Il Commissario alla Ricostruzione dei territori colpiti dal sisma 2016, Giovanni Legnini, è stato ascoltato oggi dalla Commissione Bilancio della Camera, impegnata della discussione del decreto sul rilancio dell’economia.

Cinque gli argomenti toccati dal Commissario in merito alla ricostruzione del Centro Italia dopo gli eventi sismici: il rafforzamento del Sisma e dell’Eco-bonus, nuove assunzioni e stabilizzazione del personale impegnato nei Comuni e negli Uffici Speciali, le misure di sostegno allo sviluppo dell’economia del cratere, la velocizzazione della ricostruzione privata, la semplificazione della ricostruzione pubblica.

Legnini, in particolare, ha suggerito un rafforzamento degli incentivi fiscali per la messa in sicurezza sismica e la riqualificazione energetica degli edifici nella zona del cratere. L’eventuale estensione alle seconde case ed un aumento dei tetti della spesa detraibile, ha detto il Commissario, li renderebbero, anche in alternativa al contributo pubblico per la riparazione delle abitazioni, degli strumenti formidabili per accelerare la ricostruzione privata nel Centro Italia.

Il Commissario ha inoltre sottolineato l’esigenza manifestata da tutti i comuni di stabilizzare il personale occupato nella ricostruzione, con ulteriori proroghe dei contratti e nuove assunzioni. Ha inoltre sottolineato alcune difficoltà delle imprese del cratere, già ferme o con attività ridotte, di dimostrare la flessione del fatturato necessaria per beneficiare degli aiuti previsti per fronteggiare l’emergenza Covid-19.

Questa mattina, invece, il Commissario ha avuto un incontro con tutte le parti sociali della Regione Marche: imprese e sindacati. Tra le altre cose ha voluto ribadire la sua posizione a seguito degli attacchi della Lega che lo accusano di essere di parte e di "aver aizzato i pm contro l'allora Ministro dell'Interno, Matteo Salvini.
"Sono assolutamente sereno - ha chiarito - in merito alla correttezza dei miei comportamenti e ho la ferma intenzione di continuare a esercitare le funzioni che mi sono state assegnate con tutta la determinazione e l'energia di cui dispongo".
Sugli attacchi della Lega, Legnini ha risposto anche ad Huffinghton post dicendo: "Mi sento ferito perché ho sempre assolto alle mie funzioni istituzionali con assoluta lealtà e onore. Ma intendo reagire. Mi hanno colpito i messaggi di affetto e sostegno di quanti mi conoscono e sanno come ho sempre agito nella vita come nelle istituzioni. E soprattutto mi hanno commosso i messaggi di cittadini e sindaci del cratere del centro Italia. Da tre mesi come commissario alla ricostruzione post-terremoto in Lazio, Marche, Umbria ed Abruzzo sto spendendo tutte le mie energie per i diritti dei terremotati e vorrei continuare a farlo lontano dalle polemiche politiche, collaborando con tutti come sto facendo e pensando solo a  come ricostruire territori feriti che vivono una doppia emergenza".

GS

Una pagina intera sulle misure messe in atto per la ricostruzione dal nuovo Commissario e sui problemi riscontrati negli anni precedenti sarà pubblicata nel settimanale L'Appennino Camerte in uscita la prossima settimana.
Da domani gli Uffici speciali per la ricostruzione potranno accettare le nuove richieste di contributo con la nuova procedura di certificazione degli interventi affidata ai progettisti e l’indicazione di tempi certi di conclusione dei procedimenti, stabiliti dall’Ordinanza 100 del 9 maggio scorso.
Sul sito internet del Commissario, www.sisma2016.gov.it sono stati pubblicati oggi tutti i testi normativi, la Relazione illustrativa, le schede sintetiche, gli strumenti operativi, le guide ad uso dei tecnici per il calcolo del contributo e la presentazione delle domande, una nota che chiarisce i criteri di applicazione delle vecchie Ordinanze ed una lettera del Commissario Straordinario, Giovanni Legnini, indirizzata a tutti gli attori della ricostruzione, dai tecnici, ai cittadini.

