno ha provato a mettere in campo possibili soluzioni e proposte, anche con valutazioni diverse ma ognuna con pari dignità rispetto alle altre e, soprattutto, senza veti. Il confronto che si è svolto con serenità continuerà anche nelle prossime ore nelle quali potrebbero emergere altre valutazioni e ipotesi. C’è la consapevolezza che la sfida delle elezioni regionali è aperta. Si può vincere con una proposta unitaria e un campo di centro sinistra più largo possibile che si costruisce attorno al Pd. In questo senso - conclude Gostoli - stiamo raccogliendo anche l’appello delle Sardine che, ieri a piazzale Lazzarini a Pesaro e nei giorni scorsi con una lettera sulla stampa, chiedono un cambio di passo, una convergenza e cooperazione del campo progressista, democratico e civico per aprire una nuova fase nelle Marche. Prima degli interessi di parte o del partito viene l’interesse della comunità marchigiana”.

C.C.



Ha sicuramente lasciato un segno il messaggio in diretta di Valeria Mancinelli che ha suonato come un ritiro nella corsa alle elezioni regionali ormai alle porte e trascinato con sé anche il dispiacere di chi nella coalizione di centro-sinistra avrebbe puntato sul suo nome. Tra questi Italia Viva, la cui posizione è comunque ferma nel ribadire la discontinuità, il no alle primarie e la scelta di un candidato condiviso e forte rappresentativo di tutta la comunità marchigiana.
Lo conferma ai nostri microfoni, il capogruppo di Italia VIva in consiglio regionale Fabio Urbinati: " C'è rammarico e dispiacere per quanto ha comunicato Valeria Mancinelli, anche se per la verità era nell'aria -commenta-. Io che ho sempre seguito la politica sin da ragazzino, ricordo che nella prima Repubblica un partito avrebbe fatto di tutto per candidare quella persona che in quel momento praticamente rappresentasse la maggior parte della volontà degli elettori di una parte politica. Noi abbiamo creduto sin dal primo momento che Valeria Mancinelli potesse interpretare quelle che sono le istanze dei marchigiani e, come dimostrano i sondaggi, Valeria Mancinelli era e secondo me è a tutt'oggi  il candidato più forte che il centro-sinistra possa mettere in campo. Il nostro candidato presidente resta Flavio Corradini e sul suo nome mai abbiamo avuto dubbi, tuttavia con grande umiltà, lo stesso ex rettore dell'Università di Camerino si è detto disposto a lasciare il campo a Valeria Macinelli perchè noi pensiamo ancora che in questo momento lei possa interpretare le intenzioni di voto della grande maggioranza dei cittadini marchigiani e non solo quelli di centro sinistra. Sulla persona di Flavio Corradini che è il nome che portiamo avanti - dichiara il Capogruppo d'Italia Viva- credo ci sia pochissimo da aggiungere: ha dimostrato una grandissima capacità amministrativa e, soprattutto dopo il Sisma del 2016, con un ateneo che è riuscito a ripartire già dopo pochi giorni: questo lo si può fare solo quando si hanno le leve per poter decidere e solo se si possiedono grandi qualità amministrative. Credo pertanto, che da questo punto di vista non debba imparare nulla da nessuno, però mi piace sottolineare che ciò che testimonia delle capacità di Flavio è in primis la sua umiltà che oggigiorno è una dote fondamentale per fare politica. E nella sua apertura ed umiltà, Flavio Corradini ha sempre detto di essere disposto a lasciare il passo ad un candidato più condiviso: questa è la politica che Italia viva vuole praticare, questa è la politica che Italia Viva vuole mettere a disposizione di tutta la comunità marchigiana". 
L'augurio dunque è che non sia un no definitivo quello di Valeria Mancinelli e che il Partito Democratico possa risolvere le problematiche interne registrate negli ultimi giorni, e che possa ritorvarsi lo spirito unitario di tutta la coalizione.
"Da ex capogruppo del Partito Democratico in consiglio regionale - conclude Fabio Urbinati- conosco le dinamiche di quel partito che, purtroppo, si sono innescate nella maniera peggiore anche nella discussione degli ultimi giorni. La nostra disponibilità a discutere mai è venuta meno e debbo dire che sto registrando una grandissima volontà del Segretario PD Giovanni Gostoli il quale davvero ce la sta mettendo tutta. Come Italia Viva  noi in questo suo percorso lo stiamo sostenendo e continueremo a sostenerlo nei prossimi giorni. Lo stesso segretario del PD delle Marche, ieri ha ricevuto anche ufficialmente il sostegno del segretario nazionale Nicola Zingaretti a proseguire su quella strada. Italia viva è per proseguire su quella strada e, ce la metteremo tutta per mantenere un governo progressista della regione Marche".
C.C.  