"In occasione dell’avvio delle nuove procedure di semplificazione - scrive il Commissario - abbiamo voluto produrre degli strumenti di illustrazione e approfondimento delle decisioni assunte e dei conseguenti profili attuativi. L’intento sotteso ai documenti di sintesi ed illustrazione che presentiamo è quello di rendere il più possibile agevole la lettura e l’applicazione delle nuove disposizioni da parte dei progettisti, degli uffici tecnici comunali, degli USR e degli altri attori della ricostruzione. L’obiettivo, nei prossimi giorni, sarà anche quello di fornire ai privati cittadini e alle imprese strumenti di informazione su un nuovo assetto di regole improntato alla chiarezza e alla comprensibilità. Si tratta di un passo importante verso un’estesa e responsabile partecipazione e condivisione della “comunità della ricostruzione” che deve crescere e svilupparsi per far sì che il processo di rinascita dei territori colpiti dal sisma possa finalmente decollare e procedere con un ritmo spedito".

Legnini annuncia quindi che a queste importanti decisioni, seguirà nelle prossime settimane una nuova Ordinanza per aggiornare e meglio definire i rapporti con le professioni tecniche. Il legislatore e il Commissario hanno richiesto ai professionisti impegnati nella ricostruzione l’assunzione di responsabilità aggiuntive, alle quali si intende far seguire nuove disposizioni finalizzate a fornire un quadro di maggiori certezze sulle regole e sulle condizioni, anche economiche, di esercizio delle loro prestazioni. 

GS
Pratiche edilizie digitali per eliminare i documenti cartacei ed evtitare errori.
È quanto deciso dall'assessore all’Urbanistica di Tolentino, Fausto Pezzanesi, che ha approvato un atto di indirizzo con il quale si stabilisce che, dal prossimo 11 giugno, la modalità per la presentazione delle pratiche edilizie digitali da parte dello Sportello Unico per l'Edilizia, prevede la sola presentazione digitale della pratica sul portale.
"Si tratta di una vera e propria svolta nella gestione dei procedimenti urbanistici - spiega Fauto Pezzanesi - con la sostituzione del cartaceo con la documentazione digitale che porterà ad una riduzione dei tempi per l’istruttoria delle pratiche, al recupero dei pareri da uffici interni e uffici esterni su piattaforma digitale.
Siamo consapevoli che, inizialmente, ci saranno tante domande e tanti quesiti a cui rispondere, in particolare da parte dei professionisti del settore, ma siamo pronti. Sempre ricordando - conclude l'assessore - che Tolentino è il Comune dove sono attese il maggior numero di pratiche di tutto il cratere per la ricostruzione post-sisma e purtroppo con un numero non adeguato di dipendenti ad istruirle".

GS
Il Sindaco di Castelsantangelo sul Nera, Mauro Falcucci, ha inviato una nota al Presidente del Consiglio dei Ministri per sollecitare un suo intervento sulla stabilizzazione del personale impiegato nell’ambito dell’emergenza e della ricostruzione. La questione era già stata anticipata al Presidente Conte  in ovasione della sua visita a Castelsantangelo sul Nera il 13 settembre 2019.

"E’ prossima la scadenza dei tre anni dall’assunzione del personale a tempo determinato a suo tempo ripartito tra la struttura del Commissario, le Amministrazioni Comunali, USR-Regionali, Provincie, e Università- fa notare il primo cittadino- Al momento la normativa prevede la possibilità di applicare a questo personale una limitatissima deroga o proroga fino al termine dello stato d’emergenza che si ricorda è stato fissato dal Decreto Sisma centro Italia al 31 dicembre 2020.
Il personale in scadenza, ormai esperto, in molti casi, stante le pochissime figure professionali dei piccoli Comuni, è stato individuato nell’ambito dell’emergenza e della ricostruzione, con posizione organizzativa, ricoprendo quasi sempre il ruolo non solo di Responsabile dell’Ufficio Sisma, ma anche di Responsabile Unico del Procedimento e di Direttore Esecuzione Contratto.
Questa modalità ha consentito agli Enti di far fronte alle difficoltà connesse all’iniziale emergenza ed oggi è indispensabile, grazie alle competenze maturate, per seguire la ricostruzione la cui durata è stimata in oltre quindici anni. Sono evidenti le difficoltà tecniche/operative che l’Amministrazione dovrà gestire, quando il dipendente, suo malgrado, terminerà il rapporto di lavoro con l’Ente di appartenenza. I Comuni si vedranno costretti ad interrompere, bruscamente, tutte le attività procedurali, di gara, di contratti, di verifiche, con i diversi operatori/enti, che la normativa vigente in ambito di codice degli appalti e di T.U.E.L., affida ai Responsabile dell’Ufficio, nonchè al Responsabile Unico del Procedimento e Direttore all’esecuzione del contratto, di tutti i procedimenti sia in ambito di Emergenza che di Ricostruzione.

"Purtroppo i Comuni possono stabilizzare i dipendenti a tempo determinato solo con risorse finanziarie proprie- sottolinea Falcucci-  Va da sé che, specialmente per i piccoli comuni, come quello che il sottoscritto rappresenta, si tratta di uno sforzo insostenibile e, quindi, impossibile! Per ironia della sorte ci troviamo di fronte a casi in cui i nostri dipendenti, dopo aver acquisito presso di questi Comuni la dovuta esperienza e formazione, vengono reclutati a tempo indeterminato dagli Enti più grandi, i quali hanno ben altre capacità assunzionali rispetto alle nostre. I nostri Comuni subiscono, quindi, danni enormi da questo inutile processo migratorio tra Enti/Istituzioni, con interruzione del servizio, perdita del know how e necessità di formare ex novo il personale. 

La necessità di stabilizzare a tempo indeterminato una parte del personale che da oltre tre anni lavora negli Uffici Sisma e che ricopre ruoli apicali di Responsabilità nei Comuni terremotati- continua il sindaco-  è nota anche al Commissario Legnini, il quale già durante i primi incontri, ha subito mostrato la propria attenzione sul tema, condividendo l’oggettiva necessità per la quale occorre una copertura legislativa, la stessa che viene richiesta per accelerare la ricostruzione pubblica che a distanza di circa quattro anni dal sisma, purtroppo, non è ancora partita in quanto legata alle procedure di appalto ordinarie. E’ auspicabile che vengano individuati al più presto, e prima delle imminenti scadenze contrattuali, i criteri e modalità per stabilizzare il personale già formato, anche prevedendo che lo stesso, una volta terminata l’esperienza lavorativa per il Sisma del Centro Italia, in considerazione delle notevoli competenze di elevata professionalità acquisite sul campo in ambito di gestione dell’emergenza e Ricostruzione, possa rientrare alle dipendenze, ad esempio, del Dipartimento di Protezione Civile, del Dipartimento CasaItalia o della Regione, al fine di essere impiegato nella gestione di altre calamità naturali/emergenze, che sempre più spesso stanno interessando il nostro territorio Nazionale".
L’indifferibile esigenza di assumere a tempo indeterminato il personale che nei piccoli Comuni ha acquisito una esperienza non sostituibile, pena il blocco delle attività della ricostruzione,oltre che  al Presidente del Consiglio Conte. è stata già rappresentata dal sindaco di Castelsantangelo anche  al Commissario Legnini, al Capo Dipartimento della Protezione Civile Borrelli, al Vice Commissario della Regione Marche Ceriscioli e al Presidente dell’Anci Marche Mangialardi.
"Ad essi - conclude Falcucci- ci affidiamo fiduciosi per una decisione tempestiva e assolutamente non rinviabile considerato che finalmente si registrano significativi segnali positivi sulla ricostruzione con l’insediamento del Commissario Legnini". 
C.C.














"A quattro anni dal terremoto, dopo aver visto passare tre inutili figure di commissari ed aver assistito a irreversibili scempi di natura paesaggistica(unico capitale su cui
sviluppare progetti e attività), al conseguente scadimento sociale, anche il Comune di Valfornace, in piena sintonia con il generale agire burocratico del sistema si è praticamente adagiato in un soporifero vivacchiare". 
Così Sandro Luciani
, Capogruppo della minoranza a Valfornace, nell'affidare ad una lettera le sue parole di sfogo e di critica alla gestione amministrativa dell'attuale  Giunta comunale, guidata da Massimo Citracca. 

" I costanti decessi dei numerosi anziani, a cui si aggiungono partenze di nuclei familiari giovani,hanno trasformato l’antico borgo, culla di tradizioni e cultura locale, in un relitto di comunità destinato ad implodere. Le nostre contrade interne- scrive Luciani-  con estremo dolore , si spopolano giorno dopo giorno, il silenzio cala sui resti di comunità che costantemente non trovano,la forza di rinascere.