Le Marche ideali” è il manifesto lanciato dall'ingegnere Sauro Longhi ex rettore dell'università Politecnica delle Marche che all'incirca un mese fa annunciato la sua volontà di candidarsi a Presidente della Regione rivolgendosi  alle forze progressiste di centro-sinistra, liste civiche e Movimento 5 Stelle.

”Si tratta di un documento aperto-  dice Sauro Longhi ai nostri microfoni-.  E’ un punto di partenza su una piattaforma unita e aperta a tutti che punta a risolvere una serie di problemi che abbiamo nelle Marche: il rispetto dell'ambiente, rispetto della persona e dei cambiamenti che abbiamo di fronte e che dovremo gestire accompagnando le persone e poi una ricostruzione vera delle zone che sono state colpite dal terremoto oltre tre anni fa. C’è bisogno di partire, è necessario dare uno slancio che effettivamente sia significativo e bisogna mettere in campo delle serie competenze. E’ ora di partire con la ricostruzione vera ed è necessario che le norme vengano applicate anche se a mio avviso è indispensabile mettere in campo persone molto competenti che vanno trovate e ci deve essere da parte della Regione la capacità di gestire questo gruppo di personalità che secondo me possono offrire un contributo determinante nella risoluzione dei problemi. Il documento aperto è già online ed è già possibile sottoscriverlo".  
Dal centro-sinistra intanto emerge la volontà di lavcorare ancora per una coalizione la più larga possibile anche se per il momento non sembrano esserci aperture verso eventuali primarie che potrebbero rappresentare ulteriore momento di frattura e divisione.
Primarie di coalizione che secondo Longhi potrebbero essere uno strumento valido per arrivare ad una soluzione attraverso l'ascolto democratico delle persone: 
"Io appartengo al mondo civico quindi da parte mia c'è massimo rispetto di tutto ciò che movimenti e partiti hanno come loro regolamento- afferma l'ex rettore Sauro Longhi-  So che nel Partito Democratico cè questo strumento delle primarie e così nel Movimento 5 Stelle esiste la piattaforma Rousseau che viene messa a disposizione dei propri iscritti.  Rispetto dunque gli strumenti che partiti e movimenti si sono dati ed è per questo che a mia volta ho presentato la mia piattaforma programmatica che non è un programnma, bensì semplicemente una forza per entrare e costruire insieme un programma; ci sono delle azioni che sono molto complesse ma molto semplici nella descrizione  e- conclude Longhi-  se su quella piattaforma si trova l'accordo, poi tutto il resto avviene in maniera molto semplice.  La mia è pertanto un'ampia disponibilità al confronto e alla collaborazione. Da questa regione ho maturato la mia esperienza e ottenuto tanto; mi sono laureato nelle Marche, ho collaborato molto alle attività di trasferimento tecnologico frutto della nostra ricerca verso le aziende, sono stato retttore di una università ed è tempo che io restituisca  tutto quello che ho ottenuto.  E' tempo che mi metta a disposizione per restituire alla società, che in qualche modo mi ha permesso di crescere e di arrivare a questi risultati, le mie competenze le mie idee e anche le mie capacità, qualora ovviamente ci siano tante persone a voler condividere questo progetto". 
C.C.


Nessuna larga intesa con altri partiti. Il M5s corre da solo anche nelle Marche. E quanto si evince da una nota del Movimento nella quale si riferisce che " il capo Politico del M5S Luigi Di Maio e Danilo Toninelli, responsabile delle campagne elettorali del Movimento, hanno incontrato questa mattina i due referenti per le elezioni regionali nelle Marche, Gianni Maggi e Martina Parisse, per definire la collocazione del M5S. E' stato rilevato che non ci sono le condizioni politiche per pensare ad un patto civico che comprenda anche i partiti. Il Movimento 5 Stelle dunque si presenterà alle prossime elezioni regionali nelle Marche, da solo o con eventuali liste civiche". Ora dunque con lo strumento delle primarie potrebbe aprirsi la strada alla candidatura del Governatore Cerisicioli. Lo stesso, nell'ipotesi di un accordo tra PD e pentastellati si era detto infatti disposto a farsi da parte, dichiarando comunque di rendersi disponibile per una candidatura in rappresentanza del centrosinistra.
c.c.

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