Gli antichi progetti di collegamento tra comunità, lo sviluppo di iniziative nuove impostate su logiche moderne legate alle tradizioni ed ai saperi autentici, sono sempre più lasciate all’inerzia dell’oblio. La nostra comunità non fa eccezione e la popolazione attonita, prima dagli eventi sismici, poi dalla pandemia covid 19, confinata nelle anguste soluzioni abitative, inizialmente definite“momentanee”, ora sempre più “definitive” anche in rapporto all’età degli occupanti, sta percependo che per la maggioranza di loro sarà “l’ultima residenza”. Sono molti coloro che non residenti, proprietari di secondeabitazioni nella maggior parte dei casi ereditate, i quali non trovando più anche quelle atmosfere ospitali e collaborative tipiche della antica Pieve, stanno stancamente attendendo l’avverarsi delle favola della ricostruzione. In un primo momento ci si era infervorati nella speranza di vedere l’avvio di quel programma di ricostruzione, che man mano si è trasformato in una presa per i fondelli con ilripetere –non vi lasceremo soli–. Ora che si è rimasti soli-continua Luciani-  non resta che amareggiarsi e per qualche singolo ostinato proseguire nell’incalzare il sistema, ma con poca convinzione. Un esempio fra tutti, nella piccola realtà di Valfornace, che può essere preso come fatto emblematico di tutte le tipologie della onnipotente burocrazia, è un’assurda vicenda che ha del paradossale. Esiste un fabbricato di proprietà comunale costruito da oltre 70anni, che per normativa vigente è sottoposto ad un vincolo storico che ne impedirebbe la demolizione e la sua ricostruzione, anche in altro luogo, seppur l’immobile non presenti particolari emergenze architettoniche da salvaguardare. Normativa che applicata in maniera letterale,senza un minimo di ragionevolezza, porta inesorabilmente al più totale immobilismo procedurale.

La pianificazione urbanistica è di per se una scienza in divenire, evolutivamente parlando, che ha in se lo spirito di rinnovamento ed adeguamento alla trasformazione. Non per nulla illustri pianificatori hanno coniato la definizione di Paesaggio come “ il luogo delle trasformazioni governate”.

Ebbene che si fa in Valfornace? Si inviano quesiti alle Istituzioni preposte e si attende fiduciosi; se poi le Istituzioni ritardano o non danno riscontro o peggio si limitano ad interpretare lessicalmente, la frittata è servita e l’amministrazione comunale che fa ? Attende, trincerandosi dietro la scontata inutile frase – siamo in attesa di risposta –. Tutto questo immobilismo a chi giova?

Alcuni iniziano a chiedersi: come mai i funzionari o peggio gli amministratori sono così poco attivi ed intraprendenti? Molte sarebbero le ipotesi di soluzione, ma è necessario che qualcuno le proponga. Invece tutto tace, gli uffici ed i rispettivi dirigenti si giustificano con la rilevante mole di lavoro fuori programmazione (quale?), senzamai assumersi responsabilità o proporre iniziative. Sono proprio le iniziative, che insieme alle idee di programma mancano a Valfornace, mentre la popolazione decresce. Forse una possibilità esiste ed è quella di proseguire con aggregazioni tra realtà comunali più grandi, perseguendo modelli di sviluppo nuovi e in grado di programmare l’indispensabile sovvertimento dell’attuale tendenza, che - conclude Luciani-  sta portando alla distruzione dei valori di civiltà che la storia ci ha tramandato".
C.C.




"I frutti dell'ordinanza 'madre' che riguarda la semplificazione si cominceranno a vedere in estate".
Al quarto Commissario alla ricostruzione, Giovanni Legnini, insediato da due mesi, spetta non solo il compito di accelerare i tempi di ripartenza nelle terre del sisma, ma anche quello di riappropriarsi di una fiducia che, dal 2016, in queli luoghi, è andata man mano affievolendosi.
Tranquillizza, così, infatti, nell'esporre i contenuti delle quattro ordinanze firmate questa mattina su cui era stata raggiunta l'intesa due giorni fa.
Un segnale in controtendenza con gli altri Commissari arriva già dalle modalità: una videoconferenza con i giornalisti che mai si era svolta negli anni precedenti: "Ho voluto come addetto stampa un ottimo giornalista (Mario Sensini ndr) che è anche un profondo conoscitore delle problematiche della ricostruzione e dei territori ricompresi nel cratere. Io penso - ha detto - che la comunicazione, da parte della struttura commissariale, e l’informazione sono decisive per assolvere ad un dovere di trasparenza nelle decisioni e nella loro attuazione. Non può essere un accompagnamento, ma è un fattore coessenziale all’esercizio delle funzioni commissariali perché si tratta di recuperare un apprezabile grado di fiducia da parte dei cittadini".
Da questa premessa la spiegazione dell'ordinanza principale: "Si tratta di una mezza rivoluzione copernicana - ha spiegato - . Non è la prima volta che si parla di semplificazione, noi in questo caso la facciamo: l’abbiamo deliberata e scandita in norme. D'ora in poi il proprietario del fabbricato danneggiato, insieme al progettista, decide come ricostruire, calcola il contributo, acquisisce titoli e nulla osta. Sono loro che depositano tutto all’ufficio speciale per la ricostruzione che non deve fare più una istruttoria, come accadeva oggi, ma deve controllare la completezza della documentazione, dopodichè esercita il controllo e se ci sono errori o omissioni sarà rigettata altrimenti sarà accolta. Questo - ha chiarito - richiede severa e rigorosa capacità di controllo da parte degli uffici specail e un controllo di legalità che sia efficace".
Buone notizie anche per chi ha già presentato le domande: "Questo nuovo procedimento - ha annunciato Legnini - può essere adottato anche da coloro che hanno presentato le domande che sono in istruttoria. Questo perchè, quando questo sistema andrà a regime, consentiremo a tutti di ripresentare la domanda, altrimenti proseguirà con il procedimento precedente".
Effetti visibili già dall'estate, a cui non mancheranno importanti controlli già annunciati e contenuti nelle ordinanze.
La seconda ordinanza riguarda, invece, la delega ai Comuni per l’istruttoria delle pratica: I Comuni che vogliono gestire l’istruttoria delle pratiche possono farlo raggiungendo una intesa con gli uffici di ricostruzione sisma - ha detto - ". Al momento nessun Comune delle Marche ha fatto richiesta. 
Nel chiarire le motivazioni che hanno portato a stilare un primo elenco dei Comuni maggiormente colpiti, a cui ne seguiranno altri, Legnini ha chiarito che "Non esiste il doppio cratere perché non vi è alcuna differenziazione tra distribuzione di risorse e diritti. C’è solo la possibilità di richiedere la deroga da parte dei Comuni. Vi sono centi, borghi, frazioni, nuclei, che hanno necessità di queste deroghe e altri che possono ricostruire seguendo la procedura. Una norma che prevde anche la possibilità di includere tra i più danneggiati non solo l'intero comune ma anche una sola parte di esso".
Ma se queste semplificazioni riguardano la ricostruzione privata, è per quella pubblica che il Commissario chiede con forza dei cambiamenti al Governo: "Se vogliamo far sì che parta anche questa - ha detto - occorrono norme straordinarie, noi ne prevediamo due: L'applicazione generalizzata e il potere straordinario in capo al Commissario per provvedere, in deroga, nelle situazioni più critiche e complesse dove vi sono impedimenti.
E' necessaria una norma per l’economia per lo sviluppo di questi territori che si trovano ad affrontare tre emergenze: lo spopolamento precedente al 2016, il sisma, il coronavirus. Bisogna introdurre una misura stabile per sostenere attività produttive, turismo, cultura, infrastrutturazione digitale. Infine ciediamo altre 200 assunzioni per rafforzare la struttura commissariale che, così come è stata concepita, è disorganizzata e non è idonea per far fronte alla necessità di produrre una svolta alla ricostruzione. Questo completerebbe il quadro e ci metterebbe nelle condizioni di contribuire a far sì che la ricostruzione non solo costituisca un atto di giustizia per le popolazioni colpite, ma costituisca una leva per l’economia delle 4 regioni e di tutto il Paese".
Infine il problema delle macerie e delle finanze per il pagamento delle ditte che se ne stanno occupando: "Il problema delle macerie è serio - ha ammesso - , lo sto affrontando. Conto di definirlo in tempi ristretti perché sto facendo verifiche amministrative e finanziaerie.
Erano stati stanziati 100 milioni di euro da parte della Protezione Civile qundi, ad oggi, la struttura commissariale non era intervenuta. Sembrerebbe che quei fondi siano esauriti e in quel caso dobbiamo stanziare noi le risorse.
Ho già acquisito uno stato sulla situazione delle macerie nelle 4 regioni, ho chiesto un parere all’ufficio deputato e già lunedì prossimo mi confronterò con la Protezione Civile per un confronto. Qualora quelle risorse non risultassero più disponibili, provvederò a stanziarne altre".

Giulia Sancricca

L'argomento sarà approfondito nella prossima edizione de L'Appennino Camerte.






E' stato il programma di Canale 5 "Striscia la Notizia" a riaccendere, ieri sera, i riflettori sui territori del sisma e sui terremotati in attesa della ricostruzione.
Un servizio che è nato dall'hashtag #iorestoacasa, tanto che l'inviata si chiede, appunto, come possano vivere i terremotati, "decine di migliaia di persone sfollate - ha detto - che oggi dopo quattro anni continuano a vivere in alloggi di emergenza. Alloggi che dovevano essere per un breve periodo ma che a distanza di quasi quattro anni non sono ancora cambiati. Si va da Tolentino a Castelluccio, da Arquata a Muccia. Tutti in attesa di una casa vera".
Oltre alle soluzioni abitative di emergenza, infatti, il servizio ha portato all'attenzione dei telespettatori i tanto contestati container di Tolentino: "250 persone - ha detto l'inviata - tra cui molti anziani e famiglie numerose, vivono in stanze di 12 mq con bagni, docce e mense in comune.
Una città in container, dove si condivide tutto. Come potete immaginare, qui, mantenere la fondamentale distanza di sicurezza è praticamente impossibile".
Un problema che aveva ribadito anche il Comitato 30 ottobre e per il quale il primo cittadino, Giuseppe Pezzanesi, aveva ribadito l'assoluta attenzione.
Anche nel videomessaggio che il sindaco ha pubblicato sulla sua pagina Facebook, il 18 aprile scorso, illustrando la situazione del Covid 19 in città ha detto: "Abbiamo la situazione sotto controllo ai conteiner, che non sono un lager - ha ribadito - ma un luogo di comunità dove una grossa parte delle famiglie hanno già espresso la volontà di restare in quella struttura. Ho tutte le firme di chi ha rifiutato il contributo di autonoma sistemazione per restare lì. Decisioni dovute a motivi di lavoro, ma anche alla comodità economica, in attesa dei famosi appartamenti che dobbiamo finire di costruire o iniziare a costruire".
E proprio sulla costruzione degli appartamenti per i terremotati, Pezzanesi ha lanciato un appello al Governo: "Il Presidente Conte ha riaperto qualche attività - ha detto - ma, nonostante le richieste inviate attraverso le strutture deputate, a noi vicine, come la Protezione civile nazionale, il Commissario Giovanni Legnini e il governatore Luca Ceriscioli, l'edilizia emergenziale non è stata fatta ripartire.
Crediamo che, essendo i cantieri all'aperto, ci siano le condizioni per poter tornare a lavorare con la distanza di sicurezza ed i prsidi anitari. La ricostruzione era appena iniziata e sono trascorsi tre anni e mezzo, bisogna riaprire i cantieri per far portare un po' di serenità almeno nelle zone terremotate".


GS
Per Caldarola sono stati un esempio di speranza e rinascita dopo il sisma, oggi provano ad esserlo in piena emergenza sanitaria, nonostante le difficoltà.
Sono Sonja Pontoni e Gianluca Seghetti, proprietari dell'hotel e del ristorante Tesoro.
Proprio loro che, dopo aver visto le proprie strutture ricettive danneggiate dal sisma, hanno saputo imboccare la strada del coraggio di ricominciare, ora si trovano a vivere un altro grave dramma, ma hanno comunque deciso di dare un segnale di speranza ai concittadini.
Nonostante la chiusura imposta, infatti, hanno pensato di organizzarsi con i piatti d'asporto, con consegne gratuite a domicilio, per le festività della Pasqua, dal pranzo del venerdì santo alla cena del lunedì dell'Angelo.
"Una piccola iniziativa - dice Sonja Pontoni - per non restare fermi. Uno stop che avevamo già passato con il terremoto, ora non ci voleva proprio questa situazione".
Seppur con diverse difficoltà, la coppia aveva riaperto il ristorante lungo viale Umberto I, poco dopo le scosse, mentre per l'hotel hanno atteso tre anni e solo a giugno scorso avevano potuto ricominciare con l'attività alberghiera.
"Adesso siamo di nuovo fermi - spiega la proprietaria - . E' saltata la stagione primaverile ed estiva. Avevamo diverse prenotazioni legate anche a manifestazioni sportive che, essendo state annullate, si sono portate dietro tutte le disdette con la giusta restituzione della caparra. Fino a maggio saremo sicuramente fermi, ma abbiamo dei dubbi anche per il periodo estivo: qualora le restrizioni dovessero allentare, siamo consapevoli che ci vorrà tantissimo tempo per far ripartire il nostro settore e per tornare a lavorare con l'estero. E' una situazione devastante".
Intanto la Pasqua potrebbe essere il primo segnale che conferma la volontà di proseguire.

GS


Il Commissario Straordinario alla ricostruzione Giovanni Legnini ha disposto oggi il trasferimento delle risorse agli Uffici Speciali regionali per il pagamento delle anticipazioni ai professionisti ed approvato i relativi moduli per richiederle.

L’anticipo del 50% dei compensi per i progetti di ricostruzione delle abitazioni e degli impianti produttivi danneggiati con il contributo pubblico è previsto dall’Ordinanza 94 firmata sabato scorso dal Commissario, immediatamente esecutiva e da oggi pienamente operativa.

Agli Uffici Speciali della Ricostruzione di Marche, Abruzzo, Lazio e Umbria sono stati trasferiti 50 milioni di euro per avviare il pagamento delle anticipazioni ai tecnici, con un fondo rotativo che sarà reintegrato nel tempo.

I professionisti possono fin da ora presentare la richiesta dell’anticipo del compenso anche per le pratiche già presentate, che sono circa 7000, utilizzando i moduli approvati e pubblicati sul sito internet istituzionale del Commissario.

Nei giorni scorsi Legnini aveva dato indicazioni agli Uffici Speciali di procedere il più rapidamente possibile al pagamento alle imprese delle fatture arretrate e sta valutando nuove misure per favorire l’immissione di ulteriore liquidità, soprattutto in considerazione del blocco forzato della maggior parte dei cantieri della ricostruzione a causa del Coronavirus.
In arrivo una ordinanza per garantire il pagamento alle imprese dei cantieri del sisma. Era stata annunciata ieri da alcune indiscrezioni vicine al Commissario Giovanni Legnini.
“E’ fondamentale pagare subito le aziende - dice il governatore regionale - . Con le sospensioni dei cantieri edili nella ricostruzione post-sisma, dovute all’emergenza Covid-19, si è aperto un problema grave e urgente sui pagamenti dei lavori effettuati fino allo stop. Abbiamo sollecitato il commissario Legnini e siamo d’accordo sull’ emanazione, a breve, di una nuova ordinanza che garantirà il pagamento alle imprese per gli stati di avanzamento anche se nono state raggiunte le soglie previste – spiega il presidente Ceriscioli - Una richiesta fondamentale che ci arriva del settore edile delle associazioni di categorie delle Marche che hanno bisogno di un sostegno reale in questo momento di grande difficoltà.
L’ordinanza ormai imminente affronta il caso in cui i lavori effettuati fino alla sospensione dei cantieri non abbiano raggiunto le percentuali che consentono i pagamenti. Per noi è prioritario superare il requisito della percentuale da raggiungere e garantire la liquidità immediata alle ditte e con questo nuovo atto si tratta di assicurarne l’applicazione da parte di USR e banche affinché le imprese esecutrici siamo in grado di rispettare i propri impegni per il regolare pagamento dei propri fornitori, lavoratori e prestatori di servizi. Un altro colpo alla nostra economia non sarebbe più sostenibile in questa situazione di totale emergenza”.

GS



















































